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Relazione OTI AUTISMO .pdf



Nome del file originale: Relazione OTI- AUTISMO.pdf
Autore: roberto

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CAPITOLO 1
Autismo – Dati Generali

1.1 - Introduzione
Il termine disordine dello spettro autistico (ASD) o disturbi pervasivi dello sviluppo
(PDDS), nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, IVa edizione (text
revision) (DSM-IV-TR, 1994), si riferisce ai disordini dello sviluppo di svariata
presentazione clinica che hanno in comune un tratto fondamentale: la menomazione
pervasiva e qualitativa nell'interazione sociale e reciproca [1].
Si stima che questi disturbi si verifichino attualmente in una media molto più alta di quanto
previsto in passato, per cui è molto probabile oggigiorno che un medico possa trovarsi ad
avere in cura pazienti con ASD durante la sua attività professionale. Tutto ciò è anche
indicativo del grande impatto sociale di queste gravi disabilità [Fig. 1].

AUTISM
Childood
Disintegrative
Disorder

Asperger's
Disorder
Rett's
Disorder

Atypical Autism / PDD-NOS

Fig.1. Conceptual Interrelationship of the Autistic Spectrum Disorders.

1.2 - Autismo
L'autismo è un disordine dello sviluppo neurologico ad etio-patogenesi fondamentalmente
sconosciuta, ma sicuramente multifattoriale, dove concorrono contemporaneamente fattori
genetici e fattori ambientali. Fu Kanner, nel 1943, ad adottare ufficialmente il termine di
autismo, anche se in realtà, il primo ad utilizzarlo fu Bleuler nel 1908. Attualmente è
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considerata come una Sindrome caratterizzata da sintomi comportamentali e da sintomi
fisici, sia per la diversa incidenza e intensità dei primi, sia per i molteplici fattori ipotizzati
nella sua genesi. Il concetto di autismo ha subito nel corso di mezzo secolo notevoli
modifiche, con il passaggio da un'unica Sindrome ad uno spettro di disturbi indicanti
manifestazioni di sintomi molto diversi. Il cambiamento più rilevante lo si può vedere
confrontando le attuali categorie di classificazione di tale disturbo riportate dai manuali
diagnostici con quelle utilizzate nelle precedenti versioni. Precedentemente l'autismo era
infatti compreso all'interno delle “Psicosi Precoci” (cioè con insorgenza prima dei tre anni
di vita). Nella nuova classificazione internazionale, invece, viene compreso nei “Disturbi
dello Sviluppo”, con una componente organica altamente probabile, anche se ancora non
individuata con sicurezza. Fu il Dott. Bernard Rimland, direttore dell'Autism Research
Institute, il primo a sostenere in modo sistematico che la causa della Sindrome autistica non
fossero i genitori, ma che il disturbo avesse piuttosto una base organica. A tutt'oggi l'etiopatogenesi dell'autismo rimane comunque perlopiù sconosciuta, anche se sono stati
ipotizzati alcuni meccanismi nella sua genesi.
In sintesi ricordiamo le Ipotesi Psicodinamiche, in particolare il concetto di “mamma
frigorifero” espresso da Bettelheim secondo il quale la causa dell'autismo è da ricercare in
un'anomalia del rapporto madre-bambino, ed altri Autori come Mahler, Winnicott, Meltzer,
Tustin che ipotizzano -in aggiunta- un'alterato rapporto fra il bambino e l'ambiente esterno.
Le Ipotesi Organicistiche partono invece dal presupposto che sono state individuate
numerose Sindromi come la Sindrome di Cornelia de Lange, la Sindrome Feto-Alcolica, la
Neurofibromatosi, la sindrome di Rett, la Sindrome di Gilles de la Tourette, l'Encefalite
Herpetica ed altre ancora in cui si rilevano contemporaneamente lesioni anatomopatologiche
(autismi secondari).
Le Ipotesi Metaboliche, espresse in quest'ultimo decennio, concentrano la loro attenzione
su possibili alterazioni metaboliche (disfunzioni dopaminergiche, eccesso di oppioidi nel
SNC derivati da una incompleta scissione di glutine o caseina).
L' Ipotesi Genetica, infine, è supportata dalla prevalenza dell'autismo nei maschi rispetto
alle femmine (rapporto 5:1), dalla presenza di autismo nel 50% dei gemelli monozigoti
rispetto al 3% dei gemelli dizigoti, dalla maggior gravità della sintomatologia nelle femmine
rispetto ai maschi, dalla Sindrome di Rett e dalla Sindrome dell'X fragile, ambedue legate al
cromosoma X.
I principali sintomi comportamentali sono: mancata risposta al richiamo del nome, ritardo
o assenza di linguaggio, assenza di sorriso sociale, scarso contatto oculare, mancanza di
interessi, crisi di rabbia e di aggressività, iperattività, mancanza di collaborazione, uso non
appropriato dei giocattoli, allineamento ossessivo degli oggetti, stereotipie, ecolalia,
atteggiamenti di etero e auto-aggressione, mancanza di interesse verso i coetanei, chiusura
in se stesso, incapacità di esprimere i propri desideri, indipendenza, ritardo mentale.
I sintomi fisici, presenti nella maggior parte dei casi, sono costituiti da: diarrea, stipsi,
attacchi epilettici, alterazioni del ritmo sonno-veglia ed incontinenza urinaria e/o fecale.
I criteri diagnostici attuali per l'Autismo comprendono sia disabilità multiple nelle
funzioni sociali e nelle comunicazioni che comportamenti restrittivi e ripetitivi che si
manifestano prima dei 3 anni di età. Per avere una diagnosi certa gli individui devono
soddisfare 6 criteri di cui almeno due nell'ambito del danneggiamento dell'interazione
sociale ed uno nell'ambito delle aree del disagio della comunicazione, degli atteggiamenti
comportamentali restrittivi, ripetitivi e stereotipati. Sebbene i primi sintomi si manifestino
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così precocemente, la diagnosi ufficiale viene posta, nella maggior parte dei casi a 4-5 anni
di età.
Epidemiologia. Negli U.S.A. un individuo su 150 è autistico. Lo studio Yokohama
(Yokohama Rehabilitation Center, Giappone, 2005) ha riscontrato l'1,61% di nati autistici
(1:62). Attualmente, secondo la rivista scientifica “The Lancet”, in Inghilterra nascerebbe
l'1,16% di bambini autistici [2]. In Italia secondo dati Eurispes vi sono 6-10 nati autistici su
10.000. In Toscana i dati sono attualmente mal valutabili. Viste le grandi discrepanze fra i
dati mondiali e quelli italiani sorge il dubbio che in Italia il fenomeno sia attualmente
sottostimato.
Tre rigorosi studi epidemiologici internazionali dimostrano inoltre come sia aumentata la
prevalenza in questi ultimi anni [3, 4, 5].
Il Sole 24 ore Sanità riporta, in un articolo redatto nel Febbraio 2010, che 1 bambino su 100
è autistico: l'articolo, intitolato “L'Autismo aumenta, ma l' Italia lo ignora”, è stato redatto
da Dott. Carlo Anau Docente di Programmazione e Organizzazione dei Servizi Sociali e
Sanitari dell'Università di Modena e Reggio Emilia. L'incremento della diffusione
dell'autismo negli anni è dimostrato, in modo inequivocabile, dal grafico pubblicato
dell'Autism Speaks (Fig. 2).

