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Carta Modena .pdf



Nome del file originale: Carta Modena.pdf
Titolo: Carta Modena testo
Autore: appleimac

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Carta Modena 2002
Carta dei Valori e dei Principi
sulla Pet Relationship
• Considerando la notevole mole di esperienze e di ricerche che da alcuni decenni
si sono andate accumulando sugli effetti specifici dell’interazione uomo-animale in
termini di benessere e di salute per l’uomo;
• considerando l’importanza dell’interazione con l’animale domestico e
l’articolazione dei segmenti applicativi che utilizzano le diverse aree e tipologie di
interazione nelle valenze emozionali, formative e assistenziali;
• considerando la necessità di inquadrare all’interno di una cornice disciplinare le
diverse esperienze applicative dell’interazione uomo-animale realizzate in ambito
psicologico, formativo e sanitario;
• considerando lo sviluppo della zooantropologia teorica a livello internazionale e
la definizione – all’interno di questo ambito disciplinare – di una precisa e
specifica valenza referenziale attribuibile al partner animale;
• considerando la necessità di circoscrivere l’apporto dell’animale a un contesto di
interazione e non di sfruttamento e di definire la precisa area di operatività
dell’intervento assistenziale da parte dell’animale;
• considerando la necessità di tutelare gli animali nella loro integrità psicofisica,
nonché nei loro bisogni di welfare all’interno dei progetti applicativi e di ricerca
tesi a valorizzare il portato della partnership animale;
• considerando la necessità di tutelare altresì i fruitori dei progetti di assistenza
animale attraverso l’istituzione di una Carta dei Servizi che indichi i requisiti che il
fruitore ha il diritto di aspettarsi da tali progetti;
• considerando la necessità di individuare delle prassi di controllo e di validazione
delle inferenze e delle presentazioni dei protocolli di ricerca e di intervento nei
progetti di assistenza condivisibili dalla comunità scientifica;
• considerando la necessità di istituire dei parametri curriculari per gli operatori
pet-partner, nonché i requisiti professionali e di équipe dei team prescrittivi in
ordine allo specifico segmento di operatività;
• considerando la necessità di istruire un Codice di buone pratiche, sia di ordine
tecnico-scientifico che di ordine bioetico, applicabile alle istanze requisitive –
strutturali e professionali – e alle prassi;
• considerando la necessità di individuare un organo di controllo che valuti le
proposte di ricerca, le evidenze ricavate e le proposte di pubblicazione, i singoli
protocolli e le linee guida, i progetti di intervento;
• considerando l’importanza di migliorare i progetti di comunicazione e di
informazione riferibili alle prassi di pet-partnership, anche nell’ottica di una
maggiore trasparenza e definizione inequivocabile dei termini di riferimento;
• considerando la necessità di individuare livelli di intervento che commisurino
valenze socio-assistenziali e valenze sanitarie, proponendo requisiti differenti di
ordine e grado a seconda del profilo del fruitore;
• considerando la necessità di una ridefinizione del training animale riferito alle
aree assistenziali e formative, nonché della definizione di precisi parametri
valutativi e di specifici requisiti performativi degli animali;
• considerando la necessità di una definizione molto precisa e puntuale dei
parametri sanitari medico-veterinari, di prevenzione delle zoonosi, di tutela della
salute dell’animale, di tutela del benessere animale;
• considerando la necessità di fondare una comunità scientifica specifica che
possa dare origine a comitati di pari nella valutazione delle evidenze e nella
presentazione dei casi clinici e avviare un dibattito sulle esperienze;
• considerando l’assoluto spontaneismo oggi vigente che non permette di

