File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Dossier Campus.pdf


Anteprima del file PDF dossier-campus.pdf

Pagina 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Anteprima testo


Freud e l’inconscio

Da vittime della morte a carnefici

IL LIBRO

“Profilo
psicoanalitico
del serial killer”
AUTORE
Antonio Marco Campus
ANNO
2008
EDITORE
Bonanno

L’impulso omicida

Q

Quando il Super-Io invade l’Io
uando si parla di omicidi e di persone che
uccidono altre persone, stiamo trattando
uno degli arg omenti
più complessi su cui uno studioso possa cimentarsi. La sua astrusità, però, non
riguarda tanto la sfera concettuale intrinseca, quanto la dimensione emozionale,
le speranze e le aspettative che tale argomento, inevitabilmente porta con sé. Non
possiamo quindi parlare né di omicidi né
di serial killer, senza fare i conti con il nostro colludere con questo tipo di emozioni. Questa collusione inizia dall’idea che
uccidere un altro essere umano può essere una soluzione ad un problema, tuttavia
non vuole dire che sia una buona soluzione, eppure è un pensiero che ci appartiene.
L’impulso omicida presente in ciascuno

64

O2 Psicologia - Anno 2 N.ro 7

di noi trova genesi nella spinta pulsionale ag gressiva e tende a concretizzarsi nel
momento in cui il Super–Io non riesce a
controllarla per mettendole di invadere
l’Io e di dare forma ad un acting out. Tale
aggressività, a carattere patologico, trova
terreno fertile in quei sog getti che hanno una struttura di personalità deviata e
connotata da un architettura patologica,
come ad esempio il disturbo antisociale
di personalità, le gravi schizofrenie, ed il
disturbo borderline.
Sebbene il movente che conduce un individuo ad uccidere sia quasi sempre interno,
occorre tenere conto altresì delle influenze provenienti dall’ambiente esterno come
la gelosia, la vendetta, l’interesse economico e, ultimamente la noia che, alcuni
giovani affermano di provare e di colmare
con gesti criminali.

L

o stesso Freud si occupò
dell’argomento, asserendo
che nell’inconscio è sempre presente quell’energia
orientata verso l’uccisione
che vive a livello fantasmatico, poiché gravida di conseguenze analizzate da quella
parte del Super-Io che chiama Coscienza
morale.
L’archetipo della morte porta con sé paure
e crisi di coscienza e, tutto ciò che in qualche modo ci fornisce l’illusione d’essere
artefici e responsabili della nostra vita, ci
rassicura. La trasfor mazione da vittima
della morte a carnefici seda i sensi di col-

pa nei confronti di un’impotenza davanti
al destino di tutti gli uomini. Il serial killer
affronterebbe l’idea del trapasso senza esserne sopraffatto, alimentandosi di un vissuto di onnipotenza esplicato attraverso
l’uccisione. Freud affermava che nel profondo del nostro inconscio vi è una forza
la cui energia è orientata verso l’omicidio
che può o meno rimanere fantasmatica:
“Il nostro inconscio non attua l’uccisione,
si accontenta di pensarla e di augurarla.
Sarebbe tuttavia erroneo sottovalutare del
tutto questa realtà psichica nei confronti
della realtà di fatto. Essa è sufficientemente importante e gravida di conseguenze”.

Il libro ha un carattere scientifico
ma decisamente di facile lettura.
Ciò che rende unico questo libro è la
spiegazione di alcune teorie psicologiche e criminologiche attraverso
le frasi pronunciate dai serial killer e
dalle loro storie di
vita. Molto interessante è il capitolo
dedicato al profilo di 4 serial killer:
Luigi Chiatti, Aileen Wournos, Gacy
e Chikatilo, in cui
l’Autore espone
anche le sue teorie circa la depressione come fattore determinante
la condotta omicidiaria. Antonio Marco Campus, criminologo
e dottore in psicologia clinica ha
scritto un libro valido e dettagliato
su un fenomeno di
grande interesse.
Serial Killer

65