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librodialetto .pdf



Nome del file originale: librodialetto.pdf
Titolo: Sbànu
Autore: Paola

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ANTONIO PISANO

DIZIONARIO
DIALETTALE

CALABRESE

( La Calabria conta 409 Comuni, Gasperina è uno di questi ; in ogni località, anche se
confinante, si hanno vocaboli con suoni e significati diversi. )

“ Ricorddàndu ‘u hfoculàru… “
Ricordando il focolare

LA

MEMORIA FA LA STORIA !

- Parole 71. 388

Paragrafi 8. 059 Pagine 216 -

(Stralciato dal mio manoscritto Rimario poetico Dialettale

VOCABOLI > 11. 221 )
1

IL MIO DIZIONARIO
LA MEMORIA FA LA STORIA !
Parole 71. 388

Paragrafi 8. 059- Pagine 216

( Questo lavoraccio “casalòru” , raccolto su pezzi di carta e blocchetti notes , e su
modelli per tagliare > ‘a sola > suola > sòlea, mentre costruivo o riparavo scarpe
seduto davanti al mio deschetto, mi impegnò continuamente a raccogliere vocaboli
dialettali del mio paese ove sono nato il 17 aprile 1934 e dove per 14 generazioni i
miei avi, bisavi, trisarcavoli ecc . ; vissero , > non camparono < in Gasperina.
Le mie scuole elementari non mi permettevano di conoscere parole italiane come :
( Catalogare, ibrido, fonema; genesi, indicibile, disconoscenza; onomatopèa,
vestali del dialetto; come i nomi propri : Gresham 1) Rolfhs 2) altrove … privi
di note ) Ho letto questi vocaboli in “ Parole e altro “ , l’autore intende dire di
essere nato in Gasperina. Ma leggendo il suo “vocabolario dialettale “ , il dubbio è
rimasto ad altri come è rimasto in me che non è gasperinese originale; potevo usare
il vocabolo autòctono , per far capire che sono > studiàtu < .
Ma “ sùgnu sèmpa e rrèstu casalòru ‘e Gasperina e mmi nda vàntu ! “
Questo mio Dizionario lo ho elaborato per i gasperinesi, non per intellettuali di
elevata cultura italiana… tedesca… o polacca … L’ho reso ricco di note storiche
locali, nonché, di un pizzico di polemica con questo vostro Gori Celìa, e inoltre di
grandi personaggi della Letteratura italiana . (Vedi l’indice dei nomi citati e la
bibliografia) Se leggerai qualche refuso, spetterà a te, amico lettore, correggerlo .

1) Gresham (Tommaso) . Negoziante inglese, fondatore della Borsa di Londra . 1519 + 1579 .
2) Rolfhs o Rohlfs . Grande medico e viaggiatore tedesco autore di un vocabolario calabrese 1831 + 1896 (?)

2

SOMMARIO
1- Il dialetto

2- Accorgimenti grammaticali

3- Accenti fotici, tonici e raddoppiamenti sintattici .

4- Dha – dhà – dhe – dhi – Dho - dhu : suono aspro,
dentale,palatale.
In migliaia di casi sostituiscono la –L- semplice o la –LL- doppia.

5- Dizionario dialettale di Gasperina

6 - H – àcca – lettera muta convenzionale, non ha voce e suono.

7 - hF – effe, preceduta dalla muta –H- indica l’aspirazione
gutturale della
consonante successiva con fiato sforzato, direi come una gorgia,
ma si deve
sentire in modo sfumato la consonante -F - : Farìna = hFarìna .
8- Erre – R – raddoppia la successiva consonante per la logica
della nostra
pronuncia dura, forte, marcata : scarparo > scarppàru .
9- La lira , moneta; vedi la voce : lìra - èuro
10- Paradigmi > vedi vocaboli: hfalignàma- sàrttu – scarppàruvarvvèri .
11 - > Nomi notàbili citati in questo Dizionario dialettale .
11 – > Bibliografia .

3

Antonio Pisano CENNO AUTOBIOGRAFICO
Il Poeta, è nato a Gasperina in Via Trento, 5 – 17 Aprile 1934.
Secondo figlio di Francesco Paolo, artigiano e proprietario di
fondi rustici dotali, di Paparo Innocenza Maria, proprietaria di
fondi rustici dotali. Da bambino frequentò le Scuole
elementari con la maestra Russo e il maestro Massara
Cosimo. Al mattino andava a scuole, nel pomeriggio andava
a imparare il mestiere ereditato dal padre e degli avi e bisavi,
calzolaio. A 14 anni apprende nozioni musicali dal
gasperinese Prof. Giuseppe Castanò, con lo stesso, uno
strumento musicale facendo i relativi studi. Suona nel
Complesso musicale di Gasperina. · 1953 Maggio giorno 3
muore il padre, egli contava 19 anni ed in tale anno parte per
Milano (Ottobre 1953), dove si occupa come calzolaio per
donna con Mariani in Largo Treves 10. Successivamente, per
migliorare la condizione economica, va a lavorare con altri
maestri della scarpa per donna ( la scarpa per donna, per la
sua struttura, non è come quella per l’ uomo, più semplice,
meno complicata, più rustica ); questi maestri sono stati:
Quintè, Gianni, Siviero, Gianpiccolo, Granatelli, Paparo
Saverio (cugino) in Corso Magenta 45. · 1954 rientra in
Gasperina, avendo studiato musica, il Maestro Salvatore
Caroleo della Banda musicale di Tiriolo lo volle con se per
due anni 55-56 . · 1956 rientra a Milano. Passa il suo tempo
libero frequentando: biblioteca, mostre d’ Arte e musei. Nel
1956 all’ interno del cortile in Via Medici 7, ( a pochi passi dal
Duomo), apre una sua bottega per scarpe per donna. Nel
1957 si iscrive alla Scuola serale di Pittura presso il Castello
Sforzesco di Milano ( orario: 18- 20,30 ) Maestro: lo Scultore
Carlo Russo, Direttore della Scuola, Arch. Boattini.
Contemporaneamente si iscrive alla Scuola serale dell’
Accademia delle belle arti di Brera ( orario: 21- 23) Maestro: il
pittore De Amicis ; Il Maestro De Amicis , tutte le sere, finita
4

la lezione, lo invitava a cena al solito ristorante “ Delle Asse “
di Via Marcona (Porta Vittoria). La sera frequenta due scuole
d’ arte. · 1958, lavora nella Calzoleria Olimpia di Corso
Ticinese 58. In questa calzoleria, gli viene concesso di
esporre un suo dipinto: il ritratto di Mike Bongiorno di cm. 200
X 250 firmato e incorniciato, cornice a cassetta di lire 13.000.
Qui entra una ragazza per una riparazione di urgenza a una
sua scarpa, per una mezza suola che le si era scollata ed
entrarono anche: un vescovo accompagnato da un prete per
rifare i suoi tacchi (portava ‘u coppulìnu rùssu, ‘na hfàsscja
russa e ‘i scàrppi cu’ ‘a hfìbbia larga). La ragazza, il vescovo,
il prete, sedettero nel retrobottega; prima di servire il
vescovo, serve la ragazza che di tanto in tanto scambiava
qualche parola come con gli altri astanti. Serviti i signori,
pagarono alla cassa ed andarono via. Il giorno appresso,
quella ragazza tornò – Pisano assente - dicendo alla Signora
Olimpia : “ Mi fa una cortesia, può consegnare al suo
lavorante questo biglietto? “. Tornato che era, la Signora
Olimpia, ridendo gli disse: “ Antonio, quella ragazza di ieri, ti
ha lasciato questo biglietto,”ma te la conoscevi ? “ Mai vista
prima, Signora ! biglietto con su scritto: “Questo è il mio
indirizzo e il numero del telefono, mi chiami ! “. Era la donna “
milanese ” che il 25 Giugno, nella Basilica di S. Eufemia
diventa sposa del Pisano dinanzi a Monsignore Don
Giuseppe Colombo ( Rosina Martorana, dei Martorana di
Palermo e di Riesi ) che le diede tre figlie: Arianna, Paola,
Mariuzza. · 1959 – Il 18 Aprile ore 20,50, prima de “ Il
Musichiere “ , Mike Bongiorno lo presenta alla Televisione di
Stato sul Primo Canale in veste di pittore e poeta facendo
vedere dei dipinti del Pisano e facendogli cantare una sua
canzone in dialetto calabrese “ Hfuntàna ‘e Prùppu “ , il 2
Giugno ore 20,50, prima de “ Il Musichiere “ lo ripresenta con
il Maestro D’ Amico, pianista e con il grande cantante Bruno
Rosettani, per cantare la canzone “Hfuntàna ‘e Prùppu” su
5

parole e musica di Pisano. · 1963 il 28 Novembre, giornale
quotidiano - Corriere Lombardo – dedica un servizio al poeta
calabrese ( Mario Galimberti ) , il 2 Marzo, il giornale
settimanale - Nuova Brianza – dedica un servizio al poeta
calabrese calzolaio con foto del Pisano e Bongiorno ( Dr.
Augusto Pozzoli ). · 1967 , il 7 Maggio, il Dr. Piero
Scaramucci, si presente a casa di Pisano e fuori i mezzi della
RAI, per intervistare il poeta , non è stato possibile perché
rifiutò, lo convocò presso la Sede Rai di Corso Sempione 27
per la radiotrasmissione delle ore 14,30 “ Il Gazzettino
Padano “ dove andò e declamò il Carlo Porta, grande poeta
dialettale milanese in traduzione calabrese. · 1980 31Ottobre
ore 14 – Telespazio Cultura Calabria – di Catanzaro Il Dr.
Domenico Teti , presenta Pisano e la sua raccolta di poesie “
Musa Bruzia ”. 1982 Febbraio. Il mensile “ Orizzonti Turistici “
di Catanzaro, dedica una (1983) pagina intera al Pisano
poeta ( S. A.). 1985 Il mensile “ Amici di Papa Giovanni “ Via
Ceradini,1 in Milano, dedica al Pisano poeta, una intera
pagina pubblicando un sonetto per Papa Roncalli. 1985
Napoli – I° Premio- al poeta Pisano,(Concorso di Poesia
dialetti del Sud ) HA SCRITTO : 1985 Comedia : “Inferno Purgatorio - Paradiso “ di Gasperina, versi endecasillabi 2441
in lingua . 1998 Rimario poetico dialettale – Volume I°
vocaboli 11780 . L'8 Febbraio ore 14 : Mike Bongiorno lo
presenta alla “ Ruota della fortuna “ · “ 2003 23 Luglio ore
19,30. -R.A.I. TRE – manda in onda l’ intervista di Pietro
Melìa, giornalista, fatta al poeta Pisano nella propria casa di
Gasperina.

6

DIALETTO
IDIOMA
Particolare maniera di parlare; linguaggio proprio di una comunità locale.
Idioma materno, lingua parlata, gergo dei nostri arcavoli, avi, bisavoli,
trisavoli. Alito del nostro alito, carne della nostra carne, sangue del nostro
sangue, vita di nostra vita .

DIALETTO .
Parlata quotidiana / idioma particolare di una borgata,paese,regione .
Àscoli ( Graziadio Isaia), filologo, glottologo, si occupò dei dialetti
d’Italia. (1829 + 1907 )
IL DIALETTO CALABRESE :
Il nostro dialetto ha pronuncia : ASPRA - DURA – FORTE – MARCATA .
“ S’io avessi le rime aspre e chiocce , “ ( Dante. I- XXXII- 1 )
Nello scrivere il dialetto, è necessario IL RADDOPPIAMENTO SINTATTICO
di talune consonanti della : C ; D ; G ; P ; R ; S ; Z , come si evidenziano nella
pronuncia . Esempi :
Addùru :
odore .
Chjàcchjara :
chiàcchiera .
Cìcciu :
Francesco .
Cusscìnu :
cuscino, guanciale .
Ggiògghju :
loglio .
Pèppa :
Giuseppe . E Ppèppa è bbònu: e Giuseppe è buono.
Pìssciacàna :
pescecane. (se scrivessi : pìsciacàna, dopo la > pì < il suono
diventerebbe debole , smorzato e dolce .
Pèppa :
Giuseppe
Zzàzzarra :
zazzera; capelli arruffati, nodosi, non puliti e non pettinati.
Màmmata :
tua mamma .
Pàtratta :
tuo padre .
Ògghju :
olio .
Pìsscia :
pesce.
Pìssciàzza :
piscia, orina .
Òrggiu :
orzo .
Agghjalòru :
calazio, orzaiolo .
Zzàccanu :
Stazzo.
7

ALTRI ACCORGIMENTI GRAMMATICALI :
Taluni vocaboli sia all’entrata di parola o in fine, avvertono l’esigenza dell’apostrofo
( spirito greco ) per indicare nella scrittura che vi è stato tolto qualcosa come negli
Esempi :
cu’ :
con
‘na :
una .
‘nu :
un .
‘n àtru :
un altro .
pe’ :
per
cha :

che . (nel suono locale e nella scrittura in lingua cambia solo la vocale )

Altra nota dobbiamo farla per altre parole che in dialetto mutano la –B- bi- in -V- vu :
Boàro, in Voàru ; Carbòne, in Carvùna ; Carbònchio, in Carvùnchju;Sàuro, in Sàvuru

ACCENTI FONICI E TONICI :
Sono determinanti gli accenti tonici e fonici su tutte le vocali ove cade la voce :
Hfarìna, hfocùna, hfòrggia, hfuntàna, hfurnnàcia, hfurnnacètta, hfùrnu.
In italiano, la EFFE , sesta lettera dell’alfabeto, consonante sorda. si
pronuncia facendo passare con un soffio d’aria con i denti superiori appoggiati
al labbro inferiore .In dialetto diventa gutturale, si pronuncia con la gola e con
aria sforzata, direi “gorgia” ; suono di metà Effe .
La - H-Àcca, all’entrata di parola come nella parola Hfarìna > farina, serve per
indicare al lettore che dovrà aspirare la consonante F, perché sappiamo che la H
è lettera muta, non ha suono specifico. Infatti anche nella grammatica italiana,
la troviamo tra la > C < e la > E < di CHE; e tra la > C < e la >I < di CHI ;
senza la H, si legge : CE, e CI , particelle pronominali ; con la H invece
diventano pronomi relativi. Ma nelle parole dialettali si deve pur sentire
sfumatamene la EFFE . Se all’entrata di parola scrivessi la H seguita da vocale,
come nell’esempio : harina , leggerei e leggo : arina , perché come ripeto la H è
muta non può dare alcun suono.Qualcuno molto DOTTO in Gasperina , per
scrivere FARINA, ha scritto , stampato e venduto : HARINA.
Altro accorgimento per la scrittura e per la pronuncia gasperinese di tante altre
parole, pronuncia aspra, dura, forte, ronzante, si trovano nei seguenti vocaboli :
Dhà: là.
Jìvi dhà = sono andato là (in altri paesi dicono : dà, ddà o jà)
Dhàna = dhà = là . Rebbèdhu : Cancan , chiasso, ribellione.
Qualcuno molto DOTTO, scrive : Rebbezu . Questo DOTTO, legge la Z ?
Non è che la sua Z , il vostro DOTTO, sostituisce la tipica pronuncia di Gasperina.
La Z è leggibile, pronuncia dentale spinta verso l’alto, palatale, sorda o sonora.

