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Rassegna stampa del 4 marzo 2014 (3) .pdf



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Rassegna Stampa
Martedì 04 Marzo 2014

Sommario
Testata

Data

Pag. Titolo

p.

1. Fondi pensione
Italia Oggi

04/03/2014

24 Brevi Giustizia e società

1

2. Previdenza
Sole 24 Ore (Il)

04/03/2014

9 Maurizio Benetti e Mauro Marè - Pensioni, i
governi agiscano da garanti tra generazioni (Marè

2

Mauro;Benetti Maurizio)

Sole 24 Ore (Il)

04/03/2014

15 Rettifiche Inps, esame immediato (Maccarone

3

Giuseppe)

Repubblica (la)

04/03/2014

29 Camusso: "Sussidio di disoccupazione pagato
con i contributi" (Amato Rosaria)

4

Giornale (il)

04/03/2014

10 Meloni - Quelle pensioni d'oro pagate con i
contributi dei nostri figli (Meloni Giorgia)

5

Giornale (il)

04/03/2014

16 Equitalia spiega: sussidio pignorato su ordine
Inps

6

Italia Oggi

04/03/2014

41 Pioggia di addebiti non dovuti

7

Italia Oggi

04/03/2014

39 Una tantum ai co.co.co. (Cirioli Daniele)

9

Estratto da pag.

Martedì
04/03/2014

24
Direttore Responsabile

Diffusione Testata

Pierluigi Magnaschi

78.551

BREVI
BREVI

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// milleproroghe approda sulla Gazzetta
Ufficiale. La legge 27 febbraio 2014, n.
15 di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto legge 30
dicembre 2013, n 150, recante proroga
di termini previsti da disposizioni
legislative, è stata pubblicata sulla G.U.
n.49 del 28 febbraio 2014 ed è
in vigore dal 1° marzo scorso.

Inarcassa, ente previdenziale
che conta oltre 165 mila
architetti e ingegneri liberi
professionisti iscritti,
bandisce un concorso di
progettazione preliminare
per la Città della scienza di
Napoli aperto a tutti i
professionisti. In palio, la
progettazione definitiva.
L'appalto sarà conferito dalla
stazione appaltante che
Inarcassa sta aiutando tecnicamente e
economicamente per mettere in piedi la
fase iniziale del concorso di
progettazione. Andrea Tomasi,
presidente della Fondazione, sottolinea
come «questo aiuto si materializzerà con
il supporto tecnico, ma anche
economico, per l'effettuazione di
un concorso internazionale
di progettazione». Oggi a
Napoli la presentazione
delle linee guida del bando
di concorso per la
progettazione.

le fondazioni
hricosinfoniche che
possono ottenere una
forma gestionale speciale,
Lo ha confermato il neo
ministro per i beni
culturali, Dario

Franceschini, alla sua prima uscita
pubblica milanese, durante la quale
ha incontrato il sindaco di Milano,
Pisapia e fatto tappa a Brera. Sono
poco più di 367 mila le slot collegate
e operative in tutta Italia: è quanto
risulta dall'ultimo aggiornamento
dell'Agenzia delle dogane e dei
monopoli. Le macchine sono circa 5
mila in meno (-1,3%) rispetto
all'ultimo aggiornamento di fine
ottobre, 12 mila in meno rispetto ai
dati del 2012 (-3,1%).II dato,
riferisce Agipronews, è relativo alle
macchine «in esercizio».

Dario Franceschini «Ho chiesto
agli uffici di predisporre il decreto
che elenca

Fondi pensione

Pag.

1

Estratto da pag.

