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Le vaccinazioni di massa .pdf



Nome del file originale: Le vaccinazioni di massa.pdf
Titolo: Microsoft Word - debernardi.doc
Autore: mamone

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Anteprima del documento


PAOLO DE BERNARDI

Le vaccinazioni di massa:
panacea o strumento maltusiano della tecnocrazia?
In un quotidiano locale si legge che i bambini di una scuola elementare di provincia hanno
confezionato e venduto tante bamboline di pezza, offrendo il ricavato all’UNICEF, che si impegna
ad acquistare da una casa farmaceutica 400 vaccini destinati ad altrettanti bambini africani, e
“liberarli così da moltissime malattie”.
Le osservazioni che stiamo per fare nulla tolgono al valore morale e civico del gesto di tanti
bambini, dei loro genitori e insegnanti. Essi hanno agito in buona fede, credendo sia quello il bene
da farsi, così come avrà certamente agito in buona fede il responsabile locale dell’UNICEF che ha
promosso l’opera buona a favore dei bambini africani.
L’Africa ha trovato sulla sua strada molti benefattori, forse troppi. E paradossalmente stava meglio
quando le sue regioni ricche e selvagge erano percorse dagli “avidi” mercanti d’avorio e schiavi,
prima arabi, poi portoghesi; i quali l’avevano esplorata fin dove il profitto commerciale lo rendeva
conveniente.
Gli “aiuti” verranno ormai alle soglie del sec. XX e saranno innanzitutto di tipo spirituale. I
missionari evangelizzatori portarono il battesimo, col quale dovevano liberare da almeno una delle
due gravi conseguenze del peccato originale : la perdita dell’amicizia con Dio che rende indegni
della grazia. Mentre, per l’altra grave conseguenza che era la morte, quegli stessi missionari non
promettevano ancora nulla .
In epoca coloniale classica, ai primi del Novecento, l’Africa inizierà ad essere “aiutata a
civilizzarsi” con la costruzione di strade, alberghi, ferrovie, scuole, dighe, ecc. anche se -più tardi si
comprese- molte di queste strutture dovevano servire come apparato logistico allo sfruttamento
coloniale; del resto gli stati colonialisti non possono essere paragonati ai missionari; se quelli
portano civiltà, in cambio vogliono qualcosa.
Una terza grande fase di “aiuti” avverrà in concomitanza con la decolonizzazione; intorno agli anni
’70 la FAO promuove anche in Africa la cosiddetta “rivoluzione verde”, quella che doveva
introdurre l’economia agricola di mercato e di “sviluppo”. Un’ economia che ai paesi occidentali
faceva vendere macchine agricole, fertilizzanti, pesticidi,sementi, piani di irrigazione con dighe,
canali, ecc.; mentre i paesi che ricevevano tali aiuti erano messi in condizione di… pagare i debiti.
Per i popoli che videro distrutte le proprie economie di sussistenza ( quelle “primitive”!) “sviluppo”
significò “fame”, oppure “emigrazione”, necessaria a far posto al latifondo (quello che garantisce
“produttività”).
L’Africa così aveva ricevuto: il 1) battesimo, 2) la civiltà 3) lo “sviluppo”. Quest’ultimo avrà, sì,
comportato la fame delle masse, come piccolo effetto collaterale, però aveva consentito di
importare la modernità (le infrastrutture, la telematica), e messo in condizione di pagare parte dei
colossali debiti con la vendita di colture specializzate e molto richieste dai mercati (arachidi, cotone,
tabacco, materie prime, ecc.).
Mancava un quarto fattore. L’Africa non era stata liberata dalla seconda grave conseguenza del
peccato originale: la morte e la malattia; quest’ultima si era affacciata sotto la forma dell’AIDS,
comparso in un’epoca in cui – si dice – il colonialismo era finito per davvero.
1

Per capire quanto colonialismo oggi ancor viga rispetto a ieri probabilmente può servire un
confronto tra le diverse mentalità che si sono succedute negli stessi paesi, ex metropolitani.
Prendiamo un attuale settantacinquenne che ha conosciuto la gioventù balilla e un ragazzo
quindicenne dell’attuale scuola superiore: se il primo (formato dalla propaganda fascista) non ha
dubbi che in Etiopia si è portata la civiltà, quando nacque l’Impero Fascista nel ’38; l’altro (formato
dalla propaganda tecnocratica) è convinto che gli Africani abbiano cominciato a mangiare
(naturalmente i soliti latte in polvere e farina) solo dopo l’arrivo degli occidentali; mentre prima
quel continente sarebbe stato un inferno di epidemie, fame e miseria. Per respingere tanta
presunzione si è costretti a metter mano ai resoconti di viaggio di Livingstone e Stanley, subito
dopo la metà del XIX sec., per mostrare che non solo l’Africa non moriva di fame prima dell’arrivo
dei bianchi, ma che, se molte popolazioni non allevavano né coltivavano, ciò era dovuto alla grande
abbondanza di frutti, cacciagione, pesca, offerti dalla natura che rendeva quasi inutile il lavoro,
come biblicamente e drammaticamente lo intendiamo noi.
Una delle certezze incrollabili dell’uomo medio occidentale è che le vaccinazioni, oltre ad essere un
efficace mezzo per impedire l’insorgere di molte malattie, siano anche innocue (cioè prive di effetti
collaterali) . Aver radicato questa certezza è il vero grande capolavoro della virologia, più che l’aver
sconfitto – come crede e fa credere – le epidemie. Mostrare, con grafici alla mano che molte
epidemie, in certi paesi del mondo, già erano in calo prima dell’introduzione delle vaccinazioni
(grafici riportati ad esempio negli studi di N. Miller1, P. Croce2, ecc.) provoca nell’interlocutore, sia
medico che uomo comune, una sorta di reazione isterica: non è vero, è impossibile che il calo delle
epidemie non sia dovuto alle vaccinazioni. Non si può negare il dogma delle vaccinazioni.
Approfittando di questo stato di prostrazione in cui versa l’intelletto dell’uomo medio occidentale,
ecco che chi li produce avanza un vaccino contro il cancro, un vaccino contro l’abitudine del fumo,
un vaccino contro l’impulso allo shopping3 (quello che l’occidentale medio non vuol assumere in
altra forma, propinateglielo come vaccino, funziona!). Se uno si vaccina contro l’influenza e poi si
ammala è pronto ad ammettere, non che il vaccino non funziona, ma che si trattava di un altro
ceppo di virus… ecc. Ecco il vero capolavoro della virologia–immunologia.
Consapevole di tanta paralisi degli intelletti, finalmente e con molta tranquillità Luc Montagnier ha
rivelato la vocazione teologico–messianica della medicina contemporanea dichiarando che un
vaccino contro la morte “è ipotesi da prendere in considerazione”. Poiché la via tecnocratica verso
l’immortalità richiederebbe (oltre al vaccino) una rinuncia alla produzione sessuata (con beneficio
della fecondazione artificiale e della genetica che potranno programmare l’umanità come vogliono),
il giornalista chiede a Montagnier se non sia pericoloso modificare ciò che è scritto nella natura; il
virologo–tecnocrate risponde: “da almeno un secolo la medicina va contro natura….già ci troviamo
in una lotta contro la natura, e non vedo perché non dovremmo andare fino in fondo”4. Non si
poteva incontrare definizione più appropriata della hybris.
Chi è ancora sveglio si dovrebbe preoccupare, perché ciò significa che è imminente nel nostro paese
come in tutto il mondo, un’ondata di vaccinazioni di massa, non appena qualche gruppo
farmaceutico potente dirà di aver pronto il vaccino contro il cancro, il vaccino contro l’AIDS, il
vaccino contro la sfiga, quello contro la morte, ecc. Quale genitore si opporrà alla vaccinazione del
proprio figlio? Se la sentirebbe di violare uno dei fondamentali diritti umani, quale il diritto alla
salute? I tribunali dei minori sono già allertati, pronti a togliere le patrie potestà…
1

MILLER 1994, pp 18, 26, 35
CROCE 1993.
3
Così ne danno notizia i giornali, ad es: Nazione 20 XII 1999
4
Corriere della sera 29 I 1999
2

2

Al missionario vestito di nero che libera dalla indegnità alla grazia, segue il missionario vestito di
bianco che libera dalla seconda conseguenza del peccato: la malattia e la morte. E come nel
medioevo e in età moderna vi furono crociate e roghi contro catari e anabattisti che non volevano il
battesimo di Roma, ora sono pronte crociate contro quei gruppi di “radicali”, “fanatici” o “sette”
che rifiutano i vaccini per sé e per i propri figli, non fidandosi dei troppi metalli pesanti in essi
contenuti e dei non sempre dichiarati materiali genetici ricombinanti destinati a oscure mutazioni
del DNA, nella direzione voluta da una nuova casta di salvatori, per i quali, come al solito,
l’intelligenza è peccato. Prima, tutto era legittimato da una dottrina teologica, ora da una dottrina
medica, i cui autori sono una quanto mai ambigua e sfuggente “comunità scientifica internazionale”
(chi ne tiene la fila?) che si avvale di un concetto di “prova scientifica” che non è più quello
democratico, controllabile proprio della nascita della scienza moderna.
L’aggiornatissimo e acuto segretario del Comilva, Walter Pansini5 scriveva nel 1993:
Le vaccinazioni costituiscono il capitolo più misterioso della storia della medicina. Non siamo
riusciti a trovare prove inoppugnabili che dimostrino la reale efficacia di queste…Infatti alla luce di
una assolutamente incompleta conoscenza dei meccanismi immunitari, solo la comparazione di
grandi gruppi di vaccinati e non (doppio cieco), proverebbe qualcosa, ma stranamente non si vuole
mai farlo (tranne la disastrosa esperienza indiana).

Detto bene: si tratta di uno dei capitoli più misteriosi della storia della medicina e quello che qui si
intende fare è di provare a gettarvi un po’ di luce.
Chi tira le fila di questo misterioso capitolo della medicina
Facciamo un po’ di storia. I più credono che la medicina occidentale sia ormai planetaria per il fatto
che è scientifica ed efficace; mentre le cose stanno un po’ diversamente:
Dal 1910 al 1925, in base alle regole stabilite dal Rapporto Flexner, l’American Medical Association
e l’Association of American Medical Colleges eliminarono la maggioranza dei terapisti non ufficiali,
in particolare le donne e i neri. In nome della scienza e della qualità terapeutica, si imponeva alle
scuole di medicina di attenersi ai dettami del Rapporto Flexner: un vero regime del terrore sanitario.
Le università dovevano assumere l’impostazione ‘scientifica’ stabilita da questo rapporto e finanziata
dalla Fondazione Rockefeller, altrimenti erano minacciate di chiusura…le fondazioni Carnegie e
Rockefeller avevano infatti sovvenzionato il Rapporto Flexner e la sua applicazione. La grande
finanza assunse quindi il controllo della salute [… ] Nel 1977 la Dichiarazione di Alma Ata
attribuiva all’Organizzazione Mondiale della Sanità la facoltà di estendere l’applicazione del
Rapporto Flexner al mondo intero. Proclamando il diritto alla salute e al benessere per tutti i popoli
della terra, si stabilivano criteri e regole internazionali per le pratiche terapeutiche. Il controllo della
salute passava così dai governi nazionali al governo mondiale. I singoli paesi venivano insomma
spossessati della sovranità in campo sanitario, che veniva attribuita a un potere internazionale, il cui
ministero era l’OMS. Ma chi è a capo dell’OMS? Nient’altro che i finanzieri mondiali, i responsabili
del Rapporto Flexner e della sua applicazione. E cosa significa diritto alla salute? Vuol dire diritto
alla medicalizzazione.6
La Holding Rockefeller, produttrice del vaccino Salk, ed altri iniziarono per primi ad influenzare con
sistemi discutibili il mondo politico, scientifico, gli ordini professionali e i mass media. Utilizzando
5

PANSINI 1993, p.3
LANCTÔT 1997, pp. 39-41. La mafia medica: un titolo che può sembrare esagerato. Nel 1972 Salvator
Allende, presidente del Cile, istituì una Commissione nazionale di medici che doveva decidere quali farmaci,
dei quasi 250.000 in commercio, fossero davvero efficaci. La Commissione, a conclusione dei lavori, ne
dichiarò davvero utili solo due dozzine circa. Poco dopo tutti i medici componenti la commissione furono
uccisi (JONSEN et al. 1974).

