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GdS EdP 03.02.2013.pdf


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4 Fatti&Notizie

Giornale di Sicilia
Domenica 3 Febbraio 2013

verso le elezioni
l’ex Pm: «Sel usa i democratici come un tram. grillo è un amico che non apprezzo come politico»

Ingroia: da Bersani solo proposte oscene
0 IlleaderdiRivoluzione civile: «Cihanno chiestodinonpresentarele listeincambio diqualchesenatore»

Speciale
elezioni
martedìsuTgs

Nel programma «una sola bussola, la Costituzione, e tanti
punti cardinali: l’onestà, la difesa dei lavoratori, l’uguaglianza
di fronte alla legge e alle tasse».

...

Giacinto Pipitone

Terzo appuntamento
martedì su Tgs con "Sicilia:
speciale elezioni", una rubrica dedicata ai partiti che
competono alle elezioni
del 24 febbraio che andrà
in onda all'interno del notiziario delle 13.50 con replica in quello delle 20.20.
Saranno illustrati i punti
del programma con interviste e cronache delle visite
in Sicilia dei leader nazionali. Dopo Bersani e Grillo,
sarà trasmessa la terza puntata dedicata ad Antonio
Ingroia candidato premier
di Rivoluzione civile.

...

palermo

Il Pd gli ha fatto «proposte
oscene» di desistenza. Beppe Grillo è «un amico che apprezzo molto
meno come politico» perchè si è tirato indietro da un accordo che pareva naturale. Vendola non ha avuto il coraggio di mollare Bersani,
che guarda a Monti, perchè ha bisogno «di un taxi per arrivare in
Parlamento». Svelando i retroscena della rottura con potenziali alleati rimasti tali, Antonio Ingroia ha
infiammato ieri mattina la platea
palermitana del cinema Golden
lanciando ufficialmente la sua sfida a sinistra.
Tutti occupati i 1.032 posti in sala al punto che in molti hanno assistito in piedi alla chiamata alle armi dell’ex Pm. «Non esistono salvatori della Patria, e io non lo sono ha detto il fondatore di Rivoluzione civile -, ho bisogno di voi. Il treno della storia passa una volta. Lo
dico a chi ha dubbi, a chi è tentato
di non votare e restare in panchina per poi criticare senza mai partecipare».
Ingroia ha disegnato uno scenario post-voto intorno al quale ha
costruito tutta la sua strategia:
«Nessuno avrà la maggioranza al
Senato». E in vista della necessità
di cercare alleanze in Parlamento,
il candidato premier che dietro la
sua Rivoluzione civile ha messo insieme Idv e Federazione della sinistra pianta i paletti: «Il Pd è ormai
sempre più centro e sempre meno
sinistra, tratta sottobanco con
Monti. Con Bersani il dialogo è
chiuso fino a quando ci ritroveremo in Parlamento. Poi vedremo.
Ma a quel punto niente ammucchiate. Noi facciamo patti chiari

Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione civile

4
«Col Pd ci vedremo
in Parlamento,
Ma niente
ammucchiate»
con gli elettori». E il patto proposto agli elettori ruota intorno al no
a Monti, dopo lo scontato no a Berlusconi: «Monti ha creato un’Italia
ingiusta e diseguale che ora va rimessa in piedi. Ha promesso i fondi ai terremotati ma non li ha mai
dati. In compenso ha stanziato la
stessa cifra, 3 miliardi e 900 milioni, per Monte dei Paschi. Erano soldi pagati dagli italiani per l’Imu».
Frasi pronunciate senza urlare. La
platea ha apprezzato.
Ingroia prevede che, se Bersani
dovrà cercare una maggioranza al
Senato, potrebbero spacchettarsi
le attuali alleanze. Scommette che