Martedì
04/03/2014

9
Direttore Responsabile

Diffusione Testata

Roberto Napoletano

233.997

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INTERVENTO Pensioni, i governi agiscano da garantì tra generazioni

di Maurizio Benetti e Mauro
Marè Un numero elevato di
leggi ha cercato in questi ultimi
venti anni di realizzare un
sistema pensionistico
totalmente contributivo sistema a ripartizione, cioè
pensione calcolata in base ai
contributi versati ma pagata
dagli attivi - e di modificare
l'età di accesso alla pensione.
La riforma Monti-Fornero
(2011) ha perciò chiuso un
ciclo aperto da Amato (1992) e
Dini (1995). Gli interventi si
sono concentrati essenzialmente
sui lavoratori, cioè i futuri
pensionati, modificando (o
rallentando) di volta in volta le
condizioni di accesso, oppure
riducendo il grado di generosità
delle pensioni implicito nel
retributivo italiano sistema a
ripartizione ma con prestazioni
calcolate come una percentuale
delle ultime retribuzio

ni. Quindi, si è intervenuti sul
"diritto alla pensione" alquanto
prima che esso fosse maturato:
per questa ragione le riforme
erano possibili e accettabili
politicamente, perché avevano
una fase di transizione
alquanto lunga e agivano
sull'offerta di pensioni futura.
Il quadro adesso però cambia
perché lo spazio per ulteriori
interventi sugli attivi sembra
essersi del tutto consumato. A
disposizione, per una
diminuzione di spesa
pensionistica, resta quello per
interventi sulle pensioni in
essere, o "diritti acqui
ASSEGNI D'ORO Prelievo
inaccettabile se i lavoratori
hanno la percezione di
sostenere pensioni più alte di
quelle che avranno

siti". E infatti da tempo si è agito
raffreddando l'ampiezza
dell'indicizzazione delle pensioni,
o definendo un vero e proprio
prelievo sulle pensioni elevate. Lo
spazio di intervento in futuro sarà
perciò solo sulle pensioni. Anche
se coerente con l'equità
generazionale, questa prospettiva
ha sollevato alcuni dubbi: può
violare il contratto implicito tra le
generazioni, avere effetti negativi
sulle condizioni di vita dei
pensionati,

Previdenza

fino all'incostituzionalità.
Innanzitutto, parlare di contratto
(anche se implicito) o diritti
acquisiti non appare, in senso
stretto, del tutto appropriato. E un
escamotage che i governi hanno
usato per giustificare la loro
azione. Infatti, quello
pensionistico è il tipico esempio
di contratto asimmetrico e
incompleto, firmato solo da una
parte, i lavoratori spesso vicini
alla pensione. Le al
tre parti, essendo in età infantile o
non ancora nate, o non lavorando
ancora, sono state rappresentate
dai governi che hanno usato i
sistemi a ripartizione per scaricare
i costi di offerta delle prestazioni
sulle fu ture generazioni, senza
sopportarne il costo politico. Non
è un'accusa, è ovvio che ciò
avvenisse ed è successo
dappertutto, nei paesi Ocse e
altrove. Il problema che abbiamo
adesso è che nessuno poteva
prevedere tassi di crescita del
reddito molto negativi per un
lungo tempo e che le riforme
pensionistiche sono state
realizzate senza considerare
adeguatamente l'andamento del
mercato del lavoro. È quest'ultimo
l'aspetto più grave, poiché le
pensioni offribili in un sistema
pensionistico dipendono dal
reddito e dalla sua crescita, a loro
volta dipendenti dal mercato del
lavoro, e ciò è

se i lavoratori hanno la
percezione di dover finanziare
con i contributi pensioni
sensibilmente più alte di quelle
che essi potranno avere. Parte
degli attivi si sta orientando a
chiedere una ridefinizione dello
stock di spesa pensionistica, con
una riduzione delle stessa e con
forme esplicite di prelievo sulle
pensioni oltre una certa soglia. A
complicare il quadro, c'è anche il
fatto che parte della storia
contributiva degli individui, su
cui agire per definire un prelievo
solidaristico, non sia disponibile
ed essa è spesso il frutto di stime
più o meno condivise. I governi
devono trovare una via di uscita
agendo da garante tra le
generazioni - è un compito
difficile. Si deve intervenire
prima che giovani e vecchi si
scontrino. ©RIPRODUZIONE
RISERVATA