intervenire nel merito in alcun momento della filiera con il rischio di gravi danni a
carico dei pazienti e degli animali;
• considerando la necessità di passare da una fase pionieristica priva di qualsiasi
indicatore di qualità e controllo a una fase matura di ricerca e applicazione che
ponga al centro i parametri di qualità totale:
Premesse
Articolo 1
Si riconosce il debito ontologico dell’uomo nei confronti dell’alterità animale; in
particolare si ribadisce la necessità di preservare tale referenza.
Il rapporto con l’animale domestico costituisce un valore fondamentale per l’uomo
e il processo di domesticazione è da riconoscersi come patrimonio dell’umanità.
Articolo 2
L’interazione uomo-animale presenta importanti valenze emozionali, cognitive,
formative, assistenziali e terapeutiche che vanno promosse, tutelate e valorizzate
all’interno della società.
Per portare a eccellenza tali valenze si ritiene indispensabile promuovere un
rapporto uomo-animale che sia equilibrato e consapevole, caratterizzato da
reciprocità e corretta espressione etologica nel rispetto delle specifiche
individualità.
La relazione deve essere costruita sulla piena conoscenza delle caratteristiche di
specie e di individualità dei soggetti e deve tradursi in un atto di assunzione di
piena responsabilità da parte di chi la promuove.
Articolo 3
Oggetto della presente Carta è stabilire dei principi di corretta fruizione della
relazione uomo animale. Le valenze formative, assistenziali e terapeutiche che
risultano da tale rapporto devono essere attribuibili al complesso di relazioni che
vengono implementate dalla presenza e dall’interazione con l’animale e non tanto
dalla sua espressione performativa.
Articolo 4
I protocolli di ricerca, di intervento e le relative applicazioni riferite all’interazione
uomo-animali (progetti operativi) si riconoscono nelle acquisizioni della
zooantropologia teorica anche in relazione all’evoluzione delle conoscenze.
Titolo 1: La tutela degli animali
Articolo 5 Bioetica animale
Ogni progetto operativo deve riconoscere l’animale come paziente morale nel
rispetto di alcuni interessi specifici e imprescindibili riferibili alla senzienza, al
benessere, all’espressione delle preferenze, all’integrità genetica.
L’animale non va considerato né in modo reificatorio né attraverso proiezione
antropomorfica.
Agli animali coinvolti nei progetti di pet therapy dovrà essere assicurata una
corretta tutela del benessere a fine carriera.
Articolo 6 Scelta degli animali
La scelta degli animali dovrà orientarsi verso varietà animali e soggetti che, per
caratteristiche fisiologiche e comportamentali, siano compatibili con gli obiettivi
del progetto. L’animale cooperatore deve essere certificato in buono stato di
salute psico-fisico e funzionale.
Articolo 7 Ruolo dell’animale
L’animale va inteso come cooperatore che, senza essere necessariamente

presente in tutte le fasi di attuazione del progetto, possa comunque esprimere un
ruolo diretto e indiretto nei confronti del fruitore, tale da far risaltare la referenza
animale e il valore della relazione uomo-animale.
Articolo 8 Salute e aspetti zooiatrici
Il buono stato di salute psico-fisico e funzionale va costantemente monitorato e
garantito in tutte le fasi applicative, con particolare riferimento alle situazioni di
stress derivanti dal lavoro.
Articolo 9 Benessere animale
L’animale va mantenuto nelle condizioni compatibili con le sue caratteristiche
fisiologiche e comportamentali e salvaguardato da qualunque trauma fisico e
psichico. Deve poter usufruire di adeguati periodi di riposo e poter trarre benefici
dall’attuazione dell’attività svolta.
Articolo 10 Preparazione dell’animale
Partendo dalle attitudini e predisposizioni specie-specifiche e individuali
dell’animale deve essere realizzato un programma educativo e di istruzione che
valorizzi le sue potenzialità cognitive e che ne salvaguardi il benessere
psicofisico.Tale programma deve essere realizzato senza l’utilizzo di stimoli
avversativi e deve avere come obiettivi l’equilibrio psico-comportamentale
dell’animale e la corretta relazione con l’uomo.
Titolo 2: Il fruitore
Articolo 11 Definizione del fruitore
Il fruitore è la persona alla quale è destinato il progetto relazionale con l’animale
attraverso l’attuazione degli obiettivi psico-fisici di cui all’art. 3.
Articolo 12 Diritti del fruitore
Il fruitore ha diritto a:
- relazionarsi con l’animale presso strutture idonee e attrezzate in modo
adeguato;
- usufruire di un progetto che sia costruito sulle sue specifiche necessità, nel
rispetto dei principi generali della Carta Modena 2002;
- rapportarsi con animali che rispondano ai requisiti di cui al titolo 1;
- avvalersi di un servizio offerto da un’équipe professionalmente qualificata nel
rispetto dei singoli ruoli successivamente indicati al Titolo 4.
Articolo 13 Diritti all’informazione
È diritto del fruitore e del suo tutore, qualora venga nominato ai sensi di legge,
di:
- essere informato sugli obiettivi della programmazione e su eventuali rischi
derivanti dall’attuazione dell’intervento;
- potere valutare il livello di servizio offerto e ogni momento della filiera
attraverso una Carta dei Servizi;
- potere accedere a informazioni relative a tipologie analoghe di progetti ed
eventuali casistiche;
- conoscere i contenuti o il carattere sperimentale del progetto;
- vedere rispettate le norme della privacy.
Titolo 3: L’interazione Uomo-Animale
Articolo 14 Definizione di rapporto nel progetto operativo
Nell’ambito del progetto operativo il soggetto animale e il soggetto fruitore
vengono posti in una relazione definente la partnership, ovvero di rapporto
cooperativo.

