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istituto a.t. beck

Introduzione
Le scuole medie costituiscono una sorta di spartiacque
tra il mondo dell’infanzia e quello dell’adolescenza.
In questi anni i bambini e le bambine si trasformano e
diventano ragazzi e ragazze. Coloro che durante questo
percorso di sviluppo si accorgono (o cominciano a
sospettare) di essere gay, lesbiche o bisessuali seguono
dei percorsi di crescita che sono allo stesso tempo simili e
differenti rispetto ai coetanei eterosessuali. Sono simili
molte delle sfide che questi pre-adolescenti affrontano,
come lo sviluppo di abilità sociali, le scelte riguardo il
futuro personale e professionale, e il tentativo di inserirsi
in un gruppo di pari.
Tuttavia questi giovani gay, lesbiche e bisessuali hanno
anche delle sfide molto diverse da sostenere, peculiari al
loro orientamento: si trovano, infatti, a dover affrontare le
credenze negative, gli atteggiamenti discriminatori,
il pregiudizio, la violenza verbale o fisica non solo nella
società, ma anche all’interno delle loro stesse famiglie,
scuole e comunità, anche religiose. Tali sfide sono molto
spesso affrontate da soli, senza il sostegno di nessuno e,
anzi, a volte sono combattute proprio in quegli stessi
contesti familiari, sociali, amicali, da cui i ragazzi
dovrebbero, invece, ricevere supporto. Il senso di
solitudine ed emarginazione che ne consegue ha un
impatto estremamente negativo sulla salute fisica e
mentale e sull’istruzione dei ragazzi gay, lesbiche e
bisessuali. Numerosi studi, condotti in diversi paesi,
hanno rilevato, infatti, un tasso di abbandono scolastico
più alto negli studenti gay, lesbiche e bisessuali rispetto
agli eterosessuali (Garofalo, Wolf, Kessel, Palfrey, & Du
Rant, 1998; Jolly, 2010; Minton, Dahl, O’Moore, & Tuck,
2008).
“Un risultato dell’isolamento e della mancanza di
supporto vissuta da alcuni giovani gay, lesbiche e
bisessuali è un maggior grado di stress emotivo, una
maggiore frequenza di tentativi di suicidio,
comportamenti sessuali a rischio e abuso di sostanze 1.
Dal momento che la loro legittima paura di essere
molestati o picchiati può ridurre la volontà dei giovani
gay, lesbiche e bisessuali di chiedere aiuto, è importante
che il loro ambiente scolastico sia aperto e accettante
così che questi ragazzi si sentano a proprio agio a
condividere i propri pensieri e preoccupazioni, inclusa
l’opzione di rivelare ad altri il proprio orientamento
sessuale” (Just the Facts Coalition, 2008).
Nella società occidentale si dà per scontato che
l’orientamento sessuale di un adolescente sano sia
eterosessuale. La famiglia, la scuola, le principali
istituzioni della società, gli amici si aspettano,
incoraggiano e facilitano in mille modi, diretti e indiretti,
un orientamento eterosessuale. A un bambino è chiaro da
subito che, se è maschio, dovrà innamorarsi di una
principessa e, se è femmina, di un principe.
Non gli sono permesse fiabe con identificazioni diverse.
Di conseguenza, quando sarà adolescente e comincerà a

esplorare la propria identità sessuale, si troverà a
realizzare che i suoi desideri sono differenti da quelli dei
suoi amici, da quelli che “dovrebbe” avere e, quindi, si
ritrova impaurito, solo e smarrito. Non ha intorno a sé
persone che possano essergli di supporto, né vede nella
società modelli positivi.
Gli insegnanti dovrebbero essere la risorsa più disponibile
nei contesti scolastici per aiutare gli studenti a
comprendere e affrontare il proprio orientamento.
Questo non solo non avviene, ma talvolta gli insegnanti,
pur disponibili, non sono in possesso delle competenze
per contenere e arginare il bullismo, frutto dell’omofobia.
Non è pertanto sufficiente essere gay-friendly (amichevoli
nei confronti di gay e lesbiche), ma è necessario essere
gay-informed (informati sulle tematiche gay e lesbiche).
Affrontare l’omofobia e il bullismo omofobico può essere
difficile per qualche insegnante. Questi può sentirsi
insicuro a portare avanti tali tematiche, o addirittura
minacciato da un punto di vista personale e
professionale. Ciò avviene perché le questioni riguardanti
l’omosessualità, soprattutto in Italia, sono permeate di
condizionamenti culturali e sociali dell’ambiente esterno
e non vengono insegnate tra i banchi di scuola.
Per tutte queste ragioni, è importante fornire agli
insegnanti uno strumento che consenta loro di acquisire
le conoscenze necessarie per affrontare gli argomenti del
bullismo e dell'omofobia.
Questa cartella si compone di tre parti:
• Schede informative rivolte agli insegnanti. Tali schede
mirano a fornire conoscenze aggiornate e puntuali sui
temi dell'identità e dell'orientamento sessuale,
dell'omofobia sociale e interiorizzata e del bullismo
omofobico.
• Una cassetta degli attrezzi. In questa sezione sono
presentati una serie di strumenti utili per
l'implementazione di una politica di prevenzione e lotta
al bullismo.
• Lezioni da tenere in classe. Le lezioni sono pensate per
dare agli studenti di ogni ciclo scolastico la possibilità
di comprendere i temi del bullismo, della diversità,
dell'omofobia, in maniera attiva, non teorica.
Lo scopo di questa cartella è, dunque, quello di rendere le
scuole più aperte e accettanti, scuole delle pari
opportunità, che consentano e favoriscano lo sviluppo
sano di tutti i ragazzi, indipendentemente
dall’orientamento sessuale.
Vengono forniti agli insegnanti gli strumenti per
approfondire le varie tematiche legate all’omosessualità,
così che essi stessi possano diventare “educatori
dell’omofobia”.
Sono, inoltre, illustrate delle attività da utilizzare con gli
allievi, in modo appropriato all’età e al grado di sviluppo,
così da facilitare questo processo.
Il razionale dell’intervento è la prevenzione e la lotta del
bullismo omofobico, così pervasivo nelle realtà
scolastiche.
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