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SCILIA 2013 OTTOBRE .pdf



Nome del file originale: SCILIA 2013 OTTOBRE.pdf
Titolo: SCILIA 2013 OTTOBRE
Autore: Fabrizio

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Terra di acqua e di fuoco….. Sicilia 2013
PROGETTO

24 maggio - 02 giugno 2013

Dopo lo sbarco dei “Mille” anche noi sbarchiamo in Sicilia per farne 1000….

MAPPA DELL’ISOLA

PROGRAMMA DI MASSIMA
VENERDI 24 MAGGIO
PARTENZA DA CECINA NEL PRIMO POMERIGGIO PER ESSERE A CIVITAVECCHIA PER LE ORE 16.00
IMBARCO, PARTENZA DA CIVITAVECCHIA ORE 18
PERNOTTAMENTO IN TRAGHETTO
SABATO 25 MAGGIO
ARRIVO PALERMO ORE 7
SBARCO, TRASFERIMENTO IN AUTO A CAPO D’ORLANDO

KM 140

PRIMA TAPPA:
CAPO D’ORLANDO, MILAZZO, CAPO PELORO - MESSINA TAORMINA ,GIARDINI NAXOS
PERNOTTAMENTO A GIARDINI NAXOS

DOMENICA 26 MAGGIO
SECONDA TAPPA :
GIARDINI NAXOS, ZAFFERANA ETNEA, RIFUGIO SAPIENZA (1900 m slm) NICOLOSI, MASCALUCIA, CATANIA
TRASFERIMENTO IN AUTO PER SIRACUSA

KM 70
LUNEDI’ 27 MAGGIO

TERZA TAPPA:
SIRACUSA, NOTO, MARZAMEMI, PORTO PALO, PACHINO, MODICA, – RAGUSA
PERNOTTAMENTO RAGUSA
MARTEDI’ 28 MAGGIO
QUARTA TAPPA:
RAGUSA, CALTAGIRONE, – PIAZZA ARMERINA VILLA DEL CASALE
PERNOTTAMENTO PIAZZA ARMERINA
MERCOLEDI’ 29 MAGGIO
QUINTA TAPPA:
P.ZA ARMERINA – AGRIGENTO VALLE DEI TEMPLI
PERNOTTAMENTO AGRIGENTO
GIOVEDI’ 30 MAGGIO
SESTA TAPPA:
AGRIENTO, SCIACCA, SELINUNTE, MAZARA DEL VALLO - MARSALA
PERNOTTAMENTO MARSALA
VENERDI’ 31 MAGGIO
SETTIMA TAPPA:
MARSALA, TRAPANI, ERICE – SAN VITO LO CAPO
PERNOTTAMENTO A S. VITO LO CAPO
SABATO 01 GIUGNO
OTTAVA TAPPA:
S. VITO LO CAPO, SEGESTA, MONTELEPRE, MONREALE – PALERMO
CENA A PALERMO
TRASFERIMENTO IN AUTO PER TERMINI IMERESE

KM 40

IMBARCO ORE 24.00
PARTENZA TRAGHETTO ORE 02.00 DELLA DOMENICA
PERNOTTAMENTO IN TRAGHETTO
DOMENICA 02 GIUGNO
ARRIVO LIVORNO ORE 21.00
TRASFERIMENTO PER CECINA

TAPPE DESCRIZIONE
SABATO 25 MAGGIO PRIMA TAPPA:
CAPO D’ORLANDO, MILAZZO, CAPO PELORO - MESSINA TAORMINA ,GIARDINI NAXOS KM 185
Dopo il trasferimento in auto da Palerno iniziamo il nostro tour in bici partendo da Capo d’Orlando; si costeggia il lato
nord dell’isola rimanendo sempre vicini al mare; attraversiamo le numerose cittadine che si affacciano sul Mar Tirreno
tra le quali: Gioiosa Marea, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, con sullo sfondo le isole Eolie, per arrivare al primo dei
TRE vertici dell’Isola, Capo Peloro, di fronte allo stretto di Messina; Scendiamo quindi verso sud costeggiando questa
volta il Mar Ionio, passando da Messina per arrivare a Taormina e quindi al traguardo di Giardini Naxos.
Sarà una tappa prevalentemente ondulata, i famosi mangia e bevi, lunga, ma senza grandi aumenti di quota, ma che
cmq determineranno un buon dislivello di circa 1400 mt. e con la difficoltà data dagli attraversamenti dei vari centri
urbani che troveremo.

