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la scuola .pdf



Nome del file originale: la scuola.pdf
Titolo: PowerPoint Presentation
Autore: Master

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CESP
Centro studi
per la scuola pubblica

LA FUNZIONE
SOCIALE DELLA
SCUOLA

QUANDO NASCE UNA POLITICA
COMUNE EUROPEA IN MATERIA
DI ISTRUZIONE?









Prima dell‘entrata in vigore del trattato di
Maastricht (1992), l‘Unione europea non si
occupava affatto di educazione.
Negli anni Novanta comincia il martellamento
mediatico: ―È l‘Europa che ce lo chiede…‖;
―Siamo fuori dai parametri europei…‖; ―Lo
dicono le stastiche…‖; il tutto suffragato dalla
presunta oggettività delle indagini OCSE PISA
Ma le origini di una politica comune in Europa
non si collocano all‘interno degli organi
istituzionali europei (Parlamento Europeo,
Commissioni Europee, …)
La data di nascita va ricercata all‘interno dei
documenti di un‘organizzazione denominata
―ERT‖

CHE COSA È L‘ERT








ERT = European Round Table of Industrialists -Tavola Rotonda
degli Industriali Europei
Riunisce una quarantina tra i più potenti dirigenti industriali europei
(Nokia, Suez- Lyonnaise des Eaux,Renault,Saint-Gobain, Petrofina,
Nestlé, British Airways, ThyssenKrupp, TOTAL, Royal Philips
Electronics, Solvay, Deutsche Telekom, ecc).
L’Italia è attualmente presente con Franco Bernabè (Telecom
Italia), Rodolfo De Benedetti (CIR), John Elkann (Fiat), Paolo
Scaroni - Eni, Carlo Bozzotti (STMicroelectronics)

Attuale presidente Jorma Ollila - Nokia

COSA FA L‘ERT
(dal sito di ERT)







«ERT nasce a Parigi nell’aprile del 1983 dalla preoccupazione riguardo allo
stato dell’economia europea, alla sua mancanza di dinamismo, innovazione
e competitività rispetto al Giappone e agli Stati Uniti».
«In questa occasione si manifestò la consapevolezza della necessità di
creare un‘organizzazione capace, più di quelle già esistenti, di fare aprire gli
occhi ai governanti sullo stato dell‘economia europea, perché si rompesse
l‘immobilismo e si avviasse un massiccio processo di modernizzazione
dell‘industria di base in Europa»

«ERT ha per prima affermato la necessità di una visione continentale nel
campo delle infrastrutture dei trasporti, ha elaborato argomentazioni a
favore della riforma delle pensioni, della liberalizzazione dei servizi pubblici
e della flessibilità del mercato del lavoro, ha svolto campagne per l’alta
qualità dell’educazione e della formazione».

… dunque …
ERT è una potentissima lobby economica che ―suggerisce‖ al
Parlamento europeo linee guida su questioni essenziali.
ERT è responsabile diretta:
• della privatizzazione di vitali settori pubblici
• delle controriforme dei sistemi pensionistici
• della deregolamentazione del mercato del lavoro
• della distruzione dei sistemi di istruzione pubblica
In definitiva ERT è la lobby che sta dietro l‘Europa di Mastricht

ERT E I SISTEMI EDUCATIVI




Nel 1987 ERT crea un Gruppo di lavoro sull’educazione che resterà attivo fino al
1999 presieduto da vari manager quali Kari Kairamo (Nokia) o François Cornélis
(Petrofina)
Il gruppo di lavoro produce una serie di rapporti, tra i quali:

- Educazione e competenza in Europa (Gennaio 1989)
- L’istruzione per gli europei. Verso la società della conoscenza
(Marzo 1995)

- Investire in conoscenza – L’integrazione della tecnologia nella scuola
europea (Febbraio 1997)


Interviene anche la Confindustria Europea con un rapporto intitolato Per una
scuola di qualita‘- il punto di vista degli imprenditori (presentato a Londra, 8
febbraio 2000)

Perché le multinazionali
dovrebbero interessarsi di
scuola?