8

I DOTTI, hanno saputo cucinare il minestrone alla genovese… con vocaboli
inesistenti tratti dal vocabolario italiano,diminutivi inesistenti, parole locali storpiate,
ma secondo il Dotto “ Scripta manent “ . “ Eglino” si sono rifuggiati in Polonia…
non presso gli Arabi; non presso la Spagna; non presso la Francia ; popoli questi
che hanno dominato la Calabria lasciando le loro tracce nel nostro linguaggio locale.
( Vedi la voce Calabria con i suoi dominatori)
All’uscita di tanti vocaboli, ovvero nelle desinenze, la tipica e rara nostra pronuncia
trasformiamo la L semplice o doppia LL col suono aspro e ronzante; come con la T :
Carddìdhu :
Cardillo
Conèdha :
Conella
= icona
Hfùdha :
Folla,
= ressa.
Morttìdha :
Mortella
= mirto.
Murèdhu :
Muretto
= muro
Nucìdha :
Nocella
Pèdha :
Pelle
Càdhu :
Callo
Gàdha :
Galla,mallo, involucro esterno verde e carnoso del frutto del noce.
Gadhìna :
Gallina
Gadhinèdhi –u : Fungo mangiareccio, gallinaccio, di colore ranciato.
Gàdhu :
Pedharàra :
Padhùna :
Pìdha :

Gallo
Le calde arrosto, caldarrosto, castagne cotte con la scorza in
padella bucherellato.
Pallone,palla di neve; uomo basso,grasso e tozzo.
Argilla fangosa, mota .

Le sillabe : dha-dhe- dhi- dho- dhu , si ribadisce, hanno suono locale in
Gasperina: aspro, ronzante e sibilante con emissione del fiato sforzato, la lingua
rivolta al palato, ma il suono si direbbe, non palatale, ma dentale.
Nelle parole dialettali, la H muta, è convenzionale per dare il suono locale.
La Erre – R- e altre lettere, prima di altra consonante, tolgono qualcosa o
aggiungono qualcosa alla successiva lettera ; nel dialetto calabrese in generale e in
particolare a Gasperina, per l’asprezza , durezza e forte pronuncia, bisogna usare il
raddoppiamento sintattico delle consonante all’entrata di parole a ssuccessive lettere.
( Scarppàru = Scarparo,calzolaio )
Nella grammatica italiana abbiamo la S impura; nel nostro dialetto, come ho precisato
abbiamo la ” R “ impura “ e altri raddoppiamenti di consonanti per effetto della
pronuncia che si distingue ovunque, tanto per essere imitata male anche alla TV.
I vocaboli che all’entrata godono dello spirito greco (l’apostrofo) hanno inizio
per vocale o per consonante sost’intesa con l’apostrofo; dicendo “spirito greco”,
dico: la voce della vocale o di consonante non esiste e non è pronunciabile, se
9

non nella versione in lingua. Nei 409 Comuni calabresi, si hanno, grosso modo, 409
dialetti con varie sfumature.
Nel confinante Montauro, appena 2 chilometri di rotabile, usano dire : àra , per
indicare il luogo : àra villa, - alla villa - ; àra casa - alla casa; àra a’ pràja - alla pràja .
In Gasperina, quella loro “ àra “ , diventa: A’ ; a’ càsa - alla casa - ; a’ villa - alla
villa; a’ pràja - alla pràja - . A’ = alla : > A’ preposizione articolata .
Per indicare luogo, avverbio di luogo, l’apostrofo ( spirito gerco) di ‘A ;
si scrive all’entrata della ‘A , articolo Là , ovvero ‘A : ‘a càsa = la casa ; ‘a villa =
la villa.
Lo spirito greco, l’apostrofo, parla in modo sottinteso, dicendo: al mio posto vi era
altro che ho celato, ma che esiste, comunque nell’ascolto del vocabolo si intuisce.
‘nTòni , è Antonio; lo spirito greco, l’apostrofo, prima della Enne, cela la A.
Altro esempio dei dialetti locali: a Gasperina diciamo : “ Chìssu hàva ‘a zìrra ! “ per
dire: costui ha voglia sessuale .
Qui mi ripeto volutamente :
A Girifalco, il vocabolo “ zìrra “ , indica “ ‘a ggiàrra ‘e ‘l’ògghju “, la giara per
l’olio, grande contenitore per la riserva dell’olio ; mentre a Gasperina : ‘a ggiàrra ‘e
l’ òlio, è stata sempre chiamata : “ ggiàrra “ ‘e l’ ogghju; da giàra, contenitore e
misura di capacità . Voce giunta a noi dagli Arabi, perchè dominati anche da loro ;
arabi anche i numeri : 1-2-3-4-5-7-8-9-10- ecc . sono numeri àrabi .
( Il primo a scrivere una Vocabolario dialettale calabrese è stato il tedesco Rolfhs ,
grande viaggiatore e medico . Giunto in Calabria attraverso qualche conoscenza
ha cercato di condurre qua e là le sue ricerche dialettali. Ma da puro tedesco, non ha
potuto fare altro che raccogliere poche parole nei luoghi ove è stato accompagnato,
non in tutti i 409 Comuni calabresi. Il suo Vocabolario (edito dalla Garzanti in
Bologna) , l’ho vagliato già negli anni 1960 . Nei paesi da lui visitati, poche sono le
parole dialettali riportate. Gasperina viene annotata con n.5 ; ha poche voci e non
tutte rispondono al vero dialetto.Ribadisco che Rolfhs , è stato un vero tedesco senza
parentele vicine, lontane o lontanissime con calabresi. I tedesci, sono sempre stati i
primi e originali in tutte le cose. ) Ho citato Rolfhs, a me non mi è servito .
Il Dotto, ha scomodato questo tedesco citandone il nome, ma le sue “ Parole “
scritte stampate e vendute, non hanno nulla di gasperinese. La carne non è pesce…

Nel nostro dialetto, ricordo sempre che la – R – prima di altra
consonante, rafforzza la successiva per effetto della pronuncia dura.
Esempi: Carttòcciu – Carvvùna – Scarppàru – Vàrcca -Varvvèri - Varvvùta .

Con questa mia fatica non apprèttu nessùnu, non pròvoco con ingiurie e
soprannomi, perché nessun dizionario o vocabolario ha mai scritto e pubblicato
tali cose come ha ha fatto il Dr. in Giurisprudenza G.Celìa.
( Il Cavaliere calabrese: Mattia Preti, nato a Taverna (Cz.); Il Caravaggio: Michelangelo
Merisi, nato a Caravaggio; Il Manto: Virgilio, nato a Mantova ; Il Recanate:
Giacomo Leopardi, nato a Recanate; non sono ingiurie . )
10

MIO TESTAMENTO .
( Postilla “notarile “ : Postilla: post illa , verba auctori, dopo la suddetta parola
di me autore, nel margine o a piede della pagina di questo mio Diario,Dizionario,
Dialettale gasperinese, il mio notaro, Antonio Pisano, senza debiti, mai
richiamati da nessuno , fa questa e ripete la sua > CHIOSA :

(L’HOMU CHI NNO’ LLEJA… E’ CCOMU ‘U LINU CHI NNO’
mPASSA ‘O CARDU ! )

QUESTO DIZIONARIO L’ HO COMPILATO PER
I GASPERINESI NATI IN LOCO COME LO SONO
IO, NON PER INTELLETTUALI , MA PER CHI SA
LEGGERE E SCRIVERE ALLA BUONA COME ME.
Qualora voi trovaste qualche errore, refuso non voluto ,

( “ mi corriggerete ! “ ) .

A
A :
A :

‘A = la :
‘à = là :
A’ = alla :

Ah !!
Ahi ! :
Àhja ! :
Abbadàra :
Abbàja :
Abbajàra :
Abbajàu :
Abbàlla :

A – a : prima lettera dell’alfabeto italiano.
A - a : terza preposizione semplice. “ Jìvi a casa ! “ ,
sono andato a casa ; “Jìvi a ccastàgni ! ” ,
sono andato a raccogliere castagne.
La, articolo : “ ‘a casa = la casa: ‘a Luna = la Luna .
Là, avverbio di luogo: “Jìmma dhà“, siamo andati là.
Dhà : pronuncia dentale aspra ronzante trillante.
Preposizione articolata : vàju a’ Mìssa = vado alla Messa,
lo spirito greco, l’apostrofo, toglie > lla , ma sottintende
l’esistenza delle stesse .
Esprime: disprezzo,dolore, maraviglia, minaccia,sdegno.
Esprime grande dolore .
Espressione bonaria di chi riceve una botta, un colpo.
Badare .
Abbaìo . “ ‘u càna ch’abbàja mùzzica pocu ! “
Il cane che abbaia, morde poco.
Abbaiare, gridare inutilmente. Abbaiare alla Luna .
Ha abbaiato, ha già parlato troppo, il cane ha abbaiato.
Abballa, balla tempo musicale, canzone, romanza.
11

Abbampàra :
Abbampàru :
Abbampàtu :
Abbanunàra :
Abbattaràru :
Abbàttaru :
Abbastànta :
Àbassu :
Abbàssu :
Àbila :
Abbilìra :
Abbilisscìra :
Abbisàmma :
Abbisàra :
Abbisàru :
Abbisàu :
Abbisàsti :
Abbisàtu :
Abbisògna :
Abbisognàra :
Abbistàra :
Abbistàru :
Abbistàu :
Abbìssu :
Abbìsu :
Abitài :
Abitara :
Abitasti :
Abitàtu :
Àbitu :
Àbitu :
Abbìtu :
Abbìvara :

Abbivaràra :
Abbivaràru :
Abbivaràti :
Abbivaritìzzi :
Abbivaràtu :

Avvampare, incendiare; accalorarsi con rossore .
Hanno avvampato, hanno incendiato.
Avvampato, arso, bruciato.
Abbandonare, lasciare. Dimenticare.
Persona chiassosa, spara a Nord e colpisce a Sud .
Fiammifero di legno, solfanello, zolfanello , inventore
Hòlden + 1897 .
Che basta, abbastanza, in abbondanza, chiacchierone.
lapis, matita ,
Abbasso, voce che indica sfavore, essere contro.
Abile, abilità.
Farne uso, rendere utilità ; a valere, valersene.
Farne uso, utilità.
Abbiamo avvisato.
Avvisare .
Hanno avvisato .
Ha avvisato.
Hai avvisato.
Avvisato.
Che è necessario .
Che è di bisogno, necessario.
Avvistare, scorgere da lontano.
Avvistarono .
Ha intravisto da lontano.
Abìsso, profondità immensa .
Avvìso.
Ho abitato di casa in quella località.
Abitare, stare di casa .
Hai abitato sempre la tua casa .
Abitatato, locale abitato, occupato ; abitato, sito urbano.
Stare di casa, occupi l’appartamento; àbito, vestito .
Abito, vestito .
Abete .
Dà da bere agli animali.dà da bere alle galline fuori
anche quando piove.Abbìvara ‘i gadhìni quàndu chjòva!
Persona fuori tempo e circostanza inconcludente.
Abbeverare, dar da bere agli animali; dar l’acqua alll’orto.
Hanno abbeverato, hanno dato da bere .
Abbeverati, dissetati .
Terreno umido, ma che viene abbeverato comunque.
Abbeverato, dissetato .

Ribadisco che il raddoppiamento sintattico di consonanti, per effetto della
pronuncia : dura, fortte e marccata del nostro dialetto, indica il raddoppio.
12

Abbivisscìrra :
Abbivisscìu :
Abboccàra :
Abbòla :
Abbolàra :
Abbolàu :
Abbonàra :
Abbottijàra :
Abbottijàu :
Abbrànca :
Abbrancàra :
Abbrazzàra :
Abbràzzi :
Abbrìttu :
Abbùcca :
Abbuccàra :
Abbucatìcchiu :
Abbucàtu :

Abbucàtu :

Abbùsca :
Abbuscàra :
Àcca > H :
Accalìma :
Accapàrra :
Accaparràra :
Accarizzàra :
Accasàcciu :
Accasciùna :
Accattàra :

Risuscitàre , in poesie > resùrgere.
E’ risorto .
Abboccare.
Che vola, che prende il volo.
Volare, far prendere il volo.
E’ volato, ha preso il volo, si è volatizzato.
Tenere pieni d’acqua recipienti a doghe e cerchiati.
Bussare alla porta.
Ha bussato alla porta.
Che prende tutto , che arraffa tutto.
Prendere tutto; usare le branche per stringere, afferrare.
Abbracciare, stringere tra le braccia..
Che abbraccia.
Brucio leggermente la superfice ; che è stato
abbruciacchiato, abbrustiato come i peli del pollo.
Abbocca, abboccare; cade nel tranello; piega il
recipiente.
Piegare un recipiente per versare vino o olio .
Avvocato di cause perse ; avvocatesco .
Avvocato è chi abbia superato tutti i Corsi legali:
Giurisprudenza, conoscenza dei testi “sacri” di
Giustiniano, Orazio, Catone, Gaio, Paolo , e degli altri
antichi a noi lasciati. Esegesi: / interpretazione/
esposizione critica e dichiarativa di un testo. Commento,
spiegazione, ermeneutica, note .Pratica presso un
affermato AVVOCATO per due tre anni attestandone la
bravura, superato altro corso di due tre anni per
l’avvocatura, potrà essere chiamto poi, AVVOCATO .
A Gasperina, l’aggettivo > avvocato, si spreca …
Avvocato, sciacallo sulle sciagure e sfortune altrui;
difensore di rei confessi con testimoni oculari .
Dice egli al cliente: “Dimmi la verità, poi imbroglierò io
le carte sino a quando avrai l’ultimo soldo ! “
Cerca, fa la questua ; abbùsca, prende le botte,manate.
Buscare cercando ( voce spagnola)
Acca – H – ottava lettera dell’alfabeto > lettera muta < .
Soddisfa il palato e lo stomaco, accettato con gradimento
Che fissa l’acquisto o l’uso di una cosa dando la caparra.
Accaparrare .
Accarezzare , carezzare .
A casaccio, come viene viene, alla rinfusa, a vànvera.
Occasione, scusa, trovare una scusa, pezza giustificativa,
Comperare .
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Accattàtu :
Accattàu :
Accàttu :
Accazzògna :
Accàzzu ! :
Accèntu :

