File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



La Stampa 23.03.2014 .pdf



Nome del file originale: La Stampa - 23.03.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

Questo documento in formato PDF 1.3 è stato inviato su file-pdf.it il 25/03/2014 alle 07:34, dall'indirizzo IP 158.102.x.x. La pagina di download del file è stata vista 2356 volte.
Dimensione del file: 51.2 MB (72 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


* E’ in edicola con La Stampa *

T1 AL AO AT BI CN CV NO PR T2 VB VC

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
DOMENICA 23 MARZO 2014 • ANNO 148 N. 81 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

A Latina la manifestazione contro le mafie

La marcia dei 100 mila
Don Ciotti: in Italia
stragi senza verità
“Il 21 marzo giorno della lotta”

LA SCELTA DEL PAPA

IL CASO

Così Bergoglio Una vittima
ha riabilitato
nel comitato
i “pretacci”
anti-pedofilia
Al centro della Chiesa
dopo anni di isolamento

Abusata da un sacerdote
quando aveva 13 anni

Giacomo Galeazzi A PAGINA 11

Andrea Tornielli A PAGINA 20

ENRICO DEVITIIS/ANSA

Longo e Peggio A PAG. 11

Molti i giovani ieri in corteo

Renzi e il progetto di un Pd modello americano. Berlusconi blocca Barbara: i miei figli non saranno candidati per le Europee

Allarme profughi

“Servono conti in ordine”

Il Viminale:
dall’Africa
migliaia
Padoan: crescere, ma il bilancio non si tocca. Privatizzazioni, nuovo piano di sbarchi
1 Tra

MARTINA

SPESA PUBBLICA, “Sull’Expo basta
PERCHÉ I TAGLI
SONO DIFFICILI

LUCA RICOLFI

S

ono troppi o troppo
pochi 34 miliardi all’anno di tagli della
spesa pubblica?
La domanda aleggia nelle stanze della politica da
qualche giorno, perché 34 miliardi è quanto il Commissario
alla spending review Carlo Cottarelli ipotizza di risparmiare
nel 2016, dopo aver tagliato la
spesa pubblica di 7 miliardi
quest’annoe18l’annoprossimo.
La sequenza 7-18-34, a
quanto pare, spaventa Renzi e
i suoi. Non solo perché siamo
sotto elezioni, e parlare di tagli
di spesa pubblica ad appena
60 giorni dal voto può danneggiare il partito del premier, ma
anche perché alcuni tagli ventilati da Cottarelli, ad esempio
quelli alle pensioni superiori a
2500 o 3000 euro mensili lordi, appaiono davvero sorprendenti: come si fa a considerare
ricco, e quindi soggetto a un
«contributo di solidarietà»
(che brutta e ipocrita espressione…), un pensionato che incassa 2000 euro netti al mese,
e nello stesso tempo considerare povero, e quindi da aiutare con uno sgravio Irpef, un lavoratore dipendente che di euro al mese ne guadagna 1500?
Dunque Renzi frena. Secondo alcuni (Federico Fubini venerdì su Repubblica) sarebbe orientato a tagli di «soli» 20-25 miliardi, meno di
quanti ne aveva programmati il timido governo Letta.
CONTINUA A PAGINA 33

polemiche inutili”
Il ministro: il governo
è vicino all’iniziativa
Colonnello, Schianchi e Spini A PAG. 5

la crescita ma senza mettere a rischio i conti».
Giancarlo Padoan parla chiaro
alla platea della Confcommercio riunita a Cernobbio e annuncia un nuovo piano di privatizzazioni. Il ministro assicura:
«Non sarò solo il “Signor no”».
Berlusconi blocca Barbara: i
miei figli non si candidano alle
Europee.
DA PAG. 2 A PAG. 7

tutta». Il presidente del Consiglio si era reso conto che poteva
tirare dritto sul progetto che
più gli sta a cuore.

giovedì e venerdì ne
sono arrivati oltre 2300. Con la
primavera e l’estate si annunciano nuovi flussi di immigrati
sulle coste siciliane. A lanciare
l’allarme è la nostra intelligence, che evidenzia come la Libia
non operi più controlli. Il preoccupante quadro politico di
quel Paese favorisce il traffico
di esseri umani. Mastrobuoni

CONTINUA A PAGINA 3

e Ruotolo ALLE PAG. 8 E 9

1 «Subito

RIFORME IN CAMBIO DEL SÌ EUROPEO
FABIO MARTINI

L

a riottosa Bruxelles si è
trasformata nel giro di
poche ore in un acceleratore: Matteo Renzi ha chiesto alla sua squadra l’«avanti

TRA I SOLDATI UCRAINI ABBANDONATI DAL GOVERNO. E MOSCA MINACCIA KIEV: NIENTE SCONTI SUL GAS

“Io, nella base in Crimea assediata dai russi”

REPORTAGE

La lotteria
dei campi
d’accoglienza
NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A PORTO EMPEDOCLE

N

on ci sono regole, nella grande lotteria degli sbarchi. Se sei
Kasha Omade, per esempio,
puoi pensare che un dio cattivo ce l’abbia con te. Ma proprio perfido. Un dio che prima ti salva in mezzo al mare,
e poi ti rinchiude qui dentro,
nel centro di accoglienza di
Pozzallo, a 63 chilometri da
Siracusa, in Europa, separato da tuo fratello e dai tuoi
amici, con i polpastrelli sporchi di inchiostro.
CONTINUA A PAGINA 9

A TOBRUK
SERGEI ILNITSKY/EPA

Alcuni civili fuggono dalla base aerea di Belbek, vicino a Sebastopoli, dopo l’irruzione delle forze russe

MARK FRANCHETTI
BELBEK (CRIMEA)

L’

ultima base aerea importante
della Crimea, appena fuori Sebastopoli, è stata assaltata ieri sera
dalle forze speciali russe dopo un asse-

dio durato tre settimane. Circa trecento
soldati ucraini disarmati che erano rimasti asserragliati nella base dopo essere
stati abbandonati dal loro governo a Kiev,
hanno cominciato a gridare «Blindato!
blindato!». Dopo pochi secondi sono ri-

Anna Zafesova A PAGINA 12

suonati colpi di armi automatiche e un veicolo blindato russo è entrato sfondando il
muro di recinzione in cemento della base.
Nel cortile il mezzo è stato affiancato da
decine di uomini delle forze speciali russe.
CONTINUA A PAGINA 13

L’Onu ne ha istituite 119. Dall’happy hour al cachemire: le mie proposte per allungare la lista

Quando la Giornata delle giornate inutili?
GIACOMO PORETTI

Q

uesta terza settimana di marzo ci ha regalato due
giornate di assoluta importanza: il 21 è iniziata la
primavera e quindi il giaccone
di piumino è tornato nell’armadio
invernale fino alla prossima nevicata (prevista per i primi di aprile),
mentre al suo posto sono state rimesse le polo e pullover di cotone nei
cassetti, con il risultato di beccarsi un
raffreddore assicurato: a Milano è
salutata come «l’influenza del ga-

nassa»( figura tipica del professionista cinquantenne
arricchito, il quale, appena la temperatura scende sotto
i 15 gradi, si infila la polo color aragosta con il colletto
alzato, mette ai polsi 30-35 braccialetti e si presenta all’«happy hour» con le infradito: il giorno dopo 39 di febbre, antibiotici e maglioncino di cachemire.
E poi, il giorno 20, abbiamo commemorato la Giornata mondiale della Felicità istituita dall’Onu nel 2012. Sono andato a consultare svariati giornali e riviste ed
ognuno pubblicava un proprio decalogo per essere felice, con il risultato che ora sono molto più confuso su che
cosa sia la felicità.
CONTINUA A PAGINA 26

Tecnico italiano
rapito in Libia
Impiegato per una ditta
di Udine: ipotesi estorsione
Alberto Simoni A PAGINA 14

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

U

GOVERNO

Debutto
Pier Carlo Padoan è
intervenuto ieri al Forum
Confcommercio

LE MISURE PER LA RIPRESA

“Crescita e rigore
insieme, acceleriamo
le privatizzazioni”
Padoan:ilministrodell’Economianonsiasoloilsignorno
FRANCESCO SPINI
INVIATO A CERNOBBIO

Alla sua prima uscita pubblica, il ministro dell’Economia
Pier Carlo Padoan, dice che
non ci sono alternative: l’Italia
deve «riguadagnare competitività, riprendere a crescere a
un ritmo sostenuto e sostenibile, creare buona occupazione». Ma, aggiunge immediatamente dopo, «senza mettere a
repentaglio la stabilità della finanza pubblica», rispettando i
vincoli europei pur sfruttando
i margini di flessibilità già concessi in passato ad altri Paesi.
Crescita e rigore, a braccetto.
Per il debutto in società Padoan sceglie la platea degli imprenditori di Confcommercio,
riuniti per il Forum annuale a
Cernobbio. Si presenta con un
annuncio da fare: «Il governo afferma il ministro - intende
procedere e accelerare il programma di privatizzazioni dell’esecutivo precedente. E in
questo senso è in via di definizione un nuovo piano». L’obiettivo? Ottenere più efficienza e
«ridurre in modo consistente il
debito pubblico». Inoltre il governo «guarda con favore a

Lo studio
«Dalletasselocali
troppioneri»
1 In sei anni, dal 2008 al

2013, tra imposte dirette e indirette, le risorse a disposizione delle famiglie si sono ridotte complessivamente per
oltre 70 miliardi. Il calcolo è
dell’Ufficio studi Confcommercio che spiega che in media, le famiglie hanno subito
un prelievo aggiuntivo annuo
di 10 miliardi cui si devono
aggiungere altri 11 miliardi di
perdita di potere d’acquisto a
causa dell’incremento dell’inflazione determinato dall’aumento delle imposte dirette.
Sempre secondo Confcommercio, le tasse locali battono
quelle centrali per carico di
prelievo. Tra il 2008 e il 2012 dice l’Ufficio studio dell’associazione - il prelievo locale è
aumentato del 5,6%, a fronte
del livello centrale a quota
+3,8%. Una tendenza destinata ad acuirsi.

il caso
PAOLO FESTUCCIA
ROMA

C

i ha messo le mani Enrico Letta, e ci riprova ora anche Matteo Renzi. Con un doppio intendimento: rendere più efficienti le
società privatizzate e portare nelle
casse dello Stato dagli 8 ai 10 miliardi di euro in due anni. Una somma a
due cifre che punta a superare il piano Letta, ma che riparte proprio dal
sentiero già tracciato dal passato
governo in tema di privatizzazioni e
riduzione del capitale pubblico nelle
società statali. Con un obiettivo: diminuire la cima della montagna di
debito pubblico italiano. Ad annunciare la nuova fase, a partire dal
prossimo anno, ci ha pensato il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan
(venerdì sera ha cenato con il premier Renzi) che da Cernobbio ha riIN VIA DI DEFINIZIONE

Il pacchetto di provvedimenti
potrebbe essere già pronto
nelle prossime settimane
cordato che il governo è azionista di
controllo di oltre trenta società, e in
«alcuni di questi comparti c’è spazio
per un ruolo ridotto per il pubblico».
Insomma, non solo Poste e Enav per le quali l’ex ministro del Tesoro
Saccomanni aveva ipotizzato la cessione del 40% (Poste) per un ricavo
tra i 4 e i 4,8 miliardi e del 49% di
Enav (ricavo tra il miliardo e il miliardo e 800mila euro) - ma anche
parti di società controllate da Ferro-

concrete ipotesi di dimissioni di
partecipazioni che potranno essere realizzate da società controllate come Ferrovie dello Stato e Cassa Depositi e Prestiti
con riferimento all’apertura al
capitale privato di Fincantieri».
Nell’introdurre il ministro, il
presidente di Confcommercio
Carlo Sangalli parla di un 2014
ancora «di convalescenza»: «Il
Paese è debole e va scongiurato
il pericolo di una grave ricadu-

«Crescente disagio
sociale, le famiglie
a rischio povertà sono
quasi il 30 per cento»
ta». E Padoan non oppone ottimismo di maniera. Anzi. Spiega
il ministro che, certo, la prolungata caduta caduta del Pil (-7%
tra il 2007 e il 2013) «si è interrotta dal terzo trimestre del
2013, ma il quadro congiunturale resta fragile ed esposto a molti rischi». Le condizioni del mercato del lavoro, aggiunge, «continuano ad essere problematiche» e «non si può ignorare il rischio crescente del disagio so-

MARMORINO/NEWPRESS

ciale», visto che la quota di persone a rischio povertà o a rischio di esclusione sociale «è aumentata dal 25,3% del 2008 a
quasi il 30% del 2012», quando la
media dell’Europa è inferiore al
25%. «E’ evidente che il protrarsi ulteriore di una simile fase di
andamento dell’economia e della società non è più tollerabile».
La strategia di Padoan, e
dunque del governo Renzi, è
«incentrata su misure strutturali» per creare effetti utili a
ravvivare domanda interna e
competitività. Ma le riforme
strutturali, avverte, daranno
«appieno i loro frutti nel medio
periodo». Nell’attesa, sarà «indispensabile sostenere la ripresa», combinando «misure di intervento immediato con altre di
carattere strutturale». Ricorda
così la riduzione del cuneo, il
completamento del pagamento

Privatizzazioni previste
Società

Modalità

POSTE

Quotazione del 40% in Borsa

Possibile incasso
4-4,8

ENAV

Quotazione o asta competitiva

miliardo di euro

SACE

Vendita da parte della Cdp

ENI

Il Tesoro venderà il 4,5%

STMICROELECTRONICS

Vendita da parte del Tesoro

CDP RETI

Vendita del 49% del capitale

FINCANTIERI

Aumento di capitale e/o quotazione

FERROVIE
DELLO STATO

Quotazione in Borsa e vendita
di asset come Grandi Stazioni

IL GASDOTTO TAG

Vendita da parte della Cdp

miliardi di euro

1

dei debiti della Pubblica amministrazione. Promette «sostegno selettivo di investimenti
pubblici per progetti di rapida
realizzazione», assicurando che
«le distorsioni, i paradossi» del
patto di stabilità interno - con
comuni che hanno soldi ma non
possono spenderli - «sono all’attento esame del governo».
Elenca le riforme strutturali
messe in cantiere, difende le
nuove regole del lavoro, sottolinea l’importanza di quanto si
può fare con la delega fiscale.
Assicura, Padoan, che riguardo
alla spending review («i cui effetti si dispiegheranno appieno,
ci auguriamo, nel 2016») «non
stiamo parlando di tagli di carattere lineare». Ma «se vogliamo provare a ridurre il carico fiscale, lo possiamo fare solo se allo stesso tempo lo finanziamo
con riduzioni permanenti di

L’appuntamento
AfinemeseilDef
alConsigliodeiministri
1 Per i conti pubblici il pri-

mo appuntamento è fissato al
Tesoro nei primi giorni della
prossima settimana: Padoan e
il suo staff tecnico-politico
metteranno nero su bianco le
cifre macroeconomiche del
prossimo triennio. Quelle su
cui si baserà poi la prossima
Legge di Stabilità che vedrà la
luce in autunno e che dovrà
fissare, tra le altre cose, il percorso di riduzione delle tasse
dopo il primo intervento annunciato a maggio (il 27 in busta paga) da Matteo Renzi. Poi
il documento di economia e finanza potrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri
di venerdì 28 marzo.
- LA STAMPA

Poste, Ferrovie e Fincantieri
l’obiettivo è incassare 10 miliardi
L’esecutivo studia nuove cessioni per superare il piano Letta
vie dello Stato e da Cassa depositi e
prestiti. Certo, il «nuovo» piano è ancora nella sua fase embrionale ma tra
le ipotesi che circolano negli ambienti
di governo si discute già di eventuali
operazioni sul fronte di società come
«Grandi stazioni» (Ferrovie dello Sta-

to possiede il 60 per cento) e Fincantieri controllata da Fintecna e quindi
al 100 per cento di Cassa depositi e
prestiti. Aziende, insomma, appetibili
tra gli investitori, come del resto, lo è
anche Trenitalia, altro fiore all’occhiello di Ferrovie dello Stato, e altro

possibile obiettivo da collocare, in
parte, sul mercato.
L’elenco delle possibili cessioni,
dunque, è lungo così come le ipotesi
che circolano in queste ore ma che
per ora restano tali almeno fin quando non saranno messe nero su bianco.

spesa». Non dimentica il rigore,
però: «La stabilità di bilancio spiega Padoan - rappresenta
una condizione indispensabile
per permettere lo sviluppo futuro del Paese»; la politica al riguardo deve rimanere «nel quadro normativo comunitario» e
«l’Italia è tra i Paesi tenuti al rispetto dei parametri previsti dal
cosiddetto braccio preventivo
del Patto di Stabilità» in cui
«trovano tuttavia debita considerazione variabili quali l’adozione di riforme strutturali e le
esigenze di investimento». Ci sono margini di flessibilità. Rigore,
senza rigidità, per Padoan. «Il
ministro dell’Economia è tradizionalmente il “signor no”. Sto
imparando il mestiere, spero anche a schiacciare i bottoni. Credo tuttavia che il vocabolario di
un ministro debba essere più
ampio di questa singola parola».

Del resto lo stesso ministro Padoan
ha parlato di un «nuovo piano ancora
in via di definizione», sottolineando
comunque che l’obiettivo è quello di
«accrescere l’efficienza delle imprese
privatizzate».
Il nuovo pacchetto potrebbe già
essere pronto nelle prossime settimane, anche se per ora l’attenzione
massima del governo è protesa tutta
alla lavorazione del Documento di
economia e finanza e che potrebbe
approdare sul tavolo del consiglio
dei ministri del prossimo 28 marzo.
Come dire: si procede per gradi, prima il Def e l’esame della spending
review poi il resto. E così si riparte,
come da copione già scritto, con la
privatizzazione di Poste italiane,
che «rappresenta una sfida importante per il Paese - ha ribadito Padoan - e sarà sottoposta al vaglio dei
mercati», Enav compresa, e poi dal
2015 si procederà nell’alveo della
trenta società «controllate» direttamente o indirettamente dal governo. Nel ventaglio delle realtà societarie da privatizzare ci sarebbe anche Stm, leader nel mercato dei semiconduttori e partecipata indirettamente dal Tesoro (ricavi netti nel
2012 pari a 8,49miliardi di dollari)
tramite la StMicroelectronics holding (50%) e due partecipate di Cassa depositi e prestiti: Cdp Reti posseduta al 100% e Sace, società di servizi finanziari controllata al 100%
proprio da Cassa depositi e presti.
Nei mesi scorsi si era anche parlato
di una possibile privatizzazione della Tag, (Trans Austria Gasleitung),
la società che gestisce in esclusiva il
trasporto del gas che dalla Russia
giunge in Italia attraverso l’Ucraina,
ma che ora, vista la difficile situazione Ucraina appare più difficile, in
questa fase, coinvolgere nei progetti
di privatizzazione.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Retroscena

Primo Piano .3

.

10

7

+0,6%

miliardi di euro

miliardi

il Pil

deficit/Pil

Soldipertagliarel’Irpef:
10milionidiitalianiavranno
milleeuronetti
l’annoinpiùinbustapaga

È l’obiettivo di risparmio
del governo per l’intero
2014, con un range tra i 3
e 5 miliardi su otto mesi

È la stima attuale
del governo sulla crescita
economica dell’Italia
per quest’anno

Il governo vuole avvicinarsi
al 2,8-2,9% per aumentare
la spesa pubblica
e gli investimenti

FABIO MARTINI
ROMA

3%

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Renzi: avanti tutta sulle riforme
per avere il via libera dell’Ue

È

stato proprio al termine
degli incontri apparsi all’esterno più complicati
che Renzi ha capito. Poteva reggere il piano sul quale si gioca tutto: gli 80 euro mensili
alle famiglie più bisognose.
Giovedì José Manuel Barroso,
presidente della Commissione europea, che nelle dichiarazioni ufficiali ha poi dovuto tenere il punto,
nel vis-à-vis ha ascoltato il presidente del Consiglio italiano, ha annuito ripetutamente, anche con
tratti di simpatia e di calore personale per via di un percorso comune:
«Ora a Bruxelles sono il decano, ma
in Portogallo all’età di 32 anni sono
stato il più giovane segretario di
Stato agli Esteri...». D’altra parte
era capitato con François Hollande
e con Angela Merkel, «conquistati»
in quanto politici, dalla energia di
Matteo Renzi e lo stesso effetto si è

Il premier stringe su Irpef, spending review e abolizione di Senato e Province

COME CONVINCERE BRUXELLES

Il Documento di economia
e finanza sarà strategico
per ottenere sconti dall’Europa
determinato con Barroso, chiamato
però ad un understatement pubblico coerente col suo incarico.
Ma Matteo Renzi negli incontri di
Bruxelles con Barroso e con il presidente del consiglio europeo Herman
Van Rompuy, ha preso atto che sulla
istanza italiana di ricavare margini di
debito sotto la soglia del 3 per cento
non sono stati espressi veti, anche se
gli incontri di approccio non erano la
sede perché si manifestassero. Certo,
a Palazzo Chigi hanno capito che i
margini sono stretti, vanno negoziati
bene, ma quel che conta è che non ci
sono pregiudizi. Per questo motivo –
ecco la vera novità del dopo-Bruxelles – il presidente del Consiglio ha deciso l’«avanti tutta». Muovendosi su

OLIVIER HOSLET/EPA

Da sinistra il premier Matteo Renzi col presidente della Commissione, José Manuel Barroso

due piani: accelerazione delle riforme
strutturali e tenuta sul piano-Irpef.
Nelle prossime settimane si punta al
varo, parziale o definitivo, di riforme
politiche ed economiche impegnative:
abolizione delle Province, prima lettura del superamento del Senato, secon-

da lettura della riforma elettorale, piano-scuola, primi provvedimenti di
spending review. E al tempo stesso
Renzi e il ministro dell’Economia Pier
Carlo Padoan modelleranno nel modo
più convincente possibile la «chiave»
che può aprire le porte di Bruxelles: il

Def e il Piano nazionale per le riforme.
Contestualmente al Def (da inviare a
Bruxelles tra il 7 e il 20 aprile ma il dday dovrebbe essere il 10), sarà varato
il decreto che consentirà l’arricchimento delle buste-paga di maggio per i
redditi sotto i 25 mila euro, attraverso

il taglio del cuneo fiscale.
Assolutamente strategico per il governo e per le sue speranza di ottenere
«sconti» o comunque maggiore flessibilità, il Documento di economia e finanza. Al quale stanno lavorando gli
uomini di maggior competenza dell’intera squadra di governo: il ministro
dell’Economia Padoan, il viceministro
Enrico Morando, per anni il maggior
esperto di finanza pubblica in Parlamento, a Palazzo Chigi Graziano
Delrio e naturalmente il presidente del
Consiglio che ieri a Pontassieve ha iniziato a lavorare sul dossier.
Nel Def, tra l’altro, sarà quantificato
il margine sotto il 3 per cento, che il governo intende sfruttare e la richiesta
di rientro sarà motivata adducendo le
circostanze «eccezionali» previste in
questi casi. Nella relazione che sarà
presentata in Parlamento il governo si
appellerà a circostanze obiettivamente eccezionali: una recessione che dura
da 2 anni, un reddito pro-capite che è
tornato quello di 10 anni fa. Ma nel Def,
nelle intenzioni del Mef, soprattutto
saranno contenute quelle linee sull’orizzonte medio-lungo, le uniche capaci di rassicurare Bruxelles sulle potenzialità di rientro, nel momento in
cui si chiede di mettere a breve più liquidità nel sistema. E quanto allo scetticismo sul governo espresso dal presidente di Confindustria Squinzi, a Palazzo Chigi si mostrano tranquilli: nessun problema sostanziale.

LA POLEMICA SUI TAGLI DEI COMPENSI AI SUPERDIRIGENTI DI STATO

Camusso (Cgil)
«L’esecutivoinizia
malesullavoro»

Lupi contro Moretti
“Se vuole può andarsene”
Le
Il ministro: manager
reazioni
efficiente, ma se
lo Stato decide che
serve un segnale...
ROSARIA TALARICO
ROMA

Il più crudo è il presidente
della Commissione Esteri
della Camera, Fabrizio Cicchitto (Ncd), complice la
stringatezza di Twitter scrive: «Moretti l’ha fatta fuori
dal vaso. Forse come talora
capita il water del Frecciarossa era rotto». Il riferimento è all’amministratore
delegato di Ferrovie dello
Stato Mauro Moretti che si è
detto disposto ad andare altrove nel caso la sua ricca retribuzione (850 mila euro
l’anno) venga rivista al ribasso. Le reazioni sono state
tutte critiche, con l’unica eccezione di Cesare Romiti:
«Ha ragione Moretti a dire
che se gli tagliano lo stipendio, se ne va all’estero. Ha
ereditato un’azienda in rosso
e l’ha riportata in utile dunque si merita ciò che guada-

Inviterei Moretti a fare
un viaggio sui treni
calabresi, che sono
insicuri e fatiscenti
Ernesto Magorno (Pd)

Ha ereditato l’azienda
con i conti in rosso
e l’ha riportata in utile
Si merita i guadagni
Cesare Romiti

Moretti è molto bravo
e si irrita facilmente
Ma è un manager
di prim’ordine
Bonanni (Cisl)

gna. E comunque non si possono fare tagli indiscriminati
per i compensi dei manager».
Per il resto è un coro unanime
di critiche. A partire dal ministro delle Infrastrutture,
Maurizio Lupi per il quale Moretti è «un manager efficiente,
ha dimostrato di aver lavorato
bene, ma se il padrone, in questo caso lo Stato, decide che
bisogna dare un segnale anche nella direzione dei cittadini (perché circa 50 mila euro
al mese non mi sembra che siano pochi)...se ha altre offerte,
se vuole andare alle Ferrovie
tedesche, lo può fare tranquillamente». Il confronto si sposta sulla situazione dei treni
locali. «Moretti pensi ai pendolari ed investa nel trasporto
locale» afferma l’euro parlamentare Guido Milana, membro della commissione Trasporti. «Piuttosto che lasciarsi andare a toni trionfalistici aggiunge - vantandosi di aver
conseguito un attivo di bilancio, Moretti farebbe meglio a
spendere i soldi risparmiati
per migliorare il trasporto locale. Tenere congelate le risorse con cui si potrebbero acquistare nuovi treni per 450
milioni è un virtuosismo senza

1 «Il governo ha esordito

Mauro Moretti, ad delle Fs

senso». Stessa linea per il deputato Ernesto Magorno, segretario del Pd della Calabria:
«Per comprendere meglio il significato della parola sacrificio, inviterei Moretti a un
viaggio sui treni calabresi: fatiscenti, insicuri e con corse
che vengono soppresse». Anche il Codacons, da sempre in
prima linea per le battaglie dei
pendolari, sostiene che sia
«facile portare una società a
fare utili riducendo i servizi,
aumentano le tariffe e peggiorando l’offerta». Più cauti i
rappresentanti del mondo sindacale, da cui lo stesso Moretti proviene. «Un tetto ci vuole,
non c’è dubbio», è lo stringato
commento del segretario della
Cgil, Susanna Camusso «non

intendo discutere delle retribuzioni dei singoli, ma noto
che in questi anni sono progressivamente diminuite le
retribuzioni dei lavoratori e
si è alzato il valore degli alti
manager». Più sfumato il segretario della Cisl, Raffaele
Bonanni, «Moretti è molto
bravo e facilmente si irrita,
ma obiettivamente è un manager di prim’ordine. Deve
avere più pazienza di questi
tempi perché la gente soffre e
deve capire che i segni sono
importanti». Già, ma Moretti
dice, «non parlavo per me». Il
tema ha fatto sapere il top
manager non riguarda me,
ma «tanta brava gente sotto
di me che va pagata». Altrimenti va altrove.

bene sul piano dei redditi, ha
invece esordito malissimo sul
piano delle regole». Susanna
Camusso, leader della Cgil, attacca l’esecutivo sul lavoro e,
parlando al Forum Confcommercio a Cernobbio, rileva che
andava invece contrastato il
precariato. Camusso spiega
che «il problema vero è che il
lavoro in Italia è poco, lo scivolamento verso la povertà non
è solo un aspetto di diseguaglianza generale ma è frutto di
una presenza di lavoro povero
e dall’assenza di lavoro». Per
cambiare orizzonte, «tutte le
risorse disponibili vanno messe per creare lavoro».

Jena
Buonanotte
Beve il caffè, legge i giornali,
manda un tweet, pranza con
un collega, fa una
dichiarazione, torna a casa,
cena, tv e buonanotte.
La dura giornata di un
deputato del Pd.

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

gg Dossier/Il malessere delle imprese

g

Basta con il populismo
occorre riprendersi
l’alleanza tra lavoratori
e imprese. Squinzi lo sa

Chi si considera classe
dirigente di un Paese
deve innanzitutto
sostenere un Paese

Se uno come Squinzi fa
una cosa del genere, c’è
bisogno di un assoluto
cambiamento

Si sta cercando
di modernizzare il Paese
ma adesso serve
uno sforzo collettivo

Squinzi ha fatto solo
una battuta, non credo
che voglia trasferirsi
in Canton Ticino

Raffaele Bonanni

Susanna Camusso

Silvio Berlusconi

Pier Paolo Baretta

Roberto Snaidero

Segretario generale della Cisl

Leader della Cgil

Leader di Forza Italia

Sottosegretario all’Economia

Presidente di FederlegnoArredo

Le reazioni

“Squinzi ha ragione, ma noi restiamo qua”
La provocazione del presidente di Confindustria fa discutere. La base dell’associazione mugugna: tra crisi,
problemi con la burocrazia e le sirene d’oltreconfine, ribadisce l’impegno sul territorio. E apre al governo Renzi
«Anche oggi mi hanno offerto il
Canton Ticino per il nuovo
quartier generale della Mapei: se
le lungaggini burocratiche mi
fanno aspettare 4-5 anni, ci
penso». Ha minacciato di dare

«denuncia coraggiosa». Di sicuro
Squinzi è riuscito a mettere al
centro dell’agenda del governo la
necessità che la politica riduca la
burocrazia per evitare che
imprese si spostino all’estero.

di Confindustria Veneto. «Carraro non ha voglia di abbandonare Padova e l’Italia è evidente
che qui non si lavora bene e ci sono molte cose da fare, ma vanno
risolte tutti insieme».
«Penso sia stata una mera
battuta – aggiunge - conosco
Squinzi, credo abbia voluto provocare». «Altro che battuta –
rimbeccano ai piedi delle Dolomiti – andare via è qualcosa che
qui si prende sul serio. I Lander

Mi hanno
offerto
il Canton Ticino
per la nuova
sede della
Mapei
Se i tempi della
burocrazia sono
lunghi, ci penso

Nordest in pressing
per la riduzione
dell’imposta Irap
alle aziende

Giorgio Squinzi

sono molto aggressivi».
Quanto al neo premier, ammette Carraro: «Non ero un estimatore di Renzi ma l’ho rivalutato molto da quando è al governo.
Per questo dico – allineandosi a
Squinzi -: aspettiamo i cento
giorni prima di esprimere un
giudizio». Più entusiasta il padovano Massimo Pavin: «Per la prima volta vedo qualcuno che si
prende degli impegni con grinta.
Va bene, quindi, anche la prima

Presidente di Confindustria

DANIELE STEFANINI/
IMAGOECONOMICA

PADOVA

a secessione delle imprese?
«Non è una novità: da anni denunciamo le azioni della Carinzia e del Canton Ticino perché
questa non è delocalizzazione. Spostarsi di 100 chilometri non è come
andare in Cina; e oltralpe il costo
della manodopera è alto. La domanda è: chi te lo fa fare? E’ una storia
che si tira fuori quando fa eco, ma è
nota a tutti. Abbiamo 450 aziende
venete già emigrate in Carinzia che
ora ha rallentato le promozioni perché ne ha troppe». Alberto Baban è
un veneto ai vertici della Piccola impresa di Confindustria. Un impren-

Come ha letto la battuta di Squinzi?

Baban: il giudizio lo daremo sui fatti
ditore di prima generazione, 46 anni,
che ha fondato nel 1998 la Tapì di
Massanzago (Pd) con l’obiettivo di
farne da subito un’impresa globale.
Ha aperto le porte all’equity, ha allargato la rete con sedi in USA, Asia,
Sud America e ha puntato dritto su
qualità e design producendo tappi
sintetici per super alcolici.
Perché resta in Italia?

