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numero 3 131113 definitivo .pdf



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Pubblicazione indipendente di informazione e cultura riservata agli iscritti delle associazioni aderenti ad “Oregina in Rete”
stampato in proprio

Intervista a Burlando

>> 1

ANNO I / N. 3 - DICEMBRE 2013

S.M.S. L. Traverso

distribuzione gratuita

>> 4

Dramma Ilva

>> 5

www.facebook.com/oreginainrete

-

Speciale Nuova Oregina

>> 6

Eventi inverno

>> 8

oregina-in-rete@googlegroups.com - webradio: www.radionomy.com/radioreteoregina

Burlando rilancia il Lagaccio La Gavoglio nel nuovo Piano Urbanistico Il nostro dieci dicembre
Partecipazione attiva dei cittadini alla trasformazione del quartiere

el numero di settembre, abbiamo affronN
tato su queste colonne due argomenti delicati e importanti: il tema della Moschea a
Genova, le problematiche della comunità musulmana nella nostra città e il futuro dell’area
della Valletta Lagaccio.
Per approfondire questi argomenti e per dare
un filo di continuità ad un essenziale lavoro di
informazione che intendiamo portare avanti,
abbiamo voluto ascoltare un interlocutore ai
vertici delle istituzioni locali: il Presidente
della Regione Liguria Claudio Burlando, che
ha accettato volentieri il nostro invito, dando
modo al Presidente di Oregina in Rete, Enrico
Pagliuolo, di raccogliere le sue parole.

«Prima di tutto il mio apprezzamento per il
lavoro che, grazie all’impegno disinteressato di molti, consente la realizzazione di un
giornale locale e popolare come “Oregina
informa”, valido strumento nelle mani di cittadini che investono attenzione, intelligenza, tempo, in una attività volta a migliorare
la vita del quartiere.
Voglio qui, in estrema sintesi, motivare il
mio accordo con molte delle considerazioni
che ho letto, a proposito del presente e del
futuro della Valletta Lagaccio, negli interventi del presidente dei Musulmani Europei
ambasciatore Alfredo Maiolese, e di Stefano
Lanini consigliere del Municipio Centro Est.
Naturalmente ogni decisione sulla ubicazione della Moschea compete al Comune di
Genova in rapporto con la comunità musulmana e con la cittadinanza genovese.
Mi sembra di capire che l’ipotesi di realizzare quest’opera nell’area del Lagaccio sia sempre meno condivisa, questo apre la prospettiva di una riconsiderazione dell’assetto di
questa porzione di città, piccola ma cruciale
perchè l’intera Valletta del Lagaccio possa
assolvere un ruolo di “cerniera” tra altre
importanti funzioni urbane, scongiurando
il rischio che l’esigenza di riqualificazione
cada ora in un nuovo periodo di dimenticanza.
Innanzitutto, come ligure e come genovese,
condivido le osservazioni dell’ambasciatore
Maiolese sull’esigenza che una città importante, per storia e per ruolo come Genova,
soprattutto quale porta delle relazioni commerciali e culturali dell’Europa con tutta
l’area mediterranea, sappia dotarsi del progetto per realizzare una Moschea che possa

essere inserita al meglio nel tessuto urbano,
e costituire anche un polo attrattivo oltre che
un adeguato luogo di culto per la comunità
musulmana.
Ed è certamente ricca di suggestione l’ipotesi che l’ubicazione possa riguardare l’area
portuale, come già era accaduto nella storia
medioevale della città.
Ma ripeto: si tratta di competenze che riguardano l’amministrazione comunale genovese.
Così come riguarda principalmente il Comune di Genova la definizione di una politica di intervento urbanistico capace – come
sostiene, mi pare con argomenti convincenti
Stefano Lanini – di utilizzare le previsioni
del PUC per realizzare quel “continuum” tra
i processi di trasformazione nell’area della
stazione Principe e della ex caserma Gavoglio capace di evitare i limiti di interventi
“spot”.
E’ certamente da condividere il proposito
di operare una trasformazione grazie all’attivazione di un volano di ripresa sociale e
commerciale, da una “periferia urbana” ad
un quartiere residenziale “dotato di servizi
e attrattivo per l’intero territorio comunale”.
Posso assicurare che la Regione Liguria, in
accordo con tutti i soggetti istituzionali competenti, garantirà – come ha già fatto per la
realizzazione di diversi progetti – tutto il suo
impegno per accompagnare e sostenere questa idea di trasformazione urbana, anche
con il proposito di assecondare nella forma
più efficace ogni percorso di informazione e
di partecipazione attiva da parte dei cittadini
che in queste aree urbane risiedono.»
Claudio Burlando,
Presidente della Regione Liguria

blico tra le istituzioni cittadine, Municipo
I Centro Est, Comune di Genova, Regione
Liguria e associazioni afferenti al quartiere,
ed aperta alla partecipazione dei cittadini, con l’intento di creare una sinergia che
possa concretizzare i progetti di sviluppo e
rivalutazione di un’area degradata, eppure
così importante dal punto di vista logistico
e sociale, quale l’intero quartiere di OreginaLagaccio.
Enrico Pagliuolo

Nuovi locali, ristrutturazioni e importanti progetti per la scuola di Via Napoli

contrassegnato dal civico 62 di Via Napoli. Infatti
la Scuola dell’infanzia “La farfalla” conclude il graduale passaggio alla gestione statale, completando il
trasferimento presso la “Don Acciai”, e lascia liberi i
locali che verranno utilizzati dalle classi delle medie.
Oltre a un numero sufficiente di aule per ospitare
ulteriori classi, ci sarà spazio per attrezzare laboratori che potenzieranno l’attività didattica. I ragazzi
inoltre potranno trovare sfogo all’esuberanza tipica
dell’età utilizzando l’ampio terrazzo per la ricreazione. I tecnici del Comune hanno già iniziato a progettare la sistemazione dei nuovi locali per renderli
accoglienti e funzionali da una parte e, dall’altra, per

C

on la delibera n° DDC 2013/70 “indirizzi in merito alla acquisizione di beni dal
demanio statale ai sensi del DLG n° 85/2010
così come modificato dal DL 21 giugno 2013
n° 69 convertito con modificazione dalla L. 9
Agosto 2013 n° 98”, il consiglio comunale alla
unanimità dei presenti ha votato di acquisire
al patrimonio dell’ente a titolo non oneroso
alcuni beni dello stato tra cui ricordiamo:
Caserma Gavoglio, Mura di Malapaga, Ospedale Militare di Sturla, Cliniche universitarie
di San Martino, sistema fortificato, sistema
della viabilità, sistema delle gallerie antiaeree, ex greti di torrenti, aree per servizi ed
aziende comunali, immobili ad uso abitativo,
commerciale e terreni.
Sfogliando l’elenco ci si rende subito conto
che l’occasione per cambiare la fisionomia del
tessuto di alcune zone della città è concreta.
All’interno del Municipio I Centro Est è
chiaro che il complesso immobiliare della
caserma Gavoglio attira l’attenzione anche
cittadina. L’8 di ottobre è stato segnato il solco dal quale non si può tornare indietro, in
attesa della risposta definitiva del Demanio
dello Stato.
Le proposte del nuovo Piano Urbanistico
Comunale, le istanze del territorio e della
società civile dovranno portare ad un celere percorso progettuale che, valutati tutti
gli aspetti dal sociale al commerciale dalla
viabilità alla integrazione urbana, “dipinga-

no” la nuova immagine urbana e nell’arco di
pochi anni portino alla cantierizzazione delle
opere.
Da queste pagine lanciamo un forte incoraggiamento all’amministrazione ad attivare
lo strumento del concorso di idee, a livello
internazionale, anche attraverso la partecipazione ad Europan il più grande concorso
a scala europea con una collaborazione di 16
paesi europei, che si svolge ogni due anni nel
campo dell’architettura, dell’urbanistica e del
paesaggio.
Ma la Caserma Gavoglio è solo uno dei tasselli di questa grande occasione per la città e
per il Municipio I Centro Est.
Voglio ricordare il sistema delle fortificazioni, degli immobili che costituiscono il completamento organico del sistema difensivo
genovese integrato con il Parco delle Mura,
Torri, Batterie, Polveriere.
Lo sforzo dell’amministrazione, già si percepisce, sarà enorme ma è l’occasione per
ricreare il percorso dei forti, stimolando
un proposta turistico – artistico – storico –
commerciale che completi la “cerniera” tra
mare e monti.
La sfida è di quelle da far tremare i polsi in
periodi di spending review ai nostri parchi
amministratori ma è una di quelle occasioni che capitano una sola volta nella storia di
una città.
Stefano Lanini

l’area della Gavoglio nel contesto del quartiere del Lagaccio

arricchire l’offerta formativa della scuola media, si è
pensato di ricorrere a una progettazione partecipata: le famiglie interessate saranno consultate tramite
un questionario per formulare proposte e i ragazzi
dell’attuale terza lavoreranno per lanciare idee e
progetti finalizzati a rendere migliore la scuola che
i loro compagni più giovani frequenteranno. Le migliori proposte saranno comunicate ai progettisti
e Il Collegio dei docenti terrà conto delle esigenze
segnalate dai genitori.
Uno dei vantaggi derivanti dal passaggio alla scuola di Stato del secondo piano dell’edificio consiste
nell’unificazione dell’immobile ai fini della sicurezza, che avrà un solo soggetto referente, ossia il
Dirigente dell’Istituto comprensivo.

segue a pag. 4

La vera Historia della Liberazione di Genova dagli Austriaci

tenacia, quanta forza e semplicità della
Qca euanta
speranza popolare contro il potere, la politile sue lotte……proprio come accade ai no-

stri giorni …sì, davvero una bella storia…
Martedì 10 dicembre prossimo, sul sagrato di
N.S. di Loreto rivivremo l’atmosfera di quei giorni, e una monaca genovese della metà del ‘700
sarà ‘cronista’ degli avvenimenti di quel tempo:
Suor Maria Elena De Franchi, al secolo Battina
dell’antico Convento domenicano dei Santi Giacomo e Filippo, raso al suolo negli anni sessanta
che sorgeva all’Acquasola dove ora è il palazzo
‘IRES’, e le cui tracce sono state riscoperte durante gli scavi della metropolitana.
La brillante Suor Maria, poetessa e teologa, con
stile apologetico ci ha lasciato due manoscritti intitolati “Memorie, e tradizioni antiche, e
moderne, raccolte da Sr Ma. E.de Franchi, con
alcune versioni dal Latino in Volgare, fatte dalla medesima ed unite e compilate nel presente
libro, del quale vi è altra Copia, legata in Cartina
bianca” (196 pagine) Anno 1745 e “Compendio
di varie notizie successi in questo Monastero del
Santi Giacomo e Filippo con alcune vite di Santi
composto da Sr.Ma. E. De Franchi” (132 pagine)
Anno 1753.
I manoscritti originali sono conservati a cura
della dott. Sara Badano curatrice dell’Archivio di
Santa Maria di Castello, ultimo Monastero domenicano di Genova.
E’ speranza che a cura delle nostre Associazioni
si voglia ispezionare più a fondo il “Compendio”,
per utilizzare al meglio la fatica di questa Monaca genovese del ‘700, cosa mai avvenuta fino ad
oggi.
Con lucida sintesi la suora ci racconta di quel 10
dicembre del 1746.
«Jesus, Jesus non più fuoco, non più fuoco, siamo
cristiani!», gridavano orde di Austriaci la mattina
del 10 dicembre in fuga innanzi al popolo, che
stanco dell’oppressione straniera era risorto forte
del proprio diritto. Quando l’oppresso non trova
giustizia, quando il giogo si è fatto insopportabile, allora il popolo pieno di fiducia alza le mani
(al Cielo?), per rivendicare i propri eterni diritti
che pendono (dal Cielo?) inalienabili e indistruttibili e si restauri lo stato naturale delle cose affin-

chè tutti gli uomini si possano guardare in faccia.
La città delle cento triremi, la città degli splendidi dogi, la città che ha mostrato al mondo come
si esercita il commercio e la guerra, era caduta
in mano dello straniero a causa dell’ingenuità di
alcuni uomini deboli. Grazie ad un fanciullo di
undici anni, Genova riuscì ad acquistare la propria dignità. E questa può essere considerata la
prima rivoluzione popolare dell’età moderna che
precede e prepara alla presa della Bastiglia del
12 luglio 1789.
La mattina del 6 settembre 1746, mentre era in
corso un’alluvione e il Polcevera rompeva gli argini, (proprio come ai giorni nostri), spazzando
via l’accampamento austriaco, il governo firmava
il documento di capitolazione all’insaputa del
popolo. Il documento tra l’altro, prevedeva la
consegna dell’artiglieria posta a difesa della cinta
muraria della città. E proprio il traino dei cannoni darà origine ad incidenti in varie parti della
città. Il 5 dicembre nel primo pomeriggio gli
austriaci avevano ormai prelevati dalle piazzole
13 cannoni ed era in corso il traino di un grosso
mortaio che recava impresso il nome di Santa
Caterina Fieschi. Durante il trasporto il pesante
pezzo d’artiglieria si affossa a causa della pioggia
in Portoria. L’ufficiale che comanda il drappello
ordina alla gente, che nel frattempo si è radunata,
di prestare aiuto, ma nessuno si muove: l’ufficiale
cerca di agguantare i più vicini e costringerli al
lavoro ma quelli reagiscono e il militare mette
mano al bastone.
Secondo la testimonianza di Gian Francesco
Doria, diplomatico, senatore, uomo di governo,
dopo aver raccontato l’episodio del mortaio conclude: “ed udendosi dalla voce di un ragazzo, in
lingua del paese “Che l’Inse?”, un motto che nella
toscana favella vale a dire: “CHE LA COMINCI
A ROMPERE?”, si vide una pioggia di sassi improvvisamente scagliati contro gli austriaci.
All’alba del 10 dicembre, dopo una settimana di
pioggia, il sole tornò ad illuminare la città. Accompagnati dal rullare dei tamburi, improvvisati
banditori percorsero le strade, diffondendo gli
ordini del Quartier generale del Popolo ...

segue in ultima

Il degrado dei Giardini Marangoni e la protesta dei cittadini
Gli spazi per bambini e anziani del quartiere pericolosi e in preda all’incuria

ccogliendo le parole e l’invito del PreA
sidente Burlando, Oregina in Rete si
impegna a promuovere un incontro pub-

Aria di novità alla Scuola Mazza
anno scolastico la scuola secondaDMazza”,alriaprossimo
di I grado, attiva dal 2009 presso la “Mario
disporrà di un intero piano dell’edificio,

Un concorso pubblico di idee per rilanciare l’area rilasciata dal demanio alla città

a una nostra lettrice: «vorrei sottoporre alla
Driguardano
vostra attenzione una serie di problemi che
il nostro quartiere. Inizo dai giar-

dinetti che si trovano in fondo a via Vincenzo
Maculano, più che giardinetti, li definirei “cacatoio per cani”, scusandomi per il termine poco
elegante ma di fatto di questo si tratta e rende
bene l’idea. Io ci passo tutte le mattine e regolarmente in mezzo ai giardini, dove giocano i
bambini, trovo escrementi, senza contare la pipì
sugli scivoli.
E’ diventata una situazione insostenibile, io stessa spesso devo rimuovere escrementi, per permettere a mio figlio ed ai suoi amici di giocare.
Documentandomi ho scoperto che gli escrementi dei cani qualsiasi essi siano, possono
portare diverse malattie e i nostri bambini ci
entrano in contatto.
Il secondo grosso problema sempre riguardante
i giardini di via Maculano, sono gli alberi intorno ai giardini che hanno raggiunto un’altezza a

dir poco pericolosa, uno di questi qualche anno
fà crollò nei giardini, per fortuna senza danni
alle persone. L’asfalto si sta gonfiando sempre
più a causa delle radici. Oltre a essere pericolosi, non fanno passare la luce, e i residenti sono
costretti a tenere la luce accesa già di mattina.
Si parla tanto di risparmio energetico, ma in
questo caso non si fa nulla. Questi alberi stanno
superando l’altezza del mio condominio che è di
5 piani, quindi sono alti circa 15 mt., coprono
completamente i lampioni dell’illuminazione
pubblica, e stanno invadendo la strada. Un altro problema è che l’asfalto dei suddetti giardini
non è stato fatto pensando ai bambini, perchè è
talmente granuloso e ghiaioso, che è stato causa
di diverse lacerazioni importanti: sarebbe stato
meglio piuttosto, un asfalto di tipo stradale, che
è sicuramente più morbido e liscio. Concludendo mi auguro che una volta per tutte il comune
intervenga, perchè come sono stati trovati i soldi
per tagliare gli alberi in via Ambrogio Spinola,

le siepi e gli alberi in via Domenico Chiodo e
via Bertani, possano essere trovati anche per noi
di via Maculano, o siamo forse cittadini di serie
“B”? E nello stesso tempo si risolva il problema
delle feci dei cani, recintando e chiudendo in
orario notturno i giardini, come è stato fatto in
via Napoli: la salute dei nostri bambini è importante. Trovo assurdo che invece il comune, abbia
soddisfatto in brevissimo tempo, un limitato
gruppo di signore nel mettere in questi benedetti giardini tre cartelli con su scritto “Vietato il gioco della palla”. Signore che sono anche
nonne, che vietano di giocare a dei bambini che
vanno dai 4 ai 6 anni: sono forse meglio le feci
dei cani? Nel congedarmi faccio presente che
non mi arrenderò facilmente, ma che combatterò fino a che qualcosa non verrà fatta per noi
cittadini di Oregina» (Paola A.).
La città, con l’urbanizzazione selvaggia degli
anni ‘60 del secolo scorso ha visto depauperato
il territorio dalle aree verdi costringendo a crescere i propri figli in angusti spazi ricavati nei
cortili interni degli edifici o per i più fortunati
nei campetti dell’oratorio. Scovare dei “ritagli”
tra il cemento, adibirli a luoghi ludici per i bimbi
ed attrezzarli con l’arredo urbano per i genitori
e nonni è stato un lavoro certosino delle precedenti amministrazioni. I Giardini Marangoni
di Via Maculano, spazio di risulta fra l’edilizia
popolare dei primi del ‘900 e le nuove edificazioni, sono lo specchio di questa esigenza di spazi
per trascorrere il proprio tempo libero all’aria
aperta. Il gravoso compito dei nuovi cicli amministrativi, sempre alla ricerca della quadratura economica, è dunque quello di preservare
dall’incuria, dal vandalismo e dalla semplice vetustà questi luoghi e tramandarli alle generazioni successive. E’ quindi necessario intervenire
ora, senza indugi, andando a sistemare le panchine rotte che oltre impedirne l’uso possono
divenire fonte di pericolo, attuando interventi

