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PAULO COELHO Manuale.del.Guerriero.della.Luce.pdf


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Ormai non lo interessavano più n‚ la scuola n‚ la combriccola di amici. Si tramutò• nel divertimento preferito degli altri
bambini, che solevano dire: "Lui non È più come noi. Preferisce starsene a guardare il mare, perché‚ ha paura di
perdere quando giochiamo.
E, vedendo il bambino seduto in riva al mare, tutti ridevano.
Benché‚ non riuscisse a sentire le campane del tempio, il bambino apprendeva ogni giorno cose diverse. Si accorse che,
dopo avere ascoltato a lungo il rumore delle onde, lo sciabordio non lo distraeva più. Pass• qualche tempo, e si abituò•
anche alle strida dei gabbiani, al ronzio delle api, al vento che sibilava tra le palme.
Sei mesi dopo l'incontro con la donna, il bambino era ormai capace di non lasciarsi distrarre da nessun rumore. Ma le
campane del tempio sommerso non le aveva ancora udite.
Alcuni pescatori andavano a parlare con lui, e insistevano. "Noi le abbiamo sentite!" dicevano.
Ma il ragazzino continuava a non sentirle.
Qualche tempo dopo, i pescatori cambiarono tono: "Sei troppo concentrato sul suono delle campane laggiùù. Lascia
perdere, e torna a giocare con i tuoi amici. Forse soltanto i pescatori riescono a sentirle."
Dopo quasi un anno, il bambino si disse: "Forse hanno ragione loro. E'meglio crescere, diventare pescatore e tornare
tutte le mattine su questa spiaggia, perché‚ ho cominciato ad amarla." E pensò• anche: "Forse È soltanto una leggenda.
Con il terremoto le campane si sono spaccate e non rintoccheranno mai più."
Quel pomeriggio decise di tornare a casa.
Si avvicinò• al oceano, per congedarsi. Guardò• ancora una volta lo spettacolo della Natura, e allora, siccome non era
più concentrato sulle campane, pot‚ sorridere al canto dei gabbiani, al rumore del mare, al vento che sibilava tra le
palme. Sentìì in lontananza la voce dei suoi amici che giocavano, e si rallegrò• al pensiero che ben presto sarebbe
tornato ai giochi dell'infanzia.
Il bambino era contento. E, come soltanto un bambino sa fare, ringrazi• di essere vivo. Sapeva di non avere perduto il
proprio tempo, poiché‚ aveva appreso a contemplare e a rispettare la Natura.
A quel punto, sentendo il mare, i gabbiani, il vento, le foglie delle palme e le voci degli amici che giocavano, udìì
anche la prima campana.
E un'altra.
E poi un'altra ancora, finché‚ tutte le campane del tempio sommerso rintoccarono, riempiendolo di gioia.
Anni dopo, ormai adulto, ritornò• al paese e alla spiaggia dell'infanzia. Non voleva più recuperare alcun tesoro in fondo
al mare: forse era stato solo un frutto della sua fantasia, forse non aveva mai udito le campane sommerse in quel
lontano pomeriggio della sua infanzia. Decise comunque di passeggiare sulla spiaggia, per ascoltare il rumore del vento
e le strida dei gabbiani.
Fu profondamente sorpreso nel vedere, seduta sulla sabbia, la donna che gli aveva parlato dell'isola con il tempio.
"Che cosa fai qui?" le domandò•.
"Aspettavo te," rispose lei.
Lui notò• che, sebbene fossero passati tanti anni, la donna aveva ancora lo stesso aspetto: il velo che le copriva i capelli
non sembrava affatto sgualcito dal tempo.
Lei gli porse un quaderno azzurro, con le pagine bianche.
"Scrivi: 'Un guerriero della luce presta attenzione agli occhi di un bambino. Perché‚ quegli occhi sanno vedere il mondo
senza amarezza. Quando desidera sapere se chi sta al suo fianco È degno di fiducia, cerca di vedere la maniera in cui lo
guarda un bambino."
"Che cos'È un guerriero della luce?"
"Credo che tu lo sappia," rispose lei, sorridendo. "E'colui che È capace di comprendere il miracolo della vita, di lottare
fino alla fine per qualcosa in cui crede, e di sentire allora le campane che il mare fa rintoccare nel suo letto."
Lui non si era mai ritenuto un guerriero della luce. La donna parve indovinare il suo pensiero: "Di questo sono capaci
tutti. E nessuno ritiene di essere un guerriero della luce, benché‚ in effetti lo sia."
Lui guardò• le pagine del quaderno. La donna sorrise di nuovo
"Scrivi," disse lei infine.

Manuale del guerriero
della luce

Un guerriero della luce non dimentica mai la gratitudine.
Durante la lotta È stato aiutato dagli angeli. Le forze celestiali hanno messo ogni cosa al proprio posto, permettendo a
lui di dare il meglio di s‚.