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Tesi di Laurea Alessio Costanzo Architetto .pdf



Nome del file originale: Tesi di Laurea_Alessio Costanzo Architetto.pdf
Titolo: Tesi-Relazione
Autore: Alessio

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Università degli Studi di Genova
Facoltà di Architettura
a.a. 1998/99

Tesi di Laurea:

Area ex-Bocciardo : un’occasione per
indagare le possibilità dello spazio pubblico

Relatore

: prof.arch. G. Campodonico

Correlatore : dott.arch. P. Crema
Candidato

: A. Costanzo

INDICE
PARTE I: L’AREA EX-BOCCIARDO
Evoluzione e demolizione di una fabbrica
P.R.G. 1997: Norme d’attuazione

1
6

PARTE II: IL CASO BARCELLONA
Prospettive dell’esperienza catalana
Gli elementi dello spazio pubblico

10
13

PARTE III: LA PROPOSTA PROGETTUALE
Le linee della ricerca
La scuola Firpo : “la testa” e “la coda”
Le forme della smaterializzazione
La loggia coperta

18
23
28
32

BIBLIOGRAFIA

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FONTI CARTOGRAFICHE

35

INDICE DELLE FIGURE

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Facoltà di Architettura

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PARTE I: AREA EX-BOCCIARDO
Evoluzione e demolizione di una fabbrica
La Conceria Bocciardo sorse nel 1861 per opera di Sebastiano Bocciardo,
sulla riva destra del Bisagno in zona Marassi alla periferia, almeno allora,
della città.
Intorno agli anni ’20, dopo il primo conflitto mondiale, la fabbrica conobbe ulteriore sviluppo testimoniato dalla realizzazione di un nuovo grande fabbricato a sette piani, per far fronte all’incremento di produzione.
Con la seconda guerra mondiale, lo stabilimento continuò in misura ridotta la
propria attività per permettere il mantenimento dei posti di lavoro che erano
di gran lunga superiori alle necessità del momento.

1-Veduta aerea dello stabilimento nel 1929

2-Veduta generale dello stabilimento

Candidato: Alessio Costanzo

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Negli anni ’70 la fabbrica decise il trasferimento al Giro del Fullo ed una prima parte del fabbricato, abbandonato e ormai in disuso, venne acquistato
dalla Provincia di Genova che rilevò in parte la proprietà comunale
dell’area.
Il programma funzionale della Provincia prevedeva, per l’area acquisita, la
realizzazione di una nuova sede per l’Istituto Turistico Firpo ed era già
programmata la possibilità di ottenere la restante parte dell’area in concessione per la definizione di un Polo scolastico.

3-Veduta dello stabilimento prima della demolizione (da Il Lavoro, 30 Agosto 1997)

L’area fu acquisita solo nel 1989 e
con il 1 settembre del 1997 si assistette alla demolizione, durata pochi
secondi, dell’ex conceria, simbolo
della Genova industriale a cavallo tra
ottocento e novecento.
Si allegano a tale proposito, stralci di
articoli di giornale (Il Secolo XIX e Il
Lavoro) che testimoniano la cronaca
della demolizione.

4-Immagine della demolizione della fabbrica
( da Il Secolo XIX, 31 Agosto 1997)

Candidato: Alessio Costanzo

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5-Articoli e immagini tratti da: Il Secolo XIX, 2 Settembre 1997

Candidato: Alessio Costanzo

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Le mutate condizioni, i problemi mai risolti dell’unità urbanistica di Marassi
quali, la mancanza di adeguati luoghi di incontro, spazi verdi, parcheggi,
hanno determinato la soluzione comprendente la realizzazione di un parcheggio pubblico a raso per 123 posti auto e 73 per le moto compatibile con
le nuove destinazioni d’uso previste dal P.R.G. del 1997 in via di approvazione e dotazione.
Nel progetto è previsto lo spostamento del mercato ortofrutticolo all’aperto di
P.zza Romagnosi, nonché l’ allargamento di Via Monnet, la strada che costeggia il Bisagno, con un finanziamento all’80% dell’Unione Europea.
L’Amministrazione Provinciale, nonostante l’intervento in fase di realizzazione, continua a perseguire l’ipotesi di una “cittadella della scuola”, anche in relazione alle nuove disposizioni in materia scolastica che affidano agli Enti
Provinciali la gestione del settore scuola a livello di istruzione secondaria superiore.

6-Articolo e immagini tratti da: Il Secolo XIX, 21 Agosto 1997

Candidato: Alessio Costanzo

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L’Ente investirà 30 miliardi nel triennio 1998-2000 per la realizzazione di
nuovi poli scolastici ed a Genova è previsto un investimento di 7 miliardi
nell’area ex Bocciardo, per ampliare l’edificio Firpo esistente riunendo, in
un’unica struttura, sede e succursale dell’Istituto Tecnico per Geometri
Buonarroti.

I contatti avuti con la Provincia hanno permesso la definizione del programma funzionale che sta alla base
della proposta progettuale
della presente tesi di laurea,
incentrata sull’indagine e le
possibilità dello spazio pubblico nell’area considerata.