di risanamento del manto in asfalto colorato
che sgretolandosi può provocare escoriazioni ai
bambini che giocano.
La vivibilità di questi luoghi dipende anche dal
senso civico delle persone, l’interferenza fra alcune fasce di utenza provoca a volte dissidi difficilmente sanabili. Mettere la palina con il divieto
di giocare a pallone, se da un lato salvaguarda
la possibilità di utilizzo delle panchine per gli
anziani, dall’altra impedisce ai ragazzi di “giocar
per strada” cosa che i nostri anziani conoscono
bene. Il tema caldo del rapporto tra essere umano e deiezione canina dipende dal proprietario
del cane che dovrebbe rispettare quegli spazi
dove in altre ore giocano i propri nipoti o figli,
utilizzando il percorso per animali che era stato
previsto all’epoca della progettazione dei giardini Marangoni.
Dalle pagine di questo giornale l’appello ad un
maggiore senso civico viene urlato a gran voce
e deve essere udito da tutti, ma non basta, la
soluzione risiede nell’adozione delle aree verdi.
L’appello si deve quindi estendere ad un gruppo
di abitanti che attraverso una convenzione con
il Municipio prendano in gestione quest’area e
la valorizzino senza limitarne l’accesso ma regolandolo, insegnando il senso civico a chi l’ha
dimenticato, creando iniziative che lo facciano
sentire parte di ognuno di noi.
Luciano Costella

i giardini Marangoni in via Maculano

Le nostre rubriche
Oregina in Rete:
le Associazioni
A.N.P.I. Oregina
A.N.C.R. Pasubio
Arte in Palco
A.S.D. Amici della Riunda
A.S.D. Nuova Oregina
A. Nuova Lina Volonghi
Club Cacciatori Castellaccio
Club Pensionati Oregina
DO.RE. donne Oregina
Sci Club Oregina
S.M.S.L. Traverso
collaborazioni esterne:
Parrocchia N.S. Loreto
Istituto Comprensivo Lagaccio
Nel prossimo numero:
- Progetto Moschea in Porto
- Cosa fare della Gavoglio?
- Le nostre rubriche
- Concorso Fotografico
- La storia di...
- Ricordando il XXV Aprile
- Prepariamo il Carnevale

pagina 2

...sono nato a Oregina
rubrica a cura di Enrico Pagliuolo

ello scorso numero ho scritto come era
N
Oregina 50 anni fa; ho dimenticato di
scrivere che sebbene il quartiere fosse circa

la metà di quello attuale, sia come numero di
abitanti sia come case, in ogni strada erano
presenti numerosi negozi.
Ad esempio in via C. Montanari vi era una
latteria, un formaggiaio, un fruttivendolo ed
una piccola Coop.
Il rapporto tra commercianti e cittadini era
molto familiare e spesso si pagava a fine mese
quando arrivavano gli stipendi.
Voglio ora descrivere la vita delle persone
che abitavano ad Oregina ed inizierò da noi
che allora eravamo bambini.
Il Quartiere era nostro!
Eravamo molti di più che i bambini di oggi
perché in media ogni famiglia aveva due figli.
Il Quartiere era circondato dal verde dei
monti che erano il nostro campo giochi (altro che palestre di oggi).
Sui monti facevamo “le sciguele”, cioè ci
mettevamo un cartone sotto il sedere e scivolavamo giù dai prati, (altro che gli scivoli di
oggi fatti di plastica).

Vi erano molte ville, (la più famosa era quella
“di Gillo”), e da lì facevamo razzia di frutta
che mettevamo dentro le canottiere, facendo
ben attenzione che il padrone non ci scoprisse altrimenti erano guai seri per noi.
Sui monti affioravano rocce particolari, dalle
forme più strane, una assomigliava ad un aereo e l’altra ad un elicottero e lì giocavamo a
fare i soldati e gli aviatori.
Sui monti nascondevamo i nostri “tesori”,
scavando buche in cui inserivamo palline di
vetro ed altri oggetti che poi coprivamo con
cocci di vetro e seppellivamo il tutto con la
terra: che bello andare poi a cercarle e trovare
anche quelle dei nostri amici!
Costruivamo le nostre “baracche” che erano
vere e proprie casette fatte con muri di pietra
e tetti di legno, poi giocavamo con le ragazze
a fare i papà e le mamme (loro ci preparavano dei “dolci” fatti di terra ed altro) e qualche
volta, raramente, ci uscivano anche dei baci.
E su quei monti nascevano grandi “guerre”
tra noi ragazzi: la competizione era molto
forte e le guerre di bande tra i ragazzi delle
diverse vie , erano anche molto pericolose.
Mi ricordo le “guerre” periodiche tra noi
ragazzi di via Montanari e quelli di via Maculano fatte con bastoni e pietre: raramente
qualcuno si faceva male sul serio, ma solo
per la fortuna che ci assisteva e alla fine, si faceva pace sfidandoci in interminabili partite
al pallone, o a volte ad altri giochi.

www.radionomy.com/radioreteoregina
pag. 1:
- Intervista a Burlando
- La caserma Gavoglio
- Gli eventi del 10 dicembre
- I giardini Marangoni
- Novità alla Scuola Mazza
pag. 2:
- ...Sono nato a Oregina
- Il mugugno
pag. 3:
- Radiostella
- Il Condominio
- Biblioteca
- Spazio Giovani
- Sono solo canzonette?
- Gustando con fantasia

A proposito di pallone, ogni via del quartiere
aveva un proprio campetto o strada per giocare alla palla.
Noi di via C. Montanari eravamo particolarmente fortunati perché vi era un grande
campo al lato del civico 8 in cui si svolgevano molte partite tra le varie squadre, anche
di adulti ed i cittadini assistevano, usando il
monte come gradinate (mi ricordo anche che
una volta un piccolo circo “Fagiolino” aveva
messo su la sua tenda).
Molti erano i giochi che facevamo e vorrei
brevemente descriverne alcuni:
Le cannette: Erano fatte con dei tubi di ferro
o plastica, lunghi 60cm, un diametro di uno.
Preparavamo delle canne di carta arrotolata e le sparavamo tra noi. A volte, in estate
sparavamo le “fralegue” che erano dei frutti
rotondi (anche molto buoni da mangiare).
Vi erano “varianti” (che ora ritengo sbagliate) come mettere sulla punta delle cannette
degli spilli e tirarle ai gatti e cani.
I cacciafrusti: Erano bastoni tagliati dagli alberi a forma di Y, a cui ai due estremi venivano legati due elastici, su questi collocavamo
delle pietre che venivano lanciate tirando gli
elastici. Erano molto usati per colpire i gatti e
cani, (mi pento) e nelle guerre tra noi ragazzi: mi meraviglio oggi che qualcuno non si
sia mai fatto molto male.
Le grette: Venivano usati i tappi delle birre
o gassose, li riempivamo di stucco o di cera
e poi li coprivamo con sopra il viso di un
calciatore o di un ciclista presi dalle rare figurine o dalle illustrazioni dei giornali.
Preparavamo con il gesso (che ci procuravamo sui monti soprattutto dopo il civico 1
di via C. Montanari) delle lunghe corsie disegnate sulle strade; il compito era far camminare le grette all’interno di queste corsie
dandogli delle “bicellate”, (che era colpirle
con le due dita della mano), vinceva chi arrivava primo.
La lippa: La sfida era colpire un pezzo di
legno fatto con due punte con un bastone
di circa un metro e lanciarlo il più lontano
possibile.
La trottola: Gioco molto diffuso tra noi ragazzi, consisteva in una trottola di legno a
forma di piramide con all’estremo una punta
di ferro, si lanciava la trottola legandola con
una corda e vinceva chi la faceva girare più a
lungo. Chi vinceva poteva prendere la trottola dell’avversario o romperla lanciando la
propria trottola su quella dell’avversario.
I fornetti: Gioco fatto in inverno, consisteva
nell’utilizzare latte di ferro (soprattutto di
conserve di pomodori) bucarne il fondo con

Il campetto di calcio di Via Montanari

molti fori e legare in cima un manico lungo
di fil di ferro, riempirle di legni e carbone
e darci fuoco; facendo girare velocemente i
contenitori, il fuoco si ravvivava e su questi
arrostivamo le castagne.
Le biglie: Erano palline di vetro colorate: facevamo dei buchi per terra e le colpivamo
con le “bicellate” finche entravano dentro la
buca, chi arrivava primo si prendeva le biglie
dell’avversario.
Le carte: Gioco molto diffuso specialmente
d’ estate (sopratutto sotto le mura di Gillo).
Molto praticato il sette e mezzo, al posto dei
soldi usavamo i giornalini (Topolino, Tex,
Zagor, ecc.), chi vinceva si prendeva i giornalini degli altri. Mentre giocavamo mangiavamo la frutta rubata da Gillo (famosi ed ottimi
erano i suoi fichi e le amarene).
I carretti: Erano assi di legno inchiodate a
V, sotto di essi si fissavano altre due assi di
legno ed agli estremi quattro cuscinetti a sfere di ferro. Una corda veniva legata sull’asse
davanti che poteva girare e faceva da volante,
con questo “strumento” andavamo al Righi
vi salivamo in cima e correvamo lungo le
discese di Oregina fino ad arrivare sulla rotonda.
Mi ricordo che uno di noi non vide arrivare
l’autobus 95 e ci finì sotto uscendo dalla parte
opposta senza tuttavia ferirsi.
Il nostro parco giochi era soprattutto il Righi.
Vi scorreva allora un torrente che alimentava
il lago del Lagaccio e nel suo percorso formava dei piccoli e grandi laghetti, dove in estate
facevamo il bagno (altro che piscine di oggi).
Ma il Righi non ci offriva solo questo!

Era ricco di more, che era il nostro frutto
preferito, di funghi che portavamo a casa e
castagne che le nostre mamme e nonne cucinavano e che mangiavamo per colazione alla
mattina nel latte.
Ma il Righi era anche fonte di “ricchezza” per
noi ragazzi: infatti erano presenti molti residuati di guerra, (pallottole, ecc.) noi provvedevamo ad aprirle, levare la polvere da sparo
(che usavamo per fare bombette) ed il resto
lo vendevamo al ferri vecchi, e con i soldi
guadagnati compravamo panini con mortadella e salame dai vari farinotti del Quartiere.
A proposito di mangiare, allora non esistevano le brioches o merendine confezionate,
e noi mangiavamo le torte delle nostre mamme o nonne oppure pane, burro e zucchero, e
nessuno di noi aveva mai sofferto di allergie.
Una cosa mi preme sottolineare alla fine di
questo articolo: la nostra è stata una infanzia
felice, i nostri giochi li inventavamo, la nostra palestra era la strada, ed eravamo liberi
di giocare, di imparare, di vivere e di crescere
nel nostro Quartiere e con il Quartiere che ci
tollerava e vegliava su di noi che lo sentivamo
nostro e non delle macchine e moto.
Il Quartiere viveva dei nostri giochi e non vi
erano le ansie e le paure di oggi che circondano i ragazzi ed i loro genitori.
Se qualche Oreginese ricorda altri giochi o
momenti particolari della sua infanzia, Oregina Informa è a sua disposizione!
Nel prossimo numero parlerò dei nostri genitori e dei nostri nonni.
Enrico Pagliuolo

pag. 4:
- Vocazione e sacerdozio
- Storia della S.M.S. L. Traverso
- Sotto un cielo di stelle
pag. 5:
- Un popolo di illetterati
- Le facce degli operai
- Oregina in Municipio
- FotografiAmo Oregina
- L’Istituto Comprensivo Lagaccio

il mugugno

rubrica a cura di Stefano Lanini

pag. 6:
- Tournee in Polonia
- Breve storia di N.O.G.
- Finali Nazionali Volley
- Programma stagione volley
- Calcio Prima quadra N.O.G.
- Rimini: il film fotografico
pag. 7:
- Calcio Juniores N.O.G.
- Calcio Giovanissimi N.O.G.
- La società Nuova Oregina
- Scuola Calcio Eso N.O.G.
- Scuola Calcio Pulcini N.O.G.
- Scuola Calcio Piccoli N.O.G.
- Lo sport nel quartiere
- Lo sport dello Sci Club

Risposte mugugno del n° 2 settembre 2013

Una squadra della “Traverso” con Padre Podestà, recentemente scomparso

I palazzi di Via Montanari fanno da sfondo a una partita combattuta

pag. 8:
- Agenda degli eventi natalizi
- I corsi delle Do.Re.
- I corsi degli Amici Riunda
- Un ricco programma
- Festa alla M. Bondi
hanno scritto per “Oregina informa”:
collaboratori:
Giorgio Belfiore
Andrea Boero
Luciano Costella
Cypriano Donnarumma
Novella Furloni
Stefano Lanini
Fabio G. Mori
Enrico Pagliuolo
Asma Riad
Carlo Ronconi
Valentino Sala
Umberto Scambelloni
Paolo Terrizzi
Alessandra Valente
Christian Valenti
Attilio Venturelli

Nuovi mugugni
Il pubblico assiepato sulla collinetta dove ora c’è l’Anfiteatro

fasi di gioco seguite ed applaudite da un pubblico numeroso

collaborazioni esterne:

A.P.E. ass. Proprietà Edilizia

don Giacomo Casaretto
Ist. Comprensivo Lagaccio
Roberto Peccenini
Scuola Infanzia M. Bondi
correttore bozze
Novella Furloni
grafica e impaginazione:
Stefano Lanini
Fabio G. Mori

Sono state presentate le seguenti interrogazioni a risposta immediata che saranno
dibattute nel prossimo consiglio di Municipio in calendario a fine novembre.
Oggetto: cantiere campo calcio oreginaStato dei lavori: “Chiedere ai competenti
uffici del Comune di Genova lo stato di
avanzamento dei lavori, il termine ultimo degli stessi, l’eventuale messa in mora
dell’impresa per ritardo nei lavori, se i
lavori eseguiti rispecchiano il contratto
d’appalto e se esistono eventuali difformità
fra stato dei luoghi e progetto eseguito e se
nel caso sussista uno dei sopra citati vizi
gli stessi possono essere causa di decadenza della concessione”
Oggetto: presenza di cinghiali in Via Olivari ed in generale in Oregina alta: “Chiedere ai competenti uffici del Comune di
Genova, della Provincia di Genova e della
Regione Liguria, quali sono gli interventi
in atto per dissuadere la presenza del cinghiale nelle vicinanze del centro abitato”

la collina dell’Ostello era la tribuna preferita per tifare Oregina

ragazzi di via Montanari

Il cantiere tra Via Casaccia e Via Paleocapa
è fermo da mesi, durante le piogge la pista di accesso si trasforma in un fiume che
invade la curva di via Paleocapa creando
problemi alla circolazione e reale pericolo in particolare a noi utenti delle 2 ruote.
(Attilio F.)
Ad Oregina il verde non manca ma ci farebbe tanto piacere non averlo in casa!!! A
quando una seria operazione di potatura
delle alberature? (Arianna M.)
La manutenzione del territorio non potrebbe essere svolta da condannati per guida in stato di ebbrezza e/o uso di sostanze
stupefacenti che potranno così scontare la
pena svolgendo lavori socialmente utili?
(Antonio C.)
Nel prossimo numero le risposte
di Stefano Lanini sui temi sollevati dalle vostre segnalazioni,
che potete inviare a mezzo posta
elettronica a:
oregina-in-rete@googlegroups.com

pagina 3

Le nostre rubriche

radiostella
rubrica a cura di Fabio G. Mori

se una radio è libera...

crivere di musica, e farlo senza un doveroso
Snomeno
omaggio alle “Radio”, quello che è stato un feimportantissimo a partire dalla seconda

metà degli anni ‘70, sarebbe secondo me impossibile, visto anche quanto e cosa ha significato per la
mia generazione quella sorprendente novità.
Che poi a dirla tutta, così novità non era, visto
che addirittura a partire dal 1923, e poi durante la
Seconda Guerra, quindi in tempi non sospetti circa il monopolio EIAR e poi RAI sulle frequenze,
nacquero comunque le prime, e tante, emittenti
private.
Il 10 marzo 1975, iniziava ufficialmente le trasmissioni Radio Milano International, prima riconosciuta “radio libera” in assoluto, conseguentemente
alla liberalizzazione delle frequenze in modulazione, voluta dalla Corte Costituzionale.
Cosa cambiava allora, per la musica, nel pieno fulgore del rock britannico e della disco music, all’alba
della febbre del sabato sera, e nella vigoria cantautorale, ancora viva ed accesa dopo gli anni della
protesta giovanile, del ‘68 e della stagione dell’impegno politico? Le radio fiorivano ovunque ci fosse passione, gruppi di amici disposti a sacrificare
qualche soldo per mettere insieme trasmettitori e
giradischi, un microfono un mixer, recuperati in
qualche mercatino.
Anche mia quella storia, e di altri sette-otto amici.
Noi acquistammo il tutto da un tecnico di una
importante emittente, Radio Ponente ‘77, ed era
il 1978: in una cantina iniziava la sua vita Radio
Stella 90, e quegli amici e quei dischi, quelle ore
passate davanti ai piatti, sinceramente credo non le
dimenticheremo mai: furono qualcosa di speciale e
indelebile.Radio Libera voleva dire inventarsi ogni
giorno un personaggio da far vivere, un percorso
musicale coerente da programmare, un pubblico
da affascinare, da coinvolgere nelle prime telefonate in diretta, e che emozione i primi ascoltatori
che chiamavano dal quartiere vicino: significava il
successo, significava essere ascoltati e riconosciuti.
Radio Libera significava produrre anche e soprattutto voci fuori dal coro, significava proporre stili
musicali ed essere “passati” in radio, per molti musicisti diventò fondamentale al momento dell’uscita
di un nuovo lavoro: iniziavano le richieste dai distributori prima e dalle case discografiche poco dopo.
E significò la rapida fine del concetto stesso di Radio Libera: all’affacciarsi dei soldi sulla porta dei
rudimentali studi di trasmissione, come spesso
accade, interessi e avidità condannarono a morte
l’originalità e la genuinità delle emittenti che fino
ad allora erano fiorite basandosi sul volontariato

e sull’inventiva, dove era necessità far quadrare i
conti con l’ingegno.
Una Radio dopo l’altra, oggi quasi tutte scomparse
o fagocitate dai nuovi networks, furono l’esperienza
personale di chi vi scrive, come conduttore e come
regista, come DJ e come tecnico di studio, e le notti
passate a guardare un disco che girava, le hanno
descritte anche in qualche canzone.
Introdurre una rubrica musicale, che nell’intento
vorrà avvicinare per quanto possibile quel mondo fatto di uno specchio dietro ad un microfono,
con un racconto diretto su qualcosa che oggi può
apparire lontano e strano, sembrava invece quanto mai vicino all’idea da vecchio freak, too old to
rock’n’roll and too young to die, che ascoltare, vivere, suonare e cantare musica, significa ancora oggi:
passione vera e bruciante: una storia d’amore verso
un pubblico nascosto nel buio dietro ad un muro,
che ti obblighi a vedere davanti agli occhi, perchè
ti aiuti a vincere il terrore del palco: Roger Waters
con i Pink Floyd, identificò benissimo questo concetto in un album e con un film, che ancora oggi,
a distanza di trentaquattro anni, riempie le platee:
The Wall.
Il fenomeno delle Radio Libere, o “radio private”,
come la dizione ufficiale preferiva citare, visto che
associare la parola “libertà” ad un mezzo di comunicazione sembrava pericoloso, esplose in maniera esponenziale, dando vita ad una diffusione di
emittenti tale che il problema delle frequenze divenne inverso: dal monopolio pubblico della RAI,
si passò ad un sovraffollamento totale, ad un sovrapporsi di radio che trasmettevano a distanza di
pochi kilohertz una dall’altra, rendendo necessarie
apparecchiature, ponti ripetitori e potenze sempre
più elevate per garantirsi l’ascolto almeno in determinate zone. Per contro, la necessità di divenire sempre più professionali e dotati di tecnologie
sempre più sofisticate, causò la prematura sparizione di emittenti incapaci di sostenere ingenti spese,
non ultima la regolarizzazione dei DJ, e voci anche