Accettàra :
Accettàra :
Acchjàppa :
Acchjiappàra :
Àccia :
Àcidu :
Accijàra :
Accijàta :
Àhccì ! :
Acìtu hfòrtta :

Acitùsa :
Accoppa :
Accòppa :
Accoppàra :
Accurttatùra :
Accoppàu :
Accora :
Accorra :
A ccùcchja :
Accùcchja :
Accusàru:
Accusàstavu :
Accusasti :
Accusàtu :
Accussì :
Adàggiu :
Addàra :

Acquistato,comperato ; che si è fatto comprare.
Ha comperato .
Acquisto, compero.
Cosa fatta alla carlona, fatta male, malissimo, a casaccio.
Esclamazione negativa di chi non approva il discorso.
Accènto. Innalzamento del tono o posa della voce sopra
una sillaba della parola più che sulle altre; contrario >
àtono . Il vostro G. Celìa in “Parole e altro” l’ha usato ?
Accettare, accettare l’invito.
Recidere un albero con l’accetta .
Acchiappare, acchiappa, pigliare improvvisamente.
Vedi la voce precedente.
Sedano.
Acido .
Tritare la carne col coltello, fare minutaglie.
Tritata, carne fatta a pezzetti.
Voce dello starnuto.
Aceto .
(Un venditore ambulante di aceto, annunciava lungo le
strade il suo acerto forte di acidità : “ acìtu hfòrtta
signori ! “ ; altro venditore ambulante di ombrelli, dietro
questi, gridava : “ para àcqua, signori ! “ (para =
sembra) Si sono bisticciati, perché il primo diceva che il
suo aceto era forte, ottimo ; mentre l’altro annunciava,
disprezzandolo, che era acqua e non vero aceto.
Ma il secondo in effetti vendeva paràcqua, ombrelli )
Che sa di aceto .
Copre col coperchio .
Azione omicida .
Coprire con il coperchio
Scorciatoia.
Ha coperto la casseruola, la pignata con il coperchio .
Mette tristezza.
Mettere tristezza.
A coppia .
Si avvicina a noi non desiderato.
Hanno accusato .
Avete accusato .
Hai accusato .
Accasusato .
Così, in questo modo .
Adagio, tempo musicale lento e sostenuto.
Addàre, entrare nelle simpatie altrui, addàrsi a
qualcuno,andare a genio.
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Adàsciu :
Addàssu :

Adhazzàra :
A ddejùnu :
Addemuràmma :
Addemuràra :
Addemuràru :
Addemuràsti :
Addemuràstavu :
Addemuràu :
Addièssa :

Ad’orècchju :
Addovèra :
Addùgnu :
Addùru :
Aèri :
Affacciàra :
‘A ffacciàta :

Affacciàta :
Affacciata :
Affàra :
Affarìsta :
Affaròna :
Affìttu :
Àfra :
Àfrica :
Africànu :

Adagio, piano piano ; poggiare, posare lentamente.
Punto preciso nel giuoco dei bimbi, dopo aver vagato e
ritornato sul posto, toccava il muro indicato e non veniva
punito esclamando: “ addàssu !! ”
Allacciare le scarpe; camminare di corsa, a passo.
A digiuno .
Abbiamo fatto ritardo.
Ritardare il rientro a casa, rimanere ancora.
Hanno fatto ritardo.
Hai fatto ritardo, si sei attardato.
Avete fatto ritardo, vi siete attardati..
Ha fatto ritardo, ancora non torna.
Aidièsse (àids ) grave malattia provocata da virus, che
distrugge progressivamente le capacità immunitarie a
qualsiasi infezione.
Cantare o suonare senza la conoscenza della muica ;
fare un lavoro senza modello e misura.
A dovere . Il mestiere fallo come si deve, perfetto.
Vado a vedere per osservare “ vàju ‘u m’addùgnu “ .
Annusare, fiuto, odorare, odore .
Ièri .
Affacciare, affacciarsi .
Località rurale in agro di Gasperina lungo la ex
mulattiera larga 3 metri ed impietrata che faceva bivio
con la mulattiera per “ jiricùccu “ che portava alla
periferia di Gasperina detta “ Jiricùccu “ . Si trovava in
fondo alla Madonna di Termini. Da questa impietrata,
salivano gli sposi dalla frazione Pilìnga; salivano gli
scomparsi nella cassa portati a spalla dalla medesima
frazione; oggi è stato tutto chiuso, tutto proprietà privata
di checchessia, grazie ai Sindaci per il tanto buon cuore e
grande… per il bene e lo sviluppo turistico di Gasperina.
Vista, veduta amena panoramica da dove dal’alto si gode.
Persona al balcone, alla finestra che osserva i passanti.
Affare, cosa fatta o da fare, negozio, faccenda ecc.
Persona d’affari commerciali.
Grande affare .
Affitto.
Foglia dell’allòro pianta sempre verde.
Africa.
Africano, dell’Africa .

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Affrìttu :
A ffujùni :
Affumicàra :
Affumicàru :
Affumicàti :
Agghìru :
Agràncu :
Aggrappàra :
Aggràppu :
hÀju :
Ammalapèna :
Ammanicàra :
Ammanicàu :
Ammantedhàta :
Ammèdha :
Ammènta :
Ammènzu :
Ammogghjàmu :
Annamurài :
Àbassu :
Abbàssu :
Abbadàra :
Abbajà :
Abbajàra :
Abbajàu :
Abbampàra :
Abbampàru :
Abbampàtu :
Abbàssu :
Abbàttaru :
Abbattaràru :
Abbisàmma :
Abbisàra :
Abbisaru :
Abbisàtu :
Abbisàsti :
Abbisàu :
Abbisogna :
Abbistàra :
Abbistàru :
Abbistàu :
Abbìsu :

Afflitto.
Scappando, presto, di corsa, di fretta; vedi hfùju .
Affumicare, formaggi, salami, aringhe .
Hanno affumicato.
Affumicati , come : aringhe, salami ecc.
Ghiro.
Granchio ..
Aggrappare,afferrare;afferrarsi fortemente a qualche
cosa.
Afferro, mi aggrappo a qualcosa.
Ho male, ho in possesso, ho in antipatia, ho in simpatia.
A malapena, risicata , a stento, a fatica.
Mettere il manico all’oggetto: coltello,scure, zappa.
Ha messo il manico all’oggetto; ha concluso l’affare
in bene o in malo modo.
Gallina moribonda che sta accovacciata e muta .
Inventa di sana pianta, quello che ha in mente dice.
A memoria.
Fra. tra , in mezzo.
Inzuppiamo nel brodo, sugo ..
Mi innamorai, ho fatto innamorare.
Lapis, matita.
Abbasso, di sotto, in giù ; voce che indica sfavore,
Badare.
Che abbaia come il cane ma non morde.
Parlare inutilmente.
Ha abbaiato.
Incendiare.
Che hanno avvampato, incendiato, azione dolosa.
Avvampato, che è bruciato.
Abbasso, avversativo, contrario.
Fiammifero di legno.
Persona chiassosa , spara a Nord e centra al Sud .
Abbiamo avvisato.
Avvisare .
Avvisarono.
Avvisato.
Ha avvisato.
Ha avvisato.
Necessità per bisogno di cosa che serve.
Avvistare.
Hanno avvistato .
Ha avvistato .
Avviso, avvertimento, manifesto.
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Abitài :
Abitàra :
Abitàtu :
Abitìnu :
Àbitu :
Àbitu :
Abbìvara :
Abboccàra :
Abbòla :
Abbolàra :
Abbonàra :

Abbottijàra :
Abbranca :
Abbrancàra :
Abbrazzàra :
Abbrittàra :
Abbucatìcchju :
Abbucàtu :

Abbuccàra :
Àbila :
Abbitìnu :

Àbitu :
Àbitu :
Abbùsca :
Abbuscàra :
Abbùsu :
Àcca :

Abitai in Via Francesco Baracca .
Abitare l’appartamento.
Paese, centro abitato .
Sorta di devozione di portare appeso al collo una
immagine sacra contorniata da ricami.
Abito di casa, abitare.
Abito, vestito .
Abbereva le bestie, gli ortaggi .
Abboccare ad una lusinga come all’amo.
Che vola, prende il volo.
Spiccare il volo.
Tenere pieni d’acqua recipienti a doghe per far sì che le
doghe si gonfiano tra esse e non fanno uscire il futuro
mosto.
Bussare alla porta; “ bottijàra “ .
Arraffa tanto o tutto.
Vedi la voce precedente.
Abbracciare.
Abbrustiàre, passare sulla fiamma per bruciare la
peluria.
Avvocatesco .
Avvocato. Avvocato è colui che abbia superato tutti i
corsi di giurisprudenza all’ultimo corso per poter
acquisire il titolo di avvocato. Laureato in
giurisprudenza significa avere studiato e superato questo
corso relativo alla conoscenza dei testi “sacri” di Catone,
Gaio, Orazio, Paolo, Giustiniano.
Piegare un barile, un caratello, un bottiglione col
contenuto senza sollevarlo, per versare il liquido.
àbile.
Abbitìno : diminutivo di abito, segno di devozione che si
porta appeso al collo con un nastro, ed è fatto di una
immagine,per lo più della Madonna, adattata su due
pezzetti di panno: è così chiamato, perché lo usarono per
primi i terziari invece dell’abito del loro ordine .
Abitare, stare di casa.
àbito, vestito.
Cerca . Vedi la voce seguente .
Buscare cercando; voce che viene dallo spagnolo .
Abuso, abusare.
Acca > ( Ricorda che (H) , ottava lettera dell’alfabeto, è
lettera muta) lettera che non ha suono, si usa per
convenzione in questo mio dialetto, per suggerire suoni
particolari all’entrata di parola che in tante desinenze .
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Accalìma :
Accaparràra :
Accapparràta :
Accascjùna :
Accascjùna :
Accattàra :
Accattàtu :
Accattàu :
Accàttu :
Accàzzu !
Accettàra :
Accettàra :
Acciàccu :
Acchjàppa :
Acchjappàra :
Àccia :
Ah-ccì !
Àcidu :
Accijàra :
Accijàta :
Acìtu :
Acitùsu :
Accòppa :
Accòppa:
Accoppàra :
Accoppàu :
Accòra :
Accoràra :
A ccurramùni :
Accussì :
Accùsu :
Accùtu :
Acqua :

Acqua ‘e Colonia :

Acqua frìdda :

Accetta al palato, saporosa, ottima.
Accaparrare, fissare l’acquisto versando una cifra.
Cosa da acquistare già impegnata con caparra.
Occasione , opportunità, scusa.
Pretesto, occasione speculativa, con la scusa vengo a
trovarti.
Acquistare, comperare.
Comperato .
Ha comperato, ha acquistato, ha conquistato .
Acquisto, compro qualcosa.
Esclamazione negativa di chi non approva un consenso.
Tagliare un tronco usando l’accetta.
Accettare un dono .
Acciacco, incomodo fisico, malattia; voce àraba > sciaka.
Acchiappa, scappa per prendere con le mani.
Acciuffare. Vedi la voce precedente.
Sedano.
Voce dello starnuto.
Acido, avariato, rancido, scaduto .
Tritare carne per polpette, fare minutaglia col coltello.
Carne già trita.
Aceto . “ Ihi ! chìmmu jètti ‘a ‘acìtu ! “
Che ha sentore dell’aceto.
Copre con il coperchio .
Azione omicida contro avversario, uccide.
Coprire col coperchio; uccidere qualcuno.
Ha posto il coperchio sopra la pentola.
Accorare, tristezza .
Accorare, produrre un grande dolore .
Menare lanciando l’accetta, la scure, un legno, un
bastone, un sasso; lanciare a distanza.
Così, in questa maniera, in questo modo .
Accuso, accusare.
Non sapendo molare il coltello rendo il filo grosso non
tagliente.
Acqua. L’acqua di Gesù nelle Nozze di Cana; pozzo di
Giacobbe della Samaritana: Vangelo di San Giovanni
Capitolo 2 versi dal n.1 al verso n. 10 – Le nozze di
Cana . > Vangelo di San Giovanni : Capitolo 4 versi dal
n. 1 al verso n. 10 ) .
Acqua di Colonia: soluzione di olii eterici nell’alcool,
adoperata come acqua odorosa . Inventore Giovanni
Farina bolognese ( 17° secolo )
Località rurale sulla mulattiera Gasperina-Montepaone.
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Acqua giogghjàna :
Acquarèdha :
Acqua ‘e mara :
Acqua raggia :
Acquàru :

Acquàta :

Acquasantàru :
Acquasantèra :
Acquazzìna :
Acquistàra :
Adagghjàra :
Adàgghju :
Addùra :
Adhàzza :
Adhazzàra :
A ddejùnu :
Addivenìra :
Adobbiàra :
Adòbiu :
Adocchjàra:
Ad’ òcchju :
Adòcchju :
Adhùcia:
Aèri :
Affàcciu :
Affettàra :
Affìbbiu :

