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Edizione Straordinaria N. 1 gennaio 2014 .pdf



Nome del file originale: Edizione Straordinaria N. 1 gennaio 2014.pdf
Titolo: Layout 1

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N. 1 - GENNAIO 2014

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In rilievo:
Gli auspici dei “giovani” politici 4
Vite da call center
6
Nessun referendum
per il tribunale
8
L’opinione di Ennio Bellucci,
su istruzione, sanità
residenziale, trasporti
11
Pil o Fil
12
Intervista a Silvio Lancione
14
Il sistema Haarp
16
La mediazione civile
18
The Old School
20
Piccoli talenti in rosa
24
Giovani e autostima
25

Edizione Straordinaria

Mensile della Valle Peligna e non solo...
ed_straordinaria@libero.it
Direttore responsabile
Simona Pace - pacesimona@hotmail.it
Redazione
Luisa D’Avolio, Roberta Polce
Michele Taddei, Valentina Latini
Alessia Fistola, Veronica Pacella,
Antonio Vivarelli, Dora Po (vignettista)
Carlo Liberatore (SulmonaCinema)
Silvio Don Pizzica (Rockambula)
Riccardo Merolli (Rockambula)
Contributi
Ennio Bellucci
Alessio Di Benedetto
Cristina Palombizio
Editore
Ass.ne Culturale “Eventi Dok”
Via XXIV Maggio, 47 - Pratola Peligna (AQ)
Grafica, impaginazione e stampa
Ars Grafica Vivarelli - Pratola Peligna (AQ)
Registrazione Tribunale Sulmona N. 90/1988
Per vostra la pubblicità: 346.0336946

Edizione Straordinaria

O

EDITORIALE ●

gni mattino apri gli occhi e nel letto cerchi di
concentrare tutte le tue forze per trovare un motivo
per cui valga la pena alzarsi ed affrontare la tua solita giornata
passata a vagare in casa o chissà dove perché un qualcosa da fare
sul serio non ce l’hai. La sera prima magari hai letto la brutta
notizia di un uomo, un giovane, che per la disperazione dettata
da questa perdurante crisi economica ha deciso di togliersi la
vita e pensi che quello che stiamo vivendo è di un’assurdità che
sfiora la fantascienza e che ti fa sentire Jim Carrey in
e truman show. Impotenti di fronte a qualcosa che non puoi
assolutamente controllare, cosa ti alzi a fare? E li che invece
raccogliendo le tue energie, i tuoi sogni, le tue preoccupazioni
o dubbi che siano, devi scender giù dal letto e combattere
contro ogni singola cosa che non va, dal risistemare la
differenziata che qualcuno in famiglia ha sbagliato a dividere,
a scrivere anche quando non hai entusiasmo, a discutere anche
quando sai di trovarti di fronte un muro, a sognare perché senza
sogni la vita è grigia e se non ne hai uno devi trovarlo per forza.
A fregartene quando un problema sembra irrisolvibile e vedi
che due giorni dopo tutto è cambiato e quello che non si poteva
ora si può. A far parte di una di quelle persone che in difesa del
tribunale è scesa in piazza durante la manifestazione a sostegno
del referendum abrogativo della legge sulla soppressione dei
tribunali minori che, per una volta, ha unito il territorio che
dovrebbe unirsi per ogni causa comune, dall’ospedale alla
disoccupazione perché è questo poi il problema fondamentale:
non c’è sufficiente solidarietà. Allora un pugno di disoccupati
si riuniscono in un sit-in per ricordare che i problemi sono tutti
uguali e hanno la stessa parità di diritti nell’esser difesi.
Niente serie A o serie B. Per una volta, due, tre, dieci, cento,
mille, tutte le volte necessarie affinché ci sia un cambiamento,
il territorio deve farsi coeso e lasciarsi alle spalle i vecchi rancori
perché in futuro non si sa mai cosa potrà accadere.
L’inettitudine non è più tollerabile, la pigrizia tanto meno,
i futili impegni al bando, è arrivato il momento di scendere in
piazza perché civiltà e democrazia sono sotto attacco.
Simona Pace

saldi fino al 70%

2014: gli auspici
dei “giovani” politici


A

semplici domandine: un pregio ed
un difetto che riconoscono nel
nno nuovo, vita nuova”, proprio partito/movimento e quale
l’auspicio per il nuovo anno.
sarebbe bello, ma se si
Per quelli di stanza nel Pd l’avvento
dovesse pensare ad un
del nuovo segretario Matteo Renzi
cambiamento o prendersela con
qualcuno per il passato tutt’altro che rappresenta una vera rivoluzione
interna tale da consentire azioni
roseo i primi a farne le spese sono,
innovative e capaci di influenzare
causa loro, i politici. Non tutto è
positivamente la politica nazionale.
perduto, c’è sempre la possibilità di
Stesse aspettative per quelli del
redimersi e in più, a tentoni, si fa
centrodestra con la separazione tra
avanti un gruppo di giovani
politicamente impegnati nei propri Pdl e Forza Italia. Da Sulmona,
Valerio Giannadrea (Pd), fiducioso
comuni. Edizione Straordinaria ha
nella capacità di Renzi di costruire
voluto dar voce proprio a loro per
un partito unito sostituendo
capire in che modo potrebbero
le vecchie correnti ed eliminando le
diventare artefici dell’osannato
cambiamento. Questo attraverso due rendite di posizione, auspica per il

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4

ES - GENNAIO 2014

nuovo anno che la politica nazionale
punti su ricerca e formazione, «gli
unici settori che consentono di far
crescere il nostro paese – sostiene –
Bisogna concentrarsi sui giovani
“cervelli”, costretti a lasciare l’Italia:
una delle più grandi sconfitte della
politica nazionale». Il consigliere di
opposizione Alessandro Lucci (Sbic),
per una buona politica, continua a
puntare sulla democrazia
partecipata, caratterizzante il
movimento sulmonese.
Partecipazione diretta che, tuttavia,
rappresenta anche il loro difetto per
la mancanza di un esempio da
seguire in zona, ma Sbic non si
scoraggia. «Per il futuro punteremo

a proporre atti concreti e di apertura
dell'amministrazione alla città
– afferma Lucci – oltre alla buona
amministrazione della quotidianità
c’è bisogno di atti forti e innovativi.
Puntare sul futuro vuol dire accettare
l’ignoto, fidarsi degli investimenti,
disinteressarsi del già vissuto».
Da Pratola, dove la segreteria del Pd
è extralarge, a parlare è Piergiuseppe
Liberatore il quale inserisce tra i
pregi del suo partito la concreta
militanza in politica, mortificata in
passato dalla vecchia classe dirigente.
Per lui, a livello nazionale, bisognerà
«abbattere i privilegi radicati così
da dare le stesse opportunità di
crescita a sempre maggiori fasce
di popolazione».
Nonostante la crisi e le minori
entrate per Pratola punta
sull’associazionismo:
«l'amministrazione
dovrebbe solo fare lo
sforzo di riconoscere quali
associazioni abbiano una
prospettiva seria e sostenerle per
quel che è possibile». Ed ancora:
riduzione della pressione
fiscale senza dimenticare i servizi
basilari e l’avvio di una concertazione
tra i paesi della valle per uno sviluppo
unitario tale da non costringere
i giovani a fuggire.
Antonio Di Nino (Fi), opposizione
nel consiglio comunale pratolano,
considera un pregio del suo partito
la presenza di un leader “non
politico”, un imprenditore con la
dote di rivolgersi al “popolo” con
semplicità, mentre tra i difetti fa
rientrare «l’aver dato spazio a chi
di politica ci campa, con la scissione
del centrodestra molte di queste
persone hanno tolto il disturbo»

commenta. Tra i suoi auspici per
l’Italia e Pratola c’è l’incentivo alla
produzione lasciando campo libero
all’iniziativa imprenditoriale
«temo, però, che questo governo
morirà di tatticismo e la nostra
amministrazione di immobilismo»
conclude inserendo tra le sue priorità
la necessità, per Pratola, di un nuovo
piano regolatore per recuperare il
centro storico e per l'individuazione
di nuove zone di espansione; una

che puntualizza la capacità del suo
partito di appartenenza di perseguire
una politica basata sui temi della
crescita (economica), identità
(cristiana), legalità (educazione)
e solidarietà (parità di diritti) tuttavia tra i difetti di Forza Italia c’è «il
mancato coinvolgimento di eletti ed
iscritti nelle decisioni. Oltre ad
ascoltare il leader carismatico si
dovrebbe intervenire maggiormente
sulle proposte politiche». «Per il
futuro – dichiara – auspico una seria
riconsiderazione delle politiche
sociali e delle politiche giovanili.
Per Raiano spero che il 2014 sia
l’anno della ripresa per giovani,
inoccupati e disoccupati.
Mi aspetto investitori pronti
ad intraprendere iniziative che
possano portare benefici
e ricchezza al nostro territorio e
perché no qualche giovane con idee
e progetti innovativi da mettere in
campo. Un impegno concreto per
l’amministrazione – conclude –
sarà la variante al prg tenendo
conto della realizzazione del
nuovo plesso scolastico e di
tutto ciò che ruota attorno ad esso».
Sempre da Raiano è sulla ripresa
dell’iter del prg che le speranze
drastica diminuzione dell'imposta
dell’esponente Pd, Pierpaolo Arquilla,
sugli immobili (Iuc) per incentivarne si rivolgono insieme ad iniziative
l’acquisto da parte di privati e
di rilancio della zona industriale
attività; una soluzione al problema
e una revisione seria della spesa
dei parcheggi la cui mancanza
corrente per ridurre la tassazione,
penalizza gli esercizi commerciali del solo per iniziare.
centro. «Come opposizione
«C’è tanto da fare e i cittadini non
– conclude – saremo disposti
sono più in condizione di aspettare
a discutere e a votare a favore ogni
– conclude – In particolare i giovani
provvedimento volto al miglioramento cittadini, un territorio che perde il
della vita dei pratolani».
suo capitale umano è inesorabilmente
Stessa fazione politica per Emiliana destinato ad essere sempre più
Rossi (FI), vicesindaco a Raiano,
povero».