Spazio Giovani

rubrica a cura di Andrea Boero

I

n Italia, ormai da molto tempo, ma con una
recente e tragica recrudescenza, è sorta la
problematica dell’immigrazione con gli sbarchi
clandestini a Lampedusa, dove si sono già verificate centinaia e centinaia di morti.
Misere imbarcazioni, contenenti grandi quantità
di persone, arrivano dai paesi del Sud del Mondo fuggendo da guerre e povertà, ed approdano
sulle coste italiane in cerca di aiuto e con il sogno
spesso irrealizzabile di una vita migliore.
Il grande afflusso di immigrati, le difficoltà logistiche, organizzative e l’emergenza umanitaria
sono in questo momento causa di forti attriti
politici a livello locale, con i disagi della popolazione siciliana, nazionale, ma anche europea, per
una certa indolenza della Comunità internazionale nell’intervenire collaborando con l’Italia nel
reggere l’ondata di immigrazione.
La Presidente della Camera Laura Boldrini dice:
«E’ dovere delle istituzioni essere nei luoghi e nei
posti in cui accadono queste cose. La politica non
può rimanere chiusa dentro ai propri palazzi…»
Le parole di questa donna sembrano le più corrette e sincere, mentre spesso i politici non fanno
altro che parlare troppo e non mettere mai in atto
ciò che dicono.
Inoltre: «Per capire il fenomeno dell’immigrazione, noi dobbiamo capire la causa della grande
fuga». Qual è la causa? Molto spesso è la guerra,
altrettanto frequentemente la fame o la ricerca
di una libertà che a volte noi sottovalutiamo, ma
che guardata con gli occhi di chi non l’ha mai
posseduta, appare come un sogno, una chimera
da inseguire anche a rischio della vita stessa.
Molte persone, forse solo per ignoranza, forse
per egoismo, non capiscono che indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione, dalla
provenienza, chi cerca la via dell’Italia è essere
umano in tutto e per tutto nostro pari, e la ragione di tale fuga è ciò che potrebbe causare la
loro morte, un’estrema povertà, una disperazione
senza limiti.
Su quelle imbarcazioni destinate a sfasciarsi sulle rive siciliane, vi sono sovente anche bambini
e donne incinte che hanno bisogno di soccorsi,
cibo e cure mediche immediate.
Pochi giorni di navigazione divengono un viag-

gio da incubo per le condizioni disumane in cui i
profughi vengono costretti a viaggiare da scafisti
senza scrupoli, assoldati dalle organizzazioni criminali: sovraffollamento, disidratazione, fame,
uccidono già durante il viaggio decine di persone, mentre il rischio di affondamento di quelle
che non a caso vengono definite “carrette del
mare” è sempre elevatissimo, tenendo presente
che noi veniamo a conoscenza soltanto dei naufragi avvenuti in prossimità delle coste, mentre di
altre tragedie avvenute in alto mare non veniamo
e non verremo mai informati.
Ritengo sbagliato il pensiero di Umberto Bossi
verso questa “invasione di clandestini”: <Insistere sull’accoglienza è solo retorica per avere più
voti, è inutile fare finta di essere bravi ed aprire
la porta a tutti>.
Credo che in una situazione di emergenza, dove
ciò che più importa è il soccorso immediato ad
esseri umani in pericolo, farne una questione di
voti e non di umanità, sia estremamente sbagliato e dimostri solo egoismo ed indifferenza.
Su un argomento, Bossi ha però tutto sommato
ragione: l’Italia sta attraversando un momento di
crisi economica gravissima e l’accusa di alcune
parti politiche è che si sta concentrando di più
nell’investire denaro, soccorsi, cure mediche a
favore degli immigrati, al posto di rivolgere maggiore attenzione alla disoccupazione interna, alla
povertà in aumento tra le fasce sociali più deboli,
alle insufficienza dei servizi sanitari.
Coloro che gestiscono le casse italiane appaiono
ciechi e sordi alle richieste di aiuto che provengono da larga parte degli italiani, e mentre gli
investimenti crollano, le risorse finanziarie vengono dirottate a coprire il debito pubblico internazionale, vengono finanziate le grandi banche
in difficoltà, le solite grandi imprese attraverso
i sistemi della cassa integrazione e degli aiuti di
stato spesso tra l’altro vietati proprio dalle normative europee, ma il cittadino comune continua
a chiedersi i motivi della crisi da cui consegue
una disoccupazione e disagio finanziario, ed automaticamente il problema di non riuscire a pagare le tasse o peggio, arrivare alla fine del mese
facendo quadrare i conti della famiglia.
Appare allora evidente che nel risolvere i problemi “degli altri”, sarebbe opportuno pensare ai
propri di problemi e cercare di risolverli urgentemente.
Oramai tutti i giovani italiani hanno difficoltà nel
trovare lavoro, anche con un diploma o laurea
in mano, e sono a loro volta costretti a cercare

importanti, canali specializzati di genere e dedicati magari ad un pubblico mirato, normalmente
più attento e culturalmente più aperto rispetto al
target televisivo, da un giorno all’altro chiusero i
trasmettitori, decretando di fatto l’inizio della fine
del sogno comunicativo delle prime radio libere.
A proposito di Radio, abbiamo voluto chiedere
aiuto ad un vecchio amico, compagno di strada in
periodi diversi, attraverso le radio lìbere genovesi.
Ugo De Cresi, un trascorso in un elenco lunghissimo di emittenti, tra cui Amici Certosa, Valverde,
Sampierdarena Uno, Kappadue, Antennablu, Errevuesse, Studio M Roma, Radio Quattro Pistoia,
Taurasi Radiostar, Monte Gazzo, Radioitalia, Radio
Genova Nord, Portofino, Radio Viva Fm Brescia,
Aldebaran, DeeJayTelevision: una vita nelle radio
libere, una vita a contatto con la musica, ed ancora
oggi richiestissimo ed apprezzato disc-jockey, oltre
ad aver percorso insieme a me un pezzetto di storia
della radio, è stato anche compagno d’armi, quando
ancora la leva era obbligatoria, e noi assolvevamo a
tale obbligo con una certa indifferenza “canzonatoria”: «Grazie della linea, ed eccoci pronti a tentare
di raccontare anni in cui il sabato pomeriggio si
fremeva d’adrenalina per la consegna nei negozi
dei dischi “d’importazione”. Cominciai a 12 anni,
insieme a due amici: trasmettitore da 5 watt auto
costruito e bacino d’utenza limitato al quartiere.
Ma quando mio padre mi avvisò che a Radio Amici
Certosa avevano un problema al trasmettitore, manomisi senza indugio le loro apparecchiature pur
di entrare a far parte degli speaker ufficiali con un
ricatto. Volevo la classifica della Disco-music.
Certo che la richiesta di un pischello di 13 anni
poteva apparire azzardata, ma il successo mi diede ragione. Il sabato sera, io trasmettevo da sopra
Donna Summer e di sotto, in strada, nugoli di giovani automobilisti con lo stereo a palla , si godevano i Delegation. Ad oggi pare che la situazione non
sia variata di molto se pensiamo che il 72,8 % degli
ascoltatori radiofonici sono automobilisti.
Mentre per gli utenti della rete , il fermento delle
web-radio sta in parte ricreando quel pioneristico
climax da radio libera, che è libera veramente e piace ancor di più perché libera la mente ».
Fabio G. Mori

all’estero la realizzazione di una vita di studi che
altrimenti appaiono inutili.
Le più colpite dalla crisi, insieme alle fasce sociali
deboli dei pensionati e dei giovani, sono inoltre
le piccole imprese, un tempo vero motore dell’economia italiana, che ora, non riuscendo nemmeno a sopportare la pressione fiscale, devono
chiudere l’attività, lasciando a casa dipendenti e
titolari. In passato la media della disoccupazione
italiana era del 12% con punte del 30%, nel 2012
ha toccato il 40%.
Il problema della mancanza di lavoro anche se
colpisce tutte le generazioni di persone è più
allarmante verso chi deve iniziare a fare la sua
prima esperienza lavorativa: i giovani.
Una volta la difficoltà era rivolta ai paesi del Sud
Italia, adesso invece anche le aziende del nord
stanno chiudendo velocemente: si parla di 1000
aziende, individuate tra tutti i settori di attività,
che chiudono ogni giorno, mentre quelle che
ancora possono chiudono e trasferiscono in altri
paesi la produzione continuando la loro impresa,
sperando di avere successi migliori grazie ai costi
infinitamente inferiori della mano d’opera e della
burocrazia, mentre le più piccole, quelle a livello
familiare, semplicemente, scompaiono.
Il problema sembrerebbe molto facile da risolvere: incentivando in modo concreto tutte le persone che intendono creare una propria impresa
il problema della disoccupazione finirebbe in
meno di un anno e l’handicap economico nei
confronti di America e Germania sarebbe risanato molto più rapidamente ed invece con le
leggi attuali, sbagliate ed anche inutili pare che
stiano organizzando proprio l’opposto, sembra
che l’Italia, in particolare, sia caduta in un buco
dove non se ne può uscire fuori ma che invece
col tempo diventa sempre più profondo.
Alcune volte credo che se l’andamento dell’economia italiana rimane su questa linea d’onda,
tra un decina di anni dovremo andare anche noi
tutti a vivere altrove, per avere più possibilità di
trovare lavoro e riuscire a sfamare le nostre famiglie.
Credo occorra dedicarsi principalmente alla
nostra popolazione, trovando le soluzioni alla
mancanza di lavoro, alla crisi economica delle
famiglie, gravate da una tassazione spesso ingiusta e mirata al prelievo fiscale dove più è facile colpire, quindi nelle fasce dei pensionati, dei
lavoratori dipendenti e dei piccoli artigiani, ma
senza dimenticare la disperazione dell’immigrazione, quei “clandestini” che hanno problemi e
necessità di sopravvivenza.
Occorre aiutare coloro che hanno bisogno, indipendentemente dal colore della pelle, o dalla
provenienza: siamo tutti uguali, tutti con un cuore che batte dentro al petto.
Andrea Boero

Ass. Proprietà Edilizia
Genova - delegazione
Busalla

Il Condominio
a cura di A.P.E.

riforma del Condominio: La morosità
L1129aConnuovacod.civ.,
la riforma del condominio si è ridisciplinato l’art. Biblioteca
stabilendo, tra le altre novità, che in caso di
condomini morosi, l’amministratore deve attivarsi per il
recupero delle quote condominiali entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito è divenuto esigibile,
salva diversa dispensa dell’assemblea. Lo strumento tipico
utilizzato per il recupero dei crediti di natura condominiale è rappresentato dal decreto ingiuntivo immediatamente
esecutivo. In primo luogo, quindi, l’amministratore sarà obbligato ad agire contro i ritardatari entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio. In sostanza dovrà richiedere al giudice un
decreto ingiuntivo con cui poter aggredire immediatamente
il debitore. Non rispettare la previsione codicistica comporterà grave irregolarità, e quindi potrà essere causa di revoca
del mandato dell’amministratore. Il passaggio in assemblea
non è più previsto, così come anche per la sospensione del
condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni.
L’assemblea, comunque, conserva la possibilità di dispensare l’amministratore dall’azione legale. Con la riforma del
condominio e’ altresì confermata la responsabilità solidale
dell’acquirente con il venditore per il pagamento dei contributi condominiali relativi all’anno in corso e a quello precedente l’acquisto. Inoltre, è stata introdotta la responsabilità
solidale di chi cede l’immobile con l’acquirente, anche per
contributi maturati successivamente al trasferimento, fino a
quando all’amministratore non sia trasmessa copia autentica
dell’atto di trasferimento.
L’amministratore, in caso di mora nel pagamento dei contributi protratta per un semestre, può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di
godimento separato. Ciò anche se tale facoltà non sia prevista dal regolamento di condominio, difformemente dal previgente regime. Inoltre, il condomino moroso è penalizzato
in sede di esecuzione forzata promossa dai terzi per crediti
verso il condominio in quanto, i creditori del condominio
sono tenuti ad escutere preventivamente i morosi e, solo in
caso di esito infruttuoso dell’azione esecutiva, a soddisfarsi
sul patrimonio dei condomini in regola con i pagamenti.
Tra le altre novità introdotte dalla riforma condominiale
del 2012, si segnala anche la possibilità per il creditore del
condominio di accedere ai dati di gestione per individuare
il condomino moroso e agire direttamente verso di loro con
ciò evitando che il condominio, quale soggetto giuridico,
venga aggredito per ragioni legate principalmente alla mancanza di fondi causata dalla morosità di alcuni condomini.
Appena è a conoscenza dei nomi del condomino moroso
o dei condomini morosi, visto che possono essere tanti, il
creditore deve agire preventivamente contro i comproprietari morosi e, soltanto ove non riuscisse a soddisfarsi su di
loro, potrà agire nei confronti dei condomini in regola. La
riforma del condominio ha reso più efficaci i rimedi che potranno essere utili a contrastare un fenomeno in continua
crescita, soprattutto nei casi di proprietari che hanno la possibilità di pagare ma che approfittano delle mancate azioni
giudiziarie per continuare a vivere sulle spalle degli altri.

rubrica a cura di Valentino Sala

altre persone della proFscrittaarpriapartecipi
passione per la narrazione
è spesso cosa ardua e indigesta,

se si eccettuano coloro che condividono lo stesso interesse e anche in questo
caso lo si fa con molta riservatezza, ma
la scrittura ha una sua ragion d’essere,
profondamente connaturata nelle nostre emozioni e appartenente al mondo
della fantasia ancestrale, che ogni essere
umano possiede, anche se spesso non
s’intuisce o si contiene, imprigionata in
una parte ben nascosta del proprio inconscio. Poche persone infatti, tra quelle
che scrivono, parleranno con leggerezza
e spensieratezza di questa avventura interiore. Il percorso che porta a condividere la propria fantasia narrativa (con
questo termine si intende tutto ciò che
di fantastico elabora la nostra mente)
non è breve ed è spesso tanto accidentato, quanto grandi sono le paure che si
concretizzano, superando ogni improvviso angolo; paure che si materializzano
e si frappongono tra la nostra naturale
propensione al racconto e i destinatari di
questo. La narrazione di eventi, condita
da particolari personali e invenzioni del
narratore, ha origine nella notte dei tempi. Leggende, fiabe, filastrocche, ballate e
storie popolari ne sono il primo esempio
per raggiungere poi le vette delle epopee
e dei poemi epici. Questo ci permette
di dire che la narrazione stessa è una
costante nella storia umana, un passo
evolutivo che fa parte del modo di comunicare della nostra specie, talmente
protratta nel tempo da diventare identificativa della specie. La tradizione popolare di stampo orale ha ceduto sempre il
passo alla scrittura o, per meglio dire, si
è integrata con la scrittura – una volta
appartenente solo ai dotti letterati – per
poter conservare una memoria di ciò
che gli uomini hanno narrato nel tempo,
così la narrazione popolare è divenuta
anche scritta.
Il “narratore popolare”, ha spesso timore del giudizio altrui e tiene chiuse
nel cassetto le proprie storie, a volte
addirittura in un cassetto virtuale della

propria mente, senza neanche far uscire la propria voglia di narrare allo scoperto. Nell’era di internet però, a causa
del proliferare di innumerevoli siti web
dedicati alla scrittura - se così mi è consentito dire - “per tutti”, il fenomeno di
chi prende carta e penna o meglio, si
mette davanti alla tastiera di un computer per scrivere storie, ha preso più
campo. L’opportunità di esprimere la
propria fantasia, mascherandosi dietro
a un nickname, non lascia irrisolte però
le nostre paure, tra le quali campeggia
indisturbata e ben visibile sul podio del
vincitore, quella di trovare denigratori o
anche semplicemente correttori che criticano più o meno aspramente il modo
di scrivere, l’esposizione e l’uso della lingua (argomento questo talmente vasto
da non poter essere qui trattato in maniera soddisfacente). Questa paura è ben
distinguibile nelle premesse sulle quali
ci si sofferma quasi sempre, nell’atto di
rendere uno scritto pubblico: si passa dal
precisare che si tratta solo di una bozza,
all’affermare che la storia è da rivedere,
da riscrivere, buttata giù e non ancora
riletta e altri ritrovati che permettono di
frapporre una barriera difensiva tra gli
altrui giudizi e la propria autostima.
Il ritrovato che viene incontro a scrittori di ogni livello, è la comparsa della
scrittura collettiva online. Luoghi dove
si interagisce con altri scrittori, aspiranti
o meno, creando storie nuove o modificandone di già esistenti. Gli esempi
più comuni sono dati dai forum di fanfiction, che sorgono numerosi sul web.
La fan-fiction per chi non ne conoscesse
il significato è l’atto di scrivere storie,
solitamente neverending (ovvero, senza
finale), che abbiano come argomento di
riferimento un film, una serie di film, serie televisive oppure romanzi e racconti
di fama internazionale. La maggior parte di chi scrive fan-fiction usa i personaggi originari delle storie conosciute,
tentando faticosamente di farli rimanere
“in character”, ovvero di non farli discostare da ciò che il personaggio originale
avrebbe fatto o detto (in poche parole
fedeli cloni del personaggio originario),
spesso non riuscendovi per un motivo
che spiegherò in seguito. Altre persone
si dedicano invece alla creazione di nuovi personaggi da loro stessi creati, che
agiscano (spesso in epoche diverse da
quella della storia originaria) in un’ambientazione a volte estremamente fedele,
a volte simile o solamente derivata da
quella originaria. Esistono poi, al di fuori della fan-fiction, veri e propri “creatori
di mondi”, che assieme creano ambientazioni e personaggi originali.