DOMENICA 26 MAGGIO SECONDA TAPPA :
GIARDINI NAXOS, ZAFFERANA ETNEA, RIFUGIO SAPIENZA (1900 m slm) BELPASSO, MISTERBIANCO, CATANIA KM 100
Tappa impegnativa, per il dislivello e per la lunghezza, che ci vedrà salire fino a Rifugio Sapienza sul versante Orientale
dell’Etna che ci sovrasta con i suoi 3.323 m slm; da Giardini ci dirigiamo verso Sud, e a Fiumefreddo ci dirigiamo
nell’interno verso Piedimonte Etneo ed iniziamo la salita che si presenta subito impegnativa con un tratto ad oltre il
15% per poi scendere leggermente ed arrivare a Zafferana Etnea (674 m slm) per poi proseguire per circa 18 km., Con
un dislivello di 1305 mt e pendenza media del 7.2%, fino al Rifugio Sapienza.

Dal Rifugio inizia la discesa su Belpasso, Misterbianco ed arrivo a Catania.
Tappa molto impegnativa, sia per la lunghezza di circa 100 km e per il dislivello di circa 2300 mt. E con pendenze che
si faranno sentire.

LUNEDI’ 27 MAGGIO TERZA TAPPA:
SIRACUSA, NOTO, MARZAMEMI, PORTO PALO, PACHINO, MODICA, – RAGUSA KM 140
Da Siracusa; ci dirigiamo verso sud lungo costa per Avola e poi salire verso Noto e scendere di nuovo sulla costa dove,
dopo la Riserva naturale di Vendicari, passeremo da Marzamemi (caratteristico ex paesino di pescatori) per arrivare a
Porto Palo di Capo Passero, il secondo vertice della TRINACRIA; quindi ci dirigeremo verso l‘interno passando da
Pachino, Ispica, Modica, la Citta del cioccolato, per raggiungere il fine tappa a Ragusa a circa 500 m slm.
Tappa abbastanza lunga che si presenta inizialmente pianeggiante per salire nel finale con un dislivello di circa 1400
mt.

MARTEDI’ 28 MAGGIO QUARTA TAPPA:
RAGUSA, CALTAGIRONE, – PIAZZA ARMERINA VILLA DEL CASALE

KM. 95

Tappa che ci porterà nel cuore della Sicilia; ci dirigiamo verso Chiaramonte rimanendo in quota, poi verso
Grammichele e si prosegue per Caltagirone a circa 600 m slm; da lì verso Mirabella per arrivare a Piazza Armerina con i
suoi 700 m slm.
Tappa di collina con dislivelli abbastanza impegnativi, per circa 1200 mt. Di salita, compensati da una media lunghezza
ed arrivo in leggera salita.

MERCOLEDI’ 29 MAGGIO QUINTA TAPPA:
P.ZA ARMERINA – AGRIGENTO VALLE DEI TEMPLI

KM 110

Tappa che ci riporterà lungo la costa; ci dirigiamo verso Barrafranca, per scendere verso sud passando da Ravanusa, e
Campobello di Licata, Naro e raggiungere, rimanendo abbastanza in quota ed a circa un paio di km. Nll’interno, la
costa lambita dal Mar Mediterraneo, lungo la quale proseguiremo fino all’arrivo di Agrigento in leggera salita.
Altra tappa collinare di media lunghezza che ci riporterà sul mare dopo un dislivello complessivo di circa 1350 mt.