Fig.2 (Tratto da www.AutismSpeaks.org).

Si nota come dal 1975 al 2009 l'incremento della diffusione dell'autismo sia stato del 600%,
passando da valori di 1:5000 nel 1975, a 1:110 nel 2009. Tale incremento non può essere
spiegato con il solo miglioramento delle capacità diagnostiche dal momento che -tra l'altrogli stessi criteri diagnostici non hanno subito alcuna variazione negli ultimi anni (il
riferimento è sempre il DSM-IV), né può essere tantomeno spiegato per mezzo di una
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componente genetica. Si comincia pertanto ad ammettere (Centers for Disease and
Prevention, organo federale epidemiologico americano) che nella genesi dell'autismo siano
coinvolti anche fattori ambientali (sostanze tossiche e/o vaccini). La Regione Toscana ha
percepito l'importanza sociale di tale patologia e ha dato inizio ad un progetto di screening
per l'autismo (a 12 e 18 mesi di età) che sarà condotto dai pediatri di base, in tutta la
regione. La stessa ASL 10 di Firenze, sotto la responsabilità della dott.ssa Marta Bigozzi,
specialista in Neuropsichiatria Infantile, ha dato inizio ad un proprio progetto di prevenzione
e intervento precoce riguardante seimila neonati, con il coinvolgimento di più di 100
specialisti.
L'autismo, allo stato attuale delle nostre conoscenze è una malattia ritenuta tuttora
praticamente incurabile. Tuttavia alcuni presidi terapeutici si sono rivelati utili, sebbene non
definitivi per migliorarne la sintomatologia comportamentale.
I principali tipi di trattamento si possono così sintetizzare:
1) Terapia Farmacologica Tradizionale (Risperdal, Haldol, Ritalin, Anafranil, Prozac,
Naltrexone e altri)
2) Logopedia
3) Psicomotricità
4) Terapia Integrativa Sensoriale
5) Terapia Psicoeducativa (Relationship Development Intervention, Applied Behavior
Analysis, Verbal Behavior)
6) Pet Therapy ( effettuata con cani, delfini, cavalli).
7) Terapia Biomedica
8) Comunicazione Facilitata
Ciascuna di queste terapie ha contribuito, in modo diverso, a migliorare la sintomatologia
dell'Autismo, ma nessuna di queste ha portato benefici tali da indurre alla guarigione
completa.
Attualmente il SSN si mostra in grado di sopperire alle esigenze terapeutiche di questa
patologia soltanto in minima parte, provvedendo a prendersi carico infatti delle spese
sanitarie per ciò che riguarda i farmaci e per ciò che concerne poche ore settimanali di
Logopedia, di Psicomotricità e di Terapia Integrativa Sensoriale, variando, in modo
significativo da Regione a Regione, gli eventuali rimborsi (Legge 118, Legge 104/92,
Delibera Regionale Toscana 493/2001).
Le esperienze internazionali dimostrano che, fra le molteplici terapie utilizzate per la cura
dell'autismo, l'Ossigeno-Terapia Iperbarica (OTI) possa ritenersi una delle più sicure ed
efficaci, potendo comportare miglioramenti fino allo 80% dei pazienti trattati rispetto al
38% dei gruppi di controllo [6], non solo dal punto di vista comportamentale, ma anche per
ciò che riguarda i sintomi fisici.
1.3 – Recenti Acquisizioni nella Diagnostica per Immagini e Rationale Terapeutico
Da alcuni anni, in Paesi come gli U.S.A., l'Inghilterra, la Turchia e la Thailandia, l'OTI è
stata inserita come trattamento aggiuntivo in corso di autismo [6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14].
Studi autoptici effettuati su soggetti autistici deceduti per motivi diversi e studi radiologici
indipendenti effettuati mediante SPECT (Spettrofotometria ad Emissione Singola di
Fotoni), mediante PET (Spettrofotometria ad Emissioni di Positroni), o fMRI (Risonanza
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Magnetica Funzionale), rilevano e confermano come alcune aree cerebrali localizzate a
livello dei lobi frontali e temporali (Giro Temporale Superiore e Solco Temporale
Superiore) siano in stato di ipoperfusione ematica nel 77% dei soggetti autistici [Fig. 3].
L'ipoperfusione di queste aree è responsabile di una parte della sintomatologia neurologicocomportamentale manifestata dai pazienti autistici: ridotta capacità di concentrazione, di
comunicazione e direzione dello sguardo laterale, comportamenti stereotipati etc. [15, 16,
17, 18, 19, 20, 21, 22, 23]. A tale livello infatti la corteccia cerebrale ha funzioni
associativo-integrative fra ricezione di stimoli esterni (acustici e visivi) e capacità di
elaborazione degli stessi [24]. Nel corso di questi studi sono state messe in evidenza
ulteriori anomalie di perfusione a livello dell' amigdala e del verme cerebellare: tali
anomalie non sembrano essere specifiche dell'autismo come le precedenti ma, essendo state
riscontrate anche in altre patologie neurologiche associate a ritardo mentale, sembrano
essere direttamente correlate al ritardo mentale stesso. Gli stessi studi effettuati in anni
precedenti non erano stati in grado di rilevare queste anomalie cerebrali, in quanto gli
strumenti utilizzati non avevano il potere di risoluzione degli strumenti radiologici attuali
(Fig. 4, 5, 6, 7). Partendo da questi reperti, l'OTI trova pertanto il suo rationale: attraverso
tale applicazione si aumenta il livello di ossigenazione di queste aree, favorendone la ripresa
delle funzioni metaboliche menomate [25] (Fig. 8). L'ossigeno iperbarico è inoltre noto per
le sue funzioni anti-infiammatorie-anti-edemigene ed immuno-regolatrici [7, 26]. Ciò
comporta un notevole miglioramento dell'enterocolite cronica e della disbiosi intestinale che
affliggono i soggetti autistici; infine, secondo alcuni AA, tali pazienti manifestano una sorta
di neuro-infiammazione encefalica, legata ad uno stato di intossicazione cronica, per cui
l'OTI agirebbe come antinfiammatorio anche a questo livello [26, 27]. A tal proposito sono
sempre più numerose le pubblicazioni nella letteratura mondiale: in particolare emergono gli
studi del Dott. D. Rossignol, dell'International Child Development Resource Center, di
Melbourne (USA) che confortano sui risultati ottenuti e sulla sicurezza dei trattamenti OTI
per questa disabilità [6, 12, 13, 28]. Un ulteriore meccanismo, attualmente solo ipotizzato, è
suggerito dalle recenti pubblicazioni internazionali sull'azione delle Cellule Staminali (Stem
Cells): in passato era tradizionalmente consolidato il fatto che il Sistema Nervoso Centrale
(SNC) non avesse capacità rigenerative e che quindi una volta lesionato non ci fosse
possibilità alcuna di rigenerazione; tale concetto è stato recentemente rivoluzionato, dato
che le Cellule Staminali possono essere presenti anche nel SNC e sono in grado di
differenziarsi in questa direzione. L'OTI pare essere uno strumento efficacissimo non
soltanto nel favorire l'aumento della quantità di cellule staminali prodotte dal midollo
osseo, ma anche la loro velocità di crescita e la loro capacità di trasferirsi a livello dei tessuti
ipossici in fase di riparazione (nuovo concetto di “Angio-Neo-genesi”) [29, 30, 31, 32, 33,
34]. Al congresso di Salsomaggiore Terme (PR), tenutosi nel Novembre 2009, sono stati
presentati, a tale proposito, tre importanti studi riguardanti Cellule Staminali ed Ossigeno
Iperbarico (Thom, Vezzani- Camporesi e Bosco- Iezzi).

