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Market outlook luglio 2012 .pdf



Nome del file originale: Market outlook_luglio 2012.pdf
Titolo: Perspectives_Economiques_Juillet_2012_IT.indd
Autore: isf

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Edmond de Rothschild
Asset Management
Luglio 2012

Market

Outlook
 Il settorre bancario quattro anni dopo Lehman:
impasse o rinascita?
Contenuti
La crisi e le sue conseguenze:
una valutazione
preliminare . . . . . . . . . . .pag.1
Una cornice regolamentaria
mutevole . . . . . . . . . . . .pag.2
Le banche europee e la
crisi del debito pubblico .pag.3
Conclusione: ritorno alle
origini? . . . . . . . . . . . . . .pag.4

Dal 2007, le banche hanno
affrontato una situazione
senza precedenti. Dopo
aver assunto troppi rischi
negli anni passati, molte
istituzioni finanziarie si
sono trovate a lottare con
Pierre Ciret
condizioni assai negative
Economista
Edmond de Rothschild
nell’ambiente economico,
Asset Management
circuiti finanziari rigidi e
pesanti costrizioni operative.
Dopo lo shock finanziario del 2008-9, gli enti
regolatori hanno deciso di riformare il modo
in cui le banche operano. La crisi del debito
pubblico europeo ha reso la situazione ancora
più urgente. Dunque, il settore bancario dovrà
adattarsi ad un nuovo ambiente e sottoporre
le sue prospettive, il modello economico e
l’organizzazione interna a rigorose analisi
strategiche.
La forma che assumeranno gli enti regolatori
è un altro argomento discusso, specie in
Europa dove il bisogno di implementare la
coordinazione tra i regolatori nazionali ha
portato alla creazione della European banking
authority (EBA) nel novembre del 2010.

Questo processo sta ora giungendo a una
conclusione se l’odierna ricaduta delle
forniture è un buon indicatore di confronto.
L’indebitamento è stato drasticamente ridotto e
i mutui sono l’unico problema rimanente finché
la qualità degli assets è presa in considerazione.
A dire il vero, questa è ancora una questione
considerevole ma il mercato della proprietà
residenziale si sta lentamente riprendendo
insieme alle finanze familiari. Questo è dimostrato
dall’abbassamento del numero di avvenimenti di
pagamento così che le banche dovranno gestire
questa questione nel tempo. Dal momento che
i guadagni bancari nel primo trimestre del 2012
sono stati i più alti dal 2007, non ci dovrebbero
essere problemi a fare ciò. Nel 2013, la fine
della crisi della proprietà residenziale dovrebbe
essere vicina.
PREVISIONI SULL’ANDAMENTO DEI PRESTITI NEGLI
USA
Milioni di USD
50 000
40 000
30 000

LA CRISI E LE SUE CONSEGUENZE: UN
ACCERTAMENTO PRELIMINARE

20 000
10 000

Stati Uniti
‘98 ‘99 ‘00 ‘01 ‘02 ‘03 ‘04 ‘05 ‘06 ‘07 ‘08 ‘09 ‘10 ‘11 ‘12

Dopo il collasso di Lehman Brother’s,
l’introduzione del fondo di salvataggio TARP e la
nazionalizzazione parziale di Citigroup, le banche
americane hanno deciso di riordinare i loro bilanci.

EDMOND DE ROTHSCHILD ASSET MANAGEMENT
47, rue du Faubourg Saint-Honoré
75401 Paris Cedex 08
A Limited Company.
AMF Registration No. GP 04000015
332.652.536 R.C.S. Paris
www.edram.fr

Fonte: Bloomberg

MARKET OUTLOOK
Il settorre bancario quattro anni dopo Lehman: impasse o rinascita?

Europa

UNA REGOLAMENTAZIONE MUTEVOLE

Grazie alla azione della BCE, la situazione si sta lentamente
ristabilizzando ma la solvibilità e la liquidità del sistema sono
ancora poco raccomandabili. Con le due tranche LTRO nel giro
di 36 mesi- uno a Dicembre e uno a Febbraio 2012- la BCE
ha aiutato le banche a rifinanziare il debito a condizioni molto
favorevoli. Ma la vera questione è ancora la fragilità dei bilanci
bancari insieme ad una tensione nel sistema finanziario che
resta alta anche se la situazione è migliorata dalla fine del 2011.
Comunque, non tutti nel settore finanziario sono malridotti: alcune
banche sono riuscite ad anticipare i problemi e adattarsi mentre
altre, le più bersagliate, sono riuscite a rifarsi. Con l’eccezione
della Danimarca, le banche nordiche sono risalite tutte dalla crisi
con grande caparbietà. Dall’altro lato molte banche commerciali
spagnole stanno lottando con condizioni particolarmente ostili e
molte sono state nazionalizzate.