6

3

la paura della polio ottennero finanziamenti statali enormi, che in USA furono di decine di milioni di
dollari all’anno negli anni Cinquanta.7

Davvero efficaci?
Il primo argomento a favore della presunta efficacia delle vaccinazione consiste nell’affermare che
a seguito della vaccinazione di massa le principali malattie infettive sarebbero scomparse e a volte
si esibiscono dei grafici. Ma approfondiamo avvalendoci di uno degli studi più seri8 che siano mai
stati fatti sulla questione vaccini, che si avvale di grafici e statistiche della stessa OMS, nel quale si
mostra che la regressione delle epidemie ha una regressione analoga nei paesi vaccinati e nei paesi
non vaccinati.
Ungheria, anni Trenta, la popolazione delle campagne viene vaccinata contro la difterite, quella di
Budapest no; ebbene il calo del tasso di mortalità per difterite fu pressoché identico nei due gruppi9.
Ancora anni Trenta: il cantone di Ginevra viene vaccinato (1932) contro la difterite, quello di Vaud
solo 12 anni più tardi; ebbene, nel corso di questi 12 anni, nel cantone vaccinato i casi di difterite
scendono da 137 a 20, mentre in quello non vaccinato scendono da 135 a 2510.
Spesso si rimane estasiati davanti alla caduta vertiginosa dei decessi per difterite in Inghilterra
durante la grande “crociata per la vaccinazione”, ma si dimentica di osservare che, se in quel paese
sono stati necessari 10 anni di vaccinazione intensiva (1940-1950) per far calare il numero di decessi
da 2.480 a 49, a Berlino, 6 anni di non vaccinazione hanno portato allo stesso risultato.11

Se si comparano i grafici di 19 paesi europei dove si è attuata la vaccinazione contro la difterite tra
il 1946 e il 1952, con quelli della Germania Occidentale, non vaccinata degli stessi anni, si scopre
che sia i casi di malattia che i decessi sono inferiori in Germania Occidentale12.
Se si confronta casi e decessi per difterite tra Canada (vaccinato) e Giappone (non vaccinato), negli
anni 1944-1952, si osserva che se in Canada la vaccinazione ha fatto meraviglie, in Giappone la non
vaccinazione ha fatto prodigi13.
La crescita della difterite nell’Olanda vaccinata e nella Svezia non vaccinata, tra il 1941-1944, è
pressoché identica14.
Quelli di Germania e Giappone, paesi che sconfitti in guerra non hanno proceduto a vaccinazioni di
massa, sono casi eclatanti che parlano da soli, mostrando come tanto il vaccinare quanto il non
vaccinare hanno consentito spettacolari riduzioni delle malattie infettive. E siccome i grafici
comparati delle due guerre mostrano come durante e subito dopo ciascuna di esse si sono avuti
picchi di malattie infettive, ecco che questo ci dà già una indicazione: verosimilmente le migliori
condizioni alimentari e igieniche quali si possono ottenere fuori da una guerra sono la vera
condizione determinante per la regressione delle malattie infettive. Non lo si riconosce forse ancor
oggi quando una catastrofe naturale o delle guerre provocano profughi che vivono ammassati in

7

PANSINI 1993, p. 9.
DELARUE 1979.
9
Ivi, p. 21
10
Ibidem.
11
Ivi, p. 22.
12
Ivi, p. 26.
13
Ivi, p.25-27.
14
Ivi, p. 52.
8

4

tende e campi con poco cibo e cattive condizioni igieniche, non si dice allora che si teme lo scoppio
di epidemie?
Senza il BCG (vaccino antitubercolare), in Inghilterra, dal 1851 al 1939, il numero dei decessi è
diminuito del 75%. Il calo della mortalità in Gran Bretagna (senza BCG) è del tutto simile a quello
della Danimarca e della Norvegia (con BCG), due paesi spesso citati come esempio dell’efficacia del
BCG. In generale, anche senza l’impiego di BCG, da un secolo a questa parte si assiste ad una
straordinaria diminuzione della mortalità da tubercolosi in tutti i paesi ad alto tenore di vita. Il BCG
non è stato usato a New York dal 1924 al 1944 e la caduta della mortalità ha raggiunto il 95%15.

Per quanto riguarda il tetano:
Nell’esercito francese, il più vaccinato degli eserciti alleati (più di 4.000.000 di vaccinazioni tra
l’ottobre 1936 e il giugno 1940), il tasso di morbilità tetanica ogni mille feriti fu durante la campagna
del 1940 lo stesso che nella guerra del 1914-18. Nell’esercito greco, non vaccinato, la frequenza del
tetano durante l’ultima guerra è stata sette volte minore che nell’esercito francese.16

Quanto al vaiolo:
The Lancet del 23 II 1884, a proposito dell’epidemia del Sunderland, fornisce i seguenti dati: 100 di
cui 96 tra i vaccinati; durante quella di Browley: 43 casi di vaiolo in 43 soggetti vaccinati…A
Londra, nel 1901-02 su quasi 10.000 casi 7000 riguardavano persone vaccinate….La prova più
incontestabile della inefficacia di quella vaccinazione, che non protegge neanche per 2 mesi, è data
dal rapporto di 2 medici militari, pubblicata dal Lancet il 25 XI 1944, a proposito di 100 casi di
vaiolo nell’esercito di stanza in Egitto nel 1944. Tutti i malati, tranne 4 erano vaccinati.17
A New York, prima della vaccinazione obbligatoria, c’era addirittura una media annuale di 220
morti per vaiolo; ma dopo le vaccinazioni ad oltranza, un’unica epidemia provocò 1100 malati
all’anno.18

Nel 1905, quando gli americani occuparono le Filippine, la mortalità per vaiolo era del 10%; dopo
la campagna di vaccinazioni del 1905-06 la mortalità passò al 25%; dopo l’intensificazione delle
vaccinazioni del 1918-20, col 95% di vaccinati, la mortalità passa al 54%19.
Quanto alla efficacia (presunta) dei vaccini, noi disponiamo di una sola grande esperienza, fatta su
un numero vastissimo di casi, e condotta rigorosamente a doppio cieco e il cui responso ha per
questo valore scientifico. Si tratta della vaccinazione antitubercolare sperimentata in India dalla
OMS nei primi anni Settanta su 260.000 individui, solo metà dei quali vennero vaccinati. Ebbene,
negli anni successivi si constatò che l’incidenza della tubercolosi era maggiore proprio tra i
vaccinati20.
In Italia nel 1887-89, la morte per vaiolo tra i soldati era uguale a quella tra le donne non
vaccinate21. In Italia l’antipolio viene introdotta nel 1956 (quando ancora c’era il Salk), ebbene i
casi di polio tra il ’55 e il ’58 sono aumentati di 5 volte22.
15

Ivi, p.31.
Ivi, p. 34.
17
Ivi, p.40
18
Ivi, p.41.
19
Ivi, p. 64
20
Bollettino OMS , 1979 57/5
21
PANSINI 1993, p.7.
22
Ivi, p.10.
16

5

Nel 1976, il dottor Jonas Salk, creatore del vaccino ucciso usato durante gli anni Cinquanta,
testimoniò che il vaccino vivo (usato quasi elusivamente negli Stati Uniti dai primi anni Sessanta in
poi) era “la causa principale, se non l’unica’ di tutti i casi documentati di poliomielite negli Stati
Uniti dal 1960”. (Il virus permane nella gola per una o due settimane e nelle feci per circa due mesi.
Di conseguenza, le persone vaccinate sono a rischio e sono potenzialmente contagiose, fintanto che
continua l’eliminazione fecale). Recentemente, i Centri Federali per il Controllo delle Malattie
(CDC) hanno ammesso che il vaccino vivo è diventato la causa dominante della poliomielite negli
Stati Uniti oggi. Infatti, secondo le cifre rilasciate dal CDC, l’87% di tutti i casi di polio negli USA
registrati tra il 1973 e il 1983 (eccetto casi importati) sono stati causati dal vaccino.23
Secondo il dott. Atkinson, del CDC, “la trasmissione del morbillo tra persone vaccinate è
chiaramente documentata. Durante alcune epidemie…oltre il 95% dei casi riguardava persone
vaccinate”.24
Nel 1986, nel Kansas, furono riportati 1300 casi di pertosse. Il 90% dei pazienti di cui era noto lo
stato di vaccinazione era stato “adeguatamente” vaccinato.25

Albert Sabin, inventore del vaccino contro la polio e premio Nobel negli anni Cinquanta, a Piacenza
nel 1985, in un aula gremita dell’Ordine dei medici, ha affermato:
Cari Medici, secondo me i vaccini antinfluenzali non servono. Le campagne per le vaccinazioni di
massa organizzate dai ministeri della sanità sono soldi sottratti alla ricerca seria. Orientamenti e
mode. So bene che rischio di provocare polemiche, ma è esattamente questo il mio pensiero.

A chi stupito gli aveva chiesto chiarimenti, Sabin aveva esibito i dati ufficiali degli Stati Uniti, dove
si evidenziava che chi era stato vaccinato contro l’influenza si ammalava nella stessa percentuale di
chi non si era fatto vaccinare26. E si potrebbe continuare a lungo,27 ma questo dovrebbe bastare per
mettere in luce che una prova scientifica della efficacia delle vaccinazione non la possediamo, anzi
semmai possediamo molte indicazioni in senso contrario.
In sostanza, i difensori delle vaccinazioni presentano i dati di regressione delle malattie a partire
dagli anni in cui vengono introdotte le vaccinazioni, omettendo di evidenziare il periodo
antecedente che mostra essere l’epidemia già in calo, oppure omettendo di confrontare i grafici tra
paesi vaccinati e non vaccinati. In questo modo producono l’illusione che tali regressioni siano
dovute ai vaccini.
Se il livello di vita è uguale, le malattie evolvono secondo curve simili nei paesi vaccinati e in quelli
non vaccinati.
In assenza di vaccinazioni, le malattie regrediscono in tutti i paesi in cui si eleva il livello di vita.
23

MILLER 1994, pp. 20-21.
Ivi, p. 27.
25
Ivi, p.36.
26
La Stampa, 8.XII.1985.
27
Scrive, dopo 30 anni di carriera, R.S. MENDELSOHN (1992, p. 117), noto pediatra americano, Direttore
Nazionale del Servizio di Consulenza medica, coautore di Dissent in Medicine, (Chicago 1985) e fondatore
della rivista The People’s Doctor Newsletter: “le vaccinazioni sono state pubblicizzate così abilmente e
aggressivamente che la maggior parte dei genitori le ritiene il miracolo debellatore di molte spaventose
malattie. Conseguentemente, chiunque vi si opponga è considerato ai limiti della pazzia. Per un pediatra
contestarle equivale alla negazione dell’infallibilità del papa da parte di un prete. Molto di ciò che vi hanno
fatto credere sulle vaccinazioni non è vero. Non solo nutro su di esse gravi dubbi, ma, se dovessi seguire le
mie profonde convinzioni, vi esorterei su due piedi a rifiutarvi di praticare a vostro figlio qualsiasi
vaccinazione…Non esiste alcuna prova scientifica convincente del fatto che si possa attribuire alle
vaccinazioni di massa l’eliminazione di alcuna malattia infantile”.
24

6

Nonostante le vaccinazioni, le epidemie non regrediscono in quei paesi in cui le condizioni igieniche
o il livello di vita vi si oppongono.
Nulla permette di affermare che le vaccinazioni abbiano fatto scomparire o regredire le epidemie:
tutto porta a credere che l’evoluzione delle une non abbia niente a che fare con l’evoluzione delle
altre.28

