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lettera aperta .pdf



Nome del file originale: lettera aperta.pdf
Titolo: Microsoft Word - lettera aperta
Autore: Luigi

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Lettera aperta a politici, giornali, associazioni e quanti possono essere direttamente
o indirettamente coinvolti e/o interessati
Riflessione di un piccolo imprenditore
Tralascerò volutamente la questione “salute” perché su questo argomento si sono
già espressi positivamente numerosi luminari della scienza sia in Italia che all’estero
e mi limiterò a delle valutazioni (in parte personali) sulla proposta di legge appena
emanata dal Governo e pubblicata in GU in data 28-6-2013.

sulla pagina iniziale della FIT Federazione Italiana Tabaccai, il presidente Giovanni
Risso dichiara:
…“il Governo ha fatto propria la nostra posizione regolamentando la sigaretta
elettronica”
… “Le sigarette elettroniche necessitavano di regole chiare e
precise che fossero in grado di salvaguardare gli interessi di tutti: dello Stato,
che continuava a perdere grosse fette di gettito erariale; dei cittadini, che
rischiavano di avvicinarsi ad un prodotto privo di qualsiasi controllo; dei
tabaccai, che improvvisamente si sono trovati dinnanzi ad un “prodotto
concorrente” che, non solo poteva essere venduto da tutti e senza alcun
imposizione fiscale”
… “Ci prepariamo a dare battaglia affinché il
provvedimento non subisca in sede di conversione stravolgimenti a noi
sfavorevoli, ma, anzi, possa assumere contorni più definiti e cogenti”
http://www.tabaccai.it/index.php testo integrale

ora facciamo due riflessioni sulle menzogne dichiarate:
IL GOVERNO HA FATTO PROPRIA LA NOSTRA POSIZIONE: si desume che il Governo
stia lavorando a favore di una singola categoria, quindi il Governo mi dovrà spiegare
se è vero e per quale motivo oppure se è falso e adotterà tutte le misure necessarie
a tutelare la propria immagine, querelando questo signore per diffamazione. In
entrambe i casi il NOSTRO Governo dovrà prendere una posizione.

LO STATO CHE CONTINUAVA A PERDERE GROSSE FETTE DI GETTITO ERARIALE

Falso, in quanto il commercio di sigarette elettroniche, così come qualsiasi altra
forma di commercio, è assoggettato a tassazione in varie forme, senza considerare
quanto già da tempo dichiarato dall’Illustre Prof. Veronesi: l’allontanamento dal
consumo di tabacco produrrà una notevole riduzione di costi per la Sanità Pubblica,
motivazione per la quale in Stati più civili, è incentivata la vendita di detti apparati.

“PRODOTTO CONCORRENTE” CHE NON SOLO POTEVA ESSERE VENDUTO DA TUTTI E
SENZA ALCUN IMPOSIZIONE FISCALE
Bene, si chiama libera concorrenza e credo non sia nemmeno il caso di discuterne,
“che possa essere venduto da tutti” riguarda qualsiasi prodotto commercializzato da
aziende non riunite in lobby e “senza alcun imposizione fiscale” si commenta da sé,
ma di mio aggiungo:
egregio Signor Risso, lei è assolutamente in malafede oppure la sua ignoranza è
veramente vergognosa, quindi mi domando come possa rappresentare una intera
categoria; nessuno, in nessun settore è privo di imposizione fiscale e questo lo
dovrebbe sapere; se lo sa è palesemente in malafede nelle sue dichiarazioni, se non
lo sa è peggio, in entrambe i casi si dovrebbe vergognare.

Entriamo ora nel dettaglio: la tassazione proposta è del 58,5 per cento del prezzo di
vendita al pubblico.
Posta in questi termini, la legge non sarebbe applicabile in quanto non esiste un
prezzo imposto per gli oltre mille articoli (forse di più) disponibili sul mercato, ma in
ogni caso facciamo due conti di come cambierebbe il panorama commerciale.
Una boccetta di liquido da 10ml che oggi costa al pubblico 5,90 € porta al
commerciante (al netto dell’IVA) un importo di 4,88 €; per poter incassare la stessa
cifra, il prodotto dovrebbe essere venduto a 14,22 € che al netto dell’IVA
diventerebbe 11,75 € da cui togliere il 58,5% per tornare all’incasso di 4,88 € e si
noti che da questo importo vanno sottratti i costi del prodotto, i costi fissi di
gestione, i costi del personale e, raggiunto un utile lordo, vanno detratte imposte e
tasse. Tradotto in numeri inconfutabili, l’aumento a carico del cliente finale sarebbe
del 240,96%

Premesso che pochi si potrebbero permettere di spendere 139,40 € per uno starter
kit che attualmente costa 70,00 € la conseguenza di questo sarebbe la chiusura
quasi totale degli attuali punti vendita, il ritorno alla disoccupazione sia degli
imprenditori che degli eventuali dipendenti, senza contare che molti sono ricorsi al
credito per iniziare questa attività, il che porterebbe non solo alla chiusura delle
aziende, ma in molti casi al fallimento ed alla mancata possibilità di onorare i debiti
contratti, siano essi professionali che privati.