Dopo una crisi così costosa, i regolatori puntano tutti a uno stesso
obiettivo: rinforzare il capitale delle banche, e fare in modo che la
loro base di capitale sia il più stabile possibile e ridimensionare
ogni debito nel bilancio.

Giappone
Dopo importanti perdite bancarie alla fine degli anni ‘90 e l’inizio
del nuovo secolo a causa di una enorme bolla immobiliare e un
intervento in ritardo da parte del governo che ha portato alla
nazionalizzazione della LTCB e la NCB, le banche giapponesi
hanno deciso di non fare mosse azzardate. Queste vengono
fuori dall’ultima recessione con bilanci robusti e sono ora nella
posizione di procedere con una espansione internazionale con
un focus in Asia.

Ciò significherebbe abbandonare l’idea di banca universale?
In realtà no. Benchè separare l’attività dall’ investment banking
è stato suggerito sia in Inghilterra che in Francia, sarebbe una
manovra difficile da implementare.
Basilea III
La crisi ha mostrato le lacune delle regole di Basilea II e le limitazioni
della convinzione di un debito sovrano a rischio zero, che è uno
dei suoi principi guida. Nel 2010, il comitato di Basilea e la bank
of international settlements hanno pubblicato proposte per una
nuova struttura che sarà pienamente operativa nel 2019. Ma i
regolatori sono in disaccordo sia riguardo i principi che stanno
dietro alle regole sia sul come fornire le banche di una struttura.
Inoltre, l’Unione Europea vuole incorporare queste direttive BIS
nella sua legislazione e la Federal Reserve ha acconsentito a fare
lo stesso. I regolatori stanno combattendo lo “shadow banking”,
una delle ragioni che sta dietro alla crisi, ma i cambiamenti nei
circuiti finanziari, come le parti giocate dai fondi monetari e
le clearing houses, rendono ingannevole la definizione di una
struttura appropriata.

Paesi Emergenti
Nella zona emergente, la crescita dei prestiti continua ma la
situazione varia molto da regione a regione. Guardando oltre,
persistono dubbi riguardo la salute delle banche cinesi. Le
banche nella zona emergente sono solitamente ben capitalizzate
e capaci di aggiudicarsi quote di mercato in aree dove le banche
europee stanno riducendo le loro operazioni.
BRASILE: PRESTITI NEL SETTORE PRIVATO
Miliardi di real brasiliano

SIFI (istituzioni finanziarie sistemicamente importanti) e il
rischio sistemico
Non c’è nessuna novità riguardo al rischio sistemico tranne che
i suoi effetti oggi sono più potenti e le parti coinvolte sono più
grandi. La combinazione dei rischi della controparte che sono
più ingannevoli da misurare e prodotti più complessi richiedono
cuscinetti di capitale più robusti di quelli della cornice generale di
Basilea III. Una decisione è attesa per Novembre.
L’atto Dodd-Frank (2010)

1 200

Il dibattito in tema di regolazione bancaria è stato particolarmente
vivo negli Stati Uniti. Con una mossa ritenuta estremamente
ambiziosa, il Congresso ha votato una legge senza precedenti,
2.300 pagine che puntano a revisionare completamente il sistema
bancario. La regola Volcker, che è parte dell’atto, è disegnata per
restringere il trading proprietario nelle banche a causa dei rischi
inclusi.

1 100
1 000
900
800
700
600

Contabilità delle banche

500

Questo è stato uno dei problemi principali e la crisi ha rivelato quanto
fosse importante definire un valore giusto e ridefinire come fosse
usato nel calcolare i provvedimenti. Contatti tra la FASB negli Stati
Uniti e lo IASB hanno portato a una stretta cooperazione riguardo
agli standards di contabilità. Ma guardando oltre le regole che
sono richieste nel settore finanziario, il mondo dei regolamenti sta
anche cambiando. La creazione della EBA in Europa altro non era
che l’inizio del cambiamento. L’ organizzazione deriva dal CEBS
ed è principalmente un forum per i regolatori nazionali dell’unione
europea finalizzato alla condivisione di idee. Non ha un ruolo diretto

400
Sett.-06 Giu.-07

Mar.-08 Dic.-08 Sett.-09 Giu.-10

Mar.-11 Dic.-11 Giu.-12

Fonte: Bloomberg

2 Edmond de Rothschild Asset Management • Luglio 2012

MARKET OUTLOOK
Il settorre bancario quattro anni dopo Lehman: impasse o rinascita?

nel determinare come il settore bancario venga regolato. Nel 2010 è
stato creato un altro ente di supervisione europeo, l’ERSB.

