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GDB nuovi bresciani 21 11 13 (1) .pdf


Nome del file originale: GDB nuovi bresciani 21_11_13 (1).pdf
Titolo: edizione.pdf
Autore: fontana-f

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LA CITTÀ

GIORNALE DI BRESCIA GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE 2013

NUOVI BRESCIANI
«L’incontro con le religiose
mi ha fatto crescere molto»
Thiam El Hadji, senegalese musulmano, in Italia da 25 anni
lavora alla Poliambulanza accanto al box di suor Giovannina
«CittàdiBrescia»elavoraall’in■ «L’immigrazione non è
gresso della Poliambulanza,
maiunasceltadefinitiva».L’afproprio accanto al box dove
fermazione di Thiam El Hadji,
suor Giovannina dispensa paper tutti Alex, invita a riflettere.
zientemente informazioni a
Soprattutto perché lui vive qui
tutti. Ed accoglie, con l’umaniormai da un quarto di secolo,
tà propria del carisma di Santa
hasemprelavoratoenonhainMaria Crocifissa di Rosa, foncontrato maggiori difficoltà di
datricedelleAncelledellaCariquelle che tutti devono affrontà.«VorreiringraziaresuorGiotare per vivere.
vannina» aggiunge Alex.
Racconta il dolore dell’abban«Sono musulmano e non avedono della terra e degli affetti.
vo mai avuto rapporti stretti
«Ma sono qui. Ci sono venuto
con persone religiose prima
con una borsa di studio del
del lavoro alla Poliambulanza
mio istituto, in Senegal. Ma a
- spiega -. In questi quattro anPerugia sono rimasto solo due
nidalorohoimparatomoltissianni, poi ho lasciato perché la
mo, anche nelle
vitamiponevapropiccole cose della
blemi più urgenti
vita quotidiana e
da risolvere, banali
IL RAZZISMO
nel rapporto con
e
fondamentali
«Esiste anche
gli altri. Il contatto
quali quelli del lacon loro mi fa crevoro e della casa» tra noi immigrati,
scere, molto».
racconta. Brescia è
ma si tratta solo
Ma Alex estende il
stata la meta, il podi ignoranza»
suo «grazie» a tutti
lo di attrazione. La
gli italiani, e al Cosoluzione,lavoratimune di Brescia
va e di vita.
che
nel
1992,
con l’Ufficio stra«Vivo qui dal 1992 ed ho semnieri di via Battaglie diretto da
pre avuto un lavoro» sottoliGiovanni Valenti, gli ha pernea, ricordando la data del 20
messo di trovare la sua strada.
giugno 2010, quella in cui ha
«Ringrazio in Signore che mi
presentato la domanda per
ha dato l’opportunità di vivere
avere la cittadinanza italiana.
qui e il popolo italiano che mi
Che è rimasta, al momento,
ha accolto - continua -. L’Italia
senza risposta.
è un Paese molto accogliente,
Negli anni, Alex ha cambiato
se vuoi integrarti». Thiam El
diverse occupazioni: operaio,
Hadji usa parole dure nei conmagazziniere, buttafuori nelle
fronti degli immigrati che non
discoteche. Da quattro anni è
rispettano le regole. «Quando
dipendente della vigilanza
una persona ha voglia di lavorare, può farcela. Non dico che
Scriveteci a:
sia semplice e facile, ma non lo
nuovibresciani@giornaledibrescia.it
è per nessuno. E la crisi di quea.dellamoretta@giornaledibrescia.it
stiannicolpiscetutti,lavorato-

ri italiani ed immigrati. Se sai
lavorare e rispetti le persone,
puoi tenere la testa alta e sarai
rispettato. Invece, accade che
moltiimmigrativengonoinItalia e si comportano in un modo che nel loro paese nemmenosisognerebbero.Perquesto
nascono problemi e malintesi».Edancheparlandodirazzismo, Alex non condivide alcuni atteggiamenti «vittimistici».
«Razzismo è un termine molto
pedanteeprimadiusarlobisognariflettere. Capire, ad esempio, che forse lo si confonde
con l’ignoranza. Anche in Senegal ci sono molti immigrati

LA SCHEDA
THIAM EL HADJI (ALEX)
Originario del Senegal, vive in
Italia da 25 anni. Immigrato per
motivi di studio, ha scelto di rimanerenel nostro Paese «per lavoraree migliorarele miecondizionidi vita». Daquattro anni lavoraper la vigilanzaalla Poliambulanza.