forse più evidente in un sistema a
ripartizione. Lo scambio
generazionale è una questione
molto complessa e difficilmente
risolvibile: il "regalo" fatto alle
generazioni di pensionati che
hanno usufruito a pieno del
sistema retributivo pesa
sensibilmente sulle dimensioni
dello stock di spesa anche a causa
dei ritardi e della lentezza del
processo di riforma, ma è una
promessa fatta dallo Stato in base
alla quale sono state prese
decisioni personali di risparmio e
di pensionamento ed è difficile
adesso rivederla. Tuttavia, la
violenza della polemica sulle
pensioni d'oro, sui giornali e sul
web, pur nei suoi toni populistici,
fa emergere con chiarezza un
punto cruciale: un sistema
pensionistico a ripartizione, con
le pensioni finanziate dai
contributi di chi lavora, appare
accettabile dai la

voratori che pagano nella misura
in cui le pensioni attese risultino
simili a quelle in via di

Pag.

2

Estratto da pag.

Martedì
04/03/2014

15
Direttore Responsabile

Diffusione Testata

Roberto Napoletano

233.997

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LAVORO Le
rettìfiche dell'Inps da
controllare in tempi
brevi Maccaróne »
pagina 18

Lavoro. Aziende e intermediari devono controllare la fondatezza delle note
arretrate ed eventualmente chiederne l'annullamento Ambiente. L'annuncio del
ministro Rettìfiche Inps, esame immediato Entro questa settimana dovrebbero
essere visibili nel cassetto previdenziale
Giuseppe Maccarone II
preannunciato arrivo delle note di
rettifica arretrate delTInps mette in
apprensione i datori di lavoro egli
intermediari abilitati. Non si ha
ancora contezza della mole di
documenti che saranno emessi, ma
si presume che il numero possa
essere davvero ingente. L'unica cosa
che si sa, con certezza, è il periodo a
cui le stesse si riferiscono, che va da
dicembre 2O12 a dicembre 2013.
Tredici mesi in cui l'istituto non ha
potuto eseguire i controlli sui flussi
trasmessi, per via di una mega
ristrutturazione del sistema
informativo. Ora, avendo portato a
compimento le operazioni, l'Inps con
il messaggio 2889/2014 (unico
documento attualmente emanato
sull'argomento), si prepara a
recuperare il passato. L'operazione si
svolgerà secondo un calendario
redatto dalla stessa Inps, riepilogato
nella tabella pubblicata a fianco. Nel
messaggio, tra l'altro, l'istituto prima
di rendere note le date di spedizione
delle rettifiche ai datori di lavoro
afferma che «nella prima settimana
del mese di marzo sarà rilasciata
anche la procedura di gestione delle
note di rettifica. Saranno conte-

stualmente visualizzate all'interno
del cassetto previdenziale aziende
le note di rettifica, la cui
visualizzazione era stata sospesa
dall'avvio delle operazioni di
reingegnerizzazione. L'arretrato
accumulato rende necessario
prevedere un tempo congnio,
durante il quale le sedi, i datori di
lavoro e i loro eventuali
intermediari si confrontino per
risolvere le situazioni formali o
sostanziali che hanno generato le
note di rettifica al fine di evita

rettifica che poi dovrebbero
essere annullate - ovvero i disagi
conseguenti a notifica di addebiti
insussistenti». Immaginiamo,
dunque, che in questa settimana,
se non ci saranno ulteriori
differimenti, le aziende (che
svolgono direttamente gli
adempimenti contributivi) e gli
intermediari abilitati, accedendo
al cassetto previ-

