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Nome del file originale: R4R.pdf
Titolo: XL+Motocross_03
Autore: Andrea Ciceri

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RIDE FOR LIFE

64

RIDERS 4 RIDERS
GRAZIE DI ESISTERE!
Sul Monte Coralli di Faenza, è andata in scena la terza
edizione di RideForLife organizzata dalla ONLUS faentina.
Presenti molti campioni e di tanti sport, che hanno voluto
onorare con la loro presenza, l’operato dell’associazione.
Testo Paola Calonghi
Foto C. Cabrini

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RIDE FOR LIFE

E

ra il 7 agosto 2009
quando Luca Pellegrini è caduto in allenamento, ha picchiato duro
e non si è più rialzato. Sin
qui sembrerebbe la solita
triste storia di un incidente
di moto e di un pilota costretto sulla sedia a rotelle,
capita spesso e il mondo
del motocross registra
l’accaduto, versa qualche
lacrima, scrive due righe
su un social network e
dimentica in fretta. È una
difesa, in qualche modo
bisogna andare avanti, tenere a bada la paura. Con
Luca è successo qualcosa
d’impensabile, sarà stato
per quel sorriso incredibile
che gli illuminava il viso
nei momenti più tragici o
per la sua forza incrollabi66

le. Gli psicologi chiamano
questa forza resilienza,
è la capacità di superare
le avversità e di uscirne
rinforzato, deve essere potente e contagiosa perché
la coscienza collettiva si è
smossa, gli appassionati delle due ruote hanno
smesso di accettare passivamente l’idea dell’ennesima vittima da piangere e
dimenticare, hanno iniziato
a raccogliere fondi per le
cure, la fisioterapia, gli
ausili e tutto ciò che potesse servire a ridare al
ragazzino di Bagnolo una
vita. Da questa nuova consapevolezza era nata “Una
gara per Luca”, una giornata incredibile che aveva
toccato il cuore e la mente
di migliaia di persone.

Avrebbe potuto essere la
solita reazione emotiva per
un dramma recente, pronta per essere archiviata e
riciclata sul prossimo fatto
di cronaca, ma l’incontro
fra la determinazione di
Luca e il cuore grande di
Roberta, Dante e Fabio,
i fondatori di Riders4Riders, hanno trasformato
un evento straordinario in
un appuntamento fisso.
Così ogni anno, sul finire
dell’autunno, appena il
frastuono delle gare ufficiali si spegne, la gente
delle due ruote si ritrova
al monte coralli di Faenza,
per aiutare con una gara
tutti i piloti che alla propria
passione hanno sacrificato
una parte di sé.
Non è semplice organiz-

zare una cosa del genere,
è il sogno che vince sulla
logica del mercato, dei
team e degli sponsor, ogni
anno, sino all’ultimo minuto, si ha paura che i piloti,
quelli forti, non vengano. E
invece arrivano, alla spicciolata, senza frastuono
mediatico, senza motor
home, senza monsterine,
letterine, cartelline o che
dir si voglia. Arrivano perché vogliono fortemente
essere qui, e arrivano tutti,
o quasi. Ci sono campioni
del Cross, del Motomondiale, dell’Enduro, della
Superbike e dei Quad.
Quest’anno sono arrivati
anche i ciclisti, trascinati
dall’entusiasmo di Marina
Romoli, atleta azzurra che
ha visto il proprio sogno

Da sinistra: Marco Melandri, Marina Romoli,
Andrea Dovizioso

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RIDE FOR LIFE

infrangersi contro il parabrezza di una macchina.
Marina è paralizzata e
porta i segni del suo calvario sul viso ma è ancora
bellissima ed ha il dono,
che appartiene a pochi,
di toccarti l’anima. Guardando questa chiassosa
tribù colorata, partecipe
e divertita puoi cogliere
come Ride For Life sia
diversa da qualsiasi manifestazione benefica, qui la
molla non è la pietà ma la
compartecipazione e l’empatia, è come se il senso
fosse “apparteniamo allo
stesso branco,ora tu sei
ferito e hai bisogno di me.”