GIOVEDI’ 30 MAGGIO SESTA TAPPA:
AGRIGENTO, SCIACCA, SELINUNTE, MAZARA DEL VALLO - MARSALA

KM 155

Risaliamo la costa sud dell’isola lungo la strada che rimane in quota a qualche km dal mare e raggiungiamo Sciacca (la
città di Pirandello) e Menfi; faremo una deviazione per visitare SELINUNTE con le sue vestige greche; ritornati sulla
strada principale, nell’entroterra, attraversiamo Campobello di Mazara per poi tornare sul mare a Mazara del Vallo, e,
dopo Petrosino, arrivare a fine tappa a Marsala, il terzo vertice del triangolo siculo.
Tappa abbastanza lunga senza dislivelli accentuati, ma che cmq determineranno circa 1350 mt. Di salita, caratterizzata
da attraversamento di centri urbani che potranno creare eventuali difficoltà per il traffico.

VENERDI’ 31 MAGGIO SETTIMA TAPPA:
MARSALA, TRAPANI, ERICE – SAN VITO LO CAPO

KM 90

Da Marsala verso nord alla volta di Trapani passando prima da Mozia e dalle saline, con sullo sfondo le isole Egadi, per
affrontare da Trapani la salita di 14 km alla pendenza media del 5.3%, che ci porterà ai 750 m slm di Erice;
Da lì inizia la discesa che ci riporta al mare e dopo Custonaci su verso nord per raggiungiamo la meta a San Vito lo
Capo.

Tappa di media lunghezza con lo strappo di Erice che sale in maniera regolare e con la quale faremo circa 1200 mt di
salita.

SABATO 01 GIUGNO OTTAVA TAPPA:
S. VITO LO CAPO, SEGESTA, MONTELEPRE, CARINI, ISOLA DELLE FEMMINE – MONDELLO PALERMO

KM. 130

Da San Vito torniamo indietro verso sud in direzione di Custonaci nell’entroterra per riprendere la strada principale
per poi dirigersi verso l’interno e salire verso il sito archeologico di SEGESTA a 300 m slm. Proseguiamo scendendo di
quota verso Alcamo e Partinico per poi risalire alla volta di Montelepre a 340 m slm trovando poco prima della
cittadina uno strappo al 12%; scendiamo verso Carini e raggiungiamo il mare passando da Isola delle Femmine, ed
infine arriviamo a Mondello la spiaggia di Palermo, dove concluderemo il nostro tour in bici della Sicilia.
L’ultima tappa che si farà sentire sia per avere sulle gambe oltre 800 km sia per la lunghezza e per il dislivello di circa

1600 mt., ma l’arrivo alla nostra meta ci farà dimenticare la fatica…………..

MONDELLO

RIEPILOGO TAPPE:
Km

dislivello mt. In ascesa

1.

CAPO D’ORLANDO - GIARDINI NAXOS

KM 185

1400

2.

GIARDINI NAXOS - CATANIA (giro dell’Etna)

KM 100

2300

3.

SIRACUSA – RAGUSA

KM 140

1400

4.

RAGUS – PIAZZA ARMERINA

KM. 95

1200

5.

P.ZA ARMERINA – AGRIGENTO VALLE DEI TEMPLI

KM 110

1350

6.

AGRIGENTO - MARSALA

KM 155

1350

7.

MARSALA – SAN VITO LO CAPO

KM 90

1200

8.

