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Una raggiante Catania documento Programmatico del Candidato Jacopo Torrisi .pdf



Nome del file originale: Una raggiante Catania - documento Programmatico del Candidato Jacopo Torrisi.pdf
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UNA RAGGIANTE CATANIA

Introduzione:
Perché ostinarsi a crederci? Provo a rispondere a questo interrogativo. Perché esiste una base di milioni di
persone che in questo paese ci dà ancora fiducia, esistono le organizzazioni giovanili che continuano a
lavorare ogni giorno nel tentativo di fare dei passi avanti, esiste un mondo dentro il Partito Democratico fatto
di persone che volontariamente dedicano il proprio tempo, le proprie energie, le proprie competenze ad
un’idea di cambiamento anche nei territori maggiormente disagiati ed abbandonati dalle istituzioni. E’
proprio questo mondo che i gruppi dirigenti devono riuscire ad ascoltare con umiltà ed attenzione perché
abbia un ruolo di reale protagonismo nella vita democratica del Partito. Solo raggiungendo questo obbiettivo
riusciremo ad affermare una reale diversità rispetto alle facili e qualunquistiche generalizzazioni che
finiscono con l’accomunarci tutti dentro un grande contenitore: la “casta”. Non sono casta i giovani che si
impegnano quotidianamente nel territorio, non sono casta i nostri iscritti che a Librino come in tanti altri
quartieri della città, e nei comuni della Provincia, danno risposte e servizi concreti laddove non arrivano le
istituzioni. Da qui dobbiamo ripartire a Catania, da queste tantissime persone (vorrei nominarle tutte se ne
avessi la possibilità ma non si può in un documento perché altrimenti diventerebbe un lunghissimo elenco).
Sono queste le stesse persone che durante i dibattiti, alle assemblee, alle direzioni, continuano a dire
“cambiamo passo”, “ritroviamo le ragioni dell’unità” Non possiamo ignorare il disagio che è diffuso oggi nel
partito, nel nostro elettorato e, più in generale nel mondo del centrosinistra.
Se da una parte il centro destra di questo paese ha fatto del disprezzo delle regole, della legge, dei giudici,
delle donne, degli omosessuali quasi una bandiera, dall’altra noi per primi non abbiamo avuto abbastanza
coraggio per dare un segnale di reale opposizione. Questo disagio lo possiamo cogliere anche nei social
network, dove il dibattito é libero. E’ anche da li che viene un segnale d’allarme sul Governo del paese e
della Regione, ma allo stesso tempo si avverte una rinnovata fiducia sulla nuova stagione di Catania e dei
tanti comuni della Provincia amministrati dal centrosinistra. Occorre ripartire proprio dai territori, dalle
amministrazioni che abbiamo conquistato, per rilanciare il partito. un nuovo patto tra eletti, iscritti, dirigenti
e amministratori locali. abbiamo riconquistato dopo 13 anni disastrosi la città di Catania e guidiamo
importanti comuni. la nostra provincia può’ essere capofila per lo sviluppo del Sicilia orientale e della
regione intera
TEMI NAZIONALI:
La scelta di aprire una stagione di governo con il PDL non è stata pienamente spiegata al nostro popolo. Le
contraddizioni di un’alleanza di governo con il PDL, contro cui ci siamo sempre fermamente battuti, sono
tutte presenti ma si tratta di un passaggio temporaneo e obbligato, principalmente dalla necessità di
affrontare la crisi economica, un’altra importante giustificazione dell’esistenza di questo governo è la
promulgazione immediata di una nuova legge elettorale che consenta VERAMENTE agli italiani di scegliere
i propri rappresentanti. dobbiamo inoltre intervenire e subito per un reale abbassamento dei costi della
politica, senza fare demagogia ma eliminando gli effettivi sprechi della politica per rispondere oggi ad un
senso di rabbia che è trasversale tra la gente.
Dobbiamo riconoscere che la relativa stabilità di questi mesi ha scongiurato gli effetti più devastanti della
crisi economica, nessuno può dimenticare i titoli dei giornali in quei drammatici 63 giorni di vuoto tra le
elezioni e l’incarico a Letta premier. Il Governo, questo Governo è riuscito a varare alcune misure efficaci
per la restituzione della dignità al lavoro e prospettive credibili di sviluppo tra le tante difficoltà di una
alleanza forzata, frutto delle scelte irresponsabili del Movimento 5 Stelle. Bisogna fare sempre di più per
affrontare l’emergenza economica e sociale di questo paese che è la vera priorità. Questi risultati non vanno

