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iquaderni n83 20121012 .pdf



Nome del file originale: iquaderni_n83_20121012.pdf
Titolo: WineNews - Appunti di Degustazione - n. 83 - Ottobre 2012
Autore: a cura di Franco Pallini e Antonio Boco

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Tiratura: 28.591 enonauti, opinion leader e professionisti del vino - n. 83 - Ottobre 2012 - Info: iquadernidiwinenews@winenews.it
www.winenews.it - Registrazione Tribunale di Siena n. 709 del 31 Marzo 2001 - A cura di Franco Pallini e Antonio Boco
Vendemmia: 2011

Vendemmia: 2010

Proprietà: Manincor

Proprietà: Cantina Terlano

Uvaggio: Chardonnay, Viognier,

Uvaggio: Pinot Bianco

Sauvignon

Bottiglie prodotte: 80.000

Bottiglie prodotte: 13.300

Enologo: Rudi Kofler

Enologo: Helmuth Zozin

Prezzo allo scaffale:

Prezzo allo scaffale:

€ 14,00-16,00

€ 20,00-22,00

Manincor

Cantina Terlano

Doc Alto Adige Terlano Chardonnay
Sophie

Doc Alto Adige Pinot Bianco Riserva
Vorberg

Oggi in mano a Michael Goëss-Enzenberg,
Manincor vanta una tradizione lunghissima e
un presente perfettamente allineato alle
esigenze di naturalità del vino (biodinamico
certificato Demeter). Un paradiso di 463 ettari
tra frutteti, boschi, prati e vigneti (50 ettari). I
vini sono il risultato di tutto questo e raccontano
storie originali, belle e piacevoli da ascoltare,
ma soprattutto capaci di accompagnare la
magia del sorso. Lo Chardonnay Sophie 2011
ha colore carico e profumi esplosivi di fiori di
campo, camomilla, agrumi e scorza di cedro. E’
comunque la bocca a stupire maggiormente.
Praticamente tridimensionale, risulta vibrante,
minerale e di fantastica progressione.

Non si può e non si deve parlare di Pinot
Bianco in Alto Adige (e di grandi vini bianchi in
genere) senza citare la Riserva Vorberg della
Cantina Terlano. Cavallo di razza, capace di
sfidare il tempo e regalare grandi soddisfazioni
in bottiglia, è un modello che va preso a
riferimento e che resta ancora un paradigma
nel suo genere. La bella annata 2010 ci
consegna una versione formidabile, ricca di
profumi eleganti e freschi che spaziano dalla
resina di pino agli agrumi, fino a note di
clorofilla. Denso eppure scattante, ampio ma di
grande profondità, ha una bocca perfetta,
ancora giovanissima ma di grande fascino,
come, peraltro, gli capita assai spesso.

Vendemmia: 2011

Vendemmia: 2011

Proprietà: Erste+Neue

Proprietà: Cantina Produttori

Uvaggio: Sauvignon

San Michele Appiano

Bottiglie prodotte: 10.000

Uvaggio: Sauvignon

Enologo:

Bottiglie prodotte: 145.000

Gerhard Sanin

Enologo:

Prezzo allo scaffale:

Hans Terzer

€ 22,00-24,00

Prezzo allo scaffale:
€ 20,00-22,00

Erste+Neue

San Michele Appiano

Doc Alto Adige Sauvignon Puntay

Doc Alto Adige Sauvignon Sanct
Valentin

Caldaro è una delle “sottozone” più interessanti
dell’Alto Adige enoico. Qui si trova la cantina
Erste+Neue, l’ennesimo, verrebbe da dire,
esempio di eccellenza cooperativa della
regione, che conta su 320 ettari di vigneto e
una produzione complessiva di un milione di
bottiglie all’anno, caratterizzata da una cifra
stilistica tipica e tecnicamente ineccepibile. Il
Sauvignon Puntay, la linea di alta qualità di
questa realtà produttiva, evidenzia un profilo
aromatico pulito e definito, dove i tratti varietali
emergono con grande precisione, quasi
paradigmatica, e sono rifiniti da note intriganti
di ago di pino e resina. In bocca, il vino ha un
buon ritmo e una freschezza decisa che
accompagna il sorso verso un finale ricco e
saporito.