S. VITO LO CAPO – MONDELLO PALERMO

KM. 130

1600

1005

11800

TOTALI

LOGISTICA

MEZZI
NOLEGGIO DAL 24 MAGGIO AL 02 GIUGNO

10GG

FURGONE 9 P CON PORTABICI
FURGONE 9 P O AUTO PROPRIA

TRAGHETTI
ANDATA

24 MAGGIO 2013 ore 18.00

GNV

CIVITAVECCHIA – PALERMO

RITORNO

01 GIUGNO 2013 (PARTENZA ORE 2.00 DEL 02/06/2013)

GNV

TERMINI IMERESE – LIVORNO

PERNOTTAMENTI
25 MAGGIO

GIARDINI NAXOS

26 MAGGIO

SIRACUSA

27 MAGGIO

RAGUSA

28 MAGGIO

PIAZZA ARMERINA

29 MAGGIO

AGRIGENTO

30 MAGGIO

MARSALA

31 MAGGIO

SAN VITO LO CAPO

SEDI ARRIVI DI TAPPA
25 MAGGIO

GIARDINI NAXOS

Giardini naxos
Prima colonia greca in Sicilia, possiede un’ampia zona archeologica con annesso il relativo museo. Pochi paesaggi
assommano le tipiche bellezze di Sicilia come Giardini Naxos, culla di antiche civiltà mediterranee e stazione turistica
d’avanguardia nel panorama ricettivo del meridione d’Italia. A metà strada tra Messina e Catania, Giardini Naxos è
raggiungibile in poco meno di un’ora dall’aeroporto di Fontanarossa. Da qui sono possibili escursioni per Taormina (a
soli 5 chilometri), per Siracusa, Agrigento, Palermo, le Isole Eolie, l’Etna, la pineta di Linguaglossa (un incantevole ed
unico itinerario mare – neve) e la vallata dell’Alcantara con le suggestive gole.
26 MAGGIO

SIRACUSA

SIRACUSA. Città di mare, che nel mare si allunga con l'isola di Ortigia,
Siracusa è adagiata lungo una baia armoniosa. Il nome evoca subito il passato greco, i tiranni e la rivalità con Atene e
con Cartagine, passato di cui la città conserva numerose testimonianze, questo si affianca un periodo forse meno
conosciuto, ma non meno suggestivo, che si rivive percorrendo le stradine dell'isola, dove il tempo sembra essersi
fermato in bilico tra Medioevo e Barocco. Subito alle spalle di Ortigia si estende l'Acradina, come veniva chiamata
nell'antichità la zona pianeggiante contigua ad Ortigia. E poi la Neaú polis, area "nuova" dove si trova il teatro,
l'Orecchio di Dionisio e la latomia del Paradiso, una delle più belle, e, ad oriente, il quartiere di Tyche che ricorda la
presenza di un tempio dedicato alla dea Fortuna (dal greco Tyche, il caso). Domina tutta l'Epipoli, custodita e difesa dal
castello Eurialo, in posizione elevata e strategica.
27 MAGGIO

RAGUSA

Ragusa (Raùsa in siciliano; Ragusia in latino)

La città è la più agiata del mezzogiorno d'Italia; essa è chiamata la "città dei ponti" per la presenza di tre strutture
molto pittoresche, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come "l'isola nell'isola" o "l'altra Sicilia",
grazie alla sua storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell'isola. Nel 1693 un devastante
terremoto causò la distruzione quasi totale dell'intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione,
avvenuta nel XVIII secolo, la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull'altopiano,
dall'altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell'antica città e ricostruita secondo l'antico impianto medioevale.
I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati
dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Ragusa è uno luoghi più importanti in assoluto per la presenza di
preziose testimonianze di arte barocca.
28 MAGGIO