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Fig. 3 (Tratto da: Autism: neuroimaging, M. Zilbovicius et al., Rev Bras Psiquiatr, 2006).

Fig. 4 (Tratto da Temporal Lobe Dysfunction in Childood Autism: A PET study, M. Zilbovicius et al., Am J
Psychiatry , 2000).

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Fig. 5 (Tratto da Temporal Lobe Dysfunction in Childood Autism: A PET study, M. Zilbovicius et al. Am J
Psychiatry , 2000).

Fig. 6 (Tratto da Dysfonctionnement bitemporal dans l'autisme infantile: étude en tomographie par émission de
positons, N. Boddaert, e al., J. Radiol 2002).

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Fig. 7 (Tratto da Dysfonctionnement bitemporal dans l'autisme infantile: étude en tomographie par émission de
positons, N. Boddaert, e al., J. Radiol 2002).

Fig. 8 (Tratto da “La modifica dell'irroramento del cervello dopo ossigenoterapia nei bambini autistici”, C. Kinaci e
al, 33° Meeting Scientifico Annuale del European Underwater and Baromedical Society on Diving & Hyperbaric
Medicine, Sharm el-Sheikh, Sinai, Egitto, 2007).

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CAPITOLO 2
Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) nel Trattamento dell'Autismo –
Protocolli Terapeutici

2.1 - Caratteristiche generali
L'OTI consiste nella respirazione di ossigeno puro al 100% a pressioni superiori a quella
atmosferica in un ambiente denominato Camera Iperbarica. Le patologie trattate con tale
tipo di terapia sono numerose e riguardano prevalentemente gli adulti: intossicazione da CO,
gangrena gassosa, embolia gassosa, osteonecrosi, radionecrosi, osteomieliti, ulcere vascolari
e diabetiche, ipoacusia improvvisa, etc.: in pratica, tutte patologie in cui si determina uno
stato di ipoperfusione ematica e dunque una ipossia tissutale [7].

2.2 - Protocolli Internazionali
I protocolli internazionali, a cui tutti i Centri Iperbarici si attengono, prevedono cicli di 40
sedute (di 45 minuti ciascuna, ad una quota batimetrica variabile da 1,3 a 1,75 ATA) da
eseguire quotidianamente respirando ossigeno al 100%. I cicli di sedute vengono effettuati
in camere iperbariche pluriposto e vengono ripetuti con cadenza variabile da 1 a 3 mesi,
personalizzandoli al meglio in base all' adattabilità dei pazienti e all' efficacia terapeutica
osservata. Ciascun bambino respira l' ossigeno per mezzo di un apposito casco (o, se
possibile, attraverso apposita maschera oro-nasale) ed è accompagnato da un genitore che
aiuta il medico interno a gestire al meglio i comportamenti del bambino stesso durante tutta
la durata della seduta. La manovra di “compensazione”, necessaria a pazienti ed
accompagnatori per contrastare l'aumento della pressione interna viene effettuata dai
bambini mediante l'ausilio di acqua che viene fatta sorseggiare un po' per volta durante la
compressione della camera (che avviene molto lentamente, in circa 10 minuti). Al termine
della seduta la pressione interna alla camera viene riportata alla pressione atmosferica di
partenza: questa fase non necessita di alcuna manovra specifica ed avviene, anch'essa molto
lentamente, in circa 10 minuti. Un Medico Iperbarico segue tutta la seduta all'interno della
Camera Iperbarica, intervenendo per ogni eventuale necessità. Un secondo Medico
Iperbarico segue contemporaneamente la seduta all'esterno della camera, garantendo
rapidità e surplus di sicurezza nel caso di un intervento aggiuntivo all'interno della Camera
di Trattamento, qualora ve ne sia il bisogno [6, 9, 11, 12, 28].
2.3 - Esperienze internazionali
Gli studi pubblicati finora nel panorama mondiale sono tutti concordi nell'evidenziare i
buoni risultati ottenuti dall'OTI sia sull'enterocolite che sugli aspetti comportamentali. Il più
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significativo di questi studi, condotto in doppio cieco, mette in evidenza che il 30% dei
bambini è stato definito dai medici “migliorato moltissimo” o “molto migliorato” rispetto
all' 8% del gruppo di controllo; in totale l' 80% del gruppo di trattamento è risultato
migliorato rispetto al 38% del gruppo di controllo (la valutazione dei risultati ha incluso le
scale di valutazione Clinical Global Impression, l'Aberrant Behavior Checklist e l'Autism
Treatment Checklist) [35]. In particolare i miglioramenti comportamentali più evidenti
(p significativo) sono stati evidenziati nelle funzioni generali, nel linguaggio ricettivo, nella
interazione sociale, nel contatto oculare, nella irritabilità, nelle stereotipie, nella iperattività,
nel linguaggio e nella consapevolezza sensoriale e cognitiva [6].
Per ciò che concerne l' enterocolite cronica, sono già noti-da alcuni anni- i benefici effetti
dell' OTI sul Morbo di Crohn e sulla Rettocolite Ulcerosa. L' attività anti-infiammatoria
dell'OTI si è rivelata estremamente efficace anche sull' enterocolite dei soggetti autistici:
dopo circa una decina di applicazioni lo stato infiammatorio si attenua e i bambini si
regolarizzano nelle modalità di evacuazione (da 5-6 scariche giornaliere a carattere diarroico
ad una sola evacuazione giornaliera con feci ben formate) [28, 36, 37, 38, 39].
Sottolineiamo che i risultati ottenuti vengono mantenuti nel tempo: soprattutto dal punto di
vista comportamentale i miglioramenti acquisiti permangono stabili ed ogni qualvolta il
bambino ripete un ciclo di OTI, manifesta ulteriori miglioramenti rispetto alla volta
precedente. L'alvo è regolare per lunghi periodi di tempo, risparmiando ai pazienti
prolungate terapie farmacologiche e, in alcuni casi, addirittura ricoveri ospedalieri.