Per essere più modesti, possiamo affermare che noi oggi non conosciamo le vere ragioni del
comparire o del regredire delle epidemie, così come ci resta ignoto il perché della scomparsa della
famosa peste nera affacciatasi in Europa per la prima volta nel 1348. E la lebbra, è forse scomparsa
grazie ai vaccini? “Per ragioni tuttora ignote la lebbra comincia a regredire a partire dalla metà del
XIV secolo”29.
Cosa contengono i vaccini?
La vaccinazione non intende essere una misura terapeutica, bensì profilattica, cioè si tratta di agire
su persone sane per impedire che si ammalino in futuro di una certa malattia. Il vaccino è un
preparato derivante da una sospensione di batteri o virus, che possono essere vivi attenuati o uccisi.
Sono perciò detti “antitossici” quelli costituiti da batteri (del tifo, della tubercolosi, della peste,
ecc.); sono detti “antivirali” quelli costituiti da virus (polio, rabbia, vaiolo, influenza, ecc.); altri
vaccini sono ottenuti per manipolazione genetica. Il principio sul quale si basano le vaccinazioni
pretende che inoculando nell’organismo questi virus o batteri, vivi, attenuati o uccisi, naturali o
manipolati geneticamente, si sviluppino poi degli anticorpi che dovrebbero proteggere l’organismo
contro la malattia di cui ha già ricevuto il virus o batterio, iniettatogli nel sangue, o assunto per via
orale.
Di fatto il vaccino del vaiolo è coltivato sulla pelle di vitelli e pecore, oppure occhi di coniglio;
quello del tetano è ricavato da tessuti di cavallo; quello della rabbia da tessuti di cane, pecora,
scimmia, coniglio, criceto, ratto, topo, uovo di gallina, uovo di anatra; Quello della tubercolosi usa
le arvicole o le mammelle di mucca; quello della polio usa reni e testicoli di scimmia; quello contro
la rosolia usa reni di coniglio; il vaccino contro il morbillo usa tessuti di cani, reni di porcellini
d’india, uova di quaglia giapponese, embrioni di pollo; quello contro la pertosse è coltivato su
tessuti di topo, oppure su muco tratto dalla gola di bambini infetti; quello antinfluenzale su
embrioni di pollo; quello antidifterite su sangue putrefatto di cavallo; quello antitifo è ricavato da
materia fecale decomposta di ammalati di tifo. Quasi sempre, su questi tessuti animali vi sono altri
virus o batteri diversi da quelli di cui si vorrebbe l’immunizzazione, con la conseguenza che la loro
introduzione nel sangue costituisce un salto nel buio: non si sa quali effetti potrebbero avere, a
breve o a lungo termine.
Prima che un bambino abbia raggiunto l’adolescenza, nel suo sangue saranno stati iniettati vaccini
con sieri antitossine per vaiolo, idrofobia, tetano, meningite cerebrospinale, febbre tifoidea, difterite,
polmonite, scarlattina, ecc….il sangue di un adulto diventerà una mistura di dozzine di sporchi
estratti batterici, di materie contaminate da malattie e di veleni utilizzati in farmaci distruttivi.30

In generale, va detto, e la cosa è provata anche dalla letteratura scientifica della medicina
occidentale, che qualsiasi intromissione nel sangue (iniezione) di qualsivoglia sostanza (anche le
più innocue), è potenzialmente dannosa per l’organismo, che è programmato a usare l’apparato

28

DELARUE 1979, p. 63.
BIRABEN 1993, p. 475.
30
CHAITOW 1989, p. 103.
29

7

digerente per l’introduzione di qualsiasi sostanza proveniente dall’esterno, mai direttamente nel
sangue31.
Le sostanze che accompagnano il vaccino vengono dette “formulazione” e contengono anzitutto
dell’idrossido di alluminio (sostanza con alto potere di assorbimento che accoglie il vaccino vero e
proprio); poi c’è un battericida e fungicida che è il thiomersal (tiosalicilato di mercurio); seguono
formaldeide (nota sostanza cancerogena) e antibiotici (come neomicina, ecc). Le sostanze più
pericolose sono l’idrossido di alluminio, Al(OH)3, e il mercurio. Il primo, depositandosi nel
cervello è indicato, in generale, come responsabile del morbo di Alzheimer; il secondo è noto come
metallo pesante ad alta tossicità che si accumula nei reni e nel fegato, con tempi di eliminazioni che
vanno da 12 a 15 anni. Ma il mercurio è anche capace di produrre aberrazioni cromosomiche,
capaci di riverbero sulle generazioni successive.
Sono dannosi?
Col termine SIDS (Sudden Infant Death Sindrome) si intende la morte improvvisa e
apparentemente senza cause del bambino intorno al terzo mese di età; anche indicata come “morte
bianca”, il cui picco massimo di incidenza si colloca tra il secondo e il quarto mese di età, guarda
caso proprio quando il bambino riceve il primo ciclo di vaccinazioni. Un conformismo che nasce
dal tabù, proprio delle menti idolatriche, conduce medici di base e commissioni sanitarie ad evitare
ogni indagine sulla possibile responsabilità del vaccino, nonostante che il picco statistico e spesso le
testimonianze dei genitori diano indicazioni in quella direzione. Infatti alla vaccinazione seguono
effetti collaterali che al genitore non sfuggono, avendo osservato il comportamento del bambino
prima e dopo la somministrazione. E comunque, come acutamente ipotizzato da Coulter, al
Congresso di omeopatia LIGA a Barcellona, nel 1990, potrebbe trattarsi di paralisi del nervo vago:
Quest’idea era stimolata dall’osservazione che i bambini danneggiati dai vaccini soffrono di molte
altre paralisi dei nervi craniali. Il nervo vago è il punto di origine di gran parte dell’innervazione dei
polmoni e più specificamente fornisce il controllo riflesso della respirazione. Se questo nervo viene
indebolito da un’encefalite da vaccino, il riflesso della respirazione viene necessariamente
compromesso. Tale osservazione è rafforzata dal netto aumento dell’asma e di altre patologie
respiratorie osservate negli Usa dall’avvento della vaccinazione di massa. Vale la pena notare che
molte di queste patologie vengono considerate ‘congenite’ (cecità, sordità, epilessia, incapacità di
parlare, ritardo mentale). Tuttavia esse raramente vengono identificate alla nascita. È più frequente
invece che i genitori si rendano conto che il bambino non può vedere, udire o parlare o che è
mentalmente ritardato quando ha nove mesi o un anno. Poiché non si può determinare alcuna altra
causa per tali malattie, il medico decide che queste erano presenti alla nascita. Tuttavia, a questo
punto, il bambino avrà già ricevuto tre volte il vaccino DPT (difterite, pertosse e tetano) e si sa che
questa vaccinazione è in grado di provocare le malattie già citate.32

Molto difficilmente una commissione medica sarà disposta a riconoscere una connessione tra tra
morte del bambino e precedente vaccinazione anche quando la connessione sia evidente:

31

McTAGGART 1999, p.152:”Ora ci si comincia a rendere conto che le iniezioni di qualsiasi tipo (incluse le
vaccinazioni) possono aumentare il rischio di contrarre la polio. H. V. Wyatt [1992] del Dipartimento di
Medicina Comunitaria dell’Università di Leeds è stato uno dei primi a studiare il collegamento stupefacente
tra le iniezioni multiple di qualsiasi genere, soprattutto di penicillina, fatte ai bambini piccoli, con la
poliomielite, in particolare in paesi in via di sviluppo dove i bambini ricevono più iniezioni rispetto ai paesi
sviluppati”.
32
COULTER 1995. Coulter Harris è coautore di un importante volume (COULTER, FISCHER 1985), che è
stato tra gli elementi determinanti che hanno spinto il Congresso Usa a varare nel 1986 la legge per
l’indennizzo dei danneggiati da vaccino (Coulter è anche autore di un volume dal titolo eloquente:
Vaccination, Social Violence and Criminality. The medical assault on the american brain, Berkeley 1990).

8

Molti dei medici legali che indagano sui casi di morte sospetta sono addirittura maestri nell’arte del
sotterfugio. La vaccinazione viene raramente indicata come causa del decesso. Invece usano termini
di grande effetto per falsificare i certificati di morte: arresto cardiaco, possibile miocardite,
polmonite bronchiale bilaterale, setticemia causata da tonsillite purulenta, leucemia linfatica,
streptococcal cellulitis, meningite tubercolare, paralisi infantile e SIDS, per elencarne soltanto
alcuni.33

Non mancano gli studi sui possibili danni da vaccino
...Anzi, per chi lo voglia ho a disposizione una bibliografia scientifica sui danni da vaccino fatta di
oltre un migliaio di titoli! Qui mi limiterò a citarne solo pochissimi, dal contenuto e titolo più
significativi. Negli Usa l’autismo colpisce l’infanzia con una percentuale altissima: un bambino
ogni 166; senonché, nel 2005, un reporter del Washington Times ha voluto confrontare questi dati
con quelli degli Amish della Pennsylvania, una comunità religiosa di origine olandese, che vive
separata dal resto della popolazione Usa e che non vaccina i propri figli. Ebbene, il reporter ha
scoperto che presso gli Amish, invece di riscontrare i 200 casi di autismo, come avrebbe dovuto
essere se quelli fossero stati in linea con la media nazionale, ne ha trovati solo tre (su bambini
peraltro arrivati di recente da paesi dove erano stati vaccinati)34. Risultato questo che è in linea con
lo studio del 2004 del Center for Disease Control di Atlanta, che concludeva rilevando come i
bambini vaccinati abbiano 27 volte in più la possibilità di sviluppare autismo, rispetto a quelli non
vaccinati. La correlazione tra mercurio e autismo è stata messa in evidenza recentemente da un
ricercatore dei Centers for Disease Control federale, Tom Verstraeten, epidemiologo che ha
esaminato i grandi archivi del CDC che contengono cartelle cliniche di 100.000 bambini. Da lì è
risultata evidente la relazione tra vaccinazioni (thimerosal) e aumento dei casi di disturbi mentali,
dall’autismo, all’iperattività, al “disordine da deficit di attenzione”. L’autismo, sconosciuto in
America fino al 1943, ha avuto la sua forte impennata nel 1991, proprio quando si sono introdotti
altri tre vaccini per l’infanzia, facendo così passare la statistica da 1 caso su 2500, prima del ’91
all’attuale 1 caso su 16635. Sulla tossicità dei singoli eccipienti, capaci di stimolare, in maniera
altamente variabile, il sistema immunitario, in primo luogo abbiamo il mercurio del Thimerosal.
L’Agenzia americana per le sostanze tossiche annovera il mercurio tra le sostanze più pericolose e
tossiche che esistono, dopo arsenico e piombo. La letteratura medica ne ha ovviamente riconosciuta
la pericolosità quando lo si introduce nell’organismo coi vaccini36. Per quanto riguarda il secondo
importante componente dei vaccini, l’allumino, esso è risultato responsabile di iperplasia linfoide
cutanea, anche detta pseudolinfoma cutaneo37, ma è anche riconosciuto responsabile delle principali
forme di encefalopatia, tra cui Alzheimer e Parkinson38 (in generale, l’accumulo di alluminio porta
alla demenza). Il terzo importante componente della formulazione, la formaldeide, è una sostanza
notoriamente citotossica e cancerogena39.

33

MILLER 1994, p.73. Anche se non mancano studi di ricercatori che danno indizi su quale sia la vera causa
della SIDS: FULGINITI 1983, BARAFF et al. 1983; FLAHAULT 1988.
34
OLMSTED D. in Washington Times, 18 e 19 aprile 2005.
35
Dati che il CDC e la FDA hanno cercato di tenere nascosti e che KENNEDY R. jr. [2005] ha rivelato. Il
dottor Kennedy è un procuratore (senior attorney) specializzato in temi ambientali e di salute per il Natural
Resources Defense Council. Ha ottenuto parte delle informazioni che abbiamo letto, anche quelle segretate
dal CDC, in base al Freedom of Information Act. Nessuna legge simile esiste ovviamente in Italia, dove il
segreto del settore pubblico è inviolabile.
36
SHENKER et al. 1993; HALSEY 1999.
37
MAUBEC et al. 2005; MIEDICO, BATTISTEL 2001.
38
AAVV 1992, vedi il cap. 13: “Effetti di deficit ed accumulo di metalli pesanti sulla funzionalità del
sistema nervoso centrale”.
39
SAITO et al. 2005.

