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nell'intervista in quanto i fatti attribuiti al C. sono del tutto estranei ai temi dell'indagine
penale, mentre rientrano nella sfera del tutto privata della quotidiana convivenza del
querelante e della signora V.G. F.. Nell'architettura giuridica che si è consolidata nella
giurisprudenza, si delinea quale sia l'interesse pubblico legittimante la rimozione
dell'antigiuridicità della condotta lesiva dell'altrui reputazione: la causa di giustificazione
dell'esercizio del diritto di informazione trova la radice nell'interesse del cittadino di
ottenere notizie e valutazioni idonee a consentirgli di orientarsi, di compiere scelte, di
acquisire ed esprimere opinioni, in maniera consapevole e partecipe.
Questa giurisprudenza, in molteplici e ricorrenti decisioni, si è espressa sulla funzione di
cardine per le democrazia, svolta dall'informazione: un ordinamento democratico, basato
sulla più attenta vigilanza della pubblica opinione, necessita di un'informazione che investa
tutti i settori dello scibile umano (politica, economia, criminalità, scienza, arte). L'eventuale
lesione di diritti della persona ,in ontologica confligenza con il diritto di informazione, perde
la sua antigiuridicità, ove possa essere giustificatamente invocata la garanzia ex art. 21
Cost.. Va richiamato, a tal proposito, lo stretto collegamento tra diritto di informare e diritto
di essere informati:
in tanto un cittadino può efficacemente esercitare, in maniera consapevole e correlata alla
realtà circostante, il diritto di manifestare il proprio pensiero, previsto dall'art. 21 Cost., in
quanto abbia modo di attingere notizie e valutazioni adeguate e stimolanti a tale fine; in
tanto un cittadino può soddisfare il suo interesse a conoscere, in quanto altri abbiano
esercitato la libertà di comunicare le proprie conoscenze e le proprie opinioni.
Secondo i giudici di merito, l'autore dell'articolo in esame ha realizzato non l'interesse del
cittadino a ottenere un'informazione, che lo renda partecipe alla vita sociale, ma l'interesse
a soddisfare la curiosità sulla vita individuale di altri consociati (nel caso di specie del C. e
della defunta convivente), assolutamente escluso dalla garanzia costituzionale. Questo
giudizio è correttamente fondato sul contenuto delle dichiarazioni riportate ed è
confermato dall'impaginazione, dal confezionamento e dall'ornamento illustrativo
dell'articolo (sono significativi, secondo i giudici, il titolo "Ultimo scandalo a (OMISSIS)", la
foto del corpo schiettamente nudo dell'intervistata). Questi elementi fanno chiaramente
intendere come il giornalista, ben lungi dal voler informare i lettori su una vicenda tragica
(con tutti i risvolti giuridici e giudiziali), abbia voluto unicamente stimolare la loro curiosità
su marginali aspetti - presentati come trasmessivi e scandalosi - della convivenza C. vedova A..
Il giornalista, secondo la corretta valutazione dei giudici, non si è limitato poi a svolgere il
ruolo di terzo "imparziale" della narrazione dell'intervistata, ma ha riportato i fatti descrittivi
di un'indole e di una scelta di vita del tutto screditanti, mediante insinuazioni e riferimenti
del tutto avulsi dalla tragica vicenda della morte della donna.
Dal raffronto tra il contenuto delle dichiarazioni rese in sede di esame testimoniale e il
contenuto di quelle contenute nell'intervista, i giudici hanno poi ricavato una valutazione assolutamente non sindacabile in questa sede - secondo cui le prime sono contenute ed
afferenti alle indagini di organi dello Stato sulla morte della V.G., mentre le seconde sono
volte a mettere in evidenza condotte inappellabilmente screditanti del querelante.
Pertanto nessun riscontro è rinvenibile nei processi verbali delle dichiarazioni testimoniali,
mentre rimane del tutto generica e indimostrata l'asserita conferma scaturente dalle
dichiarazioni dello stesso C..
La narrazione contenuta nell'articolo non ha trovato quindi alcun supporto che ne consenta
il riconoscimento di corrispondenza al vero e, in ogni caso, l'assenza dell'interesse della
collettività alla loro conoscenza esclude in radice la configurabilità dell'esercizio del diritto
di informazione, nella sua forma di diritto di cronaca e di critica.
Le esigenze conoscitive della collettività sono del tutto estranee alle informazioni
concernenti le intemperanze aggressive del querelante, la rozzezza dei suoi quotidiani
comportamenti, le sue carenze fisiche e morali.