sottovalutati e dobbiamo rivendicarne il merito, così come dobbiamo rivendicare la disarticolazione del
centrodestra e la fine del ventennio berlusconiano. Stiamo gradualmente archiviando la brutta esperienza dei
101 franchi tiratori per l’elezione del Presidente della Repubblica che ha restituito al paese un’immagine
negativa del nostro Partito. Dobbiamo ribadire con forza come la base del Partito sia stata la prima a
ribellarsi rendendo plateale la distanza che si era venuta a creare con il nostro gruppo dirigente nazionale,
dobbiamo tenere ben presente il malessere dei militanti e delle organizzazioni giovanili che, in quei giorni, lo
hanno espresso con tutta la propria forza e che costituiscono la vera grande risorsa del Partito Democratico.
TEMI REGIONALI:
L’anno scorso abbiamo avuto la dimostrazione di cosa può fare la base di un partito quando è coesa ed
organizzata.
Quando Crocetta lanciò, a Catania, la propria candidatura come presidente della Regione Sicilia, buona parte
del gruppo dirigente regionale non era ancora convinto, si ipotizzarono altre strade da perseguire. Molti di
noi hanno creduto sin da subito in Crocetta ed hanno sostenuto quella battaglia. Alla fine la forza, la
sicurezza della base è stata più forte delle incertezze della maggior parte del gruppo dirigente, Crocetta è
stato il candidato presidente alla Regione Sicilia e con il nostro sostegno, dopo 13 anni dal Governo
Capodicasa, il centrosinistra è ritornato al governo della Regione. E’ iniziato un periodo di grande
entusiasmo in cui abbiamo visto abbattere molti muri che si temevano incrollabili. Oggi l’equilibrio tra il
Partito Democratico ed il Presidente della Regione non funziona. Oggi si è persa quella sintonia con la quale
eravamo partiti e che aveva dato il via ad una stagione di grandi riforme per questa terra. Questa frattura si
innesta in un momento cruciale per la vita della Regione. La discussione sulla manovra finanziaria di
assestamento con la quale si approveranno le variazioni del bilancio regionale è l’unico strumento per
“aggiustare” quelle voci del bilancio della regione che non hanno tenuto in adeguato conto enti importanti,
strutture regionali, organizzazioni culturali, ma anche le infrastrutture, la sanità regionale etc. Insomma tutto
ciò di cui si è discusso in questi mesi, tutti gli errori e le imprecisioni che inevitabilmente una norma
finanziaria si porta dietro, possono essere nelle prossime settimane discussi e superati. Anche le misure sui
precari sono tema di dibattito, insieme alla questione delle energie rinnovabili e ai temi dello sviuppo e del
lavoro. La ricomposizione di questa frattura è indispensabile per gestire temi fondamentali come questi nel
modo migliore.
TEMI PROVINCIALI:
Il Partito Democratico a Catania: In questi anni non si è mai riusciti a concretizzare una reale unità. Da tutti
reclamata a parole ma non adeguatamente perseguita, l’unità del Partito Democratico in questa provincia è
stata una scatola vuota. Spesso il ruolo degli organismi del partito è stato svuotato, scoraggiando la
partecipazione attiva dei militanti e dei dirigenti dei circoli. c’è stato un distacco non accettabile tra attivisti e
consiglieri comunali che supereremo.
Va valorizzata la base del partito e i suoi militanti. Occorre creare organismi che siano realmente plurali ed
in cui si discutano temi concreti e che recuperino collegialità nelle decisioni e unità nell’agire
Proprio ad alcuni temi dobbiamo nell’immediato dare attenzione nella nostra città e nella nostra provincia:
1) Il Patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico: Nel nostro territorio possiamo vantare (ed è cosa
molto rara) ben due siti entrati nel prestigioso elenco Unesco come patrimonio dell’Umanità, il barocco e, da
pochissimo, l’Etna. Bisogna valorizzare meglio queste immensa risorsa culturale, creando una rete tra la
città e i comuni della provincia che offra servizi integrati ai turisti, che agevoli gli spostamenti da un sito
all’altro che garantisca una efficienza che solo un vero coordinamento può dare.

