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Gazzetta del Sud Sabato 19 Gennaio 2013

33

Cronaca di Reggio
.

SOVRAFFOLLAMENTO Interventi di De Fazio (Uilpa Penitenziari) e del consigliere regionale Nucera

Carceri, una situazione vergognosa
Critiche per la chiusura di Laureana. Sollecitata l’apertura di Arghillà
Sull’emergenza carceri è dibattito aperto. Da giorni si susseguono interventi che hanno un
comune denominatore: la denuncia delle condizioni di invivibilità degli istituti penitenziari a causa del sovraffollamento.
La recente sanzione comminata
al nostro paese dalla Corte di
Strasburgo la dice lunga sui
problemi di un comparto che è
ormai al collasso. Quasi non bastasse, si registra una politica
carceraria che a volte sembra
essere ispirata all’approssimazione. È Gennarino De Fazio,
segretario nazionale della Uilpa
Penitenziari a mettere il dito
nella piaga: «Solo tre mesi addietro il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha
proceduto, senza alcun preavviso e con un vero e proprio blitz
condotto da uomini del reparto
speciale (Gom) del Corpo di polizia penitenziaria, allo sgombero e alla chiusura della casa di
reclusione di Laureana di Borrello, asseritamente, per far
fronte alla grave carenza di personale. In questi giorni pervengono indiscrezioni su manovre
condotte in gran segreto e che
porterebbero
all’imminente
apertura di almeno un lotto del
nuovo istituto penitenziario di
Arghillà (150 posti) e, poco dopo, all’apertura di un centro
diagnostico terapeutico e di un
nuovo padiglione presso la casa
circondariale di Catanzaro (oltre 300 posti). Il tutto senza alcuna informazione agli operatori e alle organizzazioni sindacali che li rappresentano, nono-

Il nuovo carcere di Arghillà: da più parti s’invoca l’apertura; Gennarino De Fazio (Uilpa Penitenziari)
stante la formale richiesta che
ho personalmente prodotto in
tal senso già venerdì scorso».
Ma non basta. De Fazio ha altre riserve perchè, a suo avviso,
il tutto non potrebbe essere realizzato «senza l’assegnazione di
un cospicuo numero di operatori del Corpo di polizia penitenziaria e del comparto ministeri,
magari sottraendolo ai palazzi
del potere, è impensabile aprire
nuove strutture carcerarie in
Calabria. D’altro canto, non si
comprende come l’Amministrazione penitenziaria potrebbe
spiegarlo e sostenerlo, atteso

che solo tre mesi fa ha chiuso un
carcere all’avanguardia proprio
per penuria di personale».
La sensazione del segretario
della Uilpa Penitenziari è che
«si celino anche le informazioni
più elementari, che si cerchi di
rendere disponibili posti detentivi solo sulla carta, ma che non
potranno essere occupati per
mancanza di personale, e che,
sciaguratamente, aumenteranno la spesa sia in termini finanziari sia sotto il profilo dell’impiego delle risorse umane, considerato che la sola apertura di
un istituto, pur vuoto, comporta

notevoli costi di esercizio e vigilanza».
De Fazio annuncia battaglia:
«Di certo, la Uilpa Penitenziari,
ma si ritiene anche le rimanenti
organizzazioni sindacali di settore, si batterà con ogni legittimo strumento ed è pronta a
scendere in piazza anche ad oltranza per cercare di impedire
l’apertura di nuove strutture, in
assenza dell’incremento sostanziale degli organici, che costituirebbe lo scempio definitivo
della gestione carceraria calabrese ed esporrebbe gli operatori, oltre che ad insostenibili