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CAPITOLO 3
Trattamenti con OTI in pazienti autistici presso l'Istituto Prosperius
di Firenze da Giugno 2009 a Marzo 2010
3.1 - Protocollo terapeutico OTI-Autismo
E' in linea sia con i protocolli Internazionali effettuati in USA, Inghilterra, Turchia,
Thailandia (vedi documentazione bibliografica allegata) che con quelli Nazionali (Lecce,
Acerra, Marina di Massa). Esso prevede:
1) Visita specialistica pediatrica e iperbarica per l'idoneità alle sedute di Ossigeno-Terapia
Iperbarica e compilazione di una specifica cartella clinico-anamnestica.
2) N° 40 sedute di OTI, ciascuna della durata di 65 minuti in totale (10 minuti per la
compressione, 45 minuti di ossigeno, 10 minuti per la decompressione), da effettuare in
regime mono o bigiornaliero, con erogazione di ossigeno puro alla pressione di 1,6 ATA (-6
metri). I bambini (max. 6 per seduta) sono accompagnati da un genitore, o da chi ne fa le
veci, opportunamente istruito sul comportamento da tenere per tutta la durata della seduta.
Durante la fase di compressione, fase in cui aumenta la pressione fino a raggiungere 1,6
ATA, il bambino effettua la manovra di “compensazione” deglutendo piccoli sorsi di acqua.
I bambini respirano Ossigeno al 100% tramite un apposito Casco, regolarmente omologato
in Europa (tipo Sea-Long Necksed and Head complete model PN53 ONL), che viene
acquistato dai genitori dei bambini e rimane così di loro proprietà. Alternativamente, se
capace, il bambino respira l'Ossigeno tramite una Maschera Oro-Nasale tipo Mask extrasmall Hans-Rudolph INC KO MOUSA a normativa Å’.
Durante la fase di decompressione della camera, alla fine della seduta, non occorre praticare
alcuna specifica manovra.
3) Ripetizione del Ciclo di sedute a distanza di 30-180 giorni da quello precedente.
3.2 - Criteri di sicurezza
Il principale obiettivo della medicina è : “Primum non nocere”. La Medicina Iperbarica
non può risultare esente da tale principio e proprio per questo motivo la sicurezza delle
sedute iperbariche viene garantita da una serie di specifiche normative e di Dispositivi
appositamente studiati; tra questi segnaliamo:
- Camera Iperbarica multiposto (12 postazioni di trattamento), regolarmente omologata e
periodicamente revisionata, come da vigenti disposizioni ISPELS.
- Erogazione di Ossigeno tramite “Erogatore a richiesta”, con conseguente possibilità di
modulazione del flusso a seconda dell'esigenza del paziente (adulto o bambino), che respira
l'Ossigeno attraverso la Maschera Oro-Nasale od il Casco.
- Presenza di un Medico Iperbarico all'interno della camera e presenza di un Medico
Iperbarico all'esterno della Camera Iperbarica per tutta la durata della seduta, in aggiunta al
personale tecnico.
- Monitorizzazione dell' inquinamento da eccesso di ossigeno nell' ambiente mediante
Ossimetri, regolarmente omologati e revisionati, che garantiscono che la percentuale
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dell'Ossigeno all'interno della Camera Iperbarica non superi il 23,5%.
- Dispositivo di Allarme sonoro per eventuale eccesso di Ossigeno nell' ambiente Camera al
raggiungimento della soglia del 23% di Ossigeno.
- Dispositivo di Blocco Erogazione Ossigeno nell' eventualità di eccessiva saturazione di
ossigeno nell' ambiente camera (al 23,5% di Ossigeno).
- Dispositivo anti-incendio in regola con la normativa ISPELS.
- Kit strumentale di intubazione, siringhe, laccio emostatico, otoscopio, fonendoscopio.
- Farmaci anti-epilettici: Micronoan microclismi da 5mg, Micronoan microclismi da 10 mg.
Valium fl ev. 10 mg. Farmaci decongestionanti nasali: Argotone gtt. Nasali e/o similari.
- Divieto di portare all'interno della camera iperbarica, durante lo svolgimento della seduta,
materiali altamente infiammabili o in grado di provocare scintilla e/o generare esplosioni
(accendini, fiammiferi, bombolette spray, telefoni cellulari, apparecchi che necessitano per il
loro funzionamento di batterie o pile, orologi non subacquei), così come specificato nel
Modulo di Consenso Informato che viene firmato dai pazienti prima dell'inizio dei
trattamenti.
3.3 - La nostra esperienza
Numerosissimi bambini italiani sono stati costretti in passato a trasferirsi all'estero (U.S.A.,
Inghilterra, Turchia), anche più volte in un anno, per eseguire cicli di trattamento OTI, dal
momento che in Italia solo pochissimi centri iperbarici (Lecce, Acerra, Marina di Massa),
hanno iniziato -da qualche tempo- ad erogare limitati cicli di trattamento OTI in bambini
autistici. Alcuni pazienti hanno addirittura tentato di importare illegalmente in Italia camere
iperbariche monoposto “soft” (Camere Portatili), non regolarmente omologate e dunque
pericolose per la sicurezza dei pazienti stessi.
Per andare incontro alle esigenze dei genitori di questi bambini, penalizzati dalle ovvie
conseguenze di carattere sia economico che sociale (costo delle sedute, vitto, alloggio,
permanenza forzata in un Paese straniero) e spesso trattati in condizioni di Sicurezza molto
limitate (assenza di medico interno alla camera, utilizzo di camere monoposto pressurizzate
a ossigeno -vietatissime in Italia!-, permesso di portare attrezzi elettronici durante lo
svolgimento della seduta), abbiamo dato inizio, presso il Centro Iperbarico Nautilus del
Prosperius di Firenze, a cicli di trattamenti OTI per bambini autistici, in regime di
trattamento-pilota. Il Centro Iperbarico del Prosperius, da oltre 20 anni operante sul
territorio, in regola con le normative vigenti in materia , tratta molte patologie in regime di
convenzione col SSN.
Nel caso del Protocollo OTI-Autismo vengono trattati 6 bambini per volta, per permettere ai
genitori di permanere con i loro figli per tutta la durata della seduta all'interno della camera
iperbarica.
Sono stati trattati finora 38 bambini di età compresa fra 2 e 17 anni. Ci siamo avvalsi della
collaborazione e della consulenza del Dott. Nicola Antonucci (specialista in Neuropschiatria
Infantile ed uno dei massimi Esperti Nazionali per ciò che riguarda OTI e Autismo) e del
Dott. Bryan Jepson (Direttore dei Servizi Medici del Children's Biomedical Center of UtahU.S.A.). E' stato inoltre attivato un servizio di consulenza psicologica-psicometrica, nella
persona del Dott. Patrizio Batistini che collabora con il Servizio di Neuropsichiatria
Infantile della ASL di Firenze, che ha effettuato tests di valutazione di inizio trattamento e
fine trattamento mediante il metodo PEP-R (Profilo Psico-Educativo Revisionato) e la scala
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VINELAND (Vineland Adaptive Behaviour Scales). Quando possibile, i tests saranno
somministrati anche a distanza di sei mesi dalla fine del trattamento. Ambedue i test sono
ampiamente conosciuti e consolidati nella medicina tradizionale: in particolare il metodo
PEP- R è un inventario di comportamenti e di conoscenze creato per identificare i profili di
apprendimento disuguali e caratteristici delle persone autistiche; comprende alcuni
giocattoli e altro materiale didattico che vengono proposti al bambino dall'esaminatore
nell'ambito di attività di gioco strutturate attraverso le quali l'esaminatore osserva, valuta e
registra contemporaneamente le differenti reazioni del bambino. E' un test di valutazione
molto efficace nell'evidenziare anche piccoli cambiamenti in brevi periodi.
La scala VINELAND è il più noto e utilizzato strumento per la valutazione del
comportamento adattivo: attraverso un'intervista semi-strutturata che viene somministrata a
un genitore vengono valutate le capacità di autosufficienza personale e sociale nelle
situazioni della vita reale, e viene osservato come, in pratica, le differenti abilità cognitive si
possono tradurre nella gestione della propria autonomia durante la quotidianità. I medici del
Centro Iperbarico, infine, partecipano al follow-up somministrando ai genitori dei bambini
la scala ATEC (Autism Treatment Evaluation Checklist).
La scala ATEC è un test- intervista ai genitori nel quale vengono presi in considerazione i
seguenti aspetti:
1) Parola/Linguaggio/Comunicazione, 2) Livello di Socializzazione, 3) Coscienza
Sensoriale/Coscienza
Cognitiva,
4)
Stato
di
salute/Problemi
di
natura
Fisicocomportamentale [29]. I risultati dei tests vengono inviati tramite Internet all'Autism
Research Institute (ARI), il quale elabora i dati e reinvia le risposte all'esaminatore sotto
forma di punteggi numerici: più basso è il punteggio, più il paziente risulta migliorato. Il test
è costruito in modo tale da permettere a genitori e professionisti di stimare i risultati di
alcuni trattamenti utilizzati in soggetti con autismo (Tab. 1-2-3). Il Pediatra del Centro
monitorizza i bambini per ciò che riguarda tutti i sintomi di tipo fisico. I primi risultati sono
in linea con i risultati riscontrati in letteratura. Abbiamo trattato 38 pazienti, 32 maschi e 6
femmine (rapporto M/F 5,3:1) di età compresa tra 2 e 17 anni (media: 8,55 anni).
Le variazioni degli aspetti comportamentali osservati dai genitori, vengono confermate
anche dai medici del Centro, in base alla propria osservazione clinica e dopo il confronto dei
punteggi ottenuti dalla Scala ATEC (somministrata all'inizio e alla fine del trattamento). I
miglioramenti ottenuti dalle singole categorie della Scala ATEC risultano così suddivisi:
– 1) Parola/linguaggio/comunicazione: aumentata capacità di esprimersi soprattutto nei
pazienti verbali, con aumento della quantità di vocaboli utilizzati nel 17,5% dei casi.
– 2) Livello di socializzazione: il 36,1% dei bambini ha dimostrato un miglioramento
importante nel condividere con altri sia ciò che fa sia ciò che prova, e non evita più
-come prima- il contatto con persone e animali. I bambini che presentavano uno scarso
contatto oculare (25,0%), hanno manifestato un netto miglioramento nello sguardo
diretto e nella coordinazione oculo-motoria.
– 3) Coscienza sensoriale/coscienza cognitiva: il 38,8% dei bambini ha mostrato un buon
miglioramento nello “stato di allerta”, il 27,7% risponde in modo migliore agli elogi, il
22,2% ha molta più pratica a vestirsi da solo.
– 4) Stato di salute/problemi di natura fisica/comportamento: in tutti i pazienti che
manifestavano diarrea (25,0%) è stata ottenuta la remissione della sintomatologia
intestinale con ripristino della normale funzionalità: dopo circa 10 sedute i pazienti che
avevano 4-5 scariche di feci diarroiche al giorno si sono attestati ad una sola scarica
Pag. 13 di 30