segue a pag. 4

sono solo canzonette?
rubrica a cura di Novella Furloni
Anna e Marco

Anna e Marco – Lucio Dalla 1979
“Anna come sono tante, Anna permalosa,
Anna bello sguardo, sguardo che ogni giorno perde qualcosa” .
“Marco grosse scarpe e poca carne, Marco
cuore in allarme, con la madre e la sorella,
poca vita, sempre quella”.
Con queste due semplici descrizioni Dalla ci
permette subito di “riconoscere” i due protagonisti. Due ragazzi di periferia (lei stella,
lui lupo) che vengono presentati usando lo
stesso modello narrativo quasi ad anticipare
che le loro vite si uniranno.
L’ambiente, lo si intuisce subito, è quello periferico, un po’ triste e desolato, in cui i due
ragazzi vivono con sofferenza “Anna avrebbe voluto morire, Marco voleva andarsene
lontano”. Ma l’adolescenza, così come è portatrice di sofferenza e depressione è anche
tempo di grandi sentimenti e di grandi emozioni e sarà l’incontro dei due ragazzi in una
squallida discoteca (che in quegli anni proliferavano in Italia) a far loro dimenticare tutti i problemi che fino ad un momento prima
li assillavano. Lucio Dalla, anche in questo
testo, conferma la sua vera poetica riuscendo, attraverso l’innesto di poche metafore, a
dipingere luoghi, persone e sentimenti con
un testo semplice e diretto, contrapponendo lo squallore di un bar e di una discoteca
“ in un locale che è uno schifo poca gente
che li guarda c’è una checca che fa il tifo”
(compare, in questo caso, anche una certa
autoderisione essendo, Dalla, omosessuale) alla bellezza del cielo che, mentre nella
prima parte appare come qualcosa di lontano e di irraggiungibile: ”e la luna è una
palla ed il cielo è un biliardo quante stelle
nei flipper sono più di un miliardo”, dopo il
loro incontro annulla le distanze: “e la luna
in silenzio ora si avvicina con un mucchio
di stelle cade per strada” sottolineando così
come l’innamoramento crei un alone di bellezza intorno a tutto quello che ci circonda.
La frase finale “qualcuno li ha visti tornare
tenendosi per mano”, pur nella sua evidente
semplicità, riesce a trasmettere a chi ascolta
il brano il senso di unione e di superamento
dell’incertezza e dell’insoddisfazione da parte dei due ragazzi.
Novella Furloni

Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via
Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
con sua madre e una sorella
poca vita, sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via
E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
quante stelle nei flipper
sono più di un miliardo
Marco è dentro a un bar
non sa cosa farà
poi c’è qualcuno che trova una moto
si può andare in città
Anna bello sguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
in un locale che è uno schifo
poca gente che li guarda
c’è una checca che fa il tifo
Ma dimmi tu dove sarà
dov’è la strada per le stelle
mentre ballano si guardano
e si scambiano la pelle
E cominciano a volare
con tre salti sono fuori dal locale
con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana
Ma l’America è lontana
dall’altra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura
E la luna in silenzio ora si avvicina
con un mucchio di stelle cade per strada
luna che cammina
luna di città
poi passa un cane che sente qualcosa
li guarda, abbaia e se ne va
Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
tenendosi per mano.

Gustando con fantasia
rubrica a cura di Asma Riad
Dolce goloso con pandoro
Biscotti tipo Novellini 200g, burro 80g,
marsala 1 tazzina, caffè 3 tazzine, pandoro 4 fette, uova 3 tuorli, zucchero 3 cucchiai, panna 250ml, torrone, cioccolato
fondente q.b., meringhette 5
Preparazione:
Sbriciolate i biscotti e mescolateli con il
burro fuso.
Stendete il composto in una teglia schiacciandolo in modo da ottenere una base
compatta. Coprite la base con le fette di
pandoro spesse circa un centimetro e bagnate con il caffè e con il marsala.
Preparate uno zabaione montando i
tuorli con lo zucchero e con un cucchiaino di marsala e uno di caffè e cuocendo a
bagnomaria a fuoco lento finchè il composto diventerà spumoso.
Montate la panna con lo zucchero e aggiungete il torrone sbricciolato e un po’
di cioccolato tritato e incorporate il tutto
allo zabaione con movimenti delicati.
Versate la crema così ottenuta sulle fette
di pandoro e decorate con meringhette
sbricciolate e il resto del cioccolato fuso.
Una volta pronto il dolce, tenete in frigo
fino al momento di servire.

pagina 4

Terza pagina

Vocazione e sacerdozio La storia della S.M.S. L. Traverso
di Don Giacomo Casaretto

persone mi hanno sempre chiesto:
TA volteante
“Don come ti è venuta la vocazione?”
mi è capitato di parlare di chiamata

al sacerdozio, ma è sempre molto difficile,
perché raccontare sentimenti, emozioni e
certezze interiori sono cose che si fa fatica
ad esternare, non tanto per pudore ma, soprattutto, perché bisogna ricorrere a degli
esempi, poiché ciò che hai vissuto è intraducibile con parole astratte. E così rispondo:
”Ti sei mai innamorato di una persona?. Ma
non una “cotta”, ma un amore vero?” Ecco è
proprio questa l’esperienza della vocazione
cristiana. E’ qui la differenza cristiana con le
altre religioni: “un discorso di amore donato
attraverso Gesù”. Tutti gli uomini e le donne
fanno l’esperienza di amare, di voler bene; fin
da bambini verso i propri genitori o nonni e
poi crescendo verso chi ci è vicino nella vita.
Bene, Gesù è venuto a dirci che Dio è Amore.
Il Figlio ci dice che il Padre ci dona lo Spirito
Santo, l’unico Dio in una relazione di Amore
con ciascuno di noi. Allora ogni uomo e ogni
donna nel mondo appartenente a qualsiasi
religione o popolo ha una vocazione? Certo:
quella di amare e di donare la propria vita.
Il messaggio è per tutti, ma chi è cristiano ha
qualcosa in più, non per privilegio, ma anzi
per responsabilità. E’ chiamato ad amare
come ci ha amato Gesù Cristo, cioè fino a
dare la vita per i propri amici. Faccio sempre
questo esempio per farmi comprendere dai
ragazzi: ”E’ come se ad un compito in classe
di matematica, ci capitano degli esercizi che
abbiamo già fatto e noi, (cristiani) sappiamo
già i passaggi e la soluzione, molto facile fare
bene, ma guai a noi se non lo facciamo e
aiutiamo gli altri” . Bene: la chiamata come

Le associazioni aderenti ad Oregina in Rete

avete capito, è per tutti, poi a ciascuno il
compito di capire il ruolo dove è chiamato
a giocare, chi padre e madre di famiglia, chi
single, chi missionario, chi frate, chi sacerdote, chi suora, chi ....... ma anche il Sacerdozio
è per tutti ? A questa domanda viene subito
da rispondere no, solo quelli che il Signore
Gesù desidera che diventino presbiteri (che
significa anziani). Ma se ci pensiamo bene,
quando siamo stati battezzati (che significa
immersi) il sacerdote subito dopo che ci ha
unti con l’olio dice:” sei diventato re, profeta
e sacerdote!!!”. Incredibile! Ma chi è allora il
sacerdote? E’ colui che offre, colui che dona
e si fa da tramite, da conduttore tra l’uomo e
Dio. Ma allora se abbiamo capito bene siamo
sacerdoti anche noi? Si, ogni persona umana
è capace di offrire, quindi ... Gesù ha distrutto questo muro di separazione che vi era tra
l ‘uomo e Dio. Ora attraverso Gesù possiamo
direttamente metterci in comunicazione con
il Signore, diciamo di più Gesù ci ha “divinizzati” ed è per questo che ogni battezzato può
offrire al Signore Dio la propria vita. Alcuni
nel matrimonio, altri nella vita da single e
altri ancora scelti da Lui nella vita religiosa
e sacerdotale totalmente consacrata. Spero di
aver tolto un po’ di dubbi, e aver messo nel
cuore di ciascuno una sana inquietudine di
annunciare il Vangelo come i primi cristiani.
Penso di essere sulla stessa linea di Papa
Francesco che è stato capace di scombussolare tutti i nostri piani e le nostre certezze, per
annunciare veramente il volere di Dio, per
fare gli interessi di Gesù Cristo e non i nostri.
Coraggio ! ! !
Don Giacomo Casaretto

Santuario N.S. Loreto, cappella del 1582, demolita negli anni ‘20

Foto di gruppo con bandiera dei “Galletti di Oregina” alla Traverso nel 1948

società è ubicata alla base del
LCellaaCivico
n.4 di Via Paolo Della
n.4a e 4b, in quanto negli anni

1920 quest’area era divisa in due
parti, e con due accessi separati,
salendo 5 gradini, in quanto il pavimento interno rimane rialzato dal
piano di calpestio esterno.
Una parte, il 4b, in quegli anni era
occupato, o meglio abitato, da una
famiglia di Oregina, credo sia nato
lì il loro primogenito di nome Gino
(fratello di n/s associati) ottimo calciatore.
Mentre l’altra parte coperta di circa
75mq suddivisa in tre Sale più cantina, nell’era Fascista, questi locali
erano gestiti da uomini del Quartiere; allora si chiamava “Dopolavoro”
e disponeva di un biliardo, sala giochi, banco bar, cantina, toilette.
Quando la suddetta Famiglia si trasferì dal 4b in un’altra abitazione,
l’area di circa 55mq fu assegnata al
Dopolavoro, e così trovò lo spazio
per la Squadra di Canto Popolare:
i Galletti di Oregina, dove due sere
alla settimana facevamo le prove, di
cui anch’io facevo parte. Era il 1943.
Ricordo quando l’8 Agosto cadde
una bomba nella scarpata (oggi nostro campo da bocce) che per fortuna, o grazie alla Madonna, non
esplose, vedasi in alto del Civ. 30 e
32 di Via Carbone l’Edicola della
Madonna della Guardia come ringraziamento.
Quella sera, lo spostamento d’aria

fece cadere un Busto del Duce in
gesso del diametro di 70cm, rovinando il panno del biliardo, in
quanto il busto si spezzò in vari
pezzi.
E veniamo alla fine della guerra.
Cosa era successo in quel tempo:
Una piccola Società denominata
“La Vittoria” che già esisteva nella
soprastante Via Paolo Della Cella
(con il Logo Sociale “La Vittoria...
Testa di Donna Alata”), formata da
una parte dell’attuale direttivo unitamente ad alcuni funzionari del
Dopolavoro, occuparono i locali
di quest’ultimo e lo nominarono
“Società Mutuo Soccorso Oregina”,

ma dimenticarono di redigere l’Atto
Costitutivo.
Negli archivi ho trovato solo un
vecchio Statuto datato 16 Maggio
1946 dove si parla nei primi articoli di: Art. 6: Versamento di 10 Lire
mensili per ogni socio.
Sussidiare i soci in caso di malattia.
Facilitare acquisti in comune con le
famiglie dei soci.
Multe di 20 Lire per morosità, comportamentali... etc.
Frequentando la Società in un’Assemblea dei soci fu approvato di
cambiare la Denominazione Sociale
in “M.S. LUCIANO TRAVERSO”
ma nessuno del Direttivo si preoccupò di un nuovo Atto Costitutivo.
Chi era Luciano Traverso?
Era un giovane nato nel nostro
quartiere il 30 Settembre 1927 e
morto in un bombardamento aereo
ad Arena Po il 21 Febbraio 1945.
Era un sapista, un Portaordini ai
Partigiani.
Non aveva ancora compiuto 18
anni.
Nel Giugno 1987, lo scrivente e l’amico del direttivo Lo Bianco, furono invitati dalle Istituzioni Comununali ad un Congresso di tutte le
società di di Mutuo Soccorso Liguri
e Piemontesi, che si tenne nella Sala
Congressi ai Magazzini del Cotone
di Genova.
Lì fummo informati che non esisteva l’Atto Costitutivo della S.M.S.
Luciano Traverso.
Fu così che il 22 Gennaio 1988 riscrissi l’Atto Costitutivo datandolo
30 Giugno 1946 e venne rifatto un

La sede e il giardino della S.M. L. Traverso, in Via Paolo Della Cella a Oregina

Sotto un cielo di stelle

Una visita all’Osservatorio Astronomico del Righi

bbandonato per oltre 20 anni, l’OsA
servatorio Astronomico del Righi è
stato ristrutturato alla fine degli anni ’90

La scalinata, oggi intitolata al Canto degli Italiani e il campanile

segue da pag. 1 (scuola Mazza)

Egli sarà l’interlocutore del Comune nel coordinare e gestire gli interventi di manutenzione
delle strutture e degli impianti, nel disporre i
controlli periodici, la vigilanza e il monitoraggio
necessari alla prevenzione dei rischi e nel gestire
le emergenze. Ma c’è ben di più che sta “bollendo
in pentola”: grazie a un finanziamento regionale,
il Comune intende attuare la completa messa a
norma dell’intero plesso scolastico di Via Napoli
60/62 dal punto di vista della normativa antincendio. Il progetto, già predisposto dai tecnici
del Comune, è in fase di presentazione ai Vigili
del Fuoco. Non appena sarà approvato si potrà
bandire la gara d’appalto e avviare i lavori.
I fondi stanziati consentiranno anche di risolvere un altro annoso problema: infatti si prevede
la costruzione di una passerella e di un ascensore che dal piano della strada, oltrepassando la
scala d’ingresso, permettano l’accesso alla scuola
anche ai disabili non deambulanti e alle persone
che camminano con difficoltà. Recentemente
si è svolto un sopralluogo di politici e tecnici
della Regione, del Comune e del Municipio,

segue da pag. 3 (biblioteca)

Agganciandosi a ciò che ho affermato precedentemente a proposito della natura secolare della
narrazione nell’essere umano, si può capire come
le nostre emozioni personali siano parte fondamentale nella narrazione stessa. Le storie e i personaggi trasudano di noi stessi, del nostro modo
di essere, di pensare, fantasticare, vivere, provare
gioia, dolore, allegria e tristezza. Le storie e i personaggi sono una nostra espansione ed è questo
il motivo per cui la narrazione “in character”
durante la stesura di una fan-fiction, diventa
davvero difficile. La ragione è molto semplice e
lampante: i personaggi di cui si va a scrivere in
questo caso, sono nati dalle emozioni di un’altra
persona e non dalle nostre.
Scrivere storie collettivamente, oltre ad essere
una pratica culturale sociale che permette di
confrontarsi con altri, consente anche di imparare da chi scrive meglio di noi, capire gli errori

di cui hanno parlato anche i giornali cittadini,
per valutare le migliori soluzioni da adottare.
L’importante adesso è fare in modo che le procedure necessarie siano svolte nel minore tempo possibile, così da poter dare avvio ai lavori
e realizzare finalmente un’opera attesa da tanti
anni (un progetto analogo era già stato proposto
negli anni Novanta, ma poi non se ne era fatto
nulla). Un’opera di questo tipo, nel suo piccolo,
costituisce un passo avanti di civiltà, perché non
solo faciliterà la vita quotidiana ai genitori e ai
nonni che accompagnano e prelevano i bambini della scuola primaria, ma garantirà l’esercizio
del diritto di voto agli elettori anziani che hanno
il seggio presso la scuola “Mazza” e, soprattutto
renderà effettiva anche nel plesso di Via Napoli
l’accoglienza di bambini diversamente abili che
costituisce uno dei principi fondamentali del
Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto Comprensivo Lagaccio.
Roberto Peccenini
Dirigente Istituto Comprensivo Lagaccio
e tentare di correggerli. Personalmente trovo
che sviscerare le proprie emozioni, gettandole
letteralmente nella creazione di una storia e di
un personaggio sia in grado di ampliare i propri
orizzonti. Sicuramente esisterà sempre qualcuno
che vorrà criticare senza dare una motivazione
alle proprie critiche, ma si possono anche trovare persone che per pura passione cercano per
quanto sia loro possibile, di aiutare e spronare,
pronte a riconoscere anche i minimi miglioramenti. Scrivere e lasciare la propria fantasia
creare nuove storie attraverso le proprie emozioni, secondo per la mia personale esperienza
è un’esperienza ineguagliabile. Non ci si curi di
chi sa solo criticare senza proporre alternative o
dare consigli utili, ma allo stesso tempo non ci si
aspetti che altri trasmutino in scrittura le nostre
emozioni.
Valentino Sala

ad opera e a spese dei Soci del Club Cacciatori Castellaccio ed è stato restituito
alla città; viene oggi gestito da esperti nel
campo dell’astronomia e della comunicazione della scienza.
L’Osservatorio ha soprattutto fini didattici
e divulgativi che si concretano nel concedere l’opportunità alle scolaresche e alla
cittadinanza di osservare direttamente gli
astri con un vero telescopio astronomico.
La ricerca, limitata dalle luci del centro
cittadino, si concentra nello studio dei
corpi celesti più luminosi, che meno risentono degli effetti dell’inquinamento
luminoso: pianeti del Sistema Solare, Sole
e Luna in particolare, tramite l’utilizzo di
nuove tecnologie, webcam e macchine
digitali.
Le attività principali prevedono cicli di
osservazioni pubbliche del cielo in concomitanza con manifestazioni culturali o
con eventi astronomici di particolare rilevanza (eclissi, occultazioni, opposizioni e
transiti, passaggio di comete, ecc.).
Ogni autunno viene organizzato un corso
elementare di astronomia (articolato su
dieci incontri, otto teorici in aula e due
in Osservatorio di natura tecnico-pratica
basati sull’utilizzo del telescopio) mentre
in primavera viene proposto un corso di
astronomia osservativa finalizzato all’utilizzo dei telescopi.
Fra le attività degne di nota la partecipazione pluriennale al Festival della Scienza, di cui l’Osservatorio è location fin
dalla prima edizione, nel 2003 e il fatto
di essere, unici in Liguria, delegazione
territoriale dell’UAI (Unione Astrofili
Italiani).
Grazie al contributo del Festival della
Scienza e del Municipio Centro-Est è stato possibile realizzare e implementare gli
strumenti che fanno parte del “Giardino
del Sole”, la mostra didattica dello spazio
e del tempo che è ospitata in modo permanente nel giardino antistante l’Osservatorio.
Di particolare rilevanza anche la collaborazione con l’Associazione Amici dell’Acquario, con la quale sono state organizzati diversi cicli di conferenze presso il

prestigioso Auditorium dell’Acquario, e
con l’Università di Genova e il Museo di
Storia Naturale, con i quali è stata realizzata la manifestazione “Nobody’s perfect,
biologia nello spazio” ed è in corso di
progettazione la mostra “Marte e Venere,
la bellezza degli opposti” che si spera di
riuscire a proporre, pur in un contesto
economico molto negativo, alla prossima
edizione del Festival della Scienza.
Ancora, l’Osservatorio è location dell’iniziativa mondiale IOMN “International Observe the Moon Night”, una notte
interamente dedicata all’osservazione
della Luna che vede tutti gli Osservatori Astronomici del mondo impegnati in
una maratona di osservazione del nostro
satellite che si tiene con la Luna Piena di
fine estate/inizio autunno.
Infine, negli ultimi anni il gruppo di animatori scientifici che gestisce l’Osservatorio si è distinto per la sua attività con
i Planetari: un Planetario provvisorio è
attualmente installato accanto alla cupola dell’Osservatorio con grande soddisfazione di pubblico e scolaresche che
possono così effettuare attività didattiche
e divulgative anche in condizioni meteo
sfavorevoli.
All’interno del Planetario proiezioni a
tutta cupola della volta celeste e della sua
meraviglia incantano grandi e piccini;
grande successo riscuote infatti il ciclo