La Cantina Produttori San Michele Appiano
rappresenta uno dei punti di riferimento
dell’enologia altoatesina. Una cantina
cooperativa con pochi eguali in Italia (se non,
probabilmente, tra altre realtà analoghe proprio
dell’Alto Adige) che conta su 370 ettari di
vigneto e oltre due milioni di bottiglie prodotte
all’anno. Un marchio storico ormai affermato e
che ha saputo conquistarsi un posto di primo
attore nella produzione bianchista italiana. Il
Sauvignon Sanct Valentin, protagonista del
nostro assaggio, possiede profumi purissimi,
che anticipano una bocca scattante e saporita,
per un vino davvero di riferimento.

Editoriale
Alto Adige, per favore …

Intanto ci piace cominciare con un
consiglio (non richiesto) ai maitre,
sommelier e manager dei
ristoranti, se non direttamente ai
patron. Una carta dei vini ben fatta
si vede dalle piccole cose e tra
queste la divisione con sezioni
dedicate ad aree vitivinicole che
poco hanno a che fare l’una con
l’altra, è una di quelle che
squalifica la carta stessa. Se
fossimo alle prese con la
definizione di una eno-lista, mai ci
sogneremmo di mettere i vini del
Trentino fianco a fianco a quelli
dell’Alto Adige. Proprio l’Alto
Adige (noi lo chiamiamo così,
anche se le bottiglie vengono
“bollate” Südtirol...) è al centro di
un’altra indagine monografica dei
nostri Quaderni, con un ventaglio
di vini assaggiati che ci fa testare
(seppure in maniera non esaustiva)
uno dei territori più affascinanti
del vino italiano. Certo non è una
nostra scoperta, ormai la regione è
da anni sotto i riflettori,
producendo meravigliosi vini
bianchi, così come rossi originali e
di grande fattura. E sempre di più
sono le zone ad emergere, così
come ampio è il carnet delle
possibilità stilistiche e aziendali:
dalle piccole cantine artigianali
alle ammiraglie cooperative che da
queste parti raggiungono vette
elevatissime. Al di là delle
differenze tuttavia, non possiamo
non parlare di uno stile “Alto
Adige” fatto di purezza espressiva,
precisione tecnica, professionalità
elevatissima e cura maniacale dei
dettagli. Se vi sembra poco …
Buona Lettura
Antonio Boco
Franco Pallini

la Griffe

allo Scaffale

Vendemmia: 2006

Vendemmia: 2011

Vendemmia: 2010

Proprietà: Sandro Chia

Proprietà: Tenuta Kofererhof

Proprietà: Abbazia di Novacella

Uvaggio: Sangiovese

Uvaggio: Pinot Grigio

Uvaggio: Riesling

Bottiglie prodotte: 3.000

Bottiglie prodotte: 6.000

Bottiglie prodotte: 8.000

Enologo: Carlo Ferrini

Enologo: Günther Kerschbaumer

Enologo: Celestino Lucin

Prezzo allo scaffale: €

Prezzo: € 14,00-16,00

Prezzo: € 22,00-24,00

Köfererhof

Abbazia di Novacella

Doc Alto Adige Valle Isarco Pinot
Grigio

Doc Alto Adige Valle Isarco
Riesling Praepositus

Tra le piccole realtà artigianali che più si
sono distinte negli ultimi anni, quella
guidata dal bravissimo Günther
Kerschbaumer merita un posto di
primissimo piano. Giovane, brillante,
maniacale nell’approccio alla vigna e alla
vinificazione, questo vigneron della Valle
Isarco è artefice di vini purissimi, di
grande personalità ed energia. Molte le
varietà lavorate e altrettante le etichette
realizzate, tra cui il Pinot Grigio. Il 2011
ha colore intenso, profumi altrettanto
marcati, con accenni sulfurei di raro
fascino, anche se forse meno sfumati
rispetto ad annate più miti. La bocca è
ricca, densa, di bella acidità e ottima
lunghezza.