PIAZZA ARMERINA

Panorama di Piazza Armerina è da diverso tempo sede di numerosi
scavi. Uno dei ritrovamenti più importanti fino ad oggi effettuati è quello dei famosi MOSAICI della Villa Romana del
Casale di Piazza Armerina. Con una superficie di oltre 3500 metri quadrati, la Villa era la residenza di caccia di
Massimiliano Erculeo, collega di Diocleziano nella gestione dell'impero romano. Essa rappresenta oggi una
straordinaria testimonianza della vita in epoca romana grazie ai suoi pavimenti mosaicati, famosi in tutto il mondo. La
realizzazione di tali Mosaici è oggi attribuita a maestri africani, in quanto inventori di questa arte che diffusero nei
paesi con i quali entrarono in contatto. L'importanza della Villa a carattere mondiale è dovuta all'impeccabile stato di
conservazione dei mosaici, ritenuti inoltre i più estesi e affascinanti mai realizzati in epoca romana. Questa grande
importanza è anche dovuta alle scene rappresentate nei suddetti lavori, che risultano essere prova di grande tecnica
vista la veridicità dei soggetti e dei colori utilizzati. In queste opere si possono ammirare scene tratte da lavori di
Omero, scene mitologiche e anche immagini di vita quotidiana, sempre realizzate in maniera molto vivida. La Villa
presenta quattro raggruppamenti principali identificabili in: ingresso principale e quartiere termale; peristilio con
soggiorno e foresteria; ambienti privati e basilica; triclinio e cortile ellittico. Essi risultano sistemati a terrazza per
adeguarsi alle caratteristiche del terreno su cui si ergono.All'esterno sono stati rinvenuti due acquedotti usati per
l'approvigionamento delle fontane, dei servizi e del quartiere termale. Molti studiosi da tempo sostengono che una
costruzione di questo genere non poteva essere completamente isolata, ma doveva comprendere altre costruzioni
marginali dedite alla risoluzione di tutte le esigenze di una villa imperiale. Per questo motivo sono ora in corso diverse
campagne di scavi.
29 MAGGIO

AGRIGENTO

Agrigento Valle dei Templi Tempio della Concordia

Fondata intorno al 580 a.C., Agrigento vanta un territorio in cui si insediarono i vari popoli che lasciarono traccia
nell'isola. Già sede di popoli indigeni che mantenevano rapporti commerciali con egei e micenei, il territorio
agrigentino vide sorgere la polis di Akragas (Ἀκράγας), fondata da geloi di origine rodio-cretese.
Raggiunse il massimo splendore nel V secolo a.C., prima del declino avviato dal dominio cartaginese. Nel corso delle
guerre puniche venne conquistata dai Romani, che latinizzarono il nome in Agrigentum.
È nota come Città dei templi per la sua distesa di templi dorici dell'antica città greca posti nella cosiddetta valle dei
Templi, inserita, nel 1997, tra i patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.
La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben dieci templi in ordine dorico, tre santuari, una grande
concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; Paleocristiana;
Acrosoli); Opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico
romano costruito su pianta greca; due importanti luoghi di riunione: l'Agorà inferiore (non lontano dai resti del tempio
di Zeus olimpio) e l'Agorà superiore (che si trova all'interno del complesso museale); un Olympeion e un Bouleuterion
(sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca. Le denominazioni dei templi e le relative identificazioni, tranne
quella dell'Olympeion, si presumono essere pure speculazioni umanistiche, che sono però rimaste nell'uso comune.














Tempio di Hera Lacinia, o tempio di Giunone, fu costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai
cartaginesi. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze.
Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un'iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso
tempio, costruito anch'esso nel V secolo. Attualmente è con ogni probabilità quello meglio conservato, grazie
anche alla circostanza che fu trasformato in tempio cristiano nel VI secolo d.C.
Tempio di Eracle, o tempio di Ercole, il cui culto era molto importante nell'antica Akragas. Si tratta di una
delle costruzioni più antiche. Distrutto da un terremoto, oggi restano in piedi otto colonne.
Tempio di Zeus Olimpio, edificato dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus. Era il
tempio più grande di tutto l'occidente antico e unico nell'architettura del suo genere. Era caratterizzato dalla
presenza dei Telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, raffigurazioni di Atlante che sorregge la
volta celeste.
Tempio dei Dioscuri o tempio di Castore e Polluce. In realtà il tempio sorge all'interno del santuario delle
divinità ctonie ed è quindi probabile che sia stato edificato in onore delle divinità della terra (Demetra,
Persefone, Dioniso) e non dei Dioscuri.
Tempio di Efesto o tempio di Vulcano.
Tempio di Atena. Costruito lontano dalla valle vera e propria. Si trova nel centro storico della città di
Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.
Tempio L è stato scoperto da scavi recenti ed è una costruzione completamente distrutto già in epoca
classica.
Tempio di Asclepio, o tempio di Esculapio, facente parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle
mura delle città, luogo di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione.
Tempio di Demetra e Santuario rupestre di Demetra. Il tempio sorge nella parte orientale della città, sul
fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea nella valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio di
Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario completamente
scavato all'interno della collina.
Tempio di Iside. Si trova all'interno del complesso museale di San Nicola.