LA CITTADINANZA
Alex risiede stabilmente a Brescia dal 1992. Nel giugno 2010
ha presentato la domanda per
diventare cittadino italiano. Da
allora, non ha avuto più notizie
ed è in attesa di una convocazione. La richiesta di cittadinanza
si può presentare se si vive da
dieci anni nel nostro Paese.

dai Paesi vicini - Mali e Burkina, ad esempio - ed hanno la
pelle nera esattamente come
noi.Eppure,anchedanoicisono episodi di intolleranza.
Non mi stupisco, dunque, che
questoaccadatrabianchieneri. Ma il razzismo è un’altra cosa e la mia storia personale è
emblematica: sono africano,
ma ho sempre lavorato e sono
sempre stato rispettato da tutti. In Italia ho anche trovato
l’amore, una donna bresciana
che mi è molto vicina e con la
qualesonoritornatospessoanche in Senegal».
Anna Della Moretta

Luoghi epersone
■ Veduta della
Poliambulanza - Centro di
ricerca - e Thiam El Hadji

la ricetta
Le arachidi protagoniste della gustosa salsa di cipolle
■ La salsa di cipolle è un piatto caratteristico della cucina senegalese,
una delle migliori d’Africa, insieme a
quella sudafricana e dei paesi del Maghreb.
Per prepararla servono due cipolle,
50 g di arachidi sgusciate, brodo vegetale, un cucchiaio di cumino in polvere, peperoncino macinato, olio di

arachidi e sale. Con il tritatutto macinare molto finemente le arachidi. Affettare sottilmente le cipolle, mettere in un tegame con poco olio, salare
e cuocere mescolando ogni tanto fino a quando le cipolle saranno ammorbidite e sarà consumato il liquido di vegetazione. Aggiungere il cumino, poco peperoncino e continua-

re la cottura aggiungendo ogni tanto
un mestolo di brodo e regolare di sale. Quando le cipolle saranno completamente disfatte, aggiungere le
arachidi macinate e ancora poco brodo,continuare la cottura a fuocomolto basso mescolando spesso per un
paio di minuti. La salsa di cipolle può
essere servita su crostini di pane to-

stato. Le arachidi rappresentano l’alimento base della cucina senegalese,
direttamente o trasformate in olio,
ed entrano nella maggior parte dei
piatti tradizionali. Molte sono le varietà locali, spesso soppiantate dalle
grandi colture internazionali che rischiano, in questo modo, di compromettere le biodiversità.

Prefettura, confronto continuo sui richiedenti asilo
È stato istituito un tavolo al quale siedono enti pubblici ma anche associazioni e sindacati
■ Nell' ambito del Consiglio Territoriale per l’immigrazione della Provincia, il
prefetto di Brescia, Narcisa Brassesco,
ha costituito il «Tavolo richiedenti asilo»
quale specifico gruppo di lavoro preposto al permanente raccordo programmatico ed operativo tra organismi pubblici
ed espressioni del privato-sociale, con
l’obiettivo di esaminare e definire problemi che riguardano i richiedenti asilo politico o il permesso per motivi umanitari.
La volontà dichiarata a base del provvedimento, è di proseguire l’esperienza maturata di coordinati e sinergici interventi
di Enti ed Associazioni in favore dei mi-