Acqua sierosa dentro una vescichetta per trauma
ricevuto da scottatura o da un colpo.
Vino annaffiato con acqua.
Acqua di mare salata .
Resina che cola da alcune piante .
Solco traverso fatto per ricevere acqua; condotto
artificiale nella terra in pendenza continua atto a portare
l’acqua per l’irrigazione; basto rovescio, impluvio.
Pioggia improvvisa e abbondante che dura poco;
vino annacquato che sa di acqua .
Peppantòni, s’avìa recogghjùtu ‘e sùsu chiovèndu,
ligàu ìu ciùcciu a’ vuccàgghja do’ muru soi, hfìcia
vìnti metri, trasìu ‘ntra Mmariùzza Carcchìdi, potihgàra
‘e vinu e dde tuttu; Peppantòni, ‘i dìssa :
“ Mariùzza, mentitami ‘nu bicchèri ‘e vinu ! “
Mariùzza ‘l’ inchjìu ‘u bicchèri. Peppantòni, ‘u mìsa ‘o
mùssu, ‘u ‘ssaggiàu , dòppu ch’ ‘u ssaggiàu, ‘i dissa :
“ A Mariùzza, vidìti quand’acqua hàju ‘ncòdhu, puru de
ìntra hàju u nda mentu ? “ . Il vino era stato
annacquato, era acquàta .
Acquasantièra, pila all’ingresso della chiesa riempita di
acqua santa .
Acqua santiera, l’acqua santa.
Rugiada, brina .
Acquistare, ottenere in possesso una cosa, progredire.
Mettere l’aglio nell’insalata di pomodori e altro.
Metto l’aglio nei pomodoro, nel sugo,nelle polpette.
Che annusa, che cerca l’odore o l’aroma.
Allaccia le scarpe; che cammina a piede lesto.
Allacciare le scarpe o altro; camminare a passo.
A digiuno .
Che verrà in appresso.
Addormentare con tisana di oppio “ òppiu ” .
Faccio dormire praticando l’òppio .
Guardare e lanciare un influsso maligno, lanciare il
malòcchio.
Lavoro fatto senza misure, senza modello.
Adocchiare, considero, guardo con interesse.
Fa luce, illumina : persona buona che aiuta un bisognoso
Ièri, il giorno immediatamente precedente in cui siamo.
Mi affaccio dal balcone, dalla finestra; veduta amena da
dove il panorama fa richiamo .
Tagliare il salame a forma di bocca di clarino.
Gli affibbiai un pugnu, ho dato una cosa cattiva per
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Affilàra ‘u curttèdhu:
Affittàra :
Affìttu :
Àfra :
Affregugghjàtu :
Affrìja :
Affrìtta :
Affùca :
Affucàra :
Affucàta :
Affumicàra :
Àhga :
Agàzza :
Agghjalòru :
Agghìra :
Agghìru :
Àgghju :
Agghjumbàtu :
Agghjuttìra :
Aggiuttìu :
Aggiùstu :
Àgna :
Agnèdhu :
Agonìa :

Aggrancàtu :
Àgra :
Agùstu :
Àhja ! :
Àjamu :

hÀju :
Aju e jìra :
Aju u vàju :
Ajùtami :

buona.
Raffilare, rifare il filo alla lama come fa il calzolaio al
suo trincetto usando ‘u ffilatùra, piccola pietra arenaria.
Affittare.
Dò in affitto, prendo i soldi per l’affitto.
Alloro, foglia di alloro.
Rattrappìto dal freddo, che è soggetto al freddo,
raccolto con le mani sotto le ascelle per il freddo.
Fa asciugare i panni all’aria gelata diventando secchi.
Afflitta, persona sofferente.
Affoga; che l’affoga.
Atto doloso di chi affoga una persona; affogare.
Affogata .
Affumicare,tingere di fumo,esporre al fumo:carni,pesci.
Suono gurrurale di chi espella, espettora il catarro.
Sagina; pianta per scope,
Orzaruolo, foruncolo che si forma sulle palpebre,
calazio.
Femmina del ghiro .
Ghiro .
Aglio formato da spicchi per condimento.
E’ ridotto quasi con la gobba, cammina curvato .
Trangugiare ingordamente, trangugiò il pranzo.
Ha trangugiato il boccone; ha accettato una falsa notizia,
Riparo qualcosa, aggiustare un contratto ecc .
Voce derivata da agnati,diretti parenti:àgna, vedi chi
bussa ? Nipote mio, vedi chi è ?
Agnello.
Agonìa , lotta contro e verso la morte; angoscia che
precede il morire . ‘U ràhgu da’ mòrtta , il rònco
rumoroso.
Aggranchiato, - da granchio – irrigidito come le mani
per soverchio freddo, rattrappito.
Agra, non dolce, non matura.
Agosto ( VI mese per i Romani partendo da marzo ) .
Esclamazione di dolore.
Azzimo, pane non lievitato; azzima, azzimi, pasta non
lievitata.
(L’ultima Pasqua.Vangelo di S. Matteo: 26, 17 )
Ho .
Debbo andare .
Debbo andare.
Aiutami, perché ho bisogno .
“ aiutami da lei, famoso saggio, “ ( Dante. II- XVI-133 )
20

Ajutàra :
Ajutàtu :
Alìcia :
Allascàra :
Allattàra :
Allàzzu :
Alleggerìra :
Allènta :
Allentàra :
Allèntu :
Allèzza !
Allibrata :
Alligna :
Allignàra :
Allìgnu :
Allimàra :
Alìppa :
Allippàu :
Allissciàra :
Allongatùri :

Allòra :
Allora !
Allorddàra :
Allòrdu :
Allùcca :
Alluccàra :
Allumìniu :
Allunàtu :
Allupàra :
Allupàtu :
Amànta :
Amàra :
Àmbu :
Amitàtu :
Àmitu :
Ammaèstra :
Ammaestràra :
Ammaèstru :
Ammagàra :
Ammalappèna :

Aiutare, soccorrere .
Aiutato, soccorso .
Alice, pesce azzurro.
Allontanare, fare largo.
Allattare; imbiancare con il latte della calce.
Allaccio.
Alleggerire, rendere leggiero, togliendo peso.
Allenta, allentare, molla, mollare; dimagrisce .
Allentare, allargare ; allentare una fune; dimagrire .
Allento un vestito; non essere celere; tempo musicale;
diventare più nagro di fisico,
Ma guarda ! è vero e non è vero.
Annotata, registrata.
Mette radici ovunque va.
Allignare, mettere radici.
Prendo dimora, dove vado, là faccio radici.
Limare, emendare.
Che mette carne sulle ossa.
Ha messo carne sulle ossa.
Fare le carezza al gattino ; il leccare del cane che fa ai
suoi nati; lisciare una supercie ruvida.
Cuoio spesso e smezzato, calcagnino che il calzolaio
aggiunge sul calcagno della forma per allungare la
misura.
Allora, avverbio di tempo .
Allora ! negazione di ciò che si è udito nel discorso.
Lordare.
Che sporco.
Prende confidenza e fa quello che dovrebbe fare.
Prendere molto confidenza approfittando del momento.
Alluminio .
Malaticcio di mente, che vede cose inesistenti.
Mangiare a sazietà come un lupo.
Allupato, affamato .
Amante .
Amara, agra.
Ambo .
E’ stato dato l’àmido.
Amido.
Ammaestra, insegna.
Ammaestrare .
Che ammaestro.
Ammaliare con inganno con sistema da maga.
A malapena: a stento, a fatica.
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Ammalàra :
Ammanicàra :
Ammannàra :

Ammàppa :

Ammappàtu :
Ammappàu :
Ammàzza :

Ammarazzàra :
Ammarazzàti :
Ammasciàtu :
Ammassàra :

Ammàssu :
Ammàssu :
Ammasunàra :
Ammasunatùra :
Ammèdha :
Ammènta,
Ammèndula :
Ammendulàru :
Ammendulàta :
Ammènna :
Ammèra :
Ammiccàra :
Ammìnda :
Ammodhàra :
Ammòdhu :
Ammucciàra :
‘A mmucciatèdha :

Sciupare, buttare via cose e cibi ancora utili; procurare
malattia.
Infilare il còdolo del coltello, della lima, della raspa
nel manico di legno.
Atto del contadino che a ritroso raccoglie l’erba secca
e fà la manna ( ammannare ), con un legno attorciglia
il fieno camminando a ritroso come fanno i cordàri, poi
unisce la torcitura e fa intrecciare con l’altra cima
opposta in unica manna come unico torciglione di erba
secca. “ Mànna ‘e hfjènu “ .
Si trova sul luogo ad opera già fatta; si siede a tavola
già pronta con le vivande nei piatti;si nasconde,
s’ammàppa , si accovaccia.
Abbassato per non essere visto come la lepre dal
cacciatore,accovacciato.
E’ riuscito a godere il già fatto da altri.
“Ammàzza e mmàngia “ :
“E una voce gli fu indirizzata, dicendo: Levati, Pietro,
ammazza, e mangia . (Atti degli apostoli. 10;13.14,15 )
Asciugare all’ asciutto legna e simili.
Asciutti e pronti per essere usati .
Abbassato, sottomesso.
Impastare con l’acqua la calce con la terra o terra e
cemento,accatastare, fare catasta, fare di tutte le erbe un
fascio.
Mucchio, congerie.( “glottologi”locali, dovrebbero
portare la loro mente all’ ammasso !)
Luogo ove si raccolgono oli e simili; deposito.
Mandare a dormire le galline.
Luogo fornito con trespolo, “letto “ delle galline.
Inventa di sana pianta, dice ciò che gli viene alla mente.
A memoria.
Mandorla.
Mandorlo .
Mandorle amare o semi simili come quelli dell’albicocca
Amen .
Prende la mira .
Fare intendere cosa incredibile.
Voce fanciullesca per chiedere (dàmmene) almeno un poco.
Mettere a mollo.
A mollo.
Nascondere .
Rimpiattìno. Giuoco infantile: uno si nasconde , gli altri
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devono cercarlo e trovarlo. Ammucciatèdha
‘mmucciatèdha , mucciatèdha . La desinenza dha, suono
dentale,palatale,ronzante.
( In “Parole e altro” di Gori Celìa si legge: “Ammucciateza”
sf. Gioco del nascondino (vedi mmucciateza ) .
Ammùcciu :
Ammucciùni :
Ammunzèdhu :
Ammussàtu :
Ammussàu :
Ammusscjàtu :
Ammusscjàu :
Amùra :

Amùri :
Ammutàra
Ammutàsti ?
Ammùtu :
Anellètti :

Ampràra :
Ampràti :
Ànatra :
Ànca :
Ancàra :
Ancàta :

Anchìja :
Anchijàra :
Anchjanàra :
Àndatu :

Nascondo .
Di nascosto.
Faccio il mucchio.
Bronciato, cruccio.
Mi fa il muso, ha il bròncio
Che è moscio, floscio.
Ammosciato, è floscio, è appassito.
Amore .
“ L’ amor che move il sole e l’altre stelle “ (Dante: 3-33145 )
Amori .
Ammutare, far muto, stare zitto.
Perché non parli ?
Che sto zitto, che sto muto, resto senza favella, mi
zittisco.
Anellini metallici che si fissano al tomaio sui due
quartieri
che si trovano sul collo del piede per infilare le stringhe.
Sciorinare i panni al sole, stendere i panni al sole.
Stesi al sole per asciugare: granoturco, fave, ecc.
Anatra .
Anca .
Camminare .
Ballo folkloristico tra una donna e un uomo, tipo di
tarantella, accompagnato o da chitarra battente a tre
corde, o da piva e zampogna .
Cammina .
Camminare .
Salire, salire le scale.
Impalcatura di legno del muratore per il muratore.
Nei buchi quadrati del muro in pietra, già formati allo
scopo, si infilano le travette quadrate di legno, sopra queste
si fa il tavolato con sponde per protezione delle maestranze.
Il vostro Dotto ha scritto, stampato e venduto :
“ ànditu : soppalco, ponte che consente ai muratori a
lavorare in altezza “
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Anellìna :
Anfìbbiu :

Il soppalco non è l’ àndatu. Soppalco, è un palco fatto
sotto il tetto, per proteggere meglio la stanza .
Anilina, tintura per tingere pelli “ nìgru do’ diàvulu”.
Tipo di pelle spessa per scarpe grosse di colore
melograno, conciata con accorgimenti tecnici per
resistere nell’acqua e non asorbire l’acqua . Tomaia con
gambaletto con 8 – 10 –buchi sul collo, i due quartieri
nella parte anteriore sono uniti da una doppia linguetta
“ mànticia “ mantice per non far passare
acqua o terra; i buchi per l’allacciatura, possono
ospitare gli anelletti,
“ ‘nellètti “ oppure i becchetti per agganciare la stringa .
Il vostro DOTTO, ha scritto,stampato e venduto :
“ Anfibbiu : anfibio,scarpa grossa,alta, di corame “
L’anfìbbiu, non èsta ‘a coràma !
L’anfìbio, non è coràme

Angarìja :
Angariàra :
Angialèdhi :
Ànguli :
Animulèdhu :

Annàca :
Annacàra :
Annàla :
Annàta :
Annètta .
Annettàra :
Annotàta :
Ànna :
Ànnicia :
Annìna :
Annùzza
Ànnu :

Ritarda a terminare un lavoro.
Che non fa niente, che rimanda e ritarda un lavoro.
Le pupille degli occhi
Angoli : acuto, adiacenti, giro, complementari, concavo,
convesso, equilatero, opposti, ottusi, piatto, retto.
Arcolaio fatto da 36 bacchette di legno, sfiancato al centro,
dove ospita la matassa e formando il gomitolo gira intorno
al suo puntale fissato sopra un manico fermo.Si chiude alla
fine come un ombrello.
Che culla, che si culla come in una amaca.
Cullare.
Annale, ricorrenza storica.
Annata .
Pulisce .
Pulire.
Annotata, segnata, messa in nota.
Anna , Marianna .
Anace, ànice .
Annìna, diminutivo di Anna e di Marianna.
Vezzeggiativo di Anna .
Anno di 12 mesi : jennàru , frevàru, màrzzu, aprila,
màju, ggiùgnu, lùgliu, agùstu, settèmbra, ottòbra,
novèmbra, dicèmbra; ànno, il tempo che la Terra
impiega per compiere il suo giro attorno al sole; anno
24

‘A nòstra :

ànta :

Antìca :
Anticàgghja :
Anticamenta :
A ‘ntìcasi :