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ES - GENNAIO 2014

5

● storie

vite da call-center

c

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate”

aterina (nomi tutti di fantasia) ha 24
anni, è originaria del Centro Abruzzo,
ma al momento vive e lavora altrove.
Durante gli studi si è sempre arrangiata con
diversi lavoretti per non pesare troppo sulle
spalle di mamma e papà e perché, arrivata ad
una certa età, il bisogno di essere autonomi
comincia a farsi sempre più stringente.
Nell’ultima fase dei suoi studi entra anche lei
a far parte del popolo dei call-center che,
tuttavia, abbandona a causa di improrogabili
impegni di studio che non gli permettevano
di far conciliare le due cose. Lo scorso anno
si è laureata in “Scienze dell'educazione e
della formazione” e, inevitabilmente, si è
ritrovata di nuovo con la cuffia all’orecchio.
«Ho mandato centinaia di curricula senza
avere alcuna risposta positiva – racconta –
così ho abbassato la testa e ho chiesto
al medesimo call-center se c'era ancora posto
per me. Dopo un mese mi hanno richiamata
ed ora lavoro di nuovo lì». Il rientro non è
stato assolutamente facile, solo chi conosce
l’ambiente può capire a fondo perché, ma,
attualmente, questo tipo di aziende
rappresentano l’unico sbocco occupazionale
in un periodo di forte depressione finanziaria.
«Offre lavoro immediato a tutti, laureati e
non». Così ti ritrovi ogni giorno a passare da
un contatto telefonico all’altro nella speranza
che ci sia quello dall’esito positivo, nel caso di
Caterina il suo compito è quello di fissare
appuntamenti per gli agenti della zona di
riferimento ai quali spetterà mandare in
porto il contratto. «Se noi non prendiamo
l’appuntamento loro non lavorano.
Ogni appuntamento preso, se diventa nuovo
contratto per l’azienda, diventa “appuntamento positivo”, 25 appuntamenti positivi
sono soldini in più al mese, 50 idem e così via
in crescendo. Se non fai 25 appuntamenti

6

ES - GENNAIO 2014

positivi hai comunque diritto ad un fisso
mensile». E se almeno un barlume di
stipendio lo si vede ad ogni fine mese,
a livello umano la situazione dei call-center
è davvero demoralizzante. «L'azienda di noi
non ha praticamente alcuna considerazione.
Pause relative a bisogni fisiologici vengono
decurtate dallo stipendio a fine mese poichè
il contratto dice chiaramente che veniamo
pagate per le ore effettive di lavoro. Se vai al
bagno 3 minuti, per tutti i giorni lavorativi,
diventano soldi che nella busta paga vengono
sottratti. Nel 2014 dopo anni di lotte per i
diritti del lavoratore ci ritroviamo ancora in
questa situazione e tutti la subiscono
passivamente. Inoltre – continua Caterina –
colui che viene definito team leader dovrebbe
avere, oltre a conoscenze “tecniche”, anche
quelle inerenti la sfera umana. è con degli
esseri umani che si lavora non con delle bestie,
quindi, a mio parere, dovrebbero esser
preparati anche in materie come “psicologia
del lavoro, metodi e tecniche del lavoro di
gruppo” e tanti altri insegnamenti che li
aiuterebbero a portare a termine il proprio
lavoro stimolando il dipenente a far meglio
e non a scappare. I nostri team leader urlano,
se vogliono prendono in giro, se sono felici
gli sei simpatico e ti dicono brava,insomma
professionalità zero». Caterina racconta
ancora di come delle sue colleghe, raggiunto
un sostanzioso numero di contratti tale da
ottenere l’aumento in busta paga, non siano
state retribuite a dovere e dopo le opportune
verifiche che hanno dato loro ragione sono
scomparse dal call-center. «Qualcuno dice che
sono state licenziate, altri dicono che hanno
deciso di andar via spontaneamente, fatto è
che conviene stare nel limite e assicurarti lo
stipendio minimo senza strafare».
Nonostante la situazione alienante

in cui vive Caterina durante le ore
di lavoro, la ragazza ha le idee ben
chiare e cioè mettere a frutto le sue
doti e le sue competenze come
educatrice professionale cercando
di non abbandonare l’Italia:
«Mi piace il lavoro per il quale ho
studiato e qui molte zone sono terre
vergini sotto molti aspetti,
dall’istruzione, alle politiche
giovanili, al turismo, alla cultura,
per cui c'è molto da lavorare e da
combattere, l'Italia ha bisogno di
noi. Prima di scappare almeno ci
provo». Intanto Caterina ha vinto
una borsa di studio a Roma per un
master in didattica per alunni con
bisogni educativi speciali.
Altra nota, ma stesso repertorio per
Francesca: «Avevo giurato che mai
sarei rientrata in un posto così
– racconta – ma sono stata costretta
visto che in generale non si trova
assolutamente nulla. Ho lavorato
in un call-center per 5 anni con
contratto a progetto, 2 anni a tempo
determinato e nonostante le belle
parole, la formazione e l’esperienza
acquisita siamo finiti tutti a casa
rimpiazzati da altri giovani
a progetto che per l’azienda costavano meno». Così dopo i vari

curricula inviati per
trovare un’occupazione
alternativa l’unico a
fissarle un appuntamento
è stato di nuovo un call-center,
la realtà è dura da aggirare.
Carla, come Francesca, sperava di
aver trovato un posto di tutto
rispetto nella sua azienda perché
dopo un primo contratto a progetto
lei, come altre colleghe, è stata assunta
a tempo indeterminato.
Non proprio il lavoro a cui si aspira,
ma con un contratto così chi ti
tocca. Le cose non sono andate,
però, per il verso giusto perché dopo
tre mesi è finita in cassa integrazione
inizialmente continuando a lavorare
part-time dopodiché a casa con la
cassa che non arriva mai e le bollette
da pagare che, al contrario,
continuano ad arrivare.
Se non che dopo il danno arriva
anche la beffa perchè Carla rientra
tra quei lavoratori colpiti da una
lettera di “sospensione” da parte
della sua azienda di appartenenza
che contesta loro la scarsa efficienza
prestata sul lavoro con danno
all’immagine dell’azienda stessa
e pagamento dei danni morali.
«Non solo abbiamo fatto il lavoro

come ci
veniva
chiesto di
fare – si difende ad
un passo dal
licenziamento – non
solo in un momento
di crisi abbiamo sostenuto
l’azienda privandoci per
mesi di parte dello stipendio,
siamo state anche contestate».
Tutt’altra musica per Giovanna,
una di quelle che dal circolo vizioso
è uscita grazie ad un’offerta
di lavoro inerente il suo corso
di laurea in biologia.
Del call-center, almeno, le
rimangono gli aspetti positivi:
le amicizie strette durante quel
periodo.



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7

I promotori del referendum, tuttavia,
non si arrendono e hanno annunciato
che intraprenderanno tutte le strade
possibili per bloccare la riforma
della geografia giudiziaria. La Corte
di giustizia europea diventa quindi
il prossimo passo. Nel frattempo in
Parlamento giace da oltre un anno
una petizione con la quale si chiede
una legge d’iniziativa popolare.
I senatori abruzzesi, inoltre, hanno
presentato un emendamento al
Milleproroghe per protrarre di
almeno altri 10 anni la chiusura dei
tribunali di Sulmona ed Avezzano.
Benedetto attraverso la quale è stata «L’Aquila – ha sottolineato
referendum non possono toccare
la senatrice Stefania Pezzopane –
materie quali il bilancio dello Stato revocata la sentenza del giudice
e con questa giustificazione la Corte del lavoro Ciro Marsella che di fatto non è ancora pronta ad accogliere
Costituzionale, lo scorso 15 gennaio, bloccava i trasferimenti dei dipendenti le attività e i movimenti che
deriverebbero dalla loro chiusura».
del tribunale stesso. Ora quei 48
si è pronunciata negativamente
è così che a pochi giorni dalla
lavoratori saranno passibili di
sull’ammissibilità del referendum
manifestazione che ha riunito la Valle
abrogativo presentato da 9 regioni in trasferimenti sia all’interno della
Peligna la lotta si fa sempre più
difesa dei tribunali minori. Una delle regione che sull’intero territorio
dura e le speranze sembrano
possibili carte da giocare per non perdere nazionale. Ancor prima che la
affievolirsi. Le belle parole
Consulta si pronunciasse, quindi,
il palazzo di giustizia sulmonese è
è proprio dall’interno del tribunale pronunciate dai politici del territorio
sfumata in un attimo all’indomani
sul palco di piazza XX settembre
della manifestazione che aveva unito che è arrivata la prima stangata alle
cadono nell’oblio, mentre l’appello
Sulmona ed il circondario in difesa speranze dei cittadini. A nulla è
degli studenti che hanno rivendicato
del presidio. Un diritto alla giustizia valso l’appello rivolto alla Corte
Costituzionale da parte dei sindaci il diritto al lavoro, che si andrà
che lentamente scivola tra le mani
a perdere con l’eventuale chiusura
del popolo e ad anticiparne l’azione di Sulmona, Avezzano, Vasto e
del tribunale, assume un sapore
è stata anche l’ordinanza emessa dal Lanciano nel quale si chiedeva di
amaro.
presidente del tribunale Giorgio Di ammettere il quesito referendario.

nessun referendum
per il tribunale

I



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ES - GENNAIO 2014

in rosa

donne e università
la scelta della facoltà legata al genere

N

di Luisa D’Avolio

onostante il consorzio universitario
Almalaurea riveli che tra i laureati italiani
le donne sono più numerose ed ottengono risultati
migliori degli uomini, dati Istat – relativi al 2013 –
confermano la difficoltà delle italiane (e non solo)
a trovare lavoro, sottolineando la loro propensione
a svolgere mansioni meno qualificate e remunerate.
Secondo uno studio dell'università della California,
presentato nel 2012 alla XIV Conferenza Europea
della Fondazione Rodolfo Debenedetti, uno dei
principali determinanti del gender gap è la facoltà
universitaria scelta dopo il liceo. Scelta condizionata
dal genere: i giovani uomini sono più propensi a
scegliere le facoltà più quantitative come Economia
e Ingegneria, mentre le donne amano più Lettere,
Arte, Design e le Scienze Sociali. La scelta della
facoltà non influenza solo i cinque anni passati tra
i banchi, ma l’intera vita lavorativa: le facoltà scelte
dai giovani uomini sono “migliori” in termini di
sbocchi occupazionali e stipendio.
La stessa tesi è sostenuta dal centro di ricerca
indipendente "Observa" con il rapporto "Donna e
Scienza 2013". I dati raccolti dall' osservatorio, che
monitora i rapporti tra scienza e società, confermano
che per le donne nella ricerca esiste non solo il ben
noto “soffitto di cristallo” ma anche un vero e proprio
“pavimento appiccicoso” che le indirizza in mondi
diversi dalla scienza e la tecnologia o, più in generale,
in ambiti occupazionali e disciplinari considerati
prerogativa femminile. Solitamente , ai più bassi
livelli della piramide organizzativa.
Ciò vuol dire, che non sono soltanto una serie di
barriere sociali e culturali a bloccare l'ascesa lavorativa
e la carriera della maggior parte delle donne.
Il fenomeno pare, infatti, generato da convinzioni
che condizionano le esponenti del genere femminile
nella scelta del proprio percorso formativo
e lavorativo. La questione si lega, perciò, al modo
in cui le stesse donne percepiscono il proprio ruolo
nella società, dandosi opportunità che restano ancorate agli stereotipi di genere prima nella vita privata e di conseguenza nel mondo del lavoro. Da
cosa deriva, quindi, la convinzione di aver raggiunto la parità tra i generi?

si cavalca l’onda del turismo
con 2 milioni di euro
per la rete museale peligna

A

ree archeologiche, bellezze storico-monumentali,
zone di importante valore naturalistico e musei.
Sono questi i destinatari di quella che sarà la rete museale
peligna approvata con tanto di firma sul decreto, lo scorso
mese, dal Ministero dello Sviluppo Economico e frutto
delle economie del Patto territoriale Comunità Montana
Peligna. Un’impresa ardua quella che si è dilazionata nel
tempo a causa dei continui cambiamenti nelle norme,
ma alla fine tutte le scadenze sono state rispettate e i due
milioni bloccati. La somma più cospicua, ben 395 mila euro,
sarà dirottata sul recupero delle aree archeologiche
e completamento di centri di documentazione a Corfinio;
208 mila euro per il centro visite sito all’interno del
castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio; 191 mila euro
per il castello Caldora e chiostro del convento dei Frati
Minori Osservanti di Pacentro; 184 mila euro per Raiano
con adeguamento e completamento di opere esistenti
quali il convento degli Zoccolanti, l’eremo di S. Venanzio
ed il museo Fantasia; 179 mila a Cansano per il centro
documentazione Ocriticum e parco naturalistico;
a Bugnara 162 mila euro per realizzare il centro
documentazioni lavori agricoli e tradizionali più ecomuseo;
per il completamento di Palazzo Colella a Pratola sono
stati stanziati 146 mila euro che permetteranno
l’adeguamento dell’area adibita ad auditorium; 139 mila
euro per il museo Civitas Prezzana; 100 mila euro circa
per Anversa e Campo di Giove, il primo per il Parco
Letterario e il secondo per interventi su Palazzo Nenni;
81 mila per le tradizioni del mulino ad acqua di Villalago;
51 mila per il museo etnografico di Cocullo e per il museo
etnografico di Introdacqua. Fino ad ora si tratta di 14
progetti ai quali dovranno aggiungersi quelli di Scanno,
Roccacasale e Vittorito, ancora in definizione come anche
i tre progetti intercomunali che potrebbero far salire
l’importo delle opere infrastrutturali, previste quest’anno,
a 5 milioni di euro. Davvero un’ottima notizia per un
Centro Abruzzo che si vuole proiettato nel turismo,
l’importante è che queste strutture non si trasformino
negli ennesimi fantasmi della Valle e che contribuiscano,
magari, anche a qualche posticino occupazionale.



