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LA SICILIA

MARTEDÌ 25 GIUGNO 2013

TRAPANI .29

Provincia

Marineria senza porto canale

VITA. TRE DENUNCE

Recuperate dai carabinieri
preziose giare in terracotta

MAZARA. Coldiretti. «Struttura non navigabile a causa dei bassi fondali». Cristaldi: «Presto interventi»
MAZARA. «La prima marineria d’Italia e
probabilmente del Mediterraneo non ha
un porto adeguato, questa è una contraddizione storica». Lo sostiene il capitano Alberto De Santi, presidente dell’associazione armatoriale «Coldiretti imprese pesca Mazara».
De Santi ha ancora una volta stigmatizzato la questione della non navigabilità del porto canale e le conseguenze di
ciò per il settore marittimo e per tutto
l’indotto. Il porto canale, infatti, risulta
privo di fondale adeguato per la navigazione al suo interno, anzi in alcuni tratti
starebbero pure affiorando scogli di sabbia e detriti che ostruiscono la navigazione. Negli ultimi anni molti sono stati i
casi di natanti da pesca e non solo che
sono rimasti incagliati al suo interno e
ciò con gravi danni. Ripercussioni economiche negative anche per l’indotto, quali cantieri navali, officine e per i distribu-

IL PORTO CANALE RITRATTO DAGLI STUDENTI LICEALI

tori di gasolio ubicati nel piazzale Quinci e questo a vantaggio dell’unico grande
distributore dislocato la porto nuovo.
«Purtroppo- dice De Santi - vi è una
certa rassegnazione del comparto, il porto non viene dragato da più di 30 anni.
Per la mancanza di fondale nel porto canale i pescherecci sono costretti annualmente a eseguire lavori di manutenzione anche straordinaria per circa 30.000
euro. Spesso infatti risultano danneggiati gli oscillatori e i sonar ecoscandagli.
Per non parlare dei danni alla cantieristica. Ogni anno venivano a fare lavori in
cantieri mazaresi fino a 20 imbarcazioni
di S. Benedetto del Tronto, oggi ciò è soltanto un ricordo e molte officine sono
fallite. Il porto nuovo, inoltre, è inadeguato vista la mancanza di servizi, a partire da punti acqua, luce e vari servizi».
Nel frattempo per avviare il dragaggio
del porto canale tecnici dell’Iamc-Cnr

stanno svolgendo, con la motonave
«Idrosfera», indagini geofisiche, carotaggi e analisi volte alla caratterizzazione
ambientale del porto. Per il dragaggio il
Comune ha ricevuto un finanziamento
ministeriale di 2.100.000 euro. I lavori
consentiranno di portare il pescaggio a 3
metri. I fanghi verranno depositati a copertura della vicina «colmata B».
«Entro breve tempo - ha dichiarato il
sindaco Nicola Cristaldi - la Regione terrà
una gara di appalto dei lavori. Nei primi
mesi del prossimo anno il porto canale
ritornerà navigabile».
Altra questione quella della presenza
di relitti all’interno del porto. Quattro di
questi dovrebbero essere rimossi quanto prima. La grave situazione del porto
canale è stata fotografata dagli studenti
del Liceo «Ballatore-Adria» che hanno
seguito di recente un corso di fotografia.

sue dimissioni «irrevocabili» dall’incarico,
auspicando che «il partito possa offrire in
futuro una classe dirigente nuova e rinnovata e che sappia intercettare gli umori
dei cittadini per tramutarli in future azioni di governo concrete».
Lo stesso Vincenzo Nastasi ha dichiarato che continuerà la sua esperienza di
militanza cercando di servire il bene comune, la cittadinanza e il partito nelle
modalità che gli saranno consentite. Nelle prossime settimane nascerà un «Comitato per il congresso», che avrà pieno
mandato politico e guiderà il circolo di
Partanna fino alla prossima scadenza congressuale, prevista entro la fine dell’anno.

