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La.Sicilia.Con.Ed.Locali.17.11.12.ZDC.pdf


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LA SICILIA

2.

SABATO 17 NOVEMBRE 2012

il FATTO

LE PROTESTE

anti-austerità

Video choc. Filmato amatoriale

mostra lacrimogeni piovere sui
manifestanti dalle finestre e dal
tetto del ministero della Giustizia

Scontri a Roma
bufera sulla polizia
aperte tre inchieste
I ministri Severino e Cancellieri e la Procura
vogliono vedere chiaro sull’operato degli agenti
te indicano che gli agenti preposti all’ordine pubblico erano quelli in servizio al
ROMA. Scattano le inchieste per capire Reparto Mobile di Napoli.
cosa sia accaduto nell’area del ministeDopo aver visto più volte il video, il
ro della Giustizia e nel palazzo che ospi- ministro Severino ha espresso «inquieta il dicastero durante il corteo organiz- tudine e preoccupazione» e ha fatto sazato mercoledì in occasione dello «scio- pere di voler avere «un quadro chiaro
pero europeo». Una giornata ad alta dei fatti», «senza escludere nessuna ipotensione tra manifestanti e forze del- tesi, ma senza lasciare niente di intental’ordine, la cui cronaca si arricchisce di to». Per questo ha immediatamente ditestimonianze video che aprono molti sposto un’indagine interna, ha chiesto
punti interrogativi. E su cui ora voglio- che fossero raccolte le testimonianze
no vedere chiaro il ministro della Giu- di tutti gli impiegati presenti al quarto
stizia Paola Severino con un’indagine piano (corrispondente all’ordine di fineinterna; il ministro dell’Interno, Anna- stre da cui sembrerebbero partire i lamaria Cancellieri, che segue con atten- crimogeni) nonché del personale in serzione la vicenda e una volta acquisiti vizio presso gli ingressi del palazzo; ha
tutti gli elementi, è pronta a riferire in incontrato il comandante del Racis, il
Parlamento; e la Procura di Roma, che generale Enrico Cataldi, affidando al
ha aperto un’indagine per accertare Raggruppamento carabinieri investigaeventuali eccessi da parte delle forze zioni scientifiche il compito di esaminadell’ordine ma anche dei manifestanti. re le immagini; e durante il Consiglio
A dare il “la” è una ripresa amatoria- del ministri ha lasciato per qualche mile fatta con un telefonino e pubblicata nuto la riunione per parlare con i giornalisti.
Il Racis, a quanto si apprende, oltre ai video amatoriali circolati via internet, dovrà visionare le immagini riprese dalle telecamere poste
all’ingresso del ministero
(che tra l’altro durante la manifestazione a un certo fu
chiuso) per verificare chi sia
entrato e uscito quel giorno e
ANNA MARIA CANCELLIERI, MINISTRO DELL’INTERNO
se tra questi vi siano anche
appartenenti delle forze delda Repubblica. it - a cui poi se ne è ag- l’ordine - in divisa o in borghese - a pargiunto un altro - nella quale si vedono te gli agenti della penitenziaria in forza
lacrimogeni piovere sui manifestanti al ministero. E dovrà esaminare la cadall’ultimo piano e dal tetto del palazzo psula di un lacrimogeno che mercoledì
del ministero. Si vedono o sembra di ve- finì nel cortile interno del ministero:
dere, perché proprio questo è il punto un oggetto a cui in un primo tempo
da chiarire. Anche perché il questore di non si diede peso e che ieri è stato recuRoma, Fulvio Della Rocca, ha ammesso perato per stabilire quale corpo delle
che «i lacrimogeni sono stati lanciati da forze dell’ordine abbia in dotazione quel
agenti» di polizia, ma ha anche detto tipo di lacrimogeno. E come sia arrivache «sono stati sparati a “parabola”, non to all’interno del ministero. Quel che
diretti sul corteo». In sostanza, sarebbe- sembra assodato - e lo ha riferito la
ro stati esplosi dall’esterno e «la traiet- stessa Severino - è che la penitenziaria
toria è stata deviata perché hanno urta- che opera a via Arenula non detiene lato sull’edificio». «Punirò i poliziotti vio- crimogeni “a strappo” come quelli che
lenti», ha assicurato Della Rocca, ma «se potrebbero essere stati lanciati dal miad un certo punto veniamo aggrediti nistero. Molto si deciderà con l’esame
militarmente dobbiamo reagire», ha ag- balistico delle traiettorie: dai primi acgiunto.
certamenti preliminari, gli esperti del
Certo, l’ordinanza della Questura di Racis sembrerebbero propendere per
Roma con le disposizioni di sicurezza un “colpo di rimbalzo” e questo spieper il corteo del 14 non prevedeva agen- gherebbe la caduta ad elica che si nota
ti all’interno del ministero, ma ora i vi- nei video: l’ipotesi più accreditata è che
deo - e le testimoniante di alcuni mani- i lacrimogeni siano stati sparati dal lunfestanti - aprono nuovi scenari. Quanto gotevere all’altezza del ponte Garibaldi.
al personale che operava quel giorno Ma in realtà, al momento, tutte le ipotenella zona del ministero, fonti qualifica- si sono aperte.
EVA BOSCO