ES - GENNAIO 2014

9

● DAL CAPOLUOGO

di festa, una come tante, passata a
rincorrersi e a giocare sotto
un timido sole, ad agitare manine
di cartone multicolore, non
del tutto consapevoli dei temi
e del profondo significato simbolico
dell'iniziativa.
I più piccoli non conoscono
il significato della parola
cittadinanza o quella, meno nobile,
di Cristina Palombizio
di italianità.
Sicuramente non conoscono la
affettuosamente ribattezzati il
us sanguinis vs ius soli.
sindaco Cialente durante un consiglio Bossi-Fini, e non hanno mai visto
Letteralmente il diritto del
un CIE. Sono solo bambine
comunale straordinario tenutosi
sangue contro il diritto del
nell'auditorio del Parco del Castello, e bambini che, come i "nostri",
suolo, contrapposizione
sognano di fare le dottoresse,
che per molti forse evoca solo pagine affollato per l'occasione dai piccoli
"nuovi" cittadini e dai loro commossi i poliziotti o i calciatori (rugbisti
di giornali piene zeppe di opinioni
animanti il dibattito politico nazionale genitori. In realtà per i protagonisti nel caso dell'Aquila).
Sono e saranno coloro che
sui diritti civili, ma che nei fatti
concorreranno alla costruzione
riguarda la vita di migliaia di bambine
della società del futuro.
e bambini che vivono nel nostro
Magari una società migliore
paese. Attualmente, infatti,
di quella che stiamo vivendo,
l’impianto normativo italiano nega
in cui l'arrivo di donne
il diritto di cittadinanza per
e uomini da luoghi in cu
coloro che nascono da genitori
è impossibile sopravvivere
stranieri regolarmente residenti
a causa di guerre e miseria
in Italia. Bambini che
non sia visto solo come un
“nascono, crescono, giocano,
problema o, peggio,
vanno a scuola e si innamorano
un fastidio.
nelle nostre città", ma che non
Magari sarà davvero
hanno riconosciuti gli stessi
multiculturale e accogliente, e
diritti dei loro compagni di classe.
forse si spingerà persino oltre
Contro questa mancata affermazione,
quello che noi oggi stiamo
l'amministrazione comunale
auspicando e immaginando.
dell'Aquila, sotto la spinta di
Alle prossime generazione ardua
numerose associazioni e movimenti
sentenza, ma la crescita della
cittadini, ha voluto lanciare un
comunità passa anche attraverso
messaggio di accoglienza, apertura
questa consapevolezza che
della giornata nessuna emozione
e insieme di speranza per la
gli amministratori della Valle Peligna
costruzione di una società più giusta particolare, solo un accenno
e solidale. E così il giorno della befana, di timidezza al termine dei "discorsi potrebbero far propria seguendo
l’esempio aquilano (quello buono)
noiosi", quando hanno ricevuto
nell'ambito della manifestazione
e di altri 160 comuni italiani.
"L'Aquila sono anch'io", ha conferito in dono un attestato e una copia
In fondo è o non è stata questa terra
della Costituzione tradotta
la cittadinanza onoraria a circa 500
di forte emigrazione?
bambini nati nel territorio comunale, in diverse lingue del mondo.
Per loro solo una normale giornata
“quatrane e quatrani” come li ha

Ius sanguinis vs ius soli
“L’Aquila sono anch’io”
Cittadinanza onoraria per 500 bambini

I

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ES - GENNAIO 2014

L’OPINIONE... ●

Se l’acqua scarseggia
la papera non galleggia
meglio stendere un velo pietoso.
Su rotaia, per quello che ne rimane,
e su gomma con aumenti di pedaggi
autostradali scandalosamente
spropositati e ingiustificati, siamo
al gioco delle parti tra chi permette
questi scempi e chi, senza eccessivi
meriti, ne ricava enormi vantaggi
economici. Che dire? Che fare?
Lo scoramento e la disperazione

Foto: Claudio Lattanzio

C

i hanno sempre detto che
il grado di civiltà, di buon
funzionamento e buona
amministrazione di un popolo si
valuta ed evidenzia, anche, attraverso
tre suoi elementi cardini: l’istruzione,
la sanità l’edilizia residenziale ed
aggiungiamo noi, i trasporti. Ebbene
in questi anni e, soprattutto in queste
settimane e giorni, abbiamo constatato
come questi settori essenziali della
vita pubblica del nostro Paese, siano
stati e siano malamente gestiti
e amministrati.
è di queste ore la decisione
governativa circa la restituzione di
150 euro, poi fortunatamente
rientrata, avuti in busta paga nel 2013
per gli scatti di anzianità maturati da
insegnanti e personale non docente.
Una querelle tra ministri. Una confusione
incredibile, un modo di fare da
autentici dilettanti. Peggio di così!
Per l’assistenza sanitaria siamo all’anno
zero. Con ospedali e strutture sanitarie
ridotti ad autentici scrigni vuoti.
Dove vengono mortificate buone e,
in alcuni casi, ottime professionalità.
Tutto a scapito dei cittadini utenti.
Altro che piani di rientro da voragini
di debito pregresso e manager,
strapagati, chiamati a creare circoli
virtuosi, efficienza e a evitare sprechi.
Per quanto attiene la casa e patrimonio
edilizio tra imu si, imu no, tasi,
gabelle varie ed eventuali, siamo a chi
la spara più grossa. Senza certezze e
regole precise. Sui trasporti pubblici

di Ennio Bellucci

... su istruzione,
sanità residenziale,
trasporti
sono sempre più generali e diffusi.
Ad accrescere tutto questo marasma
generale c’è anche, va detto senza
mezzi termini, il comportamento di
alcuni amministratori locali “vecchi
e nuovi”, giovani e anziani ridotti al
solo rango di esattori-gabellieri
capaci solo di tassare, tassare

e ritassare. Tutto questo, a loro dire,
in applicazione di leggi volute
e imposte dal governo centrale.
Ma non è così. Ci sarebbe
discrezionalità. Quello che manca è
la capacità di saper leggere
e interpretare le singole realtà,
gli stati d’animo, le situazioni.
“Le canzoni” si possono cantare
o interpretare. Qui mancano
gli interpreti. Pullulano, invece, i
cacciatori di teste, pardon,
di poltrone. Personaggi che senza
particolari meriti e pur avendo già
dato ampia dimostrazione di scarsa
capacità, spalleggiati e sostenuti da
cordate politiche e compari, continuano a occupare posti di rilievo
lautamente compensati. Tra qualche
mese si voterà, almeno per l’Europa,
la Regione e… stiamoci attenti
diciamo no a chi ha pianificato, a
nostre spese, carriere politiche.
A chi non ha saputo rapportarsi con
il territorio. Diciamo no alle lusinghe,
alle assordanti sirene, alle tante ugole
che verranno a dirci che si batteranno
per migliorare lo stato e la condizione
pietosa del nostro territorio, che
faranno gli interessi del Paese e della
gente. Lo vadano a dire alle
centinaia, migliaia di giovani
diplomati, laureati disoccupati.
A chi ha perso il lavoro e, sfiduciato,
neanche più lo cerca. Alle loro
famiglie, ai loro padri, alle loro
mamme, sorelle e fratelli.
A chi è in cassa integrazione,
in mobilità, a chi vive con tre,
quattrocento euro al mese.
Bella la vita…vero?

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ES - GENNAIO 2014

11

● ECONOMIA

Pil o Fil, tra ricchezza e felicità

“N

on si può misurare lo spirito
nazionale ne i successi
di un paese sulla base del
prodotto interno lordo, in quanto esso
comprende anche l'inquinamento
dell'aria, le ambulanze per sgombrare
le carneficine delle autostrade nei fine
settimana o programmi televisivi
violenti. Il pil non misura ne il coraggio,
ne la saggezza, ne la conoscenza. Esso
può dirci tutto, ma non se possiamo
dirci orgogliosi di essere americani”.
Questo discorso dell’allora senatore
Robert Kennedy, candidato alla
presidenza, passerà alla storia come il
“discorso sul pil” ed aprì il dibattito
sulla validità di questo strumento
come misuratore di un certo grado
di benessere di una data comunità
nazionale. Nonostante gli anni rimane
attualissimo. Il regno del Bhutan
che, sulla base del calcolo del pil
risulterebbe uno dei paesi più poveri
al mondo, usa come indicatore del

12

ES - GENNAIO 2014

proprio benessere la “felicità interna
lorda” al suo posto, ponendosi come
obiettivo lo sviluppo di cinque indici
principali: sviluppo umano, governance,
sviluppo equo e sostenibile, patrimonio
culturale, conservazione dell'ambiente
e settantadue indici secondari. Sulla
base di questo il Bhutan risulta uno
dei paesi più felici del mondo.
Lo stesso Dalai Lama ha dichiarato
la sua preferenza per tale criterio,
precisando che non deve essere intesa
la felicità come indicatore di un
piacere effimero che derivi solo da
piaceri materiali e che il fine ultimo
economico dovrebbe essere il
raggiungimento della felicità.
Tutti noi preferiremmo che il
telegiornale serale aprisse con il titolo:
“anche se il pil si contrae dello 0,5%,
abbiamo un aumento del fil del
1,3%”, ma il punto debole di un dato
tipo di indicatore è che, purtroppo,
al contrario del freddo pil che si basa

su grandezze oggettive anche se
discutibili, il fil si basa su indici
soggettivi e ampiamente opinabili.
Prendendone uno a caso, ad esempio
il tempo libero (tra i secondari) e
considerando due soggetti tra cui un
lavoratore part-time e l’altro fulltime verrebbe da pensare che chi ha
maggior tempo libero sia più felice,
ma non si considera l’ipotesi che tra
le sue preferenze ci sia quella di avere
un maggior reddito lavorando, se è
necessario, di più. Ma analizziamo
un caso concreto. Anni fa lo stesso
Bhutan ha espulso 100mila cittadini
di origine nepalese, in quanto essi
non si sentivano veri “bhutanesi”,
con effetti negativi certi sul pil,
mentre non si ha certezza su quella
positiva del fil.
Dunque il pil non ci dirà se siamo
più o meno degni di essere delle
persone civili, ma al momento e
purtroppo, appare l'unico indicatore
concreto per la stima della ricchezza
di una nazione, ammesso poi che
una nazione ricca possa essere
considerata una che spende molto in
alcol o proiettili piuttosto che in
sanità e istruzione.
SG