VITA. Avevano rubato due grosse giare in terracotta e in parte
smaltate da un’abitazione privata di Calatafimi-Segesta, ma
individuati dai carabinieri della Stazione di Vita sono stati
denunciati. La segnalazione alla Procura della Repubblica di
Marsala, con l’accusa di ricettazione, è scattata per due
pregiudicati, Maria Luana Buglisi, di 27 anni e Giuseppe
Vattiata di 30 anni e per un incensurato, M.C., di 32 anni, tutti
di Vita.
Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di furto
presentata nei giorni scorsi alla caserma dei carabinieri di
Calatafimi-Segesta da parte della persona che aveva subito il
furto. In seguito a questo i militari dell’Arma hanno cominciato
a investigare e gli indizi raccolti li hanno condotti verso i tre
denunciati. L’operazione ha consentito, con l’individuazione
dei presunti ricettatori, anche il recupero delle due giare di cui
una con una capacità di circa 150 litri e l’altra che può
contenere sino a 80 litri di liquido. I tre giovani segnalati alla
Procura lilibetana le tenevano nelle loro abitazioni.
Dalle dichiarazioni di uno degli indagati, raccolte dai
carabinieri, le due giare erano destinate a un restauro in
seguito al quale dovevano successivamente essere rivendute al
miglior offerente. La somma che sarebbe stata guadagnata con
la vendita, sempre secondo quanto riferito agli investigatori da
uno dei denunciati, sarebbe stata poi suddivisa fra i tre.
A dire dei militari dell’Arma è stata la collaborazione tra le
Stazioni di Vita e di Calatafimi-Segesta, che fanno capo a due
differenti Compagnie (la prima a quella di Mazara del Vallo e la
seconda a quella di Alcamo), «il punto di forza dell’indagine
che ha permesso ai carabinieri della Stazione di Vita di
concludere l’operazione» riuscendo a recuperare le giare e a
riconsegnarle al legittimo proprietario che aveva perso ogni
speranza di ritrovarle. Per il successo dell’operazione,
comunque, è stata determinante la collaborazione della
vittima e proprio per questo i militari sollecitano, «per la
salvaguardia della legalità», la collaborazione dei cittadini.

ANTONINO BENCIVINNI

MARGHERITA LEGGIO

FRANCESCO MEZZAPELLE

PARTANNA

MAZARA

Dopo lo strasuccesso di Catania
Altri furti e tentati furti
in città è sempre più allarme terremoto nel Partito democratico
MAZARA. Ammonterebbe a oltre 50.000 euro il valore degli oggetti rubati in un appartamento in centro città. Il furto è avvenuto
domenica scorsa in una casa al 6° piano di
un palazzo di Corso Armando Diaz.
I ladri, dopo aver forzato la porta blindata dell’ingresso hanno avuto tutto il tempo
di asportare oggetti preziosi e tanto altro.
Probabilmente i criminali erano a conoscenza dei programmi dei proprietari che a
quell’ora si erano recati in spiaggia e che
rientrati per pranzo hanno avuto la spiacevole sorpresa di trovare il loro appartamento sottosopra riscontrando anche l’ingente
furto denunciato ai carabinieri che, dopo i
rilievi scientifici, hanno avviato le indagini.
Sempre domenica, ma in serata, stava

per essere compiuto un altro furto in appartamento poi sventato dall’allarme lanciato
dai vicini che hanno messo in fuga i ladri
con le loro grida e che dopo hanno avvertito i proprietari. Il tentato furto è avvento alle 21 circa in una casa di via Sauro. Anche
qui i ladri hanno forzato la porta d’ingresso
approfittando dell’assenza dei proprietari.
Non si esclude che le telecamere di un’attività possano avere ripreso i ladri.
Nel frattempo si attende che dopo l’aggiudicazione della gara di appalto alla Telecom spa il Comune si doti di 32 telecamere
di videosorveglianza finanziate con il Pon
sicurezza e che dovrebbero servire a prevenire pure i furti in abitazione.
F. M.

PARTANNA. Prime conseguenze politiche
derivanti dall’enorme successo elettorale
del candidato sindaco Nicolò Catania (poi
risultato eletto con più di tremila preferenze) e delle sue liste (più del 40 per
cento dei voti) che hanno consentito l’elezione di dodici consiglieri comunali su
venti.
In contrapposizione il Partito Democratico, andato al voto da solo, ha visto la
sua candidata a sindaco fermarsi a poco
più di mille voti e una composizione consiliare di tre nuovi rappresentanti di cui
uno facente capo all’on. Nino Oddo. Venerdi scorso, durante la riunione del direttivo locale del partito democratico, il segretario Vincenzo Nastasi ha presentato le

LE DUE GIARE RECUPERATE DAI CARABINIERI

Marsala
in breve
PROCESSO «THETIS»
Si cercano le
responsabilità
a. p.) La difesa di Salvatore
Esposto, comandante della
portacontainer Msc Eleni,
che il 3 agosto 2007,
speronò e affondò la nave
del Cnr «Tethis», tenta di
ribaltare le responsabilità
su chi guidava il natante
naufragato. «Le
responsabilità sono tutte
da ascrivere a Barca» ha
detto l’avvocato Scopesi,
difensore di Esposito, per il
quale l’accusa ha chiesto 13
anni di carcere. Nel
naufragio morì uno degli
otto ricercatori a bordo, il
russo 53enne Petr
Mikheychik. In tutto in
mare finirono 14 persone.
Al comandante della Eleni,
accusato di naufragio,
lesioni, omicidio colposo e
omissione dolosa di
soccorso, si contesta anche
l’alta velocità e l’omessa
segnalazione sonora in
presenza di visibilità
ridotta.