7-Articolo tratto da :Il Secolo XIX, 23 Luglio 1993

Candidato: Alessio Costanzo

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P.R.G. 1997 : Norme d’attuazione
Zona F : Servizi
1 La zona F è formata dalle aree e dagli immobili destinati a servizi pubblici
esistenti o di previsione. Comprende gli spazi computati dagli standard
urbanistici e gli altri servizi.
1.1 Sottozona FF Servizi di quartiere di livello urbano o territoriale destinati a istruzione, interesse comune, verde, gioco e sport e attrezzature
pubbliche di interesse generale.
art. FF1) Sottozona FF : Funzioni ammesse
1. Nella sottozona FF la funzione caratterizzante è quella dei servizi pubblici.
2. Sono inoltre ammesse le seguenti funzioni :
- parcheggi pubblici e viabilità secondaria funzionali al servizio o marginali;
- residenza di tipo specialistico assimilabile alla funzione dei servizi;
- locali di pubblico spettacolo, pubblici o funzionalmente connessi al
servizio principale;
- parcheggi privati interrati esclusivamente se realizzati contestualmente all’attuazione del servizio pubblico soprastante.
3. Sono di conseguenza vietate tutte le altre funzioni. Le funzioni vietate
possono essere mantenute o adeguate sotto il profilo tecnologico senza
incremento della capacità operativa e produttiva.
4. La realizzazione di nuovi servizi è subordinata ad una verifica del bilancio
degli standard urbanistici che assicuri un’adeguata ripartizione tra le diverse categorie di servizi, in relazione allo stato di attuazione del P.R.G. e
ai fabbisogni.
art. FF3) Sottozona FF : Norme progettuali, esecutive e dimensionali
per gli interventi sugli edifici esistenti
Nella sottozona FF gli interventi consentiti devono essere realizzati secondo
le indicazioni seguenti.
1.1 Gli interventi relativi a edifici compatibili devono perseguire il miglioramento delle caratteristiche architettoniche dell’ edificio stesso e contribuire alla qualificazione ambientale dell’intorno, con particolari cautele
nei casi prospicienti la zona A e gli spazi liberi.
1.2 Agli interventi deve essere correlata la riqualificazione degli spazi di
pertinenza con particolari cautele nei casi prospicienti le zone A,
nell’obiettivo di una progettazione organica degli spazi verdi e del drenaggio superficiale dei suoli. Le essenze ad alto fusto di pregio eventualmente rimosse devono essere messe a dimora nella zona circostante.
Candidato: Alessio Costanzo

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L’incremento superficiario deve essere realizzato mediante una progettazione estesa all’intero edificio che ne garantisca il corretto inserimento architettonico e ambientale.

art. FF6) Sottozona FF : Disciplina degli interventi di costruzione
di nuovi edifici
1 Nella sottozona FF, unitamente alle relative norme progettuali, esecutive
e dimensionali, valgono le seguenti specificazioni e limitazioni :
1.1 Demolizione e ricostruzione : consentita – salvo che per gli edifici significativi sotto il profilo monumentale, architettonico ambientale e documentario, anche in relazione al contesto – limitatamente alla realizzazione di edifici compatibili destinati alle funzioni ammesse.
1.2 Nuova costruzione : consentita, limitatamente alla realizzazione di :
- Servizi pubblici, realizzati da parte di soggetti istituzionalmente
competenti, dimensionati in relazione alle esigenze funzionali del
servizio,senza limitazione di S.A.;
- Servizi di uso pubblico con I.U.I. = 0,5 m2/m2;
- Parcheggi privati interrati, con soprastanti sistemazioni degli spazi
liberi, pubblici e di uso pubblico.

Candidato: Alessio Costanzo

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PARTE II: IL CASO BARCELLONA
Prospettive dell’esperienza catalana
Fino a qualche anno fa la Spagna guardava con entusiasmo all’Italia, assorbendone tutto quanto vi veniva prodotto; oggi è l’esatto contrario ; è la Spagna a produrre dibattito e soprattutto architettura costruita in particolare a
Barcellona, unica città in Europa che si è mossa perseguendo l’obiettivo di
una nuova immagine complessiva.
Con la revisione del P.G.M. (Plan Generale Metropolitan) del 1976, Barcellona si è incamminata sulla strada della sperimentazione concreta di un nuovo
modo di concepire la città contemporanea, spostando l’attenzione dalla pianificazione alla progettazione.

8-Parco dell’Escorxador, veduta parziale

Lo spazio trattato è quello esistente, lo spazio collettivo a piccola scala, quello che si vive quotidianamente nell’ intorno delle nostre case, dei luoghi di lavoro.
Non vi è dubbio che l’incessante attivismo ha portato risultati innovativi sia
sul piano delle forme che dei caratteri degli “ingredienti urbani”, dimostrando che nella società contemporanea c’è ancora una insostituibile domanda di
spazi dove incontrarsi, relazionare, soggiornare.

Candidato: Alessio Costanzo

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Dunque i punti di questo “spazio
ricercato” vanno a confluire nella
STRADA, intesa come lo stesso
Bohigas in varie parti ha affermato, come LUOGO e ITINERARIO.