OPPORTUNITà ●
Verranno, infatti, finanziate iniziative
culturali disparate: dalla traduzione di
testi letterari alla proiezione di film;
dalla promozione di registi al
sovvenzionamento di distributori e
agenti di vendita del settore audiovisivo.
Inoltre, “Creative Europe”, sostiene lo
sviluppo di competenze e la formazione
professionale dei professionisti del
settore audiovisivo, l'organizzazione di
festival cinematografici – e non solo –
in cui verranno premiati i migliori artisti
emergenti ed, ogni anno, è prevista la
proclamazione di due capitali europee
della cultura tra le città più meritevoli
dal punto di vista della promozione
dell'arte e del patrimonio culturale.
Dal 2016 il contributo si amplierà con
un ulteriore strumento di garanzia
inanziaria: 126 milioni di euro, per
favorire l'accesso ai finanziamenti da
parte di settori culturali e creativi.
Una buona notizia per l'arte, la cultura,
il cinema e l'economia: un modo per
alimentare i settori culturali e creativi
di Luisa D’Avolio
d'Europa, un espediente per contribuire
ad una crescita economica inclusiva e
la cultura, il multilinguismo e la
a Commissione europea,
sostenibile creando occupazione
gioventù – nell'arco dei sette anni
all'interno della nuova
in settori strategici per gli stati membri
saranno almeno 250 mila gli artisti
programmazione
ed un'ottima occasione per i cittadini:
e gli operatori del mondo della cultura
2014-2020, stanzierà
sia per coloro che hanno voglia e talento
coinvolti. Ad animare il progetto la
1,46 milioni di euro con il programma
per mettersi in gioco, ma anche per tutti
“Creative Europe”. L'iniziativa, approvata convinzione che investire nella cultura
gli altri che ne fruiranno.
e nella creatività sia la chiave per
lo scorso novembre 2013, prevede
Per consultare il programma, attivo dal
un piano di finanziamenti per i creativi contribuire alla crescita economica
e occupazionale, oltre che all'innovazione mese di gennaio del 2014, basta andare
di tutta Europa con lo scopo di
sul sito:
e la coesione sociale.
incentivare la cooperazione
http://ec.europa.eu/creative- europe;
Europa Creativa nasce con la volontà
tra gli operatori culturali degli Stati
mentre per fare domanda il sito di riferidi alimentare la cooperazione
membri .
mento è:
internazionale, e con la visione di
Come ha spiegato Androulla Vassiliou
http://euacea.ec.europa.eu.
– Commissario europeo per l'istruzione, generare cultura e investimenti.

“creative europe”
In arrivo i finanziamenti per i creativi
perché con la cultura gira l’economia

L

ES - GENNAIO 2014

13

● L’INTERVISTA

Silvio Lancione:

“Valle Peligna,
Italia autentica”
un incubatore per la nuova imprenditoria
basata sull’enogastronomia locale ed il turismo
con tanto di marchio di qualità

“V

alle Peligna, Italia
Autentica” è questo il progetto
che la Bcc di Pratola sta mettendo
in atto come contributo allo
sviluppo del Centro Abruzzo
cercando di facilitare e supportare
iniziative imprenditoriali capaci
di valorizzare, anche all’estero,
i punti di forza del territorio
attraverso l’uso di un marchio
d’identità e qualità. Ne abbiamo
parlato direttamente con
il direttore dell’istituto,
Silvio Lancione, tra i promotori
insieme a Mauro Cianti (CEO
Don e Fuller Jeans);
Maximo Ibarra (CEO Wind
Telecomunicazioni spa); Roberto

–5 0 %

14

ES - GENNAIO 2014

Marinucci (CEO Fater spa).
La Bcc è in prima linea in questo
progetto, perché ?
La banca non deve essere un semplice erogatore di denaro perché
se così fosse non svolgerebbe a
pieno il suo ruolo. Quindi da
gennaio scorso siamo partiti con
una serie di iniziative per creare
una sinergia tra banca
ed imprenditoria. Si è puntato
sulle competenza e sulla formazione
e a marzo c’è stato un corso
manageriale rivolto agli
imprenditori della zona al quale
hanno preso parte anche alcuni
dipendenti della banca proprio
per creare questa “osmosi”.

Banca ed impresa a scuola insieme.
Per avere successo non bisogna
vendere solo il prodotto, deve
essere ideato, posizionato sul
mercato, venduto ad un prezzo
giusto e poi l’azienda deve avere
un’organizzazione. Noi abbiamo
individuato questa carenza nelle
competenze dei nostri imprenditori.
A maggio scorso poi il convegno
“Dal progetto all’azione.
Un pensiero globale per agire
locale” in cui ho invitato i tre
manager (Cianti, Ibarra,
Marinucci) e da qui è nata l’idea
di un impegno concreto a partire
dal marchio di qualità in
registrazione.

Quali i settori sui quali si punta ?
Ci rivolgiamo principalmente al
settore enogastronomico
e turistico, i punti di forza
del territorio. Ancora non siamo
partiti ufficialmente con il sito
e già abbiamo quattro progetti.
Nel turismo e ricettività già ci
sono associazioni impegnate in
tal senso…
Non vogliamo sovrapporci a
strutture esistenti, il nostro
obiettivo è quello di dare un’identità
al territorio attraverso un marchio
che in giro per il mondo riesca ad
identificare totalmente la Valle
Peligna. Vogliamo essere un
gruppo che fornisce un supporto,
un “incubatore di imprese”.
Qual è la nostra debolezza?
Non c’è una ricettività turistica,
un’offerta sinergica, modulare,
elastica, impacchettabile. Ad
esempio se un gruppo di turisti
volesse fare una passeggiata in

montagna non ci sono strutture
alle quali rivolgersi per avere una
guida. Non c’è un’offerta trasversale
per usufruire del territorio.
Cosa deve fare chi ha un prog etto
da avviare in questi settori ?
Bisogna collegarsi al sito itaut.it,
che stiamo attivando, ed inserire
il progetto. Quattro ragazzi
si occuperanno di un primo
screening valutando i progetti
migliori ai quali sarà fornito un
supporto manageriale con tutti i
consigli del caso, anche le
tipologie di finanziamento.
Forme di finanziamento?
Non ci sono solo le banche a cui
chiedere risorse, ma anche
l’opportunità di trovare altri
partners interessati direttamente
al progetto.
Scadenze da rispettare?
Nessuna.
Quali sono le potenzialità del
territorio sulle quali ci si

concentra inutilmente ?
è inutile concentrarsi sull’attrarre
grande impresa che non crea
ricchezza per il territorio, non
crea quel valore aggiunto. Loro
puntano sulla base produttiva e
poi chiudono i battenti,
il territorio così resta una
scatola vuota.
Con la rincorsa alla sfida globale
si potrebbe correre il rischio di
omologarsi ?
Globale è solo il mercato al quale
ci vogliamo rivolgere.
Se qualcuno presentasse un
progetto che non è
necessariamente enogastronomico
o turistico?
è importante presentare un
progetto, un business plan che
preveda i costi per l’avvio
dell’attività, l’incasso previsto
nel primo anno, è necessaria
un’indagine di mercato, stabilire
quello di riferimento. ■

ES - GENNAIO 2014

15

● CONTRIBUTO

dal canto della terra
alla manipolazione dell’uomo

il sisteMa
Haarp
Le nostre vite cominciano a finire
il giorno in cui stiamo zitti
di fronte alle cose che contano.
Martin Luther King

di Alessio Di Benedetto

L’

uomo materialistico,
l’uomo ormai distaccato
dalla sua essenza fonica
e vibrazionale, l’uomo assetato di
potere e di odio per il mondo e per il
creato, ha messo a punto un sistema
di distruzione del Canto della Terra,
la cui Voce risuona alla frequenza
elettromagnetica di 7,83 Hertz. Ci
riferiamo al Progetto Haarp
(Programma di ricerca aurorale
attiva ad alta frequenza), un vero e
proprio piano di manipolazione
mentale e ambientale, ormai un
sistema perfettamente operativo e diffuso
a livello mondiale con ripetitori
dagli USA all’Europa, dall’America
Latina fino all’Australia, in sinergia
con le antenne Mous che si stanno
installando nella riserva naturale
d’importanza comunitaria di
Niscemi in Sicilia (definite innocue
dalle nostre autorità, ma chissà
perché Spagna e Germania non le
hanno volute nel loro territorio).
L’affermazione del direttore di
ricerca della Cia non lascia alcun
dubbio, circa i propositi occulti
riguardanti il controllo mentale di
simile sistema: “ogni pensiero
umano, ogni emozione, ogni
percezione e ogni bisogno potrebbero
essere soggiogati, attraverso
stimolazioni elettriche e frequenziali
del cervello” 1. Non dimentichiamo
che, dal punto di vista della Fisica
__________
1

Cfr.: Alessio Di Benedetto, All’Origine fu
la Vibrazione, Nexus Edizioni,
Due Carrare (PD), 2011 (ristampa).

16

ES - GENNAIO 2014

Alcune antenne a Gakona in Alaska.

Vibrazionale, tutti i processi biologici
dipendono dalle interazioni dei campi
elettromagnetici e gravitazionali.
Tanto per intenderci, la sfera terrestre
è una cavità echeggiante al pari di
una cassa armonica, tipica degli
strumenti musicali. Non a caso,
il nostro pianeta canta una nota
particolare, denominata Frequenza
Schumann. Nel 1952, essa è stata
perfettamente calcolata in 7,83 Hz,
un’onda elettromagnetica e non fonica
e pertanto inudibile all’orecchio
umano. Pensate che qualsiasi attività
umana organica e vitale (pensiero,
battito cardiaco, sentimento
d’amore, immaginazione...) pulsa
in risonanza con tale Suono Madre.
Già nel 1915, Nikola Tesla rilasciava
un’intervista al New York Times
dell’8 dicembre, nella quale affermava
la possibilità di trasferire l’energia dal
punto di produzione in ogni parte
del mondo attraverso la ionosfera.
Tesla, quindi, aveva intenzioni
pacifiche. Chi se ne è appropriato,
invece, ha solamente intenzioni
malvagie: sterminio dell’umanità ed
instaurazione del Nuovo Ordine
Mondiale. Il fatto assurdo è che la
scoperta “Tesla” sia stata “presa
in prestito” dal fisico Bernard J.
Eastlund e che, nonostante la
pedissequa imitazione che egli teorizza,
gli sia stato concesso il brevetto (US
#4,686,605) l’11 agosto del 1987.
In esso si legge letteralmente che è:
“un metodo ed un’apparecchiatura
per alterare una determinata
regione nell’atmosfera, ionosfera

e magnetosfera della Terra”.
Uno degli iniziatori degli studi,
condotti sull’interrelazione fra ritmi
cerebrali e frequenze naturali, fu
Itzhak Bentov nel 1977 (Stalking
the wild Pendulum). L’ingegnere
australiano Lewis B. Hainsworth
aveva già fatto delle ricerche in tal
senso, scoprendo il legame indissolubile
fra la salute umana e la risonanza
naturale del nostro pianeta. Esiste una
statistica preoccupante che compara
le alterazioni della R.S. con l’aumento
di attacchi cardiaci, tentativi di
suicidio, incidenti stradali, crimini
efferati e così via. In questo campo, i
maggiori ricercatori, come Krippner
e Persinger, hanno evidenziato i rapporti
fra inquinamento elettromagnetico
(EM), scompensi cerebrali e
atteggiamenti deviati di vaste aree
geografiche. Ma questo è ben poco
rispetto alle possibilità che il sistema
Haarp offre, come ad esempio:
1) d’influire in maniera drastica sul
tempo atmosferico in sinergia con
le scie chimiche; 2) di provocare
terremoti a qualsiasi profondità;
3) d’interferire con le onde cerebrali
di uomini ed animali; 4) di alterare
la Risonanza Schumann e pertanto il
campo magnetico del nostro pianeta;
5) di generare esplosioni nucleari
senza ricaduta radioattiva;
6) irradiare calore ad una distanza
estrema, persino in bunker situati a
grandi profondità; 7) di eliminare le
comunicazioni su aree specifiche e
vaste, mantenendo quelle militari e
chissà cos’altro!!!