La valle dei Templi inoltre ospita la cosiddetta tomba di Terone, un monumento di tufo di notevoli dimensioni a forma
di piramide, che si pensa eretto per ricordare i caduti della Seconda guerra punica.
30 MAGGIO

MARSALA

Marsala (Maissàla in siciliano) è una città italiana di 82.390 abitanti della Provincia di Trapani, sulla costa occidentale
della Sicilia. Il suo nome deriva dall'arabo "Marsa Allah", letteralmente "Porto di Dio". È famosa soprattutto perché
nelle sue terre si produce l'omonimo vino liquoroso e deve molto della sua fama anche allo sbarco di Garibaldi,
avvenuto qui nel maggio 1860 durante la Spedizione dei Mille. Marsala è per numero di abitanti la quinta città della
Sicilia (dopo Palermo, Catania, Messina e Siracusa), nonché la 63a città più grande d'Italia, è inoltre il maggior centro
agricolo, industriale e commerciale della provincia di Trapani.È Città del Vino dal 1987. Nei suoi 250 km quadrati di

estensione ha un ricco patrimonio culturale e paesaggistico, nel suo territorio comprende, ad esempio, la riserva
naturale regionale delle isole dello Stagnone di Marsala.Sorge sulle rovine dell'antica città punica di Lilibeo, dal cui
nome deriva l'appellativo di "lilibetani" per i suoi abitanti.

Marsala Le saline
31 MAGGIO

SAN VITO LO CAPO

San Vito Lo Capo è una rinomata località balneare, soprattutto per la sua
bellissima Costa che si apre in una baia e spiaggia incantevoli con un'acqua cristallina che si tinge di sfumature
dall'azzurro chiarissimo al verde e al blu intenso.
San Vito è un paesino tutto bianco sorto intorno alla sua Chiesa Madre nel corso del '700. Fulcro del paese è proprio
questa chiesa, dall'aspetto squadrato e massiccio che ricorda la sua nascita come fortezza saracena. All'interno
sorgeva una piccola chiesa dedicata a S. Vito (sorta, ove si narra sia vissuto il santo) che, divenuta troppo piccola per
accogliere tutti i pellegrini, è stata allargata fino ad inglobare la sua "difesa".

TROVEREMO LUNGO IL NOSTRO VIAGGIO……………..
ALLA PARTENZA IN BICI

CAPO D’ORLANDO
Il toponimo Capo d'Orlando risale
all'epoca normanna, quando fu battezzata così in onore di una presunta sosta del paladino Orlando durante una
crociata in Terra santa. Secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Agatirso, figlio di Eolo, re dei venti e delle isole
Eolie (da non confondere con Eolo, dio dei venti presso i greci, con il quale viene spesso confuso, a partire dall'Eneide
di Virgilio, opera nella quale le due figure mitologiche vengono sovrapposte per la prima volta nel libro I). La
fondazione, secondo la leggenda, risalirebbe a tempi non lontani dalla guerra di Troia, intorno al 1183 a.C. e da
principio il paese avrebbe conservato il nome di Agatirso, "colui che porta lo splendido tirso": dunque sarebbe stata in
origine una città sacra al culto di Dioniso, simboleggiato appunto dal tirso.