Anche se all’Abbazia si produce vino dal
1142, la realtà di Novacella è tra le più
moderne e dinamiche in circolazione, con
molti vini capaci di sbaragliare qualsiasi
concorrenza sul fronte del rapporto
qualità-prezzo (a vari livelli e su differenti
fasce di mercato). Certo non mancano
nemmeno le etichette di punta, di cui la
linea Praepositus è un simbolo affermato
ed estremamente affidabile. Il Riesling
2010 di questa selezione ha profumi
varietali di cedro candito e buccia
d’arancia, con lievi accenni minerali. In
bocca ha un bell’ingresso e prosegue
spedito, anche se forse non tanto
complesso e lungo come ci si
aspetterebbe.

Vendemmia: 2011

Vendemmia: 2010

Proprietà: Cantina Produttori di Caldaro

Proprietà: Cantina Produttori Bolzano

Uvaggio: Pinot Bianco

Uvaggio: Schiava, Lagrein

Bottiglie prodotte: 38.000

Bottiglie prodotte: 100.000

Enologo: Andreas Prast

Enologo: Stefano Filippi

Prezzo: € 9,00-11,00

Prezzo: € 10,00-12,00

95,00-105,00

Castello Romitorio
Docg Brunello di Montalcino
Venticinque
Il Castello Romitorio, posto a nordovest della
collina di Montalcino, è dalla metà degli anni
Ottanta di proprietà dell’artista Sandro Chia,
esponente di spicco della Transavanguardia.
Una realtà produttiva che ha saputo crescere
sia dimensionalmente, oggi gli ettari vitati
sono 25 per una produzione complessiva di
150.000 bottiglie, che in termini di territori
esplorati, visto che Castello Romitorio è
anche proprietaria di un’azienda in
Maremma, Ghiaccioforte, costituita da 11
ettari di vigneto. Nel 2006 nella tenuta di
Montalcino è stata inaugurata la nuova
cantina, edificata ai piedi dell’antico castello,
con una parte completamente interrata. In
questo vero e proprio opificio dal sapore
antico, Sandro Chia ha coniugato il suo
amore per il vino con la passione della sua
vita, l’arte, costituendo una sorta di
atelier/cantina, dove le due arti finiscono per
confondersi e tele e sculture si susseguono
tra le botti per l’invecchiamento del vino. Si
tratta come di una “replica” di quella antica
genialità tutta toscana, scomposta e ardita
allo stesso tempo, di quella atmosfera
leonardesca dove Chia, proprio come il
grande maestro rinascimentale, resta pittore,
scultore, scrittore, architetto e produttore di
vini, conciliando sapere e saper fare. Ma
l’azienda conta anche sull’apporto dei figli
dell’artista, soprattutto di quello di Filippo,
che segue con dedizione e entusiasmo
l'attività dal vigneto fino alla
commercializzazione. Un altro contributo
importante e inedito dell’arte ai vini di
Castello Romitorio risiede poi nelle etichette.
Vere e proprie opere d’arte in miniatura che
l’artista disegna personalmente e che sono
pensate per rendere effettivo il concetto di
arte fruibile a tutti, proprio perché il suo
messaggio si trova in un oggetto, la bottiglia,
destinato ad un pubblico allargato. Il Brunello
di Montalcino Venticinque 2006, oggetto del
nostro assaggio, è un vino generoso, robusto
e di grande estrazione. I profumi sono
caratterizzati da note di spezia, liquirizia e
qualche tocco balsamico, ad accompagnare
un fruttato rigoglioso. In bocca, la trama
tannica è fitta e abbondante e una bella nota
sapida chiude un sorso morbido e
avvolgente.

Cantina Produttori di Caldaro Cantina di Bolzano
Doc Alto Adige Pinot Bianco Vial
Tra le più importanti realtà cooperative
altoatesine, la Cantina dei Produttori di
Caldaro conta oggi su circa 440 soci e
ben 300 ettari di vigne. Il Pinot Bianco
Vial nasce da un piccolo appezzamento
a 500 metri d’altezza, caratterizzato da
terreni argilloso-calcarei. Una sorta di
cru, per intenderci. La vendemmia 2011,
non certo tra le più fresche degli ultimi
anni, ci regala un bianco dai profumi
maturi di pesca, susina e ginestra, non
senza accenni di erbe di montagna a
impreziosirne il profilo, che resta
sostanzialmente fragrante. La bocca è
tesa, di bella verve acida, saporita e dal
finale deciso, a tratti irruento ma sempre
nel solco dell’equilibrio. Un vino che
coniuga anche alla qualità un prezzo
giusto, che, di questi tempi, ne amplifica
il valore.