LE REAZIONI

IL VIDEO DELLO SCANDALO

Dal bimbo “rapito”
alla bomba “corvo”
polizia nel mirino
«Così vogliono delegittimarci»
Scarcerati gli 8 arrestati a Roma
MASSIMO NESTICÃ’

Dal ministero
della Giustizia
lancio di lacrimogeni
sul corteo in fuga
ROMA. Sono almeno tre i lacrimogeni lanciati dal
palazzo sede del ministero della Giustizia contro i
manifestanti che sfilavano in via Arenula mercoledì
per lo “sciopero europeo” documentati in un video
esclusivo pubblicato da Repubblica. it. Un video che
ha già prodotto reazioni a livello politico e interventi
da parte della Guardasigilli, Paola Severino. Due dei
lacrimogeni sembrerebbero partire dal secondo
piano dell’edificio, il terzo dal tetto dell’edificio. Il
video documenta bene le scie di fumo descritte dai
lacrimogeni mentre dall’alto precipitano sulla folla
passando proprio davanti alle bandiera italiana e a
quella europea poste di fronte all’ingresso del
ministero: nel montaggio realizzato dal sito del
quotidiano le stesse immagini vengono più volte
riproposte in sequenze sempre più ravvicinate e
rallentate. I primi due lacrimogeni partono
pressoché in contemporanea e sembrano provenire
tutti da uno stesso punto o comunque essere stati
lanciati a distanza ravvicinata da una zona posta
grosso modo al centro dell’edificio. L’altro parte
invece dopo qualche secondo e sembra provenire da
un punto posto a destra o comunque è lanciato verso
destra. In una delle sequenze riproposte al rallenty si
nota poi nell’angolo all’estrema sinistra del palazzo
un’ulteriore scia di fumo. In basso scorre la folla dei
ragazzi: il corteo è in certi punti più fitto, in altri più
rado. Ci sono alcuni giovani che indossano il casco,
ma la gran parte è a volto scoperto e viene sorpreso
dal lancio di lacrimogeni e dal fumo che invade la
strada. In lontananza, in fondo a via Arenula, si nota
il blocco messo in atto dalle forze dell’ordine: il
corteo si è quindi trovato imbottigliato e le immagini
mostrano i giovani che cercano una via di fuga in
una strada laterale o correndo nella direzione
opposta al blocco verso piazza di Torre Argentina.
Chi ha girato il video si trovava alla finestra di uno
degli edifici posti quasi di fronte al ministero,
leggermente spostato verso destra rispetto
all’edificio ministeriale e quindi poteva vedere la
scena dall’alto e da un angolo di visuale privilegiato.
G. CO.