Appazumàra :
Appatumàra :
Àpara :
Aparèmmi :
Aparìmma :
Aparìranu :
Aparìra :
Aparìru :
Aparìstavu ;
Aparìti :
Aparìu :
Aparùtu :

astronomico, è di 365 giorni ,6 ore e 49 minuti; civile è di
365 giorni; bisestile, anno civile che ha un giorno in più
del comune per compensare le frazioni omesse dell’anno
astronomico, e ricorre ogni quattro anni. Stagione, mese,
settimana, giorno.
Nocino, gioco fanciullesco che si faceva con i semi
dell’albicocca, nocini “ nucìdhi “ ; 10 tenuti nel pugno per
essere lanciati su pavimento liscio; poi si sceglievano le
coppie più vicine e con la punta del dito indice si dava un
colpetto per fare toccare l’altra, una delle due veniva vinta;
se non veniva toccata una delle coppie, il gioco passava
all’avversario che rimescolava i restanti nocini, e così di
seguito; con i nocini si giocava anche “ ‘o castèdhu “ al
castelletto ; si faceva un castelletto di nocini sopra un
gradino, l’avversario saliva altro gradino, metteva sopra il
labro superiore che teneva stretto sotto il naso, poi cercava
dall’alto di cetrare la cima del castelletto liberando il suo
nocini, quando faceva centro tutti i nocini erano suoi .
Affisso,telaio spesso di legno con zanche fissate nel muro
dove coi gàngari ( dubbrùni) si collega la porta .
“ Picchia ogni anta su l’anta “ (Giovanni Pascoli)
Antìca , gli antichi chiamavano così la parte anteriore di un
edificio, pòstica .
Anticaglia, cosa antica in senso spregiativo./ Ha sposato una
bella anticaglia ! / Oggetti museali .
Anticamente, nel tempo antico .
In antìcresi: prendere soldi in prestito con garanzia su uno o
più immobili di proprietà con legale contratto cedendo i
frutti delle proprietà al creditore per tutto il tempo fissato, se
entro il termine fissato non verrà restituita la somma presa
in prestito, il creditore si approprierà legalmente degli
immobili descritti sul documento con i dovuti interessi.
Rifocillare in qualche modo lo stomaco.
Vedi la voce precedente.
Apri; chiave adatta; apri l’anta dell’armadio, dello stipo.
àprimi .
Abbiamo aperto .
Hanno aperto ancora prima .
Aprire.
Hanno aperto .
Avete aperto .
Aprite .
Ha aperto.
Aperto .
25

Apèrtta :
Apèrttu :
Apocalìssa :

Àppa :
Appìccica :
Appiccicàra :
Appiccicàtu :

Aperta .
Aperto .
Apocalisse : rivelazione / ultimo libro del Nuovo
Testamento di capitoli 22 / L’autore è San Giovanni,
l’apostolo di Gesù.
Ha avuto; = èppa, ha avuto.
Accende lui, accendi tu.
Accendere.
Acceso .

Ribadisco che la nostra parlata è : aspra, dura, forte, marcata .
Tanti vocaboli hanno bisogno delle doppie consonanti dopo consonante.
“ Così è (se vi pare) > Luigi Pirantello (1867 + 1936)

Appiccicatùra :

Appìcci :
Appura :
Apparàtu :
Apparttàra :
Appassionàtu :
Appatumàra :
Appazumàra :
Appìcica :
Appicciàra :
Appiccicàra :
Appiccicàtu :
Appìcicu :
Àpitu :
Appedàra :
Appezzantìra :
Appiccicàra :
Apprèttu :

Apprèzzu :
Apprìca :
Aprìla :

Stìpa, nome collettivo di piccoli arbusti , fuscelli o
altro,tagliati e seccati per far fuoco; “ ramèdhi sìcchi “, e
altro; stoppie, per accendere il fuoco.
Accendi .
Viene a sapere, appurare.
Paramento di checchessia.
Appartare, allontanare, isolare.
Appassionato.
Dare del cibo all’affamato purchè viene rifocillato.
Vedi la voce presedente.
Accende: fuoco, candela, lampadina; discussione .
Accendere .
Accendere: fuoco, lampadina; discussione .
Acceso, il fuco arde .
Accendo: candela, discussione, fuoco.
Erba le cui foglie bollite sono utili per impacco caldo.
Sistemare le piantine portando al piede della terra.
Da ricco diventare pezzente.
Tirare fuoco, accendere il forno, il focolare, la sigaretta.
Provoco, provocazione, “ càcciami ‘e s’ apprèttu ! “,
togli questa occasione prima che sia tardi, altrimenti
sarà peggio .
Da apprezzare, che stimo.
Ci mette dovizia sul lavoro che fà.
Aprile, mese che apre la stagione primaverile.

La durezza e forzza della nostra pronuncia, vuole che dopo la – R- la consonte
successiva sia doppia . ( Ognùnu, ‘u pòrccu soi , ‘u scanna ‘e dùva vòla ! )
26

Aranciata :
Aràtru :
Àrca :
Arccàta :
Arccàtu :
Arcchèttu :
Architèttu :
Arcchìviu :
Architràva :

Arciprèvita
Arcivìscuvu :
Àrccu :
Arccubalènu :
Arccu ‘e Lumbàrddu:

Àrdda :
Arddìra :
Arddìtu :
Àrddu :

Aranciata, succo, spremuta di arance.
Aratro, vomere.
Arca di Noè, Noè figlio di Lamec . Genesi 5, 30;
edifica l’arca Genesi 6, 1 .
Grande volta a tutto sesto, navata .
Edificio con piano rialzato a volta ; ponte, galleria,
viadotto.
Archetto degli strumenti musicale ad arco.
Architetto .
Archivio .
Architrave, membro principale dell’edificio in linea retta
che sovrasta il vuoto e posa sui capitelli delle colonne o dei
pilastri .
Arciprete.
Arcivescovo.
Arco a tutto sesto o a pieno centro; a sesto ribassato o a
sesto scemo; a sesto rialzato o bizantino, ecc.
Arcobaleno .
Arco che unisce i sue fabbricati in Via Cavour in
Gasperina:àrccu ‘e Lumbàrdu-Cinìti , Ceniti ;
Lomabardo-Ceniti .
Lo rammentiamo con la luce arcata e soffito originale
con 6 travi di legno, negli anni 1970 tutto abbattuto, oggi
si notano dal fondo stradale i laterizi detti tavelloni nudi.
Ma l’appartamento sovrastante è da quel tempo
disabitato:Dio, ha adoperato la sua… “ vànga e la sua
cazzuola “ .
Che brucia, ardere, fuoco, pira.
Bruciare, ardere cose inutili;voce tedesca > hardi =duro.
Ardito, che si mette con animo sicuro in imprese difficili.
Ardere, brucio qualcosa; ardo di passione.

“ Rispondi a me che ‘n sete e ‘n foco ardo. “ (Dante: 2-26-18)
Argàgnu :
Arganèttu :
Àrginu :
Argòhjari :

Stoviviglia di terracotta: tegame,tegamino; pitale ecc.
Organetto , strumento musicale a vento procurato dal
mantice e con tastiera a bottoni digitali.
Argine di strada, “ gìgghju “ di terreno per confine, per
protezione.
Oggetti inutili di nessun pregio e valore .

Il nostro dialetto è : aspro, duro, forte, marcato; ha bisogno delle doppie
consonanti, per la sua efficacia nel capire il senso della singola parola .
27

Ària afarùsa :
Aria afosa .
Arìganu :
Armacìja :
Armonia :
Arràda :
Arràffa :
Arràggia :
Arraggiàtu :
Arranca :
Arrancàra :
Arrancata :
Arrància :
Arranciàra :
Arranciàu :
Arrànciu :
Arràncu :
Arrappàra:
Arrasàra :
Arrebbèdha :
Arrebbedhàra :
Arrevòla :
Arrevolàra :
Àridu :
Arrìffa :
Arringàra :
Arripàra :
Arrìppa :
Arrivàru :
Arrivàstavu :
Arrivàrunu :
Arrìzica :
Arrizìcàra :
Arrobbàra :
Arrobbàru :
Arrocciulàra :
Arrocculàra :
Arrotàra :
Arrotàra :
Arroti :

Origano .
Vuol fare qualcosa senza competenza come un bambino.
Armonia .
Toglie il superfluo delle piantine o delle piante alte.
Arraffare, pigliare o togliere con violenza.
Incita alla lite uno dei contendenti .
Arrabbiato, indignato.
Salta il fosso da un lato all’altro, usa l’ànca, le anche.
Saltare un fosso allungando le anche, le gambe..
Visita improvvisa nel proprio fondo rustico, fa due passi.
Arrangia . Voce francese . si accomoda, fa alla meglio.
Arrangiare , accomodarsi, fare alla meglio.
Ha ricavato qualcosa con stento.
Mi accomodo alla meglio.
Allungo le anche, le gambe per attraversare una cunetta.
Arrappare, arraffare, rubare, togliere con ingordigia.
Passare rasente, allontanare, scansare, vitare un pericolo.
Allarma gridando .
Gridare allarmando la gente.
Vento infuriato che tutto solleva: capelli, tegole,vestiti.
Vedi la voce precedente; il sollevare del vento furioso.
Arido, àlido, secco:
“Il legno per tutte le fibre àlide” ( D’Annunzio )
Riffa, lotteria privata simile al Lotto; colui che arrìffa,
che rischia giocando.
Mirare e lanciare un oggetto contro cosa o persona.
Riparare dal traffico, dalla pioggia ecc.
Che aggrinza la pelle, la stoffa, il vestito.
Sono giunti con la barca, con la nave, hanno toccato la
riva.
Siate giunti, avete toccato la riva.
Sono giunti, sono approdati.
Che rischia.
Rischiare.
Rubare .
Hanno rubato.
Arrotolare come si fa con la cartina e il tabacco
Rotolare per terra.
Molare forbici, coltelli, rasoi.
Circondare, mettersi attorno con altri.
Che operi nel molare; circondi insieme ad altri.
28

Arrotulàra :
Arrùggia :
Arrùgna :
Arrùnchja :
Arrunchjàra :
Arrussicàra :
Arrustìra :
Arttètica :
Arttìgliu :
Arttìsta :
Àrvuru :
Arzziòla :
Arzzìra
Ascùtu :
Àsma :
Assammaràra :
Assapìra :
Assapùra :
Assapuràra :
Assciucàra :
Assciumàra :
Asscjumicàra :

Assettàmuni :
Assettàtavi :
Assettàti :
Assèttati :
Assimigghjàra :
Assimìgghju :
Aspettàra :

Aspèttu :
Aspèttu :

Avvolgere nella carte qualcosa rotolando il contenuto.
Arrugginire, rugginire.
Si accosta senza essere invitato. S’ arrùngna !
Che lavora alla carlona abbreviando il da fare; fa alla
meglio.
Rammendare male una stoffa lasciando grinze.
Diventare rosso in volto per vergogna.
Arrostire .
Movimento giocoso incessante che fa un bambino .
Dita delle mani per atti violenti, mezzi degli strozzini,
Artista, chi professa un’arte liberale e specialmente le
arti figurative (pittura e scultura)
Albero.
Uccelletto che nidifica nelle siepi.
Ieri sera . La pronuncia di: ieri sera è > arzzìra, in
dialetto, non arzira . La nostra pronuncia è forte e dura .
Obbedisco, ubbidisco.
Asma.
Portare i panni al fiume per essere lavati poi pel bucato.
A sapere, fare a sapere la notizia .
Assaporare , trattenere a lungo un cibo in bocca.
Assaporare, insaporire, dare sapore.
Asciugare.
Vedi la voce seguente .
Indica asciugare, togliere umidità, come le castagne nella
stuoia per asciugarsi per poi metterli al forno; incensare con
molto fumo una bara col morto dentro, assolvere, asciugare i
peccati .
Ci mettiamo a sedere : sedìmuni .
Sedete, accomodatevi ; sedìtavi :
Seduti
Sièditi .
Assomigliàre .
Assomiglio .
Aspettare.
“ E’ brùttu l’aspettàra e no’ mbenìra, stàra a
ttàvula e nno’ mmangiàra, stàra a llèttu e nno’
ndormmìra ! “
Aspetto, aspettare, attendere.
Aspetto, sembianza del volto umano.
“ Io mi volsi ver lui e guardail viso:
biondo era e bello e di gentile aspetto,
ma l’un de’ cigli un colpo avea diviso .”
(Dante. 2: III – 106-107-108 )
29

Assistìra :
Assolettàra :
Assuggettàra :
Assuggettàrsi :
Assulicchjalòru :

Astutàra :
Astutàtu :
Astùtu :
Astùto :
Atarìnu :
Atàru :
Àtra :
Atri :
Atru :
‘nTagnàra :
Attàgna :
Attillàtu :
Attizza :
Attizzàra :
Attizzàra :
Attrassàra :

Attrìppa :
Attùppa :
Atturàra :
A ùffu :

Assistere un ammalata, aiutare .
Solettare la scarpa, mettere la suola alle scarpe,
dare con precisione un ceffone, uno schiaffo .
Sottomettere .
Sottomettersi .
Luogo dove il sole è sempre presente dall’alba sino alle
ore 19; altezza sul mare di metri 504,10 ; estrema
periferia della Via Garibaldi in Gasperina; un tempo
solo ortali, un sentiero scorciatoia pubblica portava alla
confinante Montauro sino al vicolo Chiasso -Cona.
Dirupo questo luogo “Protetto” da un muro di sostegno
largo 20 centimentri … OPERA PUBBLICA di
Gasperina degli anni 1950. Qui uomini e donne anziani
trovavano posto per godere il sole e raccontare segmenti
del percorso della loro vita. Oggi si nota il cemento
armato con case a destra e a sinistra .
Spegnere:candela,focolare,tizzone;ammazzare una
vita umana .
Spento.
Spengo .
Astuto, furbo .
Altarino, piccolo altare costruito al momento.
Altare .
Altra . (vedi le voci successive con suono dentale )
Altri .
Altro . à > tru < : ha suono dentale –palatale (vedi la voce
> te –à-tru > teàtro)
Calafatàre. Vedi la voce sottostante.
Medicazione con sego e stoppa alle doghe che perdono
liquido, calafatare le doghe della botte. Si chiude, si salda.
Attillato .
Che attizza il fuoco, mette legna ; incita in una contesa.
Attizzare, mettere legna al fuoco.
Aizzare in una discussione.
Tirarsi indietro, fare passi indietro, indietreggiare .
G.C. ha scritto stampato e venduto;
“Attrassara: ritardare,fare tardi/trattenersi in un posto “
Nel dialetto di Gasperina si dice: tarttenìu, tarttègnu,
tarttenùtu .
Che si trastulla saltellando scotendo la trippa, l’ epa .
Tappare, chiudere .
Saldare, chiudere, tappare.
A ùfo (A.U.F) A Uso Fabbrica . A sbafo, mangiare a
scrocco, senza far niente. Nei navigli milanesi, sui barconi
30

