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normativa per professionist .pdf


Nome del file originale: normativa per professionist.pdf
Titolo: 36

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Il Sole 24 Ore
Lunedì 6 Maggio 2013

2

Il Sole 24 Ore
Lunedì 6 Maggio 2013

IL PROBLEMA DELLA SETTIMANA

Figurein viadi inquadramento

3

IL SEGMENTO INTERESSATO

UNO STRUMENTO DI TUTELA

L’elenco comprende, tra gli altri, amministratori di condominio,
tributaristi e consulenti in campo legale, fiscale e aziendale

In ogni documento scritto e in ogni rapporto con i committenti
va evidenziato il riferimento alla nuova normativa

CORBIS

Senz’albo ma con una legge

La 4/2013 fissa le regole per i professionisti «non organizzati»
rofessioni non organizzate, ovvero, come si
suol dire, «senza albo».
A regolamentarle per la prima volta in materia organica
èstata la legge 4del 14 gennaio 2013, che è entrata in vigore lo scorso 11 febbraio 2013.
E, tanto per cominciare, vale
la pena di effettuare una distinzione per capire a chi si
applica la nuova normativa.

espressamente, all’articolo 1,
che le nuove regole non riguardano neppure gli esercenti professioni sanitarie e
attività e mestieri artigianali,
commerciali e di pubblico
esercizio, in quanto anche
per questi esistono già specifiche normative. La disciplinanondovrebbe,perciò,trovare applicazione neppure
nei confronti degli iscritti ai
cosiddetti "ordini di categoria" o albi tenuti dalle Camere di commercio.

Chi è «fuori»

Chi è «dentro»

È innanzitutto necessario
escludere dall’ambito di applicazione tutte le professioni il cui esercizio presuppone l’iscrizione a un ordine o
uncollegioprofessionale,come avvocati, dottori commercialisti ed esperti contabili,consulenti dellavoro,geometri. Costoro potranno
continuare a svolgere, senza
dover sottostare alle indicazioni di cui alla legge 4/2013,
anche le attività non esclusive su cui hanno competenza
in ragione dell’esercizio delleattività alororiservate dalla legge.
Si pensi, per esempio, all’attività di amministratore
di condominio esercitata da
un avvocato o un commercialista. Tali professionisti,
iscritti a un albo, hanno già
da tempo una disciplina che
regolamenta i vari aspetti
dell’attività professionale,
comei requisitiper l’iscrizione all’albo stesso e, quindi,
per l’esercizio della professione,leincompatibilità,idoveri deontologici, gli aspetti
previdenziali, gli oneri fiscali e tutto ciò che serve a tutelare i clienti.
La legge 4/2013 stabilisce

Lanuovanormativasipropone, in sostanza, di dare un inquadramento all’attività di
quei professionisti, sempre
più numerosi, che non sono
inquadrati in ordini o collegi
e che svolgono attività spesso molto rilevanti in campo
economico, consistenti nella prestazioni di servizi o di
opereafavorediterzi,esercitateabitualmenteeprevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con
il concorso di questo.
Ci si riferisce, in particolare,ai tributaristi,aiconsulenti fiscali, agli amministratori
di condominio, agli urbanisti, ai consulenti legali in materia stragiudiziale, e a chi si
occupa ditenuta della contabilità, dichiarazione dei redditi, imposizione fiscale, ai
consulenti aziendali, che
non siano già iscritti a un albo o collegio professionale.
A queste figure professionali viene imposto di evidenziare, in ogni documento e rapporto scritto con il
cliente, il riferimento alla
legge 4/2013, che risulta applicabile proprio per la tutela della clientela e della fiducia che essa ripone nel pro-

PAGINE A CURA DI
Alessandra Pacchioni

P

fessionista. Qualora questa
disposizione non venga rispettata, il professionista è
sanzionabile ai sensi del Codice del consumo, Dlgs
206/2005, in quanto «responsabile» di una pratica
commerciale scorretta nei
confronti del consumatore,
con una sanzione amministrativa pecuniaria che va
da 5mila a 500mila euro, secondo la gravità e la durata
della violazione. Ora, seppure si ritenga alquanto improbabile che si possa arrivare all’applicazione del
massimo della pena, anche

IL QUESITO

A quali figure risulta
applicabile la legge 4 del
14 gennaio scorso, in
materia di «Professioni
non organizzate»? Quale
tipo di adempimenti essa
richiede ai professionisti
interessati, per quanto
riguarda, ad esempio, il
dovere di formazione, di
iscrizione ad associazioni
od organizzazioni di
categoria, il rispetto di
obblighi di deontologia o
previdenziali? A che cosa
servono le associazioni
professionali? Possono
imporre obblighi
all’iscritto?
S. T. - FERRARA

il minimo appare non di poco conto.