9-Sistemazione del Moll de la Fusta

“Lo spazio pubblico generatore delle nostre città è il tracciato stradale al quale si agganciano gli ampliamenti e i crocicchi casuali, spazi superflui o poco
progettati, spesso definiti piazze, nei quali si accumulano gli effetti pittoreschi, le diversità architettoniche e gli usi ingenerati dalle confluenze delle
strade”.
O. Bohigas
(in O.Bohigas: Ricostruire Barcellona, a cura di L.Zazzara, Etaslibri, 1982)

In contrapposizione all’idea per cui la città è fondamentalmente formata da
edifici e gli spazi tra questi sono interstiziali, si afferma la necessità di progettare lo spazio vuoto, scavalcando l’idea cara al movimento moderno, di una
visione funzionalistica dello spazio la cui proiezione e percezione è una
somma di specificità.

10-P.zza Mossen Cortina, vista parziale
(Arch. dei servizi municipalizzati O.Tarrasò)

Candidato: Alessio Costanzo

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Lo spazio contemporaneo può infatti essere definito come accadimento
che predispone alla simultaneità di usi e percezioni diverse. E’ questo
infatti il tema della contemporaneità : l’interazione e la sovrapposizione.
I luoghi delle città cambiano di significato e di uso con il sorgere di una società in continua evoluzione, sempre più frammentata sotto il profilo etnico e culturale.

“E’ come avere un milione di pezzi di un mosaico che non compongono la
stessa figura, che non potranno mai essere assemblati a costituire una unità,
poiché non provengono da un insieme unitario.”
D. Libeskind
(D.Libeskind, “Tra metodo, idea e desiderio”, Domus n°731, 1991)

11-D.Libeskind: Museo Felix NussBaum, Osnabruck, Germania

Candidato: Alessio Costanzo

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Gli elementi dello Spazio Pubblico
Se progettare una piazza non è più la somma di progetti tecnici per il verde,
le fognature, l’illuminazione, la pavimentazione, lo stesso tema dell’arredo
urbano cambia la sua connotazione. Di fatto, si assiste con la ridefinizione di
Via Giulia, o del Moll de la Fusta, con gli interventi di P.zza della Stazione di
Sanz, della Palmera e di mille altri progetti, al passaggio dalle funzioni alle
percezioni, al riappropriarsi del “progetto” della scala minimale.
La seduta non è più una panchina, non “arreda una piazza”, ma è essa stessa elemento di architettura che qualifica e vivifica la percezione dello spazio;
la pavimentazione, i materiali e i colori segnalano percorsi, itinerari, unificano
o meno lo spazio.
La definizione di questo nuovo spazio urbano è quindi fortemente connessa
con l’intenzionalità progettuale che si incontra e scontra con l’area di progetto
e le sue problematiche nel tentativo di trasformare spazi indifferenziati, senza
margini né confini in “luoghi” con una precisa identità.

Tra i “temi” dello spazio collettivo contemporaneo se ne estrapolano
alcuni a titolo di esempio, ripresi nell’affrontare e nel definire una proposta progettuale per l’area ex-Bocciardo :



La STRADA come LUOGO e ITINERARIO

12-Sistemazione di via Giulia: veduta parziale
(Arch. B.De Sola, J.M.Giulià, P.Barragan)

Candidato: Alessio Costanzo

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La COPERTURA come SEGNO

13-Realizzazione della P.zza della Stazione di Sanz:
(Arch. H.Pinos, A.Viaplana, E.Miralles)



Il MURO come MARGINE

14-Realizzazione della P.zza della Palmera: vista verso la città
(Comune di Barcellona – servizio di progettazione e arredo urbano)

Candidato: Alessio Costanzo

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Lo Spazio dell’ALBERO come Spazio della SOSTA

15-Restauro della P.zza Rejal: vista parziale (Arch.F.Correa, A.Millà)



Il SUOLO come QUINTA PARETE

16-F.Ghersi con C.Barillari, L.Orlando, G.Saporita, E.Stagnini:
progetto di concorso per una P.zza ad Alcamo

L’invenzione di questi nuovi “ingredienti urbani” come si diceva in precedenza ha consentito la produzione di spazi “non specializzati”, ove è possibile la compresenza di elementi diversi, quali la strada veicolare, il sistema de-

Candidato: Alessio Costanzo

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gli spazi pedonali, la commistione delle funzioni che genera situazioni nuove
rispetto al passato.
“L’architetto non teorizza, l’architetto non ipotizza, l’ architetto progetta il luogo dove le persone teorizzano e ipotizzano. L’architetto non decide, non salva e non condanna. Fare architettura significa creare e scoprire luoghi dove
accadono cose. ….E’ la persona, l’attore, che agisce, che dà senso
all’architettura.
A.Viaplana
(A.Viaplana, “Progetto vs parola”, in Casabella n°655,1998)