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Sel non seguirebbe il leader del Pd
verso Monti. E avverte Vendola:
«Sel fa finta di non vedere che il Pd
rema dall’altra parte. Usa il Pd come un taxi per arrivare in Parlamento superando lo sbarramento
del 4% alla Camera e dell’8 al Senato. Noi abbiamo più coraggio. Ma
Vendola non pensi di fare l’anima
bella dopo il voto, perchè noi gli risponderemo ”troppo comodo”».
Posizione su cui Rivoluzione civile sta raccogliendo i fuoriusciti
di Sel: la prima è stata Giovanna
Marano ma ieri applaudivano in
platea anche Franco Cantafia, Saverio Cipriani, Angelo Galici, Beppe Sunseri e Maria Guagliardito.
In Sicilia si gioca una sfida decisiva: qui si assegna un premio di
maggioranza regionale per il Senato che vale 14 seggi. Potrebbero essere decisivi per gli equilibri nazionali. Il Pd - ha svelato Ingroia - gli
ha chiesto di mollare per non sottrrarre voti al centrosinistra favorendo indirettamente Monti e Berlu-

4
«Monti ha creato
un’Italia ingiusta e
diseguale che ora
va rimessa in piedi»
sconi: «Il Pd ci ha proposto un patto di desistenza osceno. Ci ha offerto strapuntini. Noi avremmo dovuto ritirare la lista in Sicilia e loro in
cambio avrebbero messo nelle loro liste qualche nostro senatore
ma precisando che dovevano essere ”non riconoscibili come uomini
di Rivoluzione civile”. Perchè così
Bersani può continuare a trattare
con Monti. Ci ha proposto anche
una vice presidenza di commissione nel prossimo Parlamento».
L’ex pm ha ammesso che anche con Grillo si è rotto qualcosa,
malgrado programmi molto simili
e l’analoga posizione anti-Monti e

anti-Berlusconi: «La nostra amicizia si è molto raffreddata. Apprezzo di più il suo Movimento 5 Stelle,
che fa battaglie come le nostre.
Grillo non è democratico con i
suoi iscritti. Quando gli ho proposto l’accordo si è tirato indietro
per paura di perdere elettorato
che sarebbe venuto verso di me.
Ma è successo ugualmente. E a
Grillo dico: la politica non si fa per
aumentare i consensi del proprio
gruppo. Nè si fa per andare in Parlamento a fare solo casino. Noi la
facciamo per cambiare il Paese».
In definitiva «Grillo e Bersani sono
mestieranti della politica, io sono
un neofita e ne sono contento».
E da qui in poi, giù con un programma che ha «una sola bussola,
la Costituzione». E tanti punti cardinali: «L’onestà senza giustizialismo. La difesa dei lavoratori per i
quali ripristineremo l’articolo 18.
L’uguaglianza di tutti i cittadini di
fronte alla legge e alle tasse». Ingroia ha proposto «di non sperpe-

rare soldi in spese militari per reindirizzarli allo Stato sociale». Ha
detto no al Muos di Niscemi. Ha
precisato che «la ricchezza non va
criminalizzata ma indirizzata verso il sociale. Dobbiamo togliere il
denaro pubblico dal circuito finanziario privato delle banche. Dobbiamo imporre agli istituti di credito di finanziare le imprese che danno lavoro con interessi al 2% invece che all’8».
Sono i temi che hanno convinto l’Idv. Leoluca Orlando lo ha introdotto alla platea urlando che
«nel novembre 2011 si è celebrata
la morte dei partiti. E mi chiedo se
Monti sia stato l’agente funebre o
l’assassino. Fatto sta che ora bisogna andare oltre i partiti». Il sindaco ha strappato l’applauso di Letizia Battaglia e Fabio Giambrone,
seduti nelle prime file mentre nelle retrovie si sono sistemati sindacalisti e qualche operaio Gesip.
Sembra quasi che Berlusconi
non sia più il nemico numero 1.
Per questo Ingroia ha anticipato
che l’introduzione del conflitto di
interessi sarà il primo provvedimento che proporrà una volta approdato in Parlamento: «E allora
vedremo da che parte starà il Pd».
«Berlusconi ha mortificato le lotte
partigiane» ricorderà Ingroia prima di lasciare il palchetto raccogliendo l’applauso più fragoroso.
Poi mentre le luci del cineteatro si spegnevano, il pm che più di
tutti ha indagato sulla presunta
trattativa fra Stato e mafia si è concesso un ultimo affondo: «La mia
azione di magistrato è arrivata al limite del possibile. Con gli strumenti dati, la magistratura non poteva andare più avanti. Siamo entrati nella stanza della verità. Che è
scarsamente illuminata perché da
parte della politica e da parte del
potere legislativo ed esecutivo ci
sono stati ostacoli alla magistratura. Voglio entrare in Parlamento
per avere una politica che sia amica della verità».

