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20 Guidonia prima .pdf


Nome del file originale: 20 Guidonia prima.pdf
Titolo: 20-21 Guidonia prima
Autore: Giorgio

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20



Guidonia

Per l’uso della Lancia Delta accusa di
PECULATO
La Procura di Roma chiede
il rinvio a giudizio di De
Maio e di Stefano Savastano

la prima

GUIDONIA

Polizze false
“Assicuratore”
romeno preso
dai carabinieri

il caso Fertuzzi

Francesco De Maio imputato

A destra, la
Lancia Delta
della Cotral
guidata da
Francesco
De Maio e la
Fiat Punto
condotta dalla
vittima.

Il 26 novembre la prima udienza preliminare
per l’incidente mortale del 26 marzo 2011
All’inizio erano indagati
entrambe Gianluca C., 42
anni di Colle Fiorito, e De
Maio, 34 anni di Guidonia.
Poi l’amico ha ritrattato
spiegando anche il perché.
Così ora a rispondere di
omicidio colposo aggravato
è solo il fratello del consigliere comunale del Pdl
Marianna: nelle urine al
ragazzo è stato trovato
un tasso d’alcol pari a 0,6

A

veva trasformato l’abitazione in un’agenzia
assicurativa ed era diventato il punto di riferimento
per gli automobilisti pronti
a stipulare polizze false.
L’attività di Dumitru Cernat, un pregiudicato romeno di 32 anni, è stata interrotta mercoledì sera 28 novembre dai Carabinieri della Tenenza di Guidonia. I
militari diretti dal tenente
Salvatore Ferraro lo hanno
infatti denunciato per truffa ai danni delle compagnie
assicurative e falsità materiale commessa da privato,
ma sono riusciti ad arrestarlo perché ricercato per altri
reati. Sull’uomo, infatti, dal
2009 pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in
carcere emessa dal Tribunale di Arezzo per associazione a delinquere.
Il blitz dei militari è scattato nella tarda serata di
mercoledì in via Roma nei
pressi del complesso immobiliare denominato “Quattro Palazzi”, dove Cernat.
Gli investigatori avevano
avuto sentore che il 32enne
rifornisse di tagliandi falsi,
così si sono appostati aspettando il momento giusto.
Gli uomini di Ferraro sono entrati in azione quando hanno visto Cernat consegnare un tagliando contraffatto a un “cliente”. A
quel punto, è scattata la perquisizione in casa dove sono stati trovati altri tagliandi contraffatti, due stampanti scanner, rotoli di carta porosa utilizzata per la
riproduzione di carte di identità, due computer portatili contenenti i software per
la falsificazione dei vari documenti, sette targhe di altrettanti automezzi risultati radiati ma con i relativi
documenti di circolazione
riprodotti.
Da una verifica i militari
hanno scoperto che Cernat
era la stessa persona sulla
quale pendeva un mandato di cattura ma con un altro nome: il 32enne è accusato di far parte di una banda con altri 14 romeni specializzata in furti in casa.

La vettura è di una società di noleggio e affittata a Cotral spa. Il
dirigente dell’azienda accusato di
aver permesso o non aver controllato che l’auto veniva utilizzata
anche fuori l’orario lavorativo dal
dipendente Francesco De Maio.

di Marcello Santarelli

L’