STRETTO DI MESSINA
Lo Stretto di Messina (localmente u
Strittu) chiamato nell'antichità Stretto di Scilla e Cariddi, Stretto di Scilla e Fretum Siculum, in epoca tardo-medievale
e moderna Faro di Messina, è un braccio di mare che collega il Mar Tirreno con il Mar Ionio e che, separando (sia pur
marginalmente) le due città di Messina e Reggio con le rispettive aree urbane, separa la Sicilia dalla Calabria, dunque
dall'Italia peninsulare e dal continente. Nel tratto più stretto (a nord) è largo circa 3,2 km.

L'Etna sorge a ovest della costa orientale della
ETNA
Sicilia, entro il territorio della Provincia di Catania ed è attraversato dal 15º meridiano est, che da esso prende il nome.
Trattandosi di uno stratovulcano, la sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni che ne determinano

l'innalzamento o l'abbassamento. Così nel 2011 raggiungeva i 3.340 m. s.l.m., nel 2010 3.350 m., 3.274 m. nel 1900,
3.326 m. nel 1950 e 3.269 m. nel 1942. Esso occupa una superficie di 1570 km², il suo diametro è di circa 45 chilometri
e il suo perimetro è di 65 km. Le sue dimensioni lo pongono tra i maggiori al mondo e, dal punto di vista prettamente
geologico, il più alto del continente europeo.

CATANIA con sullo sfondo l’Etna
Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa
orientale dell'isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d'Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa.

NOTO
Il barocco di Noto pervade l'intera città: gli elementi barocchi non sono isolati all'interno di un contesto urbano
caratterizzato da diversi stili, ma sono collegati tra di loro in modo da realizzare quella che è stata definita la "perfetta
città barocca". A tal proposito Ugo Ojetti sostenne: «Noto ai primi del Settecento è una delle nostre città sorte d'un
colpo, pel fatto sembra d'una volontà sola, immagine precisa del gusto d'un'epoca. A visitarla, palazzi, chiese,
conventi, teatro pare un monumento unico, tutto costruito nello stesso tufo giallo, nello stesso barocco, come dice
bene il Fichera, fiammeggiante, con una grandiosità senza pause e una regalità senza avarizia». Tutto derivante
dall'impegno degli architetti netini per la creazione di grandi scenografie, in un'ottica barocca pienamente
consapevole e non provinciale.

MARZAMEMI
Il borgo è nato attorno all'approdo, poi divenuto
porto da pesca, e si è sviluppato grazie a quest'ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una
Tonnara, tra le più importanti della Sicilia. La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione degli arabi in
Sicilia. Nel 1630 venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata. I Villadorata potenziarono i fabbricati della
tonnara portando da Avola e da Siracusa degli abili carpentieri, che poi rimasero residenti a Marzamemi.

La cittadina dista 58 chilometri da
PORTO PALO DI CAPO PASSERO
Siracusa ed è il comune più a sud dell'isola siciliana (al di sotto del parallelo di Tunisi). Del suo territorio fa parte l'isola
di Capo Passero a poche decine di metri dalla terraferma e l'isola delle Correnti a pochi chilometri. È un centro
prevalentemente agricolo e marinaro e proprio su queste attività fonda le sue fortune economiche. Il paesino è
bagnato dai due mari: lo Jonio e il Mediterraneo.
Sullo Jonio sorgeva un tempo il piccolo porto dove sono ancora presenti, anche se ormai quasi cadenti, le casette dei
pescatori. Verso est si staglia l'isola di Capo Passero dove si erge la fortezza spagnola sovrastata da una imponente
statua bronzea della madonna.

MODICA
Modica è un'inaspettata meraviglia... È un effetto bizzarro, unico, qualcosa di addirittura irreale come visto nel prisma
deformante del sogno, come un immenso fantasmagorico edifizio di fiaba, il quale, anziché di piani, fosse fatto di strati
di case. Da questo accastellarsi, svettano campanili e campanili: con queste parole il poeta e scrittore veronese

