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Messaggio per il Santo Padre .pdf



Nome del file originale: Messaggio per il Santo Padre.pdf
Titolo: Ho dipinto qui, per la mia segreta gioia, come nei trittici antichi, la parabola che ci narrò Nostro Signor Gesù Cristo
Autore: Conecofor

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Anteprima del documento


Santo Padre,
siamo una compagnia di attori amatoriali che fanno capo al Teatro parrocchiale di
S.Paola alla Balduina-Roma e ci occupiamo tra l'altro di Teatro sacro.
A inizio 2013 Il nostro Regista Andrea Costantini ci ha proposto di raccogliere la
sfida lanciatagli da un Monsignore per mettere in scena un testo di André Gide la
novella “Le retour de l'enfant prodighe” pubblicata nel 1907. Tutti noi della compagnia
abbiamo risposto con entusiamo all'invito, cosicché a maggio 2013 abbiamo partecipato
alla rassegna Teatrale organizzata dall' UCS-Diocesi di Roma con un testo “Il ritorno
del figliol prodigo” rivisitato sulla base della novella originale (di cui alleghiamo
locandina), che abbiamo poi portato nella nostra e in altre parrocchie.
Santo Padre, siamo pienamente convinti che questo testo rispecchi il suo Messaggio
Evangelico. Pertanto, pur sapendo che la sua Agenda è densa di impegni importanti ed
urgenti, Le significhiamo con umiltà che sarebbe per noi un grande onore poter
rappresentare quest'opera in sua presenza in parrocchia (al momento sono
programmate due rappresentazioni per il 26 e il 27 Ottobre) o nel luogo che riterrà
più opportuno.
Ci scusi per l'ardire e devotamente la salutiamo con grande affetto.

Associazione filodrammatica I GIRASOLI

Sede operativa: Sala Polivalente Il Girasole, Via Elio Donato, 48 – 00136 Roma
Per contatti:
Andrea Costantini 3337240822
andrea.costantini44@gmail.com

“Il ritorno del figliol prodigo”
Ho dipinto qui, per la mia segreta gioia, come nei trittici antichi, la parabola che ci
narrò Nostro Signor Gesù Cristo. Ho lasciato sparsa e confusa la doppia ispirazione che mi anima. Non cerco di provar la vittoria su me di alcun Dio - né la mia.
Eppure, se il lettore esige da me un sentimento di pietà, non lo cercherà invano nella mia pittura, dove, come un donatore nell’angolo del quadro, mi sono messo in
ginocchio, di fronte al figliol prodigo, come lui sorridente, e il volto inondato di lagrime.

Così scriveva Gide ad Arthur Fontaine, suo amico e mecenate, inviandogli la novella “Le retour de l'enfant prodighe” pubblicata nel 1907.
Ma in realtà Gide non si è messo nell’angolo del quadro, ne è sì il pittore, ma anche
il protagonista.
La novella è infatti la raffigurazione del dramma di uno spirito credente, che sente
fortemente il richiamo verso la purezza e la spiritualità e che, come il figlio prodigo
(in cui si riconosce), vorrebbe tornare ed inginocchiarsi piangendo dinanzi al Padre;
ma il suo spirito è succube di un corpo che sente ancor più fortemente il fascino dei
sensi, dei desideri e dei piaceri: quel fascino (il “porcaro” della novella) che aveva
indotto il prodigo ed induce il figlio minore (in cui anche si riconosce) a partire.
Ma la novella è anche e soprattutto un inno, come la parabola evangelica, alla Misericordia ed all’Amore di Dio: “Io ti ho formato; so quel che c’è in te. So quel che ti
spingeva sulle strade… e ti aspettavo al termine. Mi avresti chiamato… Io ero là”.
Questo dà a Gide delle certezze.
Una è polemica: è il figlio maggiore, non il Padre, a sostenere che “Fuori della Casa, non c’è salvezza per te”.
Ma l’altra è sicuramente in linea con la dottrina: c’è un Padre che lo ama così come
egli è e che lo sostiene e protegge; c’è una Madre che lo ama anch’essa così come
egli è e che intercede per lui (“Io vado a pregare per tutti voi… come sempre”).
E queste certezze sono forse quelle che lo autorizzano a rivolgere al figlio minore il
suo augurio finale: “Possa tu non tornare”.

Indubbiamente Gide è polemico con la gerarchia della Chiesa (ma anche con la società del suo tempo, seppur non rappresentata), ma molti dei motivi (discendenti da
quel: “Egli preferisce il buon ordine all’amore”) possono essere considerati superati dalle posizioni emerse nella Chiesa soprattutto dopo il Concilio Vaticano II ed il
magistero di Giovanni Paolo II: discernimento e condanna del peccato, ma misericordia ed amore per il peccatore.
Ed è proprio dell’amore che Gide (così almeno si desume dalla novella) è assetato
ed affamato.

Ma, se molti dei motivi possono essere considerati superati, perché rappresentare
oggi un lavoro scritto nel 1907? Che impatto può mai avere una novella con più di
cento anni nel nostro mondo di oggi?
L’abbiamo rappresentata perché possa essere spunto di riflessione per tutti noi, affinché riusciamo a guardare i fratelli con gli occhi del Padre e della Madre.
Noi cristiani infatti, nonostante il nostro dichiararci tutti peccatori (e quindi “figli
prodighi”), ci mettiamo spesso nei panni del “fratello maggiore”: non riusciamo
spesso a comprendere pienamente e condividere la parabola evangelica; così come
spesso (anche a causa del concetto umano di giustizia) non riusciamo a comprendere pienamente e condividere che l’operaio dell’ultima ora possa prendere la stessa
mercede dell’operaio che ha lavorato nella vigna fin dall’alba.
La Compagnia

Note e scelte interpretative
La novella di Gide può essere considerata divisa in due parti: la prima è l’interpretazione che Gide fa della parabola evangelica, la seconda è la novella vera e propria
in cui compaiono altri due personaggi: la Madre ed il figlio minore.
Per rendere più evidente ed efficace questa distinzione, la prima parte è stata resa
con un filmato (in cui abbiamo cercato di vedere il più possibile con gli occhi del
prodigo e del Padre), mentre la seconda è quella recitata.

Il simbolismo di tre dei personaggi appare già molto chiaro, ma si è cercato di metterlo ulteriormente in evidenza:
 il Padre raffigura Dio, Padre di tutti;

 il figlio maggiore raffigura la gerarchia ecclesiastica del tempo di Gide;

 la Madre raffigura Maria Vergine, Madre di tutti; abbiamo voluto rappresentarla
come sempre giovane.
Il figlio prodigo ed il figlio minore sono ambedue proiezioni di Gide: lo spirito ed il
corpo, l’aspirazione e la realtà, il passato ed il futuro, ma tra loro mescolati e sovrapponibili, non nettamente scindibili.
La Compagnia

In prima pagina: “Il ritorno del figliol prodigo” di Rembrandt (1668)
Museo dell’Ermitage - San Pietroburgo

Associazione filodrammatica I GIRASOLI

Sede operativa: Sala Polivalente Il Girasole, Via Elio Donato, 48 – 00136 Roma
Per contatti:
Andrea Costantini 3337240822
Luciano Le Donne 3357195830


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