1.

Mettere a profitto l‘enorme mercato
dell‘istruzione

• La scuola, al pari di altri settori dello stato sociale (pensioni, sanità, beni
comuni in generale) rappresenta un mercato da colonizzare e portare a
profitto.
• La spesa totale per l‘educazione ammonta all‘ingente somma di 2 miliardi di
dollari, cioè a più del doppio del mercato mondiale dell‘automobile.
• «Gli analisti del Merryl Lynch ritengono che il settore scolastico oggi presenti
caratteristiche simili a quelle del settore sanitario durante gli anni 70: un
mercato gigantesco e molto frammentato, una bassa produttività, uno
scarso livello tecnologico che non chiede altro che di aumentare, un deficit
di direzione professionale e un tasso infimo di capitalizzazione. Tutto questo
porta la società del valore alla conclusione che la situazione è matura per
una vasta privatizzazione commerciale. Merryl Lynch cita, inoltre, tra i
fattori che stimolano la crescita di questo mercato "l―insoddisfazione dei
genitori relativamente all'insegnamento pubblico"». Los tres ejes de la

mercantilización escolar di Nico Hirtt

2. Modificare la funzione sociale della scuola alla
luce delle trasformazioni economiche
Negli anni ‘80 inizia un nuovo ciclo produttivo le cui caratteristiche principali
sono:
• concorrenza su scala planetaria
• competitività legata alla capacità di innovazione costante dei prodotti ad una
velocità mai conosciuta
• conseguente riconversione aziendale costante e veloce
• necessità di una manodopera che si adatti a questi cambiamenti entrando e
uscendo dal mercato del lavoro e riconvertendo continuamente le proprie
competenze
• la scuola deve dunque formare questo tipo di manodopera flessibile, precaria,
capace di riadattarsi continuamente a contesti diversi

COSA CHIEDONO LE
MULTINAZIONALI
ALLA SCUOLA









«L’amministrazione della scuola [è] dominata dalle esigenze
burocratiche. Le pratiche amministrative sono troppo rigide per
permettere ai centri d’insegnamento di adattarsi ai cambiamenti
richiesti dal rapido sviluppo delle moderne tecnologie e delle
ristrutturazioni industriali e terziarie» [ERT, 1989].
«La responsabilità della formazione deve, in definitiva, essere
assunta dall’industria. Sembra che nel mondo della scuola non si
percepisca chiaramente quale sia il profilo dei collaboratori di cui
l’industria ha bisogno. L’istruzione deve essere considerata come
un servizio reso al mondo economico. I governi nazionali
dovrebbero vedere l’istruzione come un processo esteso dalla culla
fino alla tomba. Istruzione significa apprendere, non ricevere un
insegnamento» [ERT, 1995].
«Non abbiamo tempo da perdere. [...] Ci appelliamo ai governi
perché diano all’educazione un’alta priorità, perché invitino
l’industria al tavolo di discussione sulle materie educative, e
perché rivoluzionino i metodi d’insegnamento con la tecnologia»
[ERT, 1997].
Occorre dunque «un rinnovamento accelerato
d’insegnamento e dei loro programmi(ERT,1989)».

dei

sistemi

E‘ solo a questo punto che
intervengono i poteri ―pubblici‖
dell‘Unione Europea

ERT CHIAMA …

EUROPA RISPONDE

Gli atti dell’Unione
Europea
La pressione sui sistemi
educativi degli stati membri

LE TAPPE PRINCIPALI




L‘articolo 126 del Trattato di Maastricht (1992)
accorda per la prima volta alla Commissione
europea
competenze
in
materia
di
insegnamento.
A tal fine viene creata la Direzione generale
dell‘Educazione, della Formazione e della
Gioventù, diretta dalla socialista francese Edith
Cresson. Si tratta di una sorta di «Ministero
europeo dell‘Educazione»