«Bollino blu»
Inparticolare,poi,le associazioni professionali di cui
all’articolo 2 della legge
4/2013(sivedaanchel’articolo a fianco) sono chiamate a
promuovere forme di garanzia a tutela dell’utente, tra cui
l’attivazione di uno sportello
diriferimento per ilcittadino
consumatore, al quale i committenti delle prestazioni
professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso
con i singoli professionisti, ai
sensi dell’articolo 27-ter del
Codice del consumo, Dlgs
206/2005. Dalleassociazioni,
poi,saràpossibileottenereinformazioni relative all’attività professionale ingenerale e
aglistandardqualitatividaesse richiesti agli iscritti. Assumequindiparticolareimportanzalapresenzadiquesterealtà: attraverso l’iscrizione
delprofessionistaaunadiesse, la clientela potrà contare
sull’esistenza di numerosi
aspetti di "professionalità"
della prestazione. Si potrebbeparlarediunasortadi"bollino blu" per i professionisti
facentipartediun’associazione professionale.
La legge prevede, inoltre,
che varie associazioni possano creare, a livello superiore,
peresempioterritoriale(provinciale, regionale, statale),
una loro organizzazione, che
dà vita ad altre associazioni,
con il fine di rappresentarle
per la tutela dei loro interessi
anche in sede giudiziale o
qualora il legislatore intervenga ulteriormente in campi di loro interesse.
Inultimaanalisi,questaserie di associazioni «formato

matrioska», all’interno delle
qualiilprofessionistapuòessere inserito, fornisce un’autoregolamentazionedellecategorieprofessionalidioriginevolontariachegarantiscono al professionista una rete
disupporto incaso di vertenze con altre categorie o, anche,con i consumatori. Mentre questi ultimi avranno una
garanziaconsistenteaproposito del rispetto dei codici di
condotta che i professionisti
si impegnano a non violare
nelmomentoincuisiiscrivono alle associazioni. Esse devonoinoltregarantirelapubblicazione, sui loro siti internet, di informazioni utili al
consumatore, anche riguardanti la tipologia e la qualità
del servizio che l’utilizzo del
marchiodell’associazione da
parte del professionista garantisce ex articolo 81 del Dlgs 59/2010.
Non si prevede, tuttavia,
alcun obbligo di partecipazione a queste associazioni
da parte del professionista,
dicui la leggevuole promuovere l’autoregolamentazione volontaria e il raggiungimentodistandardprofessionali qualificati in base alle
norme tecniche Uni Iso, Uni
EnIso,Uni EneUni, sullabase della direttiva 98/34/Ce
del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 22 giugno
1998, e delle linee guida Cen
14 del 2010. Il professionista
dovrà pertanto prestare attenzione a eventuali aggiornamenti e variazioni di tale
normativa tecnica, che deve
rispettare per garantire i requisiti,lecompetenze,le modalità di esercizio dell’attività e le modalità di comunicazione verso l’utente.

P
L'identikit

Chi sono i professionisti non organizzati

LE TIPOLOGIE

IL RUOLO DELLE
ASSOCIAZIONI
PROFESSIONALI

sti» per prestazioni tecniche, intendendo in questo
senso soci non iscritti a ordini o collegi, che però sono
competenti nello svolgimento di attività di carattere tecnico, funzionali e collegate alla prestazione professionale della Stp. Per essi
non sembra valere il divieto
di partecipazione a più Stp.
I professionisti non organizzati in ordini o collegi
possono anche partecipare
alle Stp in funzione di finanziatori della stessa. In tal ca-

so il loro nominativo dev’essere comunicato al cliente
fin dal primo incontro, come prescrive l’articolo 4
del regolamento sulle Stp,
Dm Giustizia 34/2013, come, anche, dev’essere oggetto di informativa specifica l’esistenza di situazioni
di incompatibilità che possono riguardare anche loro,
quali soci di capitale. Sembra, quindi, che in questa situazione valga invece il divieto di partecipazione a
più Stp.