“Fiabe sotto le stelle” che racconta come i
popoli del passato vedessero nelle stelle la
rappresentazione dei loro miti, delle loro
speranze e dei loro timori.
Nell’ambito delle attività all’interno del
Planetario il gruppo dell’Osservatorio
Astronomico del Righi, riunito nell’ambito del Comitato Antikythera (dal nome
della prima isoletta greca dove pare sia
stato rinvenuto un marchingegno di un
antico planetario), ha ottenuto recentemente due prestigiosi riconoscimenti:
Davide Zambonin ha conseguito il Primo
Premio Planit, il premio nazionale messo
in palio dall’Associazione dei Planetari Italiani, con un filmato sulle reazioni
nucleari che avvengono all’interno del
Sole, mentre Marina Costa e Salvatore
Fontana hanno avuto un riconoscimento
internazionale vincendo lo “Stratoscript
Compendium 2012” svoltosi presso
l’Osservatorio di Marsiglia nel dicembre
dell’anno scorso in una gara a cui hanno
partecipato Planetari provenienti da nove
Paesi: Francia, Canada, Messico, Polonia,
India, Svizzera, Germania, Spagna e, per
l’appunto, l’Italia. Insomma, il nostro impegno che va avanti da ormai dieci anni
di essere l’occhio dei genovesi che guardano le stelle.
Carlo Ronconi

L’Osservatorio Astronomico del Righi innevato nello scorso febbraio

Nuovo Statuto più aggiornato ai nostri tempi.
Facendo un passo indietro, ricordo
che due persone del direttivo di fede
Socialista, u LILLU Donelli e u Vegiu Fiurin Corallo, una sera dei primi giorni del 1947 decisero di concedere la sala gioco carte di 32mq
come Sede del Partito Socialista che
occuparono sino alla metà del 1992
(Processo Mani Pulite).
Dopo diverse richieste all’A.R.T.E.
ci rivenne assegnata nel 1996, anche perchè fu tenuto conto di tutti
i miglioramenti apportati anche
all’interno nel 1993 (rifacimento
totale dell’impianto elettrico, contro
soffitto, plafoniera, canali di estrazione, aria condizionata, termoriscaldamento, pitturazione, etc.) per
una spesa totale di circa 8.000.000
di Lire.
Mentre nel 1989 nell’Area esterna si
ristrutturò tutto il piano di Calpestio, compreso la terrazza, il campo
Bocce, etc. Venne ricoperto il piano
con la posa di 571 mattonelle da cm
50x50x04 per un totale di 144mq
con una spesa di 6.000.250 Lire.
Nota: in quel tempo ci fu molta partecipazione di Soci Volontari.
Oggi 10 Ottobre 2013 risultano associate 149 persone, di cui: 62 adulti
e pensionati, 50 giovani dai 17 ai 21
anni, 37 donne e ragazze
Ricordi: nella primavera del 1948
furono invitati dal Presidente della
sede socialista il Sindaco di Genova Vannuccio Faralli e la giornalista
dell’AVANTI Adele Faraggiana e
con la Squadra di canto i Galletti di
Oregina cantammo diverse canzoni
popolari genovesi.
Ricordo altresì che dal 1946 al 1952
tutti i 25 Aprile davanti al Cippo ai
Caduti sulla Rotonda con la nostra
Squadra cantavamo gli inni Partigiani. Ne accenno una strofa a memoria di ALDO GASTALDI, medaglia d’oro alla memoria e caro amico
un pò più adulto di me: Sui monti
di Valtrebbia/C’è il Partigiano/Che
marcia alla riscossa/Col suo Bisagno.
Nel 1946/47 con questa Squadra
partecipammo nei Cinema Teatro di Genova nell’Avanspettacolo
all’UNIVERSALE , al SUPERBA
e al VITTORIO (oggi non più esistenti).
Altre partecipazioni furono: al Teatro Mercandante di Napoli nel 1953,
al Teatro Carlo Felice nello spettacolo “Il microfono è vostro” presentato da Nunzio Filogamo nel 1955,
e ad altri vari convegni. Cambiammo il nostro nome da Galletti a La
Nuova Portuale.Tra le attività sportive praticate dai soci della S.M.S. L.
Traverso, è stato prevalente nel gioco del calcio, con moltissime partecipazioni in Tornei Regionali a 11 o
7 giocatori, affermandosi con ottimi
posizionamenti. Lo testimoniano le
decine di Coppe e Trofei che contornano gli scaffali nella nostra Società con foto relative. Questo sino
agli anni 80.
Anche prima e parlo dell’anno 1933
(gestione dopolavoro), fu vinta la
Coppa Brezzi, prestigioso Trofeo!
Abbiamo appeso alla parete della
sala giochi una grande foto dei giocatori e dirigenti nella quale c’è un
bambino di circa 5 anni, oggi ancora presente tra noi: Tanti Auguri
Fulvio!
Abbiamo partecipato altresì a diversi Tornei di Biliardo, o Palii con
ottimi o buoni risultati.
Sino agli anni 70 si organizzavano
gite in pullman in Liguria, con i
provenienti delle vincite collettive
della Sisal, con le famiglie al seguito,
Squadra di canto e Squadra di calcio, e si disputavano partite di calcio
tra “celibi e ammogliati”, poi Pranzo
di Pantagruelico e tante Cantate.
Questo ritengo aggregava le persone, rafforzava l’amicizia ed i rapporti interpersonali... e il senso di
appartenenza sentendo nostra la
società.
Oggi la Società è molto cambiata,
ma non penso solo alla nostra, ma
a quella a cui “tutti”apparteniamo,
che una volta chiamavamo “Patria”
o “Stato”, ”Nazione”, e quella che
oggi i Politici e i giornalisti chiamano “La Società civile”.
Ho visto e subìto questa involuzione a partire dagli anni 70, ma per
descrivere il perchè bisognerebbe
scrivere un capitolo a parte...e anzi,
un approfondimento sarà interessante da sviluppare in un prossimo
numero, quindi..a presto!
Cavaliere al Merito della Repubblica
Umberto Scambelloni
Presidente Onorario della
S.M.S. L. Traverso

Cultura e società

pagina 5

Un popolo di illetterati che non sanno contare Dramma Ilva: Le facce degli operai Oregina in Municipio
Analisi tragicomica dell’arma di “distrazione di massa” preferita nel nostro Paese

Svago, informazione, cultura, spettacolo? Molto spesso manipolazione mentale

a notizia è di oggi, da un rapporto
Lcooperazione
OCSE (organismo mondiale per la
e lo sviluppo) abbiamo

scoperto che nella graduatoria mondiale
dei paesi sviluppati (24) relativa alla preparazione letteraria e matematica siamo
all'ultimo posto.
Perché questa situazione?
Elementare Watson direbbe Sherlock
Holmes, perché non leggiamo o comunque leggiamo pochissimo, ci nutriamo di
televisione ed in edicola le vendite maggiori sono quelle di riviste di pettegolezzi
e scandalistiche.
E' comunque la TV che negli ultimi 20
anni si è trasformata in un' arma di distruzione di massa dei cervelli.
La televisione cosiddetta commerciale si
nutre di pubblicità, interrompendola di
tanto in tanto per diffondere trasmissioni
insulse e diseducative, la televisione pubblica invece fa la stessa cosa, quindi non
si salva nulla.
Questo stato di cose ha portato persino
a modificare il linguaggio, ovvero il nostro modo di parlare e di comunicare con
gli altri, abbiamo assorbito terminologie
ignote ed usiamo parole di cui la stragrande maggioranza non conosceva inizialmente il significato.

Di ciò voglio fare alcuni esempi, in maniera ironica facendo una carrellata su
parole e rumenta televisiva varia.
Spread: (si pronuncia spred), le prime volte che è stato usato questo termine i più
hanno pensato si trattasse di una bibita
come la Sprite, poi sulla nostra pelle abbiamo scoperto che è come la febbre ovvero se sale stiamo malissimo, se scende ci
sentiamo meglio, ci hanno spiegato che ha
a che fare con i Bund, ma noi conoscevamo Bond, James Bond, un agente segreto
britannico che lottava contro i malvagi ed
abbiamo realizzato che Bund fosse l'equivalente tedesco di Bond però lui sta dalla
parte dei malvagi ed abbiamo dovuto nostro malgrado imparare che esistono gli
equivalenti argentini e greci di Bond che
sono stati letali per i poveracci con i quali
sono venuti a contatto.
Bunga bunga: cerimonia di una tribù di
cannibali dello Zaire che fanno riti sacrificali offrendo giovani ragazze vergini
in pasto al drago, come ci ha riferito una
grande studiosa, tal Veronica espertissima di questi fenomeni, avendo vissuto
moltissimi anni col capo tribù.
Passando ai programmi televisivi:
Uomini e donne: in questa trasmissione
aitanti giovanotti, con la massa cerebra-

le inversamente proporzionale alla loro
massa muscolare, vengono corteggiati da
prosperose signorine, inevitabilmente
nascono storie, litigi, pianti, ecc.., il tutto
rigorosamente falso e costruito; uno dei
partecipanti assume il ruolo di Tronista,
ovvero sta seduto su un trono, come fosse
un re e le ragazze se lo contendono, ovviamente l'unica cosa che regna sovrana
è la stupidità.
C'è posta per te: qui abbiamo scoperto
che le persone (mariti e mogli, fratelli
e sorelle, padri e figli, ecc.) si riuniscono o si dividono per sempre a seconda
che una gigantesca busta venga aperta o
chiusa, mentre nella nostra realtà quotidiana quando ci imbattiamo in una busta, quasi certamente contiene qualcosa
da pagare.
Di questa trasmissione si potrebbe fare
anche la versione gastronomica C'è pasta
per te, o quella sportiva C'è pista per te,
o quella sempre gastronomica ma regionale C'è pesto per te.
A proposito di gastronomia ora c'è tutto
un fiorire di trasmissioni in cui cuochi
professionisti, ma rudi e di cattive maniere cercano di far cucinare personaggi
noti, incapaci persino di fare un uovo
sodo, ma che sotto le direttive di questi
maestri riescono a cucinare i filetti di
storione del Volga, adagiati su un letto
di patate.
Orbene se qualcuno sta leggendo queste ultime righe ci sono due possibilità o costui è
un vero eroe che ha vinto la nausea e la tentazione di stracciare questo giornale oppure
a breve riceverà la telefonata di Papa Francesco che lo proporrà come beato vivente.
Cari amici ci sarebbe da andare avanti
per ore io l'ho messa sullo scherzo ma c'è
poco da ridere, allora c'è un unico mezzo
per uscire da questa sorta di paese dei balocchi: l'Associazione Amici della Riunda possiede una buona biblioteca che
potrà fornirvi in prestito gratuito delle
ottime letture, leggete per il bene della
vostra salute mentale ed inoltre contribuirete a far scalare la classifica della cultura all'Italia.
Attilio Venturelli

Dentro lo stabilimento con i lavoratori che vivono la crisi occupazionale

Proposte e mozioni dal Municipio I Centro Est

miliardi di euro portati all’estero, soldi con i quali
gli impianti di Taranto potevano essere messi a
norma e quelli genovesi rinnovati a fronte di un
mercato che ci chiede il prodotto. Sale la rabbia.
Dentro il sindacato fa quello che può.
Ogni mattina prima di timbrare al tornello, la
prima delle quattro timbrature quotidiane richiesteci, passo dal consiglio di fabbrica a parlare con
i compagni della Fiom.
E’ la mia preghiera laica.
Dentro so che ci trovo Pier, operaio in solidarietà lunga, ossia un giorno a lavorare al mese. Apre
tutte le mattine il consiglio prima che entrino
quelli del primo turno, alle sei.
Parla con tutti quelli che entrano e con tutti quelli
che escono. Perché sta li tutto il giorno.
Dice che la nostra salvezza sarà un sindacato capace di mobilitare e di farsi sentire. E ha ragione.
Aspetto che passi Pino, l’unico quadro dell’Ilva
iscritto al sindacato, nel frattempo arriva Armando, il coordinatore delle Rsu della Fiom. Uno che
ti mette tranquillità quando ce l’hai vicino. Ci
scambiamo un po’ di informazioni, ci chiediamo
se ci sono novità, soprattutto ci domandiamo
cosa ci aspetta nelle prossime settimane. La proiezione massima che assume il nostro futuro. Poi
si entra. Si timbra ai tornelli, un bus sgangherato
ci porta fino all’ufficio, si timbra ancora una volta. Io sono fortunato, sono seduto alla scrivania.
Quando fuori è freddo sto al caldo e quando fuori è caldo sto al fresco.
Ma vedo gli operai, sento in lontananza il rumore, percepisco la loro fatica. E vedo le loro facce
a fine turno.
Le istituzioni ripartano da quelle facce: bisogna
riportarli a casa.

Il Presidente del Municipio Simone Leoncini ha raccolto l’invito di Oregina in Rete e
del Suo Presidente Enrico Pagliuolo ed ha
visitato il quartiere coadiuvato dall’Assessore Fabio Grubesich e tecnici Municipali per
prendere visione delle numerose emergenze
che vengono denunciate dagli abitanti.
La presenza di un nutrito gruppo di persone ha incuriosito i cittadini che a più
riprese hanno fatto domande segnalando
nuovi problemi o suggerendo le soluzioni
per quelli vecchi ed irrisolti. Tema caldo la
manutenzione del verde pubblico, dal taglio
delle alberature alla cura dei giardini pubblici e delle scarpate fra gli assi viari a cui
ha fatto seguito la richiesta di inserimento
degli interventi nel piano triennale del Municipio. Grande attenzione, è stata richiesta,
alla manutenzione delle strade deturpate dai
continui lavori delle “grandi utenze” che non
riprogrammano gli interventi di ripristino,
come in Via Giusso ove al centro carreggiata è presente un profondo solco. Gli abitanti
hanno chiesto di rimediare alla mancanza
di una segnaletica orizzontale consunta dal
tempo, di implementare la presenza di specchi parabolici nelle curve ed agli incroci.
Anche gli interventi ai percorsi pedonali,
marciapiedi e creuze, sono stati sollecitati
dagli astanti di particolare interesse il tratto
lato valle di Via della Cella sia nella parte alta
dove marciapiede e manto stradale sono ormai complanari sia la parte alberata dove è
stato proposto, oltre all’argomento della strada già oggetto di progettazione da parte dello
staff dell’allora assessore Farello, la possibilità
di destinare una porzione fra le alberature a
posti auto, assicurando il percorso pedonale
in frangia al muretto parapetto. La visita al
Mercato di Oregina ha permesso il confronto
con la realtà commerciale del quartiere fatta
di grandi sacrifici per mantenere il presidio
ed il posto di lavoro. Analogamente anche i
commercianti di Via Carbone hanno espresso le loro difficoltà nel proseguire il lavoro.
Il dialogo ha portato alla proposta di iniziare l’iter per la creazione del CIV (Centro
Integrato di Via) che possa permettere di diversificare l’offerta migliorando il servizio ai
clienti e contenendo i costi. La sicurezza nel
quartiere al centro delle ultime richieste dei
cittadini a causa di alcuni casi di scippo all’uscita dai negozi e furti in casa. E’ stato impegnato il Municipio di farsi parte diligente nei
confronti delle forze dell’ordine per una azione di sorveglianza e controllo del territorio.
Al termine della visita è stato rinnovato da
Oregina in rete l’invito ai rappresentanti del
Municipio che hanno con grande senso civico accettato di effettuare delle visite periodiche per cementare il rapporto fra istituzioni
e territorio e poter così verificare le risposte
alle richieste portate dai cittadini.

ualche giorno fa hanno dissequestrato le navi.
QA Taranto
Le indagini proseguono.
quella per i reati ambientali, a Milano

quella sulle presunte frodi fiscali.
Intanto aspettiamo il nuovo piano industriale per
capire meglio come andrà a finire.
A capo dell’azienda c’è Bondi, il commissario
straordinario chiamato dal governo per salvarla e
metterla in condizioni di produrre senza inquinare. Come succede nel resto d’Europa.
Quando entrai all’Ilva a Genova eravamo oltre
quattromila, un ciclo produttivo ancora integrale,
un centro direzionale tra i più grandi d’Italia, un
padrone pubblico. Era il 1990. Mi sembrava di
sognare, un posto sicuro, un salario alla fine del
mese, un lavoro interessante. Invece sono stati
decenni complicati, duri. L’azienda privatizzata, la
sede trasferita, una ristrutturazione del processo
produttivo che ha visto sparire le lavorazioni a
caldo, la crisi mondiale che ha picchiato durissimo sulla siderurgia, il disastro ambientale di
Taranto, una proprietà dileguata, in parte all’estero, in parte agli arresti domiciliari. Oggi siamo
meno della metà e siamo quasi tutti in contratto
di solidarietà. Eppure l’acciaio serve ancora, non
inquiniamo più perché quella parte di fabbrica è
stata demolita, abbiamo gli stessi problemi che
hanno i tanto temuti cinesi, ossia il costo delle
materie prime di cui anche loro sono sprovvisti,
e avremmo un mercato a disposizione per vivere
tranquilli nel medio termine, quello della latta, di
cui l’Italia è il più grande consumatore in Europa.
Ma succede che la latta l’importiamo dai nostri
vicini, i francesi e i tedeschi, da quelli che in questi anni hanno fatto gli investimenti, hanno impianti altamente produttivi e possono permettersi
salari molto più alti dei nostri, anche se le materie
prime le pagano care anche loro.
E’ a loro che abbiamo regalato il mercato, noi
unici produttori nazionali di questa fattispecie di
prodotto siderurgico.
E questo è accaduto perché non si è investito
nonostante gli ingenti profitti accumulati grazie
anche ai benefici della legge sull’amianto che ha
permesso all’Ilva di mandare a casa chi costava
tanto e di assumere manodopera giovane e a basso costo, con il risultato che il costo del lavoro per
tonnellata prodotta nella nostra azienda oggi è
più basso che vent’anni fa !!
In questi giorni leggo sui giornali di perquisizioni
della Guardia di Finanza nelle sede milanese.
Sono alla ricerca di prove, si parla di oltre due

Paolo Terrizzi, lavoratore Ilva

FotografiAmo Oregina

Concorso fotografico dedicato al quartiere di Oregina

regina in Rete organizza un concorso fotografiOfessionisti,
co tematico, riservato ai soli fotografi non proai lettori del periodico stampa “Oregina

InForma” e della pagina ufficiale Facebook “Oregina in Rete”.
Con scadenze periodiche, ad ogni uscita, verrà comunicato il tema, attorno al quale dovrà svilupparsi
il lavoro dei partecipanti, che potranno inviare i
loro scatti, in qualsiasi formato digitale, con preferenza jpg, alla massima risoluzione disponibile,
all’indirizzo e-mail sotto indicato.

