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Numero 3 Maggio 2013.pdf


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n° 3 - maggio... mese mariano 2013

camminiamo insieme

anno xxvii

11

credo la chiesa

Credo la Chiesa: Una, Santa,
Cattolica, Apostolica.
I primi articoli di fede che
professiamo nel Credo sono in Dio
Padre onnipotente, in Gesù Cristo, suo
unico figlio e nello Spirito Santo. Ma
non è tutto, non è finita: non c’è credo
cristiano senza comunità, cioè Chiesa,
e senza perdono, senza speranza,
senza attesa.
La seconda parte del Credo, infatti,
comincia con le parole “CREDO LA
CHIESA”. Attenzione, non diciamo –
credo “nella” Chiesa, ma “la” Chiesa.
Questo perché l’atto di fede, come
fiducia ed abbandono si indirizza
soltanto alle persone divine, per
questo diciamo credo in Dio Padre….
credo in Gesù Cristo…. credo nello
Spirito Santo.
Credo la Chiesa perché si deve
fare distinzione fra Dio creatore e la
Chiesa che è una sua creatura, nella
quale trova compimento la storia della
salvezza che Dio scrive nel tempo.
Quello che colpisce, a prima
vista, della Chiesa è la realtà visibile
e storica. E purtroppo non di rado,
partendo da alcune impressioni
esteriori e da qualche pagina poco
edificante della sua storia, si giunge
spesso, sbrigativamente, ad una
valutazione negativa della Chiesa, nel
suo complesso. Dobbiamo però essere
consapevoli che non è sufficiente uno
sguardo superficiale o puramente
esteriore per comprendere la Chiesa.
Spesso sentiamo dire: “Gesù Cristo
SI, la chiesa NO”.
Ma non è possibile essere cristiani
enza la Chiesa! Ancora oggi la Chiesa
ci dà Gesù! È Gesù che l’ha voluta!
La Chiesa è la comunità dei discepoli
di Gesù risorto che si estende fra la
sua prima e seconda venuta. Ogni
discepolo di Gesù, come lo siamo
noi tutti, deve accogliere la Chiesa
come dono e deve sapere distinguere
ciò che in essa è voluto da Gesù e dal
suo Spirito da ciò che invece è frutto
degli uomini. Quello che è voluto
dagli uomini porta solo tracce di
finitezza e di limiti (e talvolta anche
quelle del peccato). I cristiani però
non si devono scandalizzare e, se
soffrono, devono intervenire con la
preghiera, la correzione fraterna, la
critica costruttiva e soprattutto con
la testimonianza della vita. Devono
saper scorgere sempre nella Chiesa,
anche attraverso i limiti e gli errori,
la presenza di Gesù. Ricordiamo la

parabola della zizzania: purtroppo ci
saranno sempre - contemporaneamente
- buoni e cattivi.
Resta purtroppo un sogno
impossibile una Chiesa formata
soltanto da santi.
La parola Chiesa significa
“convocazione”
e
designa
quell’insieme di persone chiamate dal
Padre a formare una comunità, attorno
al Cristo, presente come Parola e
Sacramento, sotto l’azione dello
Spirito Santo. La guida della Chiesa
è affidata ai successori degli apostoli
(cioè i vescovi), in comunione fra loro
e con il vescovo di Roma, cioè il Papa
- per essere segno e strumento della
salvezza che Dio offre agli uomini,
nell’attesa del compimento del suo
disegno, alla fine dei tempi.
La Chiesa è gerarchicamente
costituita ed esercita secondo i carismi
specifici, l’ufficio di insegnare,
l’ufficio di santificare e l’ufficio di
governare.
Il credo che professiamo applica
alla Chiesa quattro proprietà
fondamentali che la caratterizzano:
l’unità, la santità, la cattolicità e
l’apostolicità. Infatti recitiamo: Credo
la chiesa, una - Santa - Cattolica –
Apostolica.
Unità: unità nella fede, nell’amore
e nella liturgia come risulta dalla
descrizione della primitiva comunità
di Gerusalemme, sotto la guida degli
Apostoli. La chiesa è una perché c’è
un solo Dio, un unico mediatore Gesù
Cristo, uno stesso Spirito, un solo
battesimo, una sola fede. La Chiesa
è una, anche nel legittimo pluralismo
che deriva dal fatto di riunire uomini
di ogni popolo, razza, cultura e lingua.
Si oppongono invece all’unità