Doc Alto Adige Santa Maddalena
Classico Huck Am Bach
La storia di questa bella realtà comincia
nel 1930 e vede protagonisti, ai tempi,
diciotto viticoltori di Santa Maddalena,
Santa Giustina e Coste decisi a
valorizzare le proprie uve, in particolare
Schiava e Lagrein, usati per produrre il
vino Santa Maddalena. Oggi l’Huck Am
Bach è un riferimento per la
denominazione e per le varietà
impiegate, costituendo una specie di
tappa obbligata per chi voglia percorrere
l'enologia altoatesina: le uve crescono ad
un’altezza che arriva a 500 metri mentre
il vino matura in botti di rovere. La
versione 2011 ha ancora importanti
profumi vinosi, di fragoline di bosco e
ribes rosso. Gradevole al palato, non è
un mostro di complessità ma vanta
grande piacevolezza e una bevibilità
davvero da primato.

Vintage

Best Buy

Vendemmia: 2000

Vendemmia: 2011

Vendemmia: 2011

Proprietà: Le Macchiole

Proprietà: Cantina Produttori Valle Isarco

Proprietà: Kettmeir

Uvaggio: Cabernet Franc

Uvaggio: Kerner

Uvaggio: Müller Thurgau

Quotazione: € -

Bottiglie prodotte: 15.000

Bottiglie prodotte: 5.000

Enologo: Thomas Dorfmann

Enologo: Josef Romen

Prezzo allo scaffale: € 20,00-22,00

Prezzo allo scaffale: € 14,00-16,00

Cantina Valle Isarco

Kettmeir

Doc Alto Adige Valle Isarco Kerner
Aristos

Doc Alto Adige Müller Thurgau
Athesis

I vignaioli della Valle Isarco godono di
condizioni del tutto particolari date dai
terreni e dal singolare microclima. Le
varietà che allevano sono numerose, una
caratteristica, peraltro, comune a molte
realtà della regione, così come le
sottozone e i livelli di premura,
indispensabili per ottenere le diverse
linee qualitative che compongono la
gerarchia aziendale. Aristos indica uno
dei vertici di questa piramide, e dunque
questo Kerner deve essere considerato
uno dei vini top dell’azienda. L’annata
2011 tuttavia ci consegna un vino meno
seducente del solito, ancora giovane e
non del tutto libero da note di lievito.

Prodotto dalla cantina altoatesina di
proprietà del gruppo Santa Margherita, il
Müller Thurgau Athesis 2011 di Kettmeir
ha in sé il tipico tratto aromatico della
varietà Muller Thurgau, senza subirne gli
eccessi (che a volte regalano vini banali
e ridondanti). Il colore limpido annuncia
un naso ricco di frutta a polpa gialla,
rinfrescato e reso ancor più gradevole da
un bel ventaglio di note di erbe di
montagna. E veniamo al palato, tutto
sommato facile e immediato ma
decisamente gradevole, di buono
sviluppo e dal finale acido, lievemente
amaricante. Vivacità e contrasto ne
amplificano ulteriormente la bevibilità

Vendemmia: 2011

Vendemmia: 2003

Proprietà: Cantina Termeno

Proprietà: Haderburg

Uvaggio: Gewürztraminer

Uvaggio: Chardonnay

Bottiglie prodotte: 70.000

Bottiglie prodotte: 2.500

Enologo: Willi Stürz

Enologo: Alois Ochsenreiter

Prezzo allo scaffale: € 15,00-17,00

Prezzo allo scaffale: € 27,00-29,00

Cantina Termeno

Haderburg

Doc Alto Adige Gewürztraminer
Nussbaumer

Doc Alto Adige Metodo Classico
Brut Hausmannhof Riserva

220 ettari di superficie vitata, un milione
di bottiglie prodotte ogni anno e oltre
trecento soci conferitori, fanno della
Cantina Termeno uno dei punti di
riferimento della produzione enologica
cooperativa dell’Alto Adige. Al di là della
“vulgata” che qui vede il cuore della
coltivazione del Traminer (Tramin è il
nome tedesco di Termeno),
effettivamente proprio in questa realtà si
producono probabilmente i più importanti
vini a base di questo vitigno della zona e
d’Italia, declinati in numerose versioni. Il
Nussbaumer, oggetto del nostro
assaggio, ne è una splendida riprova,
mettendo in evidenza profumi limpidi e
ariosi,e palato scattante e saporito.