«Io sono qui perché il primo pensiero
di ogni imprenditore dev’essere vivere e difendere la comunità dove opera
l’impresa. L’imprenditore che reagi-

sce per il proprio Paese va letto con
nobiltà. Siamo i primi a credere nell’Italia, ma ci credono tutti come noi?
Restare qui non è convenienza ma resistenza».
Qual è il senso di appartenere a Confindustria? Sono tempi duri per la
rappresentanza…

«La riforma di Confindustria è in atto
e sta per essere implementata per essere operativa nel 2015. Il sistema
vuole cambiare ma ora si deve difendere l’impresa e fare cultura d’impresa. Perché l’Italia è fatta di Pmi».

scelta fatta sull’Irpef; basta che
poi si arrivi anche all’Irap». «La
verità è un’altra – spiega un bellunese - : c’è molto disamore verso ogni istituzione e il sintomo si
legge nel referendum svolto nei
giorni scorsi. Il distacco in Veneto è forte e anche Squinzi è visto
come poco efficace».
Il variegato rapporto degli industriali veneti con il loro presidente non è mai stato lineare.
Ma forse, stavolta, il perché non
è da ricercarsi nelle classiche logiche Periferia-Politica-Palazzo.
Schierato inizialmente dalla
parte di Alberto Bombassei, dopo il ritiro di Andrea Riello, il Veneto si è trovato poi a sostenere
il patron del Sassuolo che poco
aveva convinto nei dibattiti. Imputato di scarsa incisività comunicativa, con un freddo esordio
in casa, a Treviso, dove è associato, il presidente di viale dell’Astronomia fu messo a debita
distanza ai tempi di quella «intempestiva» frase sulla «macelleria sociale». «Ma i veneti si sono allineati e Squinzi, complici
anche le “scivolate” politiche di
Bombassei, ha saputo frenare i
poco compatti malumori locali»
chiude un acuto osservatore.

più interessanti da seguire per nuovi
prodotti ad alto valore aggiunto».

“Il governo sa bene
cosa c’è da fare
Ora decida e realizzi”

Intervista

L

Una provocazione o la volontà di
andare davvero via dall’Italia?
Parte del mondo sindacale lo
accusa di «inutile populismo»,
alcuni imprenditori lo
sostengono parlando di

Ha
detto

ELEONORA VALLIN
PADOVA

«Oggi è difficile gestire qualsiasi rappresentanza. C’è tanto
scontento alla base e a volte si
finisce a fare battute perché
non si sa che altro dire. La verità è che non esistono persone
adeguate alla difficoltà del momento o, forse, è il momento
che rende tutti inadeguati».
Parola di un ex confindustriale del Nordest che oggi
sceglie l’anonimato e una distanza, che lui definisce «eclissi», dall’associazione di cui fu
parte attiva. Non è semplice,
all’indomani delle dichiarazioni di Giorgio Squinzi - dall’addio all’Italia per il Canton Ticino alla querelle con Renzi - carpire i sentimenti degli imprenditori verso Confindustria e il
suo leader. Il Nordest del Paese, dove pure negli ultimi mesi
si sono moltiplicati i malumori
verso la rappresentanza confindustriale, preferisce non
esporsi, scegliendo talvolta un
silenzio che appare come una
sospensione del giudizio. A
parlare in chiaro c’è Enrico
Carraro, presidente dell’omonimo Gruppo e vicepresidente

l’addio all’Italia con la sua Mapei
e così il presidente di
Confindustria, Giorgio Squinzi
ha scatenato un mare di
polemiche da parte del mondo
dell’economia e della politica.

A capo dei «piccoli»
Alberto Baban, friulano,
è presidente delle piccole
imprese di Confindustria
Il futuro?

«Guarda al modello Veneto: una regione che nonostante le sirene di confine vuole reagire e riporta in alto i valori sull’export. Un territorio che sta
sperimentando forti reindustrializzazioni su settori a grande predisposizione all’innovazione. E’ uno dei posti

«È stata registrata solo la provocazione, ma non la notizia che è il peso
burocratico che sostengono le imprese. Ma il governo sa bene cosa ci appesantisce. Ora ci sono urgenze, il livello
di allarme non è sceso. Le tempistiche di approvazione non devono essere quelle a cui siamo abituati. La ripresa dei lavori delle infrastrutture è
un’emergenza per distribuire nuovo
lavoro. Bisogna misurare il costo della fretta e sfatare l’abitudine di dire
ma non fare. Ben venga, dunque, un
nuovo governo che prometta, decida
e realizzi».
Quale dev’essere l’atteggiamento di
Confindustria verso il governo?

«Noi sosteniamo il dinamismo e il riscatto governativo. Diamo indicazioni, raccontiamo le esigenze, diamo ricette ma poi le scelte sono politiche e
il giudizio deve venire dopo, sui fatti.
Perché Confindustria non è un partito politico ma un sindacato delle imprese. E un referente interessante
perché dà il senso delle opportunità e
delle difficoltà del Paese».
[E. V.]

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Primo Piano .5

.

U

CASO LOMBARDIA

Il Presidente

Maroni
“Sehosbagliato
sonopronto
apagare”

L’INCHIESTA

“Il governo è vicino
all’Expo, basta
polemiche inutili”

PAOLO COLONNELLO
MILANO

Il ministro Martina: “Domani i responsabili operativi”

Intervista

attori istituzionali coinvolti, e io gli rispondo che, per la nostra parte, non è
stato e non sarà lasciato solo. Stiamo
lavorando con lui, garantendo una vicinanza concreta e operativa».
Nei giorni scorsi si è assistito però a tensioni fra i livelli istituzionali, il sindaco di
Milano e il governatore lombardo…

FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

un momento delicato, ma
possiamo e dobbiamo ripartire con forza: già nelle
prossime ore daremo segnali importanti». Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, già sottosegretario con delega all’Expo nel precedente governo, è fra i
protagonisti dell’organizzazione dell’Esposizione di Milano del 2015. E
ora, dopo la notizia dell’inchiesta che
coinvolge «Infrastrutture Lombarde», predica la necessità di «un grande lavoro di squadra, per reagire a
questo passaggio difficile. È un peccato che passaggi come questo rischino
di rovinare il lavoro che stiamo facendo: perché poi tutte le volte che ci concentriamo sui contenuti, il mondo ci
guarda con grandissima attenzione».

È

Ministro, il commissario straordinario Sala parla però in un’intervista al
«CorrieredellaSera»disalvarel’Expo.
Chiede di non essere lasciato solo.

«Il commissario pone il tema di una
vera coesione di squadra tra tutti gli

«In parte la dialettica tra istituzioni
è fisiologica, è il normale confronto
tra punti di vista diversi. Ma se sto
alle ultime dichiarazioni del sindaco
Pisapia e del presidente Maroni, c’è
da parte di tutti voglia di fare squadra e lavorare per un unico obiettivo.
È il solo percorso possibile: l’unità ha
già dato prova di essere efficace, visto che in questo ultimo anno abbiamo accelerato tantissimo rispetto a
quello che era stato fatto negli anni
precedenti».
La tempesta che si sta scatenando su
«Infrastrutture lombarde» rischia di
portare ritardi?

«Noi lavoriamo perché non accada affatto. Occorre identificare alcuni nuovi
responsabili operativi, e questo avverrà nelle prossime ore. Lunedì (domani,
ndr.) ci sarà un incontro importante fra
le diverse istituzioni coinvolte».

400 giorni
Manca poco
più di un
anno all’inaugurazione
dell’Expo
e i lavori
sono ancora
ben lontani
dall’essere
terminati
DANIELE BUFFA/SYNCSTUDIO

Ha
detto
Non so a cosa si riferisca
Maroni. Né questo esecutivo
né quello guidato da Letta
si sono mai sottratti
a ragionamenti di merito
Maurizio Martina
ministro dell’Agricoltura

Cosa si deciderà? Come si va avanti?

«Il governo sarà presente con il ministro delle Infrastrutture Lupi (Martina
sarà impegnato a Bruxelles al Consiglio
europeo, ndr.): si farà un punto ragionato e concreto su questi aspetti. E nei
giorni prossimi anche su tutto il resto,
dai progetti collaterali al sito espositivo, come Agenda Italia, fino alle adesioni internazionali».

A proposito di adesioni internazionali:
giovedì ci sarà il presidente Obama a
Roma, sperate nell’annuncio dell’adesione degli Stati Uniti?

«Non c’è dubbio che il completamento
della fase di adesione degli Stati Uniti
sia una delle nostre priorità».
Il premier Renzi sta seguendo da vicino
questa vicenda? Nel suo discorso di in-

sediamento venne criticato per non
aver citato l’Expo…

«Il presidente Renzi è coinvolto e conosce bene il progetto, fin da quando
era ancora sindaco di Firenze. In questa prima fase di governo ne abbiamo
parlato a più riprese, e in questi giorni
ci siamo sentiti diverse volte. A breve
sarà a Milano e si occuperà anche di
Expo: chi dice che è distante dalla
questione vuole solo fare polemiche
inutili».
Ieri il presidente della Lombardia Maroni ha indicato però come «criticità» del
progetto soldi promessi dal governo e
non ancora arrivati…

Troppo importante Expo per
dividersi in liti di cortile e spaventarsi delle inchieste. Così ieri, il presidente della Regione
Roberto Maroni e il sindaco di
Milano Giuliano Pisapia, praticamente all’unisono, sono tornati sul tema smentendo divisioni adombrate dai giornali e
proclamando totale impegno
per l’Esposizione del 2015. Certo, l’indagine che ha portato in
carcere l’ex direttore di Infrastrutture Lombarde e il suo
braccio destro, niente affatto
terminata e anzi foriera di futuri sviluppi, aleggia come un ombra sui destini dei lavori ma anche come dissuasore per appetiti troppo voraci. E d’altronde,
caduto un «re» se ne proclama
un’altro. Così Maroni, dal Forum di Confcommercio di Cernobbio, annuncia che già da domani «Riprenderà tutto come
prima. Con Pisapia, il governo e
l’amministratore delegato di
Expo, Giuseppe Sala, siamo
uniti nella volontà di concludere tutte le opere previste in
tempo utile perché l’Expo abbia
successo». E i contrasti con il
sindaco? «Tutte balle», spiega il
governatore. «Non liti ma divergenze di opinioni. Diciamo delle
criticità, ad esempio sulle vie
d’acqua. Abbiamo opinioni diverse, il Comune ritiene che
non si possono fare quelle di
competenza loro perché c’è la
protesta di un gruppo di perso-

«Come dicevo, serve gioco di squadra,
per cui non voglio fare polemiche. Non
so a cosa si riferisca Maroni, dato che
l’ultimo elenco di desiderata era un
elenco di infrastrutture per oltre due
miliardi, irrealizzabile da qui all’Expo. Il
governo è consapevole che l’Expo è
un’occasione unica, e tutto quello che
doveva dare l’ha dato. Né questo esecutivo, né quello guidato da Letta, si sono
mai sottratti a ragionamenti di merito».
Pisapia e Maroni

Analisi
FRANCESCO SPINI
MILANO

uando mancano ormai 400 giorni al via, nel quartier generale di
Expo 2015, a Milano, tocca fare il
conto con crisi internazionali,
guerre, crisi di nervi perfino. Ucraina,
India, Turchia, Mali, Repubblica Centrafricana traballano sui taccuini degli
organizzatori. Che sperano di rifarsi
con chi, prima in disparte, ora considera la firma. Nomi grossi: Stati Uniti, per
dire il più eclatante. E poi Norvegia,
Portogallo... Siamo al rush finale per
l’Esposizione Universale. L’obiettivo finale resta quello inserito nel progetto
presentato al Bie ovvero di «superare
quota 130 Paesi e avvicinarci a quota
140», ha più volte spiegato Giuseppe Sala, commissario unico di Expo. Le adesioni annunciate (ma non vincolanti)
sono state 145 (le ultime sono di Venezuela e Grenada), pari all’88% della
popolazione mondiale: 142 Stati e 3 organizzazioni, ossia Onu, Unione Europea e Cern. La metà ha prenotato pressoché all’istante, «in gran parte merito
del tema scelto - “Nutrire il pianeta,
energia per la vita” -, un argomento di
grande attualità, per di più affrontato in
un Paese come il nostro, riconosciuto
come culla dell’alimentazione e del cibo», sottolinea Stefano Gatti, direttore
generale della Divisione Partecipanti di
Expo 2015 Spa. Da qualche mese è scat-

Q

La crisi riduce i contratti
Si aspetta il sì degli Stati Uniti
Per ora 99 Paesi hanno confermato. Forfait della Turchia

130
Partecipanti
È il risultato che
gli organizzatori puntano
ad ottenere: per ora
conferme da 99 Paesi

1,2
Miliardi
Gli investimenti già
effettuati dai Paesi
partecipanti per i loro
allestimenti

tata la fase 2: trasformare le promesse in senterà. Piccoli paesi come Mali o Repubimpegni scritti e concreti. In contratti, in- blica Centrafricana, piegati dalla guerra
somma. Finora a metterci la firma sono civile, ci hanno messo una pietra sopra.
stati in 99 (l’ultimo è il Turkmenistan). 49 Interrotti anche i contatti con la Siria,
per costruire un proprio padiglione, gli senza peraltro un esplicito no. Diverso il
altri avere uno spazio all’interno dei co- caso turco. Su Milano - che per l’edizione
siddetti cluster, aree dedicate a specifici 2020 ha votato Dubai e non Smirne - è
temi. «Di certo - avverte Gatti - la nostra piombata l’ira di Tayyip Erdogan: il conedizione ha già il record degli investimen- tratto per una struttura da 15 milioni di
ti dei partecipanti: già oggi superano il euro, da un giorno all’altro, è diventato
miliardo di euro, tra 1,2 e 1,3 miliardi. Per carta straccia, adducendo anche difficolcapirci: è più del doptà economiche. I conpio di quanto tre anni
tatti però non sarebIN ATTESA DI OBAMA bero del tutto intere mezzo fa prevedeva
uno studio dell’UniIl presidente americano rotti, nemmeno le
versità Bocconi». Medovrebbe annunciare speranze. Lo stesso
diamente i Paesi
per l’India per
la partecipazione a giorni dicasi
spendono per il procui pesa il caso dei
prio spazio sul sito 8
due marò. Per New
milioni di euro: si va dagli 1-3 milioni dei Delhi è stato riservato uno spazio imporpiù piccoli ai 60 milioni (inclusi 2 investi- tante (avrebbero speso almeno 20 miliomenti privati) della Cina.
ni). Ma da due anni tutto tace. Ma accanMa alla fine gli espositori non saranno to ai forfait, c’è anche il club di non dove145. A dimostrazione vi è anche il fatto va esserci e invece ha deciso di staccare
che sul sito Expo i posti sono 137: 65 padi- un biglietto per Milano. C’è la Gran Breglioni per i singoli Stati e 77 spazi all’in- tagna e ben 39 Paesi africani. E soprattutterno dei cluster tematici. Guerre civili, to ci saranno gli Stati Uniti, che hanno
crisi diplomatiche, sconquassi geopolitici trovato le risorse private per aderire. Il
stanno spuntando qualche nome dalla li- sigillo lo dovrebbe mettere Obama nel
sta iniziale. Difficile che l’Ucraina si pre- corso della sua visita a Roma, il 27 marzo.

ne che non le vuole. Io ho chiesto una nuova convocazione del
cda di Expo per valutare nuove
proposte che verranno dal Comune. Su questo c’è differenza
di opinione, sul resto siamo uniti». E sull’arresto dell’ex direttore generale di I.L.Spa, Rognoni,
Maroni si dice «rattristato» ma
pronto «ad assumermi la responsabilità politica se ho sbagliato». «L’ho conosciuto quest’anno. Ho ritenuto che fosse la
persona giusta per rimanere lì.
Io dico: signori, non so come ci
si difende da queste cose. Più
che applicare la legge, non so
cosa fare». Quindi, dalla platea
di Confcommercio, rivolgendosi direttamente al ministro dell’Economia Padoan, ha aggiunto: «Le criticità di Expo sono altre», ricordandogli che i soldi
promessi dal governo ancora
non sono arrivati. «Ho un elenco. L’ho dato a Renzi e Lupi. Lo
do anche a lei».
Il sindaco Pisapia aveva anticipato il governatore in mattinata: «Non ci sono dubbi che bisogna andare avanti e superare
le criticità. E quindi non c’è bisogno, da parte nostra, di lanciare nessun appello. Posso assolutamente garantire che non
solo il Comune ma tutte le istituzioni, dal Governo alla Regione, hanno piena fiducia nel
commissario Sala e vogliamo
andare avanti insieme perchè
solo insieme si vince questa sfida fondamentale per il futuro
della città e del Paese».

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

U

I PARTITI
VERSO LE ELEZIONI EUROPEE

Renzi studia da Obama
come trasformare il Pd
in macchina del consenso
Giovedìl’incontro:sidiscuteràdeimodipersostenereilgoverno
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

Come si produce il cambiamento, e come si crea il consenso costante per sostenerlo.
Dopo gli affari correnti di stato, che non vedono grandi differenze tra Usa e Italia, questo sarà uno dei temi principali nel colloquio di giovedì tra
il presidente Obama e il premier Renzi, secondo fonti che
hanno contribuito a prepararlo. L’inizio di un dialogo politico che dovrebbe durare, almeno per il tempo necessario a
fare le riforme indispensabili
per rilanciare l’economia italiana, e spostare l’Europa dalla fase dell’austerity a quella
della crescita e dell’occupazione.
I temi ufficiali sul tavolo del
vertice sono quelli che la portavoce della Casa Bianca Caitlin Hayden ha spiegato a La
Stampa, e vanno nella direzione della continuità: collaborazione nella difesa e nella sicurezza, Afghanistan, Africa del
Nord dove siamo decisivi soprattutto in Libia, riforme
strutturali per garantire la
stabilità dell’Italia e il rilancio
della sua economia. Naturalmente ci sarà l’Ucraina, su cui
Obama vuole creare un fronte
unito con l’Europa, per convincere quanto meno Putin a
non tentare altre avventure
militari. Oltre a questo, secondo le parole della stessa
Hayden, in cima all’agenda c’è
soprattutto la volontà di «discutere gli sforzi del premier
Renzi per rinnovare l’econo-

mia italiana, creando crescita e
lavoro, in particolare per i giovani». Una specie di patto fra i
due leader, volto a spingere l’intera Europa dalla fase dell’austerity, sostenuta dalla cancelliera tedesca Merkel, a quella
delle iniziative per riavviare la
macchina economica.
Per raggiungere questo
obiettivo, però, l’Italia ha bisogno di un cambiamento epocale, che accomuna Renzi ad Obama anche sul piano biografico.
Il capo della Casa Bianca vinse
le elezioni con il motto «Yes, we
can»». Lui era un outsider che
veniva da Chicago, come Renzi
da Firenze, e si è scontrato con
Washington, dove l’ostruzionismo repubblicano ha paralizzato quasi tutte le sue iniziative,
tranne la riforma sanitaria.
Obama dunque ha capito che
andare al potere non basta, e
dopo la conferma del 2012 ha
trasformato la macchina della
sua campagna elettorale in una
struttura permanente, chiamata Organizing For Action e guidata dal suo ex manager Jim
Messina. In sostanza ha preso
tutte le forze, le risorse e i 13 milioni di contatti che gli avevano
fatto riconquistare la Casa
Bianca, e invece di disperderle
fino al prossimo voto, le ha messe al lavoro per sostenere la sua
agenda legislativa. Come? Cercando di costruire nella società
il consenso per le sue iniziative,
che anche dopo le elezioni resta
indispensabile.
Se Obama ha avuto grosse
difficoltà, il caso di Renzi è ancora più complicato. Trasfor-

Il braccio destro di Matteo

La nuova tessera sarà
di plastica, ogni iscritto
avrà una password
per confrontarsi
sul sito del Pd
Luca Lotti, sottosegretario

AUGUSTO CASASOLI/A3/CONTRASTO

A breve partirà il nuovo tesseramento del Pd

«Siamo amici di tuo figlio»
Rapinatain casalanonnadelpremier
1 Un braccialetto, l’anello di fidanzamento e

l’orologio che appartenne al marito Adone,
scomparso più di 10 anni fa: questo il bottino, di
grande valore affettivo, che due ladri hanno
portato via dall’abitazione di Anna Maria Renzi,
nonna paterna del premier. Venerdì pomeriggio un uomo e una donna hanno suonato alla
porta dell’anziana, che
vive a San Clemente,
frazione di Rignano sull’Arno, il paese che ha
dato i natali a Matteo
Renzi. Gentili e ben vestiti le hanno chiesto di
entrare in casa sostenendo di essere amici
del figlio Tiziano e millantando una parentela Anna Maria Renzi
con il sindaco. Ma la vittima non ci ha creduto e i due truffatori si sono
trasformati in ladri. Mentre la padrona di casa
chiacchierava con i vicini, si sono intrufolati da
un cancelletto sul retro e hanno rovistato nei
cassetti dell’abitazione, portando via gli oggetti di valore. Sul furto, di cui ha dato notizia il Corriere Fiorentino, indagano i carabinieri. [M. GIA.]

mare il Pd in una macchina per
la promozione costante del consenso che produce il cambiamento richiederebbe innanzitutto di superare le storiche divisioni interne. Poi Renzi la prova del voto non l’ha ancora passata, almeno per Palazzo Chigi,
e a Washington si capisce che
dopo aver ottenuto alcuni risultati concreti, nel giro di qualche
tempo potrebbe sentire la necessità e la convenienza di cercare una legittimazione elettorale diretta. L’incontro con
Obama contribuirà a consolidarlo, ma per fare le riforme
strutturali del lavoro, la giustizia civile che garantisca gli investitori stranieri, il sistema
politico che non esponga il Paese al rischio costante dell’instabilità, serve un orizzonte di
tempo superiore a quello concesso a Monti e Letta. Anche
per questo Renzi potrebbe avere l’interesse a stabilire un dialogo non solo con Obama, ma
anche con l’apparato politico
per la promozione del consenso
e la produzione del cambiamento che lo sostiene.

Il leader M5S: «È una cosa immorale»

Grillo:menotassesullerendite
Isuoideputatiperòsonocontrari
MARCO BRESOLIN

Aumentare la tassazione delle
rendite finanziarie? «È una
cosa immorale e anticostituzionale». Non piace a Beppe
Grillo il provvedimento annunciato da Matteo Renzi,
che intende alzare l’aliquota
sulle rendite finanziarie (dal
20 al 26%) per ridurre l’Irap
alle imprese. La posizione del
Movimento Cinque Stelle sul
tema, dunque, è chiara. O forse no?
Soltanto cinque mesi fa, sul
blog di Grillo, un intervento
della deputata Laura Castelli
sosteneva l’esatto contrario.
«Le rendite finanziarie dovevano essere più tassate» disse
riferendosi ai provvedimenti
dell’allora governo Letta. E in
Parlamento la posizione M5S
non sembra essere mutata:

Giuseppe Brescia, nei giorni
scorsi, è intervenuto in Aula
per sostenere la necessità di
«aumentare le tasse sulle rendite finanziarie per finanziare
la scuola». Beppe Grillo, evidentemente, non la pensa così.

Anche Bersani smentisce
la teoria del complotto
«Beppe stia tranquillo
e lasci stare Letta»
E intanto continuano ad arrivare reazioni all’intervista rilasciata venerdì dal leader M5S a
Enrico Mentana. Dopo l’ambasciata inglese ed Enrico Letta,
che ha bollato come «farneticazioni» la teoria del complotto di
Grillo, arriva anche la smentita
di Pier Luigi Bersani. Il comico
ha raccontato della sua visita di

Il rosso della Terza C
«A casa gli zozzoni
Darò voce al popolo»

7

domande
a
Fabrizio Bracconeri, attore
e militante di Fratelli d’Italia

Verso Bruxelles
Bracconeri (Bruno
Sacchi nel telefilm)
punta al seggio Ue

e ne devono andare, ‘sti zozzoni. Hanno affamato il popolo. A casa! A calci
nel sedere! Sennò sarà guerra civile».
Sono lontani gli Anni 80, quando il bamboccione Bruno Sacchi prendeva schiaffi dai compagni
della Terza C. Oggi Fabrizio Bracconeri, che nel
telefilm interpretava il ragazzotto grassottello coi
capelli rossi, è arrabbiato. «No, so’ incazzato proprio. Perché è finito il tempo di usare i guanti, bisogna tirare fuori le unghie».

«S

Allora si candida con Fratelli d’Italia?

«Nulla di definitivo, ma adesso basta casta».
Lei si considera del popolo e non della casta?

un anno fa all’ambasciata inglese nello stesso giorno in cui era
presente anche Enrico Letta:
questa sarebbe la «prova» di un
complotto ai danni di Bersani.
Che però ieri ha detto: «Grillo
lasci stare Letta e stia tranquil- Anti-Renzi
lo. So riconoscere le persone Beppe Grillo
contesta
perbene».
Una replica è arrivata anche l’aumento
dall’ex senatore M5S Luis Al- dell’aliquota
berto Orellana, a detta di Grillo dal 20 al 26%
«sfiduciato dai suoi stessi elettori». «Affermazioni false - ha
ribattuto l’ex grillino -. Nessuna assemblea ha mai votato
una sfiducia nei miei confronti, ma è comparso solo un comunicato contro
di me a firma di alcuni
meet-up (tra cui due ineL’intervista
sistenti)».
di Grillo su La7
E da un rapido «fact checking» emergono anche altre
contraddizioni nell’intervista di

11,6%
share

«Io sono un privilegiato del popolo. Grazie al popolo mi sono arricchito? Bene, ora mi metto al servizio del popolo. Io sono la voce del popolo».
Di destra.

«Embè? Che problema c’è? In Italia se non sei di
sinistra ti danno del fascista. Ma io a quelli del Pd
mica gli dico che sono del Kgb, mica tiro fuori
quello che ha fatto Stalin...».
Grillo. Per esempio ha detto che
la proposta di dare 90 milioni
agli alluvionati in Sardegna è
stata bocciata «per soli 22 voti:
se fossero stati presenti i nostri
26 deputati sospesi sarebbe andata diversamente», lasciando
intravedere anche qui una sorta di «complotto». In realtà
l’emendamento non è passato per 32 voti (195 a favore e
227 contrari). Altra bugia:
«Lo scorso anno la Casaleggio Associati ha chiuso
il bilancio in rosso». Falso:
ha avuto un utile di 69.502
euro. Non una cifra stratosferica, ma pur sempre in attivo.
Twitter @marcobreso

Beh, a dire il vero tra il Pd di Renzi e Stalin...

«Sì, ma Renzi è un bugiardo. E la Boldrini? Si sente pure dalla voce che sta da quella parte là. Con
’sta cantilena fastidiosa... è insopportabile».
Di Berlusconi che pensa?

«Ha creato un impero. E l’hanno stroncato con la
storia dei festini. Ma chi è che non li vorrebbe fare
quei festini? Sono tutti rosiconi. Ro-si-co-ni».
Dopo 17 anni la sua esperienza tv a Forum è finita: non c’era feeling con Barbara Palombelli?

«I sinistroidi coi milioni in banca non mi vanno
giù. Questi radical chic che fanno tutte ‘ste storie
sulle coppie gay... e il genitore 1 de qua e il genitore
2 de là… Ma che, stiamo a scherza’?»
Se fosse eletto, cosa farebbe?

«Via dall’Euro, subito. E una battaglia per favorire
l’accesso al credito. Ho contattato pure Salvini, e gli
ho scritto: “A Matte’, me piaci, sono d’accordo con te”.
Se poco poco ci mettiamo insieme noi, Lega e Grillo,
non ce n’è più per nessuno. Li sfasciamo». [MA. BRE.]

Primo Piano .7

LA STAMPA

.

DOMENICA 23 MARZO 2014

In campo
Silvio
Berlusconi
ieri
ha
partecipato
a una
iniziativa
dei Club
Forza Silvio

Retroscena
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

roverò il modo per
essere presente in
campagna elettorale, non preoccupatevi. Certo, se mi chiuderanno agli arresti domiciliari sarà difficile,
Forza Italia dovrà cavarsela
da sola. Se invece mi lasceranno un po’ di libertà di parola
mentre mi redimo ai servizi
sociali, ne vedremo delle belle». Silvio Berlusconi sdrammatizza anche nei momenti
più difficili. Forse ieri lo ha fatto per rincuorare le nuove leve dei Club Forza Silvio, quel
movimento su cui il Cavaliere
punta molte delle sue fiches
politiche, visto che quelle del
partito-pollaio ormai gli danno solo dispiaceri. Rimane il
fatto che, dopo l’intervento
pubblico, Berlusconi ha confidato che lui sarà sempre in
campo. E che coloro che lo
danno per morto, fuori gioco,
dovranno ricredersi quando
si apriranno le urne delle Europee. Li ha rassicurati che
non solo il suo nome ci sarà
nel simbolo, ma che farà di
tutto per fare campagna elettorale. Sempre che, aggiungono i suoi collaboratori, i magistrati non vorranno applicare
misure liberticide al leader
dell’opposizione e dei moderati italiani.
Il suo nome non ci sarà nelle liste e nemmeno quello dei
figli Marina, Piersilvio, Barbara. E questo era scontato, ma i
nomi della casata erano stati
fatti circolare ad arte dentro
FI dove le lotte intestine hanno raggiunto livelli di guardia
per la sopravvivenza dello
stesso partito. «È il momento
di fermarci tutti, chiamare il
break nelle dispute interne
qualche volta davvero avvilenti», avverte Osvaldo Napoli, interpretando il sentimento
di molti. Ma era necessaria
una dichiarazione del patriarca, che ieri è arrivata. «Sono
tutte invenzioni. I miei figli
non saranno candidati nelle liste per le Europee», ha spiegato l’ex premier. Ora si potrà
dire che Barbara era pronta al
grande salto in politica e che
Marina e Piersilvio l’abbiano
stoppata perché non poteva-

«T

il caso
DAVIDE LESSI
TREVISO

ETTORE FERRARI/ANSA

Ha
detto

Il calcio

Se mi lasceranno
libertà di parola
ne vedremo
delle belle

Vorrei occuparmi
del Milan che,
di questi tempi,
ne ha bisogno

Non è da escludere che possa
esserci un’indicazione nominativa che faccia parte del simbolo del partito». Il presidente
emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, valuta così l’ipotesi che il nome di
Silvio Berlusconi compaia nel
simbolo delle liste di Forza Italia alle prossime elezioni europee, nonostante nessuno dei
suoi figli, come ha annunciato
lo stesso ex premier, sarà candidato. «L’indicazione di un
nome nel simbolo ha di solito
il significato di indicare il candidato leader del partito spiega Mirabelli - In questo caso si tratterebbe di una sorta
di richiamo ideale». Nei simboli dei partiti, ricorda il costituzionalista, «a volte c’è la descrizione del simbolo stesso».

Barbara era pronta a scendere in campo: stoppata dalla famiglia
GUARDA
CHE LUNA

Pier Silvio no, deve stare in
azienda. Marina nemmeno,
deve stare con Pier Silvio. Barbara no, deve stare al Milan.
Per un Berlusconi in Forza Italia a Silvio non resta che puntare sulla nipote, Luna. [ALB. INF.]

no consentire a Marina di prendere il posto del padre alla guida delle liste di Fi alle Europee:
avrebbe avuto il significato di
diventare lei il leader della famiglia. Lei, dice chi in famiglia
non l’ama, che ha sgomitato
troppo, fino a voler prendere il
posto di Marina. Lei che è stata
messa al vertice del Milan e ha
fatto «casino». Ha un significato la frase che ha fatto cadere lì
lo stesso Berlusconi parlando ai
club? «Vorrei occuparmi del
Milan che in questi tempi, come
sapete, ne ha bisogno». E sempre lei, Barbara, non è amata
nemmeno dalla fidanzata del
capo Francesca Pascale, che ha
un rapporto privilegiato con
Marina.
Ma a parte la dinasty berlusconiana, adesso le cose sono
chiare: nessun figlio in lista. Nel
simbolo invece ci sarà il nome

di Berlusconi e sarà fatta anche sa cosa con il nome del nostro
una campagna di informazione leader nel simbolo, indipendenper spiegare che non bisogna temente da chi sarà capolista. E
scrivere sulla scheda il nome di più maltrattano Berlusconi più
Berlusconi come preferenza voti prenderà Fi. E poi voglio
perché sarebbe motivo per in- vedere la performance elettovalidare il voto. Rimane il pro- rale di Renzi che in questo periblema di chi ci sarà allora in li- odo ha un bel da fare». Sì, basta
sta. Ci saranno quelli che hanno con questa autoflagellazione,
dice Gasparri. Il
i voti come Fitto
o Cosentino e
IL CAVALIERE quale ha un’idea
semplice
Scajola? Oppure
«Se non mi mandano molto
di campagna
facce nuove?
Berlusconi anco- agli arresti domiciliari elettorale per
sarò presente» mettere in diffira non ha deciso.
coltà il Pd. Quella
Anche se preferirebbe volti nuovi. «E poi - preci- di dire «volete Berlusconi o
sa Bergamini - siamo sicuri che Schulz». Schulz è il candidato
chi dice di avere tutti questi voti dei socialisti europei alla presice l’abbia davvero? I voti li ha denza del Consiglio Ue, sosteBerlusconi e quanti in passato nuto anche dal Pd. Secondo Gahanno preso preferenze nelle sparri sarà un boomerang per
loro Regioni è perché nel sim- Renzi sostenere un tedesco.
bolo c’era il nome di Berlusconi. «Tutti sanno che i tedeschi in
Ecco anche ora accadrà la stes- Italia non stanno simpatici».

Sette veneti su dieci
al referendum online
Ma solo il 60% usa il web
Dubbi sulla consultazione per l’indipendenza
Aumentano le dismissioni
Quasi200leautobluall’asta
1 Andrà meglio del previsto l’asta delle auto

blu. Matteo Renzi aveva chiesto di mettere in
vendita almeno 100 macchine in carico ai ministeri. Invece saranno di più, tra le 170 e le 180. Il
ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha consegnato a palazzo Chigi un elenco di 67 auto a cui il
Viminale rinuncia. Il ministero della Giustizia non
ha ancora perfezionato i conteggi, ma il ministro
Andrea Orlando ha dato indicazione di ridurre all’osso l’uso della macchina ministeriale. Le auto
dismesse saranno tra le 60 e le 70. Il ministero della Difesa ha comunicato a palazzo Chigi che sono
51 le auto di cui si spoglia, comprese le 9 Maserati
che erano state acquistate nel 2011.