9

Nel 2002, due importanti studi mettono in evidenza la connessione tra vaccinazione e allergie40.
Quanto alle patologie autoimmuni, come conseguenza di vaccinazione, oramai gli studi sono
numerosissimi41: la vaccinazione difterica-tetanica-pertossica è riconosciuta causa di anemia
emolitica autoimmune dai ricercatori della Humboldt University di Berlino42. Il vaccino
antihaemophilus B è riconosciuto in grado di provocare la sindrome di Guillain-Barré
(poliradiculoneuropatia infiammatoria acuta)43. La stessa sindrome può essere provocata dai comuni
vaccini anti-parotite, anti-morbillo, anti-rosolia44, come dal comunissimo antinfluenzale45 fino al
vaccino antipolio Sabin46. Una delle conseguenze più riscontrate a seguito della pratica vaccinale è
l’encefalopatia acuta47. Si sono registrati danni al sistema nervoso centrale, sclerosi multipla48 e
danneggiamenti della guaina mielinica49, specialmente dopo l’introduzione del vaccino antiepatite
B di tipo ricombinante (cioè frutto di manipolazione genetica). È recentissima in Inghilterra la
polemica scoppiata sui giornali a proposito del MPR (anti morbillo, parotite, rosolia), allorché una
delle maggiori autorità sanitarie del paese, il medico Peter Fletcher ex capo dell’ufficio scientifico
del dipartimento di salute britannico e membro della commissione sulla sicurezza dei medicinali, ha
dichiarato alla stampa a proposito del vaccino MPR:
“il rifiuto del governo di valutare propriamente il rischio rappresenta uno dei più grossi scandali della
storia della medicina…I dati clinici e scientifici che si stanno accumulando dimostrano che il virus
vivo contenuto nel vaccino può causare danni al cervello, all’intestino, al sistema immunitario in
bambini vulnerabili. È troppo per poter ignorare ogni cosa, eppure le autorità governative paiono
felici di farlo. Perché il governo non considera questo problema più seriamente?”50.

Una delle prove più eloquenti della pericolosità di tale vaccino era il fatto che in bambini con
autismo regressivo, comparso dopo la vaccinazione, era stato riscontrato il virus morbilloso (il cui
codice genetico provava esser derivato da vaccino) nel liquido spinale, mentre in bambini non
autistici, pur se vaccinati, non è stata individuata la persistenza del virus51. E questo unito ad altre
statistiche che mostrano come ad esempio in Danimarca, dopo l’introduzione del MPR l’autismo sia
aumentato del 400%, è abbastanza eloquente, se non probante52. Cose che ampiamente smentiscono
chi, depistando, vuol far passare l’autismo per malattia genetica.
Certamente il vaccino ricombinante contro l’epatite B è dalla letteratura medica messo in evidenza
come uno dei più dannosi in assoluto, capace di provocare le patologie più disparate, dall’eritema
nodoso53, alla poliartrite54, dalla trombocitopenia55, dall’antigenemia di superficie56, a danni alla

40

HOPKIN 2002; ROOK et al. 2002.
Tra i più recenti, vedi: VIAL, DESCOTES 2004, pp. 86-90.
42
SELTSAM et al. 2000.
43
Vedi GERVAIX et al. 1993, pp 613-614.
44
MORRIS 1994.
45
Vedi: SCHONBERGER et al. 1979, 110, pp. 105–123.
46
Vedi: UHARI et al. 1989.
47
GRIFFIN et al. 1990.
48
MILLER et al. 1967; NADLER 1993.
49
Vedi: BONDAREV, DADIOMOVA 1969; EHRENGUT 1986; HERROELEN et al. 1991; KAPLANSKI
et al. 1995; MATYSZAK, PERRY 1995; TORNATORE, RICHERT 1990.
50
In Daily Mail, 5 II 2006.
51
BRADSTREET et al. 2004.
52
GOLDMAN, YAZBAK 2004.
53
ROGERSON, NYE 1990.
54
CATHEBRAS et al. 1996.
55
MEYBOOM et al. 1995.
56
KLOSTER et al. 1995.
41

10

vena centrale della retina57; danni al fegato di vario tipo58, demielinizzazioni59. Ma anche il diabete,
sempre più diffuso anche nei bambini, trova nelle vaccinazioni in generale una delle sue cause
prioritarie60. Che la vaccinazione antinfluenzale giovi agli asmatici, perché li farebbe respirare
meglio, è un altro mito della propaganda, uno studio sul “Lancet” del 1998, ha provato il
contrario61. Non mancano danni ai reni62, immunosoppressione63…
Non mancano i casi
Eccone una selezione:




















Napoli: “Vaccino sequestrato dopo la morte di 4 bambini” (Corriere della Sera,
22.VII.1970).
Cagliari: “Ragazza di 14 anni uccisa dal vaccino (contro l’asma)? Scoppia una polemica tra i
medici” (L’Unione sarda, 12.V.1971).
Isernia. “Il vaccino bivalente sequestrato in Molise (dopo la morte di un bimbo)” (Il Tempo,
15.X.1980).
Milano: “Prese la Poliomielite dal figlio vaccinato (e rimane paralizzato)” (La Repubblica,
21.VIII.1986).
Como: “Va in coma a causa di encefalite postvaccinica (giovane recluta)” (Il Manifesto,
13.III.1987).
Verona: “Muore una bambina di 15 mesi: avvelenata da una vaccinazione?” (eseguita la
settimana prima; L’Arena, 22.III.1987).
Cagliari: “Muore nell’ambulatorio di Sinnai (uomo di 28 anni). Forse è stato fatale il
vaccino contro l’asma” (L’Unione sarda, 8.IV.1987).
Roma: “Donna di 28 anni muore dopo vaccino antinfluenzale” (L’Unità, 3 IV.1988).
Cassino: “Vaccinato contro la vita (recluta muore dopo antimeningite)” (Panorama,
1.V.1988).
Roma: “Esposto alla procura: contrasse la polio dopo il vaccino” (Giornale di Sicilia,
18.IX.1988).
Roma: “Vaccino per neonati sospesa la vendita (dopo la morte di una bambina abruzzese cui
era stato somministrato quel preparato)” (La Repubblica, 18.I.1989).
Lecco: “Bimba di due anni muore nel sonno. È stato il vaccino contro il morbillo?”
(somministratole il giorno prima; Il Giornale Nuovo, 17.VI.1989).
Roma: “Fa vaccinare il figlio: contagiata (e paralizzata)” (La Stampa, 1.II.1990).
Milano: “Bambine stanno male dopo la vaccinazione” (10 di 20 che avevano ricevuto
antirosolia, hanno accusato conati di vomito, vertigini, cefalee; Il Secolo XIX, 4.II.1990).
Verona: “No al vaccino obbligatorio: il figlio morì” (è il caso di Giorgio Tremante che ha
fondato un’associazione contro l’obbligatorietà dei vaccini dopo aver avuto 2 figli morti a
seguito di vaccinazione; Il Giorno, 12.XII.1995).
Milano: “Sanità: ministero responsabile per contagio da vaccino antipolio” (l’uomo contrae
la polio a seguito della vaccinazione del figlio e infine muore; Messaggero, 19.I.1996).
Venezia: “Muore in caserma dopo il vaccino” (Nazione, 22 I.1996).
Firenze: “Risarcito dopo aver contratto paralisi a seguito di vaccino antipolio” (Corriere
dell’Umbria, 21.IV.1996).

57

DEVIN et al. 1996.
LILIC, GHOSH 1994.
59
TREVISANI et al. 1993. Vedi nota 49
60
Vedi: BLUMBERG et al. 1993; CLASSEN 1996; CLASSEN, CLASSEN 1999.
61
NICHOLSON et al. 1998.
62
TAN, CUMMING 1993.
63
STICKL 1981.
58

11












Firenze: “Colpito dall’encefalite (e ridotto allo stato vegetativo) dopo l’antipolio: per la
prima volta lo Stato condannato. Alla famiglia arrivano 2 miliardi” (Messaggero, 3.X.1996)
Roma: “Danni da vaccinazioni: in 200 saranno risarciti dal ministero” (Messaggero,
4.X.1996; risarcimento che avviene in base alla legge 210 del 1992)
Roma: “Donna muore, bloccato vaccino antinfluenza” (Messaggero, 31.X.1997).
Mantova: “Paralizzata dall’antipolio” (bimba di 5 mesi; Corriere dell’Umbria, 12 XI 1997).
Mantova: “Sei mesi, perde l’uso di una gamba dopo l’antipolio” (Messaggero, 11.I.1998).
Nel 1998 “la Francia blocca il vaccino contro l’epatite B, dopo aver recensito in un anno
1400 casi di danneggiati” (Nazione, 3 X 1998).
Latina: “I genitori di 8 bambini colpiti da polio a seguito del vaccino fondano una
associazione” (Messaggero, 2 XII 1999).
Caltanissetta: “Bimba muore dopo il vaccino (Nazione, 25 I 1999).
Gela: “Neonato morì dopo il vaccino, medici sotto inchiesta” (Nazione, 25 IX 2000).
Roma: “Indennizzo a uomo che ha contratto epatopatia cronica a seguito di vaccinazione
antiepatite B” (Nazione, 17 X 2000) .

Nel 2003 saranno 400 le famiglie indennizzate per danni da vaccino ai sensi della 210/92, e questo
numero non include le numerosissime famiglie, specie meridionali, che per estremo di deferenza
alla classe medica non osano discutere il responso delle commissioni mediche che escludono
sistematicamente la connessione tra danno, anche letale, e vaccino; questo numero non include tutti
coloro che ignorano l’esistenza della legge 210/92, e che non sono inclusi nel novero ufficiale dei
danneggiati; e tra chi ignora questa legge vanno inclusi persino numerosissimi sanitari.
Ecco esempi di casi della mia regione, dove le commissioni mediche delle ASL hanno stornato i
sospetti che in un primo momento e con ogni evidenza cadevano sul vaccino.






Terni: “Bimbo si ammala di leucemia, sospetti su un vaccino” (Messaggero Umbria, 2 XII
1997).
Terni: “Bimba muore nella culla. Ultimo addio a Flavia (di 4 mesi)” (La Nazione Umbria, 8
XII 1997).
Ancona: “Muore a tre mesi: inchiesta sulle vaccinazioni” (Messaggero, 22 IV 1998).
Perugia: “Si indaga sulla morte di una bambina, che il giorno prima aveva fatto un vaccino”
(Nazione Umbria, 30 IX 1999).
Perugia: “Neonata muore, è giallo” (a 48 ore dopo il vaccino; Nazione Umbria, 5 IV 2006)

Si tenga conto che
1. I casi di solito non vengono riportati sui giornali (chi scrive lo ha verificato personalmente:
il caso di un medico perugino ucciso da vaccino antinfluenzale nel 2005);
2. Se i casi vengono riportati sono nella cronaca locale, cosicché non salgono alla ribalta
nazionale;
3. La maggior parte delle commissioni mediche chiamate a pronunciarsi sui casi di morte a
seguito di vaccino, assolvono meccanicamente il vaccino da ogni responsabilità, con fare da
foche ammaestrate, e invocano le cause più disparate: morte bianca (sic!: appunto per
indicare una morte di cui non si vuol accertare la causa, è il caso di Terni 8.XII.1997),
epatite, epiglottide infettiva (questa si invoca nel caso di Perugia 1999), oppure si invoca
l’insufficienza epatica (come ho verificato nel caso di Perugia 2006); tutte patologie di cui,
in quei soggetti, non si era registrato segno prima del vaccino, ma che sarebbero
repentinamente comparse proprio dopo la vaccinazione.