La prima tornata del nostro concorso fotografico, ha ricevuto le immagini proposte da
diversi concorrenti.
Il tema era “Paesaggi di Oregina” e su questo bisogna subito dire che i lettori partivano
piuttosto avvantaggiati, data la consistenza
incredibile di viste e vedute che il nostro
quartiere, esteso anche fino alla zona del Righi e del Parco del Peralto, offre durante una
semplice passeggiata primaverile.
Ovviamente diverse le fotografie che privilegiavano la nostra Rotonda, il Belvedere Da
Passano, quale soggetto, ma anche panorami
diversi, spesso ciò che “si vede da Oregina”,
sono stati immortalati dagli scatti inviati.
La redazione di Oregina Informa, ha così
faticato parecchio a prendere la decisione
sulle immagini da premiare: un po’ perché
in realtà più che un concorso è un bel gioco,
che deve servire a tutti noi a far conoscere
meglio il nostro quartiere, ma anche perchè
le immagini erano davvero belle e, senza la
pretesa di essere professionisti, imbarazzava

A giudizio insindacabile della redazione di Oregina InForma, saranno
scelte tre immagini che verranno
pubblicate sul successivo numero
di “Oregina InForma” e sulla pagina ufficiale.
Tutte le immagini, saranno pubblicate in un album tematico sulla
pagina ufficiale “Oregina in Rete”.
Inviando le immagini, gli autori autorizzano la pubblicazione su carta
e web, sottointendendo che le stesse immagini non sono vincolate da
diritti d’autore e che chi le invia ne
detiene la proprietà esclusiva.
In calce alla e-mail contenente in allegato le immagini, dovranno essere indicati nome e cognome
dell’autore, indirizzo e-mail, numero telefonico
preferibilmente cellulare, breve descrizione dell’immagine o delle immagini proposte.
TEMA CONCORSO
CON TERMINE DI INVIO 20/02/2014
“IL NATALE DI OREGINA”
escluderne alcune e premiarne altre con la
pubblicazione sul giornale.
Abbiamo così deciso di scegliere le tre immagini che meglio rappresentavano tre punti di
vista differenti di osservazione dal quartiere:
La Rotonda, una vista verso la Lanterna ed
il ponente genovese, ed una vista a levante.
Questi i vincitori:
1° classificato
TOMASO MERELLO
2° classificato
ARIANNA TULIPIERO
3° classificato
CINZIA COSTELLA
Complimenti ai vincitori, e grazie a tutti i
partecipanti: inviate altre immagini, vincerete sicuramente!

2ª classificata, Arianna Tulipiero

Stefano Lanini

La foto vincitrice: “Balcone sulla città dalla riunda di Oregina” di Tomaso Merello
inviate i vostri scatti a questo indirizzo e-mail:

oregina-in-rete@googlegroups.com

La scuola: Istituto Comprensivo Lagaccio
Viaggio in uno degli Istituti scolastici fiore all’occhiello del nostro quartiere

alla collina al mare non si snoda solo il baciDComprensivo
no della valle del Lagaccio ma anche l’Istituto
Lagaccio con i suoi plessi di scuola

dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado. Si tratta di un presidio scolastico presente su
un territorio variegato, che in questi anni cerca di
mettersi al servizio dei bambini, delle famiglie e
aprirsi al quartiere dove è inserito. Seguendo queste
direttrici per il corrente anno scolastico varie sono
le offerte che i Docenti e il Dirigente Scolastico
hanno ideato.
Scuola e Alunni: per questa prima parte dell’anno
sono previste molteplici iniziative, soprattutto in
occasione del Natale o legate alle singole classi; ci
interessava però mettere a conoscenza chi ci legge
delle iniziative che, all’interno della programmazione didattica “tradizionale”, sono volte a promuovere
la crescita degli “alunni- cittadini” e che avranno
come filo conduttore la conoscenza della convenzione sui Diritti dei Bambini e delle Bambine,
con attività consone soprattutto nella giornata dei
Diritti, (20 novembre) e momenti di riflessione
nel “Giorno della Memoria”, (27 Gennaio). Inoltre
sarà “sperimentato” con attività in continuità tra i

Radio Rete Oregina
la web radio da ascoltare

www.radionomy.com/radioreteoregina

diversi ordini di scuola e i diversi plessi di tutto il
territorio un percorso di avvicinamento all’opera e
propedeutico alla visione di uno spettacolo al teatro
Carlo Felice.
Scuola e Famiglia: per promuovere la collaborazione tra le due agenzie educative primarie dei bambini, già da tempo ci si sforza di promuovere incontri
e attività che coinvolgano scuola e famiglie. Nel
mese di ottobre sono stati organizzati particolari
eventi: Giovedì 24 nel plesso Duca degli Abruzzi,
nell’ambito delle attività previste dal progetto “Inter…azione di zona” della Cooperativa S.A.B.A
onlus, che vede il nostro Istituto coinvolto per tutto
l’anno, si è tenuto un incontro con i genitori non
di madrelingua italiana, alla presenza del Dirigente
Scolastico, dei docenti e di mediatrici culturali di
lingua araba, cinese, spagnola per illustrare loro il
sistema scolastico italiano, la sua burocrazia scolastica e l’organizzazione dell’Istituto Comprensivo.
Giovedì 17, nell’ambito dell’iniziativa “Anch’io ho
qualcosa da dire”, organizzata da Telecom, il plesso M. Mazza dell’Istituto Comprensivo Lagaccio
ha ospitato una conferenza/dibattito avente come
obiettivo la tutela dei minori on-line. Sono inter-

3ª classificata, Cinzia Costella

venuti il Il dott. Monti (informatico di Telecom
Italia), la dott.ssa Bellucci (antropologa), il dott.
Massa (forensic examiner dell’Arma dei CC – quotidianamente impegnato nella lotta alla pedofilia e
pedopornografia), che ha dato indicazioni pratiche
sulle strategie da mettere in atto per tutelare adeguatamente i minori, e la prof.ssa Bassoli (avvocato
esperto nelle questioni legate all’uso del WEB, docente universitario a Genova, Milano e in Piemonte), che ha sottolineato quanto sia importante, oltre
ad evitare a priori “contatti” indesiderabili ai nostri
figli e renderli consapevoli dei rischi e capaci di difendersi da soli o chiedere aiuto quando ne percepiscono il bisogno. Infine Venerdì 25 si è costituito
il Comitato Genitori, l’organo che consente la partecipazione volontaria dei genitori con la finalità di
sostenere l’attività della Scuola, creando un collegamento tra Scuola e la più vasta comunità sociale
civile, tra genitori ed Organi Collegiali attraverso la
discussione, il dibattito e l’informazione. Non da
ultimo, per permettere alle famiglie di affrontare
con serenità l’iscrizione ai vari ordini di scuola , per
il prossimo mese si sono organizzate delle giornate
di apertura dei vari plessi, in cui si potrà visitare la
scuola, far svolgere ai futuri iscritti alcune attività
con gli insegnanti, dialogare e porre domande al
Dirigente Scolastico o ai suoi collaboratori; per la
prima volta anche coinvolgendo la scuola dell’In-

fanzia, secondo il seguente calendario degli Open
Day: Infanzia FUMAGALLI: lunedì 2/12; Infanzia
DON ACCIAI: mercoledì 4/12; Infanzia LAGACCIO: giovedì 12/12; Primaria DIECI DICEMBRE:
giovedì 5/12; Primaria MARIO MAZZA: martedì
3/12; Primaria DUCA degli ABRUZZI: martedì
10/12; Secondaria di primo grado MAZZA: sabato
14/12; Secondaria di primo grado DUCA degli ABBRUZZI : mercoledì 11/12
Scuola e Quartiere: l’apertura della scuola al quartiere diventa un momento importante per i nostri
bambini che in esso vivono, ne utilizzano le attrezzature, gli svaghi, così superando anche le difficoltà
logistiche e organizzative; a Febbraio, si proporrà
una sfilata di tutti i bambini dell’Istituto, per le
strade del quartiere, un po’ di allegria e chiassosa
partecipazione.
In conclusione, per questo nostro primo intervento
si sono promosse alcune delle attività programmate per l’anno scolastico, si ringrazia l’ “Associazione Oregina in Rete” per averci coinvolto e accolto
nel suo giornalino, rendendo partecipe anche chi
non è più in età scolare delle attività delle scuole
del quartiere, dando così importanza ai nostri
bambini/ragazzi che nel quartiere abitano, vivono
e saranno coloro i quali dovranno valorizzarlo e
farlo crescere.
Istituto Comprensivo Lagaccio

Lo sport

pagina 6

Oregina: Tournee in Polonia con la squadra Allievi un po' di storia...
Esperienza importante e faticosa per gli impegni
molto ravvicinati, che hanno trovato il culmine
con la visita ai campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau, dove il gruppo dei ragazzi
ha deposto la sciarpa con i colori della Nuova
Oregina ai piedi del muro tristemente famoso
per le fucilazioni, e quindi una testimonianza di
presenza presso la lapide del monumento della
memoria presso le rovine delle camere a gas.
Il lungo viaggio di ritorno in pullman, è stato
occasione di riflessione per tutti, e sicuramente

la società ha intenzione di programmare repliche di questa iniziativa nei prossimi anni, così
come è a progetto l’idea di ospitare a Genova gli
amici del K.S. Korona, deliziosi ospiti e simpaticissimi avversari, la cui storia sportiva, particolarmente, assomiglia molto a quella della società
genovese, da sempre pronta a dimostrare quanto
sia importante conoscere per comprendere.
L’appuntamento è con le prossime, folli iniziative della storica società di Oregina.
Fabio G. Mori

La squadra ad Auschwitz

La vittoria 2-0 contro il K.S. Korona il 6

la squadra insieme agli accompagnatori durante la visita alle Salt Mines di Wieliczkasono

U

n’idea che ha comportato oltre quattro mesi
di sforzo organizzativo, portato avanti con
entusiasmo e convinzione dalla società che ci ha
abituati a iniziative che hanno sempre saputo
unire lo sport e la socialità, l’agonismo con la
crescita culturale degli atleti, l’esperienza personale e quella del gruppo, da sempre ritenuto
fondamentale elemento educativo.
A giugno, la squadra di categoria Allievi, accompagnata dal proprio staff tecnico, composto
da mister Acquilino insieme al team manager
Mori e dal dirigente Carcione, insieme ad un

rappresentante della sezione A.N.P.I. Oregina, si
è recata a Cracovia, in Polonia, per una tournee
che ha avuto nel suo programma le amichevoli con le squadre di pari età del Nadwislan, del
Korona e del Wisla, formazione professionista ai
massimi livelli europei.
Una vittoria contro il Korona per due a zero e
due sconfitte, che hanno visto comunque ottime
prestazioni dei ragazzi di Oregina, ben ventisei
calciatori che si sono avvicendati sul campo tra
gol e festeggiamenti per i gemellaggi spontanei
nati con i ragazzi polacchi.

Finali Nazionali a Rimini per le ragazze del Volley

enza dubbio è stata una esperienza
SApparentemente
al di là di ogni aspettativa.
una trasferta complicata da gestire, invece, tutto è stato
perfetto.
Un gruppo eterogeneo che si è ben
amalgamato.
Accompagnatori, allenatori e dirigenti, si sono dimostrati all’altezza
della situazione dedicandosi completamente alle ragazze, con serietà
e simpatia. Un pensiero particolare
voglio dedicarlo alle atlete che sono
state splendide, dimostrando maturità e spirito di gruppo; alla loro prima
esperienza hanno socializzato e fatto
amicizia con squadre di altre città,
hanno vissuto un’ esperienza di gruppo importante e sicuramente ce ne
saranno molte altre ancora più grandi
nella loro carriera sportiva.
Già nel 2011 partecipammo alle finali di Rimini. Abbiamo trovato un’
organizzazione come sempre ottima,

non è facile gestire 82 squadre, 2500
atleti, organizzare i vari campionati di
categoria con risultati degli incontri
in tempo reale, senza dimenticare la
logistica. I nazionali di Rimini sono
una una realtà ormai consolidata, con
squadre partecipanti che provengono
da tutte le regioni ma soprattutto da
Piemonte e Toscana.
Noi siamo partiti con due gruppi, un
under 13 e le mie under 15.
Le piccoline dell’under 13 hanno avuto un po di difficoltà a rapportarsi
con le altre realtà sportive al di fuori
dell’ambito provinciale genovese ed
hanno sofferto pur comportandosi
comunque onorevolmente.
Le mie ragazze, verso le quali ho già
espresso un amore sincero per ognuna di loro, mi hanno stupito per la serietà con cui hanno affrontato questa
trasferta.
La determinazione nell’affrontare
squadre più forti e di altre città, ha
superato l’emozione della prima volta, la stanchezza fisica dovuta al caldo
snervante oltre i 30° e alla concentrazione degli incontri è stata superata
dalla voglia di vincere o comunque di
confrontarsi con le altre squadre ad
armi pari.
Ho visto le mie ragazze ridere, piangere per qualche infortunio, soffrire
ma sempre determinate.

Ho visto gesti tecnici eseguiti poche
volte in un anno di lavoro, soprattutto
ho visto la squadra soffrire ed aiutarsi
al momento opportuno.
Le ragazze della Nuova Oregina Under 16 sono state splendide e sono
sulla buona strada per continuare positivamente a praticare questo sport e
ricevere in cambio dei loro sacrifici,
tantissime soddisfazioni.
Hanno vissuto un’esperienza di so-

la nuova Prima Squadra alla ripresa della preparazione precampionato

riparte con un progetto importante
OPer laregina
ed ambizioso.
quarta stagione consecutiva presentiamo

una prima squadra nei campionati dilettanti
provinciali dando continuità ad un progetto,
nato quattro anni fa con l’intento di far scendere in campo i ragazzi maturati nella nostra
scuola calcio, integrandoli con l’esperienza cercata in alcuni ragazzi che allenavano le nostre
leve giovanili. Ragazzi della scuola calcio e allenatori assieme per divertire e crescere.
Già al primo campionato avevamo centrato
l’obiettivo della promozione in seconda catego-

ria, ma la difficile integrazione della rosa con
giocatori esterni ci ha costretto a retrocedere
nuovamente in terza categoria. La decisione
seguente è stata coraggiosa: affrontare la terza
categoria con una rosa giovane, tutti ragazzi
sotto ai 20 anni. Questo è stato il preludio della scelta di questa quarta stagione: una Prima
squadra con i giocatori provenienti soltanto dal
nostro settore giovanile.
Una rosa che conta una decina di giocatori già
presenti lo scorso anno, integrata con l’inserimento dei giovani provenienti da Juniores ed
Allievi ‘96.

po Gastaldi, bambini del quartiere di
Oregina, che fino ad allora giocavano
solo in strada. In poco tempo i due riescono a formare una squadra che raggruppa tre diverse leve, bambini del
1977, 1978, 1979. Nel 1989 si arriva
alla formazione di una squadra ‘79 che
disputa il Torneo “Tanganelli”, vincendolo. La società forma due squadre di
leva ‘79 e ‘81. La squadra ‘79 nel 1990
vince il campionato FIGC categoria
Pulcini, mentre la leva ‘81, si classifica
ai primi posti nel Tanganelli. Il lavoro
organizzativo procede, e si arriva così
a coprire tutte le leve giovanili dal ‘79
all’88.Aprile 1995, la società organizza
il primo Torneo Internazionale, con
squadre provenienti da Belgio, Polonia e Francia. Nell’aprile 1996, viene
organizzato il 2° Torneo Internazionale e la Nuova Oregina ‘79 vince
il campionato Provinciale Juniores.
Nell’aprile 1997, si arriva al 3° Torneo
Internazionale, con la partecipazione
di squadre di Belgio, Bosnia, Croazia,
Polonia, e della regione Sardegna.