Le associazioni professionali curano l’emanazione di regole
deontologichee laformazione degli associati, a cuirilasciano
l’autorizzazione per l’uso del loro marchio di qualità. Curano la tenuta del
sitoweb per leinformazioni ai consumatori e l’attivazione di uno
sportello per la risoluzione delle controversietra questi e il professionista

Il professionista deve inserite nella carta intestata, per qualunque
tipo di comunicazione, il riferimento alla legge 4/2013. I doveri
deontologici e di formazione sono specificati dall’associazione a cui
si iscrive. Valgono i normali doveri previdenziali nei confronti
dell’Inps gestione separata, oltre che quelli fiscali

INCOMPATIBILITÀ

Non è consentito, ai professionisti non organizzati in ordini o
collegi, l’esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a
specifiche categorie di soggetti, da individuare sulla base delle
varie leggi professionali e della giurisprudenza

LA PARTECIPAZIONE
A STP

I non iscritti a ordini o collegi possono partecipare alle società tra
professionisti (Stp), recentemente introdotte nel nostro
ordinamento, come soci di minoranza. Essi possono svolgere attività
prettamente tecniche oppure possono essere soci finanziatori

CREAZIONE DI SRL
A CAPITALE
RIDOTTO
LA PUBBLICITÀ

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Anche gli ultratrentacinquenni possono creare Srl con un capitale
che può variare da uno a 10.000 euro. Esiste un obbligo specifico di
far conoscere ai terzi la specificità di questo tipo di società tramite
carta intestata e sito internet
La pubblicità può riguardare elementi informativi utili per il
consumatore e dev’essere trasparente, corretta e vera. Il controllo
sull’uso del marchio di qualità è affidato all’associazione professionale
a cui il professionista è iscritto e al ministero dello Sviluppo economico

urnonessendoobbligatoria l’iscrizione del
professionistaalleassociazioni di cui all’articolo 2
della legge 4/2013, le disposizioni legislative appaiono
propendere per questa soluzione, che sembra in grado
di garantire maggiormente
le esigenze di trasparenza e
di tutela della clientela, fatta
rientrare nel concetto di
"consumatore" di cui al Dlgs
206/2005, noto come Codice
del consumo.

Aspetti deontologici
Inparticolare,taliassociazioniappaionopreordinateagarantire il rispetto dei principideontologicielaformazionedegliassociati,neicuiconfronti hanno anche potere
sanzionatorionel casodiviolazione del codice di condotta adottato ai sensi dell’articolo 27-bis del Codice del
consumo. Alla luce di tale disciplina il professionista deverenderepreventivamente
noto al cliente l’esistenza del
predetto codice, che l’associazionedeverendereaccessibile anche per via telematica. È quindi opportuno che i
professionisti redigano un
mandato professionale che
contenga tali informative
specifiche.

Lo sportello di riferimento
Inoltre,iclientideiprofessionisti devono poter contare
sull’attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadinoconsumatore,acuipotersi rivolgerein casodi contenzioso con i singoli professionisti, secondo l’articolo
27-ter del Codice del consumo, nonché per ottenere informazionirelativeall’attività professionale in generale
e agli standard qualitativi
che vengono richiesti agli
iscritti.

Al fine di evitare la confusione tra queste associazioni
eglialbiprofessionali,lanuova normativa stabilisce che
sono vietati l’adozione e
l’uso di denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini o
collegi.
Per esempio, non si potrà
adottare la denominazione
di«associazionedi commercialisti», posto che l’articolo
3 del Dlgs 139/2005 riserva
l’usodel titolodi commercialista solo agli iscritti all’albo
dei dottori commercialisti
ed esperti contabili.