L‘EUROPA COMINCIA A LAVORARE
PER GLI INDUSTRIALI
I documenti principali











Insegnare e apprendere, verso la società cognitiva, Libro bianco
sull’istruzione. Bruxelles, Commissione delle Comunità Europee (1995)
Portare a compimento l’Europa tramite l’Istruzione e la
Formazione, rapporto del Gruppo di Riflessione sull‘istruzione e la
formazione, Riassunto e raccomandazioni, Commissione Europea (1996)
Apprendere nella società dell’informazione, Piano d’azione per
un’iniziativa
europea
nell’istruzione
1996-1998,
Bruxelles,
Commissione delle Comuinità Europee (1996).
Per un’Europa della conoscenza, Comunicazione della Commissione
Europea Commissione Europea (1997).
Memorandum sull’istruzione e la formazione nell’arco di tutta la
vita, SEC(2000) 1832. Bruxelles, Commissione delle Comunità Europee
(2000).
Gli obiettivi concreti futuri dei sistemi di istruzione, Rapporto della
Commissione Europea (2001).

L‘ALLINEAMENTO IDEOLOGICO
RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente



« Contesto ed obiettivi
Dato che la globalizzazione continua a porre l'Unione
europea di fronte a nuove sfide, ciascun cittadino dovrà
disporre di un'ampia gamma di competenze chiave per
adattarsi in modo flessibile a un mondo in rapido
mutamento e caratterizzato da forte interconnessione.
L'istruzione nel suo duplice ruolo — sociale ed
economico — è un elemento determinante per assicurare
che i cittadini europei acquisiscano le competenze chiave
necessarie per adattarsi con flessibilità a siffatti
cambiamenti».

NEL CORSO DEGLI ANNI NOVANTA LA
SCUOLA TENDE AD ASSUMERE SEMPRE PIU‘
CENTRALITA‘ NELLE POLITICHE GENERALI
DELLA COMUNITA‘ EUROPEA

Conclusioni Della Presidenza
CONSIGLIO EUROPEO DI LISBONA
23 E 24 MARZO 2000



«L'Unione si è ora prefissata un nuovo
obiettivo strategico per il nuovo
decennio: diventare l'economia basata

sulla conoscenza più
dinamica del mondo»

competitiva

e

CONSIGLIO
Programma di lavoro dettagliato sul follow-up circa gli
obiettivi dei sistemi di istruzione e
formazione in Europa
(2002)

«Il Consiglio e la Commissione chiedono che il settore
dell‘istruzione e della formazione sia ora esplicitamente
riconosciuto come sfera prioritaria fondamentale della
strategia di Lisbona.
Si farebbe così passare un messaggio chiaro, ossia che per
quanto le politiche in altri settori possano essere efficaci,
l‘Unione europea potrà divenire la principale economia della
conoscenza al mondo soltanto grazie al contributo
essenziale dell‘istruzione e della formazione come fattori di
crescita economica, occupabilità sostenibile e coesione
sociale».

COME DEVE ESSERE
TRASFORMATA LA
SCUOLA?
I documenti degli
industriali e quelli
dell‘Unione europea

1.
L‘impresa deve
entrare nella scuola





«Questo primo rapporto ha avuto origine dall‘esame
delle pratiche di formazione applicate delle imprese
dell‘ERT […]. Per creare l‘impeto che permetta di
ottenere i cambiamenti necessari […] crediamo che
dovrebbero costituirsi associazioni tra le scuole e le
imprese locali ed anche con organizzazioni sociali e
culturali». (ERT, Gennaio 1989)
«Costruire partenariati a livello nazionale, regionale,
locale e settoriale con le principali parti in causa, tra cui i
datori di lavoro e le organizzazioni sindacali […]. Cio`
consentirà agli istituti di stimolare il senso
imprenditoriale e di iniziativa di cui gli studenti e le
persone in formazione hanno bisogno. […] Tale
ravvicinamento accresce le opportunità di accesso
all‘occupazione e di adattamento alle trasformazioni
dell‘attività lavorativa». (UE, 14 ottobre 2005)