carichi di lavoro, pure ad enormi rischi personali».
Giovanni Nucera, segretario
questore del Consiglio regionale, in una nota fa riferimento a
quanto accaduto l’altroieri nel
carcere di Reggio, dove quattro
agenti della Polizia penitenziaria sopno stati aggrediti da un
detenuto: «È un nuovo inqualificabile episodio che rivela l’insostenibile il clima di tensione
ormai esistente all’interno delle
carceri calabresi, e non solo. Sovraffollamento oltre ogni limite, carenza di personale di vigilanza. Una situazione che denunciamo da tempo e che rappresenta la chiara dimostrazione delle difficoltà e delle condizioni di scarsa sicurezza in cui
sono costretti ad operare come
molti operatori carcerari, a cominciare dagli agenti di polizia
penitenziaria».
Nucera parla di «emergenza
infinita che richiede interventi
strutturali, costruendo nuove
carceri e consegnando quelle
ormai ultimate, come il nuovo
carcere di Arghillà che attende
solo pochi interventi marginali
per entrare in servizio. Non bastano, cosi come dimostrano i
fatti e gli episodi quotidiani che
mettono a rischio la sicurezza
dei nostri operatori le cosiddette misure alternative alla detenzione, che non hanno risolto la
situazione delle nostre carceri.
Hanno evitato soltanto un collasso irreversibile del sistema
carcerario italiano, che non potrà comunque reggere ancora a
lungo».3(p.t.)

Un minuto di silenzio ha preceduto “Zets” lo spettacolo interpretato da Deniz Ozdogan e Andrea Collavino

L’omaggio di Scena Nuda a Mariangela Melato
Cristina Cortese
Scena Nuda rende omaggio a
Mariangela Melato. Inizia, così, con un minuto di silenzio ricordando uno dei volti più
prestigiosi e carismatici del
teatro italiano, il terzo appuntamento della stagione promosso dalla Compagnia diretta dalla brava attrice reggina
Teresa Timpano. “Zets”, spettacolo di e con Deniz Ozdogan
e Andrea Collavino, è andato
in scena al teatro Zanotti Bianco ed è sembrato quasi rivivere
quel mosaico di emozioni e
sensazioni che la Melato riusciva a trasmettere così bene al
proprio pubblico, rendendo
anche e soprattutto più sottile
il confine tra artista e spettatore.
Al centro, il fenomeno
dell’immigrazione, talmente
pungente ed attuale da rappresentare per i protagonisti
un valore aggiunto della scena, in termini di approfondimento e di riflessione sui cam-

Un momento dello spettacolo portato in scena da Deniz Ozdogan e Andrea Collavino

biamenti di una società sempre più multietnica. Parte da
qui, una storia d’amore, di illusioni, di sogni tra i due protagonisti, che non può essere,
proprio per queste ragioni,
uguale a tante altre. Gabor e
Marylin sono immigrati con

forte accento slavo che vivono
la loro condizione di stranieri
quali artisti di strada, suonatori di fisarmonica, lanciatori di
coltelli, burattinai, costretti a
condividere una vita sempre
in salita proiettata verso un futuro migliore in quel bambino

invisibile che diventa, in mezzo a tanti disagi, la vera speranza di cambiamento e risorsa su cui investire.
«Amiamo molto questo
spettacolo proprio per i tanti
risvolti e per le tante sfaccettature che si raccolgono intorno

Viaggio di studio per universitari

Martedì prossimo alla Provincia

Illustrato il progetto
“Bruxelles 2013”

Opere pubbliche,
incontro voluto dal Cids

Si è svolta presso la sede dell’associazione New Deal la conferenza
stampa di presentazione del progetto “Bruxelles 2013”. L'organizzazione del viaggio è frutto della
collaborazione con la neo associazione di giurisprudenza “Atena Mediterranea”, collaborazione che affonda le sue radici nella
visione delle politiche attive per il
miglioramento
dell’apprendimento e di coinvolgimento della
comunità discente .
L'iniziativa, patrocinata dal
consiglio degli studenti della
“Mediterranea”, consiste in un

Martedì 22 gennaio (ore 10)
nella sala biblioteca della Provincia su iniziativa del Cids avrà
luogo un incontro aperto per discutere su legalità, inadempienze e ritardi nella realizzazione di fondamentali opere
pubbliche indispensabili per
elevare la qualità di servizi, per
una ripresa dell’economia a
Reggio e in provincia e per modernizzare Reggio e la Calabria.
«Senza una svolta nella realizzazione delle opere pubbliche e infrastrutturali, estrema-

