File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



pagina 18mar2013 .pdf


Nome del file originale: pagina 18mar2013.pdf
Titolo: Automotori-Pagine aperte-1803-NZ-AUT-44 (Page 44 - 45)

Questo documento in formato PDF 1.2 è stato generato da QuarkXPress(R) for Windows 4.11 / Acrobat Distiller 4.05 for Windows, ed è stato inviato su file-pdf.it il 18/03/2013 alle 15:47, dall'indirizzo IP 213.92.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1035 volte.
Dimensione del file: 300 KB (1 pagina).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


la Repubblica
LUNEDÌ 18 MARZO 2013

■ 44

la Repubblica

R2AUTOMOTORI

L’intervista
DAL NOSTRO INVIATO
VALERIO BERRUTI
GINEVRA
a Punto? Mai più
come prima. La nuova Fiat ora scommette su Panda e
500 che da piccole potrebbero diventare
sempre più grandi,
modificarsi, allargarsi
andando a coprire
spazi lasciati liberi
dall’uscita di produzione di vecchi modelli.
Sarà questa la nuova
strategia per l’Europa,
profondamente diversa
da quella adottata per il
Brasile dove la casa torinese è
leader di mercato con modelli
come la Palio e la Uno. Ma anche
da quella scelta per il mercato cinese ancora agli albori o per
quello Usa che invece sta decollando, forse più vicino ai gusti e le
passioni del vecchio continente.
Dietro a tutto questo c’è un
grande rimescolamento di idee,
un rovesciamento di prospettive
sui modelli e la loro funzione.
Quello che ieri era scontato, all’improvviso viene messo in discussione. Bisogna cambiare,
capire, leggere i diversi mercati.
Pensare globalmente ma agire
localmente. Perché sbagliare oggi non è più pensabile. Perché la
strada dei costruttori generalisti
è sbarrata da nuove mode e modi di intendere l’automobile.
Sempre più diversa, mai banale e
almeno in Europa condannata a
vivere fuori dai soliti schemi. Insomma, dalle solite berline.
Chi sta pensando a questa piccola rivoluzione? Chi, oltre Sergio Marchionne, c’è dietro a questa nuova fase della Fiat? Il traghettatore si chiama Olivier
Francois, è il capo del marchio e
responsabile del marketing di
tutto il gruppo Fiat-Chrysler. Ma
è anche l’unico superstite di
quelli che all’inizio (2004) furono
chiamati i «Marchionne boys»
(gli altri erano Luca De Meo ora a
capo di vendite e marketing dell’Audi e Antonio Baravalle attualmente ad della Lavazza).
Sul cambiamento e la nuova
immagine di Fiat Francois ha le
idee piuttosto chiare: «Oggi Fiat
vuol dire impegno e responsabilità di fronte al paese. È più di un
marchio automobilistico, è un’icona. Ma è anche la testimonianza di una storia che ci porta sempre a inventare una seconda volta un marchio e riconciliarlo con
le attese del pubblico italiano. È
un brand positivo, intelligente
per concezione, originale per attitudine e adatto a tutti».
Sembrano slogan, cerchiamo
di essere più concreti.
«Allora partiamo dalla constatazione che Fiat è finalmente un
costruttore globale. Leader in
Sudamerica dove vende un milione di auto. Leader per crescita
in Nordamerica e pronto a dire la
sua in Cina dove è appena sbarcato».
Certo ma torniamo all’Italia,
cosa intende quando dice che
avete una responsabilità verso il
paese?
«Vuol dire innanzitutto produrre auto ben fatte che non si
comprano solo per il prezzo ma
anche per l’orgoglio di possederle. Stiamo facendo di Fiat un
grande marchio di esportazione
per assicurare i volumi ma che sia
anche il miglior ambasciatore
del made in Italy nel mondo».
E come la mettiamo con i modelli? Ultimamente siete rimasti
un po’ indietro.
«Cerchiamo di fare nuove auto tenendo sempre presente due
elementi fondamentali del Dna

Il successo delle due citycar ha cambiato i
programmi del Lingotto per Europa e America e
rilanciato il made in Italy. “Un’idea vincente che siamo
pronti ad esportare su nuove auto”. Le strategie di prodotto
del capo del marchio torinese per i prossimi due anni

Fiat

L

Il marketing

È da tempo che l’auto
gioca trasversalmente
Non si compra più in
base al prezzo ma
contano emozione
piacere e funzionalità