«Il suo nome
nel simbolo
vale il 7-9%»

1 «Non ci sono ostacoli.

Berlusconi: “Farò campagna
I miei figli non saranno in lista”

l giorno dopo la sbronza
da urne digitali, il Veneto
si è svegliato con tanti
buoni propositi e un grande
dubbio. I buoni propositi sono quelli di Gianluca Busato,
leader del comitato Plebiscito.eu che ha organizzato la ni, cioè il 73% degli aventi diconsultazione online. «Il pri- ritto, in una regione di 4,91 mimo obiettivo – spiega - è il lioni di abitanti dove solo il 60
trattenimento delle risorse per cento della popolazione
fiscali». Via gli odiati balzelli ha usato internet almeno una
romani, insomma. Anche se volta nel 2013 (Istat). Dato,
il voto non ha
quest’ultimo,
alcun valore
I PROMOTORI che sembra far
giuridico? «La
il pre«Il primo obiettivo vacillare
comunità insunto plebiscito.
è il trattenimento «Stiamo lavoternazionale
delle risorse fiscali» rando alla certidovrà riconoscere la neoficazione», assinata repubblica», dice sicu- cura Busato indicando non
ro. Sarà, ma quel dubbio ri- meglio identificati «osservamane.
tori internazionali». Non c’è,
Secondo i numeri diffusi al momento, un notaio incarivenerdì notte hanno votato cato di affermare che quei
più di due milioni di persone. 2.102.969 voti digitali a favore
Per la precisione 2,36 milio- dell’indipendenza (l’89 per

I

I servizi sociali

IlparerediMirabelli
«Mailcognome
sipuòusare»

cento) corrispondano a persone reali. C’è solo una cifra:
6.615 che, sempre secondo gli
organizzatori, sono i voti «non
validi». Uno zero virgola troppo basso se affiancato all’alto
numero di denunce: in tanti
hanno parlato di voti multipli
e sotto falsa identità. Altri ancora hanno raccontato di aver
espresso il loro «sì» da regioni

Plebiscito
Sono stati
2.102.969
i voti espressi
per il
referendum
sull’indipendenza veneta:
l’89%
ha votato
per il «sì»

5

domande
a
Antonio Noto
Ipr Marketing

l peso del nome Berlusconi
nel simbolo di Forza Italia.
Questo è il dilemma. Quanto
vale? Secondo Antonio Noto,
sondaggista, direttore di Iprmarketing bisogna distinguere
tra elezioni europee e consultazioni successive.

I

Ossia?

«Dobbiamo analizzare il breve
periodo, ossia le Europee, e poi
il medio lungo periodo, ad
esempio le prossime politiche».
Iniziamo dallo scenario Europee.

«Berlusconi è Forza Italia, e
non c’è stato mai nessun altro
leader all’interno di Forza Italia. Dunque chi vota Forza Italia
vota Berlusconi. E allora la presenza del suo nome alle Europee è ininfluente. Non solo non
perderà voti, ma poiché ad aprile si deciderà sulla misura cautelare, questo genererà una reazione emotiva nel suo elettorale, qualsiasi decisione verrà
presa. E quindi la campagna
elettorale delle europee sarà
nel bene e nel male incentrata
su di lui».
Berlusconi protagonista nel silenzio?

«Sì, ma in un silenzio molto assordante».

Andando oltre le Europee invece il marchio Berlusconi potrebbe essere determinante?

«Sì, potrebbe fare da collante e
rappresentare quindi un valore
aggiunto per Forza Italia».

Quanto potrebbe pesare in
termini percentuali?

«Noi abbiamo fatto delle analisi
sul valore di Berlusconi rispetto al suo partito.Il marchio Berlusconi può valere tra i 7 e i nove
punti, quindi una Forza Italia
che oggi è quotata tra il 20 e il
22% dai vari istituti, senza il
marchio Berlusconi potrebbe
oscillare tra l’11 e il 15 per cento.
La necessità di fare entrare il
suo nome nel logo sarà una necessaria strategia di comunicazione per compensare l’uscita
dalla scena dalla politica attiva
di Berlusconi».
[M. COR.]

terze, cioè fuori dalla sedicente repubblica.
Il meccanismo del referendum era innovativo: bastava
accedere al sito (www.plebiscito.eu), compilare una breve
scheda anagrafica, fornire il
numero di documento d’identità e ottenere in cambio una
mail con il codice personale
per votare. Una secessione a
portata di clic, insomma. Studiata a tavolino da Busato, piccolo imprenditore che sviluppa applicazioni per iPhone e
«guru» informatico del comitato. Ma i parallelismi con Casaleggio&Grillo si fermano
qui. «Di per sé la macchina organizzativa non prevedeva
una partecipazione politica»,
dice Stefano Allievi, docente di
sociologia all’Università di Padova, spiegando che i meetup
degli attivisti del Movimento 5
Stelle siano più complessi.
«Votare per l’indipendenza veneta, invece, era come mettere
un like su Facebook». Certo, in
una regione dove il 37% dei
giovani tra i 18-24 anni dice di
sentirsi prima «veneto» che
italiano o europeo, tutto può
essere accaduto. Ma il dubbio,
a tanti, rimane.

8 .Primo Piano

.DOMENICA 23 MARZO 2014

U

MIGRANTI
EMERGENZA PROFUGHI

L’intelligence teme
migliaia di sbarchi
nei prossimi mesi
L’allarme: la Libia è nel caos e si sta disgregando
In soli due giorni registrati oltre 2300 arrivi
GUIDO RUOTOLO
ROMA

Nelle ultime ventiquattr’ore
è stato un arrembaggio. È vero che gli arrivi, con le imbarcazioni cullate dal mare e
protette dai nostri mezzi di
salvataggio mentre si avvicinavano al «Miraggio Lampedusa», sono avvenuti in regime «controllato», ma fa sempre una certa impressione
leggere e scandire il numero
degli sbarchi avvenuti tra
giovedì e venerdì: duemila-

Sulle coste libiche ci
sono colonne di mezzi
cariche di disperati
pronti a partire
trecentotrentatré (2.333). E
a nulla serviranno la cabala o
i riti esorcistici per evitare
che si arrestino nelle prossime settimane. Solo burrasche di mare potranno impedire partenze dalla Libia.
Con la primavera e l’estate si
annunciano nuovi flussi di
immigrati, provenienti soprattutto dalla rotta Corno
d’Africa- Libia, e da Siria ed
Egitto.

Alfano
«Mal’Europacosafa?»
1 «In Italia, siamo campioni

mondiali di accoglienza»: lo ha
detto il ministro dell’interno,
Angelino Alfano, affrontando
il problema dell’immigrazione. «Ci sono le nostre navi in
mare, i nostri soldati, i nostri
uomini impegnati nell’operazione Mare Nostrum e ogni
giorno spendiamo 300 mila
euro perché si salvino vite
umane - ha aggiunto - .Ma
l’Europa che fa? Con Schengen abbiamo cancellato le
frontiere interne, ma non ci sono regole per quelle esterne».

I numeri di irregolari arrivati solo nei primi tre mesi dell’anno, fino al 21 marzo, rispetto al 2013 parlano da soli:
10.548 contro 735. E l’anno
scorso gli sbarchi furono complessivamente 42.925 contro i
13.267 dell’anno precedente. È
vero che superarono i 60.000
gli sbarchi del 2011, quando
esplose la «Primavera araba»,
ma quella fu una emergenza
umanitaria.

Reportage
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

I numeri certe volte confondono. Bisogna dire che le favorevoli condizioni meteo-marine alimentano in queste ore il
flusso di imbarcazioni in partenza dalla Libia e dirette sulle
coste siciliane, che hanno dovuto rinunciare a salpare con il
cattivo tempo. Ma non può non
allarmare lo scenario dei prossimi mesi della nostra intelligence: «Gli oltre duemila irregolari sbarcati nelle ultime ore
e i diecimila arrivati dal primo
gennaio non rappresentano un
picco anomalo. Possiamo ipotizzare, purtroppo, che gli
sbarchi aumenteranno. Insomma ci dobbiamo aspettare
arrivi molto più numerosi».
L’analisi naturalmente tiene
conto anche della situazione
politica instabile del Paese
principale, da cui salpano le
imbarcazioni cariche di clandestini, la Libia. E dai focolai di
conflitti dei Paesi da dove traggono origine i flussi di migliaia
di persone che scappano da
conflitti etnici e religiosi, dalle
guerre e dalla fame. Da Paesi
come la Siria e e la Somalia, innanzitutto.
La Libia, dunque. Preoccupante il quadro: collasso economico, spinte separatiste tra

diviso tra etnie e clan che dispongono di propri eserciti.
Nel sud, nella regione del
Fezzan che arriva alla fascia
subsahariana, nell’immenso
deserto che va dalla capitale
Sebha all’oasi di Khufra c’è
una effervescenza di problematiche etniche con il risultato che si è creato un tappo nel
flusso verso il mare di immigrati che arrivano dal Corno
d’Africa o dagli altri paesi subsahariani.
In questi mesi, poi, è nata
una metropoli di immigrati a
Ubari, sull’asse che da Sebha
va verso la città di Ghat. Caro-

vane ferme all’ingresso della
cittadina. Camion e Pick-up
pronti a trasferire i «viaggiatori» verso Tripoli e il mare.
Migliaia di clandestini premono sulle coste. Di fronte alla
grande crisi, alla riduzione di
estrazione del petrolio, alle
spinte secessionistiche della
Cirenaica, il traffico di «merce
umana» garantisce profitti e
ricchezze alle milizie armate.
Ieri, erano fonte di corruzione
per gli uomini del regime di
Gheddafi. Oggi è quasi diventata, dopo il petrolio, una preziosa fonte di reddito. E non è
un buon segnale.

Da Lampedusa a Berlino
“L’Italia ci ha cacciati via
senza darci i documenti”

iete voi ad aver creato
tutto questo casino».
Mohammad mi punta il
dito contro – non vuol dirmi neanche il suo vero nome, «chiamami
Mohammad, tanto per voi razzisti
italiani siamo tutti uguali» - ha 47
anni ma forse per i ricci rasta che gli
incorniciano il volto e la felpa da ragazzino ne dimostra meno. Un uomo che gli sta alle spalle, alla parola pendo quartiere innervato dai canali
«italiani» si avvicina solo per sputa- della Sprea, Oranienplatz, è stata ocre a qualche centimetro dal mio pie- cupata da un anno e mezzo da centide destro. Poi mi grida qualche pa- naia di immigrati. Che hanno costruirola in arabo e se ne va. Nel frattem- to baracche, una cucina all’aperto,
po si è formato un capannello di per- spazi comuni con divani e sedie racsone dall’aria non proprio pacifica. cattati nell’immondizia o offerti dal
Anche un ragazzo alto, magrissimo quartiere. E un foltissimo gruppo è
che sembra una staarrivato qui passantua di Giacometti,
IN MEZZO ALLA STRADA do per l’inferno del
non vuole dirmi il
in mare per
Vivono accampati in tende viaggio
suo nome ma giura
Lampedusa. Come
e baracche fatiscenti Mohammad, come
che «odio l’Italia. Ci
avete dato 500 euro in una piazza di Kreuzberg l’anonimo Giacoe ci avete cacciati
metti, come Ali. Agtutti. Ma con quel maledetto docu- gancio il suo sguardo un po’ meno
mento che non ci fa lavorare qui».
ostile, mentre altri continuano a inveSiamo a Kreuzberg. Una volta, ire contro l’Italia. Mi fa cenno con la
quando si diceva che Berlino fosse testa di seguirlo. «Sono libico. Quanla terza città turca, questo quartie- do ci avete bombardati, sono scappare ne era il cuore, prima della gen- to. E ora sono qui». Mi porta alla sua
trificazione degli ultimi anni. Una baracca, quattro mura di latta verso il
delle principali piazze di questo stu- fondo di Oranienplatz, dentro c’è ap-

«S

Cirenaica e Tripolitania, disfacimento delle istituzioni nazionali, sia politiche che operative.
Gli analisti internazionali
sperano nella riuscita del tentativo di riconciliazione nazionale portato avanti dal premier ad interim, il ministro
della difesa. È una partita che
si gioca entro la fine di questo
mese.
L’instabilità politica della
Libia produce un vuoto, una
assenza di controllo del territorio, con il proliferare di microbande. Sembra uno scenario «somalo» con un territorio

La rabbia dei tanti rifugiati sbarcati sull’isola
e finiti in Germania senza permessi per restarci
pena il posto per un letto e un tavolo e
una piccola stufa. Fuori fa ancora
freddo, dieci gradi, ma dentro ne faranno quaranta.
Ali mi spiega l’ovvio, siccome il
gruppo dei lampedusiani è stato accolto dall’Italia, per le astruse regole
europee, gli altri Paesi possono lavarsene tranquillamente le mani. «Non
chiedo mica tanto, un lavoro, una casa normale». Per andare al bagno, per
farsi una doccia, deve andare alla sede della Caritas, dietro la piazza. Da
poco può anche cucinare lì, prima si
preparava da mangiare in piazza. La
scorsa settimana tra i politici locali e
alcuni rappresentanti di Oranienplatz, dopo mesi e mesi di estenuanti
trattative, è stato trovato un accordo: Berlino promette di occuparsi di
ognuno di loro, in cambio dello
sgombero della piazza. Ma Ali, come
tutti i lampedusiani, rifiuta l’intesa,

350
Abbandonati
Il numero degli immigrati
quasi tutti nordafricani che
stazionano per strada
nel Sud di Berlino

«non risolve i nostri problemi», spiega. Che infatti andrebbero risolti
forse al livello federale o europeo.
Paola Riester, rappresentante dei
Verdi a Kreuzberg sostiene tuttavia
che la Germania «potrebbe concedere a questi rifugiati una cosiddetta “Duldung”, un permesso per re-

stare», facendo uno strappo alle regole europee.
Nella baracca di un altro nordafricano, Ibrahim, orgoglioso di essere
«libico e gheddafiano», il tavolo accanto al letto è dominato da uno stereo sempre acceso e un orsacchiotto
bianco di pelouche. «Prima di venire
qui in Europa – racconta - facevo il falegname. Voi italiani mi avete trattato
male, mi avete cacciato e adesso sono
qui a pregare i tedeschi per poter lavorare. Come potete venire in Africa
e cacciare Gheddafi e predicare i diritti umani e poi trattarci così?».

DOMENICA 23 MARZO 2014

Primo Piano .9

.

LA LOTTERIA DELL’ACCOGLIENZA

“Solo la fortuna può evitare
di farti finire in un inferno”
I migranti appena arrivati: “Alcuni centri sono militarizzati, in altri se vuoi scappi”
NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A PORTO EMPEDOCLE (AGRIGENTO)
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

inque poliziotti
mi hanno piegato il braccio dietro la schiena.
Io non volevo.
Ho lottato, ma loro mi hanno costretto con la forza. I primi novanta
hanno dato le impronte, gli altri
centocinquanta sono riusciti ad andarsene». C’è stata una rivolta?
«No, no... A un certo punto, i poliziotti li hanno lasciati andare», dice
Kasha. E già gli urlano che deve
staccarsi da questo cancello arrugginito. Non può parlare con nessuno. Sul braccialetto da neonato ha il
numero 85A: «Per favore, mi presti
il telefono? Voglio dire a mia madre
che sono vivo». Ma arriva un funzionario della prefettura con la
giacca a vento rossa, molto infastidito: «Qui i giornalisti non sono ammessi. Per entrare serve l’accredito. Questo posto non è aperto al
pubblico». Capienza ufficiale: 180
posti. Oggi ci sono più di 600 persone accampate, stravolte dal viaggio,
buttate sul pavimento.
Fra martedì e giovedì, in Sicilia
sono sbarcati 5200 migranti.
Un’ondata mai vista, favorita da
giorni di tempo sereno e mare calmo. Il centro di prima accoglienza
di Lampedusa è in ristrutturazione, i lavori dovrebbero essere ultimati a maggio. Tutta la Sicilia è di-

«C

Ragusa

ANTONIO PARRINELLO/REUTERS

A POZZALLO

Il numero degli immigrati
supera di tre volte la capienza
e la struttura è blindata

Comiso
Il centro migranti sta nascendo al posto di un laboratorio zootecnico

Le autorità
di Berlino
promettono di
occuparsi
di loro se
abbandonano
la piazza
ma i rifugiati
non si fidano

ODD ANDERSEN/AFP

Mohammad

Odio il vostro Paese
ci avete dato 500 euro
e abbandonati a noi stessi
Un libico

Quando avete tirato
le bombe sono scappato
e ora mi trovo qui

ventata una specie di Lampedusa
diffusa. Le navi della Marina Militare pattugliano il Mediterraneo
giorno e notte, salvano vite nell’indifferenza generale. Quando sono
cariche di profughi - madri, padri,
moltissimi bambini - puntano direttamente le coste siciliane. Pozzallo è solo uno degli attracchi
possibili. Se sei Kasha Omade, hai
perso. Se sei Abraham Afewerki,
la vita ti sorride.
Lui è arrivato mercoledì sera alle 23 a Porto Empedocle. Sulla banchina ci sarebbe un centro di accoglienza, ma la tensostruttura è abbandonata. I vigili del fuoco l’hanno dichiarata inagibile con ottime
ragioni, essendo costruita con materiale «altamente infiammabile».
Dentro restano: porte sfondate,
preghiere scritte sui muri, giocattoli, guanti di lattice, medicinali,
pannolini, rosari, materassi accatastati, la copia di un Corano. Nessuno se la sente di dare l’autorizzazione, anche di fronte all’emergenza. Così giovedì notte, volontari,
medici, poliziotti e Croce rossa, organizzano l’accoglienza vicino ai silos del sale, al fondo della banchina.
I migranti arrivano trasbordati su
piccole lance, avanti e indietro. Sono più di cinquecento. Vengono visitati in piedi, ancora intirizziti. Rifocillati in qualche modo. C’è chi si
accascia per sfinimento, con la faccia nel sale. Non Abraham Afewerki. Lui, con altri 270 eritrei, resta

Racalmuto
Nel paese di Sciascia i migranti sono accampati nel palasport blindato

Siracusa

Oranienplatz

«Il centro che gestiamo noi
sembra un agriturismo
Si muovono in piena libertà»

Agrigento

PROTEZIONE CIVILE

Augusta
Il PalaJonio è stato chiuso per un’epidemia di scabbia

sveglio. Alle 5 del mattino, approfittando di un momento di stanchezza
generale, dice semplicemente così:
«Andiamo». Si mettono a camminare in fila indiana, verso la provinciale
che sale in direzione Agrigento. Ancora li stanno cercando. Il sindaco
Lillo Fioretto: «Faccio un appello al
ministro Alfano. Servono misure

straordinarie. Noi non ce la facciamo». I 270 eritrei non hanno dato le
impronte digitali, non sono stati neppure foto-segnalati. Possono sperare
di continuare il viaggio verso il Nord
Europa, il loro grande sogno: scappare anche dall’Italia.
Nessuna giustizia governa gli
sbarchi. La tua vita è decisa dal buon

cuore di un poliziotto o di un volontario. Al porto di Augusta ti prendono
le impronte appena sceso, in zona
militare. Se ti rifiuti, resti lì e guardi
gli altri salire sui pullman con destinazioni lontane. Il Palajonio di Augusta non è più utilizzabile. All’ingresso
c’è un gigantesco cartellone scritto
in rosso: «Chiuso per disinfestazione». Molti casi di scabbia fra i migranti accampati qui, hanno scatenato una psicosi generale. Sono stati
tutti trasferiti altrove. In Sicilia nascono nuove strutture come funghi.
Puoi finire al Palasport di Racalmuto, vicino alla casa di Leonardo Sciascia, dove otto blindati della polizia
presidiano gli ingressi. Dove per la
distribuzione del cibo fai un’ora di coda. Dove puoi riposare su un materasso, piazzato in mezzo al campo da
basket. Nessuna speranza di uscire,
fino al prossimo trasferimento. Oppure puoi finire nell’ultimo centro
nato a Comiso, fra le campagne e la
vecchia base militare. «Vista l’emergenza, abbiamo allestito un tendopoli in fretta e furia» dice Nello Lo Monaco, il capo della protezione civile di
Ragusa. È a tre chilometri dal centro
abitato. Ci sono solo cani randagi, ulivi e mandorli in fiore. Doveva essere
un centro regionale di ricerca zootecnica, è diventato probabilmente il
più bel centro d’accoglienza per immigrati d’Italia. Certo, mancano ancora i letti. Manca il collegamento
con l’acqua potabile. Manca anche la
cucina, quindi i pasti arrivano da lontano. Ma sembra un agriturismo.
Giovedì sera c’erano 500 persone accampate, oggi ne restano 240. Chi
manca all’appello, è semplicemente
andato a farsi un giro. E non è più tornato. «Non siamo un carcere - dice
Lo Monaco - non possiamo trattenere nessuno». Siriani, eritrei, somali,
maliani, gabonesi, tunisini: storie diversissime si mischiano e si perdono
nella grande confusione italiana. Qui
a Comiso incontriamo un poliziotto
pacioso, con una sigaretta elettronica fra i denti: «Non ci stiamo capendo più nulla - dice - non sappiamo
quanti sono. Non sappiamo da dove
arrivano. Non sappiamo se hanno già
dato le impronte o meno. Facciamo
quello che si può. Ecco...». Se lo sapesse Kasha Omade, come funziona
qui, impazzirebbe di rabbia.

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

U

AMBIENTE

La bonifica
Il «Sito di bonifica di interesse nazionale
Val Basento» è stato riconosciuto dallo Stato
nel 2003: troppi ritardi, pochi gli interventi

LE EMERGENZE
Le altre
Terre
dei fuochi/3
GUIDO RUOTOLO
INVIATO IN VAL BASENTO (MATERA)

he emozione quel 27 febbraio del 1959, quando la
prima fiamma si sprigionò altissima dal pozzo
Ferrandina 1. Le trivelle
erano scese a 1.800 metri di profondità prima che il metano risalisse in
superficie.
E fu festa anche quando aprirono
le «fabbriche» che diedero il pane a
6mila disoccupati, braccianti, giovani lucani: Ceramica Pozzi, Eni,
Montecatini. Erano gli anni delle
grandi migrazioni. Duecentomila
figli di questa terra andarono al
Nord. E le fabbriche erano il segno
del lavoro, il petrolio e il metano
della ricchezza nascosta di questa
terra. Che poi in futuro si sarebbe
trasformata in occasione di «royalties», una percentuale data alla comunità locale in base alla quantità e
ai profitti delle aziende per l’estrazione di petrolio e metano.
Il problema di questa storia è che
il tempo non passa mai, è la realtà
che per incantesimo rimane immutata. Perché le fabbriche a un certo
punto chiusero e i veleni chimici, metalli e poi amianto - e quelli arrivati
chissà da dove - furono iniettati negli
inferi di questa terra, in quei pozzi
esauriti e riciclati come fogne di «tossici e nocivi», o sotterrati a pochi metri dalla superficie. Grandi scienziati
gli strateghi dei rifiuti tossici scaraventati nella pancia della terra. Pensavano di aver risolto il problema, solo che con il passare degli anni «quei
veleni potrebbero risalire verso l’alto, attraverso le falde acquifere», denuncia l’ispettore della Forestale Michele Cosola.
Come se non bastasse, nel dicembre del ’97 si ruppe un tubo sversando al suolo un lago di «reflui destinati alla reiniezione del pozzo
Agip Grottole 11, località Pantano in
agro di Salandra». Il pool investigativo coordinato dall’allora giovane
funzionario della Forestale Giuseppe Giove e i consulenti della Procura della Repubblica di Matera accertarono che nei pozzi erano stati
smaltiti «solventi clorurati (sostanze organoalogenate), mercurio e fenoli», tutte sostanze pericolose per
la salute umana che giacciono ancora in quelle profondità.

C

BASILICATA

Nei pozzi del metano
le discariche dei veleni
Val Basento, la contaminazione dopo la chiusura degli impianti

LA SPERANZA TRADITA

A fine Anni 50 si scoprì il gas
e arrivarono le industrie,
poi l’attività estrattiva terminò
Disse alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, l’ex pm presso la pretura di
Matera, Franca Macchia: «Le nostre indagini sulle attività dell’Agip
in Basilicata hanno già portato a
giudizio cinque tra dirigenti e dipendenti. Abbiamo ritrovato in un pozzo esaurito rifiuti di origine chimica
che i nostri consulenti hanno definito assolutamente incompatibili con
le attività di estrazione mineraria».
Qualcuno ha provato ad addossare,
addirittura, la responsabilità a un
ecoterrorista quando nel marzo del
2011 in località Cardillo, comune di
Bernalda, saltò una valvola che immetteva petrolio nell’oleodotto che
arrivava a Taranto, contaminando
circa tre ettari di terreno con acido
solforico ed idrocarburi.
Anche il nucleare sembrava un
problema risolto. Centro Enea di Trisaia, Rotondella. Era nato nel 1962
perchè doveva riprocessare gli elementi esauriti del combustibile nucleare, 84 barre della centrale di Elk
River (Usa). Fu tutto bloccato dagli
americani e noi ci ritrovammo con

tra archeologia industriale, manufatti
degradati in lontananza, e flash back
che ricordano la Prima Repubblica,
con i suoi misteri, i suoi scandali - ricordate la Liquichimica di Ursini? I
dossier di Mino Pecorelli e della sua
Op?- e quella stagione delle vacche
grasse, con sperperi pubblici e notabilati politici a farla da padrone.
Quel prato, racconta Domenico
Lence, che è la memoria storica, dell’ambientalismo lucano (le sue denunce hanno portato alla chiusura di impianti, al ritrovamento di rifiuti tossici) «è un pezzo di storia». Qui la grande
occasione arrivò alla fine del 1959, con
la scoperta del metano (e del petrolio,
nella confinante Val d’Agri). Un muro
di cinta di mattoni definisce il quadrilatero di questo campo che degrada fino a un’ansa del fiume Basento, che deve percorrere ancora una ventina di
chilometri prima di disperdersi nel
mare, a Metaponto.
Passeggiando nella discarica di rifiuti pericolosi della ex Liquichimica di
Ferrandina, ove tutti possono accedervi in quanto non sono più presenti recinzioni o sistemi di sorveglianza - pascolano anche le mucche - ci accorgiamo che potremmo trovarci di fronte a
“un reato in corso”: oltre a non essere
assicurata l’interdizione dell’area,
mancano un sistema di raccolta del
percolato e camini di aerazione.
PAURA NUCLEARE

Diversi incidenti nel deposito
di scorie del Centro Enea
di Trisaia furono tenuti nascosti

Le indagini

Terreni pericolosi

In un pozzo esaurito dell’Agip sono stati trovati rifiuti
chimici incompatibili con l’estrazione mineraria

Nella discarica dell’ex Liquichimica di Ferrandina
non ci sono più recinzioni o sistemi di sorveglianza

I luoghi

Puglia
Matera

Potenza
Tricarico

Val Bas
en
to
Salandra
Ferrandina

Bernalda

Basilicata
Mar
Ionio
- LA STAMPA

niente in mano. E il Centro Enea divenne un deposito di scorie nucleari.
Solo che in questi anni abbiamo rischiato tanto, sacrificando anche l’altare della «trasparenza». Almeno due
“incidenti” - nel 1993 e 1994 - al Centro
di Trisaia furono tenuti nascosti (e i responsabili poi processati e condannati). Ma ve ne sono stati altri. Di sicuro
nel novembre del 2006, tanto che furono fatti «lavori di isolamento della fossa 7.1, che contiene rifiuti ad alta attività». Ufficialmente «si trattò di fuoriuscita di radionuclidi segnalati dalle
centraline di monitoraggio».
Ecco, il tempo che non passa mai è
uno stato d’animo di precarietà, è un
pericolo incombente che ti accompagna sempre. È anche una dimensione
storica e fisica. Te ne convinci passeggiando in quello che sembra un prato,

Nelle discariche presenti nell’agro di
Pisticci il pool investigativo del comandante Giuseppe Giove, come ricorda
l’ispettore Cosola, trovò addirittura sostanze altamente tossiche come toluene (sostanza letale in caso di ingestione
e di penetrazione nelle vie respiratorie)
e o-xilene (nocivo per inalazione e contatto con la pelle). Ma gli anni passarono, con le sentenze furono condannati
gli autori dei reati, ma tali sostanze non
furono bonificate e giacciono ancora lì.
È vero che Andrea Spartaco, un giovane cacciatore di notizie - un giornalista locale che sta vivendo con la sua redazione giorni di tensione per minacce
oscure - sostiene che «il problema della Val Basento è lungo 33.5 chilometri».
Si riferisce al sito di bonifica di interesse nazionale Val Basento, riconosciuto
tale dal 2003, «ma che siano 35 chilometri o 34 ettari da bonificare poco importa. Di certo si segnalano ritardi ingiustificabili. In alcuni casi l’unico trofeo che lo Stato può esibire è la messa
in sicurezza di alcuni siti inquinati».
(3. Continua)

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Primo Piano .11

.

U

LA MANIFESTAZIONE

«Ma bisogna
sciogliere il nodo
tra clan, affari
e politica»

I GIOVANI E IL FUTURO
Hanno Don Luigi Ciotti
detto Il 21 marzo diventi

3

per legge il giorno
della lotta contro
questa piaga
della nostra società

domande
a
Giancarlo
Caselli

MASSIMILIANO PEGGIO

Rosy Bindi, Comm. Antimafia

Che effetto fa vedere 100
mila persone che manifestano contro la mafia?

La responsabilità
è di tutti: i mafiosi sono
forti perché qualcuno
si gira dall’altra parte:
si deve dire no con forza

La Giornata dell’impegno
Molti i giovani alla XIX edizione della Giornata
dell’impegno, che ricorda le vittime delle mafie
ENRICO DEVITIIS/ANSA

In centomila contro le mafie
Latina, l’iniziativa organizzata da Libera. Don Ciotti: in Italia nessuna verità sulle stragi
GRAZIA LONGO
ROMA

Centomila persone in corteo,
un’unica voce. Passione civile, indignazione, ma anche la
rivendicazione di un cambiamento culturale e politico sono la cifra della manifestazione contro le mafie, ieri a Latina, promossa da Libera.
Nella XIX edizione della
Giornata dell’impegno in ricordo delle vittime della criminalità organizzata, don
Luigi Ciotti ribadisce l’esigenza «di non chiudere gli
occhi, di non girarsi dall’altra
parte. Ci vuole coraggio, più
atti, meno parole. Non basta
commuoversi, bisogna muoversi. Ognuno si deve assumere la propria parte di responsabilità. Il dolore deve
diventare testimonianza

concreta e impegno». Il fondatore di Libera chiede che il 21
marzo diventi per legge il giorno della lotta contro questa
piaga della nostra società, tanto più che «non c’è strage in
Italia di cui si conosca la verità». I nomi delle 900 persone
uccise dalle mafie, dal 1983 ad
oggi, vengono letti in un silenzio che pesa più di mille parole.
Il ministro della giustizia,
Andrea Orlando, ricorda che
presto arriverà un pacchetto
di riforme per «rafforzare gli
strumenti per il contrasto alla
criminalità economica, al potere economico delle mafie».
E la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi
ribadisce che «siamo tutti responsabili. I mafiosi sono forti
perché qualcuno si gira dall’altra parte, c’è qualcuno che

il caso
GIACOMO GALEAZZI
ROMA

L’

effige della svolta è l’abbraccio alla veglia per le vittime
della mafia tra Francesco e
don Luigi Ciotti. Sabato il successore di Pietro e il sacerdote-simbolo
del cattolicesimo di frontiera sono
entrati in chiesa tenendosi per mano. Stravolte forma e sostanza all’ombra del Cupolone, nelle diocesi e
nei movimenti agli «apostoli degli
ultimi» viene riservato un posto
d’onore. Una «riabilitazione» a tutto
tondo per i «pretacci» che in passato furono quasi in odore di eterodossia per l’insofferenza al conformismo del potere e la vicinanza ai tormenti della società contemporanea.
E’ la rivincita della chiesa «sgarruppata», insomma. Erano gli ultimi
e ora, evangelicamente, sono diventati
i primi. Nella Chiesa trasformata da
Bergoglio in un «ospedale da campo
dopo la battaglia» la rivoluzione copernicana in atto capovolge le gerarchie
ecclesiastiche e di fatto mette al centro
del pontificato «le periferie esistenziali
e geografiche», tradizionali terre di
missione dei sacerdoti di frontiera.
Tra Francesco e don Maurizio Patriciello, parroco a Caiano, il feeling
è scoppiato a settembre al centro
per immigrati Astalli. «Si sente subito che è uno di noi, che viene dalle

pensa che ci si possa convivere o fare affari. Si deve dire di
no con forza».
Accanto a don Ciotti, il
presidente della Commissione europea antimafia Sonia
Alfano e due uomini che hanno entrambi guidato la procura di Palermo, Giancarlo

Sono stati letti i nomi
delle 900 vittime
uccise dalla criminalità
organizzata dal 1983
Caselli e il presidente del Senato Pietro Grasso. Quest’ultimo ribadisce l’importanza
«della lotta alla corruzione,
all’evasione fiscale, al falso in
bilancio, al riciclaggio. Oltre
alla riforma della giustizia

per rendere più brevi i tempi
della giustizia civile».
Arrivano dritte al cuore le
parole del padre di Antonino
Agostino, per tutti Nino, agente di polizia in servizio alla
Questura di Palermo ucciso insieme alla moglie Ida, incinta
di cinque mesi, il 21 giugno del
1989. «Ci siamo e ci saremo
sempre. Non ci siamo rassegnati - dice Vincenzo Agostino
-. Ieri abbiamo incontrato un
grande uomo, Papa Francesco. Le sue parole durissime
contro le mafie non le dimenticheremo mai. Oggi abbiamo
più coraggio e forse, per la prima volta, uno Stato che è dalla
nostra parte. Ma una cosa
chiediamo con forza alla politica: mai più passerelle».
Don Ciotti ricorda la figura
di don Cesare Boschin, il prete

ucciso a Latina nella sua parrocchia proprio a ridosso della
discarica dei rifiuti di Borgo
Montello. Poi incalza sul ruolo
dei cittadini e delle associazioni: «La vera forza delle mafie
sta fuori dalle mafie, è nella retorica d’occasione, nell’immobilismo e nei silenzi. La mafiosità diffusa è il vero patrimonio delle mafie, prima ancora
di quello economico».
Anche se la mafia si nutre
ampiamente delle difficoltà
economiche . Lo sa bene il fondatore di Libera che conclude:
«Questa nostra crisi è economica negli effetti ma culturale
nelle premesse. Ci sono 5 milioni di poveri, 7 milioni che vivono disagi lavorativi. Combattere la mafia significa allora lavoro, politiche sociali, cultura, scuola».