0YnYVPRkNvpUg0QQz+rbwUW6j53hkxdW6nrqhg7WXwg=

viaggio di studio a Bruxelles in cui
si avrà modo di approfondire il
funzionamento degli organi che
governano l'Unione europea. Sarà l'occasione per visitare in primis il Parlamento europeo e il Comitato per le regioni. I viaggi universitari costituiscono, nella storia del dipartimento di Giurisprudenza, le più proficue iniziative
per favorire l'aggregazione della
comunità studentesca e l'apprendimento informale, alternandolo
a quanto appreso attraverso la didattica frontale all'interno delle
aule universitarie.3

mente gravi sarebbero le conseguenze per il tessuto economico
– rileva Demetrio Costantino,
presidente del Cids –. Per questo occorrono interventi istituzionali mirati per completare le
varie opere pubbliche, insieme
all’urgenza di valutare iniziative di lotta e sulla vicenda del
Progetto integrato di Mortara».
All’incontro interverranno:
Andrea Cuzzocrea, presidente
Confindustria reggina; Giuseppe Varacalli, sindaco di Gerace;
Antonino Botta, segretario provinciale Filca-Cisl.3

alla
complessa
materia
dell’immigrazione – ammettono Collavino e Ozdogan –. I
tanti volti e i drammi che la
rendono così a portata di mano, ma anche le storie che lasciano un segno non indifferente, sono per noi stimolo
forte a calcare sulla scena questo fenomeno come qualcosa
che ci appartiene profondamente e racchiude anche la
speranza di un futuro migliore».
Eppure, in quel piccolo spazio con al centro un separè per
i cambi d’abito e gli oggetti di
scena, dalle sedie ai pupazzi di
pezza e sagome, prende corpo
uno spettacolo che riesce a essere a tratti divertente con il
coinvolgimento del pubblico.
Resta sullo sfondo quella malinconia che segna lo sguardo
di Marylin carico di fatica, miseria e solitudine, conseguenza diretta di una condizione,
quella dell’immigrato, che
rende straniero in terra altrui.3

Girolamo Demaria, Carmelina Sicari, Giuseppe Caridi, Seby Romeo

Movimento Mezzogiorno democratico

Il centrosinistra punta
sul meridionalismo
per ridurre le distanze
Giuseppe Trapani
«Rilanciare l’idea di un meridionalismo in veste moderna,
all’interno di un quadro unitario
del Paese». Con questo spirito il
movimento Mezzogiorno democratico esordisce nell’agone
politico, a poco più di un anno
dalla sua costituzione, aderendo al progetto del Pd. Questa
nuova alleanza, con le elezioni
alle porte, è stata presentata ieri
nel corso di una conferenza
stampa tenutasi nei locali del
Grand Hotel Excelsior.
L’incontro, moderato da Carmelina Sicari, si è aperto sull’onda di entusiasmo mostrata dal
capolista Pd al Senato, Marco
Minniti: «Nel centrosinistra abbiamo sempre seguito con interesse le idee ed i progetti del Movimento, ritenendo che possano
contribuire all’arricchimento
del programma politico del Partito democratico. Oggi, nutro
una grande soddisfazione per
l’adesione unanime dei rappresentati del Movimento, perché,
quest’ultimo, rappresenta un
pezzo di cultura politica riformista e meridionalista importante per la crescita dell’intero
Paese. In questi anni il Mezzogiorno è stato messo in un angolo – ha proseguito Minniti – ed è
agghiacciante che esistono alcuni calabresi che hanno il coraggio di sostenere l’alleanza
Pdl-Lega Nord che negli ultimi
dieci anni ha prodotto risultati
devastanti per il Sud, come ad
esempio, la scelta del governo di
pagare le multe per le “quote
latte” con i fondi Fas dedicati allo sviluppo del Meridione».
Sui nuovi propositi del movimento Mezzogiorno democratico si è espresso Giuseppe Caridi:
«Il nostro programma prevede
una serie di progetti di carattere
politico-culturale per la promozione economica del territorio,
la cui realizzazione sarà possibile solo attraverso un’azione sinergica con una classe politica
sensibile verso i bisogni della
città. Abbiamo scelto il Pd, perché lo riteniamo capace di attuare un meridionalismo moderno che riduca il gap economico e occupazionale con le re-

