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Circolare n 10 25 06 2013 .pdf



Nome del file originale: Circolare n_10_25_06_2013.pdf
Titolo: Circolare fiscale n. 10 – Studio Peccatori Rag. Emanuela
Autore: Emanuela

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Office Word 2007, ed è stato inviato su file-pdf.it il 25/06/2013 alle 11:54, dall'indirizzo IP 95.230.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1578 volte.
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Circolare fiscale n. 10 – Studio Peccatori Rag. 2013
Emanuela

Anagrafe Conti Correnti

Dal 24 giugno banche, poste e intermediari finanziari hanno avviato la trasmissione al Fisco dei dati
completi su conti correnti, carte di credito, investimenti e gestioni – movimenti e saldi iniziali e finali: è
l‘Anagrafe prevista dal Decreto Salva Italia (Dl 201/2011, art. 11, commi 2,3) e regolamentata dal
provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

I nuovi dati al Fisco
Ecco un prospetto dei dati comunicati al Fisco, oltre a quelli identificativi (compresi codice univoco
ed eventuali cointestatari):


Conto corrente e conto deposito di risparmio: saldo contabile di fine anno precedente e
di fine anno, importo totale degli accrediti e degli addebiti effettuati nell’anno.



Carte di credito e debito: utilizzo del plafond di spesa e fine anno precedente e fine anno,
importo totale degli acquisti effettuati nell’anno. Per le carte prepagate ricaricabili, importo
totale delle ricariche in corso d’anno, per quelle non ricaricabili, importo totale del valore delle
carte acquistate nell’anno.



Conto deposito titoli (o obbligazioni): controvalore dei titoli rilevati a fine anno precedente
e a fine anno (come da estratto conto), importo totale degli acquisti effettuati nell’anno (esclusi i
rinnovi), importo totale disinvestimenti.



Gestione collettiva del risparmio: ammontare del contratto di gestione a fine anno
precedente e a fine anno, importo totale sottoscrizioni e rimborsi di quote nell’anno.



Certificati di deposito e buoni fruttiferi: totale degli importi facciali di certificati e buoni a
fine anno precedente e a fine anno, importo totale accensioni ed estinzioni in corso d’anno,
numero totale dei titoli.



Gestione patrimoniale: valore globale del patrimonio a fine anno precedente e a fine anno,
importo totale di apporti e prelievi in corso d’anno.



Cassette di sicurezza: numero totale degli accessi effettuati nell’anno.



Rapporto fiduciario: controvalore rilevato contabilmente a fine anno precedente e fine anno,
importo totale distintamente individuato dei conferimenti e dei prelievi effettuati
nell’anno.



Conto terzi: saldo contabile a fine anno precedente e fine anno, importo contabile addebiti e
accrediti in corso d’anno.

Circolare fiscale n. 10 – Studio Peccatori Rag. 2013
Emanuela


Dopo incasso: saldo contabile a fine anno precedente e fine anno, importo totale incassi in
corso d’anno.



Contratti derivati: importo totale nozionale dei contratti accesi e chiusi nell’anno, numero
totale dei contratti stipulati.



Prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione: importo totale degli incrementi
e dei riscatti della polizza effettuati nell’anno.



Acquisto e vendita di oro e metalli preziosi: importo totale di acquisti e vendite effettuati
nell’anno, numero totale dei riscatti della polizza effettuati nell’anno.



Operazioni extra conto: ammontare delle operazioni nell’anno, numero delle operazioni
effettuate.

Esclusi i dati su fondi pensione, portafoglio, cessione indisponibile, depositi chiusi, garanzie,
crediti, finanziamenti, patto compensativo, finanziamento in pool, partecipazione, altri rapporti
finanziari.

Uso dei dati
Le informazioni su rapporti e movimenti finanziari 2011 saranno comunicate tutte al Fisco entro il 31
ottobre 2013. Per i dati 2012, il termine ultimo è il 31 marzo 2014. Per gli anni dal 2013 in poi, la
comunicazione va effettuata entro il 20 aprile dell’anno successivo .

L’obiettivo, previsto dal testo del Salva Italia, è l’individuazione dei contribuenti a rischio di
evasione da sottoporre a controllo. L’Agenzia li utilizzerà, secondo criteri oggetto di specifico
provvedimento, per «la formazione di specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio
di evasione».
Utilizzando l’anagrafe dei conti correnti il Fisco può ora effettuare un incrocio di dati. Se il
contribuente ha tutta la documentazione sulle proprie movimentazioni, soprattutto extra-conto,
avrà maggior possibilità di evitare l’accertamento.
Il Fisco infatti, sulla base di questi dati potrebbe far partire accertamenti fiscali, anche da
Redditometro.