A ùmma a ùmma :
hÀva ‘a pìsma :
Avantànnu :
Avantèri :
Avanza :
Avanzàmu :
Avanzàra :
Avanzàu :
Avanzi :
Avànzu :
Avìanu :
Avìmu :
Avarìamu :
Avarìanu :
Avarìssavu :
Avìra :
Avìssamu :
Avìstavu :
hÀi vògghja !
hAi vògghja :

Àza :
Azàra :
Azzarijàra :
Azzarijàtu :

Azàru :
Azzàru :

venivano trasportati i marmi e altri materiali per il Duomo,
senza far pagare nulla a nessuno, ma per la fabbrica del
Duomo (A.U.F.) Chìssu mangia a ùffu !
In silenzio, nessuno deve sapere, di nascosto,a bocca chiusa.
Bambino che frigna per sonno mancato o che vuole dormire.
hàva = ha .
Due anni fa .
Avanti ieri, due giorni fa .
Che vanta credito, che deve avere .
Vantiamo credito in restituzione .
Avanzare, avere in accredito, vantare un credito;
vanzàra.
Avanzo per abbondanza di cibo o di altra cosa,
rimanenza.
Tu devi avere, vanti qualcosa ; avànti. avanzi, innanzi.
Io devo avere la differenza in soldi o in natura; ciò che resta
di qualcosa, rimanenza.
Avevano .
Abbiamo .
Avessimo.
Avrèbbero, dovrèbbero.
Avreste , dovreste .
Avere .
Avremmo , dovremmo .
Avete avuto.
Hai voglia !
Hai voglia ! E’ inutile che tu ripeti, ti ripeti e insisti
nell’accattivare simpatia !
“Avògghja mu nda hfài rìcci e ccannòla, ‘u santu ch’è
dde màrmuru no’ ssùda ! “ > Frase rivolta a donna che
si imbelletta per attirare l’uomo per se piacente.
Hài vògghja mu lu hfài lu lanternnàru, si’ ddestinàtu
pèmmu mòri ‘o scùtu ! > hai voglia, tu, di fabbricàre
lanterne, sei destinato di morire al buio ! > in miseria .
Alza tu, solleva tu; alzare e tagliare le carte al gioco.
Alzare, sollevare .
Rendere il ferro forgiato acciaio immergendolo nella
colza.
Ferro rosso della forgia, viene immerso nell’olio di colza
e gli si dà la tempra,tempera, per renderlo forte
acciaioso.
Hanno rialzato il tetto della casa; hanno sollevato i
tacchi scappando.
Acciaio .
31

Azàta :
Azàtu :
Azàti :
Azàtu :
Ah zzìa :
Ahzzì !
Azìja :
Azijàra :
Àzi :
Àzu :

Azzarìnu :
Azzumbulàra :
Azzùmbulu :
Azzùrru :
Azzùzza :
Azzuzzàra :
Azzuzzàta :

Che è fuori dal letto ; sollevata, rialzata .
Alzato, non più nel letto, non più seduto; sollevato .
Rialzati, sollevati ;
Sollevato ; alzato , fuori letto.
Voce dello starnuto.
Suono dello starnuto.
Bambino che saltella per gioco e si diverte.
Divertirsi giocando saltellado qua e là .
Rialzi rigidi di cuoio che il calzolaio fissa sul collo delle
forme di legno per raggiungere la misura del piede.
Alzo, sollevo . Rialzo di cuoio smezzato che il calzolaio
fissa sul collo della forma per la giusta misura del piede.
(“ ‘Nu pasànu ‘e Gasperina, dòppu ottu jòrni chi jìu a
MMilanu, trasìu ‘ntro bàrra d’Alfrèdu cu’ ‘u hfìgghju:
‘U cciòmu jocàva cu’ ‘a pallicèdha chi ssatàva sula:
‘A pallicèdha satàu anàru sùpa ‘u bancu.
‘U pàtra ‘i dìssa ‘o hfìgghju :
“ Aspètta, cha t’ ìzu, vidiàmu si la chjìchi ! “ )
Acciarino .
Mandar giù rotolando un oggetto o persona.
Mando in basso spingendo e rotolando.
Azzurro: colore più pieno del celeste, e più chiaro del
turchino.
Colpo, urto con la fronte.
Urtare, urto con la fronte contro qualcosa, urto frontale
con altra fronte .
Colpo dato con la fronte .

B
Babbàzzu :
Babèla :

Babbèu :
Babbijàra :
Bàbbu ‘e porttùna :
Baccallà :
Bacùccu :
Bàculu :
Bada :
Badàra :
‘mBadhatùra :

Babbòccio (?), che ha il volto,la faccia grassa e grossa.
Babele, dal nome della città di Babele, secondo la
narrazione della Bibbia, gli uomini tentarono di costruire
una torre alta fino al cielo e per tale presunzione furono
puniti da Dio che confuse i loro linguaggi, il termine si usa
ancora oggi anche in dialetto per indicare confusione.
Babeo, sciocco .
Comportarsi da babeo.
Scemo, stupido, ignorantone; faccia dal volto grasso
fissato sul portone con maniglia mobile come battente.
Baccalà , merluzzo .
Bacucco, copertura del capo tipo cappuccio .
Bàcolo : asta su cui si porta la croce nelle processioni .
Bada, da badare .
Badare .
Imballatrice, fune lunga fissata al basto per legare fasci
32

Bàffi :
Bàffu :
Bajòrda :
Balaùstra :

Ballàra :
Ballatùra :
Banchèttu :

Banchèttu :
Banchèttu :

Bàncu :
Bancùna :
Bànda :
Bànda :
Bandèri :

Bandìja :
Bàndu :
Bandijàra :
Bandulèra :
Barbbìdhi :

Bàrcca :
‘mBàrcca :
Barccùna :
mBarddàra :
Barena :
Bàscu :
Bàssu :
Bàssu :

di rami e legna secca.
Baffi .
Baffo .
Donna di poco senno che ama a divertirsi, balorda.
Balaùstro, colonnino, colonnine in serie modellate e
bombate al centro,edificati sul fondo uno accostato all’altro
con cimosa .
Ballare a tempo musicale ; ballàra, saltare :
“ Quando ‘a gàtta no’ nc’è, ‘u sùracia balla ! “
Ballatoio esterno in testa alla scala dormiente nella
strada.
Banchètto, piccolo banco di lavoro di forma quadrangolare
del calzolaio su cui tiene tutti gli attrezzi e il chiodame,
bullette di tante altezze, e “ ‘i > “ zzìppi “ /zeppe/ di ferro
dolce. Banchètto - deschètto.
Banchètto nuziale per gli invitati al matrimonio.
Banchètto, àgape , il pasto in comune dei primi cristiani
con la consacrazione del pane e del vino .
Convito di Betania : Vangelo di Matteo > Capitolo 26 .
Banco della scuola; del Lotto ; Banco di Credito .
Bancone del bottegaio .
Banda musicale.
lato, banda destra, banda sinistra, rimpettaio “ ‘e l’àtra
banda “ .
Banditore, messaggero che annunciava per le strade del
paese la vendita presso la Piazza, descrivendo con voce
alta, il tipo di pesce e il prezzo al chilogrammo .
Barcolla .
Avviso parlato a voce altra.
Barcollare .
Bandoliera bianca di cuoio dei carabinieri e dei
moschettieri
Barbiglio, barbigli , ciò che alcuni pesci, anche gli azzuzzi,
recano sotto e ai lati della bocca per fermare la preda, si
allarga e si chiude, ha colore biancastro.
Barca.
Imbarca, imbarcare .
Balcone .
Bardare l’asino,cavallo, mulo .
Barone .
Basco, berretto di panno blu scuro, tondo e sensa falde.
Basso, bassotuba, strumento musicale di ottone.
Locale terranneo o sotterraneo ; Basso, strumento
musicale.
33

Basulàta :
Bastàrdu :
mBàstu :
Basulàtu :
Battisòla :
bbattaràru :
battaràru :
Bàvaru :

Bèccu :
mBè :
Bèdha :
Bèlla :

Bedhìccchja :
Bedhìssima :
Bèdhu :
Bedhùsu :
Benadìca :

Benadìtta :

Bàsola , lastra di pietra lavorata e squadrata per strade e
piazze.
Bastardo .
Basto dell’asino.
Basola, lastrone spesso di pietra per la sede stradale.
Batti suola doppio di ferro o di pietra .
Persona che esagera senza aver nulla o che allarma altri.
Fiammifero di legno, solfanello.
Bavero, parte del vestito intorno al collo, più
propriamente è la parte della giacca da uomo dove i sarti
da un lato fanno l’àsola per il distintivo e qui si attacca il
collo. Bavero, da bava.
Becco , il maschio della capra; essere becco e bastonato :
Sùpa còrna guastunàti; capro, caprone, cornuto.
Bi – B- b - , seconda lettera dell’alfabeto
Bella : bè-dha – dhà, suono dentale, aspro, ronzante.
Bèdha, cara, accussì para. Bellezza ideale “ Beatrice “ :
“ Tanto gentile e tanto onesta pare
La donna mia, quand’ella altrui saluta,
Ch’ogni lingua divien tremando muta,
E gli occhi non ardiscon di guardare.
Ella sen va, sentendosi laudare,
Benignamente d’umiltà vestuta
E par che sia una cosa venuta
Di ielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
Che dà per gli occhi una dolcezza al core,
Che intender non può chi non la prova.
E par che della sua labbia si muova
Uno spirto soave e pien d’amore,
che va dicendo all’anima: sospira ! “
(Dante- La Vita Nuova – sonetto XXVI )
Che è bella, carina .
Non molto, ma abbastanza, discretamente, così così .
Bello .
Biffa appesa in cima a delle cannette per allineare
piantagioni .
Bene dico.Complimento e soddisfazione per aver notato
che la poca semina ha dato abbondante frutto, che il
malocchio, influso malefico non venga contro; Benadìca
quantu crisscìsti ! Benadìca quàntu nda hfacìsti !
Benadìca, stai bonu ‘e saluta ! Che tutto rimane così,
anzi che vada avanti.
Benedetta .
34

Benadìttu :
Bèngiu :
Bernnòcculu :
mBèrzza :
mBèrzzu :
Biacca :
mBiàcu :
Biancumangiàra :

Bibbia :

Bicchèri :
Biccherìja :
Biccherìnu :
‘mBìdia :
Bìffa :

Bìhfaru :
Bìlicu :

Benedetto .
Banjo , strumento musicale a pizzico o col plettro,con la
pergamena, tastiera e corde.
Bernoccolo ( vedi la voce zzòmbu )
Verso giusto della stoffa, della carta moneta, del
lenzuolo sul letto : sbèrzza.
Verso mezzogiorno circa, verso le dieci .
Biacca, carbonato di piombo o di zinco, di colore bianco,
usato dai pittori come tinta .
Ubriaco di vino o di altro come di: sapere, super saputo.
I piccoli neonati delle alìci; bisogna lavarlo tante volte
per eliminare rimasuglie si rena, poi cucinarlo con fuoco
sotto e fuoco di sopra per una perfetta e saporita cottura.
Neonati di colore bianco; pesce azzurro.
Per la cottura “ do’ biancumangiàra”, era maestro :
“Saverùzzu do’ Custòdiu > Saverùzzu Raspa “ > Saverio
Raspa, genere di Michele Viola. Padre di : Monsignore
don Vincenzo Maria; di Marianna; di Michelino; di
Rosina; di Antonio; di Maria; di Dante . Esempio di
onestà, di umiltà, di carità cristiana. La sera intorno al
braciere, recitava il Santo rosario, amava silenzio e le
risposte . Terminato il rosario, e parlando di altro,
diceva : “ Chu hàva, e nno’ ssàpa u cucina, no’ ssàpa u
càmpa ! “ . Saverùzzu Raspa, era stato ottimo musicante
col Maestro Orazio Samà .
Bìbbia : Sacra scrittura; Antico Testamento,composto
i 46 libri; di 27 libri il Nuovo Testamento.
La Sacra Bibbia in totale contiene 73 libri.
Bicchiere ,bicchièri: > anche al singolare > bicchèri.
Che beve molti bicchieri di vivno.
Bicchierino per rosolio, cognac, ecc.
Invidia .
La cima ed estrema della fascetta di pelle che unisce
i due quartieri della tomaia dietro il calcagno, lembo di
pelle doppio o semplice, in aiuto per calzare la scarpa.
Lembi di stoffa che usano i geometri per allineare
con paletti terre rustiche .
Ovino ancora lattante (?) .