17/18-Case immaginarie: Casa del vuoto 12/03/93 di A.Viaplana

Candidato: Alessio Costanzo

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CAMINAR
Caminar …
Caminos como escritura en la superficie sobre la que nos movemos o pensamos …
Ese trazo que corresponde al movimiento que creemos descubrir en el lugar.
Aquél elemental signo que acompaña el ir de un sitio a otro … Fragmentos
de estos movimientos describen una geometria ligada a lo real : son envolventes de contornos reales.
En Parets una cubiertas acompañan de un modo aproximado el actode caminar … Dibujan un camino al observador.
En este sentido, como las rampas de Hostalets, no nos indican un camino
que tengamos que recorrer, sino que son quienes dan forma al proyecto.
Gradación de sombras … Es un dibujo que se relaciona con el movimiento
de un modo marginal.
Son tutos trazos que ocupan la totalidad del espacio, tocando sus puntos
más extremos .. Responden a esos trazos intuitivos con que tachas una zona para marcarla … Desde los limites al interior. Son lo más lejano a las
marcas que encierran una propiedad.
19-E.Miralles: P.zza Mayol, Barcellona, 1985

Candidato: Alessio Costanzo

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PARTE III: LA PROPOSTA PROGETTUALE
Le linee della ricerca
“….. Esiste un problema essenziale, che è quello di essere capaci di assemblare cose diverse, come nella città contemporanea, che è costituita da
frammenti molto eterogenei, rovine, edifici di periodi diversi, belli o brutti –
tutto ciò che ci sta intorno e che già esiste deve essere posto sullo stesso piano e si deve lavorare a partire da questo. Cercare di costruire un tutto con
questi pezzi è fondamentale per sviluppare la nostra metodologia.”
A. Siza
(A.Angelillo: Santiago e Setùbal : conversazione con A.Siza, in Casabella n°612)

20-A.Siza: Rettorato dell’università di Alicante, 1997
La loggia del Belvedere del prospetto Est

Candidato: Alessio Costanzo

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Il progetto prende le istanze da un’attenta lettura dell’area sia per quel che
concerne le problematiche viabilistiche e funzionali, che quelle percettive legate alla lettura dello spazio, che si vive e si coglie nel rapporto con il Bisagno.
L’area urbana, pur trovandosi poco lontano dal centro cittadino, risulta ai
margini di questo, soffocata dal traffico (Via Canevari – Via Monnet), estraniata da tutto ciò che accade sulla sponda opposta del torrente.

Esiste quindi una profonda diversità fra le due sponde del Bisagno, sia dal
punto di vista tipologico, tra edificato compatto di “edilizia storica” che prospetta sull’area ex Bocciardo e l’espansione ottocentesca sul lato orientale
della piana del Bisagno risalente al Piano di espansione del Resasco del
1877, ma anche per quel che riguarda la fruibilità dei servizi.

Candidato: Alessio Costanzo

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Un’ulteriore distinzione è determinata dalla presenza dello Stadio comunale
L. Ferraris, che comporta l’inserimento di ulteriori disordini e traffico quando
vengono disputate delle partite.

La ricerca progettuale parte non dalla definizione di una
piazza in senso tradizionale, ma dalla realizzazione di uno
spazio pubblico inteso come “accesso al quartiere” vissuto
in velocità da tutte le direzioni.

In relazione alla lettura tipologica si è pensato di definire le volumetrie, il
“Pieno dell’Architettura” sulla parte prospiciente il Bisagno e lavorare con gli
“Elementi dello Spazio” per la parte di Via Canevari, rapportandosi quindi al
“Peso” dell’architettura ottocentesca dell’edilizia minuta.

Candidato: Alessio Costanzo

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Là dove la città storica improvvisamente si dilata si è voluto indagare la possibilità di rileggere l’idea di “Margine urbano”, affidando alla traccia di un muro, al suo disgregarsi,
al suo incurvarsi, la possibilità di instaurare una relazione,
disegnare un limite virtuale, che separasse lo spazio senza
dividerlo. Il margine argina e raccoglie gli abitanti nelle loro
diverse attività.

Nella definizione di uno spazio dell’interazione e della sovrapposizione si è
fatto uso di concetti quali la STATICITÀ e la DINAMICITÀ’, riprendendo e attingendo dal patrimonio figurativo e dalle esperienze maturate dalle Avanguardie figurative in particolare SUPREMATISMO e ASTRATTISMO.



SUPREMATISMO
Candidato: Alessio Costanzo

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“Identità di idea e percezione, fenomenizzarsi dello spazio in un simbolo geometrico, astrazione assoluta … Per Malevich il quadro non è un oggetto ma
uno strumento mentale, una struttura, un segno, che definisce l’esistenza
come equazione assoluta tra il mondo esterno e l’interno.”
G.C. Argan
(G.Argan: L’arte moderna, Ed.Sansoni, 1988)

21-C.Malevich: Suprematismo, 1915, Amsterdam, Stedelijk museum
22-C.Malevich: Otto rettangoli rossi (prima del 1915), Stedelijk museum

ELEMENTARISMO DINAMICO
“La tela è un luogo casuale dello spazio dove le forme, in un reciproco rapporto di associazione e di dissociazione convergono, ma dal quale tendono
nello stesso tempo a divergere per propagarsi all’infinito.”
P. Mondrian
(in G.Argan: L’arte moderna, Ed.Sansoni, 1988)