FERIE NON GODUTE, AD AGOSTO IL VERSAMENTO DEI
CONTRIBUTI
Si avvicina la scadenza per il versamento dei contributi sulle ferie non godute relative
all'anno 2011: riepiloghiamo tale adempimento a carico del datore di lavoro

Circolare fiscale n. 10 – Studio Peccatori Rag. 2013
Emanuela
Disciplina legale e disciplina contributiva
Il D.Lgs n. 66/2003 ha introdotto dei paletti molto rigidi entro i quali i datori di lavoro e i
lavoratori devono muoversi per il godimento delle ferie annualmente maturate; la
violazione di tali limiti comporta l'applicazione di una sanzione pecuniaria.
Va però evidenziato come la disciplina legale conviva in modo a dir poco particolare con
la disciplina contributiva. La rigidità del D.Lgs n. 66/2003 viene infatti meno in ambito
contributivo, nel senso che l'Inps non pone attenzione alla reale fruizione delle ferie (e
quindi al recupero delle energie psicofisiche del lavoratore), ma si concentra
esclusivamente sull'aspetto economico ad esse collegato.
L'Inps richiede infatti il versamento dei contributi sulle ferie non godute (con riferimento
all'adempimento in scadenza nel mese di agosto 2013 si tratta delle ferie maturate e non
godute nell'anno 2011), non preoccupandosi del fatto che tale adempimento sia connesso
di fatto alla violazione delle disposizioni dell'articolo 10 del D.Lgs. n. 66/2003 (fatto salvo
l'eventuale periodo di ferie ulteriore rispetto alle quattro settimane previsto dal contratto
collettivo applicato).

Detrazione IRPEF 2013-2014
Per effetto della proroga contenuta nell’articolo 16 del Dl 63/2013 , fino al 31 dicembre 2013 (e non più
fino al 30 giugno), sulle ristrutturazioni di immobili la detrazione IRPEF è maggiorata al 50% su un
massimo di 96mila euro di spesa per ciascuna unità immobiliare.
Da gennaio 2014 si torna alla detrazione del 36% su un tetto di spesa di 48mila euro per unità
immobiliare.
L’agevolazione del 36% è stata stabilita dal Salva Italia Dl 201/2011, la maggiorazione al 50% dal Decreto
Crescita (Dl 83/2012), la proroga dal Decreto Ecobonus (Dl 63/2013, articolo 16)

Sgravi su spese 2012-2013


Detrazione 36% sui bonifici effettuati fino al 25 giugno 2012, per un ammontare massimo di spesa di
48mila euro per unità immobiliare.



Detrazione 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al termine del periodo d’imposta, fino a 96mila
euro per unità immobiliare comprensivo delle spese fino al 25 giugno 2012.
La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, partendo da quello in cui è stata sostenuta la
spesa.
Casi particolari

Interventi 2012-2013: chi ha speso 48mila euro fino al 25 giugno e poi per interventi sullo stesso
immobile altri 96mila dal 26 giugno a fine dicembre, può detrarre il 50% sui 96mila euro,
rinunciando allo sconto del 36% sui 48mila euro precedenti (vedi Agenzia Entrate, circolare 13/E
2013).
Per il periodo d’imposta 2013 la detrazione è per tutto l’anno al 50% su 96mila euro.

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Immobili ad uso promiscuo: se adibiti anche all’esercizio di attività commerciali, arti o
professioni, la detrazione è dimezzata (norma inserita nel Salva Italia: articolo 4 comma 5 del Dl
2012/2011).
Parti comuni dell’edificio: conta l’anno di effettuazione del bonifico da parte
dell’amministrazione; la detrazione spetta al singolo condomino per la relativa quota, se versata
nell’anno di imposta.
Detrazione spettante superiore a IRPEF dovuta: la somma eccedente non può essere
rimborsata in alcun modo, né si può chiedere a rimborso o conteggiare in diminuzione dell’imposta
dell’anno successivo.

Cumulo con Bonus Energia
Esclusa la cumulabilità tra detrazione sulle ristrutturazioni con sugli interventi per il risparmio
energetico, appena alzata al 65% sempre dal decreto 63/2013. Nel caso di interventi che rientrino
in entrambe le agevolazioni, sarà il contribuente a decidere per uno solo dei due benefici fiscali.

Bonus Mobili
I contribuenti che fruiscono della detrazione IRPEF sulle ristrutturazioni edilizie, in base
all’articolo 16, comma 2 godono anche di una detrazione IRPEF 50% per l’acquisto di mobili
finalizzati all’arredo dell’immobile in cui si fanno i lavori, da ripartire in 10 quote annuali di pari
importo, su un tetto massimo di spesa pari a 10mila euro.

A chi spetta la detrazione


Proprietari o nudi proprietari.



Locatari o comodatari.



Soci di cooperative divise e indivise.



Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie).



Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.



Soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir (testo unico imposte sui redditi), che producono redditi
in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a
questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori
individuali.