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Insomma, in questo nostro
paese che quando crolla
resta a pezzi, dove curare
una malattia è sempre più
difficile e la ricerca sembra
essere diventata un lusso,
gli sportivi hanno capito
che si devono rimboccare le maniche e aiutarsi
fra loro se il destino ti
volta le spalle. A Faenza
non si sono viste facce
di circostanza, sorrisi da
fotografo, vip scostanti e
capricciosi ma solo ragazzi allegri e motivati,
eppure di campioni ce ne
sono tanti,abbastanza da
riempire tre cancelletti,
sicuramente troppi per

potere essere citati tutti
qui. Presenti “all’appello”,
Andrea Dovizioso e Marco
Melandri, come sempre
disponibili e agguerriti.
Alessandro Lupino, che
sembra avere finalmente
dimenticato l’amarezza del
Nazioni, Davide Guarneri
e Simone Zecchina, Kiara
Fontanesi fresca campionessa del mondo, Matteo
Aperio, Cristian Beggi,
Chicco Chiodi, Samuele
Bernardini, Manuel Monni
e ancora, Michele Pirro
e Alex De Angelis. Alcuni
hanno fatto carte false pur
di partecipare, Miki Monti
e Massimo Bianconcini

hanno viaggiato di notte,
dopo aver saltato all’Eicma con i Daboot, Teo
Monticelli, che in aperta
polemica con il mondo
del motard, sempre più
destinato a ricchi non
talentuosi, ha deciso di
lasciare le competizioni,
ma a questa gara no, non
poteva proprio mancare.
E anche Andrea Cervellin che talento ne ha da
vendere ma non ha più un
team e si è fatto prestare
la moto dal fratello pur
di esserci. Vedere questi
campioni sfidarsi, senza
riserve, in gare di cross o
pitbike, e massacrarsi fiato

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RIDE FOR LIFE
Da sinistra: Pippo Pozzato, Marco Melandri

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e gambe per affrontare la
pista in mountain bike, ti fa
davvero capire che questa
non è una comparsata ad
uso stampa, è come se
volessero ripagare con il
proprio impegno l’energia
e la pienezza di senso che
i ragazzi disabili presenti a Faenza riescono a
comunicare. Perché, non
dimentichiamolo mai, i
veri protagonisti di questa giornata sono loro, il
popolo “seduto”, li vedi nei
paddock o fra il pubblico,
cappuccio della felpa ben
calcato in testa, perché il
freddo è più freddo se non
ti puoi muovere, parlano

poco e sorridono molto.
Le parole, in fondo, non
servono, la loro storia la
dicono in silenzio con gli
occhi e le braccia. Gli occhi raccontano la caduta,
l’inferno della depressione
sempre in agguato sino
all’accettazione non rassegnata di un’esistenza
ridefinita da limiti nuovi. Le
braccia forti parlano di ore
e ore a “sputare sangue”
in palestra per spostarli
questi limiti ogni giorno,
per continuare a essere
uomini e donne complete
nonostante tutto. Alcuni, immensi come Efrem
Morelli e Luca Biondi,

Pippo Pozzato in azione

71

RIDE FOR LIFE

Marco Melandri in azione

Alessandro
Lupino

Nicola
Loda
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sono tornati persino in
pista e oggi corrono sui
quad. Stare accanto a loro
serve anche a metterci in
guardia dalla retorica del
disabile super uomo, il
fatto che siano coraggiosi,
motivati e incredibilmente
indipendenti non deve farci dimenticare che il non
poter camminare è solo
la punta dell’iceberg, la
sofferenza legata alla mielolesione è infinitamente
più grande e si deve trovare una cura per i traumi
spinali. Anche per questo
esiste Riders4Riders, per
aiutare la ricerca a consegnare alle generazioni
future un mondo dove,
anche dopo le cadute
più disastrose, ci si potrà
rialzare. Non è un’utopia
e siamo tutti qui per questo, i campioni che oggi
corrono, i piloti e pilotini
che non possono più farlo,
le persone che hanno
lavorato mesi per rendere
questo giorno possibile, e
noi che con le parole e le
immagini proviamo a dare
voce a ciò che è emozione pura. Continuiamo a
seguirli su www.riders4riders.com

Davide Guarneri
73

RIDE FOR LIFE
Davide Cassani

da sinistra: Rudy Moroni, Andrea Cervellin

74

Andrea Dovizioso

Start Pit Bike

Marco Melandri

75

RIDE FOR LIFE

Start Cross-Enduro

Alex Lupino

76

Da sinistra: Moroni, Oldrati, Monni, Lupino

77

RIDE FOR LIFE
Manuel Monni

78

13 Manuel Monni - 90 Rudy Moroni

Simone Zecchina

Samuele Bernardini

79

RIDE FOR LIFE
Andrea Bartolini

Pippo Bertuzzo

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Chicco Chiodi

DJ Degli Esposti

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RIDE FOR LIFE

82

Andrea Dovizioso

83

RIDE FOR LIFE
Marco Melandri

Andrea Cervellin

84

Teo Monticelli

Start Supermoto - Velocità

85

RIDE FOR LIFE
Alessandro Pagliacci

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