File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Numero 3 Maggio 2013.pdf


Anteprima del file PDF numero-3-maggio-2013.pdf

Pagina 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Anteprima testo


12

anno xxvii

camminiamo insieme

n° 3 - maggio... mese mariano 2013

Un giro in giro

per Neapolis
Mi sono sempre chiesto quante scale ci siano
a Napoli. Da rapida ricerca e fonte attendibile,
oltre 200 ( a Milano una: La scala) tra gradini,
scale, rampe e gradonate che attraversano la
città. Sono utili scorciatoie e luoghi anche un
po’ speciali (non sempre) che consentono di
entrare nel cuore della città collegandosi alle
innumerevoli “sagliut e scese”, allacciando la
città alta a quella bassa. Le scale hanno ispirato
poeti e scrittori , artisti e cantanti. Bella è la
descrizione di Carlo Bernari
“ Napule è tutta rampe, scalinate ,
scale , gradune , grade ,
gradiatelle ,
sagliute , scese , cupe , calate ,
vicule ‘ e coppa , ‘ e sotto , viculille …..

o come Giuseppe Marotta che descrive Napoli
come “ Città di rampe, di scalini, di ponti, di
trafori perché è città di memoria”. Percependo
in quei luoghi una Napoli diversa da quella
chiassosa e solare.
O della bella canzone di E. Bonagura - G.
Cioffi del 1948
“Scalinatella” bene interpretata da Fausto
Cigliano:
“Scalinatèlla, longa, longa, longa,longa
Strettulélla, strettulélla, addò sta chella
‘nnammuratèlla?...... “
Oggi questi antichi percorsi pedonali , alcuni
e qualcosa di più, sono in uno stato di grave
abbandono o in perenne ristrutturazione e sono
diventati luoghi di ritrovo di giovani e meno
giovani e mi fan tornare in mente il famoso film,
tratto dal romanzo di “ Christiane F” – “NOI , I
RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO” , angeli
caduti nell’inferno della droga, della prostituzione
e del male affare di questa stupenda metropoli ,
che, come tutte le città del mondo , quelle scale
“chist’ vic “, testimoniano quel mondo e altro
! Atto di accusa contro la società incapace di
difendere con mezzi efficaci i giovani e meno
giovani, i più deboli .
Tornando alle scale , queste formano una
rete strategica con le vie principali della città ,
tra le più belle e antiche sono di esempio quelle
della Pedamentina di S. Martino o le rampe
del Petraio o di Marechiaro o della Gaiola, i
Gradini Cacciottoli, Salita Villanova, Salita del
Crocifisso e Gradoni di Capodimonte,Gradini
Pallonetto a Santa Lucia, Rampa Caprioli,

Rampe Brancaccio, Rampe San Marcellino ecc e
ecc .Nel corso degli anni,in questi luoghi, si sono
insediati nuclei abitativi che ancora oggi hanno
conservato il loro pittoresco carattere popolare
in cui si avverte un clima di tranquillità fuori dal
caos della città metropolitana.
La differenza tra Gradonate e Scale: le prime
sono, per il loro carattere lungo ed articolato,
intervallate da gradini più o meno ampi e comodi
al passo; le seconde più brevi e ripide devono il
loro nome alla parola latina “scando” cioè salgo.
Tra i più antichi, annotiamo la “ Pedamentina”
che collega l’area collinare di S. Martino e la
zona di Montesanto, con appunto “ Le scale di
Montesanto” intervallata dal Corso Vittorio
Emanuele.
L’ origine della Pedamentina ( cioè ai piedi
del monte) è legata alla fondazione della Certosa
di S. Martino, voluta da Carlo di Calabria figlio
del re Roberto D’Angiò. E’ un percorso tagliato
sinuosamente da tornanti sul ripido versante
orientale del colle. Si scende con “ andamento
lento e ampio e si scivola giù come un onda
libera che ci porta via”. Create per il trasporto
del materiale necessario, nel 1325, ai lavori di
costruzione del monastero e del chiostro dei
padri Certosini. Nel corso dei secoli ha avuto
diverse modifiche , attualmente le scale contano
414 gradini , gradevoli in discesa ( un po’ meno
in salita, ve lo posso assicurare!!) perché si
può ammirare lo stupendo panorama della città
bassa con il suo centro storico, le strade strette,

le chiese con i campanili colorati e finanche la
bella sagoma dal nostro Vesuvio dormiglione…
per fortuna. Durante il percorso si incontrano
tratti dell’ antico muraglione del ‘500 che
aveva il compito di difesa. Nell’ultimo tratto,
in prossimità del Corso, dove bruscamente si
interrompe, ci si imbatte in case basse con piccoli
terrazzini e pergolati fioriti che, tra nu’balcone
e nat ce’ stanno panne stise all’asciuttà e dovè
nà sferz e sole chian chian arriv , tutta pervasa
dall’ odore dò ragù che pappulea lentament inte
a’ pentl. Attraversando la strada, facendo molta
attenzione, se non si vuole essere menati sotto
da qualche “Shumacher dei poveri”,continua la
nostra passeggiata per le scale di Montesanto,
costruita nel 1880 , rappresenta il prolungamento
della Pedamentina , unendo così la parte alta con
la parte bassa della città. La scala fu voluta dal
comune per collegare le due aree, in previsione
di un notevole sviluppo del quartiere Montesanto
che sarebbe diventato crocevia fondamentale per
le comunicazioni tra periferia e centro cittadino.
Dal Corso, per ampie rampe, la scala giunge
nella piazzetta di Montesanto, dove troviamo la
chiesa secentesca di S. Maria delle Grazie, detta
di Montesanto, dei padri Carmelitani famosa per
la presenza nella cappella di S. Cecilia, della
tomba di Alessandro Scarlatti, grande musicista.
Oggi il quartiere è tra i più popolari ,
affollati e multirazziale rioni napoletani, con un
tessuto urbano degradato dove le belle rampe
in pietra lavica versano in uno stato di incuria.
La scalinata è fiancheggiata dalla funicolare
inaugurata il 30/05/1891, nasce come mezzo di
trasporto legato alla nascita del nuovo quartiere
del Vomero e ricalca, con le dovute variazioni,
l’antico percorso delle scale dalla Pedamentina
a Montesanto, diventando causa del graduale
disuso degli antichi percorsi pedonali. Questi due
percorsi che ho descritto sono tra i 200 che la città
di Napoli offre, citarli e percorrerli tutti è impresa
ardua ma non impossibile. Tutti sono interessanti
e pittoreschi, ognuno con la sua storia e la sue
caratteristiche. Il vero peccato è il loro stato di
abbandono e di degrado dovuto alla inefficienza
di questa e delle precedenti amministrazioni
comunali, che non sanno valorizzare la storia e
la cultura di questa stupenda città.
Armando Morabito
In Cristo, Francesco e Chiara
Armando Morabito