Lionello Fiumi descriveva il suo stupore nel raccontare sulle pagine di un quotidiano il suo viaggio a Modica negli anni
sessanta del Novecento.
Tipica produzione della città è la famosa cioccolata, prodotta seguendo un'antica ricetta azteca, da cui deriva la ricetta
modicana che, sulla base della documentazione rinvenuta presso l'Archivio di Stato di Modica all'interno dell'Archivio
Grimaldi, risale al 1746, quando la Sicilia dipendeva ancora dal Regno di Spagna. La lavorazione è rigorosamente
artigianale ed a bassa temperatura, cosa che impedisce la perdita o l'alterazione organolettica delle componenti del
cacao. Inoltre la pasta di cacao non arriva a fondersi con lo zucchero (lavorazione a crudo), dando sostanza ad una
cioccolata fondente, leggermente granulosa, senza grassi vegetali aggiunti, non soggetta a liquefarsi fra le mani alle
temperature estive.

CALTAGIRONE
Caltagirone (Cartaggiruni, Caltagiruni o Cattaggiruni
in siciliano) Situata nella Sicilia centrale, al centro del territorio Calatino, è famosa per la produzione della ceramica,
attività sviluppatasi nei secoli a partire dai tempi degli antichi Greci. Dopo un passato glorioso che la vide, per oltre
due millenni, roccaforte privilegiata per bizantini, arabi, genovesi e normanni, che controllavano le due piane, quella di
Catania e di Gela, oggi vive un periodo di rinnovato sviluppo, grazie principalmente a due grandi risorse, il turismo e la
produzione della ceramica.
Ricca di chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l'eccezionale valore del suo patrimonio monumentale è
uno dei comuni del Val di Noto che è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell'umanità.

SELINUNTE
Selinunte (in greco antico Σελινοῦς, in latino Selinus)
era una antica città greca sita sulla costa sud-occidentale della Sicilia. I ruderi della città si trovano sul territorio del
comune di Castelvetrano, nella parte meridionale della provincia di Trapani. Tutto il terreno interessato forma oggi un
parco archeologico della dimensione di circa 40 ettari.
Nel sito archeologico, sull'acropoli vi sono alcuni templi insieme ad altre costruzioni secondarie, mentre altri templi si
[
trovano su di una collina poco lontana
Molti edifici sono rovinati in seguito a sismi avvenuti in epoca medievale; tuttavia alcuni interventi di anastilosi hanno
permesso di ricostruire quasi completamente il Tempio E (il cosiddetto tempio di Hera), e di rialzare in gran parte uno
dei lati lunghi del Tempio C.

ERICE
« Sulla vetta più alta in cielo una medievale borgata irta di torri. È il piccolo borgo di Erice,
dominato una volta dal più famoso tempio della dea più famosa...Venere,... con la sua cinta
fortificata, con le sue strade accuratamente selciate. »
(Roger Peyrefitte
su Erice nel 1952.)
Dal 1963 è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino
Zichichi, che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano
diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all'astronomia, dalla filologia alla chimica. Per questo alla cittadina
è stato attribuito l'appellativo "città della scienza".

SEGESTA
Si chiamava Segesta un'antica città, non più abitata,
fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia.
La vecchia città sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da
Castellammare del Golfo.
Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.
Secondo il mito, Segesta sarebbe stata fondata da Aceste (che ne fu il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del
dio fluviale Crimiso. Virgilio riporta la leggenda secondo cui Segesta sarebbe stata fondata da Enea per far riposare i
vecchi e le donne, dopo che queste avevano incendiato le navi poco prima di riprendere il viaggio.

PALERMO

La VUCCIRIA

La Vucciria si estende tra via Roma, la Cala e il Cassaro, all'interno del mandamento Castellammare. La vicinanza al
porto cittadino stimolò l'insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani sin dal XII secolo. La
presenza di numerosi artigiani si riscontra tuttora nella toponomastica. Il termine Bucceria deriva dal francese
boucherie, "macelleria". Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello ed alla vendita delle carni.
Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato
"la Bucciria grande" per distinguerlo dai mercati minori.

PARTECIPANTI ……. In fase di conferma…
HOTEL ……. In fase di programmazione…


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