–
–
–
–
–

giornaliera con feci ben formate (Tab. 1). Per quanto riguarda invece i bambini con
stipsi (22,2%) si sono avuti miglioramenti notevoli nel 13,8% dei casi.
I bambini con scarso controllo degli sfinteri (19,4%) sono migliorati nel 100% dei casi.
I bambini con alterazioni del ritmo sonno-veglia (22,2%) sono migliorati nel 100% dei
casi.
I bambini con rigida routine (30,5%) sono migliorati nel 94,5% dei casi
Le stereotipie presenti nel 38,8% dei bambini trattati sono migliorate nel 94,5% dei
casi.
Buoni risultati sono stati ottenuti anche per ciò che riguarda l'iperattività (16,6% dei
bambini trattati): il 91,7% di questi è molto migliorato. Le tabelle 1, 2 e 3 mostrano
dettagliatamente i risultati ottenuti e da queste è stata estrapolata una serie di grafici con
i quali si analizzano e si confrontano alcuni dati importanti (grafici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8,
9, 10, 11). Un solo bambino (con diagnosi aggiuntiva di crisi epilettiche farmacoresistenti) ha avuto una brevissima crisi convulsiva di tipo mioclonico (della durata di
pochi secondi e di scarsa intensità), che si è manifestata nel corso della decima seduta e
non si è più ripresentata fino alla fine del trattamento. Due bambini (5,5%) hanno
manifestato un'otite sierosa timpanica come lieve evento “barotraumatico”. Alleghiamo
in appendice alcuni commenti rilasciati dai genitori dei bambini trattati.