DEPOSITI BANCARI IN GRECIA
Milione

LE BANCHE EUROPEE E LA CRISI DEL DEBITO PUBBLICO

0,20
0,19

Le banche europee sono le più esposte al rischio bancario
globale, dal momento che i loro bilanci combinano tre debolezze
chiave. In primis, come risultato di una non voluta conseguenza
delle regole di Basilea II, queste possiedono molti titoli dello
stato. La crisi del debito pubblico ha rapidamente portato ad
una avversione generale verso le banche poiché il rischio di
default dello stato è abbinato a rendimenti in crescita dovute a
perdite in conto capitale. La Grecia ha dimostrato che ciò non
era semplicemente teoria.

0,18
0,17
0,16
0,15
0,14
0,13

La seconda debolezza presente in molte banche, è la dipendenza
da finanziamenti esterni dal momento che i depositi non riescono
a coprire i prestiti insoluti. Entrambe queste debolezze hanno
compartecipato a cambiare l’ambiente operativo. Il finanziamento
per le banche più esposte si è prosciugato completamente, ha
sofferto una dura contrazione o è diventato proibitivamente
costoso. Un’ accresciuta percezione del rischio della controparte
ha causato tumulto nel mercato interbancario e ha obbligato la
BCE a intervenire per immettere liquidità.
La terza, e più importante, debolezza è l’esposizione a prestiti
tradizionali in un momento in cui l’economia rallenta o entra in
recessione a causa di manovre implementate per ridurre i deficit
di governo. Molte banche come la Landesbanken Tedesca e le
banche di risparmio spagnole hanno effettuato ristrutturazioni ma
inevitabilmente molte cose devono ancora accadere.
Ci vorrà tempo per risollevarsi da questa situazione in cui ci
troviamo ora e il futuro delle banche è strettamente vincolato
a soluzioni che potrebbero esser prese. Chiaramente, la via
del successo richiede di migliorare le istituzioni nell’ Eurozona
e nell’ Unione Europea come fossero un tutt’uno. Passi come
la creazione dell’ EFSF e dell’ ESM sono già stati fatti ma un
passaggio ad una struttura federale e non solo intergovernativa
è da considerare se si vuole garantire una piena stabilità del
sistema e controllare i rischi di contagio.
Il summit europeo del 28-29 Giugno ha delineato un’ unione
bancaria che farebbe i ritocchi finali all’unione monetaria istituendo
un singolo e rinforzato ente di supervisione bancaria. Il suo
rapporto con la BCE e con le banche centrali nazionali riguarderà
ovviamente questioni legate alla sovranità. Curiosamente, al
summit non c’è stata nessuna menzione ufficiale di nessun
deposito comune ma dovrà essere parte dell’accordo se le uscite
dei depositi bancari in Spagna e in Grecia verranno bloccate.
Unione bancaria vorrebbe anche dire istituire procedure di
bancarotta, che è il motivo per cui la Commissione Europea ha
proposto una struttura a Giugno. Con il fine di ridurre il costo del
budget governativo, alcuni bonds potrebbero essere soggetti a
un regime bail-in ed essere trattati come fossero equity durante
una bancarotta.

Sett.-06 Giu.-07

Mar.-08 Dic.-08

Sett.-09

Giu-10

Mar.-11 Dic.-11 Giu-12

Fonte: Bloomberg

Un processo europeo più solido dovrebbe portare a una
maggiore stabilità e migliorare la visibilità ma le banche devono
anche modificare il modo in cui operano. Negli ultimi quattro
anni, la crisi ha favorito un cambio fondamentale negli approcci
al rischio. Modelli di rischio precedenti erano carenti ed oggi
sono dunque necessari nuovi modelli con strutture collegate.
Le banche spagnole e italiane fungeranno da test per valutare
i cambiamenti e così anche le banche irlandesi, Lloyds e RBS
in Inghilterra quando non saranno più sotto la supervisione
governativa.
In risposta ad un ambiente regolativo più duro, alle banche europee
è stato richiesto di restringere e riorganizzare i loro bilanci. Ciò
significa riallineare attivo e passivo e ridurre il debito finanziario.
Di conseguenza, molti portafogli di debiti, specialmente i mutui,
sono stati venduti in quanto considerati businesses non strategici
come invece l’aircraft leasing e i servizi di custodia degli attivi.
Di conseguenza, l’Europa assomiglierà sempre di più alla America
finché si parlerà di finanziamento all’economia. I vincoli regolativi
e ratios di capitale più esigenti hanno già portato le banche a non
prestare più ai grandi gruppi e a focalizzarsi invece su segmenti
più profittevoli come i prestiti ad aziende di media grandezza
e ai consumatori. Le compagnie che hanno i mezzi otterranno
finanziamenti sul mercato dei capitali, un servizio offerto dalle
banche ma che non ha impatto sui ratios prudenti. Questo è
anche il motivo per cui le banche effettueranno più spesso la
cartolarizzazione del debito con car loans e credit cards. Riuscirà
questa ristrutturazione dei bilanci a colpire la capacità delle banche
di finanziare l’economia?. L’esperienza americana suggerisce un
esito negativo ma il livello basso della domanda in Europa non
permette di dare una risposta certa al momento. Ciò potrebbe
rallentare la trasmissione della politica monetaria e dunque
annientare gli sforzi della BCE per scongiurare una crisi del credito.
E la ritirata dalle banche europee ai loro mercati di origine avrà
impatto sul finanziamento dell’economia globale, specialmente
nella zona emergente? Finora, i dati mostrano che le banche
locali insieme alle banche americane e giapponesi hanno ripreso
a fare e scambi esteri.

