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VIAGGIO A

CAPONORD

2° giorno: 11 giugno 2007
Tortona (Italia) – Francoforte (Germania). Km. 800
Mi sveglio alle 6,15 consapevole del lungo viaggio che mi aspetta oggi, ed infinitamente carico di
entusiasmo. Il tempo è buono. Superata Milano, con il suo immancabile traffico, mi fiondo subito in
direzione Como – Chiasso – SVIZZERA. Dopo l’emozionante momento del passaggio del Valico
Turistico di Brogeda, che segna il transito dall’Italia alla Svizzera (il tutto accompagnato
dall’acquisto “obbligatorio” del bollino di € 30,00 per il pagamento delle autostrade svizzere),
seguo le indicazioni per il traforo del San Gottardo, che peraltro si rivela esattamente come me lo
avevano descritto: un tunnel lungo 17 Km, con un caldo infernale all’interno. Superato il tunnel, ci
si trova dall’altra parte delle Alpi, nella vera Svizzera. Effettivamente noto che il clima è
radicalmente cambiato, la temperatura è più bassa e, con un eroico spirito d’avventura, prendo atto
del fatto che sta per venire giù una bella pioggia. Sarà una pioggia che mi accompagnerà tutto il
giorno. La prima tappa di oggi è Zurigo, cittadina raffinata e incredibilmente pulita: non si riesce a
distinguere il centro città dalla periferia, qui è tutto elegante. Proseguo verso Basel: da qui ci si
immette nell’incredibile autostrada tedesca che consente di attraversare interamente tutta la
Germania ed addirittura proseguire in Danimarca fino al bivio per Copenaghen, senza svoltare mai
(il tutto senza grossi problemi di limiti di velocità). Unico inconveniente: la pioggia. In corsia di
emergenza, fermo per il necessario cambio dei guanti in pelle, con quelli in gore-tex resistenti
all’acqua, mi faccio prendere da uno di quegli attimi di nervosismo cui un motociclista non
dovrebbe mai cedere, mi appoggio bruscamente alla moto ferma su un cavalletto precario che ho
dimenticato di regolare prima della partenza, ed in un battibaleno me la ritrovo a terra. Risultato:
leva frizione e freccia sx rotte. Ma non sono questi i problemi. A proposito, mentre tento di rialzare
i 200 Kg. di moto da terra, noto che nessun simpatico tedesco ha l’accortezza di fermarsi per offrire
il suo aiuto. Solo dopo alcuni minuti, quando la moto è già in piedi, vedo fermarsi un furgone
bianco, un tipo scende dicendomi “Uagliò, hai bisogno di aiuto ?” Era un ragazzo di Avellino
emigrato un Germania. Quanto è piccolo il mondo !
Intorno alle 20,00 giungo a Francoforte, un singolare mix fra il classico stile tedesco del centro
storico con le inconfondibili birrerie ed i palazzi con i tetti a punta, e il modernissimo quartiere
direzionale degli affari con i palazzi in vetro.