3.4 - Conclusioni
La nostra esperienza si situa pressoché in linea con le precedenti esperienze internazionali.
L'OTI si rivela un presidio terapeutico efficace e sicuro, con risultati sorprendenti
soprattutto per ciò che riguarda la funzionalità intestinale e il livello di socializzazione. I
genitori dei bambini, richiamati dopo 30- 40 giorni dalla fine del Ciclo di Trattamento
confermano -telefonicamente- i buoni risultati ottenuti, soprattutto sull'enterocolite
(mantenimento anche a distanza di tempo di una evacuazione giornaliera) e su piccoli, ma
importanti successi di carattere comportamentale. Il 75% dei bambini trattati ha risposto
positivamente alla Terapia Iperbarica (il 25% già dopo la decima seduta) con un ampio
range di risultati in considerazione del fatto che l'autismo è una sindrome a patogenesi
multifattoriale, che il range di età varia dai 2 ai 17 anni e che ogni individuo autistico ha
comunque una sua suscettibilità di risposta. L'età costituisce sicuramente un fattore
importante: il range di età compreso fra i 5 e i 10 anni è senza dubbio il più responsivo sia
per ciò che riguarda i sintomi fisici, sia per gli aspetti comportamentali. Noi riteniamo che in
relazione all'età più bassa il cervello sia ancora in una fase plastica e che quindi determinati
comportamenti di tipo autistico non siano ancora del tutto strutturati. Questa considerazione
verrebbe ulteriormente avvalorata, come detto in precedenza, dall'effetto che l'OTI ha
dimostrato sulla produzione/differenziazione e successiva mobilizzazione delle Cellule
Staminali. Avendo osservato inoltre, durante la fase di compilazione delle cartelle clinicoanamnestiche come la maggior parte di questi bambini (75%) abbia subito un modesto
danno perinatale di tipo ipossico, comunque non tale da condurre alla paralisi cerebrale
(hanno avuto quasi tutti un Indice di Apgar molto buono alla nascita), abbiamo voluto
tentare di formulare un' ipotesi di “razionale” in grado di spiegare i successi terapeutici
dell'OTI in questo tipi di patologia, peraltro ancora ad etio-patogenesi oscura. Mettendo in
evidenza come il danno riscontrato con metodiche PET/SPECT/fRMN a livello dei lobi
temporali dei soggetti affetti da autismo sia da considerare come esito di un processo
Pag. 14 di 30

ipossico-ischemico a livello cerebrale e come proprio l' OTI si dimostri in questo tipo di
patologie uno dei presidi terapeutici di elezione, abbiamo voluto mettere in relazione i dati
da noi raccolti con quelli riscontrati dall'analisi della letteratura internazionale. Proprio
questo raffronto ci fa notare come, sia il semplice riscontro anamnestico, che quello ottenuto
dalla percentuale di successi terapeutici, si attestino intorno al 75% dei casi, in assoluta
omogeneità rispetto a quanto riscontrabile dall'analisi dei succitati lavori. Secondo la nostra
interpretazione si potrebbe ipotizzare la seguente concatenazione:

Danni perinatali
da parti distocici
75%

→

Lesione ipossica
dei Lobi Frontali
77%

←

Successo Terapeutico
con OTI
75%

Nella letteratura internazionale sono stati pubblicati alcuni lavori da cui emerge che i danni
perinatali potrebbero costituire un concausa dell'autismo. Un recente studio (Aprile 2009)
pubblicato dal Journal of Pediatrics, effettuato da una equipe di Ricercatori Inglesi
dell'University College di Londra, ha messo in evidenza un aumento dell'incidenza
dell'autismo nei bambini pretermine. Sono stati esaminati 219 bambini nati pretermine
prima della 26ª settimana di gravidanza, confrontandoli con un gruppo di controllo costituito
da 153 bambini nati a termine ed è stato osservato un aumento dell'incidenza dell'autismo
dell'8% nel gruppo dei nati pretermine rispetto ai nati a termine. Altri studi, infine,
concludono che i danni perinatali, pur non essendo direttamente correlabili all'autismo ne
aumentano il rischio [40, 41, 42, 43, 44, 45]. E' molto probabile, dunque, come da noi
prospettato, che tutti danni perinatali in grado di generare un'ipossia possano essere
coinvolti nella etio-patogenesi dell'autismo e si attendono ulteriori future conferme.

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CAPITOLO 4
GRAFICI E TABELLE

0- 4 ANNI

N°6 CASI

5-10 ANNI

25

22,5

22,5

20

20

N° 21 CASI

17,5

17,5

15

15
PRE- OTI
POST- OTI

12,5
10

12,5

PRE- OTI
POST- OTI

10
7,5

7,5

5

5

2,5

2,5
0

0
P/L/C

LS

CS/CC

S/C

P/L/C

Grafico 1. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.
11- 17 ANNI

LS

CS/CC

Grafico 2. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.

N° 11 CASI

0- 17 ANNI

32,5

27,5

30

25

27,5

S/C

N° 38 CASI

22,5

25

20

22,5

17,5

20
PRE- OTI
POST- OTI

17,5
15
12,5

15

PRE- OTI
POST- OTI

12,5
10

10

7,5

7,5

5

5

2,5

2,5
0

0
P/L/C

LS

CS/CC

S/C

P/L/C

Grafico 3. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.

LS

CS/CC

S/C

Grafico 4. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.

Legenda: P/L/C: Parola/Linguaggio/Comunicazione
CS/CC: Coscienza Sensoriale/Coscienza Cognitiva

Pag. 16 di 30

LS: Livello di Socializzazione
S/C: Stato di salute fisica/Comportamento

40 TRATTAMENTI

N° 22 CASI

20 TRATTAMENTI

35

27,5

32,5

25

30

N° 16 CASI

22,5

27,5

20

25
22,5

17,5

20

PRE- OTI
POST- OTI

17,5
15

15
12,5

12,5

10

10

7,5

7,5

PRE- OTI
POST- OTI

5

5

2,5

2,5
0

0
P/L/C

LS

CS/CC

S/C

P/L/C

Grafico 5. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.
MASCHI

LS

CS/CC

S/C

Grafico 6. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.

N° 32 CASI

FEMMINE

25

27,5

22,5

25

20

22,5

N° 6 CASI

20

17,5

17,5

15
PRE- OTI
POST- OTI

12,5
10

15

PRE- OTI
POST- OTI

12,5
10

7,5

7,5

5

5

2,5

2,5

0

0
P/L/C

LS

CS/CC

S/C

P/L/C

Grafico 7. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.

LS

CS/CC

S/C

Grafico 8. Confronto fra la media dei punteggi ATEC
prima e dopo il trattamento con OTI.