Ledate Calendario di spedizione delle note di
rettifica arretrate Denunce contributive di
riferimento (periodo di competenza)____ Data di
spedizione da parte dell'Inps ai datori di lavoro
Da gennaio 2014 a maggio 2014 Dal mese di
giugno 2014 in poi 15 settembre 2014 60 giorni
dopo che siano state rese visibili all'interno del
cassetto previdenziale aziende

denziale troveranno i documenti
in questione. È consigliabile
analizzare immediatamente le
note di rettifica, partendo da
quelle più datate. Si tratterà di
comprendere se la rettifica è
fondata o meno. Nel primo caso
si potrà effettuare il pagamento
ovvero chiedere una dilazione.
Nell'ipotesi in cui si dovesse
rilevare l'infondatezza della
richiesta, la si dovrà contestare
tramite il cassetto previdenziale
(salvo diverse istruzioni) e
chiederne l'annullamento totale o
parziale. A quel punto la palla
passerà alle sedi Inps che
dovranno intervenire prima della
data di spedizione. Se ciò non
avverrà partirà la nota e nel
frattempo il semaforo del Dure
potrebbe diventare rosso con
conseguenti ripercussioni a
carico dell'azienda. Forse,
ripensare i tempi di smaltimento
di un arretrato così ampio
potrebbe essere la soluzione. Se
il servizio è stato fermato per un
anno, una ripresa più diluita nel
tempo potrebbe aiutare tutti. Se
ne potrebbero awalere in primo
luogo le sedi Inps che dovranno
gestire con le stesse risorse e
mezzi, un lavoro eccezionale.
L'auspicio è che possano
riuscirci nel miglior modo
possibile. ©RIPRODUZIONE
RISERVATA

re Pappesantimento dell'attività
amministrativa - che seguirebbe
all'invio di note di

Previdenza

Pag.

3

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Martedì
04/03/2014

29
Direttore Responsabile

Diffusione Testata

Ezio Mauro

360.522

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La Cgil conferma il sì al piano Renzi e propone una copertura a carico di tutte le
imprese e tutti i lavoratori, che non gravi sulla fiscalità generale "Sussidio di
disoccupazione pagato con i contributi"
ROSARIA AMATO ROMA — Una
riforma "inclusiva e universale" degli
ammortizzatori sociali, che tuteli anche i
precari, i dipendenti
delle piccole aziende, i
lavoratori autonomi. La
Cgil conferma la proposta
lanciata ieri nell'intervista
a Repubblica,
precisandone i dettagli:
due istituti, uno a tutela
della disoccupazione,
l'altro per lasospensione
momentanea dell'attività
o la riduzione delle ore
lavorate. Da

anche promuovere politiche attive perii
rilancio del lavoro: il ministro indica
come un possibile «altro pezzo
dellanostra risposta alla crisi» il mondo
delle cooperative, che negli ultimi
quattro anni di crisi ha registrato un
aumento annuo dell'occupazione del 2%.

finanziare entrambi con contributi versati
da tutti i lavoratori e da tutte le imprese:
solo così si potranno includere «tutte le
tipologie contrattuali subordinate e para-

subordinate», senza però gravare sulla
fiscalità generale. E solo così, spiega il
sindacato, si potranno affrontare anche
le crisi congiunturali. La Cgil
riconosce alla recente riforma
degli ammortizzatori sociali
(che prevede l'Aspi e la
mini-Aspi) di aver
introdotto «una logica
estensiva sulla
rimodulazione della tutela
della disoccupazione»,
escludendo però dal campo
di applicazione la
parasubordinazione e il
lavoro autonomo (dalle
collaborazioni a progetto
alle
partite Iva). Mentre, per quanto riguarda le
"tutele in costanza di rapporto di lavoro", i
nuovi fondi di solidarietà «non prevedono
alcuna forma obbligatoria di coperturaper le imprese con meno di 15
dipendenti né per i lavoratori non
subordinati». Però non si può pensare auna
tutela universale che pesi sulla fiscalità
generale, e anche una moltiplicazione dei

fondi per la Cgil sarebbe dispersiva e
continuerebbe a lasciar fuori un gran
numero di lavoratori. Il sindacato pensa a
un unico contributo obbligatorio, a carico
(ma anche a favore) di tutte le classi
dimensionali e tipologie di lavoratori, con
un' «aliquota di finanziamento articolata
per settori merceologici e per dimensione
delle aziende». Anche il ministro del
Lavoro Giuliano Poletti ritiene che a
sostegno dei disoccupati serva «uno
strumento adeguato
cheabbiavalenzauniversale»:«
Èunproblema da discutere—spiegain
un'intervista al Gr Rai—perché abbiamo
unaserie di lavoratori che hanno un
elemento di difesa di fronte alla crisi
mentre altri non hanno nulla». Al governo
spetta poi

Previdenza

Pag.