Candidato: Alessio Costanzo

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La scuola Firpo : “la testa e la coda”
“E’ sufficiente che un fattore di instabilità incida anche se leggermente, la regola vigente perché la staticità dell’ ordine esistente lasci il posto al dinamismo di un vero e proprio campo di forza. La semplice rotazione di un volume
rispetto ad una griglia di riferimento o la sovrapposizione di incastro di due
forme, equivale ad inserire nella stabilità della regola l’instabilità della deroga,
nella staticità e nell’ ordine il dinamismo e il mutamento.”
L. Dall’Olio
(L.Dall’Olio: Arte e Architettura, collana diretta da B.Zevi, Testo e Immagine srl Editore, 1997)

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Candidato: Alessio Costanzo

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23/24-Bus Architectur: Progetto pilota homeworkers, 1993/96 veduta del modello-pianta livello tipo

Candidato: Alessio Costanzo

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Nella definizione del programma funzionale, contatti avuti con
l’Amministrazione Provinciale hanno evidenziato la necessità di intervenire
sulla Scuola Firpo esistente, trasferendo e riunendo in una nuova struttura la
sede dell’istituto Tecnico per Geometri Buonarroti ospitato nell’Istituto Turistico, e la succursale dell’Istituto medesimo.

Dati relativi all’anno scolastico 1998/99 hanno informato sulla popolazione
studentesca dei due Istituti e sono stati presi come riferimento quantitativo
per la determinazione e progettazione delle aule, dei laboratori, e di tutti i
servizi connessi per la realizzazione della nuova scuola per un numero complessivo di circa 375 studenti.
1998/99 :
Sede ist. turistico Firpo
Sede Ist. tecn. per geometri Buonarroti
Succursale Ist. tecn. per geometri Buonarroti
(corso serale)

Candidato: Alessio Costanzo

660 studenti
210 studenti
177 studenti
121 studenti

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A completamento del Polo scolastico si è pensato di realizzare, in un corpo
separato, un bar-caffettteria ed una mensa per gli studenti aventi accessi separati, per venire incontro alle diverse esigenze dell’utenza per quel che concerne il problema della ristorazione.
La scuola esistente risulta una presenza emergente nel contesto dell’area e
da un punto di vista architettonico è caratterizzata da un linguaggio e da una
tipologia d’immediata riconoscibilità che risente dell’influenza delle architetture di R. Meyer e di talune espressioni di matrice Post-Moderna.
L’edificio può contare su 60 aule normali, 10 speciali (di cui 8 frazionabili e 2
accoppiabili), una palestra regolamentare per pallacanestro e pallavolo rispondente alle normative CONI (42 m x 21 m), un auditorium per circa 300
persone ed un parcheggio sotterraneo.

Situata in un’area lunga e stretta, gli spazi interni sono organizzati in maniera
uniforme, separati e serviti da un corridoio centrale di distribuzione orizzontale; le scale e gli ascensori sono raccolti in due blocchi-servizi per la distribuzione verticale.

la rigidità dello schema distributivo, del modo di concepire
lo spazio, hanno informato la scelta di rompere il ritmo con
l’inserimento della nuova scuola, progettando “la coda” di
un edificio che presenta già una “testa”, sia per la conformazione del lotto sia per la scelta del progettista stesso,
l’architetto M. Traverso.

Candidato: Alessio Costanzo

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“In Fujii il punto di partenza è sempre l’unità … Egli,
sceglie una serie di oggetti integri, di volumi regolari,
di parallelepipedi puri, che dispone regolarmente
secondo una maglia, un modulo uniforme, poi attraverso progressive rotazioni, scardinamenti, fratture
e sconnessioni, mette in crisi l’intero sistema, fino a
definire una configurazione finale in cui le trame, i
reticoli, le ortogonalità che caratterizzavano l’ ordine
iniziale, si intrecciano e si sovrappongono caoticamente.”
L. Dall’Olio
(L.Dall’Olio: Arte e Architettura, collana diretta da B.Zevi,
Testo e Immagine srl Editore, 1997)
25-H.Fujii: Project, Fukuoka, 1992

Il progetto prevede la realizzazione di 15 aule normali, 6 tra aule speciali e
laboratori, un auditorium, un’aula informativa e spazi all’esterno sulle coperture per la socializzazione degli studenti.
La scuola vuole essere separata e autonoma con proprie strutture ricettive
(atrio, reception, segreteria) ma non divisa dalla struttura preesistente da cui
dipende la gestione unitaria del polo scolastico.
Al piano terra della scuola Firpo, per venire incontro alle esigenze di fruibilità
dei servizi, di collegamento tra gli edifici e per porre rimedio ad un uso improprio dello “spazio dei pilotis” dell’Istituto Turistico, si è pensato di inserire
delle vetrature e realizzare una biblioteca a scaffalatura aperta ad uso di entrambe le scuole e, previa la concordanza di orari, anche dal quartiere o da
esterni.