Nel DL 504 si inserisce il concetto che qualsiasi cosa idonea a sostituire il consumo di
tabacchi…. deve essere ostacolata
Non mi domando a favore di chi, in quanto in tal senso (fino a smentite) si è già
espresso il presidente della FIT, ma mi domando quali siano i valori morali dei
legislatori che tentano di ostacolare l’allontanamento anche parziale o temporaneo
dal consumo di tabacco.

Conoscendo molto bene il mondo delle sigarette elettroniche e avendo letto il DM
67 del 22-2-1999 mi sono reso conto che quanto proposto dal testo di legge non è
applicabile, ma nello stesso momento ho appurato che coloro che hanno “ideato”
questa tassazione, si sono limitati ad una valutazione superficiale dei numeri senza
entrare nel merito degli stessi, altrimenti avrebbero evitato quella che si rivelerà
l’ennesima brutta figura.

Una tassazione del 58,5% sul prezzo di vendita significa ipotizzare un margine lordo
esorbitante, il che mi fa dedurre che nessuno si è preso la briga di fare una verifica
preventiva prima di “ideare” una simile stupidaggine.

Spesso e sempre più frequentemente i politici si riempiono la bocca col concetto
della semplificazione, poi gli stessi politici introducono in un solo articolo tutta una
serie di incombenze atte a rendere ingestibile l’attività di un piccolo imprenditore;
basta leggere il comma 4 dell’art. 62-quater inserito nel DL 504 del 26 ottobre 1995.

Già questa ultima riga dovrebbe far riflettere sulla coerenza di chi parla di
semplificazione, senza neppure entrare nel merito del singolo comma.
Nel frattempo, in deroga all’art. 74 ecc ecc ecc i tabaccai hanno ottenuto la
possibilità di vendere lo stesso prodotto che hanno definito “privo di qualsiasi
controllo” per non subirne la concorrenza; per coerenza legislativa noi che vendiamo
solo le sigarette elettroniche con una concorrenza smisurata della lobby FIT,
dovremmo da subito poter vendere il tabacco, cosa che comunque non farei,
avendo dei principi morali a cui rispondere. Indipendentemente dalle mie scelte
morali, resta il fatto che la battaglia della Federazione Italiana Tabaccai puntava
molto sul prodotto privo di controllo, problema che oggi non esiste più dato che
anche loro, pare grazie ai favori politici, ora lo possono commercializzare.
Testualmente sul sito FIT c’è scritto: “Dall’analisi del provvedimento la nostra
categoria vede finalmente riconosciuto il proprio ruolo grazie ad una
sostanziale assimilazione della disciplina delle sigarette elettroniche a quella
dei tabacchi lavorati”
Peccato che sulle sigarette elettroniche non ci sia scritto “provoca il cancro” o
“nuoce gravemente alla salute” oppure “il vapore ostruisce le arterie e provoca
infarti e ictus” e potrei protrarre il novero per numerose pagine.

Un pensiero: qual è il ruolo della categoria che finalmente si vede riconosciuto? La
prima cosa che mi viene in mente è uno di quei film dove un clan riesce finalmente
ad imporsi su un altro clan per il “possesso” di un territorio, ma in quel caso sono
state necessarie numerose operazioni di convincimento per l’ottenimento dello
status…

In alcuni forum di svapo così come su facebook, ho letto commenti di alcuni utenti
che si chiamavano fuori in quanto non commercianti e quindi disinteressati
all’argomento; dato per certo che gli utenti dei forum sono una percentuale minima
dei clienti dei negozi fisici, sono comunque una cartina al tornasole degli umori e mi
sorge il dubbio che costoro (ma forse molti altri) non si rendano conto che se
dovesse passare una legge di questo tipo, l’Italia si troverebbe ad avere a che fare
con una nuova casta di intoccabili in grado di gestire oltre a grosse somme di
denaro, anche le decisioni del Governo e dei suoi appartenenti e questa mia