Roberto De Zanchi

Più recentemente la tournee in Ecuador e Galapagos del giugno 2005 con
i ragazzini della categoria esordienti,
che ha toccato cinque città: Quito,
Guayaquil, Santa Cruz, Isabela ed
Alausi, per altrettante partita amichevoli contro squadre locali. Nel 2009
la squadra esordienti ‘96 conquista
la partecipazione al campionato re-

gionale di categoria e vince il Torneo
Trimarchi.
Nell’ottobre 2011 si inaugura il nuovo
Centro Sportivo Aldo Gastaldi, una
struttura all’avanguardia, che deve ritornare ad essere polmone sportivo
e sociale dell’intero quartiere, vero
punto di riferimento per tanti giovani
e tante famiglie e dove ha oggi sede la
segreteria della società,
Nello scorso mese di giugno infine,
nuova avventura internazionale con la
squadra Allievi che si reca in Polonia
per alcune amichevoli, il gemellaggio
con le società di Cracovia, e la visita
al campo di sterminio di Auschwitz
e Birkenau. Ma questo ve lo abbiamo
diffusamente raccontato nell’articolo
a fianco.
La storia continua...

una delle prime formazioni della società

la squadra Juniores di leva 1979

la tournee in Ecuador del 2005

la nuova sede del Centro A. Gastaldi

cializzazione di gruppo importante
per la loro formazione sportiva e la
Nuova Oregina Pallavolo cercherà di
ripetere ogni anno questa esperienza
con i vari gruppi che si avvicenderanno in futuro. Il nostro risultato è stato
un 3° posto in campo nazionale che fa
ben sperare per il futuro.
Grazie a tutte!

il settore volley
programma sportivo 2013/2014

stagione 2012-2013 si è appena
LLe aconclusa.
piccole dell’under 12 hanno parte-

La squadra under 15 alle finali nazionali di Rimini con Roberto De Zanchi e Giusy Abis

Il settore calcio agonistico
la prima squadra

el 1986, Michele Carle e Tullio
N
Gemelli, creano una società di
calcio, aggregando sul vecchio cam-

Anche la scelta dell’allenatore è stata presa in
linea con questa filosofia e la scelta è ricaduta
su una persona da anni nelle fila della società,
al debutto nel calcio dilettante: mister Pino Napoli è ritenuto il fulcro su cui basare la prosecuzione del progetto giovani della società.
Sarà coadiuvato da un secondo di grande esperienza quale Marco Porcella e da un preparatore atletico d’eccezione: Stefano Mussini, già
fisioterapista della società.
La gestione organizzativa della squadra è stata affidata a chi ha già lunga esperienza con i
Blues: il team manager Fabio Mori pronto ed
entusiasta a dare il massimo perché ogni meccanismo del team sia oliato e funzionante alla
perfezione.
La squadra ha iniziato la preparazione precampionato già dal 26 agosto, curando la ripresa
atletica con gli allenatori ed il preparatore prima di iniziare a saggiare il campo a partire dal
2 settembre, e quindi mettersi alla prova con i
primi incontri ufficiali, scendendo sul terreno
di gioco per la Coppa Liguria e poi il campionato.
Gli obiettivi sportivi della stagione sono ben
delineati: aggregazione delle varie componenti la squadra, divertimento e raggiungimento
dei risultati con il gioco, provando a scalare la
classifica del campionato di terza categoria per
guadagnare il diritto a disputare i playoff con
una squadra giovane, premiando la fidelizzazione alla nostra società, insistendo su valori
sportivi di correttezza e fair-play.
Le prime uscite stagionali di campionato, hanno fatto vedere buone cose ed anche il tanto lavoro da fare perché esperienza e tattica di gioco
siano di supporto alla freschezza atletica dei

ragazzi della squadra.
Alcune vittorie alternate ad alcuni risultati negativi, che per ora significano solo che il gruppo sta crescendo e maturando, e che il progetto
va seguito con l’attenzione che solo una società
come Nuova Oregina sa impiegare.
Un progetto pluriennale, indirizzato alla valorizzazione di un settore giovanile quanto mai
in fervida crescita, e una Prima Squadra che
possa essere stimolo e prospettiva per i tanti ragazzi che crescono sportivamente con noi, che
condividono la nostra filosofia e che godranno
di una nuova esperienza formativa e sportiva
con insegnanti ed educatori veramente di primo ordine.
In bocca al lupo a mister Napoli ed ai suoi ragazzi per una stagione ricca di soddisfazioni.

mister Napoli: progetto giovani

per informazioni sulla scuola calcio e sulla scuola volley telefonate alla segreteria 010 216588
oppure scrivete una e-mail a segreteria@nuovaoregina.net

www.nuovaoregina.net

cipato a questo campionato federale
per il primo anno in via sperimentale.
Il campionato Uisp under 12-13 si è
concluso con un ottimo secondo posto, quarto posto nell’under 14.
Il campionato Uisp under 16-18 si è
concluso invece con un terzo posto
che ha permesso di partecipare alle finali nazionali di Rimini, concluse con
un terzo posto in Coppa Italia.
Per quanto riguarda la prima squadra,
dopo essersi classificata per i play-off,
con determinazione e volontà, scontrandosi con squadre più forti e vincendo diversi incontri, nell’ultima fase
di campionato non è riuscita a concretizzare il gioco, sia per calo di tensione
dovuto alla stanchezza dato che il campionato è stato parecchio impegnativo,
sia per infortunio di diverse atlete, finendo il campionato in pochissime e,
facendo così sfumare le possibilità di
promozione in 1a divisione.
La stagione 2013/2014:
Corsi baby volley, super- mini volley,
con partecipazione ai vari raduni-giochi organizzati durante il corso dell’an-

no da “Oregina in movimento”.
Quest’anno l’attività pallavolistica di
livello superiore vedrà la partecipazione del settore femminile ai campionati
giovanili federali Under 13, ai campionati Uisp under 16-18, con obbiettivo
finale la qualificazione per i Campionati Nazionali che si svolgono a Rimini
intorno ai primi di luglio, a cui abbiamo partecipato quest’anno e nel 2011.
Inoltre la squadra Under 16 parteciperà anche al campionato CSI under 18.
La composizione della prima squadra
che debutterà nel campionato di 2a divisione con inizio il 17 di novembre,
quest’anno ha subito una rivoluzione
radicale.
Quasi tutti i componenti fanno parte
dell’under 16 dello scorso anno, una
grande scommessa sul loro futuro
pallavolistico, cimentarsi in un campionato di categoria superiore non è
impresa semplice soprattutto per l’impatto emozionale a cui saranno sottoposte, ma la motivazione è molto alta
e le ragazze si stanno preparando con
volontà e sacrificio.
Obbiettivo finale , la salvezza e immagazzinare tanta esperienza.
Roberto De Zanchi

Rimini: il film

Lo sport

pagina 7

la juniores

i giovanissimi

S

quadra importantissima per qualsiasi
società, la Juniores è il vero e proprio
polmone per ogni Prima Squadra: la Asd
Nuova Oregina, anche qui, ha profondamente rinnovato la rosa, dando un larghissimo spazio ai giovani, e introducendo
parecchi elementi di leva 1997, da svariati
anni nelle file della società, a dar supporto
ad alcuni elementi di vero prestigio, tra cui
diversi giocatori ‘96 e una colonna vertebrale costituita da calciatori nati nel ‘95 e
nel ‘94. La guida della squadra, è stata affidata a due allenatori da anni affiancati,
che insieme hanno già più volte condotto
le squadre di categoria Allievi: Guglielmo
Acquilino che vanta grande esperienza
anche come preparatore atletico, e Mario
Pistoia, simpaticissimo ed incredibile motivatore sul campo e fuori dal campo.
Al loro fianco, visto il gran numero di ragazzi componenti la rosa, è stato chiamato
un allenatore emergente ed estremamente
competente: Massimiliano Gioffredi, lo
scorso anno protagonista con i Pulcini.
Dirigenti responsabili della squadra, sono
Piero Corallo e Giulio Fiorellino, altre due

vecchie conoscenze tra gli organizzatori
della società.
La squadra Juniores farà da trampolino di
lancio per tanti ragazzi, in vista della loro
introduzione nel calcio dilettantistico attraverso la strettissima collaborazione con
la Prima Squadra, ma ha già una propria
bella e solida identità, evidenziata già dalle
prime giornate di campionato, dove, dopo
un primo passo incerto, ha raggiunto punti e ottime prestazioni, coronate da alcune
belle vittorie, che fanno da viatico per una
stagione importante e significativa.

L

a categoria dei Giovanissimi riveste una
grande importanza nella vita di formazione sportiva dei giovani calciatori.
Usciti dal biennio degli esordienti, ed entrati anagraficamente in un’età delicata per
lo sviluppo psico-fisico e motorio, i ragazzi
abbandonano la “scuola calcio” ed entrano
nel mondo del calcio agonistico, sia pure
rapportato alla loro età. La Nuova Oregina,
investe alcune tra le migliori risorse umane
in fatto di tecnici, affidando il gruppo, alla
guida di allenatori giovani, ma già considerevolmente esperti e motivati: Guido Baldini, colonna portante degli anni d’oro della
società, coadiuvato da Andrea Giubertoni
e Luca Giumelli: uno staff che già lo scorso
anno ha tenuto le redini della squadra Giovanissimi, ora completamente rinnovata,
nei nuovi calciatori di leve 1999 e 2000, una
rosa numericamente contenuta, ma che vede
diversi elementi da molti anni nelle fila dei
Blues, insieme ad alcuni nuovi arrivi, indispensabili alla costruzione di un gruppo
solido ed affiatato, che quest’anno, affronterà
le sfide dei campionati del Centro Sportivo
Italiano, compreso il prestigioso Trofeo Da-

due anni. I ragazzi dopo aver lasciato le
piume dei Pulcini (3° anno) entrano infatti
nel mondo dei “grandi” e durante il primo
anno di esordienti iniziano ad impratichirsi
con il gioco dei professionisti con dispute a
9 calciatori che si trasformeranno in incontri

i pulcini

al campionato della federazione tre squadre:
una squadra a 11 giocatori (leva 2001), una
squadra a 9 giocatori (leva 2002) ed una
squadra a 7 (mista 2001/2002). Diego Grillo
(2002) e Marco Guelfo (2001), due dirigenti preparati e seri, cercano di tenere tutto in
ordine, guidando le squadre sui campi apparentemente enormi per dimensioni che fanno da scenario alle loro partite.

C

mente per il gruppo 2003 Simone Arveda
insieme a Luca Lazzaretti e Matteo Alfonsi,
diretti da Stefano Costa, e per il 2004, mister
Luca Meattini coadiuvato da Silvio Orozco
e Osvaldo Garofalo, e ben orchestrati da un
organizzatore superlativo quale il mitico Riccardo Alfonsi.

A

vvicinarsi allo sport e in particolare al
calcio, per i bambini molto piccoli, quali
quelli nati dal 2006 al 2008, è un’esperienza
importante, ed è fondamentale che essi trovino ad accoglierli persone, in grado di essere
educatori pazienti ed estremamente competenti. Asd Nuova Oregina, da anni, ha formato un team tecnico dedicato all’inserimento
delle leve più giovani, formato da insegnanti
estremamente esperti e dediti ad un continuo aggiornamento tecnico e pedagogico.
Seguendo il principio di evitare per i piccolissimi il confronto agonistico per favorire la
comprensione graduale della competizione,
solo la leva più “anziana” dei Piccoli Amici,
quella dei 2006, disputa un torneo ufficiale

Prima squadra volley:
- allenatore: Guido Castagnoli
Under 16/18 volley
- allenatore: Roberto de Zanchi
Under 12/13 volley
- allenatore: Nicolò De Salvo
Mini Volley
- allenatore: Erika Ricci
Baby Volley
- allenatore: Dominga Russo

- Presidente: Mario Chiaramonte
- Vice Presidente: Attilio Roncallo
- Segretario: Michele Carle
- Comunicazione: Fabio G. Mori
- D.S. settore calcio: Tullio Gemelli
- D.S. settore volley: Umberto Ricci
- Direttore tecnico volley: Giusi Abis
- Medico sociale: dott. Raffaella Accardo
Prima squadra calcio:
- allenatori: Pino Napoli, Marco Porcella
- preparatore atletico: Stefano Mussini
- preparatore portieri: Riccardo Alfonsi
- team manager: Fabio Mori
Squadra Juniores
- allenatori: Guglielmo Acquilino, Mario Pistoia, Massimiliano Gioffredi
- dirigenti: Piero Corallo, Giulio Fiorellino

i piccoli amici

ategoria importantissima e base fondamentale della scuola calcio, è quella dei
Pulcini, suddivisi quest’anno nelle squadre
delle due leve 2003 e 2004: la prima conta
una squadra che compete ai tornei a sette
giocatori del Settore Giovanile e Scolastico
FIGC, ed una seconda squadra che milita nei campionati organizzati dal Centro
Sportivo Italiano, sempre a sette giocatori,
e mista con alcuni 2002; la leva 2004 gioca invece con due squadre a sei giocatori
nei tornei ufficiali FIGC. Un gran numero
di squadre, per permettere a tutti di poter giocare e divertirsi imparando il calcio.
Le squadre Pulcini sono allenate da tecnici
giovani, motivati e preparati, rispettiva-

Piccoli Amici 2007/2008:
- allenatori; Ermanno Priarone, Michael
Amore

L

gli esordienti
a 11 calciatori l’anno successivo (esordienti
2° anno). La squadra di leva 2002 guidata
dai mister Antonio Pedron ed Enzo Verduci
conta 20 atleti, mentre mister Antonio Donati insieme a mister Picca sono impegnati
sulla leva 2001 con 23 elementi.
Per dar modo a tutti i ragazzi di giocare senza dover rimanere a casa ad aspettare il proprio turno di convocazione sono state iscritte

Piccoli Amici 2006:
- allenatori: Jorge Vargas, Antonio Girone
- dirigenti: Mario Murgich

’attività di una società sportiva non sarebbe possibile senza la collaborazione di
molte persone, dal direttivo ai singoli staff
tecnici, ai collaboratori per le varie funzioni
indispensabili al funzionamento del complicato meccanismo organizzativo.
Nella nostra società ogni funzione collaborativa è svolta come volontariato.
Per la stagione sportiva 2013/2014, A.s.d.
Nuova Oregina sarà così strutturata:

la scuola calcio di A.s.d. Nuova Oregina
a categoria degli Esordienti è costituiLpercorso
ta quest’anno dalle leve 2002 e 2001. Il
all’interno di questa classe dura

Piccoli Amici 2005:
- allenatori: Vincenzo Mastrandrea,
Luca Napoli
- dirigenti: Mariella Curto

none, competizione a livello nazionale, che
da diversi anni vede la partecipazione delle
squadre di Oregina. La direzione organizzativa di squadra e staff tecnica, spetta ad una
graditissima new entry, Raimondo Gazza,
che inizia la sua collaborazione con la società, dopo aver dedicato diversi anni all’organizzazione del Torneo Ravano per le scuole
del quartiere, ed in particolare della scuola
Spinola. Un complesso di entusiasmo, che
non potrà che fare bene, e preparare un solido gruppo per l’ingresso nelle categorie più
difficili del calcio giovanile.

Figc, a cinque giocatori. I responsabili tecnici
della categoria, sono Jorge Vargas, insieme a
Tonino Girone per i 2006, coadiuvati da Mario Murgich, ed una pietra miliare dell’insegnamento del gioco del calcio ai più piccini,
Ermano Priarone, assieme ad un giovane
allievo, Michael Amore, che si dedicano ai
“microbi” 2005.

Squadra Giovanissimi:
- allenatori: Guido Baldini, Andrea
Giubertoni, Luca Giumelli
- dirigenti: Raimondo Gazza
Squadra Esordienti:
- allenatori: Antonio Donati, Antonio
Pedron, Maurizio Picca, Enzo Verduci
- dirigenti: Diego Grillo, Marco Guelfo
Squadra Pulcini 2003:
- allenatori: Simone Arveda, Luca Lazzaretti, Matteo Alfonsi
- dirigenti: Stefano Costa
Squadra Pulcini 2004:
- allenatori: Luca Meattini, Anton Silvio Orozco, Osvaldo Garofalo
- dirigenti: Riccardo Alfonsi

Il 20 novembre si è conclusa la mostra fotografica “I ragazzi di Auschwitz” tenutasi al Chiostro
di Santa Fede: un grande successo di pubblico,
in particolare di giovani, che ha convinto gli
organizzatori a replicare l’evento in altre sedi
istituzionali e nelle scuole.
Presto il programma relativo ai prossimi appuntamenti con un percorso fotografico relativo
all’importante iniziativa di Asd Nuova Oregina.

visitate il nostro sito web: w w w . n u o v a o r e g i n a . n e t

Lo sport nel quartiere di Oregina Lo sport dello Sci Club Oregina
Tante realtà che operano nelle poche strutture disponibili

La struttura del PalaOregina con le due palestre e l’Anfiteatro

dove sia possibile svolgere attiUcittadininvitàquartiere
sportive e dove a svolgere le stesse siano
giovani e meno giovani, diversificando

gli ambiti e le discipline proposte, sembra già
da questo un quartiere più vivo e sano nelle sue
componenti: offerta di strutture ricettive adatte
allo sport, e richiesta delle stesse e di associazioni,
circoli sportivi, volontari che si impegnino ad aiutare chi intende praticare sport a farlo, in sicurezza
e comodità logistica. Oregina non è solo calcio e
volley, ma vive anche di altre disipline, rivolte in
questo caso ai più giovani, e proposte da Associazioni quali la Asd Polisportiva Santa Caterina,
meglio nota da tutti come SCAT, che ha sede in
via Sapri, ma svolge gran parte della sua attività
non solo presso la palestra sociale adiacente al’omonima chiesa di S. Caterina, dalla quale prende
il nome, ma anche all’interno delle palestre della
struttura ex-Isef di Passo Costanzi, il PalaOregina, splendido esempio di intervento dell’associazionismo in collaborazione con le istituzioni, con
la gestione del complesso affidata ad “Oregina in
Movimento”. Qui, la SCAT, porta i suoi iscritti sotto canestro: la società, infatti, si occupa di Basket
ad ottimo livello, ma non soltanto. Ceduti infatti
i diritti della Pallavolo Maschile all’Albaro Volley,
l’impegno della Polisportiva si concentra quest’anno sul settore basket, fornendo inoltre un servizio
al quartiere organizzando corsi di Avviamento
all’Attività motoria per bambini in età prescolare
e corsi di ginnastica dolce. Si diceva del settore Ba-

sket, ovvero il Centro Mini Basket presso la storica
sede di Via Sapri, e la Scuola Basket Giovanile che
usufruisce anche del PalaOregina con la squadra
seniores che affronterà il Campionato Italiano
Promozione Maschile, giocando le partite casalinghe “all’estero”, ovvero presso il Crocera Stadium
di Sampierdarena.
Usando terminologie aziendali, la formazione è
il core business della Polisportiva. Il Centro Mini
Basket e la Scuola Basket sono i due punti fondamentali su cui si basa l’attività della SCAT. In special modo il primo, con i suoi quasi 100 iscritti, è il
fiore all’occhiello di una società che agisce in uno
sport secondario, rispetto al più gettonato calcio,
e con un bacino d’utenza principalmente imperniato nel triangolo Lagaccio-Oregina-Castelletto.
Come ogni anno, gli obbiettivi della Polisportiva
non sono soltanto di carattere sportivo.
Accesso allo sport al maggior numero di famiglie
e l’insegnamento di valori sportivi, sono complementari alla singola vittoria, puntando a far risultare la Polisportiva non solo un importante centro
sportivo, ma anche un importante centro educazionale nel panorama municipale.
Questi quindi gli impegni dei giovani cestisti
SCAT:
Pulcini (2006/2007),
Aquilotti (2003/2004/2005):
due allenamenti settimanali in Via Sapri.
Esordienti (2002),
Under14 (2000/2001),