26-A.Siza: Scuola tecnica di educazione a Setùbal,1986/93

Candidato: Alessio Costanzo

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Le forme della smaterializzazione
“La nostra epoca ha sollevato la questione della bidimensionalità; nel senso
che ciò che accade sul piano non significa che non sia architettonico o spaziale. Il gioco di filtri, di pannelli di vetro, di griglie, di serigrafie, di colori, influenzano in modo determinante la natura dello spazio.”
J. Nouvel
(J.Nouvel:”Sul progetto di architettura”, in Domus n°745, 1993)

27-J.Nouvel: Fondazione Cartier, Parigi, 1995

Il tema della trasparenza, della leggerezza, del riflesso è ancora oggi un tema che richiama un’epoca non conclusa di ricerche che partono dal Crystal
Palace di Paxton fino alle architetture di Wright, Taut e Mies.
Negli ultimi decenni si è affermata un’idea più complessa di trasparenza che
punta alla “Smaterializzazione dell’architettura”.

Candidato: Alessio Costanzo

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Il progetto per la nuova scuola che ampia e prosegue l’ istituto Firpo, offre l’occasione per indagare le possibilità di eliminazione/attenuazione della massa opaca dei prospetti,
con tutto ciò che ne consegue da un punto di vista simbolico (una scuola “aperta” verso il mondo esterno) e tecnologico.

Da un punto di vista formale, del linguaggio e nella scelta dei materiali, si intende rapportarsi alla struttura esistente seguendo la strada del “contrasto”
anziché della “analogia”.
Si è pertanto pensato a definire, per la parte di edificio che segue e prosegue
la scuola Firpo, una grande parete di vetro, una sorta di limite esterno collegato all’edificio tramite passerelle grigliate, utilizzabili per la manutenzione
delle pannellature di cui è composta la parete.

Candidato: Alessio Costanzo

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La luce è utilizzata quindi come materiale architettonico, nella sua capacità di
definire percezioni, sensazioni, nel suo disvelare trasparenze e gradualizzare
la permeabilità visiva, in questo aiutata dall’evoluzione dei trattamenti delle
superfici vetrate.

La parte terminale dell’edificio scolastico
è definita architettonicamente da un sistema di facciata in lamelle metalliche
esterne, il cui funzionamento riprende
quello delle “tende alla veneziana”.

28-P.Samyn e associati:
Nuova sede sociale delle Edizioni Dupuis, Marcinelle, Belgio

Il corpo distaccato della mensa scolastica, prosegue la ricerca della smaterializzazione, abbassandosi, deformandosi planimetricamente e cercando un
rapporto con il linguaggio dello spazio pubblico.
“L’idea di “ripiegatura” modifica lo spazio tridimensionale della visione … Lo
spazio ripiegato è un tipo di spazio emozionale, che riguarda quegli aspetti
che non sono più associati all’effettivo, che non sono più della ragione, del
significato, della funzione”.
P. Eisenman
(P.Eisenman, “Oltre lo sguordo, l’architettura nell’epoca dei media elettronici ”, in Domus n°734, 1992))

Candidato: Alessio Costanzo

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“Il volume che si mostra come vertice appare così occultato, nascosto dietro
sé stesso, così che non lo si possa percepire più come valore stabile ed esibito, ma come dinamico spartiacque del flusso continuo della vita esterna.”
L. Dall’Olio
(L.Dall’Olio: Arte e Architettura, collana diretta da B.Zevi, Testo e Immagine srl Editore, 1997)

29/30-Z.Hadid: Stazione dei vigili del fuoco, Weil, Am Rheim, Germania
Veduta della stazione e pianta livello tipo

Candidato: Alessio Costanzo

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La loggia coperta
Dalla relazione di progetto del Piano Particolareggiato per il nuovo centro
direzionale a Calenzano, proposto dal team composto da Ipostudio architetti associati, Studio Archea e Elio Di Franco si legge :
“… Con quella stessa idea di gradazione con cui l’Alberti cambia il passo e la
consistenza delle sue mirabili bugne, sollevando lo sguardo verso l’alto, verso quelle altissime logge che concludono l’ascensione emozionale di Palazzo
Rucellai, il progetto modella … quella parte di vuoto urbano che costituisce
cesura tra l’edilizia minuta e sparsa di lottizzazioni isolate e le grandi pareti
delle recenti residenze economiche e popolari, attraverso una configurazione
che segna il passaggio mediato da uno stato all’altro.”

31/32-Ipostudio Architetti Associati, Studio Archea, E. di Franco:
Piano particolareggiato per il nuovo centro direzionale a Calenzano
(rendering dell’asse centrale e delle loggie coperte)

Candidato: Alessio Costanzo

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Dovendo partire da un’area cui mancava completamente la caratteristica di
ambito urbano, la consistenza architettonica, tridimensionale dello spazio doveva scaturire dall’ interno del progetto stesso.
La scelta quindi di una loggia coperta come segno urbano, come “piede della
città” segue l’indagine sullo spazio pubblico barcellonese e cerca al contempo di dare risposta alla necessità di trasferire il mercato ortofrutticolo
all’aperto di P.zza Romagnosi.
L’ombra della copertura, la sua posizione planimetrica sul
filo stradale di Via Canevari, la sua forma quadrata in un
certo senso assoluta, pongono la loggia come entità che
tiene insieme, complice lo spazio, le cose, le funzioni, le
percezioni.

