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ll Giorno

L'opera maggiore di Giuseppe Parini, il poema in endecasillabi sciolti ll Giorna,
si presenta incompiuta. Le questioni filologiche legate al Giorno pariniano sono
aSsai complesse e dipendono, fra l'altro. dalla prolungata elabOrazione
dell'opera, a cui Parini dedico circa quarant'anni di lavoro.
La lunga elaborazione del Grorno risponde a due progetti sostanzialmente

diversi e fra loro incompatibili. ln una prima fase (centrata intorno agli anni
Sessanta) il poeta pensò a tre poemetti intitolati ll Mattino, ll Mezzogiornoe La
Sera, dedicati a criticare la corrotta aristocrazia cittadina. Pubblicati nel 1763 e
nel 1765 il primo e il secondo poemetto, ilterzo lLa Seral, benche piit volte
annunciato cOme imminente, nOn venne mai realizzato. ln una seconda fage
{awiata nelcorso degli anni Settanta e protrattasifino alla morte del poeta},
Parini lavoro invece al progetto di un poema organico, da intitolarsi ll Giarno,
suddiviso in quattro parti t// Mattino, tl Meriggia, llVesproe la Noffe). Esso è
dedicato al medesimo tema e coincide in certa misura, per le prime due parti,
con i poemetticompostiper ilprimo progefio: e però risulta significativam§nte
mutato nella prospettiva ideologica (influenzata dalla partecipazione diParini
alla politica riformista di Maria Teresa d'Austria) e nelle intenzioniartistiche {in
senso moderato e neoclassico).
Nel Grorno il narratore si presenta nei panni di «Precettor d'amabil Rito». cioè di
educatore al piacere e al divertimento, Destinatario deisuoi insegnamentiè un
«Giovin Signore», che il Precettore intende guidare attraverso le varie tappe
della sua giornata, owiamente tutta dedicata a frivolezze e divertimenti. Mentre
finge diaderire a quel mondo e anzidicelebrarne i meritie i pregi, il Precettore
incarna una prospettiva critiea e dissacratoria, manifestata attraverso il taglio
ironico e parodistico dominante, Gli strumenti attraverso iqualisidetermina [o
sfasamento e la tensione tra ciò che il Precettore dice e il significato che [e sue
parole acquistano, difatto, agli occhi del lettore sono quelli dell'innalzamento
stilistico e retorico. Ouesta procedura g§nera nel lettore un atteggiamento
costante di sospetto, spingendolo a rovesciare il significato deglienunciati del
precettore. Parini cioè punta costanternente su un meccanismo antifrastieo: dice
bianco (anzifa dire bianco al Precettore) perché si intenda nero; dice sì perché si
intenda no.
Come il Giovin Signore manca di spessore psicologico e di personalità, così è
anche per la Dama, che di fatto è solo il corrispettivo femminile del suo cicisbeo.
Anonimi sono anche gli altri personaggi dell'opera, sia che appartengano
all'ampio corteggio dei servitori, sia che invece trovino posto nelvariegato
mondo dei "pari".