La rivincita dei “pretacci”
presi per mano da Francesco
Il pontificato di Bergoglio rivaluta i sacerdoti delle periferie
Hanno detto
Si sente subito che è uno di
noi, che viene dalle favelas
Sta dalla parte dei poveri
che lo Stato ha dimenticato
Don Maurizio Patriciello

Insieme
Papa Francesco e don
Luigi Ciotti
entrano in
chiesa mano
nella mano
alla veglia
per le vittime
della mafia

favelas - racconta don Maurizio, in
prima fila nella lotta alla camorra della Terra dei fuochi-. Bergoglio parla in
modo limpido, si schiera dalla parte
dei poveri che lo Stato ha abbandonato. Ci serviva un Papa così, che dice le
cose in modo meno teologico e più esi-

stenziale. Non siamo più soli». Don
Gino Rigoldi, presidente della «Comunità Nuova» e cappellano del carcere minorile «Beccaria» di Milano,
confida: «Nei giovani che prima erano distanti e ostili, molti sono interessati alla figura e alla predicazione di

Anche in carcere i giovani si
interessano a Francesco
e alcuni mi hanno chiesto
di essere battezzati
Don Gino Rigoldi

Ci sentivamo ai margini
anche della Chiesa: ora
il Papa ci ha messi
al centro del suo magistero
Don Giuliano Fiorentini

«Un effetto straordinario, per
qualcosa che non si era mai registrato in precedenza. La manifestazione di Latina è la saldatura della giornata con Papa
Francesco, che
con apparente
semplicità ha
detto cose fortissime, sul solco della scomunica lanciata a suo tempo da Wojtyla. Come capo della Chiesa, Papa
Francesco ha detto ai mafiosi
che andranno all’inferno, condannando i loro crimini e la loro
pseudo religiosità».
Che tipo di religiosità?

«Quella delle processioni, dei
santini utilizzati nei giuramenti
mafiosi. Questa è religiosità
atea per ottenere consenso sociale: i mafiosi non seguono gli
insegnamenti della Chiesa.
Non praticano amore, tolleranza, solidarietà. Solo prepotenze
e violenza. Tant’è che non esitano ad uccidere i loro nemici,
compresi i sacerdoti di pace».
Don Ciotti ha detto che ci
vuole coraggio per saldare
cielo e terra. È questa la strada per vincere la mafia?

«Dietro a questa manifestazione ci sono 20 anni di impegno di
Libera. Un lavoro costante e
quotidiano. L’immagine del Papa e Don Ciotti mano nella mano significa che la Chiesa è una
cosa sola con i giovani nell’impegno contro le mafie. Ma serve coraggio per sciogliere i nodi
tra mafia, politica e affari. Se
non lo facciamo continueremo
invano».

Francesco e alcuni mi hanno chiesto
di essere battezzati». Sulla stessa linea nelle Marche il fondatore delle
comunità anti-droga Oikos, don Giuliano Fiorentini: «I nostri ragazzi sentono di essere amati e non giudicati,
sentono di avere Francesco dalla loro
parte nel cammino di ricostruzione
delle loro vite provate dal dolore e
dalla dipendenza». Infatti «per tanto
tempo ci siamo sentiti ai margini anche della Chiesa, ora invece Bergoglio
ha messo al centro del suo magistero
il nostro essere periferici».
Don Mimmo Battaglia, presidente
della federazione italiana comunità terapeutiche, attribuisce alla «profezia» di
Francesco il «riavvicinamento della
Chiesa al popolo». Una «rivoluzione sulle orme di Gesù», chiarisce don Battaglia, che «qui a Catanzaro sperimentiamo quotidianamente nell’accresciuta attenzione dei lontani al magistero pontificio». E per chi da sempre opera «nella
trincea della pastorale sociale» l’aiuto di
Bergoglio assicura una «provvidenziale
boccata di fiducia» e si traduce in «una
prossimità che supera qualunque emarginazione». Infatti, «sapere di avere il
Papa accanto rende meno difficile la navigazione nei mari del disagio».
Alla comunità Papa Giovanni XXIII è
un ritorno alle origini. «L’insegnamento
di Bergoglio ci rimanda al carisma della
condivisione diretta con gli esclusi che ci
ha trasmesso don Oreste Benzi- osserva
don Aldo Buonaiuto-. La carica spirituale di Francesco non è una moda passeggera, è un potente sostegno nella carità.
Noitroviamoinluiilportavocedichinon
ha voce e il modello da seguire ogni giorno contro la dittatura dell’indifferenza».

T1 CV PR T2

12 .Primo Piano

.DOMENICA 23 MARZO 2014

U

UCRAINA
FRA GUERRA E DIPLOMAZIA

3mld

480

bloccati

dollari

Era la seconda tranche
del prestito di 15 miliardi
concessi a Yanukovich

Il prezzo pieno per 1000
metri cubi di gas;
fino a ieri era 268 dollari

Mosca minaccia Kiev
“Basta sconti sul gas”
Putin: ci deve 16 miliardi. L’Ue: pronte forniture alternative
ANNA ZAFESOVA

L’Ucraina pagherà caro il gas
russo, più caro di qualunque altro consumatore europeo.
In coincidenza con la firma
dell’accordo di associazione tra
Bruxelles e Kiev, da Mosca è arrivata la minaccia di eliminare
tutti gli sconti offerti sul metano. Il premier Medvedev ha fatto a Putin tutti i conti: 16 miliardi di dollari che la Russia ha intenzione di riscuotere dall’Ucraina, tra debiti sui prestiti,
gas non pagato e soprattutto la
differenza per il prezzo del metano dovuta all’ospitalità che
Kiev offriva alla flotta russa in

Crimea. In quanto la penisola
non è più ucraina, almeno di fatto, Mosca non solo non versa più
l’affitto per Sebastopoli, ma ritiene di dover recuperare il «danno» dallo sconto di 100 dollari per
mille metri cubi di gas negoziato
dall’ex presidente ucraino
Yanukovich. E ovviamente è perduto l’ulteriore sconto che Mosca aveva offerto a Yanukovich a
dicembre, per aiutarlo nel suo
braccio di ferro con il Maidan.
Il prezzo così torna a essere
pieno, da 268 dollari a 480, più alto di quello che Gazprom chiede
ai suoi clienti europei. L’Ue ha già
promesso forniture alternative, a
150 dollari in meno, ha esultato il

premier Yatseniuk. Il metano
verrà da fonti diverse, forse anche dai magazzini Usa, ma vista
la differenza di prezzo l’Europa
potrebbe anche rigirare a Kiev
parte del gas russo.
Il problema non è tanto il
prezzo, quanto l’impossibilità di
continuare a far pagare agli
ucraini una bolletta «politica»
sovvenzionata dallo Stato: la riforma del welfare sovietico, rimandata per 20 anni, è ormai im-

Stop al prezzo
«politico» del metano
Timoshenko: «Non ci
piegheremo mai»

ALEXEI DRUZHININ/FREMLIN/REUTERS

Il presidente russo Vladimir Putin al Consiglio di Sicurezza

minente, le casse di Kiev sono
vuote. E la Russia non solo non
farà nulla per aiutarla, ma è
pronta a un’offensiva su tutta la
linea. Nel giorni scorsi ha bloccato alla frontiera decine di camion
con merci dirette ai supermercati russi. E le forze speciali della
polizia hanno messo sotto sequestro la fabbrica russa del magnate ucraino del cioccolato Petro
Poroshenko, uno dei sostenitori
del Maidan. L’embargo sui suoi

cioccolatini Roshen era stato una
delle prime pressioni di Mosca.
Yulia Timoshenko, tornata a
Kiev dopo le cure in Germania,
promette che l’Ucraina «non si
piegherà». Gli ucraini stanno anche meditando la revisione degli
accordi sulla spartizione dei beni
dell’ex Urss, ritenendo di aver
ceduto troppo a Mosca nel 1991.
La Russia intanto si è «nazionalizzata» tutto quello che ha trovato in Crimea, navi della flotta
ucraina incluse.
Gli imprenditori russi, preoccupati, hanno chiesto a Putin rassicurazioni sui loro numerosi attivi in Ucraina. Il presidente ha
detto che bisogna procedere
«con prudenza». Una guerra
commerciale sarebbe più devastante delle sanzioni europee.
L’Ue per ora non ha firmato la
parte economica dell’accordo
con Kiev, temendo immediate ritorsioni russe. Ma sembra che
Mosca stia già preparando la
campagna contro i prodotti
ucraini: è di questi giorni la notizia del sequestro alla frontiera di
«decine di partite di lardo pericoloso», come a dire che gli ucraini
vogliono avvelenare i russi con il
loro prodotto più tipico.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Primo Piano .13

.

L’ASSEDIO IN CRIMEA
MARK FRANCHETTI*
BELBEK (CRIMEA)
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

soldati, che indossavano passamontagna ed erano armati di
lanciagranate e di fucili automatici di ultima generazione,
hanno invaso la base, intimando
alle forze ucraine di indietreggiare,
puntando le armi sui soldati confusi e
demoralizzati. Altri gruppi di forze
speciali russe sono entrati nel cortile,
nascondendosi dietro scudi corazzati.
«Metti giù quella macchina fotografica o ti sparo in testa!», ha urlato uno dei russi a un fotografo quando ci siamo trovati proprio nel mezzo del fronte. I russi hanno agito in
modo molto aggressivo. L’assalto,
arrivato dopo giorni di negoziati infruttuosi, ha scioccato i soldati
ucraini. «Vergogna! Come osate arrivare qui così e rifilarci tutte quelle
palle sugli ucraini e i russi, fratelli
slavi», ha gridato un soldato ucraino, il volto stravolto dalla rabbia.
«Questa è Russia, adesso! Siamo
a casa!» gli ha risposto urlando un
russo, il mitra puntato sul gruppo di
soldati ucraini, che si sono ancora

I

Offensiva finale
contro le basi militari
“Ora qui è Russia”
Le forze speciali conquistano la roccaforte Belbek
Soldati e ufficiali si arrendono e consegnano le armi

voltato le spalle e si sono messi sull’attenti di fronte alla bandiera ucraina, issata su un’asta al centro del cortile. Con
il comandante della base di fronte a loro
gli uomini, alcuni avviliti, altri emozionati, altri arrabbiati, hanno cantato a
voce spiegata l’inno nazionale ucraino.
Fuori dalla base, grandi folle di milizie filorusse e cosacchi in mimetica
hanno risposto urlando «Russia! Russia!». Le forze speciali russe hanno
circondato la base e impedito alle milizie di entrare per evitare scontri.
Con l’assalto di ieri sera le forze
militari russe hanno preso definitivamente il controllo delle basi ucraine dopo il controverso referendum
di domenica scorsa, in cui la maggior
parte degli abitanti ha votato l’annessione. La crisi in Crimea ha precipitato le relazioni tra Mosca e l’Occi-

L’IRRUZIONE

Dopo tre settimane anche
il presidio navale cede
all’assalto dei blindati
L’ESERCITO DI KIEV

In molti non vogliono passare
«dall’altra parte»: «Giuri
fedeltà solo una volta nella vita»
più infuriati. La tensione è aumentata pericolosamente quando un
soldato ucraino in borghese, che
aveva in mano una mazza da baseball, è stato gettato a terra da due
russi che lo hanno picchiato. L’uomo è stato colpito alla testa ed è rimasto steso sull’erba, incapace di
muoversi, con gli occhi rovesciati.
I soldati ucraini, infuriati, si sono
precipitati a soccorrerlo poco prima che fosse portato via in ambulanza. Altre forze speciali russe sono entrate nel cortile della base e altri due blindati si sono messi davanJAKUBI KAMINSKI/EPA

Fino all’ultimo
I soldati della base
di Belbek si sono rifiutati
di arrendersi all’annessione
fino a quando le forze russe
non hanno fatto irruzione

Al vertice dell’Aja
Nuovoincontro
Kerry-Lavrov
SHAMIL ZHUMATOV/REUTERS

ti all’ingresso, chiudendo ogni accesso. Un russo mi ha abbaiato
«Stai indietro, o sparo!».
«Forza, sparami, sparami adesso!» hanno gridato in risposta due
soldati ucraini, le braccia tese, fronteggiando le truppe russe faccia a
faccia. Sono intervenuti gli ufficiali
ucraini per separarli, calmarli ed
evitare spargimenti di sangue.
Mentre continuavano a insultarsi
a vicenda il comandante della base, il
colonnello Yuli Mamchur, si è avvicinato a uno degli ufficiali russi. Tre
settimane fa era diventato un eroe
nazionale in tutta l’Ucraina dopo
aver condotto un gruppo di suoi uomini disarmati fuori dalla base fino
ai russi che li tenevano sotto assedio.
Le immagini, nel momento in cui i
russi avevano sparato in aria per farli

1 Serghei Lavrov e John Kerry

Resistenza
Paramilitari russi
bloccano un ucraino
che si rifiuta di
abbandonare la base
Sopra, un blindato
russo a Belbek
SERGEI ILNITSKY/EPA

indietreggiare, hanno fatto il giro del
mondo. Lui allora aveva lanciato via
YouTube un appello ai suoi superiori,
chiedendo ordini sul da farsi. E aveva
annunciato in tono di sfida che fino alla
fine non avrebbe abbandonato la base. Il
momento è arrivato ieri. Dopo un breve
scambio di parole con la sua controparte russa, i due uomini si sono stretti bruscamente la mano; Mamchur si è rivolto

ai suoi uomini e ha detto: «Basta, ce ne
andiamo». Lui e i suoi ufficiali hanno formalmente consegnato le armi ai russi.
«Non ha senso, è inutile, Non possiamo farci nulla e dobbiamo evitare
spargimenti di sangue. Da Kiev non
ho ricevuto ordini chiari. È un momento difficile».
Sotto lo sguardo delle forze speciali
russe, i trecento soldati ucraini hanno

affronteranno a L’Aia il dossier relativo alla crisi ucraina. «I capi delle
diplomazie russa e americana - riferisce il ministero degli Esteri russo - si incontreranno a margine del
vertice sulla sicurezza nucleare»,
che si terrà lunedì e martedì prossimi nella capitale olandese. Uno dei
momenti in cui sarà più forte il
messaggio che Washington vuole
dare a Mosca sarà quando, martedì, si riunirà un vertice dei leader
del G7. Convocato, proprio per iniziativa di Obama, nelle ore in cui si
annunciava la sospensione dei
preparativi per il G8 di Sochi, il vertice sarà un segnale «del nostro
isolamento della Russia per le sue
azioni», ha rimarcato il vice consigliere per la Sicurezza Nazionale,
Ben Rhodes.

dente al livello più basso dai tempi
dell’invasione sovietica dell’Afghanistan, nel 1979.
Negli ultimi giorni scene simili a
quelle di Belbek si sono viste in tutta
la Crimea, dove la Russia ha preso
saldamente il controllo di tutti i siti
militari. Sorprendentemente questo
è avvenuto senza spargimenti di sangue, soprattutto perché i soldati
ucraini hanno dato prova di notevole
moderazione. Da una parte all’altra
della penisola soldati ucraini disarmati e scoraggiati e ufficiali della marina si sono arresi e hanno abbandonato le loro postazioni, portandosi
dietro i loro effetti personali, materassini e tv. La maggior parte ha scelto di entrare nell’esercito russo.
«Sono di qui, sono nato in Crimea,
tutta la mia famiglia sta qui, che cosa
devo fare, andarmene?», ha detto
Victor, un giovane soldato uscendo da
una base di Simferopoli, sorvegliato a
vista da soldati russi armati di tutto
punto. «Siamo parte della Russia,
adesso, e comunque mi sono sempre
sentito più vicino a Mosca che a Kiev.
Così mi unirò all’esercito russo».
L’umore a Belbek tuttavia era
molto diverso. «Siamo stati abbandonati dal nostro Paese e umiliati
dalla Russia, quindi non mi arruolerò nel suo esercito», ha detto un soldato ucraino.
«Giuri fedeltà all’esercito solo una
volta nella vita. Me ne vado, semplicemente. Ma sono molto orgoglioso di
come ci siamo comportati, con vera
dignità, come veri soldati».
*Corrispondente da Mosca
per il «Sunday Times» di Londra
Traduzione di Carla Reschia

T1 CV PR T2

14 .Estero

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

IL BLITZ ATTORNO ALLE 13. L’UOMO LAVORA IN CIRENAICA PER UNA DITTA FRIULANA A UN PROGETTO DI INFRASTRUTTURE

Rapito un tecnico italiano in Libia
Ritrovata a Tobruk l’auto di Gianluca Salviato: ipotesi estorsione. È malato, in macchina il kit dell’insulina
ALBERTO SIMONI

Veneto
Hanno trovato la macchina
abbandonata, il quadro ancora acceso, le chiavi nel cruscotto, la portiera aperta: ma
di Gianluca Salviato, classe
1966, padovano nato a Venezia, impiegato di una società
friulana, la Enrico Ravanelli
Spa, non c’era traccia. Rapito
con tutta probabilità, anche
se per l’Unità di crisi della
Farnesina ancora ieri sera
era «irreperibile».
Ad accrescere la preoccupazione è il fatto che l’italiano soffrirebbe di diabete ma
non avrebbe con sé il kit di insulina, ritrovato nella sua auto insieme ad altri effetti personali. La Farnesina, che ha
più volte sconsigliato «di re-

Gianluca
Salviato
classe 1966 in
una foto
postata sul
suo profilo
Facebook
A destra
lavori alla rete
fognaria in
Cirenaica

In ambasciata
Impiegatotunisino
sequestratoaTripoli

Su Facebook ha scritto
di aver sentito molto
vicino delle raffiche
di kalashnikov
carsi per qualsiasi motivo in
Cirenaica e nel Sud del Paese» (l’ultimo avviso è proprio
di ieri), sta seguendo «con il
massimo impegno» la situazione, in stretto contatto con
l’Unità di crisi e l’ambasciata
italiana a Tripoli.
Il rapimento sarebbe avvenuto attorno alle 13 a Tobruk, in Cirenaica, la parte
orientale della Libia dove si
fronteggiano milizie e bande
rivali per il controllo del territorio e soprattutto del mer-

1 Un impiegato del-

cato energetico che contendono al governo centrale - e assai
debole - di Tripoli.
La dinamica della sparizione non è certa, ma somiglia a
quanto capitato a due operai
edili italiani, Francesco Scalise e Luciano Gallo, di 63 e 52
anni, rapiti sulla strada fra
Derna e Tobruk il 17 gennaio e
rilasciati il 6 febbraio. Anche
in quel caso i colleghi non vedendoli rientrare alla base andarono a cercarli e trovarono
solo la macchina vuota. E iden-

tica sarebbe la motivazione:
estorsione. Non ci sono infatti
segni che lascino pensare ad
un’azione di integralisti islamici, presenti e molto attivi nella
regione orientale della Libia
da dove nel 2011 partì la ribellione contro Gheddafi.
Salviato, una lunga esperienza come installatore di impianti tecnologici che lo ha
portato anche a lavorare in
Russia fra il 2009 e il 2012 per
la Renco Spa, è in Libia per
conto della Enrico Ravanelli

Spa, una società di costruzioni
impegnata dall’ottobre 2012
nei lavori per la ricostruzione
degli impianti idrici e fognari
di Tobruk.
Che la situazione in quella
parte della Libia sia precaria
e difficile è evidente e Salviato aveva nei giorni scorsi
scritto un post sulla sua pagina Facebook rivelatore del clima nel quale le aziende e i lavoratori stranieri impegnati
nella ricostruzione del Paese.
«Ops - le parole di Salviato sul

l’ambasciata tunisina in Libia è stato rapito ieri a Tripoli. La notizia è stata confermata dal ministero degli Esteri tunisino e dal padre della vittima. Mohammaed Ben Sheiykh, il segretario dell’ambasciatore
a Tripoli, è stato sequestrato mentre era a bordo della
sua autovettura nel quartiere di Ain Zara. La Tunisia
non è l’unico paese ad essere preso di mira. Nel mese di gennaio 5 diplomatici
egiziani furono sequestrati nella capitale da un gruppo di miliziani e rilasciati
dopo qualche giorno.

social network – raffiche ripetute e vicine di kalashnikov,
mi sa che è meglio che spengo
la luce e tiro giù le persiane,
non si sa mai...».
La regione è stata dichiarata «autonoma» da un ex rivoluzionario Ibrahim Jadran che
guida l’Ufficio politico di Barqa (nome arabo della Cirenaica). È lo stesso gruppo che da
mesi blocca i porti e i terminal
petroliferi dell’est e che nelle
scorse settimane ha tentato di
esportare greggio «in proprio», stivandolo in una nave
battente bandiera nordcoreana, in barba alle deboli autorità di Tripoli. La petroliera
«Morning Glory» è stata poi
intercettata domenica scorsa
al largo di Cipro da Navy Seal
che ne hanno preso il controllo. Riportata in acque internazionali al largo di Tripoli la nave cisterna è stata riconsegnata ieri dalla marina Usa alle autorità libiche.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

.

Estero .15

“Erdogan insegue
il suo potere
non la democrazia”
Kaplan: “Ha sempre avuto tendenze autoritarie
Chiudere Twitter in Turchia ne è la dimostrazione”

Intervista

Premier
Recep Tayyip
Erdogan,
del Partito
islamico
moderato,
è premier
dal 2003

MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

l blocco di Twitter svela
la tendenza di Recep
Tayyip Erdogan ad esercitare una versione autoritaria del potere»: ad
affermarlo è Robert Kaplan,
lo stratega di Stratfor, apprezzato analista di geopolitica
dagli ultimi due presidenti degli Stati Uniti nonché autore
del volume «The Revenge of
Geography» (La rivincita della geografia) in cui
esamina la
dinamica
dei nuovi
conflitti.

I

Analista

Perché il premier turco
ha bloccato
l’uso di Twitter?

«Non c’è alcun dubbio
sul fatto che
Erdogan sia
stato eletto
democraticamente ma è anche vero che ha sempre avuto
una tendenza autoritaria e tale decisione la evidenzia».
Robert Kaplan
è autore de «La
Rivincita della
geografia»

Da dove nasce questa tendenza all’autoritarismo?

«Dall’idea di voler imporre il
proprio potere sugli altri esistenti in Turchia. Erdogan ha
indebolito il potere militare,
tradizionale pilastro del modello turco, ed ora sta facendo
lo stesso con i giudici, accusandoli di complotti ai suoi
danni. L’idea di Stato che Er-

ADEM ALTAN/AFP

In piazza e sul Web è ormai una corsa agli sfottò e ai giochi di parole per contestare Erdogan

Consensi in calo
In Turchia stiamo assistendo
all’affermarsi di una stanchezza
popolare nei confronti del premier
Ed è perché se ne rende conto che
Erdogan diventa più autoritario
dogan persegue è incentrata
sul suo potere, non sull’equilibrio democratico fra i poteri in
Turchia. Sembra essere convinto della simbiosi fra la Turchia e se stesso: non tollera chi
si frappone ai suoi disegni politici e personali».
Perché i turchi sembrano non
accettare più tali eccessi di Erdogan, scendendo in piazza o
continuando a twittare?

«È stato il periodo di crescita
economica che ha consolidato
Erdogan, gli ha consentito di
puntellare una gestione del potere personalizzata. Per alcuni
anni i turchi hanno vissuto in
un benessere che ha consentito
a Erdogan di operare con grande libertà su più fronti. Ma ora
questo boom economico si è affievolito, il Pil oscilla e dunque
anche la tolleranza popolare
per l’autoritarismo di Erdogan
diminuisce».
Crede che il premier sia consapevole di questa erosione di
popolarità?

popolare nei confronti del premier in carica. Ed è proprio perché Erdogan se ne rende conto
che diventa più autoritario, come il blocco di Twitter ha dimostrato. Erdogan si scaglia contro
tutto e tutti, mostrandosi convinto che l’aggressività gli consentirà di restare a galla».

Ankara
LacrociatadelSultano
nonfermaicinguettii
1 La crociata di Erdogan

contro Twitter sembra - ad
ora - un buco nell’acqua. Da
quando nella notte fra giovedì e venerdì è scattato il blocco, paradossalmente il traffico sul social network è aumentato grazie ai trucchi per
aggirare i filtri che hanno
inondato la Rete. Ieri Ankara
ha continuato il giro di vite
bloccando almeno due popolari canali di accesso alternativi i Dns 8.8.8.8 e 8.8.4.4 di
Google. Ma vi sono decine di
altre vie alternative usate dai
turchi. E da lì Erdogan è bersaglio di ironia e sfottò. La
censura attuata dal premier è
stata condannata da Ue e Usa
come «atto inutile e vile».

CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

I

UNO SPAZIO BIANCO AL POSTO DELL’ARTICOLO SU BIN LADEN

Pakistan, censurato il «New York Times»
1 Un ampio spazio bianco in prima pagina. In Pakistan cala la scure

della censura contro l’edizione internazionale del New York Times «rea»
di aver un lungo articolo su come il governo pachistano ha protetto i
taleban. La titolazione (foto a sinistra dell’edizione arrivata ovunque)
parla di «Cosa il Pakistan sapeva di Bin Laden». Nelle 9mila copie del
quotidiano stampate in Pakistan non c’è nulla. Lo stampatore ha rimosso tutto a insaputa del «Times». Una nota del quotidiano dice: «Siamo
consapevoli che i nostri partner stampatori talvolta subiscono pressioni, ma noi siamo contrari a ogni forma di censura del giornalismo».

Denuncia dell’ex manager della villa del premier
La coppia
Benjamin
Netanyahu
con la moglie
Sarah. Hareetz scrive: si
comporta
come Maria
Antonietta
ABIR SULTAN/ANSA

re stata sottopagata nonché obbligata a cambiare più volte i vestiti «per rimanere pulita». Sarah si liberò di Shaw definendola
«instabile» e di Peretz pagando
nel 2012 una cifra top secret per
archiviare la causa ma ora il ca-

so di Naphtali si annuncia più
difficile perché si tratta di un ex
soldato con un curriculum militare doc, che proprio per tali meriti le fu assegnato come guardia
per corpo e scelto come «manager» della residenza.

Insomma la Turchia è un Paese
in bilico...

«La Turchia oggi è una quasi-democrazia perché Erdogan non
rispetta gli altri poteri dello Stato e tantomeno rispetta la libertà
di espressione dei cittadini».
Questo significa che la sua parabola politica sta finendo?

«È presto per dirlo perché nonostante errori ed eccessi di
Erdogan il fronte dell’opposizione resta diviso, frammentato, incapace di esprimere un
leader alternativo. Se si votasse
oggi per le elezioni politiche
credo che Erdogan potrebbe
vincere ancora, anche se con
qualche difficoltà».
Quali sono le conseguenze nel
breve periodo per Ankara?

Insulti, bizze e capricci
Lady Netanyahu
finisce in tribunale

Personaggio
nfuriata alle 3 del mattino
per il latte nella confezione
sbagliata, irritata dai fiori
appassiti, innamorata delle
candele profumate al punto da
spendere migliaia di dollari per
averne in quantità e sprezzante nei confronti del cibo marocchino «perché fa ingrassare»: è
il ritratto di Sarah Netanyahu
contenuto nella denuncia presentata dall’ex guardia del corpo Meni Naphtali che per venti
mesi è stato il manager della
residenza del premier.
La moglie del primo ministro israeliano è già stata accusata in passato di eccessi e abusi dal personale di servizio. Nel
1996 una giovane babysitter
sudafricana, Tanya Shaw, la
accusò di averla licenziata per
aver bruciato una zuppa e nel
2010 la donna di servizio Liliane Peretz la denunciò per esse-

«Dopo dieci anni di potere ogni
leader democraticamente eletto
barcolla. È una legge non scritta
ma che si ripete spesso. Basta ricordare che Margaret Thatcher
in Gran Bretagna non superò gli
11 anni consecutivi di governo. In
Turchia siamo assistendo all’affermarsi di questa stanchezza

Ma dopo venti mesi di convi- l’unico: «In 20 mesi ho visto ruovenza con Sarah Netanyahu la tare 29 dipendenti nella residenscelta di Naphtali è stata di imi- za» perché «lo staff è amaregtare Liliane Peretz, presentando giato e irritato» dai comportain tribunale un dettagliato rap- menti della First Lady. Da qui gli
porto sugli «abusi
episodi rivelati al
subiti» chiedendo
GLI ECCESSI tribunale. Più volrisarcimenti per
Sarah ha insi«Mi svegliava di notte te
250mila dollari. È
stito nello spenurlando che avevo dere migliaia di
stato il quotidiano «Haaretz», preso il latte sbagliato» dollari per acquimolto critico nei
stare candele
confronti del premier, a divulga- profumate dopo che gli era stato
re il contenuto della denuncia chiesto di limitare i costi del cidell’ex guardia del corpo nella bo. In un’occasione, alle 3 del
quale si dice anzitutto «danneg- mattino, Sarah svegliò Naphtali
giato emotivamente e fisica- urlandogli contro per aver acmente» dall’aver lavorato per quistato «la confezione sbagliata
Sarah, precisando di non essere di latte» - in sacche di plastica

«La Turchia sta andando verso
una fase di prolungata instabilità. Avere un leader che continua
a imporsi solo grazie alle divisioni dei rivali, proteso ad esercitare una forma autoritaria di potere su una nazione democratica
alle prese con un’economia indebolita e spazi di libertà personale in diminuzione significa che
Ankara si avvia ad affrontare un
periodo di crescenti difficoltà interne. E questo deve essere motivo di preoccupazione per gli
Stati Uniti e per l’Europa in ragione della posizione strategica
della Turchia, incastrata fra
Russia, Medio Oriente e Mediterraneo».

anziché in cartoni - e quando l’ex
soldato le rispose per le rime fu il
premier in persona a chiamarlo,
chiedendogli di «calmarla», dandole ciò che voleva.
Vi è stato poi l’episodio dei fiori appassiti: Naphtali non li aveva tolti e Sarah ha gettato in terra il vaso che li conteneva, gridandogli che «all’Eliseo non vi
sono fiori non freschi». Ma forse
il caso più imbarazzante per Sarah è quanto Naphtali, di origine
marocchina, racconta in merito
ad un pranzo confezionato dallo
chef di un hotel che mandò la
First Lady su tutte le furie perché c’era troppo cibo. «Noi siamo europei sofisticati, non mangiamo tanto cibo come voi marocchini - avrebbe detto Sarah ci inzuppate di cibo per farci
sembrare grassi quando, all’estero, ci fotografano». Per l’ufficio del premier sono «malefici
gossip» ma Sarah ora deve tornare a difendersi da un’immagine negativa che sembrava essere riuscita ad allontanare. «Haaretz» la liquida con un paragone
feroce: «Si comporta come se
fosse Maria Antonietta», ovvero
la regina di Francia a fianco di
Luigi XVI.
[M. MOL.]

