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OLTRE LA FISICA DI STAR TREK L’Ipotesi di Super Spin.pdf


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Questa affermazione attribuisce più credito ad una formula matematica che alla
testimonianza diretta, senza tener minimamente conto del fatto che la formula
matematica può non essere corretta e spesso è clamorosamente sbagliata, anche
quando le misure sperimentali che vengono effettuate sono quasi esatte. E’ infatti
quel “quasi esatte” che risulta essere sovente fonte di errori clamorosi.
Un esempio per tutti è la formula che descrive la legge di gravità di Newton. Questa
risulta sbagliata di poco, ma è totalmente errata nella descrizione di un fenomeno
fisico inesistente, quale quello delle forze. Infatti le forze, per la fisica moderna, non
esistono, come asserì Einstein qualche secolo dopo Newton, definendo, invece,
l’esistenza della piegatura dello Spazio-Tempo. Questo fenomeno, assai strano,
giustifica, decisamente meglio della gravità intesa come forza, il motivo per cui le
mele cadono a terra. Per Newton, infatti, non c’era nessuna ragione per la quale le
mele dovessero cadere sulla Terra, o meglio, fossero attratte da essa, sebbene le sue
formule ne dessero una spiegazione quantitativa: la spiegazione di un fenomeno che,
ahimè, non esisteva.
Partendo da questo punto di vista e volendo rivalutare, agli occhi della scienza, la
figura e le considerazioni dell’Essere Umano in quanto tale e quale testimone di
eventi OVNI e non, abbiamo pensato di esaminare la percezione del fenomeno fisico
basandoci su criteri spazio-temporali. I criteri da noi adottati potrebbero definirsi
storicistici, cioè basati sul fatto che nella storia, pur rimanendo in termini fisici
sempre lo stesso, il medesimo evento viene descritto e percepito in modo assai
differente.
E’ possibile che uno stesso evento sia modificabile dalla storia e nella storia?
La nostra risposta evidentemente è NO! Gli eventi sono, in senso assoluto, sempre gli
stessi, ma sono percepiti in modo differente a seconda delle caratteristiche di un certo
numero di parametri, gli stessi che sono tanto graditi a chi denigra il fenomeno
OVNI: il tipo di cultura del testimone, il suo stato di salute mentale, la sua capacità
percettiva e così via. Ci appare dunque interessante spostare l’attenzione dal singolo
testimone ad una collettività di testimoni. Otterremo, in tal caso, una risposta
statistica basata su grandi numeri e sicuramente in grado di mediare gli errori e le
interpretazioni del singolo. Questo tipo di operazione, però, è stata condotta su scala
spazio-temporale, cioè principalmente nella storia e nei luoghi degli eventi.
Analizziamo un fenomeno fisico che oggi crediamo ci sia noto: il fulmine. Vediamo
come, nella storia, il fulmine è stato descritto e compreso.Innanzi tutto ci fu un
periodo in cui l’uomo, a causa dei suoi scarsi prerequisiti, non era in grado di
accorgersi dei fulmini, anche se, nei cieli di allora, ce ne dovevano essere tanti. In
questa prima fase il fenomeno fisico esisteva, ma non era percepito.