Articolo 15 Tutela della partnership
La partnership è tutelata dalla presenza di figure professionali specifiche
responsabili che valutano costantemente l’interazione e i suoi effetti sui partner
secondo precisi criteri di compatibilità reciproca e di efficacia dell’interazione
stessa.
Articolo 16 Specificità dell’interazione
La tipologia di tale relazione va definita e programmata nell’ambito progettuale,
tenendo conto delle specifiche esigenze e condizioni dei soggetti coinvolti e
comunque monitorata e rivisitata durante tutti i momenti operativi.
Articolo 17 Qualità dell’interazione
Per garantire uno stato di qualità dell’interazione, anche in termini di sicurezza,
efficacia e congruità, le condizioni ambientali e temporali devono essere adattate
di volta in volta sulla base delle caratteristiche dei partner e della situazione
contingente in cui si interagisce.
Titolo: 4 Le prassi
Si ribadisce l’importanza dell’adeguatezza delle competenze professionali rispetto
alle caratteristiche dell’utenza.
Articolo 18 Definizione dell’équipe progettuale
Nella fase progettuale e nella fase di monitoraggio è necessaria la presenza di
un’équipe costituita da figure qualificate da esperienze documentate e da un
curriculum di competenza specifica; a ciò si aggiungono le figure specialistiche di
riferimento relative al progetto.
Articolo 19 Definizione del team prescrittivo
Nell’ambito dell’équipe devono essere sempre presenti alcune figure professionali
definite team prescrittivo, comprendenti:
- psicologo;
- medico veterinario zooiatra;
- medico veterinario o biologo con formazione ed esperienza nelle scienze
comportamentali applicate;
- operatore tecnico con specifica preparazione nell’interazione con la specie di
riferimento.
Alcune delle competenze professionali succitate possono anche essere assunte da
un’unica persona se rispondente agli specifici requisiti richiesti.
Si raccomanda comunque di allargare il team a quante più possibili figure
professionali per poter cogliere e sviluppare tutte le potenzialità dell’intervento.
Articolo 20 Criteri di validazione per i progetti di ricerca
Nell’ambito della ricerca si ritiene indispensabile applicare criteri di controllo e
validazione riconosciuti dalla comunità scientifica nell’ambito delle scienze
comportamentali applicate, nella ricerca psicosociale o nella scienza biomedica.
Articolo 21 Criteri procedurali
Nella definizione dei progetti di intervento si ribadisce:
- l’importanza di potersi avvalere del contributo specifico e contingente di ciascun
operatore, la necessità di definire delle aree protocollari di intervento che
consentano la riproducibilità dell’esperienza anche con l’obiettivo di definire delle
linee guida riferite alle specifiche esigenze dei fruitori;
- la centralità del benessere del fruitore rispetto agli obiettivi del progetto;
- l’importanza di un bilanciamento tra l’iniziativa e le capacità professionali e
personali degli operatori e le prassi metodologiche accreditate.

Articolo 22 Istituzione della commissione
Si provvede ad istituire una commissione che si faccia carico di attuare e
promuovere i principi ispiratori della carta attraverso:
- una banca dati su ricerche, evidenze, protocolli relativi a progetti operativi;
- la consulenza tecnico informativa a chiunque ne faccia richiesta;
- la definizione di linee guida relative ai campi di applicazione;
- la raccolta delle notifiche dei progetti di ricerca con verifica della corrispondenza
ai principi della carta e successiva certificazione su richiesta degli interessati (Enti
e/o Professionisti erogatori dei servizi).
Articolo 23 Carta dei Servizi
Ci si impegna alla costituzione di una carta dei servizi che renda espliciti i requisiti
minimi e i processi di qualità totale nell’erogazione del servizio.


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