4

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Martedì
04/03/2014

10
Direttore Responsabile

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Alessandro Sallusti

118.874

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•cia Quelle pensioni doro pagate con i contributi dei nostri
figli
di Giorgia Meloni* U .1 gregio
direttore, JM in riferimento
all'interviM-À sta a Franco
Abruzzo pubblicatadomenica dal
Suo giornale, dispiace constatare
come
l'
illustregiornalistanonabbiaancora
compreso, nonostante il tempo e
le energie che ha dedicato a
studiare l'argomento, il contenuto
della proposta di legge di Fratelli
d'Italia di revoca delle pensioni
d'oro. Come è chiaro ai più,
salvo rare eccezioni, il disegno di
legge di Pdl prevede che sia
ricalcolata con il metodo
contributivo laparte dell'assegno
pensionistico che eccede la soglia
di lOvolteil trattamento
minimolnps, sarebbe a dire
5.013,8 euro netti al mese. Quello
che Fratelli d'Italia vuole fare è
verificare se gli assegni da 20mila,
SOmila, 40mila e 90mila euro al
mese che alcuni percepiscono in
Italia siano figli di contributi
effettivamente versati oppure
frutto di leggi vergo
gnose della prima Repubblica. Chi
ha effettivamente versato i
contributi per la pensione che
percepiscenonhanulladatemere
dalla nostra proposta di legge. Chi,
invece, intasca una pensione che
supera la soglia di dieci volte la
pensione minima, di qualsiasi
importo, manonha versato i
contributi necessari a coprire la
somma che va oltre i 5.013,8 euro
netti almese, vedràil suo assegno
decurtato nellaparte eccedente non
coperta da contributi

illustre Abruzzo di tornare, alla
prima occasione utile, ad
attaccare la proposta di legge di
Fratelli d'Italia per mistificare la
verità e per continuare a
difendere privilegi medioevali,
suoi e dei pochi prescelti che
non si rendono conto di come
quellapensioneingiustificata la
stiano pagando i loro figli.
*Presidente dei deputati di
Fratelli d'Italia-Alleanza
nazionale
LEADER Giorgia
Meloni di Fratelli d
Italia

ericalcolatoconilsistemacontributi
vo, quello chedal 1996 è valido
per tutti i lavoratori italiani. Le
risorse ricavate dal ricalcolo
servirebbero ad aumentare le
pensioni minime e di invalidità
oppure a finanziare iniziative per
l'inserimento lavorativo dei
giovani. Il disegno di legge di Pdl
prevede che questo meccanismo
valgaper ogni pensione erogata
dallo Stato, compresi i vitalizi ei
trattamentipensionistici degli
organi costituzionali, connes-

suna esclusione. Purtroppo sono
convinta che anche questa
ennesima precisazione non sarà
sufficiente ad impedire all'

Previdenza

Pag.

5

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Martedì
04/03/2014

16
Direttore Responsabile

Diffusione Testata

Alessandro Sallusti

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AL DISABILE DI IMPERIA
Equitalia spiega: sussidio
pignorato su ordine Inps • Ha
pignorato la pensione di
invaliditàad un eximprenditore
disabile di Imperia a causa di un
debito di oltre 1 Ornila euro, ma,
si difende Equitalia, ha solo
eseguito laprocedura
comunicatadall'Inps.
«Equitalianon ha pignorato di sua
iniziativa gli importi - fa sapere la
stessa masoloaseguitodella
comunicazione daparte dell'Inps»,
che
«hal'obbligodiverificaresel'
interessato non abbia debiti
versoloStatosuperiorialOmilaeuro
». InpsedEquitaliahanno
comunque fissato un
appuntamento con il contribuente,
«pertrovare insieme, sullabase
della normativa vigente, la
migliore soluzione possibile».

