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Donne .pdf



Nome del file originale: Donne.pdf
Titolo: XL+Magazine_04_DEF1
Autore: Andrea Ciceri

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Anteprima del documento


BEHIND THE SCENE

NON SOLO
UOMINI
Le avete mai visto le donne del cross? Non quelle dei cinque
secondi, con le minigonne e le scollature generose, quelle
sicuramente le avete notate, ma sono fumetti, invenzioni, le
disegnano così.
Testo e Foto Paola Calonghi

I

o parlo delle donne vere che riempiono di senso e di cuore il motocross.
Ho passato intere giornate a osservarle, le ho fotografate per non perderle
fra le centinaia di uomini che popolano,
testosterone alle stelle e adrenalina a
mille, i weekend di gara. E’ un mondo
parallelo ed efficiente di madri, fidanzate,
meccanici, medici, ufficiali di percorso,
coordinatrici di team, giornaliste, media
manager ed è anche grazie a loro che
tutto funziona nella macchina complicata, variopinta e velocissima del mondiale
motocross.
Sono quelle che, nonostante la sveglia
all’alba, il freddo o l’afa (perché durante
un mondiale fa sempre troppo freddo o
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troppo caldo), l’agitazione dei piloti, il rumore assordante dei quattro tempi non si
dimenticano di essere donne, e trovano il
tempo per tutto, anche per un sorriso. Le
compagne dei piloti, ad esempio, sono
diversissime fra loro, ma tutte, in qualche modo, incredibili. Le vedi accanto ai
rider, pochi minuti prima che si schierino, nell’istante sospeso fra la paura e la
possibilità in cui i tecnici e la ragione non
servono più. Quando l’emotività scorre
libera sotto la pelle solo le donne sanno
cosa fare, sanno come placare l’angoscia e trasformarla in coraggio, trovano la
parola giusta o condividono un silenzio.
E’ un sapere antico, si tramanda di madre
in figlia, le donne sanno crescere i figli

e stare accanto ai guerrieri prima della
battaglia. Tutto qui, niente di più semplice, nulla di più difficile. Non c’è amore
più grande di quello di chi, pur amandoti
alla follia ti lascia andare e ti segue con
lo sguardo mentre rischi la vita per una
passione solo tua. Le donne dei piloti
lo fanno continuamente, nascondono il
timore e sorridono, anche se lo stomaco
si contrae per l’ansia, accolgono la rabbia
della sconfitta e la felicità della vittoria
perché sanno tenere insieme quello che
altrimenti insieme non sta. E tutte stanno
al fianco del proprio guerriero, ognuna a
modo suo. Jill, la fidanzata di Tony Cairoli, è perfetta, bella di una bellezza dolce
e non ostentata, riesce a essere impec-

cabile anche nella polvere di Guadalajara
o nel fango di Bastogne. Jill è elegante di
portamento e di animo, non dice mai una
frase di troppo, è pacata nella gioia e nel
disappunto. Le donne come lei camminano sempre un passo dietro al compagno,
per non fare ombra, ma capisci che si
metterebbero fra lui e il mondo intero se
servisse a proteggerlo. Vedere lei e Tony
nel preparco, così diversi eppure così
uniti è uno spettacolo, hanno la ritualità
dei gesti condivisi, l’armonia rassicurante che solo l’abitudine ad amarsi può
creare. Jill gli asciuga il sudore dalla
fronte, Tony fissa la pista concentrato,
lui fa un cenno impercettibile e lei gli dà
una carezza, poi gli porge il casco, una
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BEHIND THE SCENE

completa l’altro, vincono
e perdono insieme. Forse
Tony Cairoli sarebbe entrato nella leggenda anche
senza Jill Cox ma sarebbe
sembrato tutto meno magico. Ed è la stessa cosa
per le altre, Alice sempre
vicina a David DP19, Carlotta, con Davide DG39
e Sofie, che in pitlane si
agita e urla talmente per
incitare Van Horebeek che
a sera non ha più voce.
Clementine, con le sue

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gambe chilometriche, che
accompagna Paulin ovunque e prima di lasciarlo
lo abbraccia così forte da
togliergli il fiato, Federica,
così carina,senza un filo
di trucco e le fossette sulle
guance, che per Cervellin
è fidanzata, meccanico,
accompagnatore, ragazza ombrello, insomma,
un team intero in una
ragazza sola. Tania, che
per i ragazzi del Team De
Carli è come una sorella

pronta ad accudirli in tutto
e per tutto. E poi ci sono
le mamme, le riconosci
ovunque, sono quelle che
alla partenza hanno gli
occhi chiusi e le unghie
conficcate nel palmo della
mano, trattengono il fiato
sino alla prima curva, con
il cuore che batte e sembra esplodere, perché non
importa quante gare hai
visto, quando chi corre è
tuo figlio è sempre difficile come la prima volta.

Anche quando le incontri in un mondiale
non puoi fare a meno di pensare a quanta vita hanno speso in campetti di terz’ordine, a quanti ragazzini esausti hanno
sfamato e a quanti vestiti infangati hanno
lavato per accompagnare i figli nel loro
sogno. Parli con loro e riesci a vedere tutte le notti passate a consolare ossa rotte
e speranze infrante, a sopportare il peso
di un errore, a dare un posto a quello
che senza di loro, posto non avrebbe: la
fatica, il male e il disincanto. Le ascolti e
sai che sono orgogliose dei loro ragazzi
sempre e comunque e che, in fondo, quel
paddock caotico è l’unico posto dove

vorrebbero stare…sino alla prossima
partenza. Cercando dietro le quinte trovi
anche le donne che fanno funzionare tutti
gli ingranaggi di questo ambiente che
in superficie sembra solo maschile. Non
è possibile, ad esempio, immaginare il
team KTM senza la grinta di Valentina,
che, sempre per quella peculiarità tutta
femminile di unire cose assolutamente
opposte, riesce a far convivere campioni
come Herlings,Cairoli, Everts, Roczen in
una strana alchimia e, incredibilmente,
funziona. A capo dei media di Youthstream c’è, invece, Marionna, sembra una
bambina, così esile e bionda, ma mai

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BEHIND THE SCENE

aspetto fisico è stato più
ingannevole. Nessuno sa
essere più severo, deciso
e competente di lei, tiene
a bada fotografi, giornalisti, piloti, sponsor e team
manager senza mai alzare
la voce, non ne ha bisogno, perché, anche quando comandano, le donne
sanno essere gentili.
Gentile è anche Caroline,
fotografa svedese di Uddevalla che potrebbe fare
la modella ma preferisce
fotografare che essere
fotografata. Ecco come

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sono le donne del cross,
un complicato insieme
di testa, pancia e cuore,
donne che sanno dare un
senso a tutto e riescono a
guardare una pista infangata, una situazione complicata e a trovarci dentro
la bellezza, sempre.
La prossima volta che
andrete a una gara guardatevi bene intorno, vi
renderete conto anche voi
che lo sport più bello del
mondo potrebbe esistere
anche senza le sue donne
ma non avrebbe un’anima.

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