Fiat500e

Pandone o 500X, eredi della berlina
Francois: “Ecco i modelli che verranno”
Due vetture, anche
se dai grandi numeri
da sole non bastano
ma ci indicano la
strada e su di loro
costruiamo il futuro
Le vendite

La 500 è un successo
in Italia ma anche il
modello più esportato
del gruppo: 50 mila
unità negli Usa con
una crescita del 131%

c’è la 500 che è il vestito di Gucci
o Armani. Un modello più aspirazionale.
Bastano questi due modelli
soltanto?
«Sono due auto di grande successo che naturalmente da sole
non bastano. Ma ci indicano la
strada e su di loro stiamo costruendo il futuro».
Ovvero?
«La Panda è leader in Europa
nel suo segmento. Quindi rappresenta la risposta positiva del
mercato. La 500, invece, è un
grande successo in Italia ma anche all’estero che rappresenta

Fiat500 L Trekking

l’80 per cento delle vendite diventando così il modello più
esportato del gruppo: negli Usa
le consegne hanno raggiunto le
50 mila unità riuscendo a fare, in
un anno e mezzo, quello che la
Mini ha raggiunto in sette e la Kia
in cinque. Tutto questo ci ha fatto diventare il marchio numero
uno in quanto a crescita con il
121% in più rispetto all’anno passato.
Quindi?
«Applichiamo la nostra filosofia di prodotto su questi modelli
ma non vuol dire che ci accontentiamo. Tutt’altro. Questi modelli appar-

tengono al segmento A che è
importante ma non è l’unico:
fa circa il 20 per cento del mercato, è molto competitivo ma
nello stesso tempo non offre
grandi margini di guadagno».
Appunto, negli altri segmenti
non siete certo così forti. O almeno non lo siete più.
«Ci prepariamo a tornare anche nel B, storico punto di forza di
Fiat e anche nel C. E Siccome siamo un marchio generalista vorremmo anche essere in quelli

IL MANAGER
Olivier Francois, capo
del marchio Fiat e del
marketing del gruppo

PER SAPERNE DI PIÙ
www.fiat.com
www.coppadorodelledolomiti.eu

186.000

Le immatricolazione della Panda,
n° 1 nel segmento A e una quota
del 15,7%

“periferici” con auto più grandi».
Partiamo dal B, allora. Non
tanto tempo fa eravate leader
oltre
con la Punto proprio in questo
Le immatricolazioni della Fiat 500 segmento. E ora?
e una quota del 12,4%.
«Ora la Punto è una macchina
In UK le vendite del 2012
valida
ma più ispirata e omologarispetto al 2011 sono incrementate
ta alla concorrenza che alla nodel 33,4%.
stra idea di prodotto vincente».
Ad inizio 2013 è leader
di segmento in UK e Spagna
E allora come vede la Punto
del futuro?
Nord America 2012
«Ispirata alla Panda o alla 500.
In ogni caso a un modello dallo
più di
stile italiano, dal carattere forte,
Le Fiat 500 vendute
pari al +90% rispetto al 2011
capace di reinventare i canoni
(85.000 Fiat 500 vendute
funzionali del segmento».
in Nord America dalla sua
Quindi una specie di “Pandointroduzione nel 2011 ad oggi).
ne”?
«Perché no. Ma non è escluso
nemmeno un altro modello con
Il numero raggiunto
un approccio ispirato alla 500. In
a novembre scorso
una visione futura che significa
di unità prodotte di Fiat 500.
2014-2015, esporteremo il sucÈ attualmente commercializzata
cesso di questi due prodotti, soin 100 Paesi nel mondo
prattutto della loro filosofia vincente, nei segmenti B e C. Operacirca
zione che ci permetterà anche di
Le Panda vendute dalla sua
generare margini che sono l’uniintroduzione nel 1980 ad oggi.
ca garanzia per costruire il futuro
Attualmente in Europa circolano
3,5 milioni di Panda
del marchio».
Insomma, estenderete l’operazione 500 L?
«La 500 L è un esempio di acLe vetture vendute nel mondo
quisto funzionale ma anche lenel corso del 2012 dal brand Fiat
(pari a quanto consuntivato
gato all’aspirazione, al desiderio
nel 2011)
di possedere un’auto che piace.
Per noi è stata una prova generale che ha avuto immediatamente
successo. I clienti che l’hanno ordinata vengono da entrambi i
segmenti B e C. Visti i risultati il
prossimo modello del segmento
C potrebbe essere proprio quella
500X che abbiamo mostrato in
forma di concept. Ma anche un
nuovo “Pandone”: al momento
stiamo ancora valutando quale
delle due formule può essere la
più idonea».
Detto questo non le sembra il
momento di scrollarsi di dosso
questa divisione per segmenti
che francamente è un po’ vecchia?
«È una divisione assolutamente superata. Questi sono anni in cui l’auto gioca trasversalmente. Dove contano l’emozione, il piacere e la funzione. Perché le auto non si comprano più
solo in base ad una proposta economica. E questo l’abbiamo capito grazie al successo delle nostre Panda e 500».
Morale?
«Non possiamo più affrontare
il mercato buttandoci nella mischia pensando di vincere sui costi di produzione. Pregiudicherebbe il futuro che deve essere
costruito per finanziare lo sviluppo. Noi dobbiamo vendere la
nostra identità di marchio, trasversale ed esclusiva».

