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Solo alla conclusione di tali doverose e vincolanti indagini tecniche, doveva seguire la posa delle
Reti Paramassi, previa acquisizione delle aree di posa, attualmente di proprietà privata.
Questa la doverosa premessa degli antefatti.
La Società LTF, venuta a conoscenza dell’esposto, ha trovato spazio su alcuni quotidiani nazionali
replicando, quasi ad irridere gli esponenti, che le reti erano già state realizzate e che gli aderenti al
movimento NO TAV ne erano perfettamente a conoscenza, con ciò contrabbandando per RETI
PARAMASSI, a tutela del Cantiere, le Recinzioni precarie posate per ordine della Prefettura di
Torino, a garanzia dell’ordine Pubblico.
Recinzioni aventi caratteristiche tecniche assolutamente diverse e finalizzate ad altri scopi e di certo
non funzionali alla sicurezza fisica dei lavoratori addetti al cantiere ed alla sua vigilanza.
Insomma una chiara presa in giro degli esponenti ed anche delle Autorità addette ai controlli!
Senonchè la Soc. LTF non finisce mai di stupire per la improvvisazione del suo modo di operare!!
Da qualche giorno, come si può facilmente constatare dalle allegate prove fotografiche, ha iniziato
ad operare, all’interno del Cantiere, realizzando le conclamate Reti Paramassi, in totale modifica
rispetto alle previsioni progettuali.
In conclusione:
1) L’esposto delle Associazioni ha dunque colpito nel segno;
2) La Soc. LTF stava e sta operando in grave violazione di legge sulla sicurezza del Cantiere
(D.Lgs 81/2008), con evidenti responsabilità del Committente e del Responsabile dei
Lavori;
3) È assolutamente contrario alla prescrizione n° 5 della Delibera CIPE n° 86/2010, realizzare
le RETI PARAMASSI, senza avere previamente eseguito gli Studi Geologici e le Indagini
Tecniche sulle aree di crollo poste a mt. 900;
4) La collocazione delle reti non può avvenire in modo estemporaneo, ma solo al termine e
sulla base dei risultati tecnici, di cui al precedente punto n° 3);
5) La collocazione in corso delle reti paramassi risulta gravemente difforme dalla previsioni
progettuali contenute sia nel Piano di Sicurezza che nella planimetria e negli altri elaborati
grafici.
Esse infatti sono in costruzione all’interno dell’area di cantiere e non a monte dello stesso
come previsto.
Ancora una volta il rispetto della legge è “optional” di fronte agli interessi contingenti di
LTF di recuperare frettolosamente le gravi inadempienze segnalate nell’esposto inviato il
22/05/2013;
6) Si pone un evidente problema di giustizia e uniformità dei cittadini e delle imprese di fronte
alla legge: