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Sulla Tito Brienza .pdf


Nome del file originale: Sulla Tito-Brienza.pdf
Titolo: Sulla Tito-Brienza
Autore: Negozio

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Tito-Brienza, salute e sviluppo economico

Gentilissima Redazione,
spero vogliate accogliere e pubblicare alcune considerazioni relative all'articolo apparso sul vostro
quotidiano domenica 7 luglio dal titolo "Si pagherà per attraversare Brienza", avente ad oggetto la
questione del sesto lotto della Tito-Brienza.
Che il problema causato dal traffico nel centro cittadino brienzano esista e fuor di dubbio. Le modalità e le
conseguenze della sua eventuale o mancata risoluzione sono tutte da verificare.
Il problema, come giustamente evidenziato nell'articolo citato, si trascina ormai da molti anni nella
generale indifferenza della maggior parte dei cittadini (ad oggi, a mia memoria, si ricorda una sola
manifestazione di protesta di diversi anni fa) ed investe due ordini di problemi: uno sanitario e l'altro
economico.
Quello sanitario è senz'altro il più importante ed è assolutamente giusto e doveroso, da parte di un sindaco,
tutelare la salute dei suoi concittadini. Ma cosa sappiamo, ad oggi, della situazione smog e dell'eventuale
aumento di malattie ad esso imputabili? Nulla, se non congetture, ipotesi. Da questo punto di vista mi pare
sia consigliabile investire le autorità sanitarie regionali in modo che sia verificata la sussistenza di
problematiche serie che, ove esistano, imporrebbero, credo, automaticamente la chiusura del passaggio
per lo meno al traffico pesante. In mancanza continueremo a brancolare nelle ipotesi e continueremo ad
accettare, in barba alle proteste contro lo smog, che in pieno centro cittadino si permettano i motoraduni
di decine e decine di moto che, a naso, inquinano quanto un'automobile.
Nel caso, comunque, sarei, per primo, a fianco al sindaco in qualsiasi manifestazione o forma di protesta
necessaria a sensibilizzare decisioni drastiche da parte di ci ha il dovere di tutelare la salute di ciascuno di
noi.
Anche l'altra questione, quella economica, sia pure meno importante, interessa un buon numero di
cittadini. Nell'articolo di domenica scorsa sembra asserirsi che il completamento del sesto lotto della TitoBrienza aiuterebbe l'economia brienzana. La cosa è quanto meno inspiegabile visto che di fatto con il sesto
lotto si allontanerebbero tutti coloro che attualmente attraversano il paese e che a volte si fermano.
Tuttavia non è questo il punto: il problema verte sul trovare una forma alternativa di sviluppo economico a
quello sviluppatosi negli ultimi anni proprio grazie all'attraversamento di tante auto nel centro brienzano.
Ora, questa alternativa non si intravede. Si dice, da ancora più anni, che Brienza avrebbe la possibilità di
sfruttare il suo bellissimo centro storico per sviluppare turismo. Verissimo! Ma, ad oggi, non abbiamo mai
avuto un'amministrazione capace di immaginare un piano organico di sviluppo turistico, nessuno che abbia
avuto la capacità di immaginare quanti e quali interventi si potessero fare per far fruttare il patrimonio
storico, architettonico, naturalistico del nostro paese, nessuno che abbia avuto la capacità di immaginare
come sarebbe Brienza nel medio-lungo periodo attraverso interventi adeguati in tal senso.
Certo si parla da tempo del cosiddetto borgo-albergo, ma, ad oggi, al di là di una conferenza stampa semi
clandestina convocata a Potenza e, mi pare con imprenditori ben lontani da noi, nulla sembra muoversi. Del
resto sarebbe, anche qui, contraddittorio scavalcare due grandi strutture alberghiere presenti sul territorio

e limitarsi al solo settore alberghiero senza sfruttare gli ambiti culturali che troverebbero uno sbocco
naturale in un ambiente così suggestivo.
Anche in questo caso, dunque, c'è una questione preliminare da affrontare: esiste o, almeno, siamo in
grado di immaginare un'alternativa di sviluppo che possa, sicuramente meglio del presente, ovviare a
quanto perderemmo con il completamento della Tito-Brienza?
Anche qui sarei ben contento di schierarmi a favore del completamento della strada o della sua chiusura se
vedessi un'alternativa. Ma attualmente alternativa non c'è. Al contrario ci sarebbe una soluzione, anche
questa già proposta in passato, ovvero una bretella capace di deviare il traffico pesante, vera spina nel
fianco di questo paese.
In attesa che qualcuno riunisca imprenditori, commercianti, le tante associazioni e cominci seriamente a
discutere di sviluppo economico, teniamoci le auto.
Donato Varallo


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