12

Per rendersi meglio conto della situazione, riportiamo i dati che seguono, riguardanti il nostro
paese. In Italia, nel 1991, l’allora ministro della sanità De Lorenzo emana una circolare ministeriale
(circolare n. 9 del 1991) nella quale raccomanda ai medici di non notificargli danni da vaccino
riferiti da mamme troppo allarmiste…Guarda caso siamo nell’anno in cui in Italia viene introdotta –
primo paese al mondo! – l’obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite B.
A carico di De Lorenzo c’è stato un esposto da parte dell’Associazione per la Libertà di Scelta
Terapeutica del 19 luglio 1993 del seguente tenore:
Nel mese di febbraio 1991 il Presidente della Smith- Kline (produttrice del vaccino Engerix B)
avrebbe versato per sua ammissione 600 milioni al Ministro De Lorenzo per ottenere vari favori.
Poiché la predetta ditta è l’unica produttrice del vaccino Engerix B, vaccino reso obbligatorio contro
l’epatite a maggio 1991, si chiede di verificare se vi sia una relazione diretta o indiretta tra detto
pagamento e la proposta da parte del Ministro della Sanità di adottare –unico paese- una normativa
che rendesse obbligatoria detta vaccinazione antiepatite B in Italia.64

In Italia le morti da vaccino non vengono annoverate neppure come SIDS; siamo l’unico paese
europeo (con la Grecia) dove, ancora nel 1994, l’Istat neppure la prevede nel registro delle cause di
morte65. Un’inchiesta interna del Ministero della sanità (Ministro era Raffaele Costa) nel 1992 ha
scoperto che l’80% delle Asl del nostro paese (516 su 632) non registra affatto gli effetti collaterali
e indesiderati da farmaci66!
Tenuto conto di questi tre fattori, si può concludere che le morti da vaccino sono enormemente
superiori a quanto abbiamo di ufficiale; mentre il numero dei danneggiati se davvero fosse
inventariabile avrebbe dell’incredibile, secondo la convinzione che mi sono fatto, dopo un decennio
di monitoraggio, condotto anche sul territorio in cui vivo. È infatti paradigmatica questa vicenda
del 1989, di cui leggiamo alcuni passi. Chieti:
Silvia Valentini, di Crecchio non è l’unica vittima delle vaccinazioni. Solo tre mesi prima era morta
un’altra bimba, ma il caso era stato taciuto…Valentina Mirabilio… cinque ore dopo la vaccinazione
inizia a star male, cade in coma e dopo 20 giorni di agonia muore…Il suo caso resta però nel silenzio
e non viene aperta un’inchiesta sui motivi del decesso…durante tutto quel periodo –racconta la
madre- all’ospedale ci hanno detto che si trattava di un virus che aveva attaccato il fegato. [Il Centro,
4.I.1989]

Una successiva autopsia fatta al Bambin Gesù a Roma stabilisce che si trattava di encefalopatia a
seguito del vaccino trivalente.
Infine non vengono minimamente registrati i danni da vaccino che si verificano anche anni dopo la
somministrazione del preparato, quale effetto dei virus di origine animale in esso presenti, come
vedremo in seguito
Politiche maltusiane?
Tecnocrazia significa che il reale governo degli stati non è in mano a coloro che sono stati eletti coi
criteri della democrazia rappresentativa, bensì è detenuto da una élite, proprietaria di banche, risorse
energetiche, case farmaceutiche, e media, la quale resta nell’anonimato perché espressamente
questo chiede ai direttori dei propri giornali, che non debbono parlare delle riunioni del Bilderberg,
64

Leggo tale testo in APS 1995, p. 30.
La Repubblica, 26 II 1994.
66
Mentre esiste una legge, la 531 del 29 XII 1987 che obbliga ogni medico a fare alla propria Asl
segnalazioni in tal senso.
65

13

del Codex Alimentarius, della Banca dei regolamenti internazionali, della Commissione Trilaterale,
ecc. Sono questi circoli ristrettissimi, dove si entra solo se cooptati, nei quali si prendono le
decisioni che riguardano l’umanità, applicate poi dai politici, con l’impressione che siano stati loro
a emanare simili decisioni. Ebbene è all’interno di questi circoli, rigorosamente “liberali” e liberisti,
in campo politico ed economico, che nella seconda metà del secolo scorso sono maturate
preoccupazioni maltusiane. Ossia essi ritengono che un eccesso di popolazione minacci il loro
potere, quindi fanno ripetere a politici e intellettuali, che in qualche modo gravitano nella loro
orbita, quella che fu la convinzione di uno dei padri fondatori del “liberalismo”: Malthus. La
popolazione crescerebbe in maniera geometrica, mentre le risorse in maniera aritmetica. Fatto
passare questo, Malthus proponeva di ridurre la natalità tra i poveri, e anzi proponeva di favorirne la
mortalità, abolendo quella che allora si chiamava poor law, una forma di assistenza per gli
indigenti. Oggi, ritengo che gli obiettivi maltusiani vengano perseguiti dalla élite favorendo le
guerre, la sterilità ma anche le malattie, soprattutto il cancro, e in seconda misura, probabilmente,
l’Aids. Vediamo se ci sono elementi che possono avvalorare questa ipotesi.
Risale al 24 aprile 1974 il “Memorandum” per la Sicurezza Nazionale dal titolo eloquente:
“Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi
interessi all’estero”. In questo memorandum confidenziale, desecretato nel 1989, Henry Kissinger
proponeva: “lo spopolamento (depopulation) dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA
verso il Terzo Mondo”, in particolare verso 13 paesi, in testa ai quali c’è l’America Latina67.
Kissinger trasformò poi questo memorandum in un vero manifesto ambientalista per l’allora
presidente Jimmy Carter che si chiamava “Global 2000”: dove anche si prevedeva la scarsità
alimentare programmata per ridurre la popolazione nel Terzo Mondo68.Questo obiettivo è anche in
agenda di importanti organismi ONU, come l’UNFPA (United Nations Population Fund) e
UNICEF. Negli Usa la United States Agency for International Development ha speso e spende
enormi risorse per promuovere in tutti gli ambienti una cultura del controllo demografico e della
“depopulation”, specie nel Terzo Mondo.
Il programma di una riduzione demografica forzata è da allora più volte riemersa. Robert Mc
Namara, ex presidente della Banca Mondiale, ex segretario degli Stati Uniti e uno dei maggiori
fautori del programma mondiale di vaccinazioni ha dichiarato “Bisogna prender misure drastiche di
riduzione demografica, contro la volontà delle popolazioni. Ridurre il tasso di natalità si è rivelato
impossibile o insufficiente; bisogna quindi aumentare il tasso di mortalità. Come? Con mezzi
naturali: la carestia, la malattia”69. Il mondo accademico in Usa, dietro le pressioni governative e di
enti e fondazioni che finanziano i programmi di “depopulation”, sta perseguendo una linea
maltusiana e di darwinismo sociale, che nelle aule delle università ha assunto toni martellanti, fino
ad assumere i tratti del fanatismo antiumano in molti ambienti studenteschi. Nel 1991, il celebre
Jacques Cousteau diceva che “il danno che la gente impone al pianeta è in proporzione alla
demografia e anche allo sviluppo. Il danno è direttamente proporzionale al consumo, e la nostra
società avanza verso consumi sempre maggiori e superflui. È un circolo vizioso paragonabile al
cancro”. Quindi Cousteau concludeva: “per stabilizzare la popolazione mondiale, dobbiamo
eliminare 350 mila persone al giorno. È una cosa terribile a dirsi, ma è anche peggio non dirla”70.
Uno scienziato in vista, come Eric R. Pianka, zoologo evoluzionista dell’università di Austin in
Texas, in una relazione tenuta (2006) alla Texas Academy of Science ha dichiarato: “I carburanti
fossili stanno finendo: sicché dobbiamo tagliare la popolazione fino a due miliardi, un terzo di
quella che c’è attualmente”; con toni da fondamentalismo ecologista, al motto di “salviamo la
Terra”, lo scienziato invocava qualcosa di molto più rapido dell’Aids nell’uccidere, un virus tipo
67

Documento NSSM 200, par. 30, pp. 14-15..
Ivi, par. 37, p. 23.
69
LANCTOT 1997, p. 140
70
WATSON 2006.
68

14

l’ebola,
che
dovrebbe
portare
la
popolazione
alla
cifra
ideale
indicata71.
Per quanto le posizioni di Pianka e Cousteau, dal punto di vista ecologico e politico siano da
differenziare, al nostro scopo interessa solo evidenziare come da più parti, con motivazioni anche
diverse, l'élite intellettuale atlantica promuova preoccupazioni maltusiane, non prive di fanatismo.
Altro tassello: si sa dalla stampa americana72 che il Salk Institute, produttore di vaccini e reagenti
biologici (con un dipartimento che lavora per il Pentagono) aveva concluso con l’esercito
americano un contratto da 32,3 milioni di dollari per la produzione di vaccini.
Nel 1995 si è scoperto che l’OMS, di concerto con la Banca Mondiale, i Centers for Disease
Control e la “filantropica” Fondazione Rockefeller, aveva da 25 anni finanziato la ricerca per la
produzione di un vaccino defertilizzante, che alla fine prese la forma di vaccino antitetanico, nel
quale era stato segretamente introdotta della gonadotropina coriale umana (hCG), che veniva
veicolata nell’organismo grazie al tossoide del tetano. In questo modo l’organismo vaccinato
doveva produrre anticorpi di hCG, sicché che nell’eventualità di una gravidanza, essendo basso nel
sangue il livello di hCG, sarebbe stato altissima la probabilità di aborto73. Col proclama di dover
sconfiggere il “tetano neonatale” (sic!) l’OMS fece vaccinare milioni di donne delle Filippine74 del
Messico e del Nicaragua, tra i 15 e i 45 anni. In questo programma di vaccinazione è stata coinvolta
poi anche la Tanzania. Ci fu chi ebbe il coraggio di sospettare (anche perché un protocollo che
prevedeva 5 richiami di antitetanica in un anno appariva desueto) e di affidare le fiale di antitetanica
ad un laboratorio indipendente, che scoprì la strana e non dichiarata presenza della gonadotropina
umana; anticorpi di hCG furono trovati in 27 donne vaccinate su 30. Gli ufficiali dell’OMS
cercarono dapprima di negare, poi di minimizzare, infine presentarono scuse pubbliche ed
ufficiali75.
In molti stanno abboccando a quell’esca chiamata P.S. Huntington (autore de Lo scontro delle
civiltà), gettata da chi vuol far credere che ciò da cui noi oggi ci dovremmo difendere sia l’Islam o
la Cina. Questo serve a distogliere l’attenzione dal vero pericolo che abbiamo in casa, e che avanza
contro di noi: e cioè una politica genetica fuori controllo che può introdurre, ormai nei nostri figli,
pericolose mutazioni genetiche, per finalità politiche che non vanno certo nella direzione della
salute né della libertà e per mezzo dei questo è destinato a compiersi attraverso i programmi di
vaccinazione ai quali docilmente ci sottoponiamo.
Se davvero sono in corso politiche maltusiane, attuate mediante i vaccini, i più indiziati sono
l’antiepatite B e l’antipolio; quest’ultimo aumenta il rischio di linfoma non-Hodgkin76, e dei tumori
in generale come del resto fanno tutti i vaccini77, cosa messa in evidenza già 40 anni fa78. Scrivono
gli autori di una delle monografie più complete e aggiornate sul tema delle vaccinazioni:

71

Ivi.
Wall Street Journal, 5 IV 1988
73
SCHUTZE et al. 1987; JONES et al. 1988.
74
Per il dibattito sulla stampa locale, vedi: Tetanus vaccine campaign stopped, di Diana G. Mendoza e
Bernadette Carreon in “Metro Today” (giornale di Manila) 15 marzo 1995 .
75
James Miller in Human Life International Reports Newsletter (vol 13, n. 6 giugno 1995). Questa
organizzazione di difesa della vita e dei diritti umani (http://www.hli.org) ha portato alla ribalta la vicenda
insieme al National Vaccine Information Center.
76
È questo il risultato di una ricerca dell’Istituto Mario Negri di Milano per la ricerca farmacologia
(TAVANI et al. 2000).
77
Già nel 1960 la cosa era emersa: RAMIOUL 1960; ancora: CASTAN, DEHING 1965; oppure:
ANDERSEN et al. 1965.
78
REED, WILSON-JONES 1968. Non solo: PANIZZON 1980.
72

15

Verso la metà degli anni sessanta comincia, in quasi tutti i paesi industrializzati, la campagna di
vaccinazione di massa contro la polio e qualche anno dopo emerge che la vaccinazione antipolio
rappresenta un fattore che aumenta il rischio di linfomi e leucemie. Nel 1975 viene pubblicato uno
studio finlandese in cui si attesta come il vaccino antipolio comporti un aumento del rischio per
leucemia, e l’anno successivo viene documentata linfadenite postvaccinale trasformatasi in linfoma
di Hodgkin79. A partire dagli anni Novanta questo genere di pubblicazioni scientifiche è diminuito;
sarebbe interessante sapere da cosa dipende questo fenomeno. Da una minore attenzione verso il
problema? Dalla necessità di non far calare un così imponente punto interrogativo sulla ormai
consolidata pratica della vaccinazione di massa? Dalla totale scomparsa di casi simili?80

Proviamo a rispondere con una citazione:
Ci sono poi scienziati che denunciano una sistematica censura anche su altri aspetti inquietanti della
ricerca sul vaccino antipolio. Uno di questi è il professor J. Cribb che pubblica le proprie conclusioni
su una prestigiosa rivista [...] nel giugno 200181: “La discussione scientifica sull’ipotesi che il
vaccino antipolio sia all’origine della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è stata
sistematicamente soppressa per oltre 12 anni”.