E tutto questo potenziale distruttivo
contro la nostra Terra è stato
eufemisticamente definito scudo
spaziale (quello che gli Amerikani
hanno iniziato ad installare nel 2008
in Cecoslovacchia e Polonia, in
nome della loro “linea distensiva”
con la Russia) o con un tocco di
trasognata visione filmica Guerre
stellari. è ovvio che esso fa parte dei
“progetti in nero” degli U.S.A., tanto
che lo stesso Congresso degli Stati
Uniti non sa neppure come vengano
spesi i soldi pubblici che ne hanno
finanziato la realizzazione! Il già
nominato Sistema Haarp ha la sede
centrale nella città dell’Alaska
Gakona, a 200 miglia a nord-est di
Anchorage e a 30 miglia a Nord
dell’Università di Fairbanks
(che collabora al Programma con i
militari). A Gakona sono state
disposte 360 antenne di 22 metri
d’altezza su 9,3 ettari di terreno,
che saranno costantemente
potenziate fino a raggiungere un
potere distruttivo inimmaginabile
che costituisce una vera e propria
minaccia per l’ecosistema della Terra
e per le sue interazioni sottili con la
ionosfera, la magnetosfera ed il
sistema solare. Siamo perciò di
fronte ad una delle armi geofisiche
più sofisticate che può alterare irrimediabilmente il clima globale e
produrre alluvioni o siccità. Il suo
potere devastante non
ha confini e le sue implicazioni militari
sono estremamente allarmanti, ben
peggiori di quelle nucleari, giacché
simile tecnologia a basso costo può
produrre persino esplosioni radianti
a qualsiasi altezza e sotto la crosta

terrestre, provocando terremoti di
qualsiasi entità.
Un esempio paradigmatico è il caso
Melilla, città portuale della costa
nord occidentale del Marocco, dove
la temperatura nel giro di 5 minuti è
passata da 24 gradi centigradi a 41,
lasciando sconcertati gli esperti di
meteorologia. Ecco come fu riportata
la notizia dal quotidiano spagnolo
el pais (23 luglio 2001): “Alle 8.24,
la temperatura si è innalzata di 17
gradi in soli 5 minuti. … Per fortuna
nel successivo quarto d’ora la
temperatura si è riassestata. Ma, per

MUOS (Mobile User Objective System) di Niscemi in Sicilia può proiettare
radiazioni su qualsiasi parte del pianeta.

assurdo, alle dieci di mattina si ebbe
una versione più moderata dello
stesso poltergeist meteorologico,
questa volta con un riscaldamento
improvviso di soli 15 gradi”.
E che dire dell’anomalo terremoto
che colpì la Bolivia a 600 chilometri
di profondità (9 giugno ‘94), visto
che di solito i sismi avvengono a non
più di 25-30 Km sotto la crosta
terrestre? è science news del 18
giugno ‘94 che ce ne parla, mentre
il sismologo Bruce Presgrave rileva
che la magnitudo 8.2 della scala
Richter (12 della Mercalli) non
giustifica la sua netta ripercussione
fino al confine con il Canada.
Haarp ha la capacità, lavorando
in collaborazione con lo spacelab,
di produrre energie elevatissime
e provocare distruzioni epocali
e di massa in qualsiasi parte
della Terra.
Naturalmente il Programma può
modificare l’ambiente vibrazionale
naturale e scatenare inondazioni o
uragani. Eppure esso sarà “venduto e
spacciato” al pubblico come studio
sull’Aurora Boreale (Alice nel paese
delle meraviglie)! La stampa straniera
e gli stati occidentali hanno comunque
denunciato che il piano antimissile e
di laser orbitali “Joint Vision 2020”
è un piano estremamente pericoloso,
il cui fine è il dominio degli U.S.A.
su tutto il mondo.
ES - GENNAIO 2014

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● LO CHIEDO A...

la mediazione civile e commerciale:
cosa cambia dopo il decreto del “fare”
di Roberta Polce, avvocato

L

a mediazione inizialmente
introdotta con il d.lgs. 4
marzo 2010, n. 28, rappresenta
un sistema di risoluzione delle
controversie relative ai diritti
disponibili, alternativo al processo
civile. Essa consiste nell’attività
svolta da un terzo imparziale
finalizzata ad assistere le parti nella
formulazione di una proposta e nella
ricerca di un accordo. Dopo il primo
arresto della Corte Costituzionale la
mediazione obbligatoria in numerose
materie viene confermata dal Governo
Letta col decreto del “fare”. Le materie
sono quelle di cui all’art. 5 comma 1,
d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 (condominio,

18

ES - GENNAIO 2014

diritti reali, divisione,
successioni ereditarie,
patti di famiglia,
locazione, comodato,
affitto di aziende,
risarcimento del danno
derivante da
responsabilità
medica e diffamazione
a mezzo stampa o
altro mezzo di
pubblicità,
contratti
assicurativi
bancari e finanziari,
risarcimento del
danno derivante
dalla circolazione di
veicoli e natanti introdotta dal 20
marzo 2012) ad eccezione di quelle
relative alla responsabilità per danno
da circolazione stradale e dell’aggiunta
delle cause relative alla responsabilità
sanitaria, oltre che medica. Grazie a
questo decreto l’avvocato torna ad
avere un ruolo centrale nella cura e
nella tutela degli interessi del proprio
assistito. Egli è tenuto, infatti, ad
informarlo circa la possibilità
di avvalersi della mediazione e dei
suoi benefici, dei tempi (ridotti a tre
mesi) della procedura di mediazione,
dei relativi costi e circa i possibili
risultati. Ove tutte le parti aderenti

alla mediazione siano assistite da un
avvocato l’accordo sottoscritto
costituisce titolo esecutivo per
l'espropriazione forzata, l’esecuzione
per consegna e rilascio, l'esecuzione
degli obblighi di fare e non fare,
nonché per l'iscrizione di ipoteca
giudiziale senza necessità di dover
ricorrere all’omologa del presidente
del tribunale. Rispetto al d.lgs. 4
marzo 2010, n. 28, le novità introdotte
dal decreto del “fare” soddisfano
maggiormente l’esigenza avvertita
dagli operatori del diritto di assicurare
e garantire un corretto accesso alla
giustizia ed un corretto utilizzo della
stessa, nell’ottica di una riduzione di
tempi e costi per il cittadino.
Tuttavia, nonostante i primi interventi,
solo l’effettiva sperimentazione della
mediazione porterà a verificarne i
successi ed a valutare la necessità di
ulteriori integrazioni e modifiche.
Si è stabilito, difatti, che il
procedimento di mediazione
è condizione di procedibilità della
domanda giudiziale per i quattro
anni successivi alla data della sua
entrata in vigore, mentre al termine
di due anni dalla medesima data di
entrata in vigore, sarà attivato su
iniziativa del Ministero della
giustizia il monitoraggio degli esiti
di tale sperimentazione.

OLTRE IL TABù ●

a natale si è tutti
più ipocriti
di Michele Taddei
mictad@live.it
A Natale sono tutti più cattolici/ipocriti.
Gesù è nato povero, riscaldato da un
bue e da un asinello. A celebrare
l’avvento, non sono stati i sacerdoti nei
grandi tempi sfarzosi, ma i contadini
e la gente povera ed umile. La sua
nascita, non si dovrebbe festeggiarla
con pranzi e cene pompose, ne
tantomeno con tavole imbandite di
“morte”, quei cadaveri sgozzati sono i
suoi fratelli animali. Cristo nasce per
ridare voce e giustizia a chi non ne ha,
per liberare gli ultimi e per lanciare

un messaggio semplice ma epocale,
ovvero: “ama il prossimo tuo come
te stesso e non fare agli altri quello che
non vuoi sia fatto a te”. Oggi invece
il Natale è la corsa all’apparenza, del
buonismo, si fa shopping, si comprano
regali, che con buona probabilità
saranno poco equo e solidali e incentivo
allo sfruttamento, un made in Cina.
Ed è cosi che il messaggio del più
grande rivoluzionario della storia
viene cambiato e stravolto dall’uomo
gretto. L’umiltà, l’etica, la giustizia, la

vita e l’amore che Cristo predicava,
vengono barattate senza vergogna;
al loro posto ostentazione del lusso e
consumismo estremo, il tutto condito
da “sinceri” auguri. Il Natale è diventato
la festa dell’ipocrisia, milioni di persone
che durante l’anno si dimenticano
dell’insegnamento di Gesù, la notte
della vigilia si ritrovano in chiesa
impacchettati da un bel vestito nuovo
pronti per l’annuale sfilata in luoghi
che, per l’occasione, di sacro non
hanno più nulla. Eppure il messaggio
del Messia è semplice, parole alla
portata di tutti: digiuno a Natale,
perdono, solidarietà fattiva, impegnarsi
sinceramente affinché avvenga un
piccolo miracolo, nel nostro piccolo.
L’avvento di Gesù ha stravolto
a storia dell’intera umanità, la sua
memoria e la sua parola non devono
essere solo tradizione e superstizione,
processioni di Santi e Madonne,
in competizione tra loro,
dimenticando il vero messaggio
cristiano.
Lo sfarzo che riempie le nostre
chiese non l’ha chiesto Cristo, ne
tantomeno di spendere soldi tra
fuochi d’artificio e luminarie quando
si potrebbero spendere per fini
umanitari. Quando il Salvatore ha
chiesto di celebrare la sua nascita
con tutto questo? I cattolici non si
offendano bensì imparino a riflettere
su come sia possibile non offendere
quotidianamente il loro Dio con
azioni che, spesso, di cristiano hanno
poco o nulla a partire da gesti ed atteggiamenti egoisti e da parole piene
di odio, giudizio e pregiudizio.