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Familiari conviventi (coniuge, parente fino al terzo grado, affine fino al secondo grado),
purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.
In caso di contratto preliminare di vendita (compromesso), l’agevolazione spetta all’acquirente
se ha preso possesso dell’immobile, esegue gli interventi a proprio carico, è stato registrato il
compromesso.
Chi esegue in proprio i lavori può chiedere l’agevolazione sulle spese di acquisto dei materiali.
Caso particolare: la detrazione spetta anche a chi acquista un’abitazione nel caso in cui
sull’intero immobile siano stati fatti lavori di ristrutturazione terminati entro i sei mesi precedenti.
In questo caso non si calcola sui lavori eseguiti, ma su un importo forfettario pari al 25% del
prezzo di vendita o di assegnazione. Non è necessario pagare tramite bonifico.

Interventi agevolabili
Interventi di manutenzione ordinaria: solo se riguardano parti comuni degli edifici.
Interventi di manutenzione straordinaria, restauro conservativo, ristrutturazione edilizia: sia sulle
parti comuni sia nelle singole unità immobiliari.
Altri interventi: ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi (introdotta dal Salva Italia),
realizzazione box o posti auto, eliminazione barriere architettoniche (anche ascensori e montacarichi),
tecnologie per favorire la mobilità dei portatori di handicap (articolo 3, comma 3, legge 104/1992),
bonifica amianto, sicurezza, cablatura degli edifici.
Sono ammesse anche le seguenti spese:


progettazione e altre prestazioni professionali connesse,



prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento,



messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle
norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71),



acquisto dei materiali,



compenso per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti,



effettuazione di perizie e sopralluoghi,



IVA, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori,



oneri di urbanizzazione,

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altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi o agli adempimenti stabiliti dal
regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41/1998).
Sono escluse le spese di trasloco e custodia dei mobili durante i lavori.
Adempimenti
Bisogna indicare in dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal
detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo
della detrazione.
Ricordarsi di conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011: comunicazione all’Asl, fatture e ricevute
comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento, domanda di accatastamento (se
l’immobile non è ancora censito), ricevute di pagamento IMU, delibera assembleare di approvazione
dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di
ripartizione delle spese, dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile, abilitazioni
amministrative (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo,
dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che
gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
Importante: dal 14 maggio 2011 sono soppressi l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio
lavori all’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella
fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.
I pagamenti devono sempre essere effttuati con bonifico, bancario o postale: banche e poste operano,
all’atto del pagamento, una ritenuta del 4% come acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i
lavori (fanno eccezione i pagamenti ai Comuni).

Detrazione Mutui
Chi costruisce o ristruttura l’abitazione principale può applicare la detrazione IRPEF del 19%
sugli interessi passivi del mutuo per la ristrutturazione, su un importo massimo di 2.582,28
euro per ciascun anno d’imposta. Requisiti:


mutuo stipulato nei 6 mesi antecedenti la data di inizio lavori o nei 18 successivi,



immobile adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori,



mutuo stipulato dal proprietario o titolare di altro diritto reale.

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La detrazione è cumulabile con quella sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale soltanto
per il periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare e per i sei mesi successivi.

Agevolazioni IVA
Per interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, su immobili residenziali, regime
agevolato con IVA ridotta al 10%. Stessa aliquota anche per le cessioni di beni, a meno che
non si tratti di “beni significativi“, nel qual caso si applica l’IVA al 10% soltanto su un valore
individuato calcolando la differenza fra l’importo complessivo della prestazione e la spesa per i beni
significativi, e poi sottraendo il risultato sempre dal valore dei beni significativi.
Esempio: spesa totale dell’intervento di manutenzione 10mila euro, di cui 4mila per manodopera
e 6mila per acquisto beni significativi. Si paga l’Iva al 10% su un totale di 8mila euro: i 4mila di
manodopera e altri 4mila sui beni significativi (10mila – 6mila), mentre sui restanti 2mila euro si
applica l’aliquota al 21%.
Elenco beni significativi (decreto del ministero delle Finanze del 29 dicembre 1999):


ascensori e montacarichi,



infissi esterni e interni,



caldaie,



video citofoni,



apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria,



sanitari e rubinetteria da bagni,



impianti di sicurezza.
Esclusi:



materiali o beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori,



materiali o beni acquistati direttamente dal committente,



prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi di recupero edilizio,



subappalti: in tal caso la ditta subappaltatrice deve fatturare con Iva al 21% alla ditta principale
che, successivamente, fatturerà al committente con l’Iva al 10%.
IVA al 10% anche per: contratti d’appalto o d’opera per restauro, risanamento conservativo,
ristrutturazione (articolo 3, lettere c, d, del Testo Unico sull’edilizia, Dpr 380/2001) e il relativo

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acquisto di beni (esclusi materia prime e semilavorati); forniture dei cosiddetti beni finiti
(porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).


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