Realtà a confronto
su chi emigra per
problemi umanitari

granti provenienti dai Paesi del Nord
Africa, nel quadro dello stato di emergenza umanitaria di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12
febbraio 2011.
Al Tavolo sono affidati, in particolare,
compiti di studio e valutazione del fenomeno dell’immigrazione legata ad esigenze di protezione internazionale ed
umanitaria, in relazione alle sue ricadute sul territorio provinciale, nonché di
analisi e risoluzione di situazioni di criticità afferenti i richiedenti e i titolari di
protezione internazionale.
«Compito,quest'ultimo, da perseguire

17

anche attraverso la condivisione di buone prassi già collaudate, l'elaborazione
di specifici protocolli di intesa e l'attuazione di forme varie, anche nuove, di collaborazione con tutti gli attori istituzionali e privati interessati che operano nel
territorio provinciale, con particolare riferimento all’ attuazione dei progetti territoriali SPRAR (Sistema di protezione
per richiedenti asilo e rifugiati), avviati o
da avviare con il supporto degli Enti locali e dei Soggetti gestori» si legge in un comunicato della Prefettura.
Progetti che - per la realizzazione di interventi di accoglienza integrata- accedo-

Servizio civile:
«Accettare
le domande
degli stranieri»
■ Non è bastata la sentenza
di un giudice che già quasi
due anni fa aveva sanzionato
il comportamento «discriminatorio» da parte dello Stato,
ma ce n’è voluta un’altra sulla stessa linea. E questo perché quando, poco più di un
mese fa, è stato pubblicato
un nuovo bando per cercare
volontari disponibili al servizio civile è stata inserita ancora una volta quella clausola
che impediva agli stranieri residenti in Italia di partecipare. Così è toccato nuovamente alla magistratura intervenire con un’ordinanza per imporre agli uffici competenti
della Presidenza del Consiglio di riaprire il bando per
l’accesso anche degli immigrati regolari. Secondo il giudice Fabrizio Scarzella della
sezione Lavoro del Tribunale
di Milano, infatti, sulla base
dell’articolo 2 della Costituzione deve essere permesso
«allo straniero residente in
Italia di concorrere al progresso materiale e spirituale della
società e all’adempimento
dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e
sociale attraverso la sua partecipazione al servizio civile nazionale».
A presentare il ricorso, accolto dal magistrato, sono state
le associazioni «Studi Giuridici sull’Immigrazione» e «Avvocati per Niente Onlus». E
con loro soprattutto quattro
giovani stranieri, tra cui un
cingalese e una marocchina:
residenti in Italia da oltre 10
anni e assistiti dai legali Alberto Guariso e Livio Neri, chiedevano semplicemente di poter presentare la domanda di
servizio civile. Tuttavia, il
«bando per la selezione di
8146 volontari da avviare al
servizio nell’anno 2013 nei
progetti di servizio civile in
Italia e all’estero», pubblicato
il 4 ottobre scorso, era aperto
solo ai cittadini italiani. A nulla era servito il fatto che, nel
gennaio del 2012, la sezione
Lavoro del Tribunale di Milano, in relazione a un precedente bando, avesse stabilito, accogliendo il ricorso di
uno studente pakistano, che
gli immigrati che hanno il permesso di soggiorno fanno
parte «in maniera stabile e regolare» della «comunità».

no, nei limiti delle risorse disponibili, al
Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.
Pertanto, il «Tavolo richiedenti asilo»,
presieduto dal Prefetto o da un suo delegato, risulta composto dai rappresentanti, oltre che di Enti pubblici (Regione
Lombardia, Provincia di Brescia, Questura di Brescia, Comando Provinciale dei
Carabinieri, Comune di Brescia; Comuni di Cellatica e di Breno quali attuatori
dei rispettivi Progetti Sprar; le Asl e le
Aziende ospedaliere operanti nella provincia), anche di Associazioni quali: Associazione Comuni di Brescia; Associazione ADL a Zavidovici - Ente Gestore
SPRAR Cellatica; Cooperativa Sociale
K.Pax - Ente Gestore Sprar Breno; Forum
Terzo Settore della provincia di Brescia;
Caritas di Brescia; Organizzazioni sindacali Cgl, Cisl e Uil.


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