Organizzazioni
L’articolo 3 della legge in oggettoprevede,inoltre, lapossibilità di creare organizzazioni tra questeassociazioni.
Esse hanno lo scopo di promuovereleattivitàprofessionali che rappresentano, di
cuidevonogarantirelaqualificazione,potendocontrollare,sulla basedi unospecifico
mandato delle singole associazioni, il rispetto e la congruità degli standard professionaliequalitativi dell’esercizio dell’attività e dei codici
dicondottadefinitidallestesse associazioni.
Le singole associazioni
professionali possono, sempre in questo ambito, pro-

PER SAPERNE DI PIÙ

Sul sito internet
dell’Esperto risponde
sono disponibili
per approfondimento
testi di legge, circolari,
sentenze e interpretazioni
di dottrina
www.ilsole24ore.com/
espertorisponde

muovere la costituzione di
comitatidi indirizzo e sorveglianza sui criteri di valutazione e rilascio dei sistemi di
qualificazione e competenzaprofessionaliacui partecipanole associazionidei lavoratori, degli imprenditori e
dei consumatori maggiormente rappresentative sul
piano nazionale.

Elementi da garantire
Tra gli elementi informativi
cheleassociazioniprofessionalidevonogarantire,principalmente attraverso la pubblicazione sul loro sito internet, vale la pena di citare: la
precisa identificazione delle
attivitàprofessionali cui l’associazione si riferisce, i titoli
di studio relativi alle attività
professionalioggetto dell’associazione,glistrumentiidoneiadaccertarel’effettivoassolvimento dell’obbligo di
formazione, il codice di condotta, l’elenco degli iscritti,
le sedi dell’associazione sul
territorio nazionale, inalmeno tre regioni, le garanzie attivate a tutela degli utenti,
tra cui la presenza, i recapiti
e le modalità di accesso allo
sportello di cui all’articolo 2,
comma 4, citato.
L’elenco delle associazioni professionali e delle loro
aggregazioni è pubblicato
dal ministero dello Sviluppo
economico nel proprio sito
internet.
La partecipazione dei professionisti a queste associazioni comporta il pagamento di una quota associativa.
Essa andrà presumibilmente
a incidere sul prezzo dei loro
servizi. Servizi che, generalmente, sono stati fino a ora
offerti a prezzi più convenienti rispetto a quelli dei
professionistiiscritti in ordini e collegi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Farsi conoscere. Prevista un’autoregolamentazione

Possibile partecipazione alle Stp
professionisti non iscritti
agli albi professionali possono partecipare a Stp (società tra professionisti)?
Quali altri tipi di società possono creare?
La possibilità – per i soggetti non organizzati in ordini o collegi – di partecipare
a una società tra professionisti ex articolo 10, comma 4,
della legge 183/2011, è prevista dalla norma citata, secondo la quale, oltre ai soci
professionisti, possono esserci soci «non professioni-

La legge 4/2013 riguarda coloro che svolgono attività rilevanti in
campo economico, consistenti nella prestazioni di servizi o di opere
di tipo prevalentemente intellettuale. Possono citarsi ad esempio
tributaristi, consulenti legali, fiscali e aziendali, amministratori di
condominio, urbanisti

OBBLIGHI
DEL PROFESSIONISTA

Le chance. Ammessa anche la costituzione di Srl a capitale ridotto

I

L’iscrizione alle associazioni
è opportuna, non obbligatoria

Il numero e la partecipazione dei professionisti
non organizzati in ordini o
collegi al capitale di queste Stp deve garantire che
il loro voto incida sulle delibere sociali nella misura
massima di un terzo. Pertanto, se, per esempio, i soci della Stp sono tre, di cui
due professionisti iscritti
a ordini professionali e
uno non iscritto, con conferimenti dello stesso valore, lo statuto dovrà prevedere che la validità delle

delibere sia condizionata
al fatto che entrambi i soci
professionisti siano favorevoli.
I professionisti non organizzati, oltre a poter partecipare a Stp, dove però hanno
limitate possibilità di incidere sulle decisioni della società stessa, possono dare
vita a qualunque altro tipo
di società, in particolare anche alle società a responsabilità limitata a capitale ridotto di cui agli articoli 44 e
44-bis del Dl 83/2012, come
modificato dalla legge di
conversione 134/2012.
In base a tale disposizione anche i professionisti

senza albo ultratrentacinquenni potranno costituire
questo tipo di Srl con un capitale sociale compreso tra
uno e 9.999,99 euro. In questo caso, la società avrà alcuni specifici obblighi di
pubblicità informativa. In
particolare, la denominazione di Srl a capitale ridotto, l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, la
sede della società e l’ufficio
del registro delle imprese
presso cui questa è iscritta
devono essere indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nel suo sito internet.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La pubblicità viaggia sui siti
tipo di pubblicità è
Q uale
consentita dalla legge ai