Previdenza

Pag.

6

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Martedì
04/03/2014

41
Direttore Responsabile

Diffusione Testata

Pierluigi Magnaschi

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// tema al centro della videoconferenza. Calderone: la direzione
intervenga immediatamente Pioggia di addebiti non dovuti Opporsi
alVlnps è possibile con l'istanza di autotutela
Edi questi giorni l'invio da
parte dell'Inps di una gran
mole di avvisi di addebito, che
stanno invadendo gli studi dei
consulenti del lavoro.
L'argomento è stato trattato nei
giorni scorsi nel corso di una
video conferenza organizzata
dall'Istituto in collegamento
con le sedi periferiche, con
l'obiettivo di trovare interventi
risolutivi per gli avvisi di
addebito non dovuti.
All'evento ha preso parte dalla
sede generale dell'
Istituto in Roma la
presidente del
Consiglio Nazionale
Marina Calderone
«Nei nostri studi
stanno già arrivando.
E sui nostri social
network, ma anche
su tutte le utenze del
Cno e del Sindacato
di Categoria
continuano a
giungere
segnalazioni di
emissioni di avviso
di addebito per
somme non dovute,
perché già pagate o
ampiamente
prescritte», ha detto
la presidente
Calderone nel corso
del suo intervento.
«Chiedo, quindi, al
direttore Nori di
assumersi la
responsabilità di
indicare alle sedi la
strada

accetteremo più risposte come OK
o KO», ha proseguito la
presidente Calderone nel corso
della videoconferenza. «È
un'aperta violazione delle norme
sul procedimento amministrativo:
chi risponde si deve qualificare.
L'accesso dei consulenti del
lavoro ai sistemi Inps è tracciato
dalla password; allo stesso modo è
indispensabile poter individuare il
nostro interlocutore».
Ovviamente, in discussione ci
sono solo gli avvisi di addebito
non dovuti ma che da una prima
analisi

sembrano essere un numero
spropositato. E ove l'istanza di
autotutela non dovesse trovare
accoglimento si dovrà procedere,
alla notifica della richiesta di
pagamento, ad attivare il
conseguente contenzioso. Nel
corso della medesima
videoconferenza l'Inps ha
manifestato l'idea di ripensare al
modello organizzativo che tante
proteste ha provocato sia tra i
consulenti del lavoro che tra i
responsabili delle sedi locali
Inps. «La scelta di ritornare al
contatto con l'utenza qualificata è assolutamente da
sostenere», ha concluso la
presidente Calderone E se le cose
non dovessero andare per il
meglio? Arriva in soccorso il
codice di autoregolamentazione
dello sciopero per i consulenti del
lavoro che sta proseguendo il
lungo iter per la sua approvazione.
Si tratta di uno strumento

di autodifesa che ben presto sarà
a disposizione della categoria,
anche per porre un freno allo
strapotere di deci
sioni incomprensibili. Su www.
dell'autotutela per la
consulentidellavoro.it il video
cancellazione degli atti
integrale dell'intervento della
apertamente immotivati,
altrimenti andremmo a generare presi
un contenzioso per cui
dente Calderone nel corso della
chiederemo le spese a carico di videoconferenza Inps e il modulo
chi lo ha provocato, senza che vi per l'istanza di autotutela.
fosse la necessità di farlo».
Quindi, richiedere la
cancellazione in autotutela è il
primo degli atti da porre in
essere; sapendo che non
interrompe i termini ma che
viene valutato positivamente nel
caso si attivi un giudizio. «La
gestione del cassetto
bidirezionale non soddisfa i
professionisti. Non

Previdenza

Pag.

7

Estratto da pag.