E’ dal 1977 che Alois Ochsenreiter ha
convertito la sua tenuta ad azienda
vitivinicola spumantistica. Una scelta che
con il passare del tempo, ha imposto
Haderburg come la migliore realtà di
questo genere, almeno in Alto Adige.
Conduzione delle vigne in regime
biodinamico e scelte di cantina che non
ricorrono ad inutili forzature, sono altri ed
essenziali elementi che caratterizzano lo
stile aziendale, capace di proporre vini
coerenti e per nulla banali. Ne è un buon
esempio questo Brut Hausmannhof
Riserva, dai profumi delicati e
tendenzialmente ossidativi e dal gusto
pieno, grintoso e deciso.

Le Macchiole
Toscana Igt Paleo Rosso
Quella de Le Macchiole è una delle più belle
storie del vino italiano. Un progetto ben
pensato e meglio realizzato, ma anche uno
spaccato paradigmatico di un’Italia del vino
capace di sognare tenendo i piedi ben
piantati per terra. Certo il territorio ha detto e
dice la sua, ovviamente gli spunti dagli altri
non sono mancati, ma non si può non
riconoscere a Eugenio Campolmi e Cinzia
Merli (con la breve esperienza iniziale di
Vittorio Fiore e quella decisiva di Luca
D’Attoma, che dura fino ai nostri giorni) un
saldo di originalità fuori scala. Il Paleo è il
frutto di tutto questo, il fiore più profumato e
colorato dell’azienda. Cambi varietali e
stilistici non ne compromettono la leggibilità,
che nel tempo dimostra di poter essere fatta
con una sola lente. Moltissime le annate
degne di nota, tra cui prendiamo la 2000
come simbolo di un percorso nuovo che
porta all’impiego del solo Cabernet Franc.
Bordolese fino al midollo nei profumi di
edera, ribes e goudron, ha polpa, dolcezza e
tensione, oltre che tessitura avvolgente.
Vivissimo, pare avere davanti a sè ancora
molti anni.

"fermo email"
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Baron Bornemisza, Tokaji 6
Puttonyos 2003
Un vino decisamente originale, molto
ricco sia nei profumi sia in bocca, che,
tuttavia, credo sia da provare. Fa parte
di quei vini cosiddetti da “meditazione”
ma io l’ho apprezzato molto con la
pasticceria secca e anche con del
formaggio. Peccato sia legato alla triste
disputa con il Tocai friulano, che
magari ce lo fa bere con meno
entusiasmo. Non ho faticato molto a
trovarlo in enoteca, infatti è distribuito
da noi da un’azienda italiana, la Tenuta
di Biserno di Lodovico Antinori.
Carlo Ascheri
Enonauta

"l'altro mondo"
Vendemmia: 2009

Parola di enoteca
Cosa vende

Proprietà: Krisztián Sauska
Uvaggio: Kékfrankos
Bottiglie prodotte: 3.000
Prezzo allo scaffale: €

L’Enoteca Valentini (Strada do Ruf de Antermont, 2 - Canazei (Trento); tel. 0462601134;
www.enotecavalentini.com) offre una buona selezione di vini del territorio e dal resto d’Italia,
e una mirata selezione di Champagne, oltre a una ottima selezione dei prodotti tipici
dell’enogastronomia della Val di Fassa:

10,00-13,00

Simoncelli, Trentino Marzemino 2011 - € 7,80
Il vitigno che piaceva a Mozart in una declinazione efficace e convincente
Pieropan, Soave Classico 2010 - € 9,80
Forse il Soave più classico che si possa assaggiare