R

16 .Estero

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Urne favorevoli
per i populisti

il caso
PAOLO LEVI
PARIGI

La favorita

A

l di là del voto di Parigi con l’inedita sfida tra due
donne per il posto di sindaco, l’algida candidata della
destra Nathalie Kosciusko-Morizet e la socialista di sangue andaluso, Anne Hidalgo, favorita nei sondaggi - le elezioni municipali francesi, il
cui primo turno si tiene oggi - presentano l’incognita del Fronte Nazionale, il
partito di estrema destra di Marine Le
Pen, che rischia di segnare un clamoroso balzo in avanti.
In un contesto in cui la gauche teme il
voto-sanzione contro il governo di Hollande e il centrodestra è lacerato dai
continui scandali che colpiscono la dirigenza, incluso l’ex leader Sarkozy, il
Fronte Nazionale presenta un numero
OGGI LE MUNICIPALI

Sarà un test per le europee
Il Front National potrebbe
arrivare al ballottaggio
record di liste, 597, e sarà presente nella
metà dei centri di oltre 100.000 abitanti.
Oggi, in cinque comuni potrebbe fare un salto in avanti clamoroso: «Potenzialmente possiamo governare in 15
città», ha proclamato la Le Pen, che è
anche favorita dall’astensione record,
prevista attorno al 40%. Ma soprattutto, il Fronte potrebbe piazzare un suo
candidato oltre il 10% (soglia per andare al ballottaggio del prossimo fine settimana) in un numero altissimo di comuni e pesare in modo decisivo sul risultato finale.
In casa socialista si spera di mitigare
il voto-sanzione con le probabili vittorie
di Parigi e Marsiglia: gli ultimi sondaggi
nella capitale danno la Hidalgo in testa
di due punti con il 37%. Partita con incertezze e qualche gaffe, la KosciuskoMorizet è al 35%. A Marsiglia, martoriata dalla criminalità, il Partito socialista
sogna con Patrick Mennucci di scalzare

La socialista
Anne Hidalgo,
54 anni
è data al 37%
AFP

Lo xenofobo Wilders

L’Olanda di Wilders
1 Gli olandesi ricorderan-

In salita
KosciuskoMorizet,
40 anni, è
la candidata
dell’Ump

JACKY NAEGELEN/REUTERS

Le elezioni municipali in Francia decidono anche il sindaco di Parigi. La favorita è la socialista Hidalgo

no il 19 marzo, giorno di elezioni amministrative, come
quello della grande conferma
dei nazionalisti di Geert Wilders, che all’Aja hanno ottenuto un voto su 5. Il leader del
Partito per la libertà ha guidato la campagna elettorale al
ritmo dello slogan «Di meno!» riferendosi agli immigrati marocchini e ha promesso
di dare battaglia all’Europa.

A Parigi è sfida fra donne
Ma la Francia aspetta Le Pen
Hidalgo contro Kosciusko-Morizet per la poltrona di sindaco

Il leader dell’Ukip Farage

L’Ukip più forte dei Labour
1 Avevano ottenuto il 23%

34%
Marine Le Pen
Il sondaggio di «Le Monde»
secondo cui un francese su tre
condivide le battaglie
del Front National

il sindaco di destra. Ma in questo primo
test elettorale prima del voto europeo di
maggio, l’establishment parigino guarda
soprattutto all’«incubo» Le Pen. Da mesi,
il suo partito viene indicato come predestinato ad una vera esplosione, fra la conquista di un numero record di comuni e di
primo partito alle europee di maggio.
Mentre un terzo dei francesi sarebbe
disposto a votare per il Fronte Nazionale
i sondaggi delle intenzioni di voto ridimensionano i sogni di Marine Le Pen: solo l’8% dei francesi ha dichiarato che voterà per il partito di estrema destra. Ma

Le Pen continua a dichiararsi fiduciosa.
forse anche perché pochi giorni fa in
Olanda il voto amministrativo ha bocciato la coalizione di governo, mentre è rimasta forte la presenza euroscettica e
anti-islamica del Partito della Libertà di
Geert Wilders. In Inghilterra è ancora
fresco il successo dell’Ukip, il partito anti-Europa, alle elezioni locali di maggio e
in Ungheria secondo i sondaggi appare
scontata una nuova schiacciante vittoria,
nelle elezioni politiche del 6 aprile, del
partito del premier euroscettico e nazional-poulista, Viktor Orban.

dei voti alle elezioni locali del
2013 (il miglior risultato per un
partito dalla II Guerra Mondiale), ma l’ascesa dei conservatori indipendentisti - «via dal
Regno Unito e dall’Eu» - non si
ferma. Secondo gli ultimi sondaggi l’Ukip di Nigel Farage è
al primo posto con il 30% dei
consensi, seguito dai Labour al
28% e dai conservatori del premier Cameron, sprofondati al
3° posto, con il 21%.

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

L’On. Tiziano Motti diventa Rock!
L’Eurodeputato stupisce tutti e presenta al Parlamento europeo il suo primo CD e videoclip musicale:
lancia un premio per i giovani DJ e rapper e fa beneficenza per i bambini con “La Verità”
I ricavi saranno devoluti al
Telefono Azzurro e ad associazioni
di tutela dei bambini

STRASBURGO: L'On.Tiziano Motti è noto per avere ottenuto che
una sua iniziativa per tutelare i bambini dai pedofili che adescano tramite internet fosse approvata in soli due mesi e divenisse una
Risoluzione ufficiale del Parlamento europeo. In questi cinque anni
ha lavorato per difendere i diritti dei più deboli. Questa volta ci mette
la voce: uscirà a breve, distribuito da Universal Music Italia, un Cd
con dodici brani inediti di cui lui stesso è autore dei testi e in parte
della musica, registrato tra Reggio Emilia, Milano e Londra con grandi nomi della musica internazionale.
Tiziano Motti ama cantare per beneficenza: lo ha fatto anche nella
sua elettrizzante campagna elettorale del 2009 e nella compilation da
lui stesso prodotta nel 2011 “L’Europa per un Sorriso”, le cui vendite furono devolute al Telefono Azzurro per la tutela dei bambini.
L'iniziativa è stata presentata il 12 Marzo al Parlamento europeo.

Il ricavato delle vendite digitali del singolo
“La Verità” sarà devoluto da Tiziano Motti e
dalla Fondazione omonima al Telefono
Azzurro e ad Unicef Italia per le iniziative in
tutela dei bambini.
Il bilancio dell'iniziativa sarà pubblicato in
rete nel sito della Fondazione Tiziano Motti
che gestisce l’iniziativa benefica.

Una canzone per aiutare i bambini:

GUARDA
IL VIDEOCLIP
DEL BRANO

Il brano d'esordio “La Verità” è un’iniziativa totalmente dedicata ai
bambini: i ricavi, al netto della sola quota dovuta alla distribuzione
digitale del brano, saranno interamente devoluti dall’eurodeputato,
tramite la sua Fondazione Tiziano Motti, al Telefono Azzurro e a titolo personale ad Unicef Italia, a cui è comunque stata garantita una
quota minima come erogazione liberale.
L’eurodeputato pubblicherà nel sito della Fondazione omonima il
bilancio economico dell’iniziativa. Il singolo di lancio è disponibile su
tutte le piattaforme digitali e telefoniche in varie versioni, tra cui una
remixata dal DJ Produttore Mario Fargetta ed una dai DJ Stefano
Fisico e Micky Uk.

www.motti.eu

“Non mi ricandido in Europa
ma rimango a disposizione della gente”
Non si tratta di una geniale iniziativa elettorale: «Non mi ricandido al
Parlamento europeo - ha affermato Motti in sala stampa - ma intendo
essere ancora più vicino alla gente, con cui mi piace condividere il
linguaggio della strada. Sarò nuovamente a disposizione in futuro, di
ritorno dagli USA in cui sarò impegnato in un progetto benefico che
mi sta a cuore. Ma la politica non si fa solamente nelle aule parlamentari e la musica è una straordinaria forma di comunicazione!».

Tiziano Motti al lavoro al Parlamento europeo

UN PREMIO PER I GIOVANI APPASSIONATI DI MUSICA E RAP:
Le singole tracce della canzone saranno pubblicate in un apposito sito e potranno essere scaricate gratuitamente, assieme alla versione strumentale del pezzo, dai giovani dj e rapper italiani e stranieri, che potranno realizzare autonomamente
il loro remix e la propria versione individuale del brano partecipando ad una gara di abilità che porterà la migliore performance "rap" sul palco del MEI di Faenza il 27 e 28 settembre 2014. L’iniziativa ha infatti raccolto anche il Patrocinio
del Meeting degli Indipendenti che si è rivelato un incubatore di grande rilievo per le nuove proposte che arrivano poi al successo nazionale: www.meiweb.it. Maggiori informazioni sono pubblicate nel sito internet: www.motti.eu.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

il caso
EMILIANO GUANELLA
RIO DE JANEIRO

C

ointaners della polizia
incendiati, sparatorie,
caccia all’uomo fra i vicoli delle favelas, rivolte
della popolazione. Neanche troppo lontano dalle spiagge dorate pronte a ospitare i turisti che
arriveranno per i Mondiali di Calcio,
Rio de Janeiro riscopre scene da
guerra che sembravano appartenere al passato e si appresta a ricevere, di nuovo, l’esercito per le strade.
A seguito di un’escalation di violenza nelle periferie, il governo della
presidente Dilma Rousseff ha autorizzato l’invio delle forze armate in
città, cosa che non succedeva dal
2011. A traballare è tutta la politica
di pacificazione, un processo iniziato cinque anni fa con l’occupazione
militare delle favelas e una serie di
interventi sociali in aree da sempre
abbandonate dallo Stato. Una strategia vincente ai suoi inizi in alcune
realtà minori, ma che si sta rivelando inadeguata per le favelas più
grandi e problematiche. A Manguinhos, recuperata da tre anni,
cinque posti di controllo della polizia sono stati bruciati nell’ultima

.

Estero .17

Tre mesi ai Mondiali, Rousseff
manda l’esercito nelle favelas
Rio de Janeiro blindata da soldati e truppe speciali per fermare le rivolte

24
mila
Agenti della Forza
Nazionale durante
i Mondiali

4
droni
Sorveglieranno le 12
città da un’altezza
di 2 km

ANTONIO LACERDA/EPA

Tutti contro tutti

LA «PACIFICAZIONE» FALLITA

Escalation di violenza: si spara
per strada a Manguinhos
e i narcos tornano a colpire

I narcos sparano alla polizia, gli agenti ai civili «sospetti»
e l’esercito occupa la provincia di Rio per sedare la rivolta

settimana ed è stato ferito il comandante degli agenti in servizio. All’Alemao, un insieme di 13 favelas
dove la presenza della criminalità
organizzata non è mai stata debellata del tutto, si spara da un mese. Per
le autorità si tratta di un’offensiva
anti-Stato ordinata dai leader dei
gruppi di narcotrafficanti oggi in
carcere. Una spiegazione ripresa
dalla stampa locale, che non tiene
però conto del malessere diffuso
nelle favelas per l’azione spesso violenta e arbitraria della nuova polizia
pacificatrice, composta per lo più da
agenti della polizia militare dello
Stato di Rio de Janeiro, uno dei corpi più violenti e corrotti di tutto il
Brasile. «La gente – spiega Mauricio
Santor di Amnesty International –
non vede nessuna differenza fra la
vecchia e la nuova forza; agenti addestrati con una logica da guerra,
che non capiscono il nuovo ruolo sociale di servizio della comunità che
dovrebbero ricoprire. L’abitante
della favelas è visto come un potenziale nemico, non esiste il dialogo».
L’ultimo caso eclatante è quello
di Claudia Silva Ferreira, una donna
di 38 anni colpita dal fuoco sabato
scorso in un blitz a Manguinhos; caricata dagli agenti nel baule della
volante, il suo corpo è caduto ed è
stato trascinato a penzoloni con
l’auto in movimento per trecento

re la politica di pacificazione, ma
cambiare la mentalità e modo di agire
delle forze dell’ordine».
Negli ultimi tre mesi alla Rocinha,
la più grossa favela di Rio, ci sono state una trentina di sparatorie nella
parte alta della collina, da dove si vede il mare di Ipanema e Copacabana.
La popolazione sente le enormi lacune del processo di pace; non basta,
denunciano, asfaltare una strada e
costruire un paio di campi da calcio.
«Chiediamo – spiega Carlos Duda,
dell’Associazione degli abitanti – una
migliore qualità della vita, una rete
fognaria, l’organizzazione catastale,
la raccolta di rifiuti. Il governo reprime perché gli interessa far credere
che la situazione è sotto controllo, anche se non lo è affatto».
Per ragioni di sicurezza non sono
stati forniti dettagli sulla controffensiva militare che dovrebbe partire già
questa settimana. In passato sia la
Rocinha che l’Alemao sono state teatro di mega-operazioni da diecimila
uomini con blindati dell’esercito e elicotteri dell’Aeronautica militare. Una
presenza che, molto probabilmente,
continuerà fino ai Mondiali e sarà impegnata anche per il contenimento di
eventuali manifestazioni di protesta.
Blindare Rio de Janeiro sembra essere, al momento, l’unica opzione possibile per garantire una pace provvisoria durante il grande evento sportivo.

Rapporto su Qatar 2022
«Primadelcalciod’inizio
moriranno4milaoperai»

5
miliardi
Il costo dei 30 soldati
meccanici
in azione

200
«Robocop»
Gli agenti antisommossa (foto)
a Rio

YASUYOSHI CHIBA AFP

1 Più di 900 lavoratori sono già

morti per costruire le infrastrutture
per la Coppa del Mondo che il Qatar
ospiterà nel 2022. Un nuovo rapporto
dell’International Trade Union Confederation dice che se le condizioni non
migliorano, almeno 4000 migranti
moriranno prima del calcio d’inizio. Ai
lavoratori viene data solo acqua salata per lavarsi e cucinare, sono costretti a vivere in catapecchie senza servizi
e, per andare a casa, devono lasciare
una cauzione di 300 dollari. Per capire
meglio i numeri della strage: 25 operai sono morti durante i preparativi
per Sochi, «solo» 6 per i Mondiali 2014
in Brasile. Il comitato locale Fifa per
ora nega qualsiasi responsabilità.

Uno degli agenti speciali che sarà in servizio a Rio durante le partite

metri. La scena filmata da un automobilista col suo cellulare ha fatto il
giro del mondo. Secondo gli agenti la
donna sarebbe stata colpita da un
proiettile sparato dai narcos e stava
per essere trasportata in un pronto
soccorso, diversi testimoni hanno dichiarato invece che è stata colpita

dalla polizia e che era già morta quando è stata caricata sulla volante. Come molti altri, il caso si è chiuso con
una rapida indagine interna che ha
avallato la versione dei poliziotti.
Grilletti facili, in un clima di generale
impunità; dal 2001 ad oggi sono diecimila i civili caduti in conflitti a fuoco

con la polizia nello stato di Rio Janeiro, tre morti al giorno in una regione
di sette milioni di abitanti. «Solo il 3%
dei casi arriva in tribunale – spiega
Felipe Santa Cruz dell’Ordine degli
avvocati brasiliani – e questo lascia
una sensazione di enorme impunità
fra la popolazione. Non si deve ferma-

TROVATI DA UN SATELLITE CINESE NELL’OCEANO INDIANO

rabbia contro le autorità.
L’avvistamento del satellite
cinese mostra detriti che sarebbero situati a circa 120 chilometri da quelli avvistati dall’Australia, e che confermerebbero
dunque l’ipotesi di una virata
verso Sud da parte dell’aeromobile, del tutto fuori programma e ancora inspiegabile. Nel

Aereo scomparso, avvistati
nuovi rottami galleggianti
ILARIA MARIA SALA
HONG KONG

Un nuovo giorno di ricerche
dell’aereo Malaysia Airlines
scomparso ormai da due settimane, lo scorso 8 marzo, tra
nuove speranze e timori che si
accendono e spengono.
Ieri un nuovo avvistamento
di detriti che per ora resta ancora da verificare: un satellite
cinese avrebbe individuato
degli oggetti galleggianti di dimensioni significative – 22
metri per 13 – nell’enorme
massa d’acqua che è l’Oceano
Indiano. L’ala di un Boeing
777-200ER, del tipo di quello
scomparso, è lunga 27 metri e
larga 14 metri.

Il biglietto
Il ministro
malese riceve
dalla Cina
la nota in cui
si annuncia
il ritrovamento di detriti
dal satellite
Gaofen-1
(a destra)
AFP

«La Cina spera che i detriti
avvistati dal satellite, forniti
alla Malaysia e all’Australia,
possano essere utili nelle operazioni di ricerca e soccorso»,
ha detto Hong Lei, del Ministe-

Gli oggetti sospetti
individuati a 120 km
da quelli visti
dalle forze australiane

MANAN VATSYAYANA/AFP

ro degli Affari Esteri, durante
la conferenza stampa tenutasi
nel pomeriggio. Due giorni fa,
un simile avvistamento australiano si era rivelato un ennesimo buco nell’acqua – e lo

stress sta cominciando ad avere un effetto deleterio sui parenti dei passeggeri dispersi,
che fanno sempre più fatica a
resistere alle conferenze
stampa senza crolli nervosi o

frattempo, mentre l’area perlustrata si allarga, alcune voci insinuerebbero che non tutto è
stato detto, coperto dal segreto
militare. Le autorità malesi
hanno ammesso che «non tutte
le informazioni che riceviamo
possono essere diffuse», e che
alcune zone sono state off-limits per le ricerche proprio per
proteggere segreti militari.

Il leader cinese
Laprimavolta
diXiinEuropa
1 ll presidente cinese Xi

Jinping è arrivato ieri in
Olanda, prima tappa di un
viaggio di undici giorni di
Europa. La trasferta segnerà la prima volta di un
capo di Stato cinese in visita ufficiale alle istituzioni
Ue di Bruxelles. Oltre ai capi di Stato europei, tra cui
la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente
francese Francois Hollande, il numero uno cinese
incontrerà il presidente
americano Barack Obama
all’Aja, dove entrambi
prenderanno parte, la
prossima settimana, al
vertice internazionale sulla sicurezza nucleare.

T1 CV PR T2

DOMENICA 23 MARZO 2014 LA STAMPA 18

W

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

I dati
Nel 2011
il numero
delle separazioni
ha raggiunto
quota 88.797
Nel 1995
erano state
circa 52.300
GETTY

GLI AVVOCATI MATRIMONIALISTI: MENO ROTTURE TRA IL 2009 E IL 2011

“Unterzodelleseparazioni
colpadeitradimentionline”
STEFANO RIZZATO
MILANO

Non saremo al livello del Qatar, dove vanno a monte quattro matrimoni su dieci. E neppure a quello della Gran Bretagna, dove di recente s’è impennato il numero di over 40
soli e solitari, in cerca di una
stanza in affitto. Eppure in
Italia, soprattutto al Nord, divorzi e separazioni sono sempre più all’ordine del giorno.
L’avevano già rilevato gli ultimi dati Istat, che mostravano
come tra il 2000 e il 2011 le separazioni fossero aumentate
del 23,4 per cento e i divorzi
del 43,2. E ora lo conferma anche l’Ami, associazione dei
matrimonialisti italiani, che –
in occasione del suo Conve-

Alle Canarie
Turistaitalianamuore
investitadall’autobus
1 Una turista italiana è ri-

masta uccisa e altri sei sono rimasti feriti, due dei quali in
modo grave, dopo essere stati
travolti per caso dall’autobus
su cui viaggiavano nell’isola
spagnola di Gran Canaria. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio sulla strada tra Fataga e
Tunte, nel Sud di Gran Canaria. L’autobus, su cui viaggiavano trenta turisti, si è fermato perché la donna, poi rimasta uccisa, si era sentita male.

LAVORO OFFERTE

Operai, autisti, fattorini
AFFERMATA ditta nel settore dell’automotive specializzata nello stampaggio
tranciatura ine cerca per ampliare il
proprio organico nel sito di Carmagnola
(TO), un aggiustatore ambosessi, stampista con comprovata esperienza all’utilizzo
di macchine utensili a controllo numerico
fresatrice Deckel Maho, elettrerosione
a ilo Charmilles. Non scrivere senza i
suddetti requisiti. Inviare curriculum a:
cvpersonaleselezione@gmail.com

gno nazionale – ha fotografato
un Paese diviso a metà. Con 383
separazioni ogni mille matrimoni al Nord e 180 su mille al
Sud.
Si dirà: merito di valori e tradizioni, che da sempre reggono
meglio nel meridione. Vero. Ma
forse persino in questo campo
ha finito per metterci lo zampino il «digital divide», il divario
tecnologico tra Nord e Sud. Secondo le cifre fornite dai matrimonialisti, infatti, il 30 per cento delle separazioni giudiziali
avviene per colpa di internet e
di tradimenti che nascono tra
social network, chat e simili.
«Percentuali che fino a poco
tempo fa appartenevano agli
inglesi, ai tedeschi, ai francesi»,
ha sottolineato il presidente

GRUPPO SPAZIO Torino ricerca agenti di
commercio diplomati e/o laureati 25 - 35
anni con esperienza nel settore vendita
auto e servizi. Capacità relazionali alto
livello, ottima presenza. Inquadramento
Enasarco. Ambosessi inviare curriculum
vitae con autorizzazione al trattamento
dati personali (Dlgs 196/03) a: personale@spaziogroup.com
PRIMARIA concessionaria auto in Torino
ricerca venditori/venditrici con provata
esperienza nel settore. Inviare curriculum
vitae a info@auto-vip.it.
LAVORO DOMANDE
Impiegati

NATIONAL MOLDING ITALIA azienda
operante a Cambiano nel settore dello
stampaggio termoplastico ad iniezione,
ricerca capoturno di provata esperienza.
Ambosessi inviare curriculum a: direzione@nationalmolding.it

RAGIONIERA esperienza ventennale
contabilità offresi. Tel. 347.6992712.
IMMOBILIARE VENDITA
Torino citta’

Impiegati
STUDIO di commercialisti e consulenti
del lavoro ricercano due impiegate/i,
una contabile e una addetta paghe e
contributi, completamente autonome,
contratto a tempo indeterminato. Email:
commercialistaconsulentelavoro@gmail.
com
Agenti e rappresentanti
GRUPPO Editoriale in forte espansione
cerca agenti di commercio ambosessi automuniti per vendita di spazi pubblicitari
su giornali, radio e web. Offresi zona/
settore competenza. anticipo provvigionale, incentivi. Tel. dal lunedì al venerdì
orario uficio 011.4539211.

ADIACENTE largo Tabacchi in elegante
contesto panoramici mq 270. Terrazzi.
Ape E. Luciana Vola 011.8159079.
ADIACENTE via Lamarmora, signorile con portineria, salone, 4 camere,
cucina, triservizi, posto auto. Eurocase
011.5806023.
ANGELO CERESER 011.6601361 piazza
Gran Madre splendido appartamento
esclusivo di ampia metratura con box.

dell’Ami, Gian Ettore Gassani.
E così, nel Nord più moderno e
cablato si litiga e ci si separa a
gran ritmo. Al Sud, dove internet è meno diffuso, ci si salva
meglio dai tradimenti via Web.
Intanto la novità sta creando
più di un problema agli avvocati specializzati nel settore, costretti ad acrobazie tecnologiche e legali per dimostrare l’infedeltà cibernetica e spesso davanti alla necessità di allegare
«tabulati» di chat e messaggini
vari. Segno di modernità, nel
bene e nel male.
Così com’è segno di modernità il fatto che anche tra i meno giovani il divorzio non sia
più un tabù. Sono infatti in aumento quelli tra coniugi over
65. Succede soprattutto a Roma e Milano, dove ben un quinto dei divorzi riguarda questa
fascia d’età e coppie che decidono di separarsi proprio alle
soglie delle nozze d’oro. Anche
questo un fenomeno in grande
aumento rispetto al passato, visto che solo vent’anni fa a dirsi
addio erano solo il due per cento delle coppie sopra i 65 anni.

Grandi differenze
fra Nord e Sud
A Milano e Roma record
di divorzi fra over 65
«Negli ultimi trent’anni la famiglia italiana è cambiata – ha
spiegato Gassani – e i matrimoni sono passati dai 420 mila del
1972 ai 208 mila del 2012». A
guardar bene i dati, così, si scopre che – in termini assoluti – i
divorzi sono lievemente calati
tra il 2009 e il 2011. Merito, per
l’appunto, dei matrimoni in calo. Ma anche della crisi, visto
che invece nello stesso periodo
le separazioni hanno continuato ad avanzare, arrivando alla
cifra record di 88.797 nel 2011.
Nel 1995 erano state circa
52.300.

Cronache .19

.

VITERBO, AVEVA LA FEBBRE ALTA. APERTA UN’INCHIESTA

Dimesso dall’ospedale
perde la vita a tre anni
GRAZIA LONGO
VITERBO

La disperazione straziante
di due genitori e l’enorme
difficoltà di spiegare al loro
bambino di 3 anni e mezzo
che il suo fratellino gemello
non c’è più.
È una morte assurda quella di Leonardo Sonno, il bimbo di Pescia Romana - frazione di Montalto di Castro, in
provincia di Viterbo - che si è
spento l’altra notte dopo essere stato visitato per una
febbre alta all’ospedale di
Tarquinia. Venerdì sera Leonardo scottava per la troppa
febbre: mamma e papà lo
hanno immediatamente portato al Pronto Soccorso dove
gli sono state somministrate
alcune medicine. Poco dopo
il bambino è stato dimesso.
Una volta a casa, si è addormentato nel suo lettino,
accanto a quello del fratellino gemello. Ma non si è più
svegliato. La procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo - sul caso lavorano i carabinieri - e due avvisi di garanzia sarebbero già pronti
per i medici che si sono occupati del piccolo. Chiarimenti
su quello che ha provocato il
decesso arriveranno sicuramente dall’autopsia disposta
dalla magistratura.
L’esame verrà eseguito la
prossima settimana all’Istituto di medicina legale di Roma. Intanto, anche l’Asl di Viterbo ha avviato un’inchiesta
interna: l’obiettivo è quello di
verificare se siano state rispettate tutte le procedure
previste dai protocolli sani-

tari. Sulla scomparsa di Leonardo Sonno è intervenuta
inoltre anche la Regione Lazio, che ha chiesto al Commissario della Asl di Viterbo
un’approfondita relazione con
informazioni dettagliate sull’inchiesta interna . «Quanto
accaduto genera una forte inquietudine e necessita al più
presto di esaustivi chiarimenti» spiegano dall’assessorato
regionale alla sanità. A casa
del piccino, il dolore è tale da
non trovare voce.

Il Lotto
ConcorsoN.35-Sabato22Marzo2014
Bari
81 89 39 31 35
Cagliari
22 61 1 24 10
Firenze
35 59 87 6 50
Genova
26 71 54 69 89
Milano
78 71 68 80 73
Napoli
47 48 39 7 45
Palermo
41 77 67 82 34
Roma
17 38 40 14 31
Torino
72 71 80 49 10
Venezia
54 59 51 10 64
Nazionale
85 11 23 33 2

SUPERENALOTTO
Combinazione vincente
19 22 31
numerojolly 46
38 87 89
superstar 49
MONTEPREMI 1.931.551,16 €
JACKPOT
8.380.460,59 €
Nessun 6
Nessun 5 +
Ai 7 con punti 5
41.390,39 €
Ai 710 con punti 4
419,53 €
Ai 31.460 con punti 3
18,67 €

10 e LOTTO
Numeri vincenti

1 17 22 26 35 38 39 41 47 48
54 59 61 71 72 77 78 81 87 89

CORSO INGHILTERRA (fronte stazione
Porta Susa) vendesi signorile panoramico appartamento mq 220, box. Tel.
337.217507.

HASTON & ASTON Centro in contesto
unico affascinante appartamento di grande metratura in casa d’epoca. E/203,41
Kwh/mq. www.haston.it - 011.5622525.

CORSO MONTEGRAPPA ristrutturato
ingresso living su soggiorno camera
ripostiglio bagno balconi cantina. Ape G.
Veravalentini 011.0604355.

HASTON & ASTON Centro in splendida
posizione centrale appartamento si salone, due camere e cucina. D/151,40 Kwh/
mq. www.haston.it - 011.5622525.

CORSO RE UMBERTO alloggio circa 170
mq biingressi, salone, biservizi, cucina, 3
camere, € 395.000. Hermada casapiemonte.it 011.8191000.

HASTON & ASTON Precollina in posizione panoramica e soleggiata antica vigna
divisa in due unità circondata da parco
secolare. G/349,63 Kwh/mq. www.haston.
it - 011.5622525.

CRIMEA panoramico, signorile con
portineria, salone, 5 camere, cucina
triservizi, terrazzo, grande box. Eurocase
011.5806023.

PIAZZA ARBARELLO in casa ‘900, panoramico mq 275 volendo divisibile. Ape D.
Luciana Vola 011.8159079.

Torino citta’

PRECOLLINA corso Quintino Sella, splendida vista, salone 2 camere cucina biservizi box doppio. Mapi Case 347.0380898.

A.A. ABBIAMO necessità di vostri
alloggi vuoti/arredati per referenziatissimi. Nessun costo vostro carico. Comarco
011.533914.

CRIMEA via Gaeta, in casa d’epoca, appartamento mq 250 con terrazzo. Studio
Enrici 366.4205441.
CROCETTA isola pedonale in casa d’epoca appartamento mq 300 circa giardino
privato box posto auto. Studio Enrici
366.4205441.
CROCETTA (via Bove) signorile con portineria, salone, 2 camere, cucina, biservizi,
volendo box. Eurocase 011.5806023.
CROCETTA via Vela in splendido palazzo
salone con zona studio chiudibile camera
biservizi spogliatoi cucina lavanderia box.
Studio Enrici 366.4205441.
GRAN MADRE porzione di villa con giardino privato, salone, 3 camere, cucina,
tripli servizi, lavanderia, ampio garage
doppio. Bozzo Massenz 011.8124144.

PRECOLLINARE signorile / divisibile mq
250 da ristrutturare. Giardino mq 1000.
Ape G. Luciana Vola 011.8159079.
STRADA PAVARINO in antica vigna, particolare / indipendente mq 300. Giardino.
Ape D. Luciana Vola 011.8159079.

Locali, ufici, capannoni
HASTON & ASTON piazza San Carlo
adiacente importante e prestigioso uficio
di 550 mq con ingresso indipendente. anche come locale commerciale. F/150 Kwh/
mc. www.haston.it - 011.5622525.
HASTON & ASTON 8,5% di reddito per
locale negozio locato a poste S.p.A. in Torino. Ottima opportunità di investimento
con sicura rendita. G/65 Kwh/mc. www.
haston.it - 011.5622525.
AFFITTI DOMANDE

A.A. CERCHIAMO per nostra selezionatissima clientela appartamenti vuoti/arredati Centro Crocetta Collina. Trattative
veloci senza vostre spese. Sommacampagna 011.500156.

VIA BRICHERASIO in casa signorile, elegante mq 210. Posti auto. Ape D. Luciana
Vola 011.8159079.

AZIENDA per ingegnere in trasferta cerca
appartamento arredato mq 80 / 100 centro, crocetta, precollina. Tel. 349.5788325
Gabriella.

VILLA d’epoca signorile panoramica,
via Volante, possibilità bifamigliare,
giardino, box doppio, libera. Eurocase
011.5806023.

PER dirigente casa automobilistica cerchiamo villa / appartamento con giardino
mq 250 / 300 Pino Torinese, Chieri, Pecetto. Tel. Elisabetta Spallacci 349.5788325.

Torino provincia

AUTOVEICOLI

GIAVENO vendesi casetta arredata
su due piani solo € 59.000, ottima
prima / seconda casa. No giardino. Tel.
368.253204.

AUTO GILLIA acquista autoveicoli ogni
tipo, massima valutazione e serietà. Corso
Casale 464, Torino - 011.8903777.

LIBERO come nuovo Moncalieri vicino
centro ingresso salone cucina 2 camere 2
bagni € 90.000 contanti più mutuo. Tel.
011.503313.
Liguria
FINALE LIGURE fronte mare nuovo
ampio soggiorno, cottura, camera,
bagno, terrazza termoautonomo / clima,
inemente arredato posto auto privato.
Euro 350.000,00. Cl.C - IPE 53,73 - Tel.
333.6768783

ANGELO CERESER 011.6601361
precollina (strada del Nobile) grande
appartamento bilivelli, terrazzo, parco
condominiale, box doppio.

PIETRA LIGURE 300 mt. spiagge.
Confortevole monolocale con balcone,
ristrutturato e arredato. Vista mare. Da
vedere!! € 170.000. Classe G. Fondocasa
Tel. 019.615951.

CENTRO MEDICO vendesi area ediicabile ideale costruzione centro medico Torino
posizione strategica, cercasi pool medici o
investitori. Tel. 347.6734747.

SANREMO in villino, nuovi, monolocale
€ 79.000, bilocale € 129.000, vicino
mare, vista mare. Abicase 0184.501370 335.5901154.

VANDIN AUTO 011.7761898, acquista
autoveicoli usati, voltura/pagamenti
immediati, massima serietà. Corso Monte
Grappa 24b.