50.000

1.000.000

uella per le auto storiche
è una passione che accomuna molti italiani, non
da ultimo Giovanni Malagò. Al punto che il nuovo presidente del Coni ha voluto riservare
una delle sue prime uscite ufficiali ad un evento a loro dedicato: la
presentazione della Coppa D’Oro
delle Dolomiti che si è tenuta nella sede romana dell’Aci alla presenza del padrone di casa, il presidente Angelo Sticchi Damiani. È
stato lo stesso Malagò a chiarire il
motivo della sua visita: «difficilmente troverete al vertice dello
sport italiano uno che abbia nel
dna l’automobilismo quanto me,
perché vengo da una famiglia di
collezionisti di auto storiche e sono un grande appassionato».
Un gesto naturale, dunque,

quasi doveroso, quello di aprire
ufficialmente le iscrizioni (che si
chiuderanno il 25 maggio) alla
nuova edizione della rievocazione
di una “classica” come la Coppa
D’Oro, che è stata inserita nel calendario degli eventi internazionali FIA di regolarità per auto d’epoca e andrà in scena dal 28 agosto
al 1 settembre. L’ambientazione è

di quelle suggestive, visto che il
percorso si snoderà attraverso regioni come Veneto e Trentino Alto
Adige e la gara vedrà i suoi momenti clou in location speciali come Cortina D’Ampezzo e Merano.
Non bisogna dimenticare, infatti,
che le Dolomiti nel giugno del
2009 sono state dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Quanto alla gara vera e propria,
potranno prendervi parte 180 vetture, rigorosamente costruite prima del 1961. Anche se gli organizzatori, guidati da Alessandro Casali, hanno previsto una categoria
speciale riservata a quelle con data di costruzione compresa tra il
1962 ed il 1965, purché si tratti di
modelli particolarmente rari o dal
passato agonistico illustre. Magari simile a quelli che dal 1947 al
1956 si davano battaglia durante le
edizioni “originali” della Coppa
D’Oro delle Dolomiti, che vide
trionfare quasi sempre vetture italiane: Alfa Romeo, Maserati, Lancia e Ferrari. Solo una volta, nel
1955, la vittoria fu di uno straniero:
Olivier Gendebien, che trionfò su
una Mercedes SL 300 Ali di Gabbiano. Che rimane sempre un bel
vedere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La prova

6.900.000

© RIPRODUZIONE RISERVATA

■ 45

Il ritorno della Coppa d’oro
Q
MARCO SCAFATI

Europa 2012

1.481.679

FiatPanda

Fiat: le soluzioni geniali che aiutano nel loro utilizzo quotidiano
e il design italiano con la sua bellezza formale».
D’accordo ma facciamo qualche esempio.
«La prima soluzione geniale è
la Panda. Come filosofia di prodotto, per funzione e spazio. C’è
tutto dentro tre metri e 65. Sorprendente anche per l’utilizzo.
Per esempio, è un modello vendibile a qualsiasi target di pubblico, dalla 900 Twinair alla 4x4. E
proprio come all’inizio continua
ad essere il nostro paio di jeans.
Trasversale, cool, democratica
nel senso che può essere
esclusiva e cara ma
anche un’auto per
tutti».
E dopo?
«Dopo

I numeri

146.000

Punto
e a capo

Lo scenario

@

LUNEDÌ 18 MARZO 2013

Coupé a 4 porte con la coda
CLA, ultima idea Mercedes
Weber: “Niente di simile sui mercati globali”
FRANCESCO PATERNÒ
oupé quattro porte più
una coda. Un’insensatezza, se si guardano i
libri di storia e un passato che non tornerà. La nuova
Mercedes CLA che ha debuttato
in anteprima mondiale al salone di Ginevra è in effetti un concetto dei nostri tempi, né di destra né di sinistra come si direbbe in altra sede, ma di cambiamento rispetto a regole che notoriamente sono fatte per essere trasgredite.
Un concetto che parla con
un’altra lingua ai consumatori
che ancora se lo possono permettere: buongiorno, se volete
un’auto dal design aggressivo e
interni sportivi e volete portarvi
bagagli e far sedere dietro figli o
amici senza che siano dei contorsionisti, qui a Stoccarda abbiamo la macchina che fa per