Martedì
04/03/2014

41
Direttore Responsabile

Diffusione Testata

Pierluigi Magnaschi

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Le vie en rose., dalla parte delle donne "|''^s>iS""

! in programma per domani 5 marzo p.v. la giornata di orientamento volta a sostenere le
donne e i giovani nel loro percorso di inserimento e permanenza nel mercato del lavoro, che
coinvolgerà contestualmente i territori del Nord, Centro e Sud Italia. L'evento fa parte del
progetto di informazione e orientamento al lavoro dal titolo: «La vie en rose» - Dalla parte
delle donne e dei giovani per il lavoro, organizzato e promosso dal Consiglio nazionale
dell'Ordine dei consulenti del lavoro assieme alla consigliera nazionale di parità, Alessandra !
in programma per domani 5 marzo p.v. la giornata di orientamento volta a sostenere le donne
e i giovani nel loro percorso di inserimento e permanenza nel mercato del lavoro, che
coinvolgerà contestualmente i territori del Nord, Centro e Sud Italia. L'evento fa parte del
progetto di informazione e orientamento al lavoro dal titolo: «La vie en rose» - Dalla parte
delle donne e dei giovani per il lavoro, organizzato e promosso dal Consiglio nazionale
dell'Ordine dei consulenti del lavoro assieme alla consigliera nazionale di parità, Alessandra
Servidori e alla Dirczione generale per l'Attività ispettiva del Ministero del lavoro. Nella
giornata di mercoledì 5, infatti, si svolgeranno attività concrete di divulgazione e
orientamento nelle sedi univer Servidori e alla Dirczione generale per l'Attività ispettiva del
Ministero del lavoro. Nella giornata di mercoledì 5, infatti, si svolgeranno attività concrete di
divulgazione e orientamento nelle sedi univer sitarie di Modena, Roma e Bari attraverso
l'organizzazione di seminari e workshop, tenuti assieme ad esperti universitari e ai Centri per
l'impiego, e attraverso uno «sportello informativo» dove i consiglieri di parità territoriali, gli
ispettori del lavoro e i consulenti del lavoro risponderanno ai quesiti riguardanti il mondo del
lavoro e le sue opportunità. «Con La vie en rose», dichiara la consigliera di parità, «vogliamo
offrire un approccio concreto alle tematiche lavorative che più interessano i giovani: gli
incentivi, il placement, le discriminazioni salariali, i servizi per la ricollocazione ecc., e al
tempo stesso rilanciare il ruolo e le competenze femminili. Quello del 5 marzo è solo il primo
appuntamento; a maggio ne seguiranno altri per approfondire altri aspetti come ad esempio la
previdenza». Secondo Annamaria Giacomin, consigliera nazionale dell'Ordine dei consulenti
del lavoro e coordinatrice della Commissione pari opportunità, «l'iniziativa si pone come una
grande opportunità anche per i consulenti del lavoro, che in questi seminari itineranti
potranno istruire i giovani con tutte le informazioni necessarie a muoversi meglio nel mercato
del lavoro, passando al setaccio soprattutto i contratti e la normativa vigente. Un modo con
cui facilitare le nuove generazioni al critico passaggio scuola-lavoro».
APPUNTAMENTI

«LA VIE EN ROSE». Dalla parte delle
donne e dei giovani per il lavoro 5
marzo 2014: Modena: Università degli
Studi di Modena e Reggio Emilia,
Facoltà di Giurisprudenza, via San
Geminiano, 3. Ore 09,30-12,30 Roma:
Università degli Studi Roma Tre, Aula
Magna della Facoltà di Lettere e
Filosofia, Via Ostiense, 234/236.
09,30-12,30 Bari: Università degli Studi
di Bari "Aldo Moro", Aula Aldo Moro,
Piazza Cesare Battisti, 1. 09, 3012,30
Gli appuntamenti con la web radio

18,15 - approfondimenti
(La vie en rose interviste in conferenza
stampa) Mercoledì 5
marzo: 11,30 - intervista
con
l'esperto (Saverio Nicco sulle sanzioni
sul lavoro) Giovedì 6 marzo: 11,30 focus (ASpI agli apprendisti); 16,00
interventi dal CNO (Calderone-De
Fusco su Asse. Co.); 18,15approfondimenti (corso Dirigenti CPO)
Venerdì 7 marzo: 11,30 - intervista con
l'esperto (Dario Fiori sul trattamento
fiscale e previdenziale in cessazione
rapporto); 12,45 - Tg