Si può forse dichiarare apertamente che sono in corso politiche maltusiane contro gran parte
dell’umanità?
Nel 1985, Robert Strecker, gastroenterologo e farmacologo (autore di un video e volumetto dal titolo
Bio-Attack), ha concluso che l’Aids era stato provocato tramite la vaccinazione contro l’epatite B
praticata sugli omosessuali… Nel 1987, Alan Cantwell Jr, dermatologo e ricercatore, giunse alle
stesse conclusioni nel libro Aids, and the Doctor of Death”82; “…v’è una somiglianza tra le sindromi

79

BICHEL 1976. È dello stesso anno uno studio che evidenziava l’oncogenicità dello stesso vaccino del
vaiolo: MICHEL et al. 1976.
80
AAVV 2006.
81
CRIBB 2001, cit. in AAVV 2006, p. 116. Scrivevano ricercatori della S. Francisco University nel 1994:
“È noto che i vaccini antipolio furono contaminati con almeno un virus delle scimmie, l’SV40. Il
trasferimento di questo virus dalle scimmie all’uomo attraverso vaccini contaminati è particolarmente
rilevante per la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), poiché l’agente che causa l’Aids, il virus
umano HIV, si pensa derivi da un virus precursore delle scimmie. Noi supponiamo che la pandemia di Aids
possa esser stata originata dai vaccini antipolio contaminati somministrati ad abitanti dell’Africa Equatoriale
dal 1957 al 1959”, ELSWOOD, STRICKER 1994 (citazione dallo abstract). Sin dal 1950 si sapeva che vi
erano virus, batteri e micoplasma capaci di produrre cancro e altre malattie. Questo aspetto della ricerca sul
cancro è stato per decenni soppresso dalle maggiori autorità sanitarie internazionali, proprio quando a scopi
militari e maltusiani si dava il via al segreto Special Virus Cancer Program, avviato negli anni Sessanta; su
questa delicata fase della storia della virologia vedi CANTWELL 1984; e ancora dello stesso: CANTWELL
1988, 1990, 1993.
82
LANCTÔT 1997, p. 157; “Il vaccino per l’epatite B sembra esser stato scelto apposta per lo scopo. Viene
prodotto per manipolazione genetica ed è quindi molto più pericoloso dei tradizionali poiché introduce
nell’organismo cellule estranee al suo codice genetico. Per giunta questo vaccino, ricavato da virus coltivati
in ovaie di porcellini d’india, è indicato come possibile causa del cancro al fegato”, in dosi di tale vaccino
somministrate in Alaska fu trovato il Rous Sarcoma Virus, (Ivi p. 141). CHAITOW 1989, p. 93: “Da molto
tempo, fautori di metodi terapeutici naturali e medici capaci di riflessioni lungimiranti ci mettevano in
guardia contro i rischi connessi con l’immunizzazione. Tra i loro avvertimenti, uno dei più frequentemente
ripetuti era quello che la diretta introduzione nel sangue di microrganismi estranei non andava in qualche
modo esente da pericoli a lungo termine. Cancro e malattie degenerative comparivano spesso tra le
possibilità da loro menzionate […] Il rapporto per il 1961-62 del Consiglio di Ricerca Medica del Regno
Unito includeva una sezione dal titolo: La trasformazione della cellula ad opera di un virus tumorale, nella
quale si poteva leggere, tra l’altro, la seguente affermazione: ‘Il più importante è il virus SV40, che si trova
naturalmente nelle scimmie e causa sarcomi, in sede sperimentale, nei criceti. La cosa appare di grande

16

cliniche dell’H.I.V. e quelle dell’SV40 delle scimmie verdi dell’Africa. In certi individui, infatti, è
stato riscontrato l’SV40. Il solo modo in cui un essere umano può assumere questo virus scimmiesco
è per ingestione (mangiando la carne di scimmia) o per inoculazione insieme a un vaccino. Questo
stesso SV40 è stato in effetti riscontrato anche nel vaccino Sabin contro la poliomielite con cui per
anni sono stati vaccinati milioni di bambini. È provato che l’SV40 provoca anomalie congenite,
leucemia, cancro83 e immunodepressione: tutti sintomi simili a quelli dell’AIDS. La dottoressa Eva
Lee Snead (Some Call It Aids…I Call It Murder – The Connection Between Cancer, Aids,
Immunization, And Genocide,San Antonio 1992) ha quindi dimostrato la relazione esistente tra
leucemia, SV40 e Aids, che non sarebbe altro che una forma di leucemia.84

È significativo, dal punto di vista medico-clinico, che in quei bambini che hanno manifestato
anomalie intestinali (enterocolite cronica, iperplasia linfoide, ulcerazione aftoide, ma anche disturbi
neurologici) a seguito di vaccinazione MPR, si siano riscontrati, nel tessuto intestinale un eccesso di
virus del morbillo di origine vaccinica85 (in bambini che non avevano mai avuto la malattia del
morbillo). Ebbene, allo stesso modo, tanto in coloro che avevano ricevuto l’antipolio di tipo Salk,
tra il 1955 e il 1963, quanto in coloro che avevano ricevuto il Sabin, negli anni successivi, si sono
riscontrate presenze del virus. Frammenti del DNA del virus proveniente dal vaccino Sabin sono
stati trovati in alcuni tumori umani86; ma è soprattutto nel mesotelioma pleurico che si riscontra una
straordinaria presenza del virus di origine vaccinica87. Scrive J. Martin, del Center for Complex
Infectious Disease:
Il virus può essere individuato nel fluido spermatico ed è possibile che venga trasmesso in maniera
congenita alle future generazioni, come spiega Martini e colleghi in uno studio pubblicato su Cancer
Research nel 1966, che conferma anche come l’SV40 sia presente in una porzione significativa di
tumori cerebrali. Un altro studio di Bergsagel sul New England Journal of Medicine nel 1992, ha
mostrato come l’SV40 sia presente in alcuni cancri al cervello. L’SV40 è anche presente in elevate
proporzioni nel mesotelioma umano e nei tumori delle ossa, come spiega Carbone negli studi
pubblicati su Oncogene nel 1994 e nel 1996. La FDA [Food and Drug Administration, organo Usa di
controllo su cibi e medicine] si è mostrata riluttante ad agire, ma ha dovuto far fronte agli articoli
pubblicati sul New Yorker e sulla rivista Money. Una dipendente federale, la dottoressa Bernice
Eddy, decise di sua iniziativa di sottoporre a test di cancerogenicità gli estratti delle cellule renali di
scimmia usati per produrre vaccini antipolio. Usò criceti e scoprì che sviluppavano tumori simili a
quelli già indotti nei topi. Questi risultati però vennero ignorati; allora la dottoressa Eddy decise di
illustrarli pubblicamente durante un convegno scientifico nel 1990. Fu punita con il divieto di
effettuare ulteriori test e con la proibizione di pubblicare studi per oltre un anno. (Il consiglio di non
utilizzare tessuti di scimmie per produrre vaccini) non fu mai seguito, specialmente a fronte della
pressione della Lederle/American Cynamid per continuare a usare le scimmie. Semplicemente si è
passati dal macaco alla scimmia verde africana. Inoltre le scorte di vaccino antipolio con SV40 non
furono eliminate dal mercato, né si sospese la somministrazione ai militari di vaccino adenovirale,
anch’esso contenente SV40…Ora la storia rischia di ripetersi di fronte alla resistenza della FDA e
rilievo, soprattutto quando si consideri che cellule renali di scimmia sono usate estensivamente per la
produzione di vaccini antivirali come l’antipolio’”.
83
BARBANTI-BRODANO et al. 1998. Inoltre: FISCHER et al. 1999.
84
LANCTÔT 1997, p. 158. Non sono stati pochi gli studi che hanno indicato il vaccino antiepatite B come
veicolo di Aids: ANONIMO 1985; TAUBMAN, KUMAR 1984; KATO et al. 1985;
SCHWARTZ, CHORBA 1983; PAPAEVANGELOU et al. 1985.
85
WAKEFIELD et al. 1998. Il gastroenterologo canadese Andrew Wakefield, dopo aver, coi suoi
collaboratori pubblicato questo studio sul Lancet, fu incaricato da genitori i cui bambini risultarono
danneggiati dopo vaccino MPR, di verificare la connessione causale. La prova addotta era proprio la
presenza di virus del morbillo nei tessuti dei bambini vaccinati (e che non avevano avuto la malattia), mentre
bimbi vaccinati, che non erano rimasti danneggiati, non presentavano virus del morbillo nei tessuti;
Wakefield divulgò i risultati sul Sunday Herald di febbraio 2002.
86
CARROL-PANKHURST et al. 2001.
87
PEPPER et al. 1996.

17

delle industrie a dirigere gli studi su altri virus delle scimmie che potrebbero essere trasmessi
all’uomo attraverso il vaccino antipolio. Infatti le scimmie verdi africane generalmente non
presentano l’SV40, ma portano a corredo altri virus, come il citomegalovirus delle scimmie
(SCMV).88

Altro elemento che fa sospettare essere il vaccino antipolio strumento di politiche maltusiane è
questo: il San Francisco Chronicle ha rivelato, nel 2001, documenti che provano come lotti di
vaccino antipolio siano stati messi in commercio anche dopo che vi era stato individuato l’SV4089
Altri elementi a favore della nostra ipotesi.
Nel corso del processo intentato alla Cia, il dottor Gotlieb, oncologo (che sarà direttore del National
Cancer Institute), ha ammesso di avere versato, nell’ottobre del 1960, una grande quantità di virus
nel fiume Congo (nello Zaire) allo scopo di inquinarlo e contaminare le popolazioni che ne
utilizzavano l’acqua.90

Un altro medico, William Champbell Douglass91 ha accusato il National Cancer Institute di aver
prodotto il virus dell’Aids per scopi militari , combinando il virus della leucemia bovina con uno
della capra. Con questo virus sarebbero stati deliberatamente inquinati i vaccini antivaiolosi usati in
Africa fino agli anni Ottanta e anche i vaccini antiepatite B offerti gratuitamente agli omosessuali
statunitensi a fine anni Settanta. Insomma anche il Times, attraverso il suo responsabile scientifico
Pearce Wright92, non può far a meno di notare che dove l’OMS ha patrocinato tra il 1967 e il 1980
la vaccinazione antivaiolosa a circa cento milioni di persone in Africa Centrale (Zaire, Zambia,
Tanzania, Uganda, Malati, Ruanda e Burundi) proprio lì si è avuto il più vasto focolaio di Aids al
mondo. Significativo quanto avvenuto in Uganda: nel gennaio 1987 inizia il programma di
vaccinazione (antipolio e varicella) di tutti i bambini ugandesi; in ottobre dello stesso anno già si
contano 2396 casi di Aids, nel giugno 1988, 4006, mentre prima delle vaccinazioni la malattia era
sconosciuta93.
Altri fatti inquietanti…
Durante la seconda guerra mondiale sono iniziate le sperimentazioni di armi biologiche. Nel 1942,
ad esempio i Giapponesi, in Nuova Guinea, iniettarono all’inconsapevole tribù dei Fore tessuti di
cervello di pecore malate del morbo della mucca pazza (Creutzfeld-Jacob). Dopo 5 anni i Fore
cominciarono a soffrire di “kuru”, come dicevano loro, ossia deperimento, fatto di tremori, perdita
di appetito e poi morte. Il loro cervello era ridotto in poltiglia.
Nel 1948 a Camp Detrick, presso Frederick, nel Maryland, ci fu un incidente dove molti lavoratori
furono infettati da una forma terribile di brucellosi: stavano lavorando per fare della Brucella
un’arma biologica di maggior efficacia. Ebbene combinando il batterio Brucella con un virus visna,
se ne ottiene una forma che non è propriamente virus né batterio, una forma talmente microscopica
che non è rilevabile, quando presente, dalle comuni analisi del sangue, bensì solo ricorrendo alla
reazione della catena della polimerasi fatta su tessuti danneggiati: si tratta del micoplasma, che
possiamo considerare il principio attivo della Brucella.
88

http://www.ccid.org/addviruses/sv40.htm.
San Francisco Chronicle, 22 luglio 2001.
90
LANCTOT G. 1997, p. 141
91
DOUGLASS 1987.
92
Times, 11 V 1987.
93
Sulla strettissima relazione tra antipolio e Aids in Africa (e non solo) non si può ignorare il poderosissimo
e documentatissimo: HOOPER 1999.
89