professionisti senza albo?
La legge 4/2013, all’articolo 4, prevede la possibilità – da parte delle associazioni di professionisti nonché delle loro organizzazioni – di pubblicare nel proprio sito web gli elementi
informativi che presentano utilità per il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicità. La responsabilità
della correttezza di tali in-

formazioni incombe sul legale rappresentante dell’associazione, che provvede a
pubblicarle sul sito.
Il professionista può utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione, di cui dovrà fornire alla
clientela il numero specifico, quale marchio o attestato di qualità e di qualificazione professionale dei
propri servizi (solo, però,
dietro autorizzazione della stessa associazione). In
tal caso essa deve rendere

disponibili, tramite pubblicazione sul sito internet,
informazioni sul significato di tali marchi e sui criteri di attribuzione degli stessi, dandone contemporaneamente notizia al ministero dello Sviluppo economico, quale organo di vigilanza, ed evidenziando se si
tratta di certificazioni che
sono state rilasciate sulla
base del sistema di accreditamento di cui al regolamento (Ce) 765/2008 del
Parlamento europeo e del

Consiglio, del 9 luglio
2008 (articolo 81 del Dlgs
26 marzo 2010, n. 59).
Inoltre, il professionista,
tramite il sito dell’associazione o quello personale,
potrà qualificare il proprio
servizio rendendo noto il
possesso di una polizza assicurativa per la responsabilità professionale o di
una certificazione rilasciata da un organismo accreditato, relativa alla conformità delle sue prestazioni alla
norma tecnica Uni.
A parte, quindi, la pubblicità non veritiera, e non
trasparente (cioè, non
chiara), il limite della cor-

rettezza del messaggio
pubblicitario dovrà essere valutato alla stregua delle regole di deontologia
che le associazioni professionali si potranno dare in
sede di autoregolamentazione, come previsto dalla
legge in questione. La Cassazione a sezioni unite, il
12 novembre 2012, ha infatti affermato, seppure relativamente agli ordini professionali, la liceità del
precetto
deontologico
che può vietare certe tipologie di pubblicità perché
lesive del decoro professionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

I doveri
informativi
nei confronti
dei clienti

I

l professionista di cui si
occupa la legge 4/2013 è
tenuto al rispetto dell’obbligo di informazione nei
confronti della clientela.
Un obbligo che si esplica,
prima di tutto, nell’indicazione, in ogni documento
e rapporto scritto, dell’espresso riferimento alla
legge citata, da inserire
nella carta intestata che
vieneutilizzataperlelettere, ma anche per gli atti.
Qualora la professione
venga esercitata come dipendente, egli sarà tenuto agli obblighi di fedeltà
edi diligenza.In particolare, ex articolo 2105 del Codice civile, sarà tenuto alla riservatezza e a non fare concorrenza al suo datore di lavoro. Anche una
volta concluso il rapporto di lavoro, il professionista può essere tenuto a rispettare lo stesso divieto
nei confronti del suo ex
datore, qualora abbia sottoscritto un patto di non
concorrenza, necessariamente scritto, ex articolo
2125 del Codice civile. Tale patto, peraltro, deve
contenere limiti di oggetto, tempo e luogo.
Se il professionista è un
lavoratore autonomo, dovrà rispettare gli obblighi
previdenziali, non regolamentati dalla nuova legge,
che consistono generalmente nell’iscrizione all’Inps gestione separata,
secondo quanto prescrive
l’articolo2, comma26,della legge 335/1995.
In merito alle incompatibilità, ai professionisti
"senza albo", anche se
iscrittiadassociazioniprofessionali, non è consentito l’esercizio delle attività
professionaliriservatedalla legge a specifiche categorie di soggetti, «salvo il
caso in cui dimostrino il
possesso dei requisiti previstidallaleggeel’iscrizione al relativo albo professionale», specificazione
cherisulta abbastanzapleonastica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’espertorisponde
DIRETTORE RESPONSABILE

Roberto Napoletano
CAPOREDATTORE

Salvatore Padula
A CURA DI

Antonella Moro


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