Legenda: P/L/C: Parola/Linguaggio/Comunicazione
CS/CC: Coscienza Sensoriale/Coscienza Cognitiva

Pag. 17 di 30

LS: Livello di Socializzazione
S/C: Stato di salute fisica/Comportamento

Inizio dei miglioramenti nei principali sintomi

Incontinenza
fecale

Incontinenza
urinaria

1

15

1

15
Miglioramento
Inizio miglioramento

Capacità
di Concentrazione

4

12

Contatto
Oculare

4

12

0

2

4

6

8

10

12

14

16

Settimane

Grafico 9. Principali sintomi e settimana di inizio miglioramenti

Inizio dei miglioramenti nei principali sintomi

Coscienza Sensoriale e
Coscienza Cognitiva

4

12

3

Irritabilità

13
Miglioramento
Inizio miglioramento

3

Aggressività

13

4

Stereotipie

0

2

12

4

6

8

10

12

14

16

Grafico 10. Principali sintomi e settimana di inizio miglioramenti

Pag. 18 di 30

Settimane

Inizio del miglioramento nei principali sintomi

Diarrea

2

14

Stipsi

2

14
Miglioramento
Inizio miglioramento

SonnoVeglia

Attacchi
epilettici

0

2

14

2

14

2

4

6

8

10

12

14

Grafico 11. Principali sintomi e settimana di inizio miglioramenti

Pag. 19 di 30

16

Settimane

0-4 Anni
Nome

Età Sedute

P/L/C

LS

CS/CC

S/C

1°/2°
Ciclo

Totale

Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff
1-RK

2

40/2

22

24

+2

11

9

-2

13

20

+7

33

23 -10 79

76

-3

1°

2-PA

4

40/2

20

16

-4

3

4

+1

11

9

-2

12

14

+2

46

43

-3

1°

3-MF

4

40/2

23

22

-1

14

12

-2

27

23

-4

31

29

-2

95

86

-9

1°

4-ED

4

40/2

17

16

-1

8

5

-3

17

18

+1

10

12

+2

52

51

-1

2°

5-BE

4

20/2

15

12

-3

12

12

0

16

11

-5

37

32

-5

80

67 -13

1°

6-FA

4

20/2

22

22

0

8

6

-2

13

14

+1

26

28

+2

52

51

1°

-1

TABELLA 1.
Confronto punteggio scala ATEC prima e dopo il trattamento OTI nella fascia fra 0 e 4 anni.
Legenda: P/LC : Parola/Linguaggio/Comunicazione. LS: Livello di socializzazione.
CS/CC: Coscienza Sensoriale/Coscienza Cognitiva. S/C: Stato di salute fisica/Comportamento
I miglioramenti sono segnalati dai segni negativi e sottolineati in rosso. Più i valori sono negativi
più importante è il miglioramento.

Pag. 20 di 30

5-10Anni
Nome

Età Sedute

P/L/C

LS

CS/CC

S/C

1°/2°
Ciclo

Totale

Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff
1-RE

5

40/2

13

11

-2

20

14

-6

10

6

-4

27

13 -14 70

44

-26

1°

2-VG

6

40/2

14

9

-5

9

9

0

12

11

-1

19

18

-1

47

-7

1°

3 -TF

7

40/2

23 22

-1

20

20

0

29

28

-1

32

30

-2 104 100

-4

1°

4-DV

7

40/2

3

3

0

4

3

-1

5

2

-3

19

13

-6

31

21

-10

1°

5-RM

8

40/2

10

9

-1

11

4

-7

20

13

-7

9

15

+6

50

41

-9

1°

6-LG

10 40/2

7

7

0

11

6

-5

9

10

+1

31

29

-2

58

52

-6

1°

7-LA

10 40/2

0

0

0

7

4

-3

0

0

0

26

17

-9

33

21

-12

1°

8-NM

7

40/2

21 20

-1

12

2

-10 20

11

-9

19

9

-10 72

42

-30

2°

9-PE

7

40/2

22 20

-2

5

4

-1

15

5

-10 12

10

-2

54

39

-15

2°

54

10-GL

10 40/1

15

11

-4

15

9

-6

13

13

0

31

21 -10 74

54

-20

1°

11-FI

10 40/1

9

4

-3

7

4

-3

11

4

-7

22

10 -12 49

22

-27

2°

12-AR

8

20/2

12

11

-1

11

8

-3

14

14

0

20

8

41

-16

1°

13-FL

9

20/2

13 13

0

12

12

0

21

21

0

33

33

0

49

49

0

1°

14-BM

9

20/2

7

7

0

17

16

-1

13

12

-1

16

18

+2

53

53

0

1°

15-CS

10 20/2

8

5

-3

7

4

-3

8

4

-4

25

21

-4

48

34

-14

1°

16-BV

10 20/2

21 21

0

17

11

-6

22

18

-4

21

20

-1

81

70

-11

1°

17-BS

6

20/2

12 16

+4

9

4

-5

16

12

-4

17

29 +12 54

61

+7

2°

18-MA

8

20/2

10

9

-1

16

5

-11 14

13

-1

27

21

-6

67

48

-19

2°

19-RO

8

20/2

21 18

-3

3

4

+1

11

12

+1

14

20

+6

49

54

-5

2°

10 20/2

10

8

-2

19

16

-3

11

11

0

28

25

-3

68

60

-8

2°

8

18 15

-3

8

3

-5

12

12

0

26

24

-2

64

54

-10

1°

20-TC
21-BS

20/1

-12 57

TABELLA 2.
Confronto punteggio scala ATEC prima e dopo il trattamento OTI nella fascia fra 5 e 10 anni.
Legenda: P/LC : Parola/Linguaggio/Comunicazione. LS: Livello di socializzazione.
CS/CC: Coscienza Sensoriale/Coscienza Cognitiva. S/C: Stato di salute fisica/Comportamento
I miglioramenti sono segnalati dai segni negativi e sottolineati in rosso. Più i valori sono negativi
più importante è il miglioramento.