18

Scrive Donald Scott:
Sono in possesso di tutti i documenti ufficiali che dimostrano che il micoplasma è l’agente patogeno
della sindrome da affaticamento cronico (fibromialgia), così come dell’Aids, della sclerosi multipla e
di molte altre malattie; di questi documenti l’80% sono governativi ufficiali canadesi o statunitensi,
mentre il restante 20% è costituito da articoli destinati a riviste e recensite da JAMA, New England
Journal of Medicine ed il Canadian Medical Association Journal. Gli articoli delle riviste e i
documenti governativi si completano a vicenda.94

L’ulteriore passo della ricerca militare (gli Usa sono i maggiori produttori al mondo di armi
batteriologice e il paese dove, per legge, le case farmaceutiche sono affiliate all’esercito) è riuscito a
trasformare l’agente patogeno in forma cristallina, in modo che lo si potesse veicolare senza
deteriorarsi per irrorazione aerea, inserito nella catena alimentare oppure facendone come veicolo
trasmettitore insetti come zanzare. Una tazza di questo agente è in grado di far ammalare l’intera
popolazione del Canada. Ebbene già nel lontano 1969 si sapevano anche i dosaggi. Aumentandone
la virulenza alla settima potenza l’agente procura deperimento fisico e depressione; all’ottava
potenza è in grado di provocare la sindrome da affaticamento cronico (encefalomielite mialgica);
alla decima potenza si ottengono i sintomi tipici dell’Aids, con morte entro un certo lasso di tempo.
Del micoplasma, derivato dalla Brucella modificata e cristallizzata, il mondo medico non sa nulla,
essendo tecnologia militare, non deve esser resa nota. Essa come tale è brevettata dall’esercito95.
Sono noti vari episodi in cui fu testata sulla popolazione l’efficacia di questa arma biologica, usando
come vettore di diffusione la zanzara: nel 1957, a Punta Gorda in Florida, dove una settimana dopo
esserci stata una enorme invasione di zanzare si verificò una mai registrata epidemia di sindrome
da affaticamento cronico, con 450 ricoveri96. Il secondo test avvenne nel 1984 nella valle di St
Lawrence Seaway, tra Kingston e Cornwall: 5 settimane dopo la solita misteriosa invasione di
zanzare si ebbero 700 casi di encefalomielite mialgica.
Nel febbraio del 1962 negli USA fu varato lo “Special Virus Cancer Program”, che ufficialmente si
doveva occupare di ricerca anticancro, mentre poi è venuto a galla che esso fu varato dalla Cia
insieme al National Institute of Health allo scopo di metter a punto un agente patogeno contro il
quale l’uomo non abbia alcuna immunità naturale97. Scott ritiene che questo tipo di ricerca sia stato
avviato al fine di “tenere sotto controllo la popolazione”98
Nel 1997 il Pentagono ha rivelato99 che nel 1953 il governo americano chiese e ottenne da quello
canadese di poter testare sui 500.000 abitanti della città di Winnipeg una nuova arma chimica, il
cancerogeno solfuro di zinco cadmio, che fu spruzzato da aerei e camion per 36 volte successive. Al
povero sindaco della città fu detto che si trattava di una nebbia chimica che avrebbe protetto la città
da un possibile attacco nucleare. Consentitemi d’ora in poi di definire “sindrome di Winnipeg” la
cieca fiducia nelle versioni ufficiali dei fatti.
Sulle scie chimiche c’è assoluto silenzio mediatico e pochissimi ne hanno sentito parlare. Si tratta
delle scie chimiche lasciate da certi aerei che solcano i nostri cieli. Non è vapore acqueo, o residuo
della combustione del motore; ne è prova il fatto che persistono a lungo in cielo, mentre altri
94

Donald W. Scott, è presidente di The Common Cause Medical Research Foundation (Ontario, Canada),
organizzazione dedicata alla ricerca sulle malattie degenerative del sistema nervoso, nonché direttore della
rivista Journal of Degenerative Diseases. Il passo citato è tratto da SCOTT 2002.
95
Si tratta del “Pathogenic Mycoplasma”, US Patent No 5.242.820, del 7 settembre 1993, citato in SCOTT
2002, p. 22.
96
Vedi il New England Journal of Medicine del 22 agosto 1957, p. 362.
97
SCOTT 2002, p.18.
98
Ivi, p.20.
99
Vedi l’articolo di Robert Russo (corrispondente a Washington) sul Toronto Star del 15 maggio 1997.

19

semplici aerei di linea non lasciano quelle lunghissime scie, che tra le altre cose pare contengano
silicio, alluminio, sali di bario (qualcuno parla anche di torio radioattivo).Sulla vicenda c’è stata
perfino un’interrogazione parlamentare a firma di Ruzzante e Sandi del 27 X 2003, rivolta a ben 4
Ministeri, che non hanno fornito risposta. Il ministro Antonio Di Pietro ha detto che si tratta di una
tecnologia militare che deve restare segreta. Ebbene chi ne è al corrente all’interno delle istituzioni,
grazie alla sindrome di Winnipeg, dorme sonni tranquilli, pensando che sicuramente si tratta di una
tecnologia militare volta a proteggerci, oppure volta a migliorare la nostra salute.
Assodato che esiste una ricerca volta a mettere a punto armi biologiche100 per la guerra o per la
riduzione della popolazione, dobbiamo chiederci se la presenza nei vaccini di microrganismi, virus
e amebe (anch’esse producono encefaliti) sia puramente casuale. Dichiara un ex ricercatore dei
National Institutes of Health:
Nel vaccino contro il morbillo Rimavex abbiamo rilevato la presenza di virus dei polli; nel vaccino
antipolio la presenza di acanthamoeba, la cosiddetta “ameba mangiacervello”, nonché il
citomegalovirus della scimmia. Virus schiumoso della scimmia nel vaccino antirotavirus. Virus del
cancro aviario nel vaccino MMR. Vari microrganismi nel vaccino contro l’antrace. Ho riscontrato la
presenza di inibitori di enzimi potenzialmente pericolosi in vari vaccini. Virus di anatra, cane e
coniglio nel vaccino antirosolia. Virus della leucosi aviaria nel vaccino antinfluenzale. Pestivirus nel
vaccino MMR.101

Questi ricercatori, per lo più guidati da Robert Gallo,e per lo più facenti parte della Litton Bionetics
(della galassia Rockefeller, come le principali case farmaceutiche produttrici di vaccini) dalla fine
degli anni Sessanta, guarda caso proprio a seguito dello Special Virus Cancer Program, hanno
iniziato a combinare virus di scimmia col virus RNA della leucemia felina, o con quello del
sarcoma della leucemia dei polli (che causa consunzione e immunosoppressione), per poi coltivarli
lungamente su tessuti umani (globuli bianchi) in modo che sviluppassero quello che in gergo si
chiama “apparato di attaccamento”(proteine tipo la gp 120), che consente il salto di specie102.
Questo tipo di ricerca, nella quale il virus scimmiesco SV40 ed altri virus di scimmie vennero
adoperati e poi mutati o incrociati con altri virus cancerogeni animali, iniziò negli anni Sessanta. I
Contratti che sono riprodotti nel libro Emerging Virus dimostrano che fu il 12 febbraio 1962 che
iniziò lo Special Virus Cancer Program. Esso era un programma estremamente segreto e ben
finanziato che venne reso noto dopo che alcune persone all’interno dell’Istituto Nazionale di Sanità
compresero di aver appena inoculato vaccini infestati da virus cancerogeni in più di cento milioni di
persone in tutto il mondo.103

L’ex direttore della sezione di Oncologia virale del Dipartimento di Biologia dell’americana FDA,
W. J. Martin, che ha scritto l’introduzione al libro di Horowitz, dice che non c’è ragione per cui le
100

Le notizie di sperimentazioni fatte 50 anni fa sono state desecretate, perciò si sa quanto segue: San
Francisco 1957: test di attacchi batteriologici di Bacilllus globigii e Serratia marcescens- Minneapolis 1953:
test di rilasci di zinco-cadmio- St. Louis 1953: test di rilasci di zinco-cadmio- Washington DC 1953: test di
rilasci di zinco-cadmio- Florida 1955: test di epidemia di pertosse- Florida 1956-58: test di diffusione di
zanzare- New York City 1956: test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant nigerChicago 1960: test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant niger. Per non parlare del
potente cancerogeno, simile all’Agente Orange, da irrorare dall’alto, dal nome di Malathion, i cui utilizzi non
sono stati desecretati.
101
RAPPOPORT 2006; si tratta di un’intervista fatta da Rappoport a un ricercatore del NIH in pensione che
ha preferito restare anonimo per non subire ritorsioni.
102
HOROWITZ 1996; questo libro, la cui pubblicazione è stata per molto ostacolata, ha messo in evidenza
aspetti per nulla noti della storia della virologia che dovevano restare segreti.
103
Intervista ad Horowitz, pubblicata su Nexus ed it., 1999, V, n. 19, p.22

20

autorità non ripuliscano i vaccini da tali virus essendoci capacità e tecnologie per farlo104. Horowitz
conclude l’intervista dicendo che: “questo adempie ad un evidente e ben articolato, ben
documentato programma di riduzione della popolazione”105. Il nome del progetto segreto di
sviluppo di armi batteriologiche sarebbe stato, secondo Horowitz e altri autori, quello di “MK
Naomi”, capitolo particolare del più generale “MK Ultra Mind Control and Population Control
Program”, guidato dalla Cia, per il quale solo nel 1970 il Dipartimento della Difesa statunitense
stanziò 10 milioni di dollari per un quinquennio di ricerche106.
Per coloro che, Horowitz in testa, ritengono senz’altro essere i vaccini uno strumento maltusiano, e
che ritengono i virus in essi contenuti deliberatamente e segretamente introdotti per produrre
malattie inventate nei laboratori di ricerca, le affermazioni di autori come Robert Gallo e dello
stesso Hooper (vedi nota 93) sull’origine dell’Aids e di altri virus emergenti, come l’Ebola, sono da
riguardare come disinformazione scientifica. Infatti Gallo nel 1984, circa l’origine dell’Aids avallò,
attraverso la stampa, la tesi del passaggio “fortuito” di virus scimmieschi, attraverso i vaccini,
nell’uomo, nel cui organismo poi si sarebbe compiuto l’adattamento e il salto di specie di tali virus.
Ebbene questa tesi sarebbe stata data in pasto al grande pubblico e al mondo scientifico proprio per
nascondere che l’adattamento e il salto di specie dei virus venivano realizzati con lunghe procedure
nei laboratori di ricerca della Litton Bionetics e della Hazeltine, dove si trattava di coltivali su
tessuti umani per molto tempo prima che i virus sviluppassero l’ “apparato di aggrappamento”, cioè
proteine compatibili con l’organismo umano. Questo è il dibattito, il lettore si faccia la propria idea.
Questi virus “accidentalmente” o meno inoculati nell’organismo coi vaccini, ovviamente
scavalcano (proprio in quanto iniettati) le naturali difese immunitarie. Essi anche producono
alterazioni dell’RNA che danno luogo a forme aberranti di provirus che restano silenti nel corpo
anche per molto tempo, e finchè non trovano il terreno adatto restano in quello stato, ma quando,
anche dopo anni, nell’organismo si verifica una forte variazione o uno squilibrio, che porti il PH
104