soprattutto lo scisma e l’eresia.
Lo scisma è una rottura della
comunione fra le Chiese, specialmente
in rapporto alle celebrazioni liturgiche
ed al riconoscimento dell’autorità del
papa. L’eresia è la negazione delle
verità di fede.
Recentemente con più forza
si parla di ecumenismo, in modo
particolare facendo riferimento ad
Assisi, con lo scopo di ritrovare l’unità
delle Chiese mediante il superamento
delle divisioni esistenti. La Chiesa
cattolica è molto aperta al discorso
dell’ecumenismo e riconosce, che al
di fuori di essa, si trovano molteplici
elementi di santificazione e di verità
(Lumen Gentium 8).
Santità: La Chiesa è santa perché
radunata da Dio, che è il santo per
eccellenza. Secondo il linguaggio
della Bibbia, la santità non indica
solo la perfezione morale, ma anche
l’appartenenza a Dio. La Chiesa allora
è santa perché appartiene a Dio.
È santa perché le sono affidati i
mezzi di salvezza e le cose sante, cioè
le verità della fede, i sacramenti, i
ministeri. Da questa santità oggettiva
deve scaturire la santità morale dei
membri della Chiesa, che si impegnano
a vivere il comandamento dell’amore
verso Dio e verso il prossimo. La
Chiesa santa include anche i peccatori.
Non è possibile separare fin da ora il
buon grano dalla zizzania.
La chiesa, dice la Lumen Gentium
8, è nel contempo santa e sempre
bisognosa di purificazione.
Cattolicità: la Chiesa è cattolica
perché universale e perché annuncia
tutta quanta la vera fede. Tutta l’attività
missionaria, laboriosa e silenziosa,
è al servizio della cattolicità della

Chiesa, da realizzare con tutti i popoli
e in tutte le culture.
Apostolicità: la Chiesa di Cristo
è apostolica perché si fonda sulla
testimonianza degli apostoli, perché si
ispira al loro modello di vita e perché
continua le attività ministeriali da
loro già esercitate, come l’annuncio
del vangelo, le celebrazioni dei
sacramenti e la guida delle comunità.
Dobbiamo essere consapevoli
che nella Chiesa siamo tutti
corresponsabili, secondo ruoli e
compiti diversi: possiamo vederla
come un’opera a farsi, come un
“work in progress” - lavori in corso
- che ci coinvolge, nessuno escluso,
sempre. Nelle vicende della Chiesa
sono sempre comprese anche le nostre
singole e piccole vicende personali: la
Chiesa si edifica e noi contribuiamo
ad edificarla.
Edificare una Chiesa che è serva,
che è dentro la storia, che è incontro,
che è capace di rinnovarsi, che sente
il bisogno di ministri ordinati e laici.
Questa è la Chiesa che crediamo,
figlia del CVII.
San Francesco un giorno entrò nella
vecchia chiesetta di San Damiano per
pregare. La chiesetta minacciava di
crollare, vecchia com’era. Pregava
inginocchiato davanti all’immagine
del Crocifisso e, mentre fissava gli
occhi pieni di lacrime sulla croce del
Signore, udì una voce scendere verso
di lui dalla croce e dirgli per tre volte:
«Francesco, va’ e ripara la mia Chiesa
che, come vedi, è tutta in rovina!».
Francesco non aveva capito a quale
chiesa si riferiva il Signore e si mise a
riparare le mura della chiesetta di San
Damiano. Poi però capì che la Chiesa
da riparare non era fatta di mura,
come egli stesso rivelò ai frati, ma
da uomini e donne di buona volontà,
riuniti nel nome di Gesù.
Spetta ad ogni cristiano, non solo ai
vescovi, ai sacerdoti ed ai diaconi, la
responsabilità e l’impegno di costruire
e ricostruire sempre la Chiesa, come
capì San Francesco, seguendo il passo
della vita, tra le “case degli uomini”
perché sia sempre luogo fondamentale
per la comunicazione del Vangelo,
la formazione delle coscienze,
il riferimento immediato per
l’educazione, il confronto costruttivo,
il dialogo con le istituzioni, la ricerca
del vivere civile e la pace.
Ciro Maraniello