amico che si autoaccusa e poi ritratta: meglio un’autocalunnia
che un omicidio colposo sulle spalle I testimoni che all’inizio non risultano e poi
vengono rintracciati attraverso i tabulati telefonici. Le
analisi su droga e alcool nel
sangue fatte a distanza di
ore dall’incidente stradale e
risultate positive, smentite
dai diretti interessati che negano di averne fatto uso.
C’è questo e molto altro
nell’indagine per la morte di
Simone Fertuzzi, il 21enne
di Palombara Sabina deceduto nella notte tra venerdì
25 e sabato 26 marzo 2011
in via Pantano a Guidonia,
travolto da una Lancia Delta aziendale, intestata a una
società di noleggio a lungo
termine di Roma, presa in
affitto da Cotral spa e in uso
a un dipendente.
Il dipendente si chiama
Francesco De Maio, 34 anni
di Guidonia centro, fratello
del consigliere comunale del
Popolo della Libertà Marianna, chiamata in causa da
Gianluca C., un 42enne di
Colle Fiorito che all’inizio si
era “accollato” tutte le responsabilità, per poi ritrattare a
distanza di 24 ore.
Lunedì 26 novembre davanti al giudice di Tivoli Mario Parisi si è tenuta l’udienza preliminare in cui Francesco De Maio, difeso dall’avvocato Enrico Maria Gallinaro, è accusato di omicidio
colposo aggravato dalla guida in stato d’ebbrezza, essendogli stata riscontrata una

Nel riquadro
a sinistra, un
primo piano
di Simone
Fertuzzi

Per un posto di lavoro si autoaccusa
dell’omicidio colposo di Simone
Gianluca C. s’era assunto la responsabilità, ma guidava l’amico

percentuale di 0,6 grammi/litro nelle urine. Per il 34enne di Guidonia c’è anche una
richiesta di rinvio a giudizio
presso il Tribunale di Roma
per peculato insieme a Stefano Savastano, il suo capo
in Cotral spa, che gli avrebbe permesso o comunque non
avrebbe controllato che la
Lancia veniva utilizzata fuori dell’orario di lavoro e in un
giorno in cui era in malattia.
Il processo di Tivoli, nel
quale si sono costituiti parte civile i genitori della vittima, il papà Maurizio e la
mamma Domenica, rappresentati dall’avvocato Stefano Saccucci, è stato rinviato
al 2 maggio 2013: in quel caso si deciderà se processare
De Maio o archiviare l’indagine meticolosa curata dalla Polizia stradale su delega
del pubblico ministero Maria Gabriella Fazi, titolare
del caso Fertuzzi.

dalla relazione dei carabinieri non figuravano testimoni.
Invece un testimone c’era
ed è stato rintracciato qualche giorno dopo dalla Polizia
stradale attraverso l’esame
delle telefonate in entrata al
numero del 118 dopo la mezzanotte. A papà Maurizio e
mamma Domenica restano
mille dubbi. Perché il teste
non era stato subito ascoltato? Perché tanto tempo tra
l’esame delle urine a Gianluca C. e quello a De Maio? Ma
soprattutto perché domenica mattina 27 marzo Gianluca C. davanti ai carabinieri ribaltò la versione fornita
24 ore prima?
Per quanto riguarda l’uso
di droga e alcol, il 42enne ha
negato di aver sniffato coca
quella sera, mentre De Maio
ha fornito una versione più
articolata. “Non so spiegarmelo - ha detto ai poliziotti non ho bevuto quella sera, come non hanno bevuto i miei
amici. D’inverno soffro di mal
di gola e faccio un uso spropositato di Benagol Spray e
Iodosan Gola Action Spray:
presumo che abbia delle controindicazioni”. Com’è andata davvero sarà stabilito solo all’esito del processo.

E pensare che all’inizio l’omicidio colposo se l’era “accollato” l’amico di De Maio,
quel Gianluca C. insieme al
quale il 34enne aveva trascorso la serata dopo aver cenato a casa di un altro amico a Casa Calda.
Stando a quanto riferito
dallo stesso imputato agli inquirenti, verso le 22,30 del
25 marzo De Maio e una sua
amica 39enne avevano raggiunto l’abitazione di Gianluca C. a bordo della Lancia
Delta. Dieci minuti e i tre si
erano diretti verso Marcellina per accompagnare a casa
la fidanzata del 42enne. De
Maio al volante, l’amica al
fianco, l’amico e la compagna
sul sedile posteriore. Al ritorno verso Colle Fiorito, lo
scontro mortale su via Pantano, all’altezza del supermercato Maury’s e sul cavalcavia che sovrasta viale Roma, contro la Fiat Punto con-

