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Cantiere TAV della Maddalena – Documentazione fotografica Giugno 2013
Il montaggio delle reti paramassi previste a progetto inizia a Giugno 2013 (come da n. 9 foto del 20/06/2013 allegate) e solo dopo l’esposto di ProNatura e Lega
Ambiente del 22/05/2013 (la frettolosa collocazione delle reti conferma l’illegittimità della situazione in cui il cantiere ha operato fino ad oggi e le omissioni nei
controlli relativi al periodo luglio2011/giugno 2013).
Il cantiere è stato aperto per 2 anni (luglio 2011/giugno 2013) in contrasto con le previsioni progettuali (Piano di sicurezza, Organizzazione del cantiere, Sintesi
non tecnica dello studio SIA, ecc…) in violazione di legge.
Le reti sono state oggi collocate plani metricamente in modo difforme dal progetto (all’interno anziché all’esterno dell’area oggetto di esproprio) e non come
previsto da planimetrie, sezioni.
Nel calcolo delle reti, già a progetto, non si era tenuto conto dei crolli di massi di centinaia di mc., posti a quota 900 (foto da n. 14 a n. 23); ciò anche dopo che la
prescrizione n. 5 del CIPE richiedeva “l’approfondimento … geologico dell’area a monte dell’imbocco”.
Il riattivarsi di questa frana di crollo, fenomeno giudicato non escludibile dal “Piano di sicurezza”, non è stato preso in considerazione con gravi potenziali rischi
per i quali la SITAF aveva monitorato alcune nicchie di crollo negli anni 2000 (foto da n. 29 a n. 43).
L’area di crollo è particolarmente incombente sul cantiere TAV (foto da n. 44 a n. 48).

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