fermare il declino. «Beni per 800 miliardi»

sel. «La lotta alla mafia è battaglia sociale»

LaricettadiGiannino:
«LoStatovendaigioielli»

L’impegnodiForgione:
«Ripartiamodallavoro»

...

«Far pagare la patrimoniale
allo Stato per l'abbattimento del
debito pubblico» insieme con
una «drastica riduzione della
spesa pubblica» sono i primi passi di una strada «lunga e che richiederà altri sacrifici» all'Italia
che vorrebbe Fare per fermare il
declino, il movimento creato da
Oscar Giannino. I vertici delle liste siciliane hanno presentato ieri a Palermo nomi e programmi
per le prossime politiche. «Lo Stato italiano - ha spiegato Marco
Saltalamacchia, candidato numero due alla Camera per la Sicilia occidentale - ha un patrimonio di 800 miliardi a fronte di un
debito pubblico di duemila. Il patrimonio non rende, mentre il debito ci costa 90 miliardi l'anno. Il
debito va abbattuto tramite privatizzazioni e cessioni, così cominciamo a mettere un po' di soldi in tasca agli italiani». La spesa
pubblica e la tassazione elevata
«soffocano la crescita» e bisogna
rivederle fino al taglio di «sei punti per permettere a consumatori,
imprese e lavoratori di riparti-

Oscar Giannino
re». Stop anche alla cassa integrazione da sostituire con un sussidio di disoccupazione evitando
di «pagare qualcuno per non fare nulla». Cinque infine le proposte a Crocetta per la Sicilia: istruzione, settore pubblico locale,
concorrenza e rispetto dei contratti, fondi strutturali europei, rilancio della sanità. (*ppm*)

...

«Noi cambieremo l'Italia».
Esordisce così Erasmo Palazzotto, coordinatore regionale di Sel
e candidato alla Camera, che ha
aperto la conferenza di inizio
campagna elettorale di Sinistra
Ecologia e Libertà. «Bisogna guardare al Mezzogiorno come una
grande opportunità per la base di
rilancio del Paese, partendo dalle
infrastrutture». Presenti anche i
capilista alla Camera e al Senato
in Sicilia per Sel, Laura Boldrini e
Francesco Forgione e il candidato al Senato Luigi Carollo.
«Il Senato in Sicilia determinerà le sorti del futuro governo del
Paese - ha detto Forgione -. Per
noi la campagna elettorale parte
dai temi della Sicilia: il lavoro e la
lotta alla precarietà, la ricostruzione della scuola pubblica, far rivivere le ragioni delle imprese
strozzate dalla banche e dall'usura, ma anche da una politica che
non gli ha offerto servizi». L'ex
presidente della Commissione
Antimafia durante il governo Prodi punta sulla riorganizzazione
della lotta alla mafia: «La nostra

Francesco Forgione
idea di antimafia si incentra su
una lotta sociale e non solo penale e giudiziaria». «Sel ha deciso di
essere forza di cambiamento - ha
affermato Laura Boldrini - In Sicilia stiamo lavorando affinché ottenga un buon esito, stiamo facendo una campagna di ascolto,
di incontro con le persone».
(*mygi*) Myriam Giacalone