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OLTRE LA FISICA DI STAR TREK L’Ipotesi di Super Spin.pdf


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In un secondo tempo l’uomo alzò la testa al cielo, si accorse che c’era il fulmine e
dentro di sé cominciò ad interpretarlo non come evento naturale, ma come qualcosa
di confuso e in ogni modo di pauroso; si ha, infatti, paura di tutto ciò che non si
conosce, ma la paura diminuisce con il crescere della conoscenza. Poi ci fu chi pensò
ad un fenomeno sovranaturale legato all’umore degli Dei, e chi ad un fenomeno
fisico dovuto ad uno squarcio nella volta celeste. Finalmente qualcuno pensò che si
trattasse di scariche elettriche, la cui vera natura cominciò solo duecento anni fa a
farsi intravedere. Come si può facilmente constatare, da un po’ di tempo a questa
parte nessuno ha più nulla da dire sui fulmini. Le interpretazioni del fenomeno fisico
sembrano cessate, o comunque subiscono piccoli aggiustamenti di minore
importanza, tesi a migliorare l’interpretazione di un fenomeno già abbastanza ben
delineato. Tutte le scoperte che l’uomo ha fatto nella sua storia hanno attraversato un
percorso conoscitivo di questo tipo. La descrizione del fenomeno fisico procede per
gradi, e si basa sulle nostre conoscenze.
Per razionalizzare il processo di interpretazione di un fenomeno, prendiamo il
classico grafico cartesiano, dotato di due assi ortogonali x ed y, e tracciamo sull’asse
y, ad una altezza arbitraria, una linea parallela all’asse x, che rappresenti la
descrizione completa del fenomeno fisico da comprendere (y = y0 = costante = 100%
di correttezza interpretativa), mentre sull’asse x riportiamo il numero di tentativi di
interpretazione del fenomeno. Possiamo notare che la retta y = y0 = costante
rappresenta il fenomeno fisico quale esso è in assoluto (la “costante” significa che un
fulmine è sempre un fulmine, in qualsiasi tempo sia stata fornita una sua più o meno
corretta descrizione). La curva esponenziale crescente, del tipo: y = y0 . (1 – e – k.x)
che tende asintoticamente al valore y0 = costante, rappresenta invece l’interpretazione
che, con il passare dei tentativi, l’uomo ha dato al fenomeno fisico in oggetto.
Tale curva ha inizio nell’istante in cui il fenomeno fisico, che è peraltro sempre
esistito, viene percepito per la prima volta. Quindi essa si accosta sempre più al
valore y = y0 senza raggiungerlo mai, indicando un avvicinamento progressivo ad
una descrizione sempre più calzante del fenomeno. Occorre notare come, con
l’aumento del numero dei tentativi di interpretazione del fenomeno stesso, i progressi
siano sempre più piccoli e non si raggiunga mai la perfezione. Man mano che il
numero dei tentativi di interpretazione, rappresentato da x, aumenta, la curva, pur
avvicinandosi impercettibilmente all’asintoto, rimane a distanza pressoché costante
da esso. Per maggior precisione bisogna specificare che, in realtà , la curva non è
continua, ma discontinua, formata da tanti scalini quanti sono i tentativi di
interpretazione dl fenomeno: l’inizio di ogni scalino rappresenta una nuova
interpretazione e tocca la curva, poi prosegue orizzontalmente, fino alla successiva
interpretazione ed al successivo scalino corrispondente.