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REEF
Nel corso della storia l’uomo ha sempre avuto bisogno di trovare un luogo in cui sentirsi sicuro e in cui rifugiarsi: la casa. La
sua evoluzione è dovuta al continuo cambiamento dei bisogni delle persone e perciò può essere vista come riflesso della
società e di un determinato periodo storico. Architetti e designers hanno lavorato per adattare questo ambiente alla dimensione umana, ponendo sempre maggiore attenzione alle esigenze di un futuro prossimo. L’esercitazione “La casa del
terzo millennio” propone, partendo dall’analisi della società odierna, di comprendere i potenziali bisogni futuri attraverso
l’elaborazione di un progetto più concettuale che inseribile in una realtà industriale. In questa esercitazione analizziamo
l’ambiente del bagno non solo dal punto di vista formale ma anche nella sua dimensione più intrinseca e archetipica. Discostandoci dalla sua immagine tradizionale, abbiamo scomposto e analizzato ogni singolo componente giungendo fino al suo
significato puramente ontologico: la buca. Le tendenze degli ultimi anni propongono il bagno come un unico blocco, cioè
come un agglomerato che comprende tutti i sanitari. La nostra proposta, incentrandosi sull’idea di fossa o buca, è concepita
come una sorta di “capsula bagno”, un ambiente in cui il sanitario è parte integrante della parete e dell’architettura in una
sorta di “ritorno all’origine”. Non a caso il materiale scelto è la pietra che, oltre a consentire un uso funzionale dei servizi,
rimanda a quell’idea di arcano che si intendeva enfatizzare. Inoltre la struttura,articolandosi su una forma circolare, trasmette una sensazione di sicurezza, di intimità, creando una sorta di rifugio in cui l’utente può sentirsi protetto e a proprio
agio. La costruzione prende forma da solidi geometrici principalmente triangolari, traendo ispirazione dalla corrente artistica del cubismo, in quanto gli spazi e i volumi sono semplificati e sintetizzati. L’utilizzo di un unico materiale e quindi di
un unico colore è anch’esso assimilabile all’avanguardia cubista, in quanto si intende evidenziare il significato, ritenuto più
importante dell’oggetto in sé. In questo senso si può pensare alla struttura come a una vera e propria scultura, una sorta di
percorso da cui accedere tramite un portale, che come le architetture primitive, è costituito da un architrave. Il portale, oltre
a segnare l’ingresso, nasconde la doccia concepita come una cascata sgorgante dalla trabeazione. Lungo i “bracci” laterali
sono posizionati i sanitari che comprendono il lavandino, la vasca, il bidet e il w.c.; questi ultimi due descrivo inoltre l’uscita.
La scultura poggia su un pavimento realizzato in resina speciale che rimanda all’immagine del mare e che pertanto pone
l’attenzione su un altro archetipo riguardante l’ambiente bagno: l’acqua. La costruzione assume le sembianze di uno scoglio
che emerge dalle acque creando un ambiente circolare e racchiuso che garantisca all’utente massima intimità e protezione.
Il mare che lo circonda da ogni lato suggerisce al contempo una sensazione di isolamento e quiete . Il nome del progetto è
“Reef”, ricollegato al concetto di scogliera, blocco roccioso e infine luogo primitivo in cui prendesi cura del proprio corpo
e spirito in assoluta privacy.

PROSPETTO
PIANTA
ISO

SEZIONI

PIETRA DI VICENZA BINCO AVORIO

RESINA SPECIALE

La più tradizionale “Pietra di Vicenza” con il colore chiaro e avorio. È il risultato
della sedimentazione di innumerevoli fossili che le conferiscono ora un aspetto
uniforme per la sua grana fina, ora un aspetto fiorito per la presenza delle alghe
fossili.
È la pietra più comune per le sculture classiche, adatta a realizzare rivestimenti
interni ed esterni, scale, pavimenti ed ogni altro elemento di edilizia. Grazie
alle sue caratteristiche estetiche e di consistenza viene comunemente indicata
come”pietra tenera”: la sua lavorabilità relativamente agevole ne ha consentito un impiego nel settore delle costruzioni diffuso nel tempo, sia per la realizzazione di componenti prettamente ornamentali, che per la produzione di
elementi architettonico strutturali. Deve le sue proprietà di resistenza alle intemperie al fenomeno della “carbonatazione”, attraverso il quale l’acqua degli
agenti atmosferici che penetra nella pietra scioglie una parte di calcare che, in
soluzione nell’acqua, migra verso l’esterno, depositandosi poi sulla superficie a
formare uno strato di calcite. Questa successivamente si risolidifica, rendendo
cosi il materiale più solido, meno poroso e meno intaccatile dall’acqua e dal
gelo. Questa qualità della Pietra di Vicenza è osservata fin dai tempi antichi: la
tradizione consiglia, infatti, di lavorarla appena cavata prima che indurisca.

Il materiale che meglio ci ha permesso di rendere l’idea dell’acqua è la resina.
Con questo termine si intende in genere un materiale viscoso appartenente
alla classe dei polimeri capace di indurirsi a freddo o a caldo; Si ottiene per
sintesi di sostanze semplici derivate dal petrolio e legando le loro molecole
per mezzo di due reazioni chimiche: la condensazione e la polimerizzazione.
In questo modo si ottengono le molecole giganti o macromolecole. Negli anni
Cinquanta e Sessanta la produzione artificiale di macromolecole ha subito
uno sviluppo eccezionale; Con la messa a punto di tecniche e processi industriali che hanno permesso di produrre una vastissima gamma di sostanze a
costi alquanto contenuti, è stata messa in commercio una grande quantità di
materiali innovativi. Ogni settore della vita sociale ne è stato rivoluzionato ed
in un gran numero di applicazioni si è assistito alla repentina sostituzione dei
materiali tradizionali quali il legno, il vetro, il metallo con i nuovi materiali di
sintesi: le “plastiche”. Le sostanze che forniscono le singole molecole sono i
monomeri, invece le resine ottenute per sintesi sono i polimeri o appunto le
plastiche, che possono essere studiate, progettate e prodotte in funzione delle
diverse proprietà fisiche e chimiche richieste di volta in volta nei diversi tipi di
applicazione. Una delle più grandi aziende del settore è la Gobbetto, azienda
milanese che lavora fin dagli anni ’60.


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