20 .Cronache

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

L’incubo

AL LAVORO IL COMITATO VOLUTO DA BERGOGLIO

L’irlandese
Marie Collins
ha subito
violenze
da parte
di un prete
quando aveva
13 anni ed era
ricoverata
in ospedale

Chiesa, una vittima
nella commissione
contro la pedofilia
È una di quelle notizie che fino a
qualche anno fa sarebbe stata
considerata fantascienza. Grazie alla decisione di Francesco
che vuole proseguire con fermezza nella linea del predecessore, Marie Collins, una donna
irlandese violentata da un prete
all’età di tredici anni, entra a far
parte della nuova commissione
anti-pedofilia della Santa Sede.
«Speravo che ci fosse un rappresentante delle vittime nella
commissione, ma non avevo
idea che sarei stata io - confida
Marie a La Stampa - per me è
stata una sorpresa assoluta.
L’istituzione di questa commissione è una mossa molto positiva di Papa Francesco e può portare a un reale cambiamento
del modo in cui il problema della tutela dei minori e la cura pastorale delle vittime sarà gestita in futuro».
«Come sopravvissuta a un
abuso clericale, per me è stato
un viaggio lungo e difficile. La
mia fiducia e il mio rispetto per
la Chiesa cattolica sono stati
minati da come il mio caso e al-

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Dario Grione
Con profondo dolore lo annunciano
la moglie Anna Maria con Elisabetta
ed Alessandra. I Funerali avranno luogo in Moncalieri lunedì 24 marzo alle
ore 14,30 nella chiesa di Santa Maria
della Scala, proseguendo quindi per il
Cimitero di Carmagnola. Il S. Rosario
sarà recitato domenica 23 marzo alle
ore 18 nella chiesa S. Maria della Scala
di Moncalieri. Non iori ma eventuali
offerte alla Fondazione F.A.R.O. che si
ringrazia per le cure prestate.
– Moncalieri, 22 marzo 2014
Sergio, Grazia, Simona, Giorgia si
stringono con affetto a Anna, Elli e
Dada in questo triste momento.
I cognati Guido e Rosanna, Adriana e
Giorgio, Silvano e Barbara, Giuseppe e
nipoti, addolorati, piangono il carissimo DARIO.
Anna Maria Regis e famiglia partecipano con affetto al grande dolore di
Anna, Elli e Dada.
Il Lions Club Carmagnola partecipa
al dolore della famiglia per la perdita
dell’amico DARIO socio fondatore del
club.
Ricordano DARIO gli amici golisti:
Domenico Appendino
Orlando Costantini
Claudio Porello
Francesco Robaldo
Lazzaro Scassa
Tommaso, Nuccia. Alberto con Eleonora, Guido con Samantha sono vicini
con affetto ad Anna e iglie per la perdita del caro DARIO.
I soci della IN.CO. sas partecipano al
dolore della famiglia per la scomparsa di

Dario Grione
socio fondatore dell’azienda
– Piobesi T.se, 22 marzo 2014
E’ serenamente mancata

Augusta Gambino
ved. Bonaccorsi
di anni 94
Ne danno il triste annuncio il iglio Elio
con Elda e il nipote Davide.
– Torino, 20 marzo 2014

IL MESSAGGIO DEL PONTEFICE

«Basta con i peccati dei media:
diffamazione e disinformazione»
I media sono terreno
per «peccati mortali» come
la calunnia e la diffamazione, anche se «il più pericoloso» è la disinformazione. Ed
è un clima «inquinato»
quello che si respira attraverso le radio e le tv, con
troppi «veleni», troppa
«aria sporca, che non fa bene». Parlando alle emittenti
radio-televisive cattoliche

1

tri simili sono stati affrontati. Ci
sono stati momenti in cui mi sono
chiesta se dovevo andarmene.
Per questo ora trovarmi a far parte di una commissione di questo
livello in Vaticano è qualcosa che
mai avrei potuto prevedere. E bisogna cogliere l’occasione per far
sentire la voce di una vittima».
L’annuncio è arrivato ieri dopo
un’accelerazione voluta perso-

E’ partita per un nuovo viaggio che
speriamo bellissimo la
PROFESSORESSA

Claudia Casale
La ricorderanno sempre le sue Marta e
Silvia, l’amata Cleo, i cari nipotini - bis
Giovanni e Stefano, Daniele e tutte le
persone che le hanno voluto bene. Un
particolare ringraziamento alla dottoressa e amica Paola Palesa e al dottor
Garetto. S. Rosario lunedì 24 marzo
ore 18. Funerale martedì 25 marzo ore
11 parrocchia SS. Pietro e Paolo Apostoli, largo Saluzzo Torino. No iori.
– Torino, 22 marzo 2014
Ricordano affettuosamente CLAUDIA:
Maddalena, Marina, Maurizio, Franca,
Daria, Fabio e Gaia.
Cristianamente è mancato

Luigi Arbinolo
L’annunciano la moglie Letizia, i igli
Ida e Alberto con rispettive famiglie,
parenti tutti. S. Rosario domenica
ore 17,30 chiesa Nostra Signora del
Suffragio via S. Donato 33. Funerali
a None lunedì ore 16,30 chiesa Santi
Gervasio e Protasio.
– Torino, 22 marzo 2014
O.F. Aeterna - Torino
Ci hai dato tanto. Grazie. Giuliana, Renato, Maurizio, Fabiana.
E’ mancata

Laura Burdese
ved. Gramoni
L’annunciano iglio Giancarlo con Elena, nipoti Yara, Dario, Ginevra. Funerali in Beinasco lunedì 24 marzo ore
9,30 parrocchia S. Anna.
– Beinasco, 22 marzo 2014
O.F. La Cattolica - Bra
Serenamente è mancata

Nene Fracchia
ved. Vacca Orrù
Lo annunciano la sorella Marilena, la
nipote Sara. Funerali lunedì 24 alle ore
9 parrocchia Immacolata Concezione
S. Donato.
– Torino, 21 marzo 2014
Giubileo 011.8181
Alessandra Brusa Manganaro con Paola e Laura ricorda NENE.

dell’associazione Corallo,
papa Francesco ha colto ieri l’occasione per fare le pulci all’intero sistema dei media, alzando anche il tiro rispetto alle raccomandazioni già date il 18 gennaio
scorso nell’udienza al personale e ai dirigenti Rai:
«C’è bisogno di far circolare
aria pulita, che dia ossigeno
alla mente e all’anima».
nalmente dal Papa: la Commissione per la tutela dei minori contro il fenomeno della pedofilia è
per il momento composta da
quattro uomini e quattro donne,
rappresentativi di vari Paesi. Oltre alla Collins e al cardinale Sean
O’Malley, ci sono la francese Catherine Bonnet; l’inglese Sheila
Hollins; il giurista italiano Claudio Papale, docente di Diritto ca-

E’ mancato

nonico; l’ex-ambasciatrice polacca Hanna Suchocka; e due gesuiti
della Gregoriana: l’argentino
Humberto Miguel Yanez, direttore del Dipartimento di Teologia
morale e il tedesco Hans Zollner,
preside dell’Istituto di Psicologia.
Gli otto membri sono soltanto i
primi, perché altri ne saranno designati dalle varie aree geografiche del mondo.
La nascita della commissione
anti-pedofilia era stata discussa
dagli otto cardinali consiglieri di

La donna lavorerà
assieme ad altri
sette esperti scelti
da Papa Francesco
Francesco - O’Malley è uno di loro - lo scorso dicembre. Le nomine di ieri sono solo un primo passo. Gli statuti sono già allo studio,
e gli otto membri dovranno ora
occuparsene, definendo «le competenze e le funzioni» della commissione stessa, per garantire la
sicurezza dei bambini, la prevenzione, lo studio delle procedure
penali, i doveri e le responsabilità

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

ing. Giovanni Pavich

Roberto Volpe

Lo annunciano la moglie, le iglie e
famiglie. Funerali lunedì 24 ore 14,30
chiesa Orfanelle in Chieri. Rosario domenica 23 ore 17,30 medesima chiesa.
– Chieri, 22 marzo 2014

Lo annunciano: il iglio Massimiliano
con il iglio Alessandro, Gabriella con
Emanuele. Funerali in Torino martedì
25 marzo alle ore 11,30 nella parrocchia Sant’Anna, via G. Medici 57. Rosario lunedì 24 corr. alle ore 19 nella
stessa parrocchia.
– Torino, 21 marzo 2014
O.F. Baudano - tel. 011.9585038

Il Presidente ed i Soci del Rotary Club
Chieri sono affettuosamente vicini alla
famiglia per la scomparsa dell’amico

Giovanni Pavich
– Chieri, 22 marzo 2014
L’UNITRE di Pino Torinese a nome del
Direttivo e dei Soci partecipa al dolore
della famiglia per la scomparsa di

Vanni Pavich
da sempre prezioso collaboratore
dell’Associazione.
– Pino Torinese, 22 marzo 2014
Dopo una lunga malattia è prematuramente scomparsa

Clara Milani
anni 53
Lo annunciano i igli Nicolò e Lorenzo
con il papà Vittorio, la mamma Ginetta, il papà Carlo. Funerali lunedì 24
marzo ore 15 parrocchia San Martino
Alpignano. Un ringraziamento a tutte
le persone che le sono state vicino ed
ai suoi meravigliosi amici, al COES delle Molinette e Reparto Medicina ospedale di Rivoli.
– Rivoli, 22 marzo 2014
E’ mancata

Angelina Nicotra
in Micci
Lo annunciano marito e iglia. Funerali lunedì 24 ore 11,30 parrocchia San
Benedetto Abate.
– Torino, 22 marzo 2014
O.F. Eurofunerali - tel. 011.389335

Franco Turbati
titolare ristorante
Antico Palter
anni 63
Lo annuncia la famiglia tutta. Esequie
lunedì 24 ore 10 parrocchia di Sulpiano di Verrua Savoia. Rosario domenica
23 ore 21 stessa parrocchia.
– Verrua Savoia (TO), 21 marzo 2014

civili. La finalità è quella di consigliare il Papa e la Santa Sede sulle
norme anti-pedofilia e sulla cura
pastorale delle vittime. Il nuovo
organismo, che dovrà anche individuare nuovi collaboratori, non
si sostituirà alla task force della
Congregazione per la dottrina
della fede che si occupa di questi
casi né ai vari dicasteri impegnati
nella formazione del clero.
Marie Collins era stata l’unica
vittima di abusi a prendere la parola al primo simposio internazionale sulla pedofilia clericale
organizzato dalla Gregoriana nel
febbraio 2012, con l’appoggio del
Vaticano e la partecipazione di
vescovi e superiori religiosi da
tutto il mondo. Aveva raccontato
di quando, tredicenne, mentre
era ricoverata in un ospedale di
Dublino, aveva subito violenza:
«Il fatto che l’uomo che abusò di
me fosse un prete, aggiunse una
grande confusione nella mia
mente... Quelle mani che avevano
abusato del mio corpo la notte
precedente, erano le stesse che il
mattino dopo tenevano e mi offrivano l’ostia sacra... Quando lasciai quell’ospedale non ero più la
stessa bambina...».

2013

2014

Sempre con noi e nei nostri cuori

Si uniscono al dolore Edoardo e Marisa.
L’agenzia di Moncalieri di Generali Italia partecipa al dolore del dott. Massimiliano Volpe.
E’ mancata

Aurora Vitanza
ved. Brossa

Laura Borgna Casalegno
Santa Messa sabato 29 marzo ore 18
chiesa Gran Madre di Dio.
2007

2014

Gianna Faccioli Riconda
I suoi cari la ricordano con l’affetto di
sempre. Messa di Suffragio mercoledì
26 marzo ore 18,45 chiesa San Francesco d’Assisi, via San Francesco d’Assisi
11.
2013

27 MARZO

2014

Umberto Falcone
Il tuo ricordo sempre vivo nei nostri
cuori. S. Messa 27 marzo ore 18 SS.
Annunziata, via Po 45.
1996

anni 86
Lo annunciano le iglie Rossella, Paola,
Liliana con Maurizio, il fratello Ennio
con Graziella, la cugina Teresa. Rosario
questa sera ore 17,30 parrocchia Gesù
Buon Pastore. Funerale lunedì 24 ore
11,30 in parrocchia.
– Torino, 21 marzo 2014
Giubileo 011.8181

22 MARZO

2014

Nella mente la tua immagine, nel
pensiero le tue parole, nel nostro cuore il tuo ricordo, sempre. Ciao papà.

Mario Frand Genisot
Da Michelina... ad Andrea.
2006

2014

Irma Iviglia
Carlo e Mariuccia.
– Torino, 22 marzo 2014

RINGRAZIAMENTI
2005

2014

Renato Limone

La famiglia della defunta

Luigia Salvagno
ved. Gallicchio
ringrazia quanti con iori, scritti o opere di bene hanno preso parte al proprio dolore.
– Torino, 23 marzo 2014

ANNIVERSARI

Da nove anni un grande vuoto, solo
ricordi e nostalgia. Mamma e Papà.
1977

2014

Rosa e Ugo Iseglio
Sempre con noi.
2009

2014

Stefano Tarditi
1998

Ci ha lasciato

AGNESE
MORO

Figli di detenuti
L’importanza
del legame
con i genitori
l 21 marzo il ministro
della Giustizia, Andrea
Orlando, il Garante per
l’infanzia e l’adolescenza,
Vincenzo Spadafora, e la
presidente dell’Associazione Bambinisenzasbarre
onlus (www.bambinisenzasbarre.org), Lia Sacerdote, hanno firmato il protocollo d’intesa “Carta dei
figli dei genitori detenuti”,
con il quale si
riconosce ai
100.000 figli
di detenuti che ogni giorno
entrano in carcere il diritto alla continuità del proprio legame affettivo con il
genitore e il diritto di questi alla genitorialità. E’ il
primo documento del genere in Italia e in Europa.
«Si disciplina - ha dichiarato il ministro Orlando la questione che i bambini
e le famiglie che entrano in
carcere sono persone libere, incolpevoli e come tali
devono essere accolti.
Questa è la questione dirimente che deve impegnare il sistema penitenziario
ad affrontare il tema dell’accoglienza, che non è solo strutturale e risolvibile
con l’ausilio di spazi adeguati, ma è soprattutto
culturale e deve valorizzare gli aspetti relazionali e
di cura del detenuto».
Il documento stabilisce:
il diritto a vedere riconosciuta la continuità del
rapporto affettivo anche
nel caso in cui uno o entrambi i genitori vengano
arrestati; le condizioni che
dovrebbero agevolare la
frequentazione da parte
dei bambini del genitori
detenuto (un luogo di visita che favorisca il contatto,
la regolarità delle visite, la
presenza di uno spazio dedicato ai bambini nelle sale
d’attesa e nelle sale colloqui, visite nel pomeriggio
così da evitare ai bambini
di dover saltare la scuola);
la possibilità per il genitore di essere presente a tutte le occasioni e ricorrenze
importanti nella vita del figlio; la necessità di una formazione adeguata del personale che opera nei penitenziari affinché non venga mai dimenticato che famiglie e bambini dei detenuti sono persone libere e
come tali devono essere
trattate.
Di particolare importanza per Lia Sacerdote,
presidente di Bambinisenzasbarre, è l’articolo che
afferma la necessità di
escludere per i bambini la
permanenza sia negli istituti penitenziari che in
quelli a custodia attenuata
e di prevedere per il genitore misure alternative alla detenzione. Il documento prevede infine la raccolta di informazioni relative
ai minori coinvolti e l’istituzione di un Tavolo permanente che monitorerà
l’attuazione della Carta, favorendo lo scambio di buone pratiche, a livello nazionale ed europeo.

I

L’irlandese Collins subì le violenze a 13 anni:
“Adesso possiamo davvero cambiare le cose”
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

Costruire
cose buone

2014

In ricordo. Direzione e maestranze
Avaro & Tarditi.

ing. Roberto Bargelli
Vicini a te sempre, sorridi come facevi
tu, ciao caro. Vera, Mariateresa.

ORARIO ACCETTAZIONE NECROLOGIE ED ADESIONI

SPORTELLO

2011

2014

prof. ing. Carlo Bertolotti
Parrocchia San Secondo lunedì 24
marzo ore 18,30.

VIA LUGARO 21 - 10126 TORINO

Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00 (apertura continua)
Sabato ore 9,00/12,30 - 15,00/20,00
Domenica e festivi ore 18,00/20,00 • Tel. 011.6665258

ACQUISIZIONE TELEFONICA ADESIONI (solo privati)
Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00
Sabato ore 17,00/20,00 • Domenica e festivi 18,00/20,00
Tel. 011.6548711 - 011.6665280

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

48

Reportage
FLAVIA AMABILE
INVIATA A SERAVEZZA (LUCCA)

siti estrattivi
Sono quelli che verrebbero
chiusi sulle Alpi Apuane
A Carrara invece
si fermerebbero 7 siti su 70

«Q

uesti monti hanno ancora tante
idee dentro», avverte Franco Pierotti, che di anni
ne ha 74, e da oltre mezzo secolo apre le rocce e ne
estrae con l’esperienza secolare dei cavatori toscani la materia prima che artisti ed architetti lavoreranno. Lavora sul
Monte Altissimo, nella cava scoperta da
Michelangelo quando preferì abbandonare Carrara perché aveva trovato un
marmo migliore, così cristallino da ricordare lo zucchero.
Siamo sulle Alpi Apuane dove i monti
avranno ancora tante idee ma rischiano
di rimanere chiuse per sempre dentro il
candore della roccia. La Regione Toscana ha approvato un Piano paesaggistico

1.400.000
tonnellate
La produzione annuale nelle
Alpi Apuane. Dal 1950 ad
oggi sono state estratte più
di 50 milioni di tonnellate

FALVIA AMABILE

IL RESPONSABILE DI LEGAMBIENTE

«Gli imprenditori vogliono
continuare il loro business anche
a costo di ferire l’ecosistema»
che è una condanna a morte per una cinquantina di imprese che estraggono alcuni dei marmi più preziosi al mondo. E
per tutti quelli che in questa zona hanno
fatto del marmo la loro vita, circa 5-600
cavatori, 1500 persone se si considera
anche l’indotto, con l’estrazione di un
milione e 400mila tonnellate l’anno, il
5% della produzione dell’intero distretto, un’attività che vale oltre 300 milioni
di euro.
Secondo il piano approvato dalla
giunta si deve avviare una graduale
chiusura delle cave del territorio ma insieme ad un «progetto integrato di sviluppo».
Per chi lavora sulle cave è una dichiarazione di guerra, una guerra molto particolare, dove a combattere sono due sogni in conflitto fra loro. Da un lato il sogno degli ambientalisti di poter difendere la natura e l’ecosistema di un Parco ,

il caso
MASSIMO GUERRETTA
VERONA

I

n lontananza si stagliano le colline
già ricoperte di un verde smeraldo. Dalla parte opposta un prato
in procinto di fiorire e, forse, di trasformarsi in una nuova lottizzazione.
Altre case, altro cemento, altro ambiente che diventa cantiere.
Stavolta l’allarme arriva dalla
Valpolicella, come meno di un anno fa
arrivava da Asolo, e prima ancora dal
Montello e dal Vicentino. In un territorio, quello veneto, da secoli capace
di mescolare l’arte con il progresso, si
alza la voce di chi vuole proteggere a
tutti i costi il valore della memoria
rappresentata dagli edifici storici. Le
ville venete, le palladiane in primis,
ancora a rischio. L’ultimo comitato,
l’ultima petizione da migliaia di firme
riguarda Villa Mosconi Bertani e al-

Apuane, la Regione Toscana: stop all’estrazione del marmo
I luoghi
Monte Altissimo

Massa

Toscana
Marina
di Carrara

Mar
Tirreno

Seravezza
Marina
di Massa

Stazzema

Pietrasanta

«Sulle montagne ci viviamo
tutto l’anno e siamo noi
i veri custodi del territorio»
Ma gli ambientalisti non ascoltano. Negano alle imprese delle Alpi Apuane anche il valore del loro lavoro. «Il 75 per cento del marmo che viene portato a valle è
polvere di marmo usata come sbiancante
della carta o per i dentifrici. Che cos’ha a
che vedere questo con l’arte e la tecnologia?» , chiede Tollini.
Però c’è modo e modo di lavorare. «Siamo di fronte ad una lotta ideologica che
colpisce zone che sono state molto attente
rispetto ad altre», risponde Daniele Poli.
Mentre Franco Pierotti che sulla cava di
Michelangelo lavora da mezzo secolo ride
sotto i baffi: «Siamo noi cavatori che abbiamo dato il primo colpo di pietra alla
Pietà, prima di Michelangelo. Senza di noi
che cosa farebbero gli artisti, anche i più
grandi?»
Guarda il video su

- LA STAMPA

www.lastampa.it

Il cemento minaccia le ville del Palladio
Ambientalisti in rivolta: fermare lo scempio
Petizione in provincia di Verona: no all’edificazione vicino agli edifici storici
I luoghi
Sant'Anna
d'Alfaedo

Valpolicella
Negrar
Sant'Ambrogio
di Valpolicella
Bussolengo

Veneto
Verona
- LA STAMPA

LA BATTAGLIA IN VALPOLICELLA

«Le lottizzazioni rischiano
di oscurare le nostre dimore
e danneggiare il turismo»
tre 5 costruzioni in stile minacciate
dall’ultimo Piano degli Interventi di
Negrar, in provincia di Verona.
«Troppo vicino alle nostre amate ville - tuonano dai comitati - che rischiano di venir oscurate».
Così Alberto Passi, presidente dell’associazione per le Ville Venete, ha
scritto a Marino Zorzato, vicepresidente della Regione con delega alla
Cultura e alla Pianificazione del territorio. «La preoccupazione è seria spiega Passi -. Le lottizzazioni vanificherebbero aree vocate e già destinate con successo ad agricoltura e turismo culturale, alla produzione di eccellenze agroalimentari e all’ospitalità, al bello del paesaggio e alla cultu-

portante sia la presenza umana sulle Alpi
Apuane, senza questo finiamo tutti in mare. Sulle montagne ci viviamo noi tutto
l’anno e siamo noi a tutelare la zona».
Gli ambientalisti la pensano in modo
molto diverso. Matteo Tollini, responsabile di Legambiente dei Parchi della Toscana: «Secondo noi il consorzio degli industriali non vuole avere alcun vincolo, vuole continuare ad ampliare il proprio business anche a costo di ferire irrevocabilmente le Alpi Apuane e l’ecosistema».
Accuse che gli imprenditori del Coordinamento respingono. Daniele Poli:
«Abbiamo compiuto in passato una scelta sensata - racconta - di scavare meno
marmo e dargli più valore. Oggi produciamo 15mila tonnellate, meno della metà del ’95, e non perché il monte ne dia di
meno ma perché è una nostra scelta: vogliamo lasciare tutto questo alle generazioni future, vogliamo che sia il loro lavoro insieme con il turismo». Ma anche alle
generazioni presenti perché in tempo di
crisi in tanti stanno tornando a chiedere
un lavoro in cava, nonostante sia una vita durissima. «Questa primavera daremo lavoro a dei padri di famiglia», afferma Poli.
LA RISPOSTA DEL CONSORZIO

Nella cava di Michelangelo
è guerra fra verdi e minatori
l’unico in Italia dove esistono delle cave.
Dall’altro quello di industriali e lavoratori
che affermano di essere i veri custodi dei
monti e di un’identità irripetibile come ripetono da settimane le aziende rappresentate dal Coordinamento delle Imprese
Lapidee del Parco. «I più ambientalisti
siamo noi», avverte Daniele Poli, presidente della cooperativa Condomini di Levigliani che vanta ben dodici Cavalieri del
Lavoro nominati dal presidente Napolitano nel 2006. «Credo che l’aspetto più im-

Cronache .21

.

L’ARENA

L’avanzata del mattone
Uno dei colli della Valpolicella progressivamente conquistato dall’edilizia
Un comitato sta raccogliendo fondi per il ricorso depositato al Tar contro
il Piano degli interventi dell’amministrazione comunale di Negrar

ra, all’arte e alla storia. Aree che producono valori, economici e morali,
buoni non solo per le aziende agricole
e vitivinicole e per le Ville Venete che
ne fanno parte, e sono un vantaggio

per l’intera comunità». D’altro canto,
le battaglie per il “bello” delle ville
palladiane sono all’ordine del giorno
in Veneto: Villa Agostini Tiretta, a
Giavera del Montello, minacciata dal-

la costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta; e i piedi della
Rocca di Asolo, con una mega-lottizzazione che ha scomodato anche il
Parlamento. Fino alla battaglia - arrivata anche in Consiglio di Stato - per
il progetto dell’elettrodotto che passava con un traliccio di 40 metri nella
parco di Villa Tiepolo a Carbonera,
appena fuori Treviso. Battaglie vinte
dalle ville. Ma succederà lo stesso anche per il collegamento autostradale
Orte-Mestre - con un project financing da 10 miliardi – e altri edifici storici a far i conti con il cemento?
In Valpolicella si guarda all’immediato: il comitato “Salva Arbizzano”
si è organizzato per recuperare fondi
a favore del ricorso depositato al Tar
contro il Piano degli Interventi dell’amministrazione Dal Negro. «Il ricorso ha buone chances di essere accolto», spiega l’attivista Giulia Butturini, «vogliamo salvare dall’ennesima

cementificazione il paese e preservare il paesaggio non solo a beneficio di
chi abita nella frazione, ma anche per
le generazioni future e per coloro che
lo apprezzano».
Il monitoraggio del presidente del
Veneto, Luca Zaia, non si fa mancare:
«Bisogna ricordarsi che gli edifici
storici hanno vincoli imposti per legge. Per ciò che è di nostra competenza faremo tutte le verifiche del caso,
ma sono autorizzazioni comunali, è lì
che bisogna bussare». Così al sindaco
di Negrar, Giorgio Dal Negro, non resta che insistere: «Nessuno vuole distruggere nulla. Non devastiamo nulla, anzi armonizziamo il nostro paeIL SINDACO DI NEGRAR

«Nessuno vuol distruggere
nulla: quattro case bisogna
pur farle se la popolazione cresce»
saggio. Molte opere pubbliche saranno a vantaggio della città, la Valpolicella ancora migliore. Ma quattro case bisogna pur farle se a Negrar le
imprese ci sono e l’ospedale cresce».
Ma a guardare i prati di Arbizzano, Alberto Passi non può che rinnovare un sussulto: «In Valpolicella, ma
non solo, sono sotto gli occhi di tutti
l’attacco al paesaggio, la sottrazione
di suolo fertile, lo svilimento delle Ville Venete e, quel che è peggio, la mutilazione o la cancellazione di un’economia preesistente. Quella è un’area
vocata e da lungo tempo avviata al
successo agricolo, viti-vinicolo, turistico-culturale. Non permettete altri
scempi del territorio».

SHOWROOM: MILANO ROMA BOLOGNA PARMA GENOVA TORINO BRESCIA FIRENZE PALERMO CATANIA COSENZA
VIENNA MADRID BARCELLONA BILBAO BRUXELLES MONACO ABIDJAN ISTANBUL BEIRUT TEL AVIV VARSAVIA PECHINO
TAIPEI BANGKOK AHMEDABAD NEW YORK CHICAGO MIAMI CITTÀ DEL MESSICO BRASILIA BELO HORIZONTE SAN PAOLO

DOMENICA 23 MARZO 2014 LA STAMPA 22

THE SPIRIT OF PROJECT
PORTA VELA, TAVOLO MANTA DESIGN G.BAVUSO
VISIT WWW.RIMADESIO.IT

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Dopo anni di minimal si cercano tinte decise e personalizzate
Decorazioni floreali e geometriche, meglio se con tessuti preziosi
M ICHELA TAMBURRINO

È

come un soffio d’allegria,
di primavera e di gioia di
vivere. Ecco il gran ritorno delle stoffe, protagoniste delle case in tutte le
loro sfaccettature, colori, disegni, geometrie. Belle, naturali, decorate, regalano una nuova personalità a una
stanza, ridisegnano i suoi contorni.
Nell’arredamento come nella moda,
dopo un lungo momento recessivo
quando i soli colori possibili erano il
greige, il bianco e il nero, più facili da
accostare, si è ritornati alle tinte forti; niente di meglio di stoffe e carte da
parati che donano effetto decorativo.
Dalle stoffe personalizzate, dedicate a un mercato di nicchia ma perfette per dettare il trend generale, a
Manuel Canovas, Rubelli, Ka International, Etro, Zara Casa, ci si rifà alla tradizione, a sensazioni tattili e visive, «stoffe che non devono mai annoiare, proprio come gli abiti, oggetti di design che esprimono la personalità di chi li sceglie» (Caterina e
Raffaele Fabrizio di Dedar che produce anche Hermès). Esaltare la natura camaleontica di damaschi e
lampassi può essere eccitante, «un
redesign si stoffe del passato tra le
cui trame convivono geometrie e
fantasie» (Alberto Pezzato, Rubelli).
La gioia delle tinte è ovunque, avverte Lorenza Bianda esperta di design, «cuscini verdi, rossi, blu, azzurri,
una voglia di vivere che si esprime anche così. Lino, cotone pesante, seta,
velluto. Con un ritorno ai ricami».
Crea a Londra (1927 Building, 2
Michael Rd) ma è italiana Allegra
Hicks, che esporrà in aprile al Salone del Mobile, «Storicamente la
stoffa è nel nostro dna, un know how
che passa da Firenze e Venezia.
Quando il design si è imposto ha un
po’ tolto l’importanza agli stampati,
ai decorati. Oggi bisogna vedere la
stoffa come qualcosa di moderno e
non come residuato di nostra nonna.
Io lavoro molto in Italia per tessitura

Verde speranza
Allegra Hicks
ha portato il buon
umore nelle case
di Londra. I suoi
tessuti pregiati
hanno l’originalità
non industriale
(foto grande)

HI
chiavetta di Google,
porta il cinema sulla
tv di casa
Ruffilli PAGINA 24

TEMPO

1 Gli orologi che

BEAUTY

corrono con i tempi
della Formula 1
De Vecchi PAGINA 24

1 L’ultimo profu-

PE

RS

ON

E

moperluidiArmaniè
l’interpretazione olfattivadiunagiacca
Ricotta PAGINA 25

1 La linea di ac-

cessori Geox disegnata da un team di
ragazzi disabili
PAGINA 25

DESIGN

UN’EUFORIA DI FORME
E COLORI: COSÌ LA CASA
SI VESTE DI STOFFE

1 Chromecast, la

STILE

esercizidi

Società .23

-TE
CH

12345 34789A5 B41C25 D4EFB 5 8 B4 5 CE7782A8
FA 8E9982 A4 4 A2 8BE 34 E 74BB81EAE

.

1 In questa pagi-

na il ritorno dei tessuti fantasia e personalizzati, dove esplodono i colori allegri

cept store Verdevilla di Torino, (Corso Re Umberto, 17) con casa a Parigi, è
partita da un tappeto per allestire un
salotto. «Mi piace il mix, uno tappeto
sull’altro. Segnano percorsi, raccontano storie. Come i «Private 02 04»
pezzi unici vintage che abbiano almeno 50 anni di storia ritinti in una tinozza, lavati nel mar Baltico e asciugati sulla spiaggia».
La grande bellezza delle stoffe è
un imperativo per Sabrina Lumicisi,
un’artista che disegna e crea manufatti unici: «Sento che le persone sono stanche di vivere accanto e di toccare cose che non valgono. Le mie
stoffe sono personalizzate e le ha solo la persona che me le ordina. Io le
abbino al contesto o lascio che il contesto si abbini a loro. Mi ispiro ai i

In sala da pranzo
Fantasia da
parati
per la dining room
speciale
È la proposta
della designer
e ricercatrice
di stoffe
Idarica Gazzoni
(via Santa Marta
13 Milano)

Con disegni antichi rieditati
tende, tappeti e poltrone
danno un tocco di modernità
anche a una stanza classica

Sfumature di charme a Spoleto
È firmato Mastro Raphaël il living
che oppone alla resina e ai mobili decapati
il corallo delle sete Cà Rezzonico

Rose sotto i piedi
Fondatrice di Designer Guild, Tricia
Guild adotta nelle sue creazioni colori
esuberanti e disegni fuori scala

Rimandi d’autore
Tenda in Shantoung di seta stampata
a mano di Sabrina Lumicisi,
Arteomete, Vicolo del Cinque 32, Roma

e disegno, cerco di realizzare motivi
estetici ed eclettici che possano accompagnare le storie linguistiche del
design. In generale le decorazioni
d’interni cambiano il mood a una ca-

sa; una tenda o un tappeto mutano
faccia a un ambiente, sono un accessorio su un vestito. I miei colori? Ciliegia, blu forte, allegri e non necessariamente primari ma vibranti. Il colore è

essenziale per me, mai potrei pensare
ai lini grezzi senza gli acquerelli, sono
stufa dei neutri, anche psicologicamente». A proposito di tappeti, ecco
che Silvia Reinhold, titolare del con-

motivi nella cultura italiana per poi
riadattarli al gusto moderno. In questo momento sono i broccati che dirompono in una stanza pulita, o su
una poltroncina primi ’800, recuperata da me con colori particolari che
danno carattere a un ambiente; una
camera da letto semplice prende vita
con una tenda verde di organza di seta. Io l’ho resa speciale riprendendo
il disegno di una copertina di pelle di
un libro fiorentino del ’500. Un colpo
di ricchezza in un contesto francescano va benissimo. E poi proviamo a
vedere come il vento muove una tenda di seta e una sintetica: noti la differenza nelle curve, nei movimenti».
Idarica Gazzoni per le sue stoffe
pregiate ha rieditato motivi decorativi che evocano mondi e tempi lontani
colti in grandi viaggi e ispirati alla natura. Stampati su canapa pesante per
tendaggi e imbottiture e canapa e seta per un effetto trasparente. Un tuffo
al cuore anche per lei che si riassume
in una stoffa.

