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Memoria politica barca.pdf


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quello della crisi della politica, vetrina dove sono in mostra manichini e prodotti dell’“offerta
politica”, nefasta influenza dell’economia sulla politica. È un partito palestra che offre lo spazio
per la mobilitazione cognitiva, per confrontare molteplici e limitate conoscenze, imparare
ognuno qualcosa, confrontare errori, cambiare posizione, costruire assieme soluzioni innovative
per stare meglio e gli strumenti e le idee per farle vincere; e permettere così anche che dal
confronto collettivo si profili e vada emergendo un avvenire più bello per i nostri pronipoti con
tratti che oggi non possiamo anticipare.

Se la sinistra costruirà questo partito, muovendo dai partiti che esistono, segnatamente dal
Partito democratico, dalle esperienze in corso, dalle strutture territoriali che tentano già oggi di
operare nel nuovo modo, le forze politiche che si raccolgono attorno a culture e convincimenti
diversi saranno spinte a rinnovarsi anche esse, dando vita a una sfida alta, necessaria al rilancio
del paese.

Né corpi intermedi della società rappresentativi di interessi del lavoro, o dell’impegno civile, pur
fondamentali, né la Rete (il web, internet), pure piattaforma potente dello sperimentalismo
democratico, possono sostituire i partiti come interfaccia fra società e governo della cosa
pubblica. Sono le idee e le soluzioni innovative maturate dal confronto, necessariamente teso e
problematico, di individui con interessi, conoscenze e valori diversi che possono alimentare e
sospingere la macchina dello Stato nella direzione richiesta dallo sperimentalismo.

Partito che muova i sentimenti e si separi dallo Stato
Il partito nuovo di sinistra disegnato su queste basi deve prima di tutto contare su alcuni
convincimenti generali condivisi e su una visione di lungo periodo per l’Italia e per l’Europa:
per la forza attrattiva e la carica simbolica che ne derivano e per disporre di un linguaggio e di
criteri con cui assumere decisioni all’interno e dialogare con l’esterno. Cosa intenda per quei
convincimenti, in tema di giustizia, diritti e doveri, cultura, lavoro, beni pubblici e governo
dell’economia, mi arrischio a renderlo esplicito nell’esercizio di scrittura dell’Addendum. Su
queste basi, il partito potrà mobilitare e produrre conoscenze sulle azioni pubbliche che sono
necessarie per soddisfare i bisogni e le aspirazioni di noi cittadini, costruendo uno spazio
avvincente di confronto pubblico informato, acceso e ragionevole. Che sia interessante per, e
aperto al contributo di, individui e associazioni genuinamente e testardamente indipendenti. E
che risponda così a una domanda di impegno per obiettivi collettivi che non trova oggi adeguata
soddisfazione.
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