ROMA. Nel mirino. Dalla stanza del “numero 1” Antonio Manganelli a quelle dei reparti della Mobile,
l’atmosfera non cambia. È plumbea. I poliziotti si
sentono sotto attacco e oscillano tra rabbia e frustrazione. Il video che mostra dei lacrimogeni che
sarebbero lanciati dal ministero della Giustizia - la
cui verifica è stata affidata ai non amatissimi “cugini” dell’Arma - non è che l’ultimo di una serie di episodi spiacevoli per la polizia.
Intanto ieri sera è arrivata lo notizia che sono stati tutti scarcerati gli otto manifestanti arrestati mercoledì scorso durante i disordini avvenuti nella Capitale in occasione dello sciopero europeo. Lo ha deciso il Gip Wilma Passamonti che nel convalidare
l’arresto di sei di loro ha disposto per questi l’obbligo di firma, mentre per altri due la richiesta di convalida della misura restrittiva non è stata accolta.
I primi guai per gli agenti lo scorso 10 ottobre,
sempre da un filmato. Quello che mostrava il prelevamento “energico” di un bambino di 10 anni da
parte di alcuni agenti in una scuola elementare di
Cittadella (Padova). Seguirono le scuse di Manganelli, un’inchiesta interna ed una censura alla Camera del sottosegretario Carlo De Stefano, che parlò
di comportamento «non adeguato» degli agenti.
Censura e scuse ingoiate a fatica dagli uomini in divisa, tra i quali serpeggiava il malcontento per una
mancata tutela da parte dei vertici del corpo.
Lo scorso 1 novembre esplode la “bomba corvo”.
Un anonimo denuncia in un esposto illeciti negli appalti tecnologici al Viminale, puntando il dito contro il vicario di Manganelli, Nicola Izzo. La procura
di Roma apre un’inchiesta. Dopo giorni di polemiche e malintesi tra il ministero dell’Interno, Annamaria Cancellieri e lo stesso capo della polizia, Izzo
si dimette. Manganelli, finito nel polverone tra voci che ne preannunciano il cambio, ci tiene a far sapere di non essere un «imbroglione». Il Consiglio dei
ministri venerdì scorso nomina il suo nuovo vicario:

è Alessandro Marangoni.
Due giorni fa la giornata di scioperi in tutta Italia
mette di nuovo in croce la polizia per alcuni episodi di repressione violenta nei confronti dei manifestanti, con foto e video che mostrano agenti accanirsi contro giovani inermi, colpiti a terra o di spalle.
Il questore di Roma, Fulvio Della Rocca, ha ammesso che «i lacrimogeni sono stati lanciati da
agenti» di polizia, ma ha anche detto che «sono
stati sparati a “parabola”, non diretti sul corteo». In
sostanza, sarebbero stati esplosi dall’esterno e «la
traiettoria è stata deviata perché hanno urtato sull’edificio». «Punirò i poliziotti violenti», ha assicura-

Il questore di Roma. «I

lacrimogeni lanciati da
agenti, ma sparati a
parabola, non diretti sul
corteo». «Punirò i violenti»
to Della Rocca, ma «se ad un certo punto veniamo
aggrediti militarmente dobbiamo reagire», ha aggiunto. Il segretario del Sap, Nicola Tanzi, si dice
«sconcertato. Avremmo preferito - spiega - che il
ministro avesse detto che bisogna prima accertare
i fatti e poi decidere, invece di parlare di punizioni.
Parlare in questo modo è pericolosissimo perchè si
sta cercando di delegittimare un’istituzione, la polizia, che sta vivendo un disagio enorme e sta subendo l’ennesimo attacco».
E oggi la polizia sarà messa di nuovo alla prova.
Da Milano a Palermo gli studenti annunciano per
oggi nuove manifestazioni, con lo slogan “noi non ci
fermeremo” gli studenti manifesteranno oggi anche
per dire no alla repressione.

LE VIOLENZE. A sinistra, un agente aggredisce alle spalle un tranquillo manifestante. A destra,
due poliziotti si accaniscono sugli studenti, tra cui una ragazza. Il ministro Cancellieri, messa di fronte
alle immagini di un agente che manganella un manifestante, ha fatto sapere che «quel poliziotto sarà
identificato subito. Faremo le dovute valutazioni e ne trarremo le conseguenze disciplinari». Ed anche
il questore di Roma ha promesso che «i poliziotti violenti saranno puniti»