2)
I centri Commerciali: Il nostro territorio è caratterizzato da una presenza abnorme di centri
commerciali che, con contratti di lavoro spesso ai limiti dello sfruttamento, mortificano la piccola impresa
artigiana locale, distruggono il piccolo commercio ed hanno contribuito in modo significativo allo
svuotamento del centro storico, portando al fallimento moltissime attività economiche e produttive. Bisogna,
di concerto con le nostre istituzioni locali, avviare un’inversione di rotta pretendendo piena chiarezza sulle
tante ombre che avvolgono queste cattedrali del consumismo, ma non solo, serve individuare da subito
misure adeguate ed incentivi concreti alle attività medio-piccole che rischiano di scomparire

3)
Diritti civili: Catania si è conquistata negli anni una fama di città aperta, rispettosa, ed inclusiva, un
unicum nel panorama nazionale. Questo processo virtuoso si è drammaticamente arrestato. Negli ultimi mesi
abbiamo assistito ad episodi di violenza barbara. Già da tempo, i Giovani Democratici prima, ed il Partito
poi, hanno chiesto a gran voce l’istituzione di un registro per le coppie di fatto, un segnale di grande portata
simbolica indispensabile per il nostro modo di vedere il mondo. Le precedenti amministrazioni hanno
ostentato un assordante silenzio, la nuova amministrazione ha già mostrato segni di apertura e, ne siamo
certi, concretizzerà a breve questo importante progetto.
4)
I nuovi poveri: E’ sotto gli occhi di tutti gli effetti più devastanti della crisi economica, l’aumento
sconsiderato dell’inflazione, la diminuzione occupazionale e il crollo del potere d’acquisto degli stipendi
hanno innalzato di molto la soglia di povertà. Troppe famiglie e singoli che fino a ieri riuscivano a condurre
una esistenza decorosa si trovano oggi nell’impossibilità di arrivare alla fine del mese. Anche di questo le
istituzioni locali devono farsi carico. È necessario individuare quei meccanismi di solidarietà sociale che
consentano a tutti di fare fronte alle impellenze della quotidianità.
5)
Librino: Volutamente scelgo di affrontare questo tema per ultimo, perché rimanga maggiormente
impresso nella mente di chi legge. Librino simbolo dell’inefficienza istituzionale, sogno abortitodi una
vecchia classe dirigente, appare ad occhi superficiali una zona caratterizzata solo dal degrado e dalla
criminalità. Questo pensavo, scioccamente, quando ho cominciato la mia attività in quel territorio. Oggi a
distanza di due anni di Librino posso dire con orgoglio che è un luminoso esempio di autogestione popolare.
Dove non è arrivato lo stato hanno supplito le associazioni e i semplici cittadini che con dedizione
instancabile e con grande spirito di solidarietà si prodigano ogni giorno per offrire il maggior numero di
servizi possibili. Posso dire che l’impegno del Partito in questo territorio ha rafforzato il mio amore per la
politica e per l’attività nel sociale. Posso dire che a Librino ho conosciuto persone eccezionali, amici a me
molto cari. Librino è per me ciò che in tutta la provincia il Partito Democratico dovrebbe essere
6)
un reale patto per il lavoro e lo sviluppo, tra mondo sindacale, imprenditoriale ed istituzioni, per
rilanciare l’economia cittadina È un incarico difficile e di grande onore quello di Segretario Provinciale del
Partito Democratico, spero di esserne all’altezza, solo con la collaborazione reale e fattiva di tutti potremo
riuscirci.


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