Under17 (1997/1998/1999):
due allenamenti settimanali al PalaOregina.
Inoltre, nel difficile mondo del reclutamento alla
pallacanestro, SCAT collabora con la società CAP
Genova e con la NBA New Basket A-Zena, prestando rispettivamente giocatori e giocatrici per
i campionati elité organizzati dalla FederBasket.
Un riferimento per chi volesse indirizzare la propria attenzione o quella dei propri figli verso il Basket, è quindi sicuramente la polisportiva SCAT,
che è raggiungibile in orario di segreteria, al numero 010 218325, oppure direttamente nella sua
sede storica di via Sapri 11 cancello.
E’ da sottolineare, che il PalaOregina gestito dalla
rete Oregina in Movimento, con le sue due palestre e i tanti locali interni che attualmente occupano anche una sala prove musicali, è, con il suo
anfiteatro, diventato negli ultimi anni un vero
punto di riferimento per tanti, anche per le attività di sport “minori”, organizzati in corsi grazie
all’associazione Do.Re., che qui ha la sua sede, ma
ancora, nel quartiere, tante altre associazioni, molte delle quali legate ad Oregina in Rete, offrono
possibilità di fare sport, dagli Amici della Riunda,
allo Sci Club, al Circolo Pasubio, fornito tra l’altro,
così come il Circolo Pensionati Oregina, di splendidi campi da bocce, attività che vede impegnati
moltissimi “giovani di qualche anno fa”, ma anche
giovani di adesso.
Il Centro Sportivo Aldo Gastaldi, con il suo campo da calcio a sette ed il campo da calcetto a cin-

que, sede principale della Asd Nuova Oregina, è
il fulcro dell’attività di diverse centinaia di giovani
e giovanissimi calciatori del quartiere: un polo
sportivo che da sempre rappresenta l’essenza stessa
della socializzazione e dell’educazione sportiva per
le generazioni più giovani di Oregina, e che, dopo
la faticosa ristrutturazione degli ultimi anni, deve
tornare ad essere un Centro Sportivo d’eccellenza,
a servizio dei cittadini, del quartiere e di tutti coloro che, aperti alla buona volontà di fare, promuovono iniziative volte alla socializzazione ed alla
migliore vivibilità all’interno del nostro territorio.
Conoscere ognuna di queste realtà, che regalano
benessere e fanno stare bene insieme tante persone, sarà compito dei prossimi numeri del nostro
giornale, nei quali andremo a visitare le associazioni che si occupano di sport, incontreremo chi
impegna il suo tempo nel volontariato a favore di
queste, ed ascolteremo anche la voce di chi usufruisce dei servizi offerti dalle associazioni sportive,
che spesso coabitano utilizzando le stesse, poche
strutture disponibili, con grande sacrificio di temo
e denaro per mantenerle agibili e decorose.
Ricordando sempre infatti, che molti spazi di proprietà pubblica, sarebbero inuttilizzati e destinati
spesso al degrado, se non vi fossero l’impegno
costante e l’entusiasmo delle associazioni, fortunatamente qui, sul nostro territorio, estremamente
vive ed operose.
Christian Valenti
Fabio G. Mori

Iniziative e corsi stagione 2014

i forniamo una serie di iniziative dello
V
Sci Club Oregina che interessano il nostro quartiere.

La quota di adesione al Club per l’anno 2014
sarà di € 15,00 con l’aggiunta eventuale della
tessera ENDAS di € 7,00 circa.
Come per gli anni precedenti organizziamo
corsi di ginnastica.
Si svolgeranno nei giorni Lunedì e Giovedì
dalle 19 alle 20 e al mattinoLunedì e Venerdì
dalle 10,45 alle 11,45.
Coloro che volessero iscriversi possono rivolgersi alla Segreteria della nostra Sede nei
giorni mercoledi e giovedi dalle 17 alle 19 e
sabato dalle 17 alle 24.
Dall’ 11/12 al 15 dicembre si svolge tradizionalmente l’apertura della stagione sciistica.
Quest’anno si svolgerà presso l’Hotel Monte
Triplex di Sportinia (Salice d’Ulzio)
La quota pro-capite per ½ pensione, comprensiva di ski-pass 4 giorni (domenica mattina compresa), sarà di € 320,00 e di € 230,00
per coloro che non sciano.
L’importo comprende viaggio in pullman
A/R e mance al personale.
I bambini da 0 a 2 anni compiuti sono gratis,
da 2 a 6 anni pagano 50 € e da 6 a 11 anni
pagano 140 Euro escluso ski-pass.
Prenotazioni presso laSegreteria del Club.
ESCURSIONI
Queste le gite organizzate, interessanti sotto
il profilo paesaggistico e adatte anche ai non
camminatori.
SABATO 26 OTTOBRE
MONTE ANTOLA (mt. 1597)
ORE 8.30 PARTENZA DA PIAZZALE STAGLIENO CAPOLINEA BUS

I campi da bocce del Circolo Pasubio in salita Oregina

SABATO 9 NOVEMBRE
ACQUEDOTTO GENOVESE
ORE 8.30 PARTENZA DA PIAZZALE STAGLIENO CAPOLINEA BUS
SABATO 23 NOVEMBRE
MONTE ZATTA (mt. 1355)
ORE 8.00 PARTENZA DA PIAZZALE STAGLIENO CAPOLINEA BUS
SABATO 07 DICEMBRE
FORTE RATTI (MT. 577)
ORE 8.00 PARTENZA DA STAZIONE BRIGNOLE CON AUTOBUS DI LINEA PER
CAMANDOLI
Si informano gli interessati che dovranno
comunicare la loro partecipazione entro il
giovedì sera che precede la gita contattando
i soci:
Giorgio Vivenzio 3397736156
Pino Casini 333.3403869
Colazione al sacco – viaggio con mezzi propri – scarpe da trekking (possibilmente con
suole in Vibram).
La settimana bianca si farà a Campo Carlomagno (Madonna di Campiglio), presso
Hotel “il Catturanino” nella settimana da
Domenica 23/02 a Domenica 2/03/2014.
La quota pro-capite per pensione completa,
escluso ski-pass, sarà di € 550,00.
L’importo comprende viaggio in pullman
A/R e mance al personale.
I bambini da 0 a 8 anni non compiuti sono
gratis, da 8 a 12 anni n.c. pagano 460 € e oltre
12 pagano 500 € .
Prenotazioni presso la Segreteria del Club.

pagina 8

Gli eventi

Oregina
sotto
l'albero
Le associazioni del quartiere organizzano gli Eventi dell’inverno 2013/2014
Oregina Informa augura
a tutti i lettori
Buon Natale e ...
Felice Anno Nuovo.

5 Dicembre

Torneo di Burraco (A.N.C.R. Pasubio) dalle 15.30

salita Oregina, 46
11 Dicembre

Torneo di Cirulla (associazione Do.Re.) dalle 15 alle 19
PalaOregina, passo Costanzi, 4
12 Dicembre

Torneo di Cirulla (A.N.C.R. Pasubio) dalle 15.30
salita Oregina, 46
13 Dicembre

Torneo di Calciobalilla (associazione Do.Re.) dalle 15 alle 19

PalaOregina, Passo Costanzi, 4
14 Dicembre

Babbo Natale nelle Scuole

(Amici della Riunda) fino al 21 dicembre

Arrivederci con il prossimo numero di febbraio !

14 Dicembre - 12 Gennaio

Installazione, decoro e presidio Albero di Natale
in via Carbone (associazione S.M.S. L. Traverso)
e sulla Rotonda (associazione Sci Club)
14 Dicembre

Giochi, spettacoli e Gastronomia
un calendario ricchissimo di appuntamenti

Q

Gare di Biliardo (associazione Club Cacciatori)

via Mura delle Chiappe, 44 rosso
15 Dicembre

Gare di Biliardo (associazione Club Cacciatori)
via Mura delle Chiappe, 44 rosso
15 Dicembre

Mostra dei Presepi (N.S. Loreto) fino al 12 gennaio

piazza Oregina
15 Dicembre

Gare di Biliardo (associazione Club Cacciatori)
via Mura delle Chiappe, 44 rosso
17 Dicembre

Porte aperte all’Osservatorio e al Planetario

(associazione Club Cacciatori) via Mura d. Chiappe, dalle 15 alle 19
18 Dicembre

Torneo di Burraco (associazione Do.Re.) dalle 15 alle 19
PalaOregina, passo Costanzi, 4
20 Dicembre

Performance Ballo Bimbi (associazione Do.Re.) dalle 15 alle 19
PalaOregina, passo Costanzi, 4
20 Dicembre

Aperitivo con sangria, musica, artigianato

(associazioni Club Pensionati e Nuova Lina Volonghi) dalle 19
via Paolo Della Cella, 15 nero
21 Dicembre

Vin Brulé e dolcetti sotto l’albero con il Coro Candido Giusso
(associazione S.M.S. L. Traverso) dalle 16
21 Dicembre

Grande Festa di Natale (A.s.d. Nuova Oregina) dalle 20.30
Spettacolo e lotteria
PalaOregina, passo Costanzi, 4
31 Dicembre

Cenone di Capodanno (associazione Club Pensionati) dalle 20
via Paolo Della Cella, 15 nero
5 Gennaio

Arrivo dei Re Magi

(associazioni A.N.C.R. Pasubio e N.S. Loreto) dalle 15.30
animazione in compagnia di Alessio Morando
salita Oregina, 46
6 Gennaio

Enzo Paci e Andrea Bottesini

uest’anno sono veramente tanti gli eventi che Oregina in Rete organizzerà in occasione della stagione Invernale e delle Feste
di Natale: un impegno importante che vogliamo prendere con i cittadini, con gli amici e con le istituzioni, con le quali abbiamo
avviato un valido percorso di collaborazione
per una migliore vivibilità del territorio.
A questi eventi vi aspettiamo numerosi ed
entusiasti, sperando di contribuire a portare
un pizzico di felicità in più nelle strade del
nostro quartiere, nelle scuole e nelle case di
ognuno di voi.

Una festa per il Quartiere
La Scuola per l’Infanzia M. Bondi all’Anfiteatro

ottobre scorso, si è svolta la ormai storica Festa dell’Accoglienza-Castagnata , organizzata dalla Scuola InfanILalzia26ScuolaComunale
“ Maria Bondi “ di passo Costanzi 12.
pone, alla base di questa manifestazione, l’importante ruolo di partecipazione, collaborazione e comu-

nicazione che si istaura tra il personale e le famiglie. Ecco perché, festa dell’accoglienza, rivolta alle famiglie nuove,
ai “vecchi” iscritti, a tutti gli ex che partecipano sempre con grande entusiasmo e forse un pizzico di nostalgia, e a
tutte le persone del quartiere che attirati dalla musica a dal profumo delle castagne giungono nell’arena incuriositi
e divertiti.
Si inizia con la raccolta delle castagne, una settimana prima dell’ evento, dove quest’anno numerose famiglie hanno
organizzato una gita domenicale nei boschi di Frabosa, riuscendo a portare a scuola ben 90 kg di buonissime castagne, che poi sono state tagliate a scuola dalle mani svelte, volenterose e capaci di mamme e nonni.
Inoltre, sempre con l’aiuto dei genitori si è provveduto al confezionamento di pacchi, destinati alla lotteria “ Di
Pacco in Pacco”.
Ed eccoci al giorno della Festa: i papà “fuochisti” accendono la legna dei bidoni per la cottura, regalo delle famiglie
dei bimbi del 2007 e al ritmo del tormentone “Cosa c’è nella padella …”, le castagne cominciano a saltellare e cuocere, per poi essere distribuite dentro a conici cartocci; si anima il ricco buffet simpaticamente servito dalle mamme
e golosamente offerto da tutte le famiglie che si sono prestate al confezionamento di torte dolci e salate, biscotti,
formaggi, grissini, pizza, il tutto annaffiato da buon vino e bibite per i bambini, offerti dalla Scuola.
Intanto nell’arena, l’animazione si accende con una coinvolgente Baby Dance per grandi e piccini, l’ingresso ed
esibizione del corpo della “ Banda Bondi BU “, composta dai 25 bambini di 5 anni che si esibiscono con voce e strumenti sulle note dell’Inno Rap, inno alla Scuola, si continua con la parata d’apertura al Palio, dove in testa sfilano
il Re e la Regina, in costume d’epoca, i paggi, i tre fantini che rappresentano le tre sezioni della scuola, con i loro
mantelli e cavalli di legno, gli sbandieratori e i bambini accompagnati dal personale della scuola.
Le tre sezioni Girasoli, Margherite e Fucsia diventano per un giorno, le contrade di un Palio e con slogan di incitamento, caricano di gioia e grinta il proprio fantino che si appresta a intraprendere una corsa ad ostacoli di 7
giri e mezzo dell’arena, tagliando il traguardo con il proprio cavallo di legno! In Palio, la vincita dello stendardo
rappresentante il logo della scuola, che sarà custodito all’interno della contrada/sezione vincitrice fino all’ edizione
successiva. Incredibile il numeroso e goliardico tifo dalle gradinate !!
Complimenti ai vincitori, ma quel che conta è che la festa organizzata dalla Bondi abbia raggiunto il suo obiettivo:
trascorrere una giornata insieme sotto il segno del divertimento, la fiducia, la “passione per …”, e l’ amicizia !
Lo Staff

Divertirsi e stare bene
con le Do.Re.

L’associazione Do.Re. Donne
Oregina, anche quest’anno ha
rinnovato il suo impegno, che
come negli anni scorsi, è rivolto a tutte le “donne” che vogliono trascorrere qualche ora
piacevole di aggregazione e divertimento, senza dimenticare
la forma fisica e lo sport.
A tale proposito, conferma
le ormai consolidate attività:
Zumba (mattino e sera), Ballo di Gruppo (al pomeriggio),
Ballo Bambini (venerdì), Ginnastica Dolce (la mattina).
Naturalmente, vengono proposti i pomeriggi di Cirulla o
Burraco al mercoledì e le consuete feste per la merenda insieme.
Invitiamo tutte a venirci a trovare presso la nostra sede di
Passo Costanzi, 4, presso l’exIsef, oppure a chiamare in orario pomeridiano la nostra segreteria per ogni informazione
allo 010 2729979.

(il dieci dicembre...segue dalla prima)

con sede in via Balbi presso il Collegio dei gesuiti. Tutti i genovesi dovevano impugnare le armi
contro il nemico al primo rintocco della campana
a martello. Preti e frati mescolati col popolo, col
Crocifisso in una mano, e lo schioppo nell’altra, si
precipitarono ove più terribile era la mischia e si
fecero animatori di guerra come ogni altro combattente. La battaglia continuava terribile. Dalle
vie Balbi, di Prè e da quella di Sottoriva, da Pietraminuta e dal monte Galletto, dal Castellaccio,
dalla Darsena e da Oregina, i Genovesi fecero una
lotta a oltranza, e fecero piovere tale fitta tempesta di palle e mitraglia, mentre si sparava da tutte
le finestre assordando l’aria colle grida di «Viva
Maria! Viva Genova! viva la libertà!» tanto che l’odiato nemico si diede a precipitosa fuga, lasciando
in potere del popolo le posizioni di piazza Acqua
Verde e della Porta di San Tomaso, e molti morti,
feriti e prigionieri. I soldati tedeschi che si trovavano schierati nella piazza Doria s’affaticarono in-

I corsi degli
Amici della Riunda

A partire dal mese di Gennaio 2014,
saranno aperti i nuovi corsi organizzati dagli Amici della Riunda.
Questo il programma:
Corso di memoria: esercizi e abilità
da apprendere per l’invecchiamento
attivo; 8 incontri, il lunedì mattina, a
partire da gennaio.
Corsi di Pensiero Positivo: 8 incontri
per attivare il proprio modo di pensare per migliorare la qualità di vita;
si terrà il mercoledì mattina, a partire
da Gennaio.
Corso di rilassamento: 8 incontri per
imparare ad affrontare stress e fatica
con semplici esercizi di rilassamento
(spunti dal Training Autogeno e dal
Rilassamento muscolare progressivo); si terrà il venerdì mattina, a partire da gennaio.
I corsi saranno tenuti da Maddalena.
Per informazioni e prenotazioni telefona al 3405439573.
La sede dei corsi sarà in Via Casaccia
31 cancello
Ti aspettiamo !!!

vano di resistere alla piena che contro di loro si
riversava. Il popolo, uscito fuori vittorioso dalla
conquistata porta, coi cannoni a scaglia, coi fucili, coi sassi terribilmente li inseguiva senza tregua. Da Oregina e da San Rocco, quale torrente,
calò giù una furia di armati popolani.
E Genova fu libera.
Quest’anno rivivremo per un momento
quell’atmosfera, rivedremo i protagonisti della
storia, il Marchese Botta Adorno, i Magnifici
Agostino Lomellini e Marcello Durazzo con i
loro roboni neri e il collare, il doge Gio Francesco Brignole Sale che vestiva lo zimarrone
di damasco rosso sopra una veste dello stesso
colore e una vastissima parrucca quadrata e
padre Candido Giusso e...il popolo genovese.
Tutto a cura dell’Associazione culturale Arte
in Palco con la collaborazione di Oregina in
Rete.
Arrivederci a tutti il 10 dicembre sul sagrato
del Santuario di Nostra Signora di Loreto.
Cypriano Donnarumma

Il Club Pensionati Oregina in gita a Montecarlo

Festa della Befana (associazione Club Pensionati) dalle 15
con le canzoni di Silvio Fiorillo
via Paolo Della Cella, 15 nero
11 Gennaio

Teatro Cabaret con Enzo Paci e Andrea Bottesini

PalaOregina di via Costanzi, 4 (Oregina in Rete) dalle 18
A SEGUIRE CENA (prenotazione cena posti limitati 3484522079)
presso gli Amici della Riunda in Via Casaccia 31 cancello
12 Gennaio

Il Concorso canoro

(associazioni A.N.C.R. Pasubio e Amici della Riunda) dalle 15.30
salita Oregina, 46
19 Gennaio

Festa Finale e Premiazione Presepi (N.S. Loreto) dalle 15
piazza Oregina

Il Palio della Scuola per
l’Infanzia M. Bondi che si
è svolto nell’Anfiteatro del
PalaOregina

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