Krisztián Sauska
Kékfrankos Villány
L’Ungheria enoica ci è nota soprattutto per la
produzione del Tokaji, ma, in realtà, specie
nel recente passato, in questa nazione da
poco entrata nella Comunità europea si sono
fatti passi da gigante in tutte le direzioni
enologiche, per così dire e, non di rado,
anche grazie al contributo del know-how
italiano. Ed ecco che accanto ad una
produzione che resta prevalentemente
bianchista, si sta piano piano affermando
anche quella rossista. In zone di produzione,
per esempio, come quelle a sud del Paese,
Alföld, Szekszárd e Villány-Siklós. E proprio
da quest’ultima proviene il vino oggetto del
nostro assaggio. Ottenuto da uve Kékfrankos
(nome con cui è noto il Blaufränkisch, vitigno
di origine austriaca), questo rosso è affinato
in legno piccolo sia nuovo che di secondo
passaggio. Il risultato è un prodotto dai
profumi ben assestati, tendenzialmente
freschi e di ottima pulizia. Certo, non pare un
vino capace di esprimere grande
complessità, ma in bocca trova senza dubbio
il suo punto di forza, evidenziando una
grande bevibilità e piacevolezza.

Masciarelli, Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo 2009 - € 9,80
Un rosato dalla bevibilità superiore che non delude mai
Abbazia di Novacella, Alto Adige Sylvaner 2011 - € 10,40
Un vitigno teutonico per un vino fine e delicato
Mastroberardino, Fiano d’Avellino 2006 - € 12,40
Un vino bianco del sud capace di complessità superiori
Pojer & Sandri, Trentino Pinot Nero 2011 - € 12,60
Interpretazione di buon livello di uno dei vitigni più difficili da coltivare
Bucci, Verdicchio dei Castelli di Jesi 2010 - € 12,80
Un bianco scattante, fresco e mai banale
Kuenhof, Alto Adige Veltliner 2001 - € 13,90
Un altro vitigno teutonico intrigante e appagante
Guado al Tasso, Bolgheri Il Bruciato 2009 - € 18,50
Una solida sicurezza l’entry level bolgherese di Antinori
Planeta, Cometa Bianco 2007 - € 21,50
Un vino dal classico stile Planeta: piacevole, immediato e appagante

Cosa consiglia
Ed ecco una selezione del meglio dell’Enoteca Valentini:
Giacomo Conterno, Barolo Cascina Francia 2006 - € 98,00
Un vero e proprio classico che non deve mancare nell’enoteca degli enoappassionato
Egly-Ouriet, Champagne Brut Tradition - € 63,00
Probabilmente il più importante piccolo produttore della Champagne
Bollinger, Champagne Special Cuvée - € 58,00
Una sicurezza inossidabile e una delle etichette di riferimento del panorama della Champagne
Allegrini, Amarone della Valpolicella 2007 - € 58,00
Un vino ricco e generoso come solo questa tipologia sa offrire
Antinori, Tignanello 2008 - € 56,80
Un classico dell’enologia toscana e un simbolo dell’Italia enoica nel mondo
Argiolas, Turriga 2006 - € 55,00
Mediterraneo e affascinante come la terra da cui proviene
Caprai, Montefalco Sagrantino 25 Anni 2005 - € 49,00
Un vino intenso e complesso, che il tempo fa ancora più importante
Negri, Valtellina Sfurzat 5 Stelle 2007 - € 49,00
Nebbiolo d’alta quota dai tratti tipici e caratteriali
Foradori, Granato 2009 - € 42,50
E’ uno dei simboli dell’enologia trentina capace di valorizzare il vitigno Teroldego come nessun altro
Tenuta San Leonardo, San Leonardo 2006 - € 42,50
Più che un taglio bordolese all’italiana è un vero e proprio bordolese

"Spuntature"

Parola di ristorante

Ottobre
Il ristorante “Da Claudio” (via XXV aprile 37 - Bergeggi (Savona); tel. 019859750;

Se ottobre non è più il mese per eccellenza
della vendemmia a causa dell’anticipo sempre
più marcato delle operazioni di raccolta, resta
pur sempre un mese importante per il mondo
del vino tricolore. Escono i risultati delle guide,
si susseguono le presentazioni delle stesse,
insomma si fa una specie di bilancio in termini
di premi e prestazioni gustative. Un rito che, a
ben guardare, risulta un po’ logoro, anche se
non sembra ancora giunto al suo definitivo
epilogo. Certo è che quei vini che tanto o poco
fanno discutere rappresentano soltanto la
punta dell’iceberg produttivo dello Stivale.
Infatti, proprio sotto ad un immaginifico livello
del mare, si nasconde un enorme blocco di
ghiaccio che racchiude il “grosso” della
produzione vinicola italiana. Etichette che mai
arriveranno nelle batterie dei vini che finiscono
sulle guide, marchi completamente sconosciuti
ai più qui in Italia e intere gamme di prodotti
che le stesse aziende “guidarole” preferiscono
lasciare “anonime”. Sono, in generale, proprio
queste le etichette maggiormente esportate, se
non altro per il loro peso specifico in termini
quantitativi, e quelle che alla fine
rappresentano effettivamente il made in Italy in
giro per il mondo. Nessuno se ne preoccupa
più di tanto, mentre, da più parti, risuona il
monito di una insufficiente capacità di
internazionalizzazione delle etichette tricolori.
Ma, a questo punto, vale la pena di farsi una
domanda: di quale vino italiano stiamo
parlando?

