File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Relazione OTI AUTISMO.pdf


Anteprima del file PDF relazione-oti-autismo.pdf

Pagina 1 23430

Anteprima testo


considerata come una Sindrome caratterizzata da sintomi comportamentali e da sintomi
fisici, sia per la diversa incidenza e intensità dei primi, sia per i molteplici fattori ipotizzati
nella sua genesi. Il concetto di autismo ha subito nel corso di mezzo secolo notevoli
modifiche, con il passaggio da un'unica Sindrome ad uno spettro di disturbi indicanti
manifestazioni di sintomi molto diversi. Il cambiamento più rilevante lo si può vedere
confrontando le attuali categorie di classificazione di tale disturbo riportate dai manuali
diagnostici con quelle utilizzate nelle precedenti versioni. Precedentemente l'autismo era
infatti compreso all'interno delle “Psicosi Precoci” (cioè con insorgenza prima dei tre anni
di vita). Nella nuova classificazione internazionale, invece, viene compreso nei “Disturbi
dello Sviluppo”, con una componente organica altamente probabile, anche se ancora non
individuata con sicurezza. Fu il Dott. Bernard Rimland, direttore dell'Autism Research
Institute, il primo a sostenere in modo sistematico che la causa della Sindrome autistica non
fossero i genitori, ma che il disturbo avesse piuttosto una base organica. A tutt'oggi l'etiopatogenesi dell'autismo rimane comunque perlopiù sconosciuta, anche se sono stati
ipotizzati alcuni meccanismi nella sua genesi.
In sintesi ricordiamo le Ipotesi Psicodinamiche, in particolare il concetto di “mamma
frigorifero” espresso da Bettelheim secondo il quale la causa dell'autismo è da ricercare in
un'anomalia del rapporto madre-bambino, ed altri Autori come Mahler, Winnicott, Meltzer,
Tustin che ipotizzano -in aggiunta- un'alterato rapporto fra il bambino e l'ambiente esterno.
Le Ipotesi Organicistiche partono invece dal presupposto che sono state individuate
numerose Sindromi come la Sindrome di Cornelia de Lange, la Sindrome Feto-Alcolica, la
Neurofibromatosi, la sindrome di Rett, la Sindrome di Gilles de la Tourette, l'Encefalite
Herpetica ed altre ancora in cui si rilevano contemporaneamente lesioni anatomopatologiche
(autismi secondari).
Le Ipotesi Metaboliche, espresse in quest'ultimo decennio, concentrano la loro attenzione
su possibili alterazioni metaboliche (disfunzioni dopaminergiche, eccesso di oppioidi nel
SNC derivati da una incompleta scissione di glutine o caseina).
L' Ipotesi Genetica, infine, è supportata dalla prevalenza dell'autismo nei maschi rispetto
alle femmine (rapporto 5:1), dalla presenza di autismo nel 50% dei gemelli monozigoti
rispetto al 3% dei gemelli dizigoti, dalla maggior gravità della sintomatologia nelle femmine
rispetto ai maschi, dalla Sindrome di Rett e dalla Sindrome dell'X fragile, ambedue legate al
cromosoma X.
I principali sintomi comportamentali sono: mancata risposta al richiamo del nome, ritardo
o assenza di linguaggio, assenza di sorriso sociale, scarso contatto oculare, mancanza di
interessi, crisi di rabbia e di aggressività, iperattività, mancanza di collaborazione, uso non
appropriato dei giocattoli, allineamento ossessivo degli oggetti, stereotipie, ecolalia,
atteggiamenti di etero e auto-aggressione, mancanza di interesse verso i coetanei, chiusura
in se stesso, incapacità di esprimere i propri desideri, indipendenza, ritardo mentale.
I sintomi fisici, presenti nella maggior parte dei casi, sono costituiti da: diarrea, stipsi,
attacchi epilettici, alterazioni del ritmo sonno-veglia ed incontinenza urinaria e/o fecale.
I criteri diagnostici attuali per l'Autismo comprendono sia disabilità multiple nelle
funzioni sociali e nelle comunicazioni che comportamenti restrittivi e ripetitivi che si
manifestano prima dei 3 anni di età. Per avere una diagnosi certa gli individui devono
soddisfare 6 criteri di cui almeno due nell'ambito del danneggiamento dell'interazione
sociale ed uno nell'ambito delle aree del disagio della comunicazione, degli atteggiamenti
comportamentali restrittivi, ripetitivi e stereotipati. Sebbene i primi sintomi si manifestino
Pag. 2 di 30