Pag. 21 di 30

11-17 Anni
Nome

Età

Sedute

P/L/C

LS

CS/CC

S/C

1°/2°
Ciclo

Totale

Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff Pre Post Diff
1-DS

11

40/2

21

17

-4

12

7

-5

14

21

+7

27 23

-4

74

68

-6

1°

2-MI

14

40/2

15

12

-3

15

11

-4

15

13

-2

44 37

-7

89

73 -16

1°

3-PF

15

40/2

12

14

+2

15

12

-3

13

11

-2

40 41

+1

80

78

-2

1°

4-PA

17

40/2

6

3

-3

14

9

-5

10

10

0

35 29

-6

65

51 -14

1°

5-GS

11

40/2

9

9

0

6

3

-3

4

2

-2

19

4

-15 38

18 -20

2°

6-BT

11

40/1

3

3

0

5

5

0

14

9

-5

13

8

-5

35

25 -10

1°

7-CG

13

40/1

12

5

-7

14

5

-9

12

3

-9

20

6

-14 58

19 -39

1°

8-PT

12

20/2

10

7

-3

16

10

-6

15

18

+3

26 22

-4

67

57 -10

1°

9-GM

13

20/2

8

5

-3

13

10

-3

22

14

-8

44 43

-1

87

72 -15

1°

10-RD

13

20/2

7

3

-4

22

20

-2

14

15

-1

32 36

+4

75

74

-1

1°

11-CA

16

20/2

3

3

0

20

23

+3

29

29

0

44 36

-8

96

91

-5

1°

TABELLA 3.
Confronto punteggio scala ATEC prima e dopo il trattamento OTI nella fascia fra 11 e 17 anni.
Legenda: P/LC : Parola/Linguaggio/Comunicazione. LS: Livello di socializzazione.
CS/CC: Coscienza Sensoriale/Coscienza Cognitiva. S/C: Stato di salute fisica/Comportamento.
I miglioramenti sono segnalati dai segni negativi e sottolineati in rosso. Più i valori sono negativi
più importante è il miglioramento.

Pag. 22 di 30

CAPITOLO 5
Commenti dei genitori
Giulio: anni 6.
Dopo la terapia osserviamo un aumento nell'uso delle parole e nel linguaggio in contesti
appropriati. In crescendo anche il numero di parole consecutive nella frase.
Elena: anni 5½.
Elena è migliorata nell'essere ricettiva e nel richiedere le cose. Non viene più in braccio,
cammina da sola.
Michele: anni 8.
E' aumentato anche il contatto occhio-mano e l'attenzione visiva, è sempre più attento.
Ricalca lettere e disegni.
Ivan: anni 14.
E' sicuramente aumentata la sua attenzione e controlla di più la rabbia, si sforza di usare il
linguaggio verbale, accetta di più gli imprevisti.
Tommaso: anni 11.
Il bambino appare più attento, più consapevole e collaborativo. Sembra avere più interesse a
sfogliare libri, ad ampliare le proprie conoscenze, ha più interessi.
Isaia: anni 10.
Isaia nelle ultime settimane ha mostrato miglioramento nel cognitivo, nella memoria,
nell'attenzione. E' sereno, collaborativo, interessato a tutto ciò che è nuovo, ha voglia di
fare, imparare, stare con gli altri. Ha accettato senza grossi problemi nuovi cibi, va a letto
nella sua cameretta, imita (e si sforza di imitare chi è più grande o più bravo di lui). Ha
acquisito una buona consapevolezza con in più quella “carica” di fare piuttosto che
deprimersi. Ha iniziato a disegnare in modo autonomo.
Tiziano: anni 12.
Nell'ultima settimana possiamo dire che il bambino è più gestibile (ad es. nell'affrontare
l'ingresso in camera iperbarica). Nel sonno abbiamo notato più regolarità (anche se i risvegli
ci sono, ma le pause sono più brevi).

Pag. 23 di 30

Saverio: anni 11.
Quest'ultimo trattamento sembra aver dato maggior risultati sia in riferimento al linguaggio,
apparso da quasi subito più incrementato, sia in riferimento all'infiammazione intestinale
regredita: attualmente le feci sono composte e nella norma. Si sottolinea che durante il ciclo
è stata eseguita una iniezione e. v. di secretina.
Edoardo: anni 4.
Abbiamo notato in particolare modo dalle ultime sedute che Edoardo è più attento,
partecipe, ripete molte più parole anche di sua iniziativa.
Francesco: anni 15.
Francesco ha avuto le seguenti reazioni: la prima settimana ha avuto un peggioramento, la
2a e la 3a settimana un miglioramento con feci più belle, meno dolori addominali,
dormendo di più. Sembrava parlare di più. In questa ultima settimana: rimangono
defecazione più abbondante, ma non tutti i giorni, sono tornati i dolori addominali più
intensi, ha uno sguardo più “brutto” è più irritato e arrabbiato. Ha presentato a volte dei
tremolii delle braccia che non aveva.
Simone: anni 6.
Nelle ultime sedute a Firenze è migliorato molto nel verbale, nell'abilità dell'identificazione
degli oggetti (ricettivo), ma è molto iperattivo.
Giovanni: anni 13.
Il tutor che lo segue tre volte alla settimana (psicologo) ritiene che la terapia sia stata
positiva per il ragazzo. La logopedista rileva in miglioramento dei tempi di attenzione ed in
generale della capacità di comprendere il linguaggio orale e scritto. E' più abile nel fare i
giochi al computer. Ci ha stupito per il fatto di capire e riuscire a ripetere parole in Inglese
senza essere stato esposto a insegnamento specifico.
Leonardo: anni 9.
Non ho modificato le risposte rispetto al questionario di inizio trattamento perché non ho
riscontrato evidenti cambiamenti. Solo durante le ultime sedute (2- 3 giorni) il bambino
mostra più insofferenza pizzicandomi continuamente (stanchezza?). Ha inoltre avuto alcuni
momenti di crisi con pianto improvviso. Mi riservo di valutare nei prossimi giorni eventuali
cambiamenti in positivo o negativo.
Lorenzo: anni 10½.
E' emersa la capacità di scrivere le parole che non riesce a pronunciare con l'intento di
comunicare le sue richieste.
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Valentina: anni 7.
Constatate migliori prestazioni verbali e cognitive già alla 20a seduta. Più iperattiva. Più
annoiata per la limitatezza del luogo (Hotel), e delle condizioni meteo.
Marco Issus: anni 9.
Durante questo ciclo ho notato un aumento delle ossessioni e stereotipie, ma un leggero
miglioramento del linguaggio, nel senso che memorizza più facilmente nuove parole.
Matteo: anni 8.
A volte si fissa con alcuni oggetti (per es. il cellulare), ma per breve tempo. Il suo
linguaggio è fortemente ecolalico, il suo interesse va sempre stimolato e poi risponde
abbastanza bene.
Alessandro: anni 4.
Alessandro da dopo le sedute sembrerebbe più cognitivo, più presente. Alla terza settimana
ha tentato di dire il suo nome. Nella scelta tra poche o tante ha detto tante.

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AUTORI

Dott. Roberto Vecchione
Specialista in Pediatria
Responsabile Iperbarico del Progetto OTI-Autismo
Dott. Gian Marco Oppo
Specialista in Medicina del Nuoto delle Attività Subacquee
Responsabile del Centro Iperbarico Nautilus del Prosperius
Dott. Vito Pasholli
Esperto in Medicina Iperbarica
Sig. Andrea Cenci
Responsabile Tecnico del Centro Iperbarico Nautilus del Prosperius

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