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Monsurrò Scuola austriaca di economia.pdf


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processo di mercato.
In Prezzi e produzione introdusse anche i cosiddetti “triangoli di Hayek”, che sono una descrizione semplificata della
produzione grazie ai quali si mostra come il tempo sia necessario a trasformare i beni di produzione in beni di
consumo. Il ruolo del tempo nella produzione è uno degli argomenti in cui maggiore è la distanza della Scuola
austriaca dall’economia ortodossa.
Passando senza complessi, come Mises stesso, dalla teoria economica alla filosofia politica, Hayek sviluppò le teorie
evoluzioniste sulla nascita delle istituzioni che Menger aveva introdotto, e che i suoi successori avevano tralasciato.
Insieme a Bruno Leoni, è stato, tra gli austriaci, quello che più si è interessato ai temi della nascita e dell’evoluzione
del diritto.
La discussione sulle effettive differenze tra Mises e Hayek è ancora aperta: per alcuni i due autori sono molto simili, e
si differenziano per l’enfasi posta su determinati argomenti; per altri la distanza è invece radicale. La mia opinione è
che Hayek abbia sviluppato le idee di Mises, contribuendo quindi ad alcuni temi che Mises aveva trascurato,
tralasciato, o comunque non approfondito. Gli scritti di Hayek sulla concorrenza, l’informazione e la struttura del
capitale sono fondamentali.
Murray Newton Rothbard (1926-1995)
Come Mises e Hayek, anche Rothbard è noto sia come pensatore politico che come teorico dell’economia (e anche
come storico economico; si veda in particolare un volume come La grande depressione, del 1963, sulla storia
economica della crisi del ’29). Probabilmente Rothbard è più noto come pensatore politico che come economista,
essendo uno dei padri del libertarismo, ma anche come economista i suoi contributi sono numerosi e interessanti.
Le sue idee di teoria economica sono quasi tutte racchiuse in Man, Economy, and State, del 1962. In quest’opera
Rothbard sistematizza e rielabora l’intero edificio economico austriaco, introducendo diverse innovazioni rispetto ad
un’opera “gemella” come L’azione umana di Mises, del 1949.
Rothbard introdusse nel corpus teorico della Scuola austriaca la teoria dei costi di transazione di Coase, ottenendo
quindi una teoria delle istituzioni (nella fattispecie, delle imprese in un libero mercato) che integrava le tematiche
(misesiane) del calcolo economico e quelle (coasiane) dei costi di transazione e della natura dell’impresa. Rothbard
estese tale tematica fino ad applicare la teoria del calcolo economico all’organizzazione industriale, alla critica
dell’economia delle cooperative, e al tema della dimensione ideale delle imprese, e quindi del monopolio, ponendo le
basi per una teoria austriaca dell’impresa che ancora oggi è un’area di ricerca molto attiva.
Per quanto riguarda i monopoli, la sua teoria differiva radicalmente da quella di Mises, che accettava l’idea che i
monopoli imponessero un danno ai consumatori e fossero un difetto dell’economia di mercato. Per Rothbard, non è
possibile dimostrare che un prezzo sia monopolistico, in quanto non esiste un mercato concorrenziale con cui
confrontare tale prezzo con un eventuale “prezzo concorrenziale”. Ad esempio, come mostrato da Pascal Salin in
“Cartels as efficient production structures” (tradotta in italiano in appendice al volume La concorrenza), una struttura
del mercato apparentemente poco competitiva in quanto caratterizzata da una certa concentrazione può essere
necessaria per offrire determinati beni e servizi ai consumatori. Del resto, se in un mercato nessuna impresa entra, è
perché nessuna ritiene che ne valga la pena… come succede in tutti i mercati.
Tra concorrenza e monopolio ci sono differenze di grado e non c’è nessun modo per rendere la situazione di mercato
migliore senza danneggiare alcuno. La teoria del mercato come processo rende futili i tentativi di giudicarlo con i criteri
statici dell’economia neoclassica.