dotta da Fertuzzi e diretta
verso la Maremmana. Lo scontro mortale sarebbe avvenuto in un intervallo di tempo
compreso tra mezzanotte e
12 e mezzanotte e 16, .
Certo è che sul posto intervennero vigili del fuoco, automedica e ambulanze del
118 e della Croce Blu e i carabinieri della Tenenza di
Guidonia. Fertuzzi era deceduto, mentre gli occupanti la
Lancia ne erano usciti praticamente illesi. Tant’è che
all’ospedale “San Giovanni
Evangelista” di Tivoli, i tre
furono medicati e dimessi. De
Maio con una prognosi di sette giorni per trauma cranico,
ferita al padiglione e una contusione all’avambraccio sinistro. Sei i giorni di prognosi
per l’amica, contusa al collo
e al fianco destro, e per Gianluca C., che riportò solo un
trauma cranico.
Solo che dagli accertamenti tossicologici sulle urine, il
42enne risultò positivo alla
cocaina, De Maio all’alcool,
mentre la 39enne era “pulita”. Test effettuati alle 2,12
al primo e alle 4,18 al secondo. Un’anomalia secondo i genitori di Simone, ai quali sembra strano anche il fatto che



Dario P. mandato via e rintracciato dopo

Il 42enne di Colle Fiorito positivo alla coca
nega di aver sniffato. Il 34enne di Guidonia
positivo all’alcol nega di aver bevuto:
“D’inverno soffro il mal di gola e faccio uso
spropositato di Benagol e Iodosan”

IL TESTIMONE

“Puzzava d’alcol, al volante usava il cellulare”
farlo allontanare dal luogo to dello stesso modello accosta- poratura robusta e alto tra il medell’incidente sarebbero sta- ta sul margine destro. Poco più tro e 80 e il metro e 90 fosse il
A
ti i carabinieri. Per rintracciarlo avanti le due vetture coinvolte conducente della Lancia. “Era
c’è voluto l’esame dei tabulati
telefonici del 118 nell’ambito
delle indagini suppletive della
Polizia stradale di Tivoli.
Dario P. è il testimone chiave
dell’incidente mortale di via Pantano e solo l’8 aprile 2011 ha fornito la sua versione dei fatti.
Il 29enne romano domiciliato a Villanova col cellulare intestato alla fidanzata alle 00,22 di
quel 26 marzo fu il primo a chiamare i soccorsi. Agli agenti ha
raccontato che percorreva via
Pantano in direzione Tivoli al
volante della Toyota Yaris quando s’era trovato davanti un’au-

nell’incidente. Nella Fiat Punto
il corpo esanime di Simone, sul
sedile anteriore destro della Lancia Delta una donna, nelle vicinanze un ragazzo che a dire di
Dario P. puzzava d’alcol in maniera spaventosa. “Dopo avermi chiesto una sigaretta - ha riferito il testimone agli inquirenti - mi ha chiesto informazioni
sulle condizioni del ragazzo che
era seduto sulla Fiat Punto dicendomi: “Ma che è morto?”.
Il 29enne di Villanova è sicuro che quel ragazzo dall’apparente età di 35 anni, capelli corti scuri, pettinati a spazzola, cor-

in uno stato di totale agitazione
e spesso mi diceva: “Guarda che
ho combinato.. Prima dell’arrivo dei soccorsi mi stava raccontando come era successo l’incidente. Ricordo che mi diceva
che mentre stava maneggiando
il suo telefonino, non si era accorto che l’altro veicolo gli era
andato addosso”.
Mezz’ora di dialogo, ma sufficiente quando il 23 dicembre
2011 Dario P. fu riconvocato dalla stradale per l’identificazione:
tra nove foto segnaletica il testimone ha riconosciuto Francesco
De Maio. (ma. sa.)


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