EX CONVENTO DEL
CARMINE
Rifugiati politici
raccontano esperienze
a. p.) Coordinata da
Salvatore Inguì, nell’ex
convento del Carmine si è
celebrata la giornata del
diritto del bambino
africano e del rifugiato
politico. A raccontare le
loro esperienze sono stati
diversi ospiti del centro
contrada Perino e altri
giovani arrivati in Sicilia sui
«barconi della speranza».
L’eritreo Johanes Ghebray
ha chiesto un minuto di
silenzio per i migranti che
sono morti in mare.

Pure stavolta
bagnini
in ritardo
Sarà ancora in estate
inoltrata che il Comune
aggiudicherà l’appalto per il
servizio di «vigilanza e
salvataggio» sulle spiagge
libere.
L’apertura delle buste con le
offerte presentate dalle
ditte è stata, infatti, fissata
per venerdì prossimo. Alle
porte, dunque, del mese di
luglio. L’impegno di spesa è
di 120mila euro. Una cifra
decisamente più esigua di
quella a disposizione due
anni fa, quando la base
d’asta fu di 263 mila euro
(stavolta, invece, sarà di
appena 97.080 euro).
L’appalto sarà aggiudicato
con un cottimo fiduciario. Il
50% della spesa (60 mila
euro) sarà a carico della
Regione, mentre Comune e
Provincia contribuiranno
con 30 mila euro ciascuno.
Anche quest’anno, dunque,
i bagnini avvieranno in
ritardo la loro opera.
Ai primi di luglio dello
scorso anno il sindaco Giulia
Adamo si era giustificata
affermando che la sua
amministrazione aveva
«ereditato un ritardo
impressionante», cui
sarebbe stato posto
rimedio, promise allora il
primo cittadino, a partire
dalla successiva stagione
estiva.
Invece così non è stato.
Anche nel giugno 2012, in
attesa de finanziamenti
regionali e provinciali, il
Comune, per attivare il
servizio, impegnò la somma
di 12 mila euro. Negli ultimi
due anni, ad aggiudicarsi
l’appalto è stata la «A&D
Pubblicità».
A. P.

La città si riappropria di Capo Boeo
COMUNE. Giunta approva ordinanza che autorizza il sindaco a sottoscrivere accordo con la Soprintendenza

CAPO BOEO E PARCO ARCHEOLOGICO VISTI DALL’ALTO

I marsalesi dovrebbero tornare a riappropriarsi, tra non molto, della zona di
Capo Boeo, da alcuni anni recintata dalla Soprintendenza ai Beni culturali e di
quel viale (Vittorio Veneto), storica
«passeggiata» tra Porta Nuova e il «ferro
di cavallo» in riva al mare, che la taglia a
metà.
La giunta Adamo ha, infatti, approvato lo schema relativo all’«accordo per
l’apertura degli accessi lato Porta Nuova e lato Lungomare per il transito dei
cittadini e per il servizio di pulizia e custodia dell’area Parco archeologico di
Lilybeo». Con l’atto, si autorizza, inoltre,
il sindaco Giulia Adamo a sottoscrivere
il relativo accordo con la Soprintendenza.
In premessa, l’amministrazione comunale evidenzia che «intende consentire un passaggio storico della città tra
l’arco di Porta Nuova e il mare attraver-

CRONACA GIUDIZIARIA

so il viale Vittorio Veneto» lungo il quale è stato scoperto il Decumano Massimo, la principale arteria cittadina dell’antica Lilybeo romana.
«A margine del Decumano - si continua - a cura dell’amministrazione è stato realizzato uno steccato di legno che
consente il passaggio delle persone in
sicurezza verso il mare. Detto passaggio
dovrà essere gratuitamente fruito dai
cittadini marsalesi e dai turisti». Il resto
dell’area delimitata sarà, comunque,
sempre gestito in «autonomia» dalla direzione del Parco archeologico.
«L’apertura del Parco per il libero
passaggio del Desumano - si aggiunge
nella delibera adottata dalla giunta municipale - avverrà con l’apertura dei relativi cancelli». Da maggio a metà ottobre, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle ore 20.
Dal 16 ottobre al 30 aprile, dalle 9 alle 13
e dalle 15 alle 19.

