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Le vaccinazioni di massa.pdf


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la paura della polio ottennero finanziamenti statali enormi, che in USA furono di decine di milioni di
dollari all’anno negli anni Cinquanta.7

Davvero efficaci?
Il primo argomento a favore della presunta efficacia delle vaccinazione consiste nell’affermare che
a seguito della vaccinazione di massa le principali malattie infettive sarebbero scomparse e a volte
si esibiscono dei grafici. Ma approfondiamo avvalendoci di uno degli studi più seri8 che siano mai
stati fatti sulla questione vaccini, che si avvale di grafici e statistiche della stessa OMS, nel quale si
mostra che la regressione delle epidemie ha una regressione analoga nei paesi vaccinati e nei paesi
non vaccinati.
Ungheria, anni Trenta, la popolazione delle campagne viene vaccinata contro la difterite, quella di
Budapest no; ebbene il calo del tasso di mortalità per difterite fu pressoché identico nei due gruppi9.
Ancora anni Trenta: il cantone di Ginevra viene vaccinato (1932) contro la difterite, quello di Vaud
solo 12 anni più tardi; ebbene, nel corso di questi 12 anni, nel cantone vaccinato i casi di difterite
scendono da 137 a 20, mentre in quello non vaccinato scendono da 135 a 2510.
Spesso si rimane estasiati davanti alla caduta vertiginosa dei decessi per difterite in Inghilterra
durante la grande “crociata per la vaccinazione”, ma si dimentica di osservare che, se in quel paese
sono stati necessari 10 anni di vaccinazione intensiva (1940-1950) per far calare il numero di decessi
da 2.480 a 49, a Berlino, 6 anni di non vaccinazione hanno portato allo stesso risultato.11

Se si comparano i grafici di 19 paesi europei dove si è attuata la vaccinazione contro la difterite tra
il 1946 e il 1952, con quelli della Germania Occidentale, non vaccinata degli stessi anni, si scopre
che sia i casi di malattia che i decessi sono inferiori in Germania Occidentale12.
Se si confronta casi e decessi per difterite tra Canada (vaccinato) e Giappone (non vaccinato), negli
anni 1944-1952, si osserva che se in Canada la vaccinazione ha fatto meraviglie, in Giappone la non
vaccinazione ha fatto prodigi13.
La crescita della difterite nell’Olanda vaccinata e nella Svezia non vaccinata, tra il 1941-1944, è
pressoché identica14.
Quelli di Germania e Giappone, paesi che sconfitti in guerra non hanno proceduto a vaccinazioni di
massa, sono casi eclatanti che parlano da soli, mostrando come tanto il vaccinare quanto il non
vaccinare hanno consentito spettacolari riduzioni delle malattie infettive. E siccome i grafici
comparati delle due guerre mostrano come durante e subito dopo ciascuna di esse si sono avuti
picchi di malattie infettive, ecco che questo ci dà già una indicazione: verosimilmente le migliori
condizioni alimentari e igieniche quali si possono ottenere fuori da una guerra sono la vera
condizione determinante per la regressione delle malattie infettive. Non lo si riconosce forse ancor
oggi quando una catastrofe naturale o delle guerre provocano profughi che vivono ammassati in

7

PANSINI 1993, p. 9.
DELARUE 1979.
9
Ivi, p. 21
10
Ibidem.
11
Ivi, p. 22.
12
Ivi, p. 26.
13
Ivi, p.25-27.
14
Ivi, p. 52.
8

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