Si chiama Chromecast, l’ha lanciata Google e ora arriva in Italia

LA CHIAVETTA DEL CINEMA IN CASA

Aumentaanchedanoi
l’offertadifilm
suglistoreonline,mala
pirateriarimaneforte
Così si aprono prospettive potenzialmente infinite per
Chromecast, anche se non tutte
legali. Nulla vieta, ad esempio,
che in una finestra del browser
Chrome sia aperto un sito di streaming pirata: e qui l’offerta è strabordante. Gratis, senza compli-

Il confronto
Ecco i prezzi di alcuni titoli
sui principali store italiani.
Abbiamo considerato quelli
dov’è previsto il pagamento
per l’acquisto o il noleggio
del singolo film.
Nel caso di Infinity è richiesto
anche un canone mensile

cate procedure di registrazioni,
senza clausole punitive, così frequenti invece nei servizi legali.
Perché, ad esempio, un film noleggiato deve essere visto per forza entro due giorni? Perché alcuni titoli sugli store online si possono solo acquistare, e solo dopo tre
o quattro ore di attesa per il
download? Perché a volte il file digitale di un film costa più del corrispondente disco blu-ray, per
non dire del biglietto del cinema?
Misteri della distribuzione cinematografica. Che pare non aver
ancora imparato la lezione degli
Mp3: all’inizio esisteva solo la pirateria, e fu solo con l’arrivo di
iTunes Store di Apple che cominciò a farsi strada nel pubblico
l’idea di un servizio semplice ed
economico per acquistare legalmente musica online.
Google Play e gli altri servizi
disponibili oggi in Italia sono un
passo nelle giusta direzione, ma
studios cinematografici ed emittenti televisive dovranno faticare
molto per recuperare il tempo
perduto a litigare su diritti e formati. E le alternative illegali sono
ancora troppo facili da trovare:
per una curiosa ironia del mondo
digitale, basta digitare su Google
per arrivarci.

Il precursore
Latelevisione
secondoApple

1 L’Apple Tv esiste dal 2007,

ma la versione attuale è stata
lanciata nel 2010. Consente di
trasmettere a un televisore tuttoquellochesivedesulloschermo di un iPhone o un iPad,
quindi non solo foto e video,
ma anche pagine web, presentazioni e videogiochi. In più,
con l’Apple Tv si può accedere
all'iTunes Store per acquistare o
noleggiare film. Si collega al televisore attraverso un cavo Hdmi e alla rete di casa via wi-fi o
Ethernet. Ha un telecomando
in alluminio e costa 109 euro.

CLASSICI VECCHI E NUOVI
Questi titoli sono disponibili soltanto:
IL BAGNO TURCO

Infinity.tv

gratis
Chili TV

9,99
Amazon

ACQUISTO

NOLEGGIO

ACQUISTO

NOLEGGIO

ACQUISTO

NOLEGGIO

ACQUISTO

NOLEGGIO

13,99

3,99

13,99

3,99

--

2,99

--

--

--

--

14,90

3,99

--

2,99

9,90

1,99

--

3,49

--

3,49

--

--

--

--

14,99

4,09 SD

15,99

3,99 SD

7,99

2,99 SD

--

--

18,99

5,09 HD

19,99

4,99 HD

--

--

9,99

3,99 SD

14,99

3,99 SD

--

--

11,99 HD

--

17,99 HD

--

--

--

13,99

3,99 SD

16,99

4,99 SD

7,99

3,99 SD

16,99

4,99 HD

13,99

3,99 SD

14,99

3,99 SD

7,99

2,99 SD

16,99

2,99 SD

16,99

4,99 HD

16,99

4,99 HD

8,99

3,99 HD

11,99

3,99 HD

19,99

5,99 HD+

9,99

4,99 HD+

14,99

4,99 HD+

14,84 (dvd)

TEMPO

re altri contenuti sul
Chromecast: forse arriveranno,
ma l’asso nella manica del gadget di Mountain View sta nella
possibilità di portare in tv tutto
quello che è sullo schermo di
qualsiasi computer dove sia installato il browser Chrome. E
quindi anche altri servizi di noleggio film online, ad esempio
Chili.tv o Infinity.tv (che richiede
un abbonamento, oltre al costo
del singolo titolo). Abbiamo testato la funzionalità con il sito
della Rai, e l’apparecchio ha trasmesso senza problemi le immagini, proprio come avere un cavo
collegato direttamente tra computer e televisore.

AMARCORD

B

asta infilare la chiavetta nella porta Hdmi, lanciare l’app, e
anche il televisore
più stupido diventa
intelligente. Il miracolo si compie
grazie a Chromecast, lanciato da
Google qualche mese fa negli Usa
e appena arrivato in Italia. Permette di vedere in tv i contenuti
audio e video di apparecchi
Android, iPad e iPhone, si
connette a internet per riprodurre filmati da
YouTube, e soprattutto, è la chiave
che apre le porte
del Play Store, il negozio online di Google dove noleggiare
o acquistare film.
Così ognuno può crearsi
un palinsesto su misura,
mettendo insieme serie tv,
film, video dalle fonti più diverse. Era già possibile farlo
con Apple tv o con un televisore
smart, di quelli che si connettono
direttamente a internet. Ma con
Chromecast la scelta è più ampia, intanto perché il catalogo dei
film sullo store non è male, poi
perché YouTube offre gratuita-

Nuovo arrivo
Piccolo leggero
ed economico
(35 euro), il
Chromecast si
inserisce
direttamente
nella porta
Hdmi di una tv
e permette di
accedere a
YouTube,
Google Play
Film e Google
Play Musica.
È compatibile
con tablet e
smartphone
Android, ma
anche iPad,
iPhone e
Chrome per
Mac e Windows

mente interi film e contenuti da
varie emittenti televisive (c’è La
7, Rai e altri, e l’offerta in inglese è
molto più ricca). Ancora, perché
con Chromecast si può accedere
a Vevo, Red Bull TV, Viki, Post
TV (la tv del Washington Post),
senza contare le tante app musicali. I servizi aumenteranno, ma
per ora in Italia mancano quelli
che in America sono più diffusi:
Hulu, HBO, Netflix, che con un
piccolo canone mensile permettono di noleggiare film appena
usciti e serie tv esclusive, come
«House Of Cards».
Accordi con Sky, Mediaset o
Rai, avrebbero permesso di ave-

L’ERA GLACIALE 3

BRUNO RUFFILLI

GRAVITY

Passato
prossimo
Il mercato
degli
altoparlanti
per iPhone è
vastissimo,
ma
l’iRecorder è
l’unico
ispirato ai
vecchi
registratori a
cassette
portatili degli
anni settanta
e ottanta.
Compatibile
con iPhone 4,
4s, 5 e 5s, è
tutto in
plastica
colorata.
Forse non
offrirà il
miglior suono
in commercio,
ma ha un
fascino retrò
indiscutibile
(e i tasti
meccanici
comandano
davvero la
riproduzione
della musica).
Costa 40
dollari più
spese di
spedizione su
thinkgeek.com

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

HUNGER GAMESLA RAGAZZA DI FUOCO

HI-TECH

24 .Società

8,99
6,99

2,99 SD
3,99 SD

11,05 (dvd)
SKYFALL

Sony Unlimited
15,99 SD
19,99 HD
Xbox Video
14,99 SD
17,99 HD
PALOMBELLA ROSSA

Amazon

7,91 (dvd)
APOCALYPSE NOW

Amazon

9,00 (bluray)

13,07 (dvd)

7,91 (dvd)

7,12 (dvd)

Centimetri
LA STAMPA

Prezzi in euro
SD Qualità standard
HD Alta definizione (di solito 720p)
HD+ Full Hd (1080p)

Gli orologi ispirati alle gare

L’ingegnere
Iwc Ingenieur
Amg Black
Series,
orologio
automatico
in ceramica
con dispositivo
di arresto
dei secondi.
Costa
11.000 euro

CONTARE I SECONDI
E SOGNARE LA FORMULA 1
PAOLO DE V ECCHI

È

ripartito da poco il grande circo della Formula 1 e
insieme con le emozioni
dei tifosi si sono rinnovate anche le collaborazioni dell’industria del tempo con i vari team.
In gare del genere, la visibilità è molto alta ed è questa la ragione che spinge alcuni marchi
d’orologeria a investire in quel
mondo, che assicura grandi ritorni in termini d’immagine e
comunicazione. Uno degli
esempi più significativi viene
da Iwc, la manifattura svizzera
con sede a Sciaffusa, che recentemente è diventata Official
Engineering Partner di Merce-

des Amg Petronas, cosa che
l’ha portata a realizzare una serie di orologi ad alta tecnologia.
Anche Oris, un altro marchio
elvetico, è in pista correndo però con il team Williams, cui ha
espressamente dedicato un
cronografo in serie limitata e
numerata a 600 esemplari.
L’industria di settore giapponese, specializzata nell’elettronica applicata alla misurazione del tempo, è in questo caso ben rappresentata da Casio,
che è diventato uno degli sponsor di Infiniti Red Bull Racing.
L’orologio di riferimento di
questo accordo si chiama Edifice ed ha accolto su di sé molte
suggestioni tecnologiche prese

Il cronografo
Casio Edifice,
cronografo
elettronico con
cassa ricoperta
da un
materiale
speciale
resistente alle
vibrazioni.
Costa 549 euro

dalla Formula 1: innanzitutto, il
dispositivo cronografico è in
grado di registrare contemporaneamente 10 tempi sul giro e
di segnalare il più veloce, la cassa è poi ricoperta da un materiale derivato dal silicio, particolarmente resistente alle vibrazioni, lo stesso presente sull’avvitatore usato dai meccanici nella sostituzione degli pneu-

matici. C’è poi una barra in carbonio come rinforzo del supporto di raccordo della cassa
con il bracciale. Al di sopra delle parti c’è infine Rolex, che dallo scorso anno è sponsor e orologio ufficiale dell’intero circuito, aggiungendo le gare di Formula 1 alle molte altre discipline sportive con cui il marchio
con la corona collabora.

LA STAMPA

BEAUTY

DOMENICA 23 MARZO 2014

Società .25

SARA RICOTTA VOZA
Aromi
Eau
d’Arômes
di Giorgio
Armani
si ispira
al blazer
rilassato
in lino

San Babila
Difficile
definire
un’iniziativa
come il nuovo
Brian&Barry
Building
Sanbabila
che ha
appena
aperto
nel cuore
di Milano.
Su 12 piani e
6000 metri
quadri (è lo
storico
palazzo
Anni ’50
di Giovanni
Muzio)
c’è posto
per food
&beverage,
vestiti &
accessori,
home décor,
gioielleria,
orologeria,
tecnologia,
cosmetica
(Sephora)
più 8 punti di
ristorazione
(uno per
tutti:
Eataly).
La
caffetteria
apre dalle 7
di mattina,
lo shopping
fino alle 22

PERSONE

.

rofumo di uomo. Fino a non molto tempo fa era profumo
d’acqua di colonia,
poco intenso e molto
discreto, buonissimo ma non
proprio il sogno creativo di un
maître parfumeur.
Poi il vento del cambiamento
e della moda è arrivato anche
nelle pozioni
magiche dei
«nasi» più famosi, che
hanno cominciato a ricevere le richieste di stilisti che stavano rivoluzionando,
non solo il
guardaroba
dell’uomo,
ma anche il suo stile e, quindi,
anche la scia inconfondibile che
avrebbe lasciato dietro di sé.
Così nascevano le collezioni
di abiti e quelle di profumi. Una
delle più longeve e fortunate è
quella di Giorgio Armani, non a
caso nata in quegli Anni Ottanta in cui lo stilista e il vestire italiano incominciavano a incantare il mondo.
Da allora a oggi sono passati
trent’anni e si sono succedute
tre fragranze Giorgio Armani.
L’ultima, da poco nelle profumerie e già vendutissima, si
chiama Eau d’Arômes. Come i
precedenti «capi» della collezione è l’interpretazione olfattiva
di una giacca. «Quel che volevo
da questo profumo era riprodurre olfattivamente la sensazione di naturalezza, agio, sensualità di una giacca di lino»,
spiega Giorgio Armani, che nella campagna pubblicitaria di
Eau d’Arômes ha messo il proprio volto . «Ho voluto fare da
testimonial in prima persona
perché questo profumo sigla la
nuova tappa del percorso iniziato con Eau pour Homme e mi
piaceva continuare il dialogo diretto con il mio pubblico».
E quali «arômes» ha scelto il
naso Olivier Polge per esprimere
questo stile dell’uomo 2014? «La
semplicità
firmata
Armani è estremamente difficile
da creare», spiega Polge, «così
uno dei maggiori punti di interesse del profumo è il contrasto
tra le note esperidate, fresche,
come il limone, e il calore e la
consistenza sensuale delle note
boisé e speziate». Ci sono infatti
il bergamotto, il mandarino e lo
zenzero; e poi il cardamomo, la
salvia aromatica, il peperoncino, l’ambra grigia. Anche
il flacone si ispira alla giacca: struttura semplice, vetro
spesso dalle sfumature ocra, base a scanalature metalliche e

P

Smoking
Eau de Nuit
è l’essenza dell’abito
da sera: uno smoking
nero-blu di Armani

Icona
Eau pour Homme
interpreta la giacca
destrutturata, nata
negli’ 80, ma atemporale

Ecco Eau d’Arômes, terza fragranza della linea dello stilista

PROFUMODI UOMO
INGIACCADILINO
GIORGIOARMANI
tappo in bachelite nera.
Trent’anni, si diceva, da Eau
Pour Homme. È il 1984 quando
esce questa prima fragranza,
commissionata al parfumeur
Roger Pellegrino e longseller ancora oggi. «Negli anni Ottanta il

«La semplicità è difficile
da creare»: qui è
racchiusa nei contrasti
di note fresche e boisé
trend era verso le note forti e
Eau pour Homme si è liberato di
questi codici», racconta Pellegrino, «è stata un’impresa ma abbiamo creato una fragranza fresca e sensuale».

La giacca a cui si ispirava il
profumo (e anche il flacone) era
quella destrutturata, diventata
uno dei pezzi chiave del guardaroba Armani. «Eau pour Homme fu il mio primo profumo, e un
successo immediato», ricorda
Giorgio Armani. «Non dimentico la sorpresa dell’aver condensato la mia idea di stile maschile
in un profumo. La prima volta è
sempre magica».
In mezzo c’è Eau de Nuit, nato
nel 2013 e ispirato al momento
prodigioso in cui la fine del giorno si fonde con la notte. La giacca è quindi quella dello smoking,
e il flacone quello del profumo
gemello da giorno, ma in vetro liscio nero. E alla cascata fresca e
luminosa di Eau pour Homme,

La collezione Geox for Valemour è stata creata da un team di ragazzi disabili

BORSE E SCARPE, BELLE E GENEROSE
na limited edition di sneakers, sciarpe e shopping bag coloratissime e
vivaci, proprio come il team che
l’ha creata e realizzata: 40 ragazzi con disabilità intellettiva
(in gran parte con Sindrome di
Down), guidati dall’artigiano
del colore Fulvio Luparia.
La nuova linea di accessori
Geox for Valemour - marchio
sociale ideato dalla Fondazione
Più di un sogno - è stata presentata in grande stile questa settimana a Milano e in simultanea nei flagship store Geox di
Torino, Verona e
Padova, dove si
troverà l’intera
limited edition,
che comprende la
sneaker Smart (uomo donna e

U

La collezione
Geox
for Valemour

Testimonial
Giorgio
Armani
ha scelto
se stesso
come volto
del suo
Eau d’Arômes

Carezze di carta
IlconcorsoScottex
1 Anche la carta igienica si

rinnova e si propone come
prodotto con performance
«emozionali»: Scottex lo fa
con la tecnologia produttiva
AirTouch e premierà i suoi
clienti con il concorso «Vinci il
rotolo delle carezze» che
mette in palio un premio a
scelta del valore di 3000 euro.
Dal 27/02/2014 al 31/01/2015
acquistando i prodotti Scottex L’Originale, La Maxi, La
Salvaspazio, Karitè e Family
in tutti i loro formati si potrebbe trovare uno dei tanti
rotoli «fortunati».

bambino), maxisciarpe in seta e
cotone, shopping con manici e
profili in ecopelle. Il materiale
comune è il canvas, tinto naturalmente in tutte le gradazioni
del blu, del viola e del rosso. I 40
ragazzi hanno dipinto a mano
6500 teli di canvas applicando
vernici atossiche, utilizzando
pennelli e rulli a stampa, giocando con i colori secondo le loro ispirazioni e mettendo a frutto il talento per la cromaticità
che Fulvio Luparia ha riconosciuto in loro.
Le iniziative benefiche nel
mondo della moda per fortuna
non sono più una novità - la
chiamano «charity» - ma questa è diversa perché slegata dal
concetto di assistenzialismo e
mirata a costruire un «progetto
di vita vera», che dia una possi-

Eau de Nuit aggiunge la sensualità calda delle spezie, del cedro e
anche dell’iris.
Ma a chi non è né «naso» né
stilista resta la curiosità di chiedersi in che cosa una giacca e un
profumo si assomiglino e quando e come un profumo debba essere «indossato» da un uomo.
«Un abito, come un profumo, è
complemento della persona e
del suo carattere», risponde
Giorgio Armani. «Non deve mai
invadere o prevaricare, ma esaltare l’unicità di ciascuno, con
semplice naturalezza. Il profumo lo si può indossare tutto il
giorno, sempre e solo sulla pelle,
ma non dovrebbe mai aggredire
l’olfatto di chi ci sta vicino, come
invece succede troppo spesso».

bilità di integrazione alle persone con disabilità intellettiva attraverso l’impegno nella vita
quotidiana e la creatività.
«Geox era pronta ad accogliere questa iniziativa», spiega
Anna Licia Balzan Moretti Polegato, madrina del progetto,
«poiché la nostra è un’impresa
che si basa sulla famiglia e quindi particolarmente sensibile al
tema dell’inserimento appro-

Quaranta giovani
hanno dipinto 6500 teli
guidati dal maestro
Fulvio Luparia
priato di questi ragazzi nella vita quotidiana; ne è nata una collezione che, sono convinta, piacerà ai nostri clienti come piace
a me». Oltre a Geox,a Luparia e
ai ragazzi, il progetto è diventato realtà anche grazie alle famiglie, a professionisti e educatori
e volontari che ogni giorno lavorano con loro.
[S.R.V.]

26 .Società

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Domenica
con
Alain Elkann

tempo. Non ho dubbi: le idee e l’arte
del governare sono le due cose che
plasmano le nostre vite».

culturale: non è facile.

«Quando gli Usa divennero una federazione di Stati, anche se ognuno
mantenne le sue differenze, si riunirono sotto un governo centrale. Se
uno Stato fallisce, ciò non influisce sul
potere centrale. In Europa, invece,
anche lo Stato più debole può mettere ko il più forte».

Qual è la missione dell’Institute of
Governance?

«Lavoriamo sulle idee e sulla loro attuazione, con tre aree d’interesse. La
prima è lo Stato della California, la seconda è l’Europa, la terza è il contesto
globale. Ci sforziamo di non essere
solo un think tank, ma di ottenere dei
risultati. E’ interessante notare che,
più ci si concentra sul locale, maggiori sono i risultati. Così, in California,
abbiamo ottimi risultati. In Europa
sono abbastanza buoni, mentre la dimensione globale è la più difficile. E in
ogni contesto abbiamo un gruppo di
cittadini illustri ed esperti pronti a
dare una mano».

L’Europa ha una moneta forte?

«Sì, ma bisogna poter vedere un futuro per i propri figli e nipoti. E per
questo c’è bisogno di crescita economica, altrimenti la gente comincia ad
avere paura. Senza crescita si apre la
porta al populismo. Ma, se l’Europa
non diventerà una federazione con
un potere centrale, non ci sarà alcuna crescita».
Cos’è il World Post?

«Si voleva trovare un buon mezzo di
comunicazione per chi collabora con
noi e per altri che hanno voce in capitolo, una sorta di podio ad alta visibilità in un mondo sempre più frammentato. Volevamo anche avere una grande diffusione e così ci siamo associati
all’Hufftington Post».

E l’ attività in Europa?

Nicolas
Berggruen è un cittadino del mondo nel
vero senso della
parola. Per molti
anni non ha avuto
una casa ed è vissuto in diversi alberghi in giro per il pianeta. Ora, da
qualche anno, passa sempre più
tempo a Los Angeles. Dice: «Mi
sento a casa ovunque mi trovi, non
sento il bisogno di appartenere a
un luogo. In questo sono un po’ diverso dagli altri».

«Attualmente è gestita da Mario
Monti e abbiamo una persona chiave
per ogni Paese importante, oltre ad
esperti e studiosi. Persone come
Schroeder, Gonzales, Delors. Noi riteniamo che chi è al potere non abbia
un pensiero indipendente».
Con situazioni come quella dell’UcrainaedellaCrimeacomevimuovete?

«Ci concentriamo sulle strutture politiche e cerchiamo di cambiarle o migliorarle, non ci occupiamo di questioni che sono abbondantemente seguite dagli esperti, dalla stampa e dai
governi. Secondo noi, l’eurocrisi è politica e non solo economica. La crisi
economica è il risultato di uno schema politico incompleto. L’Europa ha
una sola moneta, ma non può rafforzarsi. Nessun granLei è un uomo
d’affari di sucLA CRISI de centro economipuò funzionare
cesso: perché
«Quella dell’Unione co
bene senza avere un
dedica così tanè anche politica centro fiscale e sento tempo al ruoe
non
solo
economica» za la capacità di aulo di presidente
tofinanziarsi. L’Eudell’Institute of
Governance e alla sua nuova pub- ropa non ha un potere centrale, non
ha un ministro delle Finanze o degli
blicazione, World Post?
«Sono convinto che, se al primo po- Esteri. Nessun centro fiscale».
sto c’è la cultura, subito dopo segue
Il ruolo della Germania in Europa è
la governance politica. Considero
soverchiante rispetto agli altri Paesi?
un successo la possibilità di avere «La Germania da sola non può farceun impatto, di dare il mio contributo la. E’ come una famiglia. Anche se sei
al cambiamento e alla gestione poli- il capo, ci sono gli altri».
tica. Ho studiato politica e filosofia
Ognuno parla una lingua diverse, ha
ed è stato come tornare indietro nel
regole diverse, una diversa eredità

Chi l’affianca in questa impresa?

«Nathan Gardels è il redattore capo e
lavoriamo insieme da tempo. Io ho il
privilegio di avere la responsabilità
dell’Istituto e ora del World Post. Abbiamo uffici a New York, Los Angeles,
Berlino e Pechino».
Lei è ancora un uomo d’affari?

Nicolas Berggruen
Businessman e filantropo

“L’Europa
ha bisogno
di futuro”

Non solo
felicità

GIACOMO PORETTI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

P

«Il Museo a Berlino è aperto e lo sostengo, così come io e la mia famiglia
siamo molto coinvolti nel museo di
Los Angeles, il “Lacma”. Io colleziono arte contemporanea e lì ce molto
bisogno».
Lei ha spiegato che l’Institute of Governance è particolarmente interessato ai mutamenti politici: quale
pensa potrà essere il futuro della democrazia?

«I principi democratici sono magnifici, ma l’esperienza democratica comincia a essere minacciata».
Traduzione di Carla Reschia

Dalla carpa d’acqua
dolce al lardo
di Colonnata,
dalle intolleranze
alimentari alle riniti
allergiche, dall’happy
hour al cachemire:
le mie proposte
per aggiungere
altri eventi speciali
a una lista già lunga

iac
di G om

o

Il mond
o

E il Museo della sua famiglia, a Berlino, creato da suo padre?

Idee
in libertà

La Giornata
mondiale
dichiarata
dall’Onu
si affianca
a una serie
di altre
(spesso non così
indispensabili)

er l’anno in corso l’Onu ha dichiarato 119 giornate mondiali
di mobilitazione su temi universalmente considerevoli. Troverete l’elenco consultando svariati siti Internet. Ad alcune di queste
giornate mi sarebbe proprio piaciuto partecipare.
Il 16 di settembre mi sono perso
la Giornata mondiale per la preservazione della cappa di ozono
e il 21 febbraio la Giornata
mondiale della Lingua madre, addirittura il 9 luglio,
mentre io sguazzavo nel
mare di Varigotti, vigeva la
Giornata mondiale per la
distruzione delle armi di
piccolo taglio, per non parlare del 26 aprile, giorno del
mio compleanno: io mi abbuffavo con le meringhe e nel mondo si
celebrava la Giornata mondiale
per la proprietà intellettuale. Mi
sono preso un impegno con me
stesso: cascasse il mondo, ma il
prossimo 7 dicembre, Giornata
mondiale dell’Aviazione civile, andrò in pellegrinaggio all’aeroporto di Orio al Serio.
Bisogna ammetterlo: questa
vecchia istituzione, l’Onu, avrà
perso un pochino di autorevolezza
nel dirimere i conflitti a livello
mondiale, ma la sua attenzione ai
problemi dell’umanità è rimasta
inalterata. Certo, molto è ancora diale a difesa delle mezze stagioni,
da fare, innumerevoli sono le cate- Giornata mondiale a sostegno del pigorie, i gruppi sociali, cose, oggetti solino post-prandiale, Giornata
che sono continuamente vilipesi mondiale della carpa d’acqua dolce,
che subiscono
Giornata mondiasoprusi o peggio
MOMENTI VUOTI le del gorgonzola
ancora che ridei formaggi di
L’11 agosto scivolerà via efossa,
schiano l’estinGiornata
anonimo, tra un bagno mondiale del cazione. E’ per
al mare e un pisolino postazione, degli
questo che vorrei suggerire
idraulici, degli
qualche tema: Giornata mondiale imbianchini e delle commesse di
per i dialetti, Giornata mondiale profumeria. Giornata mondiale delle
contro l’alopecia, Giornata mon- colf e badanti in nero, Giornata mon-

«Sì, ma sto cercando di trasferire le
mie attività in investimenti passivi.
La Berggruen Holdings ha investimenti nel settore manifatturiero, nei
servizi, nel comparto immobiliare».

Quando la Giornata mondiale
delle giornate inutili?
L’Onu ne ha istituite 119, dimostrando una sfrenata fantasia
diale dell’happy hour, Giornata mondiale dello shopping, Giornata mondiale del cabinato, del cabriolet e del
pret-a-porter, Giornata del cachemire e filati preziosi, Giornata mondiale dell’amante e della scappatella coniugale, Giornata mondiale del
weekend, Giornata mondiale del fuoristrada, Giornata mondiale dei reality delle fictions televisive, Giornata
mondiale dell’aperitivo rinforzato,
del tre per due e dei prodotti biologici, Giornata mondiale del bridge e
della scopa d’assi, Giornata mondia-

le dell’aggressività, Giornata mondiale delle intolleranze alimentari e
delle riniti allergiche, Giornata mondiale degli insaccati, Giornata mondiale del sano egoismo e dell’impegno nel sociale, Giornata mondiale
della beneficenza, Giornata mondiale degli animali da appartamento,
Giornata mondiale dell’architetto e
dell’inutile designer.
Giornata mondiale del vino bianco
fermo, Giornata mondiale dei pedalò,
Giornata mondiale della cravatta,
Giornata mondiale della virgola e del-

la punteggiatura, Giornata mondiale
del parcheggio a pagamento, Giornata della scollatura e della minigonna,
Giornata mondiale degli abitanti di
Pizzighettone, Giornata mondiale del
lardo di Colonnata.
Che siano forse troppe?
E gli altri giorni in cui non è stato
decretato nessuna giornata speciale? Il 16 aprile, per esempio, perché
non succede nulla di rilevante, cos’ha in meno del 9 ottobre (Giornata
mondiale della Posta - verrebbe malignamente da domandarsi: cartacea
o via web?). E perché l’11 di agosto
deve scivolare via anonimo tra un pigro bagno al mare e un pisolino sotto
l’ombrellone e, invece, nello stesso
mese (il 12) si festeggia la Giornata
contro la schiavitù?
Forse è il caso di avvisare l’Onu
che per eliminare queste odiose discriminazioni del calendario venga
istituita la Giornata mondiale delle
giornate inutili, magari da celebrarsi
il 29 febbraio.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

.

Società .27

Viaggio nell’Italia del cibo d’eccellenza

Come
una
volta

Le confetture d’alta quota
prodotte al ritmo della natura

M ICHELE BRAMBILLA
INVIATO A GRESSAN (AOSTA)

I

loro unici dipendenti sono dei
nematodi: «Animali triblastici,
protostomi, pseudocelomati,
vermiformi a simmetria bilaterali», ci informa l’enciclopedia;
vermi, in parole povere. Simone Lavy e Silvana Glarey, marito e moglie,
titolari della Agrival, li utilizzano a
centinaia per combattere un nemico
pericoloso per l’attività di un’azienda
agricola, quasi quanto il fisco e la burocrazia: e cioè i maggiolini, ghiotti
di radici di piante, in particolare di
quelle dei lamponi. I nematodi regolarmente assunti dalla Agrival si nascondono nel terreno e, appena scorgono una larva di maggiolino, gnam,
se la mangiano.
Tutto questo perché Simone e
sua moglie Silvana non usano pesticidi, insetticidi o qualsiasi altra diavoleria moderna. Tutto qui si fa «come una volta» o se preferite come
Dio comanda.
Siamo a Resselin, frazione del
Comune di Gressan, sopra Aosta,
3.135 abitanti in 25 chilometri quadrati. I coniugi Lavy hanno un piccolo frutteto qui vicino, a Saint-

Silvana, Simone e il sogno (realizzato) di fare agricoltura secondo la tradizione
Sopra Aosta

Tra le montagne
Resselin è una frazione del Comune
di Gressan (poco più di 3 mila abitanti)

GLI UNICI «DIPENDENTI»

Sono i nematodi, cioè i vermi
che combattono i maggiolini
senza pesticidi o insetticidi
I TEMPI

«Facciamo tutto noi da soli:
si parte a maggio con le ciliegie
e si arriva a ottobre con l’uva»
Pierre. Si lavora rispettando i tempi
della natura: si parte a maggio con
le ciliegie, poi le albicocche, le pesche e avanti fino a ottobre, con mele pere e uva. Le arance e i limoni,
invece, le comprano dalla Sicilia; le
arance amare dalla Liguria.
Da un po’ hanno anche una serra
di 120 metri quadrati per le fragole.
«Le fragole - spiega Silvana - hanno
bisogno di una cura che non si può
neanche immaginare». Quanto ai
lamponi, poi, in parte abbiamo detto.
«Sono delicatissimi - dice Simone -.
Li abbiamo piantati su un terreno di
2 mila metri quadri dopo aver fatto
tutti i test. Il ph era idoneo, sembrava
tutto a posto e invece, sorpresa, ecco
i maggiolini che arrivano a mangiarsi le radici. Così, dopo aver fatto l’impianto e visto quante larve c’erano,
abbiamo messo l’arma segreta, i nematodi-mangia-larve-di-maggiolino». Arma segreta ma legittima e naturale, s’intende.
I maggiolini non sono l’unico inconveniente. La natura non sempre è
benigna. Il tempo, ad esempio. «L’anno scorso abbiamo avuto una gelata
tardiva, in aprile. Sa che cosa ha voluto dire? Che non abbiamo avuto né
pesche né albicocche né ciliegie».
Facciamo la consueta domanda banale che fanno quelli di città: quant’è
dura la vita dell’agricoltore? «Il lavoro, perlomeno come lo facciamo noi,
è certosino - rispondono -. Le potature sono fatte ovviamente tutte a mano e ogni pianta ne richiede una particolare. Se poi la nostra frutta non è
sufficiente, la compriamo da altri
piccoli produttori della zona. Tutta
frutta valdostana, insomma, agrumi
a parte. Riposarci? L’unico periodo è
un po’ la primavera. Un po’».
Fatiche non vane, perché i prodotti finali sono davvero una delizia.
Marmellate di frutta tradizionali nella lavorazione, ma innovative nella
composizione e nel gusto. Ad esempio. La confettura di mele e pomodori verdi da abbinare ai formaggi grassi. Quella di mele e liquirizia («Una
nostra esclusiva») per i formaggi erborinati, soprattutto gorgonzola, ma
anche caprini. Quella di mele e pompelmo rosa («Altra nostra esclusi-

La fattoria
L’Agrival ha bandito dalle proprie coltivazioni
tutti i pesticidi e gli insetticidi

Simone Lavy
e Silvana Glarey
con le loro confetture
«firmate» Agrival

I prodotti
Marmellate di frutta tradizionale,
ma innovative nei gusti e nella composizione

FOTO: MICHELEL BRMABILLA

30
al giorno
È la produzione dei
vasetti della Agrival:
una quantità
tipicamente artigianale
che garantisce
la massima qualità

25-30
giorni
È il tempo di conservazione
in frigorifero di
un barattolo aperto:
l’assenza di conservanti
lascia il posto ai
processi naturali

va») per i formaggi freschi e la colazione. Quella di sambuco («Se ne fanno
solo 50 chili all’anno») per la selvaggina, le carni bianche e la colazione.
Quella di mirtilli per la colazione.
Inutile specificare che di conservanti, in questi prodotti, non ce n’è
neppure l’ombra. Quindi un barattolo dura anche due anni se non lo
apri, ma non più di 25-30 giorni (in
frigorifero) una volta che è stato
aperto. «Quelle in agrodolce - spiega
Simone - durano però molto di più
perché c’è il potere conservante dell’aceto di mela», naturalmente prodotto anch’esso dalla Agrival.
Chi si trovasse ad aprire uno di questi barattoli immagini il lavoro che ci
sta dietro. Prima quello al frutteto, di
cui s’è detto. Ma poi la confezione.
«Per fare una confettura - spiega Silvana - usiamo solo frutti maturi al punto
giusto, ancora sodi. E li lavoriamo a
mano. Una fragola, ad esempio, va prima pulita tutta con il bicabornato, poi
le va tolto il picciolo, quindi la si taglia
a cubetti con un coltello. Un’arte che ci
ha insegnato Laura Coquillard, la signora che due anni fa ci ha venduto
questa ditta e che ha sempre lavorato
con tecnica tradizionale.