BASCULLA. Bilancia a ponte per grandi pesi.
Bilancia a più leve articolate per equilibrare, con piccoli
pesi , carichi a decine o centinaia di volte maggiori . I
piccoli pesi vengono posati all’estrema sinistra fuori stilo
taccato in cui scorre il peso romano mobile.
35

Il vostro DOTTORE ha scritto, stampato e venduto :
( “ bilicu : bilico/posizione istabile di un corpo/
particolare tipo di bilancia per grossi pesi / “ )
‘mBìlicu :
Binòculu :

Birbànta :
Biròdhu :
Bìrra :
mBiscàra :
mBihschjàtu :
Bisògna :
Bisognùsu :
Bisògnu :
Bìssi :
mBitàra :
mBìtu :
Bivèri :
Bobina :
Boccàcciu :
Bocàla :
Bòccia :
Bòja :
Bojàta :
mBoìna :
Bombarddàra :
Bombardìnu :
Bonàca :
Bonànama :
Bonànnu :
Borddellàru :
Borddèllu :

Bìlico, in bìlico : positura d’un corpo sopra un altro in
modo che lo tocchi in un solo punto restando in equilibro
Binòccolo o binòcolo; doppio cannocchiale, fatto in modo
da guardare con tutt’e due gli occhi a un tempo.
“A ffìgghjamma, ai ma guàrddi cu’ cannocchiàla ‘e
luntànu, capisscìsti !! “
Birbante, uomo di poca onestà.
Biroldo, sanguinaccio . Vedi la voce “ sangunàzzu “ .
Birra .
Mescolare, miscelare .
Mescolato, mischiato. Il suono dialettale di > “ ihschjà”
è gutturale con aria sforzata cadente sula > à < accentata.
Bisogna per necessità .
Bisognoso .
Bisogno, necessità ..
Bis , acclamazione per ripetizione del brano musicale.
Inviatare a cena, al matrimonio ; avvitare un bullone .
Invito alla manifestazione ; avvito la vite .
Abbeveratoio di forma rettangolare per far bere gli animali.
Bobina .
Vasetto di vetro con coperchio avvitabile.
Boccale , da bocca; vaso di terracotta, con larga pancia,
con ansa da poterlo prendere, per l’acqua o per il vino.
Boccia. Vaso per lo più di vetro,con la pancia grossa, con
collo lungo e stretto, bottiglia.
Boia, voce latina, corda di pelle per legare il collo agli
schiavi o per strozzarli, giustiziere, carnefice.
Boiata, azione da boia, opera malfatta .
Confusione, folla, ressa, baldoria, cancan .
Bombardare con gli aerei lanciando bombe.
Bombardino, strumento musicale dei flicorni, baritono.
Tasca continua e comunicante da destra a sinistra nel
lembo della giacca.
Buona anima , parola che sottintende un defunto.
Augurio che si fa il primo giorno dell’Anno. Buon Anno.
Bonanno Pisano, scultore del 1100 d.C.
Uomo chiassoso che crea liti .
Casa detta chiusa con le meretrici, puttane, bordello.
“ Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiero in gran tempesta,
36

Borddèllu :
Bòrza :
Bòtta :
Bottìgghja :
Bottijàra :
mBràdi :
mBrahfàra :
Brànda :

Bràtta :
‘mBràtta :
mBràtta :
mBrattàra :
mBrattàu :
Brigadèri :
Brigànta :
Brigichètta :
Brindàra :
Brìsi :

Bròcca :
Brodèra :
mBròccu :
‘mBrogghjùna :
mBròmu :
Brùhfuli :
Brùttu :
Buàtta :
mBudhàgghju :
mBruhschjàtu :

non donna di provincie, ma bordello ! “
( Dante . 2; 6 – 76,77,78 )
Dante Alighieri nato a Firenze 1265 +Ravenna 1321.
Bordello, baldoria, cancan, chiasso, confusione.
Borsa .
Botta, colpo dato col bastone o altro ; colpo d’àrma da
fuoco.
Boccia (vedi la voce bòccia) ; bottiglia con tappo )
Bussare .
Località rurale in agro di Gasperina .
Perdere la voce, diventare rauco .
Branda, lettuccio di tela o di rete metallica attaccata ad
un telaio di legno o di ferro . Brànda è voce tedesca .
La branda può essere pieghevole come quella militare
per essere portata a spalla.
Blatta.
Imbrattamento, lordare .
Accusa altra persona innocente
Inbrattamento, insudiciare ; accusare altra persona.
Ha insudiciato la tuta, il vestito, il muro, il pavimento.
Brigadiere .
Brigante, bandito, malandrino .
Bicicletta .
Brindare, fare brindisi .
Brìsi: località rurale a Este di Gasperina, fontana storica
sin dai tempi di Ruggero il Normanno, fonte che forniva
l’acqua ai 4 mulini e ai Frati del convento confinante.
“ Vrìsi “ ; la medesima vena forniva e fornisce l’acqua
alla fontana di Frate Antonio “ Vrantòni “
Forchetta con 4 o 6 rebbi .
Scodella per il brodo .
Riesco a imboccare la strada giusta, indovinare, far
centro.
Imbroglione .
“ mbròmu ‘e mara “ , piccola medusa ; persona scema.
Piccole macchie sulla pelle di colore marrone chiaro.
Brutto, spiacevole a vedersi, ascoltarsi.
“ Ma tu chi se’,che sì se’ fatto brutto ? “ Dante: 1-8-35 )
Buàtta, boàtta : scatola di latta avente forma cilindrica, per
conservare alimentari.
Tappo della bottiglia;zaffo della botte “ p’ ‘o cacunàru “
Abbrustolito, bruciato sulla pelle, come dei polli e uccelli
che vengono accostati alla fiamma per bruciare la peluria
rimasta .
37

mBrusscinàra :

mBrustulùtu :
Brùttu :
Bruvèra :
Buàtta :

‘bBucàtu :
mBùcca mùschi :
mBudhàgghju :

Bùffa :
Buhfulàru :
Bùggia :
Buhjulàru :
Bùllu :
Bùmbula :

Bundànza :
Burràccia :

Bussulàra :
mBùstu :

Butìrru :
‘mBùtu :
Buttùna :
Buttunèra :
Buzinòttu :

Indossare un indumento per poche ore per poi riporlo
nell’armadio senza ripulirlo, nel tempo breve lo ha sporcato;
simile alle pioggerelle estive “Cu’ vìdhi vìdhi” che i pochi
minuti, dopo di aver distrurbato l’ambiente riappare il sole.
” ‘A nègghja, hfìcia ‘na pisscjàta e nnesscìu ! “
“ Un bruscinar di primavera “ ( Pascoli)
Abbrustolito, brustolato : caffè, cece , fave
secchi,ghiande .
Brutto .
Brughiera .
Boatta, Buatta, voce francese, “ buàt “ > s;catola cilindrica
per la conserva di pomodoro, pelati ecc.
> ‘na buàtta ‘e cunzèrva < .
Avvocatesco , avvocatìcchio .
Persona che sta sovente con la bocca aperta ;
scemo,stupido.
Turacciolo di sughero per la bottiglia; zaffo per tappare
il cacume > cacunàru < il cocchiume , punto alto della
botte, tappare dopo versata l’uva torchiata.
Rana .
Sotto mento, guanciale .
Tasca, “bonàca .
Doppio mento; guanciale del maiale. La – H – muta,di
“buhjulàru, è convenzione per significare la pronuncia.
Bollo, impronta di un sigillo su qualche cosa.
Flittène, bollicina, vescichetta formata dall’epidermide
sollevata e contenente siero trasparente, si forma dopo
una scottatura; bolla che affiore sulla superficie di un
liquido.
Abbondanza . “ mbundànza “ .
Borraccia , dallo spagnolo: borràcha ; fiaschetta di
alluminio, chiusura con tappo avvitabile, coperta da un
panno grigioverde per l’acqua o altro liquido, in
dotazione ai militari in guerra.
Chiudere, arrestare, rinchiudere; preso, àbile nel fare il
militare; riparo di legno, bùssola .
Busto, reggiseno esterno sopra la camicia lunga della
pacchiana;fascia armata di stecche per sostegno alla
schiena.
Butirro, cacio di vacca .
Imbuto .
Bottone .
Donna merciaia .
Pentola panciuta di alluminio con due anse opposte.
38

Buzunìja :

Che tocca ai fianchi e con insistenza la persona accanto.

C
Ca :

Cca ìntra :

Ca : erratu scrivere CA , per fare intendere CHE, perchè
corrisponde a CHE (anche io al principio 30 anni fa
usavo questo pronome relativo : CA , per Che )
quindi è corretto scrivere CHA . “ cha poi no’ mbòi ! “
che poi non vuoi ! < espressione negativa ;
“ mègghju tu cha ‘n àtru ! : meglio tu che un altro !
Qui dentro ( se in lingua: il Qua e il Qui, non si
accentano ; il Cca dialettale = Qui, nemmeno si può accentare ) .
Il vostro glottologo –DOTTORE, ha scritto, stampato e
venduto per dialetto, le pagine e la pagina 52, tra le altre
parole si legge : “Ccà : qui qua “ .
Se in italiano in > qui e in > qua, l’accento non si mette,
perché in dialetto, Egli, Eglino, collaboratori DOTTI, hanno
messo l’accento sulla a di > Ccà ? .

Cabbèdha :

Cacambò:
Cca :
Càccamu :

Contratto verbale tra il padrone del fondo piantato a
ulivi con chi a corpo acquista il frutto sulle piante dietro
la stima fatta da persona competente ( stimatùra) ; il
frutto e il supero per eccesso sulla stima, và a favore di
chi si è impegnato al raccolto; mentre se il raccolto del
frutto è per difetto, al padrone delle piante và pagata la
differenza rispetto al patto stimato.“ Tànti si ruvinàru
cu’ ‘a cabbèdha”
Peso morto penzoloni presso il telaio della massaia.
“ cacambò ‘e tilàru “ , uomo senza stima e senza valore.
Qui, in questo luogo.
Grande e profondo recipiente di rame o zinco con
manico di ferro arcuato, caldaio dove si versa il latte per
ricotte e formaggi . Do’ càccamu nèsscja ‘a ricòtta !
Nasce = nèsscja: emerge in superficie con la bollitura la
ricotta e lascia sul fondo il siero.

39

Ca-chè :

Ccajùsu :
Ccàna :
Cacanìdu :

Càca pràja :
Cacaredhàta :
Cacaredhòzza :
Cacarìja :
Cacatàru :
Cacciàra :

Cacciàtu :
Cacciaviti :
Cacìna :

Cacinàri :

Cacùmmaru :

Cacunàru :

Voce indiretta e riferita a chi prende una scusa
giustificativa, ma in senso negativo.
Òja, cha ‘nu cha-chè, domàna cha ‘nu pisscè, e rimanda.
Prendere delle scuse per rimandare .
Quaggiùso, quaggiù ; contrario : ccassùpa , qui sopra .
Qui, in questo luogo, vicino a me.
Abitacolo,tugurio,mono locale simile a un nido dove
l’uccello càca, defeca nel proprio nido;
miserevole abitazione: “stàcia ‘e casa ‘ntra ‘nnu
cacanìdu !”
Pescatore che fa i suoi bisogni nella spiaggia.
Ciambella di farina di castagna e poca farina bianca .
Frutto secco poroso a palla del papavero.
Che opera lavoro non a regola qua e là senza ultimarlo.
Spaccone, persona che esagera nel raccontare la cosa.
Cacciare, mandare via, mettere in fuga, scomunicare ;
togliere . “ Duva càcci e nno’ mmènti resta ‘u vacànta !“
Dove togli e non rimetti altrettanto al suo posto, rimane il
vuoto.
Cacciato, espulso.
Cacciavite, strumento simile allo scalpello, da entrare
nell’ intacco fatto in capo alla vite.
Detriti caduti per terra dai muri scrostati dall’intonaco.
Cacinàzzi .
Il vostro “Glottologo” gasperinese, scrisse, stampato
e venduto : Cacina : calcina .
Calcina, è la calce spenta e mescolata con rena per
murare.
Vasche ove si prepara la calce bianca, calcare per pietre
Calcare ; “ ‘i cacinàri ‘e Vrìsi “ dove venivano conciate
le pelli ad opera delle famiglie di Màcrina Giuseppe e
Antonio, Gasperinesi.
Corbezzolo, arbusto con foglie ai margini seghettate,
i fiori in grappoli panciuti, hanno forma di una cetra o
lira in superficie slabbrate, i frutti rotondi . Più maturo e
ancòra verde, presentava e presenta una forma come
una pipa modellata. I pipparèdhi , li chiamavano noi
bambini, perché alla base infilavamo uno stecchino
lungo, lo portavamo alla bocca, per imitare i fumatori
della pipa. Hfumatùri da’ pìppa .
Cacùme: cacumen, cima d’un monte,vetta.
Punto centrale e più alto della botte del vino, che tra i
due più spessi cerchi di ferro, si trova la doga più larga
40

Càda :
Caciòffulu :
Còffulu :
Cacòcciulu :
Cacòcciulu :
Càcciu :
Cacùna :
Càda :
Cadàvara :
Càdda :
Cadènduli :

Càdhapu
Càdhu :
Caddùsu :
Cadìra :
Cadìstavu :
Cadìu :
Cahfè :

e il foro largo; apertura rotonda. Da un imbuto non
conico, ma quadrangolare di legno con lati alti e con
cannello di corno di bue ( anche questo tipo di imbuto è
detto: cacunàru ) si versano le uve per la fermentazione.
Apertura, che verrà chiusa poi, dopo la fermentazione
con lo zaffo di sughero, grande tappo.
Cadere, che viene giù, che si regge.
Carciofo.
Crosta di sangue coagulato sopra una ferita in
guarigione.
Sterco della capra e pecora, palline .
Che ha forma piccola e rotonda; sterco della capra.
Metto fuori, mando via .
Cacone, pauroso.
Cade. cadere, viene giù.
Cadavere umano .
Calda, non bollente, tiepida.
Calènde; hanno inizio il giorno 14 di dicembre e
Finiscono Il 25 dicembre : 14 gennaio; 15 febbraio; 16
marzo; 17 aprile; 18 maggio ; 19 giugno; 20 luglio; 21
agosto;22 settembre ; 23 ottobre ; 24 novembre ; 25
dicembre .
Fruciandolo. pertica di legno con stracci bagnati e legati
in cima per pulire il forno casereccio, spazzaforno .
Callo .
Accaldato, ha caldo; afoso .
Cadere per terra .
Siete caduto, siete caduti .
E’ caduto.
Caffè .
Il “ glottologo” gasperinese di “ Parole “ ,
ha scritto, stampato e venduto per dialètto :
> “ Cahè : caffè “
Insisto e ribadisco, che la acca –H-h- è lettera muta
come spiega la grammatica italiana, lettera muta e
convenzionale non leggibile, perché non ha suono:
Quindi la parola > “Cahè “ , per caffè, si legge : Caè , che
in dialètto locale ,anche se le tre lettere sono unite,
dicono: che è , non Cahfè = Caffè , come nella pronuncia
locale che fa sentire il suono gutturale della effe - F-f - di
caffè .
41

Del dialètto bisogna udire bene la pronuncia, sentire i raddoppiamenti sintattici di
ogni parola e scrivere il vocabolo per come viene pronunciato, universalmente noto.
Caffettèra :
Caffettiera “ ccicculatèra “ , da cioccolato.voce spagnola .
Càggia :
Cagiòla, gabbia, gabbietta . (cagiòla, voce francese)
Caggiòla :
Vedi la voce precedente .
Caggiàru :
Albero della acàcia .
Cahfàssu :
Masso, grande pietra .
Cahfè :
Caffè .
Cahfìsu :
Cafisso,misura di capacità per l’olio di 32 litri ,
voce giunta a noi dall’arabo ( gafàs ) .
Cahfòrcchja :
Grande buca come si nota a volte sulla sede stradale.
Cahfùna :
Burrone, gola tra due colline; persona ingorda, incivile,
cafone.
Calabrèsa :
Calabrese nato in Calabria .
Calàbria :
Calàbria . Ebbe per abitanti i Pelasgi ; gli Osci ; i Greci ;
i Romani ; i Goti ; i Greci del Basso Impero ; i
Normanni. Portò diversi nomi : Enotria ; Italia;
Morgezia ; Bruzia ; Calabria.
àvraCalabria: superficie : 15.075 chilometri quadrati .
Bagnata dallo Jonio e dal Tirreno . Fiumi principali :
Crati con l’Esaro, il Moccone, il Trionfo, il Neto.
Conta 409 Comuni. Al presente contra 6 Province :
Catanzaro ; Cosenza ; Crotone ; Reggio di Calabria;
Vibo Valenti. Capoluogo CATANZARO.
Calamindò :
Persona molto alta di statura, scema, incretinita .
Calamind’ùna :
Idem come sopra. Persona adatta per la statura di
prendere una cosa con le mani e calarla giù : calarne una
Calamìta :
Calamita, magnetite .
Calandàriu :
Calendario: gregoriano , romano, russo , ecc. .
Calàndri :
Calzatura dello zampognaro con legacci legati alla
gamba . ( vedi anche la voce : Ciàscula )
Calatùra :
Companatico .
Calàvra :
Calabria.
Calavrèse:
Della Calabria, calabrèse :
( “ il calavrese abate Giovacchino “
di spirito profetico dotato )

