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OLTRE LA FISICA DI STAR TREK L’Ipotesi di Super Spin.pdf


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Possiamo quindi dire che, al di là dell’approccio matematico-geometrico della SSH,
al di là dei supporti bibliografici che possono più o meno sostenere la nostra ipotesi,
esisterebbero, dunque, nello spazio e nel tempo, molte persone che, sebbene dotate di
culture palesemente diverse, avrebbero descritto l’Universo con gli stessi termini
dell’SSH. Questo aspetto della questione ci spinge a pensare che tutto ciò sia il
risultato dell’esistenza di quella scienza intuitiva di cui abbiamo in questo contesto
già parlato; uomini di diverse ere avrebbero in realtà visto dentro di sé l’Universo
così com’è, e non come appare, in quanto capaci, forse per caso, forse per una
frazione di secondo, di attivare una loro capacità di percezione solitamente sopita,
che permetterebbe di scavalcare la Maya e prendere conoscenza di noi stessi.
E’ possibile che un numero tanto grande di teosofi, fisici, esoteristi, chimici, gente
comune, abbiano per un solo attimo, avuto la stessa percezione di un unico sogno? Se
così fosse va ricordato che il sogno non è fantastica irrealtà , ma solo la descrizione di
una realtà distorta da canali percettivi non bene sincronizzati con l’osservabile, né più
né meno di quello che accade in quello stato di veglia in cui Heisenberg ci vieta di
vedere le cose come stanno veramente.
In fondo lo stesso Dio del Vecchio testamento quando si presenta a Mosè scavalca
l’indeterminazione, unendo la figura dell’osservabile e dell’osservatore in un solo
oggetto e forse non è un caso che il versetto a cui alludiamo abbia un particolare
numero di collocazione.
“ Dio disse a Mosè: "Io sono colui che sono” Esodo capitolo 3.14
Per vedere cosa succede là fuori, bisogna guardare bene dentro di noi, poiché fuori e
dentro sono due parti della stessa cosa! Solo gli stolti continueranno a guardare fuori,
pensando che stanno guardando qualcos’altro, e non loro stessi, ed il rammarico più
grande è dato dal fatto che chi ha capito non può fare niente perché capiscano anche
gli altri, poiché il processo di comprensione è doloroso e gli stolti sono incapaci di
soffrire.

Alfredo Magenta - Corrado Malanga