Il linguaggio è quello delle architetture di A. Siza quali la Scuola Superiore
di Educazione di Setúbal ed il Padiglione per l’Expo di Lisbona ’98.

33-A.Siza: Scuola tecnica di Educazione a Setùbal, 1986/93

Candidato: Alessio Costanzo

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BIBLIOGRAFIA
Area ex-Bocciardo e Val Bisagno
C. Bertieri : Sebastiano Bocciardo & C. SpA, Genova, 1961
(Opuscolo commemorativo stampato in occasione del centenario della Società dalle
Industrie grafiche C.M.C.)
F. Balletti/B. Giontoni : Una città tra le due guerre, Genova, De Ferrari, 1990
F. Balletti : Qualità urbana e progetto, Genova, 1992
E. Poleggi/P. Cevini : La città nella storia d’Italia – Genova, Roma – Bari, Laterza,
1981
P. Stringa : La Val Bisagno, Genova, Stringa, 1978
AAVV : Progetti per Genova, Genova, Sagep, 1987
AAVV : Genova verso il 1992, Ass. all’Urbanistica Comune di Genova, 1988
Il Secolo XIX
Il Lavoro

Barcellona e lo spazio pubblico
E. Serra/O. Bohigas : Le Piazze di Barcellona, Genova, Sagep, 1987
O. Bohigas : Ricostruire Barcellona, a cura di L. Zazzara,
Etaslibri, 1992
J. Acebillo : Spazi pubblici contemporanei, innovazione e identità a Barcellona e in
Catalogna, a cura di M. C. Tullio, Roma, IN ASA, 1989
Rassegna, n° 37, 1989, numero monografico su Barcellona
De Sola Morales : Architettura minimale a Barcellona, in Quaderni di Lotus, Electa,
1986
A. Sartoris : L’utopia della realtà - O. Bohigas, in Domus, n° 657, Milano, 1984
O. Bohigas : Spazi per la gente, in Spazio e Società, n° 24, Firenze, 1983
Abitare, n° 340, 1995
Lotus, n° 87, 1995
El Croquis : numero monografico su E. Miralles/Pinos
Ist. Progettazione Architettonica – Università degli Studi di Genova : Genova . Spazi
pubblici della città, Joshua libri, 1997
G. Arcidiacono/M. Locurzio : Il margine come progetto : contributi di concorso per
due nuove piazze ad Alcamo, Messina, Edas, 1997
C. Rosetti : Il progetto della piazza, Roma, Gangemi, 1985
P. Favole : Piazze nell’architettura contemporanea, Milano, F. Motta, 1995
P. Caputo : Le architetture dello Spazio pubblico : Forme del passato, forme del
presente; Triennale di Milano, Electa, 1997
C. Aymonino : Piazza d’Italia : Progettare gli spazi aperti, Milano, Electa, 1995

Candidato: Alessio Costanzo

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Scuole e mercati
S. Di Macco : L’architettura dei mercati, Roma, Kappa, 1993
E. Neufert : Enciclopedia pratica per progettare e costruire, a cura di A. Baglioni/S.
Parodi, 7° edizione italiana, Hoepli Editore SpA, 1988
M. Sole : Manuale di edilizia scolastica, Roma, NIS, 1995
R. Merlo : L’edilizia scolastica, Roma, NIS, 1994
B. De Sivo : Tecnologia dell’edilizia scolastica, Napoli, Istituto di Architettura Urbanistica della Facoltà di Ingegneria, 1971
DA Dettagli d’architettura, numero monografico sui Ristoranti, Logos Art srl, 1998

Architettura e arte
G. C. Argan : L’Arte moderna, Sansoni Edizioni, 1988
L. Dall’Olio : Arte e Architettura – Nuove corrispondenze, in Universale di Architettura, Collana diretta da B. Zevi, Testo e Immagine srl, 1997

FONTI CARTOGRAFICHE
I. Porro : Carta generale di difesa di Genova, 1835-1838, scala 1:2000, (Ist. per la
Storia dell’Arma del Genio, Roma)
C. Foppiani : Pianta topografica di Genova, 1854, scala 1:6.000, (Coll. topografica
Comune di Genova)
Città di Genova – Ufficio LL.PP : Piano Regolatore di Ampliamento della città di Genova dal lato orientale nella parte delle frazioni suburbane, 1877, scala 1:2.500
M. Poggi : Pianta della cittò di Genova, 1898, scala 1:2.000, (Coll. topografica Comune di Genova)
P. Barbieri : Forma Genuae, 1937, scala 1:10.000
Comune di Genova : Cartografia attuale, scala 1:500
Regione Liguria : Ortofotopiano/Ortofotocarta, scala 1:2.000, 1995