(Dante . Paradiso : 12, 140 )
Calìja :
Calijàra :
Calijàti :
Calijàtu :
Calòsscja :
Calòstra :
Calunnia :

Che abbrustoliscia,
Operazione dell’ abbrustolire .
Abbrustolite .
Abbrustolito .
Calòscia, soprascarpe di gomma contro l’umidità .
Colostro, il primo latte della donna dopo il parto.
Calunnia : /“La calunnia è un venticello, ecc. “/
42

Camàrdi :
Camazzùla :
Camazzùlu :
Cambiala :
Càmicia :
Càmmara :
Cammìsa :
Camòsscju :
Campanàru :
Campusàntu :

dell’opera lirica “Il Barbiere di Siviglia (G.Rossini )
“ Calunniate, calunniate sempre : se la ferita guarisce, la
cicatrice rimane “
Erbacce fitte, alte e secche, in luogo abbandonato.
Donna che sta con le mani in mano.
Scansafatiche, vagabondo, senza voglia di lavorare.
Cambiale, firmare una cambiale in bianco.
Càmice .
Camera, stanza .
Camicia .
Camoscio .
Campanile .
Cimitero. Camposanto, cimitero di Gasperina.
In greco: Koimetèrion, camera da letto.
Legge 22.12.1888 n:5849 tutela della sanità;
i piccoli comuni si possono consorziare (art.56).
Polizia mortuaria regio decreto 25.7.1892 n:448) ;
distanza dagli abitati e da opifici ecc. 200 metri (art.115).
Gasperina non ha mai rispettato le leggi dello Stato.
Iter amministrativo per il cimitero di Gasperina:
(1975-1894 ) . Costruito nei terreni della Chiesa di
Termini; del Comune e della Messina -Pastino.
Cimitero disposto a terrazze con cancello, muro di cinta
fascia di rispetto, alto 3 metri e largo 2 ; fascia di rispetto
che negli anni 1960 è stata trasformata, lato Est ,con 4
file di colombari; al centro, per salirvi in alto, lunga
scala in pietra . Nel 1980 per realizzare all’interno altri
colombari, il campo primo a destra del cancello, è stato
tutto scavato per esumare i dormienti dalla pece eterna.
Tutto il materiale cimiteriale è stato trasportato fuori
dal cimitero e rovesciato in vari dirupi dalla Ditta Froio
di Montauro, terra e detriti, casse dei defunti uniti ai
resti umani. Nel 1981 >Pisano Antonio, autoctono
gasperinese, con denuncia-querela alla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro
(planimetria acclusa del cimitero e dei dirupi) ;
Interrogazione al Governo : Valensise, Tripodi,Servello;
e.p.c. Al Prefetto di Catanzaro . Le autorità sanitarie,
civili e militari della caserma locale ,hanno assistito agli
scavi là indicati : Giuseppe Castanò, ha fornito le
cassette di zinco al N. di 7 ; recuperati 27 teschi e 7 casse
di ossa “mandati in ferie” dal CRISTIANO-SINDACO
locale, pardon, DEMOSCRISTIANO . La ‘Ndràngata
di Gasperina sempre operante, per fare sfuggire dal
43

reato penale tutti i responsabili,
il SINDACO-CRISTIANO… attraverso un certo
maresciallo di nome Barletta, sempre presente agli scavi
fuori cimitero, fece inoltrare un documento secondo cui i
resti non erano resti umani, ma di animali. Ma
un’ossario è stato riempito di ossa e teschi umani.
Custode del cimitero del tempo in pensione, si chiama
Celia Michele. QUESTA INCIVILTA’ LOCALE, E’
STORIA DI GASPERINA NOTA AI GASPERINESI
NEL MONDO.
Cammuccà :
Càmula :
Càmula :
Camulìja :
Camulùsu :
Camumìdha :
Camùrra :
Camurrìa :
Càmu :
Càna :
Càna :
Canàta :
Canàti :
Canàttatta :
Canàtu :
Canàtumma :
Cancarèna :
Càncaru :
Cancèdhu :
Cancellàra :
Cancellèri :
Cancèllu :
Cancèllu :
Cancèllu :
Cànciadhu :
Cànciadhu rùssu :

Panno che si usava anticamente.
Afa .
Camola; tarlo, tarma .
Fa caldo afoso.
Tempo umido afoso.
Camomilla, malva .
Camorra.
Sistema dei camorristi.
Càmo : freno, capestro.
“ed el mi disse:“Quel fu il duro camo “ Dante: 2– 14 -143
Cane .
Cana, antico Villaggio della Palestina dove Gesù compì il
primo miracolo ( Vangelo di San Giovanni –capitolo 2 )
Cognata . ( Co- agnata, parente non diretto);
agnato è congiunto in linea mascolina.
Cognati .
Tua cognata .
Cognato .
Mio cognato .
Cancrèna .
Cancro, tumore benigno o maligno .
Cancello di legno all’ingresso di fondo rurale.
Cassare, cancellare i crediti pagati .
Cancelliere di pretura; persona vagabonda che nulla fa .
Cancello, chiusura di un passo con verghe di ferro .
Cassare, cancellare alla lavagna lo scitto con il gesso.
Cancello grande di tutti i cimitero per la citta dei morti.
Cancello di legno all’ingresso di un podere .
Cancello di legno di podere pitturato rosso… era presso
Il fondo rustico di Pisano Francesco Paolo(1875) fu
Antonio ( 1823)nel fondo in agro di Gasperina detto
“Suverello-Meseregoni- Parma –Gallo, confinante col
fondo rustico Raspa; detta poi : “Porta rùssa “ ora : Porta
44

Candìla :
Candilèri :
Candilìja :

Canìgghja :

Canigghjòla :
Canìja :
Canijàtu :
Cànna :

Cànna :

Cànna :

Cannamèlu - i :
Cannarìcchju :
Cannaròzza :
Cannaròzzu :
Cannàta :

rossa ,ormai cancello inesistente ; in Catasto : Partita
Catastale 815 ; Particella 47 ; are 15,80 ( altre particelle
possessorie sin dagli anni 1930- confinante con strada
pubblica con altri eredi Pisano, con eredi Esposito G. ; con
eredi Lupica) . Foglio di mappa 18 . Così confermata dal
Comune di Gasperina.“Pòrta ròssa”
Come dire : chi tocca i fili muore.
Candela .
Candeliere, porta candele con bocciolo sulla bugìa .
Che è bollente, acqua bollente; il calore del Sole ;
la minestra, il braciere dinnanzi alle gambe le fa rosse,
“ ‘i candilìja “ .
Crùsca della farina .
“ Accademia della Crùsca: celebre Accademia fondata a
Firenze nel 1582 da alcuni letterati fiorentini, tra i quali
Carlo Dati, Giambattista Grazzini, Bastiano Dei Rossi,
Leonardo Salviati, sotto la protezione di Cosimo I dei
Medici . Dizionaro e vocabolario della Crùsca per la
purezza della lingua, passata allo “staccio” > crisàra <
lascia passare la bianca farina mentre la crùsca, legnosa
e priva di sostanze nutritive viene buttata via .
Forfora, squama del capo tra i capelli.
Che maltratta con parole dure come trattasse un cane.
Maltrattato come un cane .
Canna, vuota all’interno con una serie di nodi, nei nodi
all’nterno, un sottile velo circolare che tolto e applicato
sopra una ferita funge da emostatico “attàgna ‘u sàngu “ ;
canna di palude con grande pannocchia ramosa con spiga,
alta da tre a quattro metri. Canna, misura di lunghezza : ‘Na
cànna ‘e petra da 3 a 5 metri seondo gli usi locali.
‘Na cànna ‘e tila ‘e tilàru .
Gola: ha tra-cannato una bottiglia di vino senza toglierla
dalla bocca; gridare con tutta la canna .
“Gridava quanto n’aveva in canna:Perpetua ! Perpetua !
Perpetua ! tradimento ! aiuto ! “ ( Manzoni )
Canna : fumaria ; canna dell’organo musicale ; canna con lo
stoppino in cima per accendere in chiesa le candele; essere
in canna, non avere un centesimo; bastone di canna .
Acque ghiacciate che pendono dalle gronde come stalattiti e
si sciolgono goccia a goccia.
Fontanella, sorgente alla periferia di Monaturo (Cz.)
Da canna: pasta, manicotti, mezze penne, chifferi.
Esofago, canale che va dalla faringe allo stomaco.
Colpo dato con una canna .
45

Cannàta :
Cannèdha :
Cannedhàra :

Cannìtu :

Cannìzza :
Cannòccia :
Cannòzzu :

Canòcchja:

Tipo di anfora di terracotta per il vino, panciuta, con
collo breve, bocca slabbrata con becco opposto all’ansa
Cannetta breve piena di filo sistemata nella spoletta
della navetta del telaio .
Da canna : la donna che al suo mancano azionato da
manovella di legno, faceva girare la ruota lignea con una
corda di trasmissione il lungo ferro rotondo, là vi erano
infilate le cannette che avvolte dal filo, quindi pronte per
essere poste nella navetta romana del telaio di legno
Canneto. “ A ttìa chi ttàgghj cànni a ‘ssu cannìtu,
chu tàgghja matassàri , mòra aguànnu ! “
Il marito, sapendo la moglie ”camazzùla”, che nulla
faceva, e prendeva scuse dicendo che gli mancavano gli
attrezzi per filare, il marito è andato al suo canneto per
tagliare il fusto di una canna per costruirle un aspo o
naspo. La moglie “camazzùla” , da lontano gridava come
persona anonima questa frase: “ a ttìa chi ttàgghj cànni
a ‘ssu cannìtu, chu tàgghja matassàri mora aguànnu ! “
per mettergli paura,ma il marito riconoscendo la voce
continuò a tagliare la canna di 5 palmi per costruire il
naspo proprio per lei per farla lavorare. La favola
continua.
Stuoia di canne schiacciate e intrecciate .
Cannètta del fumatore di pipa come lungo filtro.
Piccolo passo tra due nodi del sambuco tolto il midollo
bianco al suo interno, da cui facevamo “ ‘u
scupettìcchju”trastullo di noi bambini: un legnetto di
legno duro faceva da stantuffo dentro “ ‘u cannòzzu”,
prima si introduceva una pallottola di stoppia insalivata,
poi con pressione si spingeva detto lo stantuffo e la
pallottola andava a colpire di nascosto la persona scelta.
Bastoncino di legno di 30 centimetri, bombato al centro
per avvolgere il lino o la lana per la filatura col fuso .
Il vostro GLOTTOLOGO ha scritto,stampato e venduto
“ Canocchia : rocca , arnese di canna, su cui si avvolge la
lana, il lino,il cotone per filarlo / treccia di fichi secchi .
(Costui, non ha mai visto: né canocchia, nè rocca .
La canòcchja, non è la rocca)
16 centimetri spettano alla base per essere impugnata;
7 cm. spettano al tondello torniato ovale, 7 spettano alla
cima,
al tondello inumidito con saliva o acqua ,si avvolge
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Cannòccia :
Cannunàta :

Cantina :
Cantùna :
Cantunèra :
Canusscìra :
Canussciùta :
Canusscjùtu :
Canussciùti :
Canzùna :
Caparra :
Capicòdhu :

Capidhèra :
Capìdhi ;
Capisscìmma :
Capisscìmu :
Capisscìru :
Capisscìstavu ?
Capisscìsti ?
Capitàra :
Capìzza :
Capizzùna :

Càppa
Cappamàgna :
Càppara ! :
Càpparu :
Cappedhàzzu :
Cappèdhu :

il lino cardato o altro, per essere filato col sottostante fuso
penzoloni sostenuto dal filo . (Vedi la voce Rocca)
Cannetta usata per fumare la pipa che si infila all’estremita
del fornello tondeggiante che ospita il tabacco.
Cannonata, colpo di cannone .
Da “ La calùnnia “ (Barbiere di Siviglia) di G. Rossini :
“ Come un colpo di cannone “ .
Cantina, locale sotterraneo per tenervi il vino e altro.
Canto, angolo formato da due muri .
Pietra lunga e grossa per essere posta agli angoli delle case.
Conoscere .
Conosciuta.
Conosciuto.
Conosciuti .
Canzone .
Caparra, soldi dati in anticipo per accaparrare un
acquisto .
Capicollo, capocollo ; salame, capo e collo del maiale
/coppa/ insaccato e stagionato.
“Sovra le spalle, dietro dalla coppa” (Dante : 1-25-22 )
Chioma folta, avere molti capelli.
Capelli.
Abbiamo capito .
Capiàmo
Hanno capito.
Avete capito ?
Hai capito ?
Capitare .
Cavezza , fune che serve per tenere legato l’asino o cavallo.
La bardatura di cuoio, tutta unita, che si mette all’asino
Alla testa: occipitale , frontale, guanciali laterali e il
sopra naso su cui e legata la briglia, la “serrètta”
canaletto stretto e dentato che la cavèzza aziona
stringendola sotto il mento per far camminare l’asino ;
direi sevizie, torture verso l’animale.
Cavolaia ,tipo di bruco somigliante alla processionaria che
vive e divora le foglie del cavolo .
Cappamàgna , sopravveste con strascico che indossano i
prelati .
Esclamazione di sorpresa e meraviglia .
Cappero, si conserva in salamoia .
Cappello con le tesa afflosciata e sporco .
Cappello .
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