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Numero 3 Maggio 2013.pdf


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n° 3 - maggio... mese mariano 2013

camminiamo insieme

anno xxvii

5

“Con le braccia aperte nude ad
accoglierci…” Sì, credo che sia
questa la frase che più simboleggia
quello che mi è sembrato di vivere
al concerto di Eros Ramazzotti…
un pubblico con braccia tese che
aspettava l’incontro col proprio
idolo! Il grande successo per il
doppio concerto tenuto il 21 ed il
22 marzo scorso, al Palamaggiò di
Castel Morrone (Caserta) è stato
davvero meritatissimo. In oltre
due ore di spettacolo, il celebre
cantautore romano ha riproposto
tutti i suoi più grandi successi, da
“Adesso Tu” a “Favola”, da “Cose
della vita” a “Terra promessa”,
oltre alle ultime hits dell’album
“NOI“ e i più famosi duetti che ha
interpretato grazie all’aiuto delle
bravissime coriste. Il pubblico,

numerosissimo, ha affollato  le
tribune ed il parterre del palasport
di Caserta in ogni ordine di
posto. La scenografia era molto
suggestiva, fatta di luci, colori e
schermi che illuminavano un mega
palco con piattaforme pentagonali
che si spostavano di canzone in
canzone e che ospitava tutta la band
che accompagnava il cantante.
Eros ha ricambiato l’affetto del
pubblico, ricordando come il suo
successo sia iniziato proprio da
Caserta nei lontani anni ’80 ed il
suo particolare feeling col pubblico
campano l’ha portato a fargli
un “omaggio” sorprendendolo
con l’arrivo di un graditissimo
ospite: Alessandro Siani. La gag
tra il comico e il cantante è stata
divertentissima, Eros si è cimentato

in simpatiche traduzioni dal romano
al napoletano e Alessandro con la
sua simpatia, non si è risparmiato
un
commento
sulla
voce
“particolare” del cantante. Quello
che già era un pubblico attivo,
gasato e partecipante è esploso
in coro cantando “‘O surdato
‘nnammurato”. Personalmente ho
partecipato a questo concerto, per
accompagnare un gruppo di amici,
senza aspettarmi chissà cosa, ma
fin da subito ho dovuto ricredermi!
Eros: cinquant’anni e non sentirli
affatto! L’energia, la simpatia e la
passione che trasudava dal palco

mi hanno subito coinvolta…
Per il momento, le due date
casertane del “Noi World Tour
2013″ rappresentano gli unici
appuntamenti di Eros Ramazzotti
nel Sud Italia. La lunghissima
tournèè porterà l’artista in giro per il
mondo, ma a quanto pare, la tournèè
sta evolvendo strada facendo,
infatti, altre date italiane sono state
stabilite a giugno all’Olimpico e a
settembre all’Arena di Verona.
Che
dire?...Alla
prossima
Eros!!!

Mi chiamo Andreana Cautela
e scrivo questa memoria dietro la
cortese sollecitazione delle sorelle
Tina e Clara Imperatore, mie care
amiche. Esse avendo ascoltato
da me una bella storia, che ha del
prodigioso, mi hanno invitato
a farne parte alla redazione di
questo vostro giornale. Attraverso
immagini oramai lontane (si era non
erro nell’anno 1984) emergono i
protagonisti di questa vicenda, come
la dolce e cara Signora Carmelina
Albanese, che, nella circostanza di
un nostro pellegrinaggio a Lourdes,
parlò delle mie capacità pittoriche
al dinamico Padre Albino D’Oro
organizzatore del viaggio, il quale

in quella occasione, mi chiese di
eseguire un quadro raffigurante
l’immagine della Madonna Di
Montevergine, dal momento che la
chiesa da lui diretta ne era priva. Essa
sarebbe dovuta essere di grandezza
quasi naturale. Mi ricordo che
allora, pur essendo allettata dalla
proposta, e naturalmente molto
onorata, obiettai che forse non sarei
stata capace di fare un lavoro di tale
dimensione. Ma il simpatico padre,
insistendo nella sua richiesta, mi
convinse che sarebbe stata per me
la volta buona per incominciare.
Fù quel lavoro per una evidente
occasione di crescita spirituale.
Perché l’immagine della beata

vergine, riprodotta in una perfetta
solitudine nella mia vecchia
casa di Caiazzo, mi permise di
sintonizzarmi con sincero trasporto
con quel lavoro che era diventato
per me un compito di fede e di
devozione. I giorni si susseguivano
ai giorni ed io ero sempre lì, in
quell’angolo di salotto, illuminata da
un raggio di sole che mi rischiarava
e mi riscaldava fin nel profondo.
E intanto quel quadro prendeva
forma, si perfezionò fino ad essere
finito. Era venuto il momento
di separarmene, affinchè fosse
trasportato nella sua sede definitiva,
la Chiesa di Montevergine, in
Napoli. Però quel giorno il cielo

era grigio e pioveva. Come fare per
evitare che la sacra riproduzione si
bagnasse, situata come era sopra
ad un camioncino scoperto e poco
riparato? La protezione di un foglio
di plastica non era evidentemente
sufficiente a proteggerla dalla
pioggia battente. Tuttavia si dovette
il quadro affidare alla buona sorte.
E cosi partiì, accompagnato dalla
mia speranza, che però, prendendo
le ali della preghiera, salì fino al
cielo e impedì alla sacra effigie di
essere bagnata dalla benché minima
goccia.
Grazie, Madonna,
per avermi ascoltata.
Andreana Cautela

Giusy Trillicoso

PER UNIONE