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Numero 3 Maggio 2013.pdf


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6

camminiamo insieme

neri, neri, neri
anno xxvii

Paura, razzismo ed individualismo
invidioso e competitivo rappresentano
un mix potenzialmente micidiale
e che, nel nostro Paese, sembra
pronto a deflagrare con conseguenze
sicuramente distruttive di quel poco
che resta della dignità e della difesa
della persona umana come valore
unico ed irripetibile. Razzismo
ed individualismo (il primo più
al Nord, ed il secondo più al Sud)
caratterizzano ormai da decenni la
cultura ed i comportamenti dei nostri
compatrioti, ma fino a quando il
Paese ha goduto (pur tra problemi
gravissimi) di una relativa prosperità,
la miscela è stata almeno tenuta sotto
controllo e gli episodi più eclatanti
sono stati confinati negli spazi ristretti
della cronaca nera o dalla insipienza di
una classe politica timida ed inerme,
ma soprattutto rozza ed ignorante
del valore positivo dell’integrazione
razziale; per non parlare di quella
forza lavoro a basso costo di cui
non possiamo assolutamente fare a
meno. Ma in questi ultimi mesi la
miscela razzismo – individualismo
già di per se micidiale, è diventata
devastante con l’aggiunta di un terzo
e terrificante elemento catalizzatore:
la grande paura! Ma, date le
premesse, possiamo continuare ad
assistere con indifferenza colpevole a
quegli episodi spiacevoli e a dir poco
sconcertanti che si verificano tutti i
giorni presso le strutture Caritas (cui
ormai si rivolgono non più solamente
poveri ed extracomunitari in cerca
di aiuto, ma anche quei cittadini
“normali” una volta in condizioni
di dignitosa autosufficienza e che

i morsi terrificanti della recessione
e della crisi attuale hanno ridotto
al rango)? Questi “nuovi poveri”
si trovano, a volte, in condizioni
ancora più insopportabili rispetto ai
poveri di lungo corso che vantano
una assuefazione al “ruolo”che li
rende almeno più coriacei ed abituati
alla lotta per la sopravvivenza:
perdere il lavoro a cinquant’anni
può oggi significare scendere
precipitosamente quei gradini che
portano inevitabilmente - in assenza
di validi ammortizzatori sociali - alla
povertà più avvilente ed umiliante ed
alla stringente necessità di scegliere
fra il mendicare un sussidio alla
Caritas o cedere alla tentazione
dell’illegalità. Ma tutto ciò non potrà
mai giustificare atteggiamenti di
vero e puro razzismo nei confronti
degli stranieri (quei negri) che fino
a qualche anno fa venivano guardati
addirittura con benevolenza e che

n° 3 - maggio... mese mariano 2013

oggi appaiono come nemici in una
guerra tra poveri che non potrà avere
vincitori, ma lascerà dietro di sé
solo vittime e miserabili se non si fa
appello alla vera carità (non quella
ipocrita e di facciata!) che non può
non albergare nel cuore di ogni vero
Cristiano.
L’Africa, i neri! Un popolo che
ha sofferto e subìto cose inaudite,
inconcepibili per ogni essere umano!
Tutto ebbe inizio nel lontano 1652,
quando un gruppo di coloni olandesi
sbarcò sulla costa meridionale di
questa terra stupenda, creata da Dio
con lo stesso Amore con il quale
aveva creato il resto del mondo.
Era il 6 aprile quando gli olandesi
approdano sulla punta estrema del
continente africano, avendo una
missione delicata e precisa: coltivare
pianticelle di insalata per rifornire
di vitamine gli equipaggi delle
navi della Compagnia Olandese in

transito, decimati dallo scorbuto!
Inizia così una storia di oppressione
e di infamia, i “bianchi” prendono
il potere dando vita ad un regime
razzista che causerà milioni di vittime.
I neri si mobilitano per difendere
i loro diritti, ma soccombono alla
implacabile dittatura. Le famiglie
sono cacciate con brutalità dalle loro
case e confinate nelle riserve. E...la
Storia continua...si arriva al culmine
di questa Odissea nel 1948 quando
l’ex pastore, capo della chiesa
riformata olandese Daniel Malan,
fonda il regime dell’Apartheid, ma
a questo nuovo, vergognoso orrore,
si oppongono - pagando in prima
personauomini coraggiosi come
Nelson Mandela, simbolo luminoso
della Pace e della libertà.
Mi fermo qui, perché sarebbe
impossibile descrivere tutta la storia
di questo Paese, una storia che noi
Cristiani non possiamo ignorare
perché è stata scritta nel sangue
di milioni di creature che vantano
davanti a Dio i nostri stessi diritti di
figli. Quei “negri” che troviamo in
ogni angolo delle strade, costretti a
stendere la mando per sopravvivere,
che ogni giovedì “ingombrano” la
Via Montevergine, non li possiamo
ignorare, perché, noi lo sappiamo
bene, il Regno di Dio non può
essere fondato che sulla carità,
sull’accoglienza, sull’Amore...e, cari
amici, rileggiamo qualche passo del
Vangelo, ci farà bene!
Vi stringo in un unico abbraccio,
Annamaria

Preghiera di una donna nera alla Vergine
Questa preghiera fu inviata a Lourdes dove fu deposta per qualche tempo
nella sacra grotta. Pubblicata da Missioni.
Madre, ascoltami stasera. Sono Tua Figlia. Provo tanta gioia quando Ti
parlo e Ti apro il mio cuore.
Mi ascolterai, vero? E senza stancarti?
Tu sai che ho sempre sognato una mamma come Te. Le nostre mamme
africane sono buone, ma hanno tanti fastidi e pene con i loro figlioli. Li
portano sulla schiena e spesso portano anche dei grandi panieri in testa:
veramente non hanno un minuto di respiro. Tu invece sei tutta per noi. Forse
ancor più per i Tuoi figli d’Africa che per tutti gli altri figli del mondo. Non sei
venuta a rifugiarTi in casa nostra, quando Ti hanno cacciata dal Tuo paese?
Avresti potuto fuggire verso il Nord, l’Est o l’Ovest; no: hai preso la strada
del Sud e hai scelto la nostra Africa. Quando preparavi da mangiare, anche

Tu, come noi, Ti accovacciavi davanti a un piccolo fuoco di legna, presso
una pentola di terra cotta. Quando volevi un po’ di acqua, non possedevi un
rubinetto lucente o tanti altri utensili complicati. Andavi semplicemente alla
fontana e tornavi cantando, con l’anfora sulla spalla, camminando come noi,
a piedi nudi sopra i sassi. E quando Giuseppe non trovava lavoro, anche Tu,
forse, hai patito la fame come noi. Perciò Tu puoi comprendere bene quanto
bisogno abbiamo di Te.
Come gli altri Tuoi figli, e più di tutti, abbiamo bisogno della Tua gioia,
così diversa dal delirio sfrenato delle nostre danze, che pure si prolungano
tutta la notte. La Tua gioia viene dal lavoro e dall’oblio di Te stessa.
Vergine Madre, stasera il mio cuore è gonfio di desideri.
Prendili tutti nelle Tue mani di mamma. Grazie!
M. Fakumbe