Edmond de Rothschild Asset Management • Luglio 2012

3

MARKET OUTLOOK
Il settorre bancario quattro anni dopo Lehman: impasse o rinascita?

CONCLUSIONE: RITORNO ALLE ORIGINI?
Negli ultimi 40 anni, il settore bancario è passato attraverso varie
ristrutturazioni radicali e crisi simili a quelle di oggi. Il periodo
del 1990-91 è un buon esempio. Alcuni trend sono già emersi:
I vincoli regolatori si intensificheranno e le banche che sono
eccessivamente focalizzate sul debito e sul proprietary trading
necessiteranno di una riorganizzazione completa dal momento
che richieste più alte di capitale ora rendono il loro modello
precedente insostenibile. Dall’altro lato, modelli economici più
tradizionali- dove la combinazione deposito/prestito è la strategia
principale- ha aiutato alcune banche a ridurre il rischio e a resistere
in un periodo molto instabile. Ma in questi casi, spesso il trade-off
è un ritorno più basso sull’equity, dunque un management così
prudente richiederà rigidi controlli sui costi operativi. Attraverso
una rifocalizzazione sui clienti, e in particolare sui client retail, le
banche avranno i mezzi per ritornare a fare investimenti. L’arrivo
dei servizi finanziari sui cellulari ha mostrato che la tecnologia
dovrebbe portare nuove offerte. Prestare sarà sempre un
business rischioso ma, indipendentemente dai cambiamenti
nelle normative, le banche sono ora pienamente consapevoli che
un debito eccessivo è pericoloso. Non c’è alcuna garanzia che
la trasformazione del settore avrà successo ma almeno alcune
banche hanno utilizzato il passato più recente per inventare
nuovi approcci e combinare un rischio più moderato con un
altro ugualmente moderato ma con una redditività più regolare e
obblighi di capitale più bassi.

Le banche centrali si occupano della politica monetaria e stanno
ora cooperando più da vicino con i regolatori per completare una
missione di carattere macro prudenziale. Controlli tecnici sono
ancora indispensabili anche se nel passato si sono mostrati troppo
limitati per evitare abusi speculativi su assets come il patrimonio.
Cercando di fermare il rischio eccessivo assunto dalle banche e
dai prestatori, le banche centrali potrebbero temporaneamente
rallentare la crescita economica ma almeno possono sperare di
evitare o ridurre l’inevitabile shock finanziario ed economico che
un comportamento del genere causerebbe. Riuscirebbero anche
a realizzare il loro principale obiettivo che è quello di assicurare
stabilità finanziaria. La situazione in Spagna oggi, per esempio,
sarebbe molto diversa se la sua banca centrale fosse stata più
aggressiva riguardo alla bolla sui prestiti immobiliari tra il 2000 e il
2005. Lo stesso vale per la Federal Reserve americana dal 2006.
Certamente il decidere di assumere uno stile di management
macro prudenziale è ancora una questione aperta. Il settore
bancario sta ancora crescendo nella zona emergente e alcune
delle principali banche internazionali, incluse alcune europee,
sono riuscite a mantenere per un lungo periodo una presenza
strategica in questi mercati ad alta crescita.

July 9 2012
This is a non-binding document from Edmond de Rothschild Asset Management 47, rue du Faubourg Saint Honoré 75401 Paris Cedex 8.
This document is for information only.
Disclaimer: The data, comments and analysis in this report reflect the opinion of Edmond de Rothschild Asset Management with respect to the
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However, they shall not under any circumstances be construed as comprising any sort of undertaking or guarantee whatsoever on the part of Edmond
de Rothschild Asset Management. All potential investors should consult their service provider or advisor and exercise their own judgement on the risks
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with each fund’s simplified prospectus/key investor information document that is provided before any subscription and available on request from the
head office of Edmond de Rothschild Asset Management or at www.edram.fr.

4 Edmond de Rothschild Asset Management • Luglio 2012


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