C

È lunga 4 metri
e 63 (31 in meno
della CLS)
Il listino parte
da 30 mila euro
voi. Coupé quattro porte più
una coda.
«Quest’auto è diversa da tutto quello che si trova oggi sui
mercati globali», dice Thomas
Weber, membro del board
Daimler e capo della ricerca e
sviluppo. Vero, competitor dirette non ce ne sono, tant’è che
l’obiettivo è pescare clienti
ovunque, compresi gli amanti
delle berline sportiveggianti come la Bmw Serie 3 e insieme evitando che la casalinga Classe C
(pure di altro target) possa essere cannibalizzata.
La Mercedes studia da almeno dieci anni questo nuovo concetto. La CLA, lunga 4 metri e 63
centimetri e con un coefficiente
aerodinamico record di 0,22,
segue la strada tracciata nel
2003 dalla CLS, più lunga di 31
centimetri. In questo caso coupettone quattro porte e quattro

Il pianale della Classe A
La CLA nasce sulla piattaforma modulare della nuova
fortunata Classe A. Un pianale importante perché sopra
nasce anche la Classe B, mentre in aprile al salone di
Shanghai sarà la volta del prototipo crossover, la GLA
e probabilmente alla fine del 2014 la non smentita
versione familiare Shooting Brake
posti, contro i cinque della CLA.
Alla sorellona restano i motori 6
cilindri, per la sorellina solo 4 cilindri pronti per l’omologazione euro 6, tre benzina e due turbodiesel. Tre allestimenti, in listino anche la versione 4 Matic
(trazione integrale quando serve), prezzi a partire da 29.900
euro. Ma per i due turbodiesel
200 e 220 sono da mettere in

conto tra i 33.400 e i 38.600 euro.
La CLA nasce sulla piattaforma modulare della nuova fortunata Classe A, cui sempre Weber e compagni hanno fatto fare un test dell’alce per cappottare l’immagine della precedente
monovolume in una berlina
due volumi sportiva. Un pianale importante, perché sopra nasce anche la Classe B, in aprile al

Affari & Finanza

Da Giugiaro a Ducati
quanta Italia nell’Audi
PRESENTATO il bilancio del
gruppo di Ingolstadt con i
soliti numeri record ma il vero show è quello di Lamborghini, Italdesign di Giugiaro
e Ducati. Luca De Meo:
«Fanno parte di una strategia di ricerca e sviluppo delle eccellenze di cui sono portatrici».

salone di Shanghai sarà la volta
del prototipo crossover, la GLA
(parola di Weber) e probabilmente alla fine del 2014 la non
smentita versione Shooting
Brake sempre sulla scia della
CLS, cioè la versione familiare
ma ancora una volta bassa e filante come le auto che vanno di
fretta.
All’interno, il nuovo modello
di Stoccarda ha plancia alta su
cui svetta lo schermo del navigatore dalla forma di un tablet
(non touch, però, una contraddizione), piano seduta basso
come si conviene a una coupé,
poco spazio per la testa per chi
siede dietro perché il tetto è discendente (occhio a urtarlo
quando si entra) e bagagliaio
con capacità dichiarata di 450
litri, di serie per tutte le versioni
la telecamera posteriore (menomale perché si vede pochino). La 220 CDI con 170 cavalli
va come le ultime migliori Mercedes: sterzo preciso e sempre
con il giusto carico, assetto che
dà sicurezza, comfort di ottimo
livello (di serie cerchi non esagerati da 17 pollici), elettronica
abbondante a sorvegliare eccessi di guida, cambio a sei marce manuale o il 7 rapporti doppia frizione, che conferma di
non essere veloce come una fucilata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Anteprima del documento pagina 18mar2013.pdf - pagina 1/1

Documenti correlati


Documento PDF ilfilorosso recensioni
Documento PDF il piu grande crimine
Documento PDF martin mystere the secret book of glamour 2
Documento PDF odierna 1
Documento PDF professione graphic designer
Documento PDF corsi ginnastica ritmica per adulti in italia


Parole chiave correlate