IN ITALIA




Agenzie formative (dati 2005: private 4618; pubbliche 1701), volute
fortemente sia dal centro-destra che dal centro-sinistra
Fondazioni: «Il consiglio dell‘istituzione scolastica […] si profila come un
organismo fortemente rappresentativo dell‘intera comunità scolastica, della
sua identità e della sua attività; conseguenza logica ne è l‘apertura al
territorio e l‘eventuale accoglienza nel suo seno di membri esterni alla
comunità scolastica. La scelta è rinviata allo statuto che può prevedere la
possibilità di partecipazioni esterne (rappresentanze delle autonomie locali,
delle università, delle associazioni, delle fondazioni e delle organizzazioni
rappresentative del mondo economico, del terzo settore, del lavoro e delle
realtà sociali e culturali presenti sul territorio), che possono integrare la
composizione del consiglio e alle quali può essere attribuito voto consultivo
o deliberativo». (PROPOSTA DI LEGGE del PD N. 1262 Presentata il 5

giugno 2008) N.B. In ―alternativa‖ alla proposta Aprea!

Come deve essere trasformata la scuola

2.

Lo strumento
strategico:
l‘ autonomia scolastica

AUTONOMIA DELLE SCUOLE




«Occorre conferire maggiore autonomia agli istituti di base.
L‘esperienza mostra che i sistemi più decentrati sono anche quelli
più flessibili, che si adattano più rapidamente e che permettono di
elaborare nuove forme di partenariato con obiettivi sociali». (Libro
bianco della Commissione Europea "Insegnare e Apprendere - verso
la società conoscitiva― 1996)
«I governi devono attribuire alle scuole l'autonomia
organizzativa, didattica e gestionale. Le scuole […] dovrebbero
poter scegliere il personale insegnante e instaurare stretti rapporti
con genitori, comunità locale, altre scuole e mondo del lavoro».
(PER UNA SCUOLA DI QUALITA' Il punto di vista degli
imprenditori febbraio 2000).

IN ITALIA
Dal 1946 il Ministero della Pubblica
Istruzione era stato in mano alla
Democrazia Cristiana…
Ministro
dal 1996
al 2000

Come deve essere trasformata la scuola

3.

FORMAZIONE PERMANENTE
E
APPRENDERE AD APPRENDERE







«Come industriali e membri dell‘ERT crediamo sia
necessario che ciascuno assuma una nuova visione
d‘insieme dei processi educativi. Proponiamo il concetto di
Catena educativa: la necessità di connettere tutti i gradi
dell‘istruzione, dall‘asilo nido alla formazione degli adulti.
[…] Un processo di apprendimento continuo - formazione
permanente che deve iniziare insegnando ai bambini a
―imparare come si impara‖. (ERT, 1989)
Nel
1996
l‘Unione
Europea
dell‘apprendimento permanente

istituisce

l‘anno

«Nell'attività
lavorativa,
la
complessità
dell’organizzazione del lavoro, l’aumento dei
compiti che i dipendenti devono svolgere,
l’introduzione di schemi di lavoro flessibili e di
metodi di lavoro a squadre significano che la
gamma delle competenze utilizzate sul posto di
lavoro viene ampliata costantemente […] La più
importante di queste competenze è la capacità di
apprendimento». (UE, 14 febbraio 2001)

Come deve essere trasformata la scuola

4.

LO STRUMENTO DIDATTICO :
LA CENTRALITA‘ DELLE TIC
(Tecnologie dell'informazione e
della comunicazione)





« E‘ giunto il tempo di trasformare le aule scolastiche con gli stessi
benefici della tecnologia e della gestione tecnica che hanno
rivoluzionato ogni luogo di lavoro nell‘industria e nel mondo degli
affari. L‘intera funzione dell‘insegnamento può essere resa più
semplice dall‘introduzione massiccia di multimedia e computer
facilmente accessibili per ogni allievo». (ERT, 1994)
«Le tecnologie dell‘informazione […] operano un ravvicinamento
fra i "modi di apprendimento" e i "modi di produzione". Le
situazioni di lavoro e le situazioni di apprendimento tendono a un
reciproco ravvicinamento se non ad un‘identificazione sotto il
profilo delle capacità poste in atto. […] La Commissione ha
particolarmente insistito sulla necessità di incoraggiare la
produzione europea di programmi informatici educativi. La società
dell‘informazione modificherà i modi d‘insegnamento sostituendo al
rapporto troppo passivo dell‘insegnante e dell‘allievo il nuovo
rapporto, a priori fecondo, dell‘interattività» (Libro bianco su
istruzione e formazione - Commissione Europea 1996)