ES - GENNAIO 2014

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● CULTURA
Santilli – lì si esibiscono tanti nomi.
è stata un’ottima esperienza formativa
anche se si poteva fare di meglio,
siamo stati un po’ timidi, ma è la
prima volta che viviamo una
situazione del genere. La serata è
stata impegnativa anche se, a dire il
vero, non troppo stimolante a livello
musicale nel senso che il genere che
hanno proposto gli altri gruppi è un
po’ lontano dal rock che proponiamo
noi”. Quel rock “old school” che non
manca mai di far muovere le piazze
in cui i giovani musicisti suonano
abitualmente, tra i gruppi più
contattati in zona. Nella semifinale
che si è svolta a novembre a
Cepagatti il gruppo si era classificato
al terzo posto su sette con un
punteggio di 39 che li aveva catapultati al quindicesimo posto della
classifica nazionale su un totale
di 46 band. Non hanno deluso le
aspettative dei tanti che da tempo li
seguono nelle loro diverse tappe
musicali. I e Old School, ad inizio
gennaio, sono stati anche tra
i partecipanti del noto contest
nazionale MarteLive a Teramo dal
quale, però, sono usciti delusi per
l’incongruenza tra i voti forniti
E se ne tornano a casa con un gran bel compilation con tutti i gruppi
dalla giuria, che li davano vincenti,
risultato i e Old School che lo scorso “vincenti” e mezzo attraverso il quale e quello dell’ultimo giurato,
12 dicembre sono stati impegnati
la loro musica viaggerà un po’ in
che in casa, li ha spodestati del
nella finalissima del Sanremo Rock
tutta Italia. Il quinto posto, inoltre, è primo posto sovvertendo
Contest. I bravi ragazzi della Valle
valso ai e Old School la possibilità completamente l’esito della giuria.
Peligna si sono classificati al quinto
di essere una proposta per il classico Questa brutta esperienza solo
posto in una serata speciale che ha visto Sanremo nella sua 66esima edizione, un’altra per far capire loro come,
la partecipazione di 16 concorrenti. quella del 2015. Insomma al Keller
purtroppo, gira il mondo, un altro
Un quinto posto ancor più
Platz di Prato il gruppo è uscito con insegnamento da conservare
straordinario se si pensa che il loro
un ottimo pacchetto di esperienza e per il futuro seppur in negativo.
brano “Son of a rocker” è l’unico in
possibilità e con un curriculum che
Intanto i ragazzi si preparano per
inglese ad essere entrato nella rosa
aumenta di spessore. “Ci siamo
l’uscita del loro nuovo ep, prevista a
dei cinque, posto che permetterà
confrontati con una grossa realtà –
febbraio, con il sostegno di Marco
loro di finire all’interno della
commenta per il gruppo, Niccolò
Di Ianni. ■

Quinto posto per i
the old school

al sanremo rock contest
Il gruppo made in Valle Peligna
tra le probabili proposte
della 66esima edizione di Sanremo 2015

teel

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20

ES - GENNAIO 2014

“Non è come pensi”,
un film ad Anversa
di Valentina Latini

Claudio Spinosa

poeta heiku

“scavano nell'aria le tigri in fiamme in rotte
imperscrutabili. visioni incenerite scendono giù
dal cielo. osservo tutto dietro finestre sempre
chiuse di case galleggianti su ornamenti siderali”.
(UomoAsfalto)

La natura, la vita, la morte, l’esistenza, sono queste

le colonne portanti della poesia di Claudio Spinosa,
poeta sulmonese che attraverso i suoi versi si ricollega
alla poetica heiku giapponese, caratterizzata da tre
versi e 17 sillabe, e a quella ermetica. Se nella struttura
Claudio si discosta dalle regole heiku nelle tematiche
vi rimane, tuttavia, fedele. Le sue prime poesie
risalgono al 2005 allorquando si avvicina a testi di
yoga e meditazione, ma la passione per la scrittura ha
origini più remote cioè da quando Claudio scriveva
i testi delle canzoni del suo gruppo. Un artista che
ha trovato la sua massima “ispirazione” nella poesia
e dal 2005 sono ben 8 le sue raccolte. Ultima quella
uscita nel 2013 Twitter heiku che inizialmente ha
trovato terreno fertile proprio sul noto social network.
In vendita sulla piattaforma di Amazon le raccolte di
Spinosa viaggiano lontano dagli scritti commerciali,
di poesia non si vive, non lo si è mai fatto in una società
in cui più che al contenuto si bada al personaggio.
Nelle sue poesie oltre ad esprimere il suo mondo
interiore il poeta da ai lettori messaggi basati sulla
convinzione di “essere tutto e niente”, di assaggiare
la vita “qui ed ora”, “presenza ed essenza” semplicemente
rinchiusi in un contenitore, il corpo fisico. «La mia
linea guida è sicuramente l’intuizione del momento
presente che ha una grande forza – spiega il poeta –
Il mio intento se così posso chiamarlo e' quello di
fornire nei lettori, uno strumento con cui andare
oltre le illusioni sensoriali, bypassare la mente egoica
e razionale per connettersi con la nostra essenza».

Inizieranno a Febbraio, ad Anversa, cittadella incantevole
nel cuore d'Abruzzo, le riprese del film “Non è come
pensi”. Una commedia, che al suo interno mostra però la
tragedia italiana del mancato lavoro che tutti noi stiamo
vivendo attualmente. I protagonisti sono Paola Cortellesi,
moglie del regista, e Raoul Bova; la commedia presenta
una storia di provincia – racconta il regista – in cui una
donna, un piccolo genio dell'Architettura, che,
successivamente al suo corso di laurea, riesce a realizzare
il sogno di fare l’Architetto. E' costretta però ad emigrare
all’ estero, poichè in Italia non c’è possibilità di trovare
un solo posto di lavoro nel suo campo. Il film è una storia
del tutto autentica, che vuole sì far ridere, ma fa anche
riflettere sul dramma attuale ove sempre un numero
crescente di giovani scelgono di lasciare la propria patria
per trovare fortuna altrove. Secondo gli ultimi dati statistici,
riportati anche sul giornale Focus aumentano, infatti,
i giovani che provano a cercare fortuna all’estero.
I connazionali emigrati nell’ultimo anno sono aumentati
del 9%, e tra essi, sono molti i giovani laureati. Alcuni
definiscono questo momento un'epidemia di “cervelli in fuga”;
Così Milani, il regista, ha ritenuto importante e molto
interessante affrontare questa tematica per affacciarci
sempre più numerosi al problema. Le dinamiche del
film sono studiate per non annoiare, quindi far sorridere
anche lì, dove ci sarebbe poco da ridere. La scelta è caduta
su attori dinamici, attualissimi e particolarmente amati
da uomini e donne, per un target di pubblico a 360 gradi.
Consigliato.

ES - GENNAIO 2014

21

gli equilibristi
Regia: Ivano De Matteo
Sceneggiatura: Valentina Ferlan,
Ivano De Matteo
Drammatico, Italia, 2012

di Carlo Liberatore

Il funambolismo è l’arte della vita.
è la metafora della capacità di uomo di
padroneggiare la propria esistenza
a dispetto della vertigine. C’è qualcosa
di universale nella corda tesa fra due
estremi. La determinazione di un
obiettivo e l’implicazione di un cammino
fatto di difficoltà. Richiede coraggio,
umiltà. Ricerca della perfezione. Perché
sul palcoscenico del cielo basta un alito
di vento a spazzare via tutto ciò che ti
appartiene. La prima cosa che mi è venuta
in mente al termine della visione del
film di Ivano De Matteo è stata la figura
esile di un uomo che mi ha da sempre
affascinato. Philippe Petit è uno dei più
straordinari funamboli viventi. Un artista
eclettico la cui più forte ambizione nella
vita è quella di porsi sfide sempre più
assolute. Stiamo parlando dell’autore della
più grande traversata su filo che occhi
umani abbiano potuto contemplare:

il passaggio fra le torri del world Trade
Center nell’estate del 1974.
Una straordinaria manifestazione artistica,
in cui il gesto creativo si fa memoria
indelebile e contrappunto alla cecità
distruttivo-terroristica dei primi anni del
nuovo millennio. Ma torniamo a noi e
al perché di questo accostamento. Gli
equilibristi è un film in cui il protagonista
diviene un funambolo di terra involontario.
Giulio, interpretato dal bravo Valerio
Mastrandrea, è un uomo di ceto medio
impiegato nel Comune di Roma, 1200
euro al mese e poche certezze. La sua vita
è quella dell’uomo-padre che si accolla
con onestà e spirito di abnegazione le
responsabilità familiari in nome di
una tranquillità fatta di poche pretese.
Ha due figli: Camilla, un’adolescente
all’alba della vita con la quale si
punzecchia ma
dialoga costruttivamente e un
bambino, Luca,
che protegge
senza riserve. La moglie Elena, Barbora
Bobulova, è segretaria part-time in uno
studio medico. Fin qui tutto bene.
Sennonché la rottura: le prime immagini
del film rivelano per mezzo di una
macchina da presa fluttuante, quasi che
il disequilibrio vada in cerca di qualcuno
in cui abitare, il tradimento di Giulio.
Una scappatella che lui definisce uno
sbaglio, “una cazzata”, ma che la moglie
Elena, pur comprendendo la natura
isolata dell’episodio, non riesce a superare.
La separazione è inevitabile e il germe
latente della precarietà si impossessa dell’esistenza del protagonista.
All’instabilità affettiva subentra ben presto
l’incapacità di far fronte alle sempre più
ingenti spese economiche che derivano
dalla separazione. Uno stipendio non
basta e il divorzio non è qualcosa che
tutti possono permettersi. Giulio ne fa
le spese e la sua vita scivola lentamente
nei meandri opachi di un tormento
interiore fatto di affitti esorbitanti, rate

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22

ES - GENNAIO
DICEMBRE2014
2013

del mutuo e auto-imposizioni morali
rispetto alle esigenze sacrosante dei figli.
L’uomo si ritrova così a cercare lavoretti
extra e soggiorni improbabili, tra cui il
sedile posteriore della sua auto, per
preservare la sua idea di unità familiare;
unica ancora di salvezza tra la marea
assordante di un futuro insondabile.
E lo fa in silenzio. Giulio percorre il filo
della sua esistenza sostenendosi al
bilanciere della dignità. Accettando la
paura e dando valore alla sua fragilità.
Sembra inerte ma è solo immobile e
l’immobilità è uno dei requisiti
fondamentali quando si cammina sulla
corda. Giulio dovrà perdonarsi prima di
essere perdonato. L’auto-punizione lo
porterà al limite della sopportazione e solo
allora, tristemente e fortunatamente,
vedremo l’appiglio dato dalla
comprensione. D’altronde come diceva
un grande poeta: “il dolore è ancora più
dolore se tace”. Gli equilibristi è un film
sociale e personale che non dimentica
l’uomo e sottolinea le difficoltà di quei
cittadini di “confine” la cui vita
è costantemente in bilico tra il benessere
e l’indigenza. Ma è anche un film sugli
sbagli, sulla tolleranza. Sulla capacità
autentica di preservare ciò che amiamo.
Il classico da segnalare
MAN ON wIRE - Un uomo tra le torri
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Philippe Petit (book)
Cast: Philippe Petit, Jean Francois Heckel
Documentario – Uk – 2008

Nuove uscite
NEBRASKA
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura: Bob Nelson
Cast: Bruce Dern, will Forte, June Squibb
Drammatico – Usa – 2013
Data Di Uscita: 16 Gennaio 2013

a cura di Silvio “Don” Pizzica e Riccardo Merolli
www.rockambula.com

Steby
Troppo Rumore

Arcade Fire
Reflektor

Genere: Pop (Ita)
Voto: 1/10
Marialuisa Ferraro

Genere: Alt Rock,
Post Disco (Can)
Voto: 8/10
Giorgio Grigio

Avete presente la programmazione musicale delle reti locali?
Quei programmi in cui c’è un’orchestra piuttosto attempata
e una tipa più o meno milf, più o meno vestita, che canta un
brano nazionalpopolare? Ecco Steby, cantante di Latina,
sembra uscita da uno di quei programmi lì. Troppo Rumore
è il disco con cui si è lanciata sul mercato discografico, in
stile crowdsurfing. Chissà se qualcuno ha aperto le braccia
per accoglierla. Forse neanche la sigla di Dragon Ball ha uno
stereotipo lirico del genere. Mamma mia.
«Sentirmi a pezzi nel mondo senza la mia ribellione-oneone»; ho toccato il fondo.

Soviet Soviet
Fate
Genere: Dark, New wave (Ita)
Voto: 7,5/10
Angelo Violante

Fate è ipnotico, avvolgente, straniante, uno di quei dischi in
cui le imprecisioni ti sembrano messe ad arte. I Soviet Soviet
dimostrano di aver digerito la lezione New wave e Punk, di
aver pasteggiato con il Post Rock e aver accompagnato il
tutto con bicchierate di Dark e abbondante ghiaccio. Hanno
questo dono: li ascolti e pensi alla pioggia di Berlino raccolta
in pozzanghere che sbuffano tremolanti l’immagine riflessa
del cielo di piombo. Sul secondo lavoro dei Soviet Soviet non
voglio soffermarmi molto di più di quello che può essere
spiegato in poche parole dall’espressione “Gran bel disco”.