personale opinione è scaturita dopo aver letto e riletto più volte quanto dichiarato
dal Risso: “il Governo ha fatto propria la nostra posizione”
Riconsideriamo adesso il ruolo delle associazioni
L’interesse di ANAFE è ovviamente quella di tutelare produttori, distributori e
rivenditori affinché venga tracciata la filiera del prodotto e questo personalmente lo
auspico e l’ho dichiarato pubblicamente da sempre, in quanto permetterebbe a chi
lavora in modo corretto (leggi onesto, nel rispetto delle numerose normative già
esistenti) di non avere una concorrenza sleale (leggi chi importa in modo illegale,
senza rispettare quanto già previsto in merito a permessi, pagamento di dazi ecc.)
tant’è che già nel 2012 feci delle denunce firmate e rese pubbliche, indirizzate a GdF
e Agenzia delle Dogane per osteggiare le importazioni illegali di apparati e accessori.
L’interesse delle associazioni di consumatori (che sull’argomento specifico non si
sono ancora espresse) dovrebbe essere quello di avere una categoria di
commercianti che in primis operano nel rispetto delle leggi, perché questo
principalmente serve a dare un minimo di garanzie sul prodotto in questione e poi,
ma sicuramente più importante, dovrebbero tutelare coloro che cercano di
allontanarsi dal fumo di tabacco, senza permettere che una lobby come la FIT chieda
di tassare a dismisura tutto ciò che va contro il loro mero interesse commerciale e
che indiscutibilmente va a favore della salute pubblica.
L’interesse della FIT è giustamente quello di tutelare i tabaccai, ma è scorretto che
per fare questo si vada a boicottare un intero settore (e i suoi consumatori) a favore
di una unica categoria commerciale.

Da sempre sono stato a favore di una regolamentazione del settore e ad una
eventuale tassazione del prodotto “nicotina” di cui sappiamo benissimo le
controindicazioni, ma da li a rendere burocraticamente ingestibile una piccola
attività ci sono numerose possibilità di intervento, purché venga studiato il
fenomeno nel suo insieme senza limitarsi ad un numero asettico (fatturato) di cui
per altro non esistono dati certi, ma le più disparate ipotesi.

Prima di ripercorrere l’intero testo del decreto, voglio esprimere tutta la mia
personale indignazione per quanto dichiarato da Giovanni Risso Presidente del FIT,

persona che reputo spregevole per quanto dichiarato nel suo insieme e che si può
riassumere così: le sigarette elettroniche sono pericolose ma se le vendiamo noi
vanno bene e il Governo ha fatto quello che volevamo noi.
L’opportunismo è intrinseco nel genere umano, ma quando si palesa da parte di chi
dovrebbe rappresentare una moltitudine di persone diventa vergognoso,
soprattutto se a fare la figura dei burattini sono i nostri politici che,
istituzionalmente, dovrebbero rappresentare e fare gli interessi della comunità e
non delle singole federazioni.
È ovvio che un DL in questi termini, non porterà nessun introito allo Stato ma
innumerevoli vantaggi ai tabaccai.

-qui riporto fedelmenteGazzetta Ufficiale del 28-6-2013 DN N° 76
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
RITENUTA la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni volte a
promuovere l’occupazione, in particolare giovanile, e la coesione sociale, al fine di
favorire immediate opportunità di impiego, in considerazione della gravità della
situazione occupazionale;
RITENUTA altresì la straordinaria necessità ed urgenza, considerata la particolare
congiuntura economica, di adottare disposizioni in materia di IVA, e altri interventi
urgenti per il sistema produttivo, nonché di adottare misure idonee a promuovere
gli investimenti…
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, del Ministro dell’economia e delle finanze…
EMANA
Il seguente decreto-legge
…
TITOLO TERZO…
Art. 11 comma 22

-qui interpreto e riassumoAlla faccia delle necessità reali del commercio, alla faccia di chi ha investito in una
nuova attività, alla faccia di una attività che produce reddito, alla faccia dei
lavoratori dipendenti di questo settore, alla faccia della salute degli italiani, alla
faccia delle migliaia di piccoli imprenditori prossimi al fallimento, a favore della
lobby dei tabaccai, a favore dei grossi gruppi che potranno finanziare operazioni
mirate, alla faccia dei piccoli artigiani che producono pezzi unici apprezzati in tutto il
mondo, alla faccia di tutti i buoni propositi con cui si apre la pubblicazione di questo
DL: il governo decide di ammazzare un settore emergente e propone una tassazione
esorbitante, a cui aggiungere l’IVA per rendere inappetibile il prodotto ai
consumatori, propone una tassazione esorbitante al netto della quale gli
imprenditori dovrebbero ancora avanzare reddito su cui pagare ulteriori tasse.
Questa è la mia interpretazione di questo vergognoso decreto, ma sono sicuro che
molti la appoggeranno nella maggior parte dei punti esposti.

Queste mie esternazioni verranno inviate da qui al 9 luglio, giorno della
manifestazione a Roma, a tutti gli indirizzi che riuscirò a reperire in rete e prego
chiunque avesse tempo e voglia di farlo, di fare altrettanto, perché oggi non è messo
a rischio solo il settore delle sigarette elettroniche, ma l’intera democrazia.

Luigi Bonacina (Ammy)

Milano 01 luglio 2013


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