Candidato: Alessio Costanzo

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INDICE DELLE FIGURE
1. Veduta aerea dello Stabilimento nel 1929
da C .Bertieri : Sebastiano Bocciardo & C. Spa, Genova, 1961
2. Veduta generale dello Stabilimento
da C. Bertieri : Sebastiano Bocciardo & C. Spa Genova, 1961
3. Veduta dello Stabilimento prima della demolizione :
da Il Lavoro, 30 Agosto 1997
4. Articoli e immagini tratti da : Il Secolo XIX, 31 Agosto 1997,
5. Articoli e immagini tratti da : Il Secolo XIX, 2 Settembre 1997
6. Articolo tratto da : Il Secolo XIX, 21 Agosto 1997
7. Articolo tratto da : Il Secolo XIX, 23 Luglio 1993
8. Parco dell’Escorxador, veduta parziale
da O. Bohigas : Ricostruire Barcellona, a cura di L. Zazzara, ed. Etaslibri, 1992
9. Sistemazione del Moll de la Fusta,
da Rassegna, n° 37, 1989 – numero monografico su Barcellona
10. P.zza Mossèn Cortina, vista parziale
(Arch. dei servizi municipali, O. Tarrasó)
da O. Bohigas : Ricostruire Barcellona, a cura di L. Zazzara, ed. Etaslibri, 1992
11. D. Libeskind : Museo Felix NussBaum, Osnabruck, Germania, 1995/96 – veduta
del modello
da El Croquis, numero monografico su D. Libeskind
12. Sistemazione di Via Giulia : veduta parziale
(Arch. B. De Sola, J. M. Giulià, P. Barragan)
da Rassegna, n° 37, 1989 – numero monografico su Barcellona
13. Realizzazione della P.zza della Stazione di Sanz : vista verso la stazione –
(Arch. H. Pinos, A. Viaplana, E. Miralles)
da E. Serra/O. Bohigas : Le piazze di Barcellona, ed. Sagep, 1987
14. Realizzazione della P.zza della Palmera : vista verso la città
(Comune di Barcellona – Servizio di progettazione e arredo urbano)
da E. Serra/O. Bohigas : Le piazze di Barcellona, ed. Sagep, 1987
15. Restauro della P.zza Reial : vista parziale (Arch. F. Correa, A. Millà)
da O. Bohigas : Ricostruire Barcellona, a cura di L. Zazzara, ed. Etaslibri, 1992
16. F. Ghersi con C. Barillari, L. Orlando, G. Saporita, E. Stagnini :
Progetto di concorso per una piazza ad Alcamo
17. Le case immaginarie : Casa del vuoto 12.02.93 di A. Viaplana
da Casabella, n° 655, 1998
18. Le case immaginarie : Casa del vuoto 12.02.93 di A. Viaplana
da Casabella, n° 655, 1998
19. E. Miralles : P.zza Mayol, Barcellona, 1985
da El Croquis, numero monografico su E. Miralles
20. A. Siza : Rettorato del’Università di Alicante,1997, La loggia belvedere del prospetto Est
da Casabella, n° 667, 1999
21. C. Malevich : Suprematismo, 1915, Amsterdam, Stedelijk
Museum
da Enciclopedia Universale dell’Arte, Elemond Editori Associati, 1997
Candidato: Alessio Costanzo

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22. C. Malevich : Otto rettangoli rossi (prima del 1915), Amsterdam, Stedelijk Museum
da G. C. Argan : L’arte moderna, Sansoni Editore, 1988
23. Bus Architektur : Progetto pilota homeworkers, 1993/96
veduta del modello e pianta livello tipico (da Casabella, n° 665, 1999)
24. Bus Architektur : Progetto pilota homeworkers, 1993/96
veduta del modello e pianta livello tipico (da Casabella, n° 665, 1999)
25. H. Fujii, M.M. Project, Fukuoka, 1992
da L. Dall’Olio : Arte e Architettura – Nuove corrispondenze, in Universali di Architettura, Collana diretta da B. Zevi, Testo e Immagine srl Editore, 1997
26. A. Siza : Scuola Tecnica di Educazione a Setúbal, 1986-93
da El Croquis, numero monografico su A. Siza
27. J. Nouvel : Fondazione Cartier, Parigi, 1995
da L. Dall’Olio : Arte e Architettura – Nuove corrispondenze, in Universali di Architettura, Collana diretta da B. Zevi, Testo e Immagine srl Editore, 1997
28. P. Samyn e Associati : Nuova sede sociale delle Edizioni Dupuis, Marcinelle,
Belgio – veduta della facciata principale
da L’Arca, n° 98, 1995
29. Z. Hadid : Stazione dei Vigili del Fuoco, Weil, Am Rheim, Germania, 1991-93 –
veduta della stazione
da El Croquis, numero monografico su Z. Hadid
30. Z. Hadid : Stazione dei Vigili del Fuoco, Weil, Am Rheim, Germania, 1991-93 –
pianta livello tipico
da El Croquis, numero monografico su Z. Hadid
31. Ipostudio Architetti Associati, Studio Archea, E. Di Franco :
Piano particolareggiato per il nuovo centro direzionale a Calenzano – Planimetria generale - da L’Arca, n° 132, 1998
32. Ipostudio Architetti Associati, Studio Archea, E. Di Franco :
Piano particolareggiato per il nuovo centro direzionale a Calenzano – Rendering
del’asse centrale e delle logge coperte
da L’Arca, n° 132, 1998
33. A.Siza : Scuola Tecnica di Educazione a Setúbal, 1986-93
da El Croquis, numero monografico su A. Siza

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