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Tekakwitha Kateri .pdf


Nome del file originale: Tekakwitha Kateri.pdf
Autore: Giorgio

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TEKAKWITHA KATERI

LA SUA VITA
Tekakwitha (letteralmente:"colei che mette le cose a posto" o, secondo altre interpretazioni, "colei che cammina mettendo le mani avanti") nacque nel 1656 ad
Osserneon, (attualmente Auriesville, nello Stato di New York), da madre Algonquina,
cattolica, e padre Mohawk, di fede tradizionale, capo del villaggio Osserneon, lungo il
fiume di Mohawk. La madre di Kateri, Kahenta, venne presa in sposa dal capo Mohawk in seguito ad un'incursione nel suo villaggio algonquino durante le guerre tra
Uroni ed Algonquini. Ella era stata convertita al cattolicesimo dai gesuiti francesi e si
mantenne ferma nella sua nuova fede pur con il dolore di non potere battezzare i
suoi figlioletti a causa dell'ostilità del marito verso i "vestenera" cioè i gesuiti.
Un'epidemia di vaiolo decimò il villaggio e tra le vittime ci furono i genitori ed il fratellino minore di Tekakwitha. Si racconta che Kahenta sopravvisse al marito quel poco tempo che le consentì di battezzarlo. La piccola Tekakwitha sopravvisse fragile,
indebolita nella vista, segnata in volto da cicatrici. Orfana a quattro anni, fu adottata
dagli zii, che non avevano figli.
Ella si dimostrò sempre laboriosa, seria, riservata, senza alcun interesse nell'adornarsi o nel pensare al matrimonio. Amava cantare i vecchi inni religiosi che aveva sentito
da sua madre e capiva di essere alla ricerca di qualcosa che ancora non sapeva definire ma che trovava nella meditazione, nel silenzio, nella solenne bellezza della natura. Quando gli zii cercarono di unirla in matrimonio con l'inganno ad un giovane guerriero, Kateri arrivò al punto di fuggire. L'immotivato rifiuto alle nozze con il giovane a
cui era stata promessa a soli otto anni le causò severi giudizi, aspre e dolorose critiche e l'assegnazione di lavori pesanti e gravosi. In quegli anni, precisamente nel
1670, i Missionari Gesuiti fondarono la Missione di San Pietro a Caughuawaga ovviamente raggiungendo i villaggi vicini per diffondere il Vangelo. Fu da padre Jacques
de Lamberville, nuovo responsabile della Missione, che Tekakwitha udì presentare il
messaggio cristiano nella stessa abitazione dello zio che, come di costume, doveva
ospitare gli stranieri, seppure mascherando la sua ostilità per timore di una guerra
con i "bianchi". L'annuncio del Cristianesimo illuminò Tekakwitha: finalmente la sua
anima aveva trovato ciò che la rendeva davvero felice.
Tekakwitha, costretta a casa da una ferita al piede e quindi impossibilitata a recarsi
al lavoro, espresse segretamente il desiderio del Battesimo, durante una visita di padre de Lamberville. Sebbene il sacerdote l'avesse ripetutamente messa in guardia
contro la furia dello zio, Tekakwitha non volle recedere dal suo proposito. Il sacramento le fu amministrato il 5 aprile 1676, e le venne imposto il nome di Kateri, cioè
Caterina in lingua locale.
Le prolungate soste nella casa di preghiera dei cristiani e l'osservanza del riposo domenicale le procurarono non poche sofferenze fisiche e morali da parte della sua famiglia. Lo stesso padre De Lamberville si rese conto della gravità della situazione e
organizzò la fuga di Kateri. Accompagnata da amici fidati si portò al lontano villaggio
di Sault St. Louis, alla missione S. Francesco Zaverio, vicino a Montreal in Canada.
Grazie ad Anastasie Tegonhatsihongo, una donna dalle ottime capacità di insegnante
e che aveva conosciuto sua madre, Kateri potè immediatamente apprendere tutto ciò
che le serviva per vivere come una buona cristiana. Il giorno di Natale del 1677 Kateri ricevette la Prima Comunione e il 25 marzo del 1679 pronunciò i voti privati non
potendoli emettere in un istituto religioso.
Colma di gioia spirituale, particolarmente devota alla Madre di Dio, spese tutte le

energie insegnando preghiere cristiane ai fanciulli, nell'assistenza agli anziani e malati, accompagnando ogni attività con preghiera e severe penitenze. La sua salute cagionevole non resse a lungo e morì il 17 aprile 1680, a soli ventiquattro anni. Le sue
ultime parole: "Jesos Konoronkwa" ("Gesù ti amo") rivelarono il segreto del suo
cuore agli amici ed al sacerdote che l'assisteva. Pochi minuti dopo la morte il volto di
Kateri si trasformò in una luce sorprendente e le cicatrici scomparvero.
Il 3 gennaio 1943 fu dichiarata venerabile da papa Pio XII; il 22 giugno 1980 fu beatificata a Roma da papa Giovanni Paolo II. E' patrona dell'ambiente e dell'ecologia insieme a San Francesco d'Assisi.

ALGONQUINI E MOHAWK
Per meglio comprendere l'ascendenza della Beata Kateri è opportuno fare qualche
breve riferimento alla tribù a cui apparteneva sua madre, gli Algonquini, ed a quella
di cui era capo suo padre, i Mohawk.
Gli Algonquini risiedevano nelle zone del Nord-Est dell'America, lungo il corso del
fiume Saint Laurence; il nome di questa tribù comprendeva tutti coloro che parlavano
lingue dello stesso ceppo. Essendo stanziali, la loro economia era basata sull'agricoltura, di cui si occupavano prevalentemente le donne, e sulla caccia, compito degli
uomini. Nel 1603 avvenne il primo incontro tra i francesi e gli Algonquini a Tadoussac; l'esploratore francese Samuel de Champlain partecipò ad una festa per celebrare una vittoria sulle Cinque nazioni degli Irochesi e ne seguì un'alleanza tra i due
popoli. Sebbene sostenuti dai francesi gli Algonquini vennero definitivamente sconfitti
dagli Irochesi, alleati degli olandesi e degli inglesi. Nel 1632 i gesuiti francesi iniziarono la loro opera di conversione degli algonchini al Cristianesimo. Vivono attualmente in Canada.

I Mohawk risiedevano anch'essi nella regione costiera dell'Atlantico: erano il gruppo
più orientale e più importante delle Cinque Nazioni della Confederazione Irochese,
composta dai Mohawk, dagli Oneida, dai Cayuga, dai Seneca, dagli Onondaga e, in
seguito, dai Tuscarora. Erano divisi in tre clan, Lupo, Orso e Tartaruga: a quest'ultimo, il più importante, apparteneva Kateri Tekakwitha, spesso raffigurata con una
tartaruga sotto ai suoi piedi. Incontrarono per la prima volta gli europei combattendo
nel 1609 contro Samuel de Champlain. Nel 1670 dispersero definitivamente gli Algonquini.
Sono attualmente residenti in Canada, nelle riserve di Brantford nell'Ontario, nella
Baia di Quinte; sono inoltre presenti nelle regioni di Franklin e Saint Lawrence nella
stato di New York.


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