Martedì 4 marzo: 11,30 - focus (CUD in arrivo);
16,00 - interventi dal CNO (Annamaria Giacomin
presenta il progetto «La vie en rose»);

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Martedì
04/03/2014

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Pierluigi Magnaschi

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UInps predispone il nuovo modello di domanda. Reddito a 20.220 euro
Una tantum ai co.co.co. Per il 2014 disoccupazione autocertificata

DI DANIELE GIRIGLI Più facile
quest'anno la richiesta
dell'indennità una tantum da parte
dei lavoratori a progetto. Il
requisito di disoccupazione
(almeno due mesi), infatti, può
essere autocertificato nel nuovo
modello di domanda. Lo spiega
l'Inps nel messaggio n.
2999/2014. Chi ne può
beneficiare. L'indennità,
introdotta dal 1° gennaio 2013
dalla legge n. 92/2012, si rivolge
esclusivamente «ai collaboratori
coordinati e continuativi a
progetto», non titolari di reddit»
di lavoro autonomo (sono esclusi
cioè i titolari di partita Iva), che
risultino iscritti in via esclusiva
alla gestione separata presso
l'Inps; e soddisfino in via
congiunta una serie di requisiti.
Vale a dire: aver operato nell'anno
2013, in regime di monocommittenza; aver conseguito nel
2013 un reddit» lordo
complessivo soggetto a
imposizione fiscale non superiore
a 20.220 euro, limite così
rivalutato per effetto della

variazione Istat dell'I, 1%; aver
accreditato presso la gestione
separata Inps nel 2014 un numero
di mensilità non inferiore a uno;
avere avuto un periodo di
disoccupazione ininterrotto di
almeno due mesi nell'anno 2013;
avere accreditate nel 2013 almeno
tre mensilità presso la gestione
separata Inps (tale limite salirà a
quattro mensilità dall'anno 2016).
Nuovo modello di domanda. La
domanda per ottenere la
prestazione va presentata entro il
31 dicembre e può essere inoltrata
anche in costanza di rapporto di
lavoro. Se il requi

I requisiti per l'una tantum 2014 Nell'anno 2014 Nell'anno
2013 Aver operato in regime di mono-committenza Aver
conseguito un reddito lordo complessivo Irpef non
superiore a 20.220 euro (considerando solo il reddito da
collaborazione) Aver avuto un periodo di disoccupazione
ininterrotto di almeno due mesi Accredito di almeno tre
mensilità presso la gestione separata Inps Accredito di
almeno 1 mensilità presso la gestione separata Inps
nel mese di dicembre 2014, la
domanda potrà essere presentata
entro il 31 gennaio 2015. Nel
messaggio di ieri l'Inps comunica
di aver predisposto un nuovo
modello «Co.Co.Pro. 2014 Cod.
SR 140», disponibile sul sito
internet nella sezione modulistica.
E precisa, inoltre, che nel nuovo
modello di domanda è previsto un
apposito campo dove è possibile
inserire i dati utili ad
autocertificare il possesso del
requisito di un periodo ininterrotto
di disoccupazione di almeno due
mesi e di

aver attestato tale condizione
presso il centro per l'impiego.
Quanto vale l'una tantum.
L'importo dell'una tantum è pari
al 7% (solo nel triennio
2013/2015 e poi scenderà al 5%)
del minimale annuo di reddit» di
artigiani e commercianti,
moltiplicato per il minor numero
tra le mensilità accreditate l'anno
precedente e quelle non coperte
da contributi. La prestazione è
liquidata in un'unica soluzione se
d'importo pari o inferiore a 1.000
euro; in quote mensili pari o
inferiori a 1.000 euro se
d'importo superiore.

sito di contribuzione (pari a un
mese almeno) viene maturato

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