gioni del Nord. Tra gli obiettivi
principali a cui puntiamo, rientra la valorizzazione del talento
dei nostri giovani laureati e l’inserimento del Museo nazionale
della Magna Grecia tra i beni
considerati
patrimonio
dell’Unesco, in un’ottica di crescita culturale e come volano di
sviluppo turistico». Ampia soddisfazione per la proficua unione da parte di Seby Romeo
dell’esecutivo regionale Pd:
«Questa alleanza è frutto di un
incontro programmatico-culturale che pone al centro del suo
disegno una “questione meridionale” che per troppo tempo è
stata trascurata. L’intesa col
Movimento ci darà nuovi stimoli per fare di più e meglio, perché
la politica ha necessità di avvicinarsi alla società interpretandone i bisogni. E questo, può avvenire solo cogliendo idee propositive da rappresentanti emi-

Il movimento
esordisce nell’agone
politico, aderendo
al progetto del Pd
nenti della cultura reggina e
meridionale».
A ritenere indispensabile una
nuova politica meridionalista è
il commissario provinciale del
Pd, Girolamo Demaria: «Negli
ultimi cinque anni il Prodotto
interno lordo del Sud Italia è diminuito di 10 punti percentuale
rispetto alle regioni del centronord, frutto di un’azione di governo tra le più antimeridionali
che la storia ricordi». Tra gli altri
rappresentanti del movimento
Mezzogiorno democratico è intervenuto Paolo Bolano, il quale
ha ritenuto che «gli strumenti
analitici culturali che il Movimento è in grado di fornire al Pd,
consentiranno il superamento
del capitalismo finanziario che
sta gettando nel baratro l’Italia e
il Sud in particolare» mentre
Carmelina Sicari ha evidenziato
come il nascente soggetto politico «sarà in grado di rappresentare una civiltà sommersa che
ha il dovere di riemergere».3

CARCERI: DE FAZIO (UILPA), SCIAGURATO APRIRE NUOVE STRUTTURE... Pagina 1 di 2

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CARCERI: DE FAZIO (UILPA), SCIAGURATO APRIRE NUOVE
STRUTTURE SENZA PERSONALE
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(AGENPARL) - Roma, 18 gen - “Solo tre mesi addietro il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha

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proceduto, senza alcun preavviso e con un vero e proprio blitz condotto da uomini del reparto speciale (GOM) del
Corpo di polizia penitenziaria, allo sgombero ed alla chiusura della Casa di Reclusione di Laureana di Borrello,
asseritamente, per far fronte alla grave carenza di personale. In questi giorni pervengono indiscrezioni su
manovre condotte in gran segreto e che porterebbero all’imminente apertura di almeno un lotto del nuovo istituto
penitenziario a Reggio Calabria-Arghillà (150 posti detentivi) e, poco dopo, all’apertura di un Centro Diagnostico
Terapeutico e di un nuovo padiglione presso la Casa Circondariale di Catanzaro (oltre 300 posti). Il tutto senza
alcuna informazione agli operatori ed alle Organizzazioni Sindacali che li rappresentano, nonostante la formale
richiesta che ho personalmente prodotto in tal senso già venerdì scorso”. A dichiararlo è Gennarino De Fazio,
Segretario Nazionale della Uilpa Penitenziari, che aggiunge: “senza l’assegnazione (che appare improbabile, per
essere eufemistici) di un cospicuo numero di operatori del Corpo di polizia penitenziaria e del Comparto ministeri,
magari sottraendolo ai palazzi del potere, è impensabile aprire nuove strutture carcerarie in Calabria. D’altro
canto, non si comprende come l’Amministrazione penitenziaria potrebbe spiegarlo e sostenerlo, atteso che solo
tre mesi fa ha chiuso un carcere all’avanguardia proprio per penuria di personale. La sensazione, rafforzata
dall’ostinazione con cui non si forniscono ed, addirittura, pare si celino anche le informazioni più elementari, è che
si cerchi di rendere disponibili posti detentivi solo sulla carta, ma che non potranno essere occupati per mancanza
di personale, e che, sciaguratamente, aumenteranno la spesa sia in termini finanziari sia sotto il profilo
dell’impiego delle risorse umane, considerato che la sola apertura di un istituto – pur vuoto – comporta notevoli
costi di esercizio e vigilanza”. “Ancora una volta di più – prosegue De Fazio – sono convinto che la stessa
Amministrazione non creda fino in fondo e non sia capace di difendere le proprie scelte e la propria politica, tanto
da non volerne discutere con le Organizzazioni Sindacali, come le norme invece imporrebbero, e da tentare di
tenerle occultate fintanto che sia possibile”. “Di certo la Uilpa Penitenziari, ma si ritiene anche le rimanenti
Organizzazioni Sindacali di settore, si batterà con ogni legittimo strumento ed è pronta a scendere in piazza
anche ad oltranza per cercare di impedire l’apertura di nuove strutture, in assenza dell’incremento sostanziale
degli organici, che costituirebbe lo scempio definitivo della gestione carceraria calabrese ed esporrebbe gli
operatori, oltre che ad insostenibili carichi di lavoro, pure ad enormi rischi personali”. Ha concluso e reso noto il
segretario nazionale.
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ELEZIONI: VIGNI (ECODEM), DA BONELLI POLEMICHE MESCHINE »