Dopo una lunga fase di chiusura il
viale tanto caro ai marsalesi fino agli anni ’80 fu riaperto, per qualche ora, nel
pomeriggio dello scorso 16 marzo, nell’ambito della cerimonia inaugurale di
«Marsala città europea del vino». Bisognerà vedere, adesso, quali saranno i
tempi per la sottoscrizione dell’accordo
con la Soprintendenza. Non dovrebbero, comunque, essere molto lunghi. Il
sindaco Adamo, infatti, della riapertura
di viale Vittorio Veneto ha fatto un suo
cavallo di battaglia.
Di riapertura del viale si era parlato
già all’inizio del 2010, dopo che l’amministrazione del sindaco Carini impegnò
500mila euro in bilancio per una campagna di scavi. L’appalto fu aggiudicato
all’associazione d’imprese formata da
«Hera Restauri» di Moiano e «Restaurate» di Acireale.
ANTONIO PIZZO

PROGETTO A COSTO ZERO DI PRIVATI CITTADINI

Altalena per bambini disabili
Guerra fra enoteche: in aula
una balestra, arma per uccidere all’interno di Villa Cavallotti
Ha fatto ingresso in aula, ieri, la balestra con
cui, secondo l’accusa, la mattina del 18 aprile 2009, il 46enne marsalese Antonio Scaturro avrebbe scagliato un dardo contro il 42enne Francesco Giacalone, non centrando l’obiettivo. Sarebbe stato quello il prologo di
quanto avvenuto qualche ora dopo. Quando il
71enne Michele Scaturro, padre di Antonio,
contro Giacalone, dipendente dell’enoteca
concorrente («Luminario»), esplose alcuni
colpi di pistola, ferendolo all’addome. Per
questo episodio, Michele Scaturro è già stato
condannato a 4 anni 8 mesi e 20 giorni di carcere (pena patteggiata).
Adesso, per una lite sorta a causa della concorrenza tra i titolari delle due enoteche all’epoca operanti sul lungomare di Capo Boeo

sotto processo, per tentate lesioni e minacce,
c’è Antonio Scaturro. Ad accusarlo è Francesco
Giacalone. Vicino all’imbarcadero per Mothia,
Scaturro avrebbe scagliato il dardo dall’interno della sua auto, perforando la tuta indossata da Giacalone. A questi, poi, avrebbe anche
mostrato un coltello dicendogli: «Ti tagghio i
cannarozzi» («Ti taglio la gola», ndr).
Nel corso del processo Scaturro ha ammesso di aver scagliato un dardo, ma si è difeso affermando che si trattava di una balestra
giocattolo e che non voleva farlo. In aula, intanto, la balestra non è sembrata un giocattolo. E’, infatti, di metallo con calcio in plastica
e con un corredo di 18 dardi d’acciaio. Il 5 dicembre il pm farà la sua requisitoria.
A. P.

Costruire un’altalena per bambini diversamente abili. E’ questo l’intendimento di un
gruppo di privati cittadini, capeggiati da Vito
Trapani (artista marsalese abilissimo nella lavorazione del legno e dei materiali riciclati),
che chiedono la collaborazione di altri volontari, per l’esclusivo reperimento del materiale necessario e per una consulenza finale, da
parte di professionisti del settore, tra cui ingegneri, per valutare la staticità della struttura.
L’altalena, secondo l’idea del gruppo, dovrebbe essere posizionata all’interno di Villa
Cavallotti o, comunque, in uno spazio pubblico nel territorio comunale.
«Abbiamo condiviso su un social media una
foto – dice Luana Saturnino - e da quel giorno
quell’immagine si è trasformata in qualcosa di

concreto grazie a un gruppo di professionisti
che ci hanno creduto sposando la causa comune della realizzazione dell’ altalena per bambini disabili a titolo gratuito. L’obiettivo della
nostra proposta è che almeno in un parco
pubblico della nostra città sia realizzata l’altalena per i disabili, per una loro perfetta integrazione sociale, che purtroppo a Marsala
manca».
Al momento il gruppo è impegnato nella ricerca dei materiali più adatti e di un ingegnere che gratuitamente dia una valutazione sulla solidità della struttura, ma anche un’attenta analisi.
Chi volesse contribuire può scrivere al sito
www. progettolilibeo. altervista. org.
JANA CARDINALE


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