L‘apprendimento permanente si realizzerà soprattutto con
l‘insegnamento e-learning (il principale mezzo di formazione
utilizzato dalle aziende)
Tutti i paesi europei, nonostante le ristrettezze imposte dai bilanci,
trovano i fondi per dotare le scuole di apparecchiature multimediali
(in Italia 16.000 LIM - Lavagne Interattive Multimediali nella scuola
secondaria di I grado).
L‘industria del softwer didattico ha fatturati altissimi: dai 108,4
milioni di Euro del 2002 ai 256,3 del 2003 = + 136% (Fonte:
ASSINFORM); secondo Il Sole 24 ore dal 2003 al 2007 il tasso di
affari aumenta del 400%
Un grande mercato europeo con enormi potenzialità di sviluppo
(già ben prsenti in USA) è quello del commercio elettronico: nel
2004 680 miliardi di Euro, nel 2008 2217 miliardi di euro (+ 300%)
(Fonte: European Information Technology Observatory)
Era questa una delle principali richieste dell‘ERT che aveva anche
prodotto un rapporto specifico sulla questione: Investire in
conoscenza – L’integrazione della tecnologia nella scuola
europea (Febbraio 1997)

Come deve essere trasformata la scuola

5.

DALLE CONOSCENZE

ALLE COMPETENZE







«Noi crediamo che il prodotto della catena educativa
deve essere un individuo a tutto tondo che abbia una
conoscenza e delle competenze base più ampie che
approfondite, allenato a imparare a imparare e motivato
a imparare sempre di più». (ERT, 1995)
«[Esiste] la necessità di spostare la priorità dalla
'conoscenza‗ alla 'competenza' e dall'insegnamento
all'apprendimento» (Commissione Europea 2001)
Numerosi mutamenti sociali, culturali, economici e
tecnologici nell'ambito della società comportano per gli
insegnanti la necessità di rispondere a nuove esigenze e
rendono urgente la necessità di sviluppare approcci
all'insegnamento
maggiormente
incentrati
sulle
competenze, ponendo ancor più l'accento sui risultati
dell'apprendimento». (UE, Sul miglioramento della
qualità della formazione degli insegnanti, ottobre 2007)

Memorandum sull’istruzione e la formazione
permanente
(Bruxelles, 30.10.2000)



«E‘
inoltre
opportuno
rivedere
periodicamente i livelli di riferimento delle
competenze di base affinché l‘offerta
pedagogica possa corrispondere ai bisogni
economici e sociali».

RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO
EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 18 dicembre 2006
1) comunicazione nella madrelingua;
2) comunicazione nelle lingue straniere;
3) competenza matematica e competenze di base
in scienza e tecnologia;
4) competenza digitale;
5) imparare a imparare;
6) competenze sociali e civiche;
7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; e
8) consapevolezza ed espressione culturale.

Come deve essere trasformata la scuola

6.

VALUTAZIONE DI SISTEMA
E
VALUTAZIONE OGGETTIVA
DEGLI APPRENDIMENTI





«Ulteriori miglioramenti-progressi nel campo della
formazione […] sono possibili attraverso il
monitoraggio e il controllo di qualità della
formazione[…]. La pratica del benchmarking
dovrebbe essere introdotta per identificare i punti
deboli e i punti di forza dei sistemi educativi».
(ERT, 1995)
Benchmarking = "Un processo continuo di
misurazione di prodotti, servizi e prassi aziendali
mediante il confronto con i concorrenti più forti; è
un'efficace
metodologia
per
misurare
e
incrementare le performance di un‘impresa o di
una Pubblica Amministrazione ".