Ivi, p. 21.
Ivi, p.22
106
“La nomina del dott. Henry Kissinger nel 1968 come Consigliere della Sicurezza Nazionale – la posizione
più influente nella Casa Bianca di Nixon – è degna di nota. Il vice di Kissinger era il sig. Roy Ash,
presidente delle industrie Litton – fra i maggiori appaltatori di armi militari, e collegate alla ditta che aveva
in appalto le armi biologiche dell’esercito, la Litton Bionetics, con cui lavorava il dott. Gallo del National
Cancer Institute. I contratti militari della Litton, durante la prima amministrazione Nixon, superarono i 5
miliardi di dollari. La Litton Bionetics ricevette all’incirca 2 milioni di dollari all’anno in questo periodo
sotto uno dei contratti dell’NCI intitolato ‘Investigazioni sulla cancerogenesi virale nei primati’. Un altro
contratto chiedeva alla Bionetics la fornitura ai ricercatori dell’NCI in tutto il mondo di primati per studi sul
cancro. In questo stesso periodo, il Congresso assegnava al Dipartimento della Difesa la stessa cifra, 2
milioni di dollari all’anno, per lo sviluppo di virus simili a quello dell’AIDS […] Fra il 1969 e il 1976,
Kissinger ebbe anche la direzione del potente Comitato dei 40, che autorizzava azioni della Cia sotto
copertura in Africa Centrale, nelle vicinanze di dove per la prima volta Aids e Ebola scoppiarono. Ebola
inizialmente colpì una donna sudafricana nel 1975, e poi diverse centinaia di persone nel Sudan meridionale
e nello Zaire settentrionale nel1976. L’Aids, naturalmente, fu visto inizialmente nello stesso momento in
Africa Centrale e nella città di New York nel 1978. Sotto le direttive del Consiglio per la Sicurezza
Nazionale di Kissinger, la USAID (United States Agency for International Development [Agenzia degli Stati
Uniti per lo Sviluppo Internazionale]) cominciò a concentrare verso la fine degli anni 1960 vaste risorse sul
controllo delle popolazioni del Terzo Mondo. Una ricerca su Internet di testi su ‘USAID’, ‘population
control’, ‘vaccines’, e ‘World Health Organisation [Organizzazione Mondiale della Sanità]’ tra il 1970 e il
1975 ha rivelato 733 studi ‘USAID population control’ [Controllo della popolazione da parte dell’USAIDS].
La stessa ricerca, dopo il 1975, non ne ha trovato nessuno. L’intero campo del ‘controllo della popolazione’
è sparito dalla vista. Il titolo di questa tematica è stato abolito e sostituito con il più confortevole ‘sanità
materna e infantile”, HOROWITZ L., How secret experiments may have unleashed cancer causing viruses,
in http://www.newdawnmagazine.com.
105

21

medio su valori desueti (o troppo acido o troppo alcalino) ecco che quel virus dormiente della
leucemia felina, o del sarcoma dei polli, se è stato adattato con opportuna coltura a vivere anche
sull’uomo, si moltiplica e fa virulento. Se questo avviene dopo 8 anni dalla vaccinazione, quale
commissione medica ne riconoscerà la causalità? La cosa non può esser fatta neppure di diritto. Che
vuol dire? Che ufficialmente una commissione medica non sa e non deve sapere se nei vaccini vi
siano o no citomegalovirus o pestivirus, in quanto essendo i vaccini brevettati la loro formula non
può essere indagata-rivelata (sembra davvero tutto congegnato bene), cosicché la scoperta di virus
in questo o quel vaccino la dobbiamo a soffiate di ricercatori che rischiano querele e mettono a
repentaglio il proprio lavoro, e non solo, nel comportarsi così. Nessuna rivista scientifica può
rivelare la presenza di virus cancerogeni e immunosoppressori nei vaccini. E questo è anche
una conseguenza del fatto grave (per noi) che l’onere della prova nello stabilire efficacia e sicurezza
dei vaccini non è a carico di chi li produce, ma di chi li subisce. Così hai l’onere della prova, ma
non hai la possibilità di provare a causa del sistema dei brevetti. Ebbene se si dovessero includere
tra i danneggiati da vaccino non solo coloro ai quali il danno si manifesta nelle poche ore successive
all’inoculazione, come avviene di solito, e come previsto dalla definizione di “reazione alla
vaccinazione”, ma anche coloro ai quali il danno si manifesta dopo anni, ecco allora che avremmo
numeri spaventosamente diversi.
Pare che in Africa stiano guarendo dalla sindrome di Winnipeg, perché durante la Conferenza
internazionale sulle Vaccinazioni del 2003, membri del governo nigeriano hanno chiesto di
sospendere immediatamente la campagna di vaccinazione antipolio con le seguenti parole:
“Abbiamo ricevuto da diverse parti del mondo importanti documenti che ci mettono in guardia dal
vaccino antipolio orale, che può causare esso stesso la poliomielite…Ora noi in Nigeria abbiamo
molte malattie più importanti (come tubercolosi, malaria, tifo, epatite) che stanno uccidendo e
menomando i bambini molto più della polio; ma chi ci offre aiuti non è disposto a pagare nulla per
darci qualcosa che combatta queste malattie. Sono preoccupati solo della poliomielite. Sono pronti
a spendere cifre altissime per combattere la polio, ma nemmeno un soldo per il resto. Questo
atteggiamento ha creato sospetto nella gente della comunità nigeriana”107

Tutte coincidenze casuali o siamo di fronte a una ben congegnata –e ovviamente non dichiaratapolitica maltusiana?
È vero, i vaccini sono uno dei capitoli più misteriosi della medicina; e volete sapere da quando lo
sono diventati? Da quando il loro destino si è sinistramente intrecciato con quel ramo della
virologia; quella che dal 1942 in poi è andata in cerca di armi batteriologiche; quella che alla fine
degli anni Sessanta disponeva di ben 700 tipi diversi di virus, da manipolare, ibridare, coltivare su
tessuti umani per consentire di divenire efficaci e letali anche sull’uomo; quella sulla cui storia
giornalisti e ricercatori, che non vogliono guastarsi le carriere, evitano di indagare; sessant’anni di
ricerca virologica, apparentemente e ufficialmente volta a cercare le cause del cancro, ma realmente
e sinistramente protesa alle armi batteriologiche, per fini bellici o maltusiani; quella che prima agiva
dietro lo Special Virus Cancer Program, e metteva a punto con l’SV40 uno dei virus cancerogeni
più potenti, mentre oggi col Progetto Genoma Umano lavora per trovare (questa è la mia non
documentabile convinzione) l’arma batteriologica etnica, cioè quei microrganismi che colpiscano
selettivamente solo certe razze; E i vaccini sono stati e sono il veicolo di una guerra maltusiana
contro i popoli; ecco perché il sistema dei brevetti deve impedire di rivelare quali virus essi
veicolano insieme al vaccino vero e proprio. Ma più efficace del sistema dei brevetti c’è il
collaborazionismo, il dogmatismo, la superstizione e il conformismo di intellettuali, medici e
ricercatori, che non osano indagare, non vogliono vedere, temono di dire cose diverse da quelle che
tutti dicono, non vogliono sentirsi soli.
107

In Weekly Trust, 11 agosto 2003, grassetto mio.

22

I bambini e i genitori che hanno confezionato bambole di pezza per consentire a 400 piccoli africani
di essere vaccinati non sanno se è veramente di un vaccino che hanno bisogno quei bambini, così
come non lo sanno quegli industriali a cui è stata data la possibilità di detrarre dalle tasse quanto
hanno offerto ai bambini del Terzo Mondo… per farli vaccinare. Facendo credere che un intero
continente abbia bisogno di vaccini, si richiedono e ottengono dagli Stati e dalla Organizzazione
Mondiale della Sanità montagne di finanziamenti, che invece di servire per ristabilire quelle
economie di sussistenza che sfamavano i popoli, vanno agli istituti di ricerca e ai loro progetti di un
supervaccino che nelle loro ingenue intenzioni dovrebbe liberare l’umanità dalla sofferenza, dalla
fame, dalla morte… mentre chi commissiona tutto questo potrebbe conseguire consapevolmente e
sinistramente obiettivi di riduzione della popolazione, nel modo più proditorio possibile. L’élite
tecnocratica propone e impone protocolli finalizzati ad eradicare i casi di tetano neonatale nel Terzo
Mondo (!), oppure vuole sconfiggere la polio in paesi dove ci sono decine di malattie maggiormente
diffuse e mortali; oppure impone protocolli per cancro e Aids a base di sostanze altamente
citotossiche, ecc; ebbene alla classe medica vorremmo chiedere di trovare la capacità e il coraggio
del sospetto, della valutazione autonoma e critica, fatta con scienza e coscienza, di ciò che vien loro
proposto in corsi di formazione e testi di medicina, onde evitare il rischio di fare da catena di
trasmissione ad una struttura di potere che non ama la vita108. Riabilitare il giudizio autonomo e
108

Per fare altri esempi nel campo della polluzione chimica, che viene tenuta alta costantemente e anche
quando non ve ne sia bisogno e della quale si tenta di impedire perfino il monitoraggio. Un esempio tra i più
recenti sono le disposizioni europee. Quest’ultime invero sono sempre molto elastiche, ma non dalla parte
del consumatore, come ha evidenziato il Comitato Veterinario della UE nell’agosto 1999 (“La Nazione” 17
VIlI 99) che ha “innalzato” (raddoppiato!) da 100 a 200 nanogrammi la quantità di diossina (policlorati
bifenoli) tollerabile per ogni kilo di carne degli animali da allevamento che consumiamo. Che è un po’ come
autorizzare i mangimifici a continuare l’utilizzo degli oli esausti (sono solo quelli di friggitura?) e quindi
l’accumulo di diossine e metalli pesanti che nell’uomo producono cancro e sterilità. Paradigmatico e
inquietante che in Italia, recentemente (2003, ministro della sanità era Girolamo Sirchia) si sia abolita la
Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale, quella che insomma era chiamata a individuare e
denunciare i pericoli tossicologici derivanti da esposizione professionale, ambientale, ma anche alimentare,
farmacologia e cosmetica a sostanze come alluminio, mercurio, manganese, lantanio, cromo, ecc.
evidenziandone i danni a livello di sistema nervoso, reni, tessuto ematico, ecc. Oppure si hanno direttive
volte a determinare carenze di importanti minerali nell’organismo, con pretesti di tipo igienico. Facciamo un
esempio: Scrive un noto esperto: “L’EDTA, detto anche sequestrene, è consentito dalle norme vigenti quale
additivo alimentare, E 385, in salse emulsionate, legumi, funghi, carciofi, crostacei, molluschi e pesce in
scatola o in barattolo, nella marinatura e nei crostacei congelati e surgelati, a dose massima di 75-250 mg/kg
a seconda del prodotto trattato, ma non appare tra i coadiuvanti tecnologici leciti. Sarebbe interessante
conoscere per esteso la giustificazione del suo impiego come additivo, visto che l’ EDTA possiede una ben
nota e forte azione demetallizzante che non si limita alle tracce di ferro o di rame indesiderate nelle bevande
più o meno alcoliche […] Oggi è di fatto scomparsa la valutazione di una vera necessità di impiego di un
additivo, in molti casi evitabile operando secondo buona tecnica industriale, e cioè applicando il calore,
adottando norme serie di igiene lungo tutta la filiera, e che può cominciare in campo e terminare nel
frigorifero domestico […] La tendenza ad ampliare il numero e i casi applicativi di additivi vecchi e nuovi,
naturali o sintetici, non conosce sosta, come appare dalle ultime norme stabilite dalla Comunità Europea […]
Le norme più recenti tendono ad abbandonare del tutto, fra l’altro, un criterio ritenuto necessario, e cioè che
gli alimenti di base, come pane, latte, pasta, riso, olio e grassi, carni fresche e pesce (oggi ivi compresi anche
tutti i prodotti surgelati), frutta e verdure, non dovevano venire trattati con nessun additivo. Basta vedere le
autorizzazioni vigenti a livello europeo, senza che nessuna seria obiezione venga sollevata da quei funzionari
che stilano decreti su decreti.” (CERUTTI 1999, pp. 151, 164, 168; senza contare la ulteriore azione
demetallizzante delle decine di acidi, a cominciare dall’onnipresente citrico, fino al malico, fosforico,
tartarico, sorbitolo…sodio solfuro, ecc.)

23

cessare di dipendere in toto da quello che vogliono far credere corsi di aggiornamento, pubblicità
farmaceutiche, convegni e riviste accreditanti, organizzate e gestite da fondazioni che si fanno
passare per filantropiche – questo si deve fare se non si vuol passare dal campo di quelli che son
chiamati a difendere la vita (come vuole il principio ippocratico, recentemente e abilmente
soppresso dalla medicina tecnocratica) al campo di quelli che l’hanno in odio, in quanto ostacolo ai
loro piani di domino globale. La tecnocrazia, con fare messianico, promette un vaccino contro la
morte, mentre in realtà potrebbe vaccinare contro la vita.
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