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Regione, Carceri: "l’occultismo del Provveditorato e gli specchietti per le allodole"

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“Solo tre mesi addietro il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha
proceduto, senza alcun preavviso e con un vero e proprio blitz condotto da uomini del
reparto speciale (GOM) del Corpo di polizia penitenziaria, allo sgombero ed alla chiusura
della Casa di Reclusione di Laureana di Borrello, asseritamente, per far fronte alla grave
carenza di personale. In questi giorni pervengono indiscrezioni su manovre condotte in
gran segreto e che porterebbero all’imminente apertura di almeno un lotto del nuovo
istituto penitenziario a Reggio Calabria-Arghillà (150 posti detentivi) e, poco dopo,
all’apertura di un Centro Diagnostico Terapeutico e di un nuovo padiglione presso la Casa
Circondariale di Catanzaro (oltre 300 posti). Il tutto senza alcuna informazione agli
operatori ed alle Organizzazioni Sindacali che li rappresentano, nonostante la formale
richiesta che ho personalmente prodotto in tal senso già venerdì scorso”.
A dichiararlo è Gennarino De Fazio, Segretario Nazionale della UILPA Penitenziari,
che aggiunge: “senza l’assegnazione (che appare improbabile, per essere eufemistici) di
un cospicuo numero di operatori del Corpo di polizia penitenziaria e del Comparto
ministeri, magari sottraendolo ai palazzi del potere, è impensabile aprire nuove strutture
carcerarie in Calabria. D’altro canto, non si comprende come l’Amministrazione
penitenziaria potrebbe spiegarlo e sostenerlo, atteso che solo tre mesi fa ha chiuso un
carcere all’avanguardia proprio per penuria di personale. La sensazione, rafforzata
dall’ostinazione con cui non si forniscono ed, addirittura, pare si celino anche le
informazioni più elementari, è che si cerchi di rendere disponibili posti detentivi solo sulla
carta, ma che non potranno essere occupati per mancanza di personale, e che,
sciaguratamente, aumenteranno la spesa sia in termini finanziari sia sotto il profilo
dell’impiego delle risorse umane, considerato che la sola apertura di un istituto – pur vuoto
– comporta notevoli costi di esercizio e vigilanza”.
“Ancora una volta di più – prosegue De Fazio – sono convinto che la stessa
Amministrazione non creda fino in fondo e non sia capace di difendere le proprie scelte e
la propria politica, tanto da non volerne discutere con le Organizzazioni Sindacali, come le
norme invece imporrebbero, e da tentare di tenerle occultate fintanto che sia possibile”.
“Di certo la UILPA Penitenziari, ma si ritiene anche le rimanenti Organizzazioni
Sindacali di settore, – conclude il Segretario Nazionale – si batterà con ogni legittimo
strumento ed è pronta a scendere in piazza anche ad oltranza per cercare di impedire
l’apertura di nuove strutture, in assenza dell’incremento sostanziale degli organici, che
costituirebbe lo scempio definitivo della gestione carceraria calabrese ed esporrebbe gli
operatori, oltre che ad insostenibili carichi di lavoro, pure ad enormi rischi personali” .
< Prec.

Succ. >

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