Ben vengano tutte le strategie di marketing possibili se portano a lavori del genere, perché l’album non spacca le palle,
spacca e basta. Un’opera più elettronica e corposa, misto di
Funk, Reggae, Dance Hall e tribalismo nato dalle
percussioni Haitiane e dai frequenti viaggi in Giamaica dove
la band ha registrato l’album. Un disco ricco in cui il gruppo
canadese si inerpica per selciati sperimentali lontani dal loro
standard, mettendosi alla prova, sbattendosene e regalando
qualcosa di diverso. Un prodotto energico, piacevole, con lo
LCD Soundsystem) che si fa
zampino di James Murphy (L
sentire eccome.

InSonar/Nichelodeon
L’Enfant et le Ménure /
Bath Salts
Genere: Experimental Rock,
Avantgarde (Ita)
Voto: 9/10
Silvio “Don” Pizzica
Questo capolavoro è una beatificazione sonica delle arti che
vengono rievocate e mescolate, elevate e sporcate le une dalle
altre. Nel booklet foto di pregiatissima fattura ritraggono le
opere di diversi artisti. La poesia è figurata dai testi ma si sposa
anche con le arti visive, la musica e le celebrazioni delle fatiche
di altri grandi autori del passato. Il teatro è parte integrante
del cantato e diventa uno dei protagonisti di tutta l’opera.
Pittura, scultura, poesia, teatro, cinema, musica, fotografia.
Rock Sperimentale, Jazz, Progressive, Pop, Cantautorato,
Ambient, Psychedelia. Arte totale in edizione limitata.

ES - GENNAIO 2014

23

piccoli talenti in rosa
le stelle della ritmica…
le ginnaste della nicla salgono sul podio in due gare,carolina de Benedittis
conquista il titolo di campionessa allieva 2013 abruzzo(prima fascia)

L

e cinque stelle della Nicla
continuano a mietere successi.
Lo scorso 5 gennaio le piccole
ginnaste hanno conquistato il podio
nell’ambito del Trofeo Monteclo,
gara di anticipo del campionato
uisp. Secondo posto per Carolina
De Benedittis, nel corpo libero e
cerchio; stessa posizione per Alessia
Placido con la palla, per Martina
Tedeschi con il nastro e Diletta
Spinosa con le clavette.
A solo un anno dalla riapertura
dell’associazione, che unica nella
Valle Peligna si occupa di ginnastica
ritmica, le ginnaste sono riuscite a
salire sul podio anche lo scorso 22
dicembre, a Pescara, nell’ambito del
torneo allieve 2013 regione Abruzzo
Federazione ginnastica Italia FGI,
competizione di livello con
un regolamento molto più rigoroso
rispetto ad altre gara promozionali.
«Considerando l'emozione che fa
sempre brutti scherzi le bambine
tecnicamente hanno eseguito delle
prove pulite- spiega l’allenatrice e
presidente dell’associazione, Nicole
Di Berardino- ma come ripetiamo
in palestra si può fare sempre meglio
con il costante allenamento, perchè
solo così si migliora la tecnica».
Diviso in fasce d’età il torneo ha
messo in palio il titolo di campionessa
allieva 2013 Abruzzo conquistato,
nella prima fascia e a soli 8 anni, da

24

ES - GENNAIO 2014

Carolina; Diletta, 10 anni, è la vice
campionessa medaglia d’argento;
Laetitia Margiotta ha conquistato un
bellissimo quinto posto e Martina,
al suo esordio in questa gara, ha
conquistato un dignitosissimo
settimo posto. Nella seconda fascia
invece Alessia, anche lei in gara per
la prima volta, ha guadagnato un
bellissimo quinto posto. Solo le
ultime vittorie di una lunga serie. La
Nicla ha infatti origini radicate nel
passato con titoli regionali, nazionali
e convocazioni in nazionale, ma il
vero miracolo lo hanno fatto queste
ragazze, le nuove che, con solo un
anno di allenamento, sono riuscite a
farsi largo in questo affascinante

sport. Basti pensare che lo scorso
anno, quindi con solo qualche mese
di preparazione, la Nicla ha
conquistato l'intero podio nel torneo
regionale csain nella categoria allieve
ed il terzo nella categoria delle
giovanissime per poi conquistare
l’oro nella fase nazionale dello stesso
torneo su venti squadre partecipanti.
A prescindere dall’agonismo, il più
grande successo è quello delle sorelle
Di Berardino, Nicole e Claudia,
che sono riuscite a reintrodurre la
disciplina della ritmica nel territorio
a 11 anni di distanza dalla vecchia
Nicla guidata dalla madre, cuore
pulsante dell’associazione. Dopo
l’apertura a Pratola quest’anno si è

susseguita quella a Sulmona e per via
delle numerose richieste non è esclusa
una prossima verso la Val Pescara.
«Io e mia sorella siamo felicissime
per tutto, siamo anche diventate
giudici di ginnastica ritmica
– prosegue Nicole – Insomma
stiamo lavorando tanto e con tanta
pazienza aspetteremo i frutti.
Le nostre bambine sono speciali,
dalla più piccola alla più grande,
dai corsi mini-gym all’agonismo.
Le amiamo tutte perchè tutte ci
donano un pezzettino di cuore,ci
permettono di entrare nel loro
mondo e trovare la chiave di
comunicazione tra insegnanti e allievi. Credo che questa – conclude –
sia la più grande conquista e vorrei
aggiungere che l'attività agonistica
senza una grande famiglia che
supporta la ginnasta non può
esistere, tra noi e le famiglia c’è una oro per Manuela spica nel prime-lame di sciabola
complicità profonda ed è quello
portare alto il nome della
discipline vede brillare delle scintille
il vero motore della Nicla».
Valle Peligna ci hanno
di talento che vanno assolutamente
Intanto ci si prepara alla prossima
pensato anche a dicembre
sostenute anche dalle istituzioni.
sfida con il campionato di serie C
scorso le ragazze della scherma del
Per la scherma raianese il prossimo
dove si gareggerà contro ginnaste
Gymnasium Club di Raiano.
appuntamento importante sarà a
tutte parte già della nazionale
Manuela
Spica
e
Alessia
Olivieri
febbraio quando Alessandro Moca
italiana.
sono salite sul podio della categoria e Giorgia Carducci parteciperanno
prime-lame, sciabola femminile,
alla finalissima del campionato
rispettivamente al primo e secondo
italiano Cadetti di Udine.
posto nel trofeo “Stelle di Natale”
I due giovani atleti nonostante l’età
svoltosi ad Ariccia. Si è trattata della (sono al primo anno della categoria
prima gara per le due atlete
superiore) sono riusciti a classificarsi
all’interno della quale le ragazze
fra i 36 ammessi alla gara finale.
hanno messo in mostra tecnica
Un’impresa difficile per loro poiché
e capacità. La sorte ha voluto che la
le gare hanno visto la partecipazione
contesa per l’accesso alla finale si sia di atleti molto più maturi. Tuttavia
disputata proprio tra le due atlete del
nella competizione disputata
Gymansium nella quale a primeggiare in Puglia a fine novembre sono
è stata appunto Manuela. Si tratta di riusciti a piazzarsi Alessandro al
un ottimo risultato per le ragazze e
27esimo posto categoria maschile
per il club che le sostiene, ma ancor
e Giorgia al 25esimo di quella
più per il territorio che in diverse
femminile. ■

... e della scherma

A

ES - GENNAIO 2014

25

● PSICHE

Molti disoccupati hanno un’estrema
difficoltà nell’organizzare le loro
giornate e spesso si ritrovano in
condizioni di isolamento sociale.
Questo isolamento è causato non solo
dalle scarse risorse economiche, che
di fatto restringono le possibilità di
azione, ma anche dalla perdita delle
relazioni con i colleghi. In risposta
alla disoccupazione alcuni giovani
potrebbero reagire manifestando
senso di colpa o vittimizzazione.
Il senso di colpa scaturisce quando
la persona si sente responsabile della
situazione e inizia a credere che vi
siano un insieme di caratteristiche
personali, considerate come
immodificabili, che gli impediscano
di lavorare (l’aspetto fisico, l’età, ecc.).
Diverso è il caso di quelle persone
che tendono a scaricare la colpa
sull’esterno (la società, il governo,
la situazione economica) cadendo
nel ruolo di vittime
e deresponsabilizzandosi rispetto
alla propria condizione. In entrambi
i casi si esclude a priori un reale
bilancio sulle proprie competenze e
c’è il rischio che la persona rimanga
incastrata in una serie di convinzioni
di Alessia Fistola, psicologa
alessia.fistola@gmail.com
paralizzanti che di fatto negano
qualsiasi possibilità di attivare le proprie risorse per cambiare la situazione.
ormalmente al lavoro
uno status. Un giovane che oggi voglia A lungo andare una condizione
sono da sempre associati una serie
sentirsi autonomo, spesso non ha le prolungata di disoccupazione
potrebbe compromettere il benessere
di vissuti negativi quali la stanchezza, spalle coperte da una sicurezza
individuale della persona, favorendo
il sacrificio, lo stress, la mancanza di economica tale che gli possa
la comparsa di ansia e depressione.
tempo libero, ma la precarietà di
consentire di lasciare la casa dei
La disoccupazione è solo una delle
questi tempi, fatta di contratti atipici genitori e questo inevitabilmente
eventuali difficoltà con le quali
e periodi più o meno lunghi di
rende difficile definire la propria
potremmo dover fare i conti, ma se
disoccupazione, ci sta mostrando
identità in qualità di adulti.
iniziassimo a considerare la crisi
nuovi scenari.
La disoccupazione comporta una
come una sfida che poniamo a noi
Il lavoro non è solo dovere, ricopre
serie di conseguenze a livello
stessi, ridefinendo obiettivi diversi,
un ruolo importante nella vita di
psicologico e sociale: innanzitutto
inventando nuove strategie per
qualsiasi individuo e contribuisce
il rapporto con la quotidianità è
ad un arricchimento della propria
completamente alterato dall’assenza emergere, paradossalmente questa
identità. In base al tipo di lavoro ci
di una routine che scandisca il tempo potrebbe rappresentare un’occasione
per crescere e stravolgere la nostra vita.
si definisce a livello sociale e si ricopre del lavoro e il tempo del riposo.