PER UNA SCUOLA DI QUALITA'
Il punto di vista degli imprenditori

Presentato ai Ministri dell'Educazione e del Lavoro dei paesi dell'OCSE,
Londra, 8 febbraio 2000.





«I governi […] Devono definire standard
nazionali di conoscenze e competenze per
ogni materia curriculare come strumenti per
poter misurare i risultati e consentire alle scuole
l'autovalutazione
e
il
loro
continuo
miglioramento. […]
I
governi
devono
istituire
un
ente
indipendente per la valutazione della
qualità di ogni singola scuola e del sistema nel
suo complesso.

Uno strumento decisivo per la
trasformazione dei docenti italiani

INVALSI
Istituto Nazionale per la Valutazione
di Sistema

Direttiva n. 74
Del 15 settembre 2008

Il Ministero chiede all‘INVALSI di
• avviare un piano di ricognizione delle metodiche
adottate a livello internazionale per la
valutazione degli insegnanti con particolare
riferimento all‘uso di detta valutazione a fini
premiali di carriera e retribuzione;
• Avviare analoga ricognizione per il personale
amministrativo, tecnico, ausiliario.

LA PROPOSTA APREA






Docente ordinario
Docente esperto
Docente senior

Art. 14, c. 1

Art. 14, c. 3

«La retribuzione iniziale di ciascun livello professionale di
cui al comma 1 è fissata dalla contrattazione collettiva,
ma non può essere inferiore a quella iniziale del livello
immediatamente precedente, maggiorata del 30%».

LA PROPOSTA APREA




«Le valutazioni periodiche costituiscono credito
professionale documentato utilizzabile ai fini
della progressione di carriera e sono riportate
nel portfolio personale del docente».
«La carriera docente deve essere fondata
essenzialmente
su standard, valutazione,
sviluppo, professionalità, specializzazione e
responsabilità per i risultati». (Introduzione p. 5)

Art. 14 c. 4
Sono soggetti a una valutazione periodica in ordine a:


l‘efficacia dell‘azione didattica e formativa; (le prove oggettive)



l‘impegno professionale nella progettazione e nell‘attuazione del
piano dell‘offerta formativa; (la mission)



il contributo fornito all‘attività complessiva dell‘istituzione scolastica
formativa;



i titoli professionali acquisiti in servizio (il mercato dei corsi a



pagamento)

i docenti ordinari non possono svolgere ―attività complesse‖
finanziate con il fondo d‘istituto

Direttiva n. 74 15 settembre 2008
VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI





seconda e quinta classe scuola primaria (anno 2008-2009)
prima e terza classe scuola secondaria di primo grado (anno 20092010)
seconda e quinta classe scuola secondaria di secondo grado (anno
2010-2011)

Aree disciplinari oggetto di valutazione: italiano, matematica e, in
seconda istanza, scienze. Sarà opportuno verificare anche la
possibilità di predisporre strumenti di valutazione dell‘apprendimento
della lingua inglese


La somministrazione delle prove dovrà essere effettuata
mediante rilevatori esterni



LE PROVE NON SONO OBBLIGATORIE

L‘intervento legislativo più forte

La circolare n. 32 del 14 marzo 2008
rende obbligatoria la prova INVALSI per
l‘esame di terza media

Cosa devono diventare i docenti

(Memorandum sull’istruzione e la formazione
permanente Bruxelles, 30.10.2000)
«Il
profilo
professionale
del
docente
cambierà
sostanzialmente nei prossimi decenni: insegnanti e
formatori diventeranno consulenti, tutori e
mediatori. Il loro ruolo – un ruolo d‘importanza cruciale
– consisterà nell‘assistere gli allievi che, per quanto
possibile, dovranno farsi carico della propria formazione.
La capacità di definire e di mettere in pratica metodi
aperti e partecipativi d‘insegnamento e di apprendimento
dovrà essere una delle competenze professionali di base
di insegnanti e formatori, […] Il ruolo insostituibile
dell‘insegnante consiste nell‘istruire questa capacità
dell‘essere umano di creare e utilizzare il sapere».

E‘ una faccenda di

visione del mondo…


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