Non solo vino
Romaniae Terrae
Salame di Romagna
L’azienda nasce alla metà degli
anni Ottanta e vanta una rigorosa
selezione di materie prime, oltre
che tecniche tradizionali ad alto
tasso di artigianalità. L’amore per
il territorio romagnolo porta
Romaniae Terrae
(www.romaniaeterrae.com), nel
tempo, a realizzare alcuni
straordinari prodotti che
affondano le proprie radici nel
tessuto della regione. Dalla
piadina ai formaggi, passando
per paste, conserve, dolci e
ovviamente salumi. Tra questi il
Salame di Romagna conservato
in un involucro di cera d’api,
recupero di un’antica tradizione
benedettina. Ha sapore netto ma
delicato, distinto dal connubio tra
pepe bianco e nero.

www.hotelclaudio.it) si trova in uno degli angoli più belli della Liguria, come “sospeso” tra
terra e mare. Ma è soprattutto da questo secondo elemento che trae la materia prima che
declina in piatti armonici e decisamente ben fatti, frutto di un mix tra tradizione e ricerca
culinaria di assoluto equilibrio. Il patron e chef del locale, Claudio Pasquarelli, ha scritto una
trilogia di libri dedicati al principale giacimento gastronomico a sua disposizione: il mare.
Cominciando con un volume dedicato ai crostacei, con svariate ricette che rappresentano in
pieno il suo inconfondibile stile, passando ai pesci, in un secondo libro, la categoria
principe, la più ricca e la più variegata ed infine, scrivendo un testo dedicato ai molluschi,
dove la filosofia rimane la stessa: manipolare il meno possibile gli ingredienti primi, a
maggior ragione se si tratta dei delicatissimi frutti di mare. Tra i piatti più intriganti il bouquet
di crostacei agli agrumi del Mediterraneo, il fritto di pesci e crostacei del Mar Ligure, la
zuppa di pesce sfilettata e servita nella pietra ollare e il tonno nostrano avvolto in semi di
papavero. Carta de vini equilibrata con un occhio di riguardo alla Champagne.

La top five di “Da Claudio”
Jacquart, Champagne Brut Millesimé - € 90,00
Bellavista, Franciacorta Gran Cuvée Rosé 2006 - € 50,00
Pio Cesare, Barolo 2007 - € 60,00
Paul Bara, Champagne Special Club 2000 - € 100,00
Anfossi, Riviera Ligure Vermentino 2011 - € 20,00

I tre vini del cuore di...
Michele Cucuzza
Figlio di Salvatore Cucuzza Silvestri, vulcanologo di fama internazionale e docente
all’Università di Catania, nasce nel 1952. Dopo la laurea in lettere, inizia come giornalista in
Sicilia nel quotidiano Catania Sera. Trasferitosi a Milano nel 1973, ha collaborato con il
quotidiano milanese Il Giorno e nel 1976 fonda Radio Popolare. Nel 1983 ha iniziato a
collaborare con la Rai, sempre a Milano. Chiamato a Roma, nel 1988, dal Tg2, ne è
conduttore fino al 1998. Dal 1998 al 2008 ha condotto La vita in diretta, su Rai Uno. Dal
settembre del 2008 al maggio 2011, ha guidato Uno Mattina, su Rai Uno. Dal 2010 è
protagonista del rotocalco radiofonico di attualità Radio2 days. Attualmente è editorialista del
quotidiano il Corriere dell’Umbria. Collabora con la rivista culturale online Totalità.it e tiene una
rubrica di interviste a personaggi della cronaca su Diva&Donna.

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