Giovani e autostima:
bisogna sfidare la crisi

N

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ES - GENNAIO 2014

BENESSERE ●

I

l periodo natalizio è quello
dove spesso andiamo
incontro agli eccessi:
a portate più abbondanti
si affiancano dolci come pandori,
panettoni, torroni fino al tipico
“cecio ripieno” della nostra zona,
impossibile da non assaggiare
perché, si sa, sarebbe da maleducati.
Il risultato finale è quello di sentirci
più appesantiti per la varietà dei cibi
ingeriti, complice il rallentamento
metabolico e la maggiore sedentarietà
che si hanno durante l’inverno.
Per recuperare la forma non è
necessario ridurre i pasti a porzioni
da fame, ma distribuirli in modo
migliore durante il giorno e puntare
sulla qualità dei cibi. Una colazione
abbondante è l’imput che diamo al
nostro organismo per mettersi in
moto ed è in questa fase che si
possono introdurre i dolci avanzati
dalle feste, meglio se fatti in casa.
Ai pasti è consigliabile ridurre i
derivati della carne e preferire cibi
integrali, legumi, verdura e frutta di
stagione. Non dimentichiamoci di
bere acqua, errore molto frequente
in inverno: l’acqua è indispensabile,
soprattutto per depurarci e per
favorire il transito intestinale.
Per rendere più facile l’introduzione
di acqua possiamo abbinare delle
tisane e puntare sulle piante ad
azione depurativa che fanno ripartire
l’organismo. Una tisana con anice,
finocchio e liquirizia facilita la
digestione, è depurativa, rinfrescante
e contribuisce a riattivare il
metabolismo; quella con tarassaco,
betulla e finocchio ha un’azione
depurativa e disintossicante,
soprattutto sul fegato; la tisana ai
chiodi di garofano e cannella è
digestiva, tonificante, antibatterica
e antivirale, utile per prevenire le

in forMa
dopo le feste
di Veronica Pacella, biologa nutrizionista esperta in discipline olistiche
veronicapacella@gmail.com
sindromi influenzali.
In ultimo, ma non per importanza,
andrebbe ripresa una sana attività
fisica a partire da una passeggiata
quotidiana di almeno mezz’ora a
passo sostenuto.
La stagione invernale favorisce il
raccoglimento e la riflessione e con
l’entrata del nuovo anno è un buon
momento per buttare via quello che
non ci serve, comprese le vecchie
abitudini, e fare spazio al nuovo e ai
propositi per il 2014, che sarà un
anno di rinnovamento individuale e
globale.
Cominciamo quindi distogliendo
l’attenzione da cellulari e tablet e

permettiamoci di essere autentici:
autenticità e sincerità, in primis
verso noi stessi, aumentano
le nostre energie positive.
È un ottimo periodo per lavorare
su se stessi e per approfondire
le discipline che ci mettono
maggiormente in contatto con la
nostra parte più autentica, fra cui la
preghiera, la meditazione, lo yoga e
altre forme di spiritualità.
Il combinato dei fiori australiani
“Spirituality” sostiene questa fase:
in esso sono contenute essenze
floreali che risvegliano la spiritualità
e che favoriscono la meditazione e
l’intuizione.
ES - GENNAIO 2014

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Chi si diverte a disegnare
con straordinaria fantasia forme
complesse, di una precisione
assoluta, nelle immense piantagioni
di grano sparse in tutto il mondo?
I "cerchi nel grano" (Crop Circles)
sono di forma rotonda o ellittica,
con un diametro che varia dai 45
centimetri ai 200 metri e una
dimensione media di 50 metri.
Molto particolare è anche il modo
in cui i cerchi vengono tracciati:
le piante di grano vengono piegate

delicatamente, tutte nella stessa
direzione e mai spezzate.
Continuano infatti a crescere
tranquillamente, raggiungendo così
sdraiate, la piena maturazione.
Scienziati statunitensi hanno
scoperto nelle piante prelevate dai
cerchi notevoli alterazioni fisiche e
genetiche, spiegabili solo con
l'irradiazione di microonde a noi
“sconosciute”...
Da un punto di vista del tutto
personale, in contrapposizione
a quella di “accreditati” scettici,
i quali sostengono che siano
opere di burloni, modellate
manualmente o con l’uso di
attrezzi agricoli, si potrebbero
realizzate, invece, con un
normale pc e un programma di
grafica e, anziché stamparli su carta
o altri supporti, si “stampano”
direttamente sulle distese di grano
servendosi di satelliti o trasmettitori
che emettono fasci di onde
elettromagnetiche in grado di
ottenere il risultato “voluto”.
Un mezzo che potrebbe essere
utilizzato per tale scopo è il sistema
Haarp (v. anche articolo a p. 16).
Dal Giappone arriva una
notizia che potrebbe sembrare
scioccante. Un team di scienziati
della Ibaraki University, partendo da
un’idea “stramba” del fisico teorico

28

ES - GENNAIO 2014

e
l
o
l
Pil dal
web
di Antonio Vivarelli

Juan Maldacena, ha elaborato la
teoria secondo la quale l’Universo,
tutto ciò che in esso è contenuto e
anche il giornale che stai leggendo,
è un ologramma, come quelli che
si vedevano nella saga dei film
di Guerre Stellari.
In sostanza il nostro universo 3D
è la proiezione di un universo 2D
più semplice.
Già negli anni ‘40, però, osserviamo
che tale “intuizione” l’aveva avuta il
guru indiano Paramahansa Yogananda,
nel suo libro Autobiografia di uno Yogi,
dove si legge: “Proprio come le
immagini cinematografiche
sembrano essere reali, anche
se sono solo una combinazione

di luci e ombre, così anche la
molteplicità dell’universo è solo
una manifestazione illusoria.
Con le loro infinite forme di vita,
le sfere planetarie non sono altro che
immagini in un film cosmico.
Temporaneamente vere per i
cinque sensi dell’uomo, le scene
transitorie vengono proiettate sullo
schermo della coscienza umana
dall’infinito raggio creativo.
Il pubblico di un cinema può alzare
lo sguardo e vedere che tutte
le immagini visibili sullo schermo appaiono grazie a un raggio di luce
privo di immagini. Allo stesso modo,
il variopinto “dramma” universale
proviene dalla singola luce bianca
di una Fonte Cosmica. Con la sua
inconcepibile creatività, Dio sta mettendo in scena un “super-colossal”
per intrattenere i suoi figli, dando
loro il ruolo sia di spetatori che
di protagonisti nel suo teatro
planetario”.
Fonte:
http://www.nexusedizioni.it/apri/Argo
menti/Evoluzione/IL-NOSTRO-UNI
VERSO-E-UN-OLOGRAMMA-E-LAPROIEZIONE-DI-UN-COSMO-PIUSEMPLICE/

La posta dei lettori
scrivete a: ed_straordinaria@libero.it

Cari lettori,
questo e' lo spazio che la redazione di Edizione Straordinaria vuole
dedicare esclusivamente a voi. Una "bacheca" in cui saranno
raccolte le vostre testimonianze, le proposte, le lamentele
o critiche e, perché no, anche foto, scatti suggestivi o curiosi.
Naturalmente stiamo preparando anche un "luogo" dove
far confluire tutto anche sul web (pagina facebook e
blog), ma, da romantici e nostalgici della carta, non
abbandoniamo l'idea di questa "interfaccia".
Confidiamo nella vostra sincera collaborazione.
Il direttore

Il parcheggio dell’anno: il 31 dicembre a Pratola dove un’auto ha praticamente bloccato l’entrata di piazza Garibaldi.
Le soste selvagge non sono una novità in questa zona, più volte sono state segnalate infrazioni al comando di polizia
municipale anche attraverso la stampa. Le cattive abitudini, però, sono dure a morire.
ES - GENNAIO 2014

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gennaio 2014

L’Oroscopo di Loto
Ariete

21.03 - 20.04

La vostra astuzia vi consentirà di
ottenere tutto ciò che desiderate per
il nuovo anno. Ma non siate troppo
stretti di maniche soprattutto con
chi vi da noia! Uno schiaffo, seppur
verbale, può far male ma rende
meglio l’idea e tiene lontani
gli scocciatori!
Numeri fortunati: 38, 14, 3.

Toro

21.04 - 20.05

La strada facile non vi è mai piaciuta!
Trovate soddisfazione solo con il
massimo impegno indipendentemente
dal risultato! Delle volte vincere è più
importante di partecipare soprattutto
se chi ti precede non ha le tue stesse
qualità! Abbiate la forza di vincere e
mettete a segno il gol tanto atteso.
Numeri fortunati: 10, 35, 86.

Gemelli

21.05 - 21.06

Finalmente è arrivata la tanto
desiderata tranquillità che aspettavate!
Dovete essere grati alla vostra tenacia
ma anche alla persona cara che da
anni vi asseconda! Nonostante le
feste appena trascorse non dimenticate
di rinnovare il fluido che vi lega con
gesti d’amore!
Numeri fortunati: 65, 34, 11.

Cancro

22.06 - 22.07

Il 2014 è l’anno della realizzazione
di tutti i vostri desideri anche i più
reconditi che credevate persi! Non
sottovalutate l’aiuto della persona
che è al vostro fianco e siate di spirito
gentile! I burberi anche se
fondamentalmente buoni, non
stimolano mai pensieri positivi!
Numeri fortunati: 48, 56, 31.

Leone

23.07 - 23.08

Siete pronti per affrontare il nuovo
anno e avete a disposizione tutto ciò
che vi occorre! Dovete solo dosare
gli ingredienti soprattutto in questa
prima fase di preparazione. Evitate
gli sforzi eccessivi e siate più calmi
e meno emotivi del solito e tutto
andrà per il verso giusto!
Numeri fortunati: 51, 78, 27.

Vergine 24.08 - 22.09
Siete soddisfatti ma un po’ nostalgici
e malinconici. Vorreste sempre che
tutto fosse sotto controllo ma a volte
è meglio lasciar fare e rilassarsi un
po’! E’ l’augurio per il nuovo anno!
Tenetevi forte e mettete le cinture di
sicurezza si parte e stavolta senza
freni eccessivi!
Numeri fortunati: 19, 57, 84.

Bilancia

23.09 - 22.10

Anche per la Bilancia il nuovo anno
sarà generoso come lo siete stati voi
che non vi siete lasciati coinvolgere
dalle solite apparenze ma avete
lavorato con altruismo e solidarietà!
La strada per la felicità è davvero vicina
ma evitate i sensi unici e percorrete
strade a doppio senso. Solo così
apprezzerete anche le differenze.
Numeri fortunati: 30, 12, 72.

Sagittario

23.11 - 21.12

Congratulazioni!! Il nuovo anno è
arrivato non privo di successo che
sarà mantenuto se avrete la forza di
portare innanzi i vostri buoni
propositi! Ma non fate come se foste
a scuola e non accontentatevi della
sufficienza! Nella pagella di fine
anno oltre ai buoni ci sono anche i
distinti e gli ottimi!!!
Numeri fortunati: 18, 47, 34.

Capricorno

22.12 - 20.01

Avete esagerato con i dolci e il cibo
ed è ora che riprendiate la forma fisica
che avevate tornando ad allenarvi.
Sarete da stimolo alle persone care e
le aiuterete a sincronizzarsi con voi. I
successi non si raggiungono mai solo
per i propri meriti.
Numeri fortunati: 77, 33, 66.

Acquario

21.01 - 19.02

Anche il 2014 è arrivato sotto una
buona stella e non poteva essere
altrimenti per voi che vivete in un
mondo fantastico, principesse e re di
mondi nascosti! Anche se la realtà
non vi piace molto riuscite sempre a
trovare la formula magica per
incantare i maligni e sorridere dei
vostri successi!
Numeri fortunati: 88, 16, 41.

Scorpione 23.10 - 22.11

Pesci

è stato un anno difficile quello appena
trascorso e altrettanto difficile sarà il
2014 ma siete stati molto bravi e con
il vostro allenamento saprete affrontare
il nuovo anno senza soffrire la stanchezza.
Gli obiettivi più belli e importanti
sono anche i più faticosi ma alla fine
potrete godere dei risultati come
l’atleta al termine della gara.
Numeri fortunati: 5, 15, 42.

I festeggiamenti di fine anno sono
stati eccessivi ed ora avete voglia di
riposare ! Ma non bisogna perdere
tempo, dovete proseguire i lavori
iniziati. Avete carica ed energia da
vendere e per voi non sarà un problema
cavalcare l’onda del successo!
Numeri fortunati: 27, 66, 53.

20.02 - 20.03

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