Per capire che cosa si intende per
tecnica tradizionale: «Facciamo - dice
Silvana - cinque chili di frutta per cotta», dove per «cotta» s’intende un padellone da mettere sul fuoco; «altri
fanno cuocere anche 70 chili di frutta
per volta». La cottura, a fuoco lento,
dura un’ora e mezza-due.
TUTTO A MANO

«Solo frutti maturi al punto giusto,
ancora sodi, lavorati uno per uno
e cotti a fuoco lento per ore»
NIENTE GASTRITE

Tra i prodotti dell’Agrival
il rimedio con bacche di ginepro:
un cucchiaino e digerisci tutto
Dai cinque chili di cotta vengono
fuori più o meno 15 vasetti di confettura e, siccome ci vuole una giornata intera per preparare due cotte, la media
della produzione è una trentina di vasetti al giorno.
«La confettura di mele e pompelmo rosa, ad esempio, richiede un lavoro particolarmente impegnativo.
La buccia del pompelmo viene ta-

gliata a mano, messa a bollire nell’acqua calda e poi fatta “sbollentare” - noi diciamo così - per estrarne
la parte amara. Solo dopo viene abbinata al succo di pompelmo e di mela». Perfino le etichette dei vasetti
sono fatte a mano, da Silvana.
Che cosa porti una coppia di sposini
a fare una vita e un lavoro così è una
cosa che, ahimè, oggi fa spesso difetto
anche ai giovani: la passione. Simone è
diplomato come perito agrario, ma solo un anno fa è riuscito - dopo alcuni
lavori «normali» - a realizzare il suo
sogno: fare l’agricoltore.
Lui e Silvana vivono così, facendo
tutto in casa e vendendo i loro prodotti
nei mercati e nelle fiere della Valle
d’Aosta; solo da poco è cominciata anche la vendita on line, tramite il sito
www.marmellateagrival.it.
Di sicuro vivono meglio di tanti cittadini delle metropoli e non soffriranno di gastrite. Anche perché producono pure il «Tzenevrou», rimedio
tradizionale valdostano a base di bacche di ginepro: dicono sia uno straordinario maalox naturale, un cucchiaino e digerisci tutto, vengono anche da
Milano per comprarlo.
[4. Continua]

T1 CV PR T2

DOMENICA 23 MARZO 2014 LA STAMPA 28

Mobili di qualità,
prezzi leggeri.
E
D
N
GRA
A
T
I
D
SVEN
a Feletto Canavese!
APPROFITTA DEL BONUS FISCALE PER CHI RISTRUTTURA

DE TRAZIONE DEL

sull’acquisto dei mobili!

www.giordanoarreda.it

LA NOSTRA FORZA È L’ONESTÀ. DAL 1947.
Trovarci è facile! A 26 km da Torino vi aspetta una grande esposizione.
Da Torino imboccare la superstada per Caselle, prendere l’uscita numero 3 (Rivarolo-Ceresole) e proseguire per la SP 460 ino a Feletto Canavese.

APERTO TUTTE LE DOMENICHE E I FESTIVI • CHIUSO IL LUNEDÌ MATTINA

Feletto Canavese (TO) • Via Circonvallazione 30 - AMPIO PARCHEGGIO INTERNO - Tel. 0124 490586 - info@giordanoarreda.it

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

ECONOMIA
FINANZA

Il riepilogo dei mercati
settimanale dal 31/12/13
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare
DOWJONES(New York)
NASDAQ(NewYork)
FTSE(Londra)
DAX(Francoforte)

+3,08%
+3,04%
+1,77%
+0,76%
+0,45%
+3,16%

+10,57%
+10,74%
-0,93%
+2,97%
-2,59%
-2,19%

.

29

&

IL CASO DELLE VETTURE MALFUNZIONANTI: GIÀ 1,6 MILIONI DI RICHIAMI

General Motors
Ipotesi di frode
sul salvataggio
Inchiesta su Gm: quando fu salvata nel 2009
avrebbe nascosto i difetti delle auto ora richiamate
PAOLO MASTROLILLI

Dalla brutta figura di dover
richiamare oltre un milione
e mezzo di auto difettose, all’incubo di un’inchiesta penale per aver violato le leggi
sulla bancarotta. E’ la parabola che rischia la General
Motors (Gm), dopo il caso
che ha spinto la stessa ceo
dell’azienda, Mary Barra, ad
ammettere che dietro ai suoi
cancelli «sono avvenute cose
orribili».
Il problema risale agli anni 2004 e 2005, quindi prima
della crisi economica che
aveva portato la casa di Detroit sull’orlo del fallimento.
La Gm doveva competere
con la concorrenza, soprat-

Il dubbio è che
la casa Usa sapesse
dei problemi e li abbia
taciuti al governo
tutto quella giapponese, e
aveva lanciato alcuni nuovi
modelli della Cobalt, la Saturn Ion e altre macchine,
con un sistema di iniezione e
un cambio avanzato. L’operazione però non aveva funzionato. Le auto erano risultate difettose, ma l’azienda
aveva evitato di fare le modifiche necessarie. In totale,
nel corso del tempo, questo
problema aveva provocato
31 incidenti, in cui erano
morte 12 persone.
Ad un certo punto l’azienda si era resa conto che
avrebbe dovuto ritirare le

REUTERS

La Saturn Ion, una delle vetture che Gm ha richiamato

Mary Barra, Ceo di General Motors

auto difettose dal mercato,
ammettendo il suo errore. Il
problema ora sta tutto qua,
cioé nei tempi e nei modi di
questa scoperta. La Gm, in sostanza, sapeva di avere davanti questo intervento molto
costoso, quando nel 2009 si
riorganizzò attraverso il fallimento controllato? Se lo sapeva, perché non lo comunicò ai
suoi interlocutori del governo,
che avevano offerto i soldi dei
contribuenti per salvarla?
L’ipotesi è quella della frode ai
danni dello stato, che si trasformerebbe in un vero incubo per l’azienda.
Dopo la crisi economica,
infatti, la Gm aveva fatto ricorso al Chapter 11, cioé la
protezione dai creditori, per
potersi ristrutturare. L’amministrazione Obama era in-

tervenuta con gli aiuti offerti
all’intero settore, ma tutta
l’operazione si basava sulla
separazione della vecchia
compagnia da quella nuova.
La vecchia sarebbe diventata
la “bad company” che doveva
contenere tutti i problemi,
cioé gli stabilimenti chiusi, i
debiti, e anche le compensazioni dovute per gli incidenti
avvenuti nel passato.
I negoziatori della Gm, però, non informarono i loro interlocutori dei guai avuti con
il milione e 600.000 auto difettose, che dovevano essere
richiamate. Le vittime degli
incidenti poi aspettavano di
essere compensate, e quindi
questo aspetto della vecchia
attività sarebbe certamente
dovuto rientrare nella struttura della bad company. Se i

dirigenti della General Motors erano al corrente dell’intera vicenda, e non ne parlarono con lo Stato per nasconderla, potrebbero correre il
rischio di essere incriminati
per frode.
Proprio in questi giorni anche la Toyota ha dovuto risolvere un caso simile, che riguardava migliaia di auto difettose in cui l’acceleratore restava incastrato. La casa giapponese ha accettato di pagare
1,2 miliardi di dollari per chiudere il contenzioso, ma nel caso della Gm non è detto che la
soluzione economica possa
bastare.
Il primo problema è di natura politica. Gli aiuti che lo
stato concesse per salvare
l’azienda automobilistica vennero dalle tasse, e i contribuenti accettarono di partecipare perché volevano salvare
i posti di lavoro legati a questo
settore industriale strategico.
Scoprire di essere stati presi
in giro creerebbe un grave
problema di immagine. La
bancarotta fraudolenta, però,
sarebbe un reato, e se l’inchiesta ormai avviata dal dipartimento alla Giustizia lo confermasse, la soluzione del caso
potrebbe diventare più complessa di quello della Toyota.

LA RICERCA: GLI EX BANCHIERI CHE CAMBIANO LAVORO IMPONGONO ORARI LUNGHI AI NUOVI COLLEGHI

Wall Street esporta i suoi vizi
LUCA FORNOVO

Wall Street, con i suoi banker,
i manager della finanza, drogati di lavoro (workaholic) e
tiratardi, che passano la notte
davanti al computer, ha contagiato altri ambienti di lavoro.
I professionisti della finanza sono così abituati a stare
ore e ore davanti alla scrivania che, quando lasciano il posto in banca, finiscono per imporre ai nuovi colleghi il loro
stile di vita da tossici da super
lavoro. E a farli lavorare più

ore. Alexandra Michel, docente
all’Università di Pennsylvania
con un passato in Goldman Sachs, è arrivata a queste conclusioni e le ha pubblicate in una
ricerca sociologica.
La Michel ha concluso il suo
studio, dopo aver seguito per 12
anni le carriere di giovani
banker degli Usa. Secondo la
ricerca, quando un ex banchiere va a a lavorare, per esempio,
come consulente delle risorse
umane di un’azienda, tendenzialmente le ore di lavoro che
gli altri dipendenti trascorrono

in ufficio via via aumentano
perché il banker impone la cultura ereditata da Wall Street.
«Di solito non lo fa volontariamente - spiega la Michel - ma
per lui è la routine, a cui era
abituato prima».
Vecchi e cattive abitudini dure a morire. Anche quando un
banker, per disintossicarsi dal
super lavoro, ha deciso di mollare il posto per avere una vita
tranquilla e dedicare più tempo
a moglie e figli. La Michel cita
diversi casi di manager che anche con la nuova occupazione

continuano a lavorare non meno di 11 ore.
«I nostri standard di ciò che
è normale - spiegano gli ex
banker - sono stati così stravolti
da Wall Street - che ormai non
riusciamo a fare una vita serena a lungo, senza annoiarci ed
essere insoddisfatti». E così
molti abbandonano un posto
tranquillo. E spesso per cercare
nuovi stimoli si reinventano imprenditori. Ecco allora che il lupo di Wall Street, perso il posto
(in banca), non perde il vizio. Di
lavorare troppo.

GROS-PIETRO (INTESA SANPAOLO)

«Con gli stress test delle banche
tornerà la fiducia sull’Europa»
1 «Siamo fiduciosi nell’ope-

rato della Bce e sulle iniziative che saranno attuate nei
prossimi mesi. Grazie gli
stress test e all’Asset quality
review ritornerà la fiducia
nelle banche europee». Arriva una ventata di ottimismo
dal presidente del consiglio di
gestione di Intesa Sanpaolo,
Gian Maria Gros-Pietro, ieri
al forum della Confcommercio a Cernobbio. Dopo l’esame della Banca centrale europea, secondo Gros-Pietro il
sistema bancario del Vecchio
continente «sarà più solido e
ciò innescherà la ripresa del
credito nell’Eurozona». Finora, ha proseguito il banchiere,
«nonostante i primi mesi del
2014 abbiano finalmente registrato un ritorno alla crescita
delle esportazioni, con segnali positivi anche dal mercato
interno, le banche non hanno
ancora visto un miglioramento sensibile». I crediti problematici ammontano «all’8,4%

Gian Maria Gros-Pietro

degli impieghi totali; abbiamo
osservato, in particolare, una
ulteriore accelerazione delle
sofferenze tra la fine del 2013
e l’inizio di quest’anno». La
ragione di questo fenomeno,
secondo Gros-Pietro, è che la
crescita della produzione industriale si rifletterà solo dopo sull’andamento delle sofferenze. Gli effetti di tale miglioramento, dunque, si vedranno solo tra qualche mese
nei bilanci delle banche. «Sono convinto - ha concluso che nel 2014 vedremo rallentare decisamente l’incidenza
dei crediti problematici».

TRIBUNALE DI ASTI
FALL. N. 3/14 R.F.
Beni mobili in blocco: Motocicli, ricambi ed accessori varie marche, beni mobili e macchine per ufficio oltre attrezzature per officina. Prezzo base: Euro 70.000,00 in caso
di gara aumento minimo Euro 1.000,00. Vendita invito a offrire: 31/03/2014 ore
15.00, innanzi al Curatore Dott. Carlo Odorisio presso il proprio studio in Torino, Via
San Quintino, 10. Deposito offerte entro le ore 12.30 del 31/03/2014 presso lo studio
del Curatore. Maggiori info presso il Curatore tel. 0115618280 - fax 0115064470 e-mail carlo.odorisio@gmail.com e su www.tribunale.asti.it, www.giustizia.piemonte.it
e www.astegiudiziarie.it. (A259728).

Questi
e molti altri avvisi
li puoi trovare
anche su internet

Consulta i siti
www.legaleentieaste.it
www.lastampa.it

Questi e molti altri avvisi
li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti
www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it

30 .Agricoltura

Qui
Europa
A CURA DI Marco Zatterin

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Pac

Vino

Aiuti

Consenso al 77%

Protesta web

Doppi controlli

Tonno
Via agli indennizzi

1 Contro l’Europa, ma favore-

1 Preoccupati per la liberaliz-

1 Duello sui conti agricoli sul-

1 L’Avvocato della Corte di

voli alla Politica agricola comune. Il 77% dei cittadini europei ritiene che la Politica agricola comune sia per loro vantaggiosa, il
che fa davvero pensare sui sondaggi. Queste, sono le conclusioni del lavoro di Eurobarometro.

zazione dei domini web «.wine»
e «.vin» da parte dell’Internet
Corporation for Assigned Names
& Numbers il presidente Schulz
ha scritto agli americani. «Evitare che la concessione di indirizzi
“premium” inquini il mercato».

la spesa a dodici stelle per evitare
le frodi. La Corte dei conti Ue denuncia come «non affidabili» i
controlli sulle spese agricole effettuate dagli Stati membri. E la
Commissione Ue che annuncia
nuovi giri di vite.

giustizia Ue ha ribaltato la sentenza che aveva respinto il risarcimento di danni da parte delle
aziende tonnare di Italia, Francia, Grecia, Cipro e Malta. I pescatori che avevano lavorato oltre il limite saranno indennizzati.

Sostiene
Slow Food

20.474

CINZIA
SCAFFIDI

aziende
Quelle in tutta Italia
attive nel 2013
Quasi la metà sono
concentrate
nel Nord

Porte aperte
quando si parla
d’ambiente

1
miliardo
È il fatturato annuo
ma la redditività media
di un’azienda si ferma
tra i 28 mila e i 30 mila
euro l’anno

LA NUOVA STAGIONE È APPENA INIZIATA: PREVISTO UN MILIONE DI VISITATORI NEL PONTE DI PASQUA

Agriturismo, vince la fattoria didattica
Le aziende diversificano l’offerta per battere la crisi (- 5%) e i costi della burocrazia
MAURIZIO TROPEANO
TORINO

Pianoforti e chitarre negli
spazi comuni. La fattoria che
si trasforma in atelier per pittori o galleria per esposizione
temporanea di quadri e sculture. Le visite didattiche. La
musica sotto il cielo. E, naturalmente, il cibo. I gestori degli agriturismo provano a diversificare la loro offerta per
cercare di intercettare ospiti
vecchi e, magari nuovi, quelli
che per colpa della crisi hanno ridotto i viaggi brevi con
«cali sensibili del numero
delle presenze e punte del
-5% rispetto allo stesso periodo del 2013», spiega TurismoVerde. l’associazione nazionale agrituristica della CiaConfederazione italiana agri-

glie la vacanza in agriturismo
per stare a contatto con la natura, il 39 per cento per il cibo e il
15 per cento per «ricariche le pile» dopo un periodo di stress. Il
«boom» maggiore nel 2013, però, è costituito dall’attività di
«fattoria didattica», con un incremento del 15 per cento e oltre 1.200 aziende «abilitate».
Gli operatori sperano in una
ripresa legata al lungo ponte
pasquale, sono previti un milione di visitatori. Una boccata di
ossigeno per un settore che in

Intervista

Un’impresa su tre
è guidata da donne
L’80% dei clienti
ha fra i 28 e i 50 anni
coltori che oggi apre ufficialmente la stagione 2014.
L’attività agrituristica è
relativamente più concentrata nel Nord del Paese, dove si
rilevano il 46,7 per cento delle
aziende. Più di un agriturismo su tre è a conduzione
femminile.
Nel 2013 le offerte low cost
sono aumentate del 30% trainate anche dal fatto che il 37%
dei clienti ha scoperto la vacanza in campagna attraverso
Internet. L’80 per cento degli
ospiti ha un’età compresa tra i
28 e i 50 anni, ma il numero
dei sigle è cresciuto di oltre il 5
per cento negli ultimi 10 anni.
Oltre il 20 per cento dei clienti
chiede servizi legati al benessere e al “wellness” mentre il
46 per cento degli ospiti sce-

Un Forum di tre giorni ad Asti
Accoglienzaepromozionesulweb
1 Da martedì ad Asti e a

Montemagno nel Monferrato,
tre giorni intensi di incontri e dibattiti per il Forum nazionale
Agriturist, l’organizzazione di
Confagricoltura che raggruppa
oltre 1400 aziende. Non è casuale la scelta dell’Astigiano, che insieme a Langa e Roero è candi-

dato a Patrimonio dell’Umanità
dell’Unesco. Tema centrale del
Forum è l’accoglienza dei turisti
e la promozione attraverso il
web. Tra i relatori il presidente di
Confagricoltura Mario Guidi, il
vice ministro delle Politiche
agricole Andrea Olivero, Pier
Luigi Celli, presidente Enit. [E. CE.]

dieci anni è cresciuto del 57%:
oggi sono 20.474, soltanto nel
2003 erano 13 mila. Imprese
che offrono 218 mila posti letto
e 393 mila coperti e che fatturano 1 miliardo l’anno. E questo
nonostante i freni della burocrazia: «Il settore dell’agriturismo per adempiere alle richieste della Pubblica amministrazione, ha bisogno di ben 100
giorni e subiamo un salasso
complessivo di costi e oneri che
erode quasi il 50 per cento del
fatturato».

“Nessuna attrazione
ma consigli e ospitalità”
“Internet aiuta moltissimo: l’ospite è straniero”

ENRICA CERRATO
ASTI

agriturismo «Il Milin»
della famiglia Rovero a
San Marzanotto d’Asti
ha un piccolo primato: è iscritto al registro comunale dal
1987, con il numero 1. L’intero
staff dell’azienda è composto
da una quindicina di persone
che lavorano una ventina di ettari di vigneto, frutteti, orto e
seminativi, alle porte della città, sulle colline al di là del fiume
Tanaro a due passi dal centro e
a mezz’ora d’auto dalle Langhe. La famiglia da alcuni anni
ha aperto le porte ai turisti con
5 camere ed offre colazioni,
pranzi e cene esclusivamente
con prodotti dell’azienda, comprese le confetture e il miele.
L’ultima generazione è rappresentata da Enrico, enologo, con
esperienza di lavoro all’estero,

Ad Asti

L’

L’Agriturismo
«Il Milin»
a San
Marzanotto
d’Asti

70% i nostri clienti sono stranieri. Lavoriamo soprattutto da
primavera ad inizio estate e poi
in autunno, sulla scia del tartufo e dei vini. Offriamo degustazioni guidate e diamo consigli
sul territorio, anche se nella
stragrande maggioranza gli
ospiti arrivano preparatissimi
sulle cose da visitare».
L’agriturismo è un’opportunità di lavoro per i giovani ?

ma tornato a condurre l’antica
cascina.
Cosa significa oggi fare agriturismo?

«Dipende: noi abbiamo fatto la
scelta netta dell’accoglienza in
campagna, con i clienti come
ospiti in casa. Non abbiamo piscina o altre attrazioni, la gente
da noi deve percepire il senso
della famiglia e contemporanea-

mente quello della libertà di scegliere cosa fare nel tempo libero.
Non facciamo concorrenza ai ristoranti o agli alberghi. A colazione hanno i nostri prodotti e
non brioscine confezionate. Beninteso ognuno fa quel che vuole, ma noi siamo innanzi tutto
agricoltori».
Come arrivano da voi i turisti?

«Internet aiuta moltissimo e al

«A dirla tutta l’impegno è gravoso, 24 ore su 24, tutti i giorni
della settimana. Aver gente in
casa e lavorare in campagna e
in cantina significa dimenticare
il tempo libero, conoscere le lingue, saper essere discreti e
ospitali al contempo. Ma le gratificazioni non mancano. E si
impara sempre qualcosa, tenendo fermo un concetto: che la
vera ospitalità “verde” coniuga
l’innovazione alla tradizione».

C’è una questione seria di
cui nessuno parla. Se ne
legge su qualche sito web,
o se ne parla tra esperti,
ma riguarda un sacco di
gente. E’ il nuovo trattato
commerciale tra Stati
Uniti ed Unione Europea
(TTIP: Transatlantic
Trade & Investment Partnership), le cui negoziazioni si svolgono a porte
chiuse. L’idea è quella di
spianare, dal punto di vista normativo, la strada al
libero commercio tra i
due Continenti, mettendo
al primo posto, nella lista
delle priorità, proprio il
commercio stesso. Sembra una banalità, invece è
il cuore del problema: se il
fine non sono i cittadini (il
loro benessere, i loro diritti, la loro sovranità) ma
i fatturati, si sovverte il
senso del ruolo dei governi. Si prefigura quindi un
trattato completamente
sbilanciato a favore delle
(grandi) aziende, che
avrebbero il potere di rivalersi sui governi nel caso questi proponessero
normative che possano
ostacolarle. Questo grazie
al cosiddetto «arbitrato»
dove le aziende se la vedono direttamente con gli
Stati, come se fossero tra
pari, e senza l’intervento
di un tribunale. È qui il nodo: considerare le industrie come entità in grado
di comminare multe a
un’amministrazione pubblica che si macchi della
colpa di fare leggi (a protezione ambientale o a
protezione dei diritti dei
lavoratori)ritenute
d’ostacolo al business.
In ambito agroalimentare si prefigura la vanificazione del lavoro che
tanti cittadini, associazioni e governi hanno fatto in
questi anni a favore della
cultura alimentare, della
qualità, della salute: se il
problema è «non ostacolare il libero commercio»
sarà possibile leggere in
questa chiave le normative sull’etichettatura, sulla
presenza di Ogm, quella
sull’origine, quella sull’uso di determinate metodologie zootecniche (ormoni, antibiotici...). Le
porte chiuse non aiutano
a fare chiarezza e a tranquillizzarci: anche qui,
chiamiamo in causa i candidati alle elezioni europee: che ne pensate?

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

.

Tempo Libero .31

Giochi

a cura di

Parole incrociate

[Rocchi]
ORIZZONTALI: 1. Brad interprete del film «Troy»
- 6. Sigla per donatori di sangue - 9. Si stringe
salutando - 14. Sigla di Bologna - 16. Ingressi...
bui - 17. Finestrino di nave - 19. Un affluente del
Rodano - 21. Lo scrittore irlandese di «Melmoth
l’errante» - 24. Edith che cantava «La vie en
rose» - 25. Istigate alla ribellione - 27. Santa
patrona dei fiorai - 28. Una frase attribuita a
Enrico IV di Francia - 32. Si occupa degli atti
della curia pontificia - 33. Lo usa il panificatore 34. Il nome della Morissette - 35. Richiesta che
soddisfa l’interprete - 36. La Spagna della musica
leggera - 37. Jennifer attrice - 40. «Sister»... con
Whoopi Goldberg - 41. Vendita col banditore 43. Una pietanza di carne - 45. Le gemelle della
danza - 46. Una pietra dura che può essere
“imperiale” - 49. Affermazione francese - 50. La
figura retorica di chi dice “non è uno sciocco” 53. Iniz. di Machiavelli - 54. L'autore de «Il 42°
parallelo» - 58. Desiderio di evasione dal
conformismo della vita borghese - 60. Incontro
di vocali - 62. Un’importante città dell’Australia
Occidentale - 63. Protozoo con piccoli organi
motori filamentosi - 65. Contenitore per rifiuti
organici urbani - 68. Piuttosto pieno di
vanagloria - 70. Si mette sopra le lenzuola - 71.
La cantante di «Dimmi come» - 72. Lo è chi ha
bisogno di molto cibo per saziarsi.

[Ala]

IL NERO MUOVE E VINCE

Sudoku
6

2
5 4

6
7
4

1
4

9
8

9
7 4

5 3
3
1

9

4
6

5

8 1

3
7

Scacchi

1

2

3

4

P

I

T

T

0

T

R

I

0

16
A

24
P

I

U

0

A

0

9
3

A

F

28
P

0

5
P

0

17

18

O

B

6

7

A

V

I

L

O

0

25
S

8
S

0

19

20

I

S

9

10

11

M

A

N

O

E

R

E

0

26
O

B

I

L

L

A

T

E

29

0

0

L

I

P

I

S

41
S

I

N

M

60
A

C

O

TM

N

23
I

D

O

R

O

T

E

A

0
31

L

B

E

N

E

U

N

R

O

T

O

N

O

T

A

R

O

A

P

O

S

E

0

T

A

V

A

0

D

I

0
A

54
D

T

O

O

M

I

T

O

D

36
V

O

0

A

N

0

I

48

0

S

55
O

0

S

A

0

I

0

P

E

R

A

B

R

49
O

U

I

56
P

A

S

S

62
P

E

R

T

H

O

S

T

I

E

N

0

A

I

A

C

0

O

A

M

E

S

S

A

T

O

L

I

C

O

R

S

O

0

S

R

0

I

Lavanuzzi

1. 9.800
3. fold

2. all in

T

0

0

38

39

L

A

N

I

S

O

N

C

T

0

L

E

O

L

A

50
L

I

T

A

0

0

O

44

0

0

51

52

O

T

T

E

58
B

F

L

A

0

A

40
A

45

0
0

B

X

I

A

O

V

A

R

I

S

0
0
64

0

E

L

L

A

T

O

O

R

I

O

S

E

T

N

T

O

O

R

A

C

E

69

0

O

0

72
V

Texas hold'em

Preistoria del poker online: in un mondo globalizzato come il
nostro i giocatori italiani possano giocare solo tra di loro! Come
fanno a migliorare se non si confrontano con avversari di tutto il
mondo? È fallito anche un timido tentativo di unificare le
piattaforme di Italia, Spagna e Francia, a causa del voto negativo
del parlamento francese (la Francia è decisamente più indietro di
noi). E dunque cominciano le emigrazioni dei migliori giocatori,
fenomeno già conosciuto dai cugini d'oltralpe. E poi, di fatto, da
noi lo Stato non consente di svolgere la professione di pokerista
come si converrebbe, con tanto di registri di entrate e uscite e tasse
pagate sugli utili. E così se n'è andato Rocco Palumbo. E così se ne
va anche Dario Sammartino, uno dei giocatori più in forma del
momento. Come sempre ottima scelta, caro Stato Italiano.
Ecco una famosa mano proprio di Sammartino, giocata all'IPT
2013. Dario ha in mano 9 - 9 , apre a 800 e chiama il rilancio di
Arcangelo Lavanuzzi a 2.200, un giocatore molto molto chiuso. Al
flop 10 - 10 - K : check, check. Al turn 9 , che per Dario vale
full. Bet 3.400 e call di Lavanuzzi. Al river 4 , 9.800 di Dario,
instant all in di Lavanuzzi e instant fold di Dario!

Rebus
[9, 3, 11]

[Minigame]

5+

T

G

[De Toffoli]

D

4-

A

O

M

Kendoku
90x

A

59

68

71
A

A

34

63

67

T

R

57

Sammartino

Ogni riga
e ogni
colonna deve
contenere
i numeri
da 1 a 6.
All’interno
di ogni settore
sono indicati
il risultato
da ottenere
e il segno
aritmetico
col quale
combinare
i numeri
inseriti per
ottenerlo.
Nello stesso
settore i
numeri
possono
ripetersi.

I

43

66
P

B

37

11.500

Ruzzle

O

R

A

Quale ragionamente ha fatto foldare un full a Dario?

Cercate parole del maggior valore possibile
(noi ne abbiamo trovate una quindicina, alcune
inconsuete, sopra i 100 punti). Cercate parole
monovocaliche in O (noi 24 da almeno 4 lettere).
Cercate anche il titolo di un capolavoro della letteratura
gialla utilizzando tutte e 16 le lettere dello schema.
Il gioco consiste
3L
2L
1
3
2
2
nel formare parole
attraversando caselle
contigue (anche
3P
1
5
3
1
diagonalmente); in una
parola ogni lettera può
essere usata una sola
2P
2P
1
3
1
2
volta. Si possono
coniugare i verbi.
Punteggio: sommare
3L
3
2
2
1
i valori di ogni lettera
tenendo conto delle caselle
bonus e aggiungere poi 5
punti per ogni lettera oltre
parola x2
parola x3
alla quarta. Esempio:
DORSO=(5+1+2x3+2+1)
lettera x2
lettera x3
x3+5=50.

15

B

27

V

70
C

14

U

I

65

0

22

0

T

G

61

I

T

A

I

47

G

13

0

M

R

46
53

P

21

A

42

A

12

32

35
B

0

30

33

Kyrsan Ilyumzhinov è ottimista. Ilyumzhinov è il
presidente della Federazione Scacchistica
Mondiale, la FIDE, ormai da quasi vent'anni e dà
per scontato di essere riconfermato nelle
prossime elezioni in agosto. L'altro candidato è
Garry Kasparov, che nonostante il carisma e
l'appoggio delle nazioni occidentali, difficilmente
riuscirà a ottenere la maggioranza dei voti. In
vista della rielezione, Ilyumzhinov ha lanciato
l'asta per l'organizzazione di una nuova edizione
del campionato del mondo, titolo in palio, già
quest'anno, a novembre: per aggiudicarselo ci
vogliono più di due milioni di euro. Si può
scommettere che se non ci saranno offerte sarà
lui stesso a mettere sul tavolo il denaro. Lo
sfidante di Magnus Carlsen, campione in carica,
sarà il vincitore del Torneo dei Candidati in corso
a Khanty Mansiysk (Russia) fino a fine mese,
http://candidates2014.fide.com.

KARTTUNEN - VIRTANEN

Anche i settori di colore
diverso devono contenere
tutti i numeri da 1 a 9,
senza ripetizioni.

VERTICALI: 1. Si cita con “Nuova Guinea” - 2.
Andati... con il poeta - 3. Un frate austero - 4. Un
verbo allo stadio - 5. Un polo della pila - 6.
Tomaso compositore - 7. Governatore slavo - 8.
Libro per imparare a leggere - 9. Si dice di uno
sciame di stelle cadenti - 10. Finire in secca - 11.
Concludono la lezione - 12. Impresa di portiere 13. Protezione - 14. Articolato lentamente e
pronunciando male le parole - 15. Si oppone a
“off” - 18. Città della Colombia - 20. Film di Billy
Wilder - 21. Città del Belgio - 22. Antica misura
della capacità - 23. Cola dalla conifera - 26. Il
pentagono ne ha cinque - 27. Coppia di cantanti
- 29. Arbusti con more - 30. Studioso delle
malattie del fegato - 31. Si chiamò Augusta
Praetoria - 33. Generale macedone re di Tracia 35. D’estate si fanno in mare - 38. Una Magda
soprano - 39. Asti li diede a Vittorio Alfieri - 42.
Tra torace e bacino - 43. In Inghilterra vale circa
36 litri - 44. Multimetro - 47. In alto e in basso 48. Si fa al supermercato - 49. Lido di Roma - 51.
Portò Caterina II sul trono di Russia - 52.
Associazione di fedeli di Dioniso - 55. Pubblicità
in TV - 56. La “pop” del Novecento - 57. Città
della Tunisia - 58. Dolce col rum - 59. Fanghiglia 61. Camicetta femminile senza maniche - 64. Il
padre di Cam - 66. Sigla di Parma - 67. Lo fu
Anco Marzio - 69. Iniz. di Campanella.

10+

24+

4x

G
64x
90x
54x

8+

E

T

P

10+ 3 -

Le soluzioni saranno pubblicate su

di Martedì 25 Marzo 2014

32 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Massimo Gramellini e CUORI ALLO SPECCHIO presentano

Dialoghi con l’angelo custode
Cuori allo specchio - La Stampa,
via Paleocapa, 7 - 20121 Milano
cuoriallospecchio@lastampa.it
www.lastampa.it/cuoriallospecchio/

aro Filemone, Kiki
stanotte dorme qui
con me. Mentre ti
scrivo dalla camera
da letto dei miei nonni, che forse dovrei cominciare a
considerare mia, lei è di là in salotto. A guardare la tv con Newland Archer.
Kiki insegna Inglese e l’ha
sempre chiamato così: come il
protagonista de L’età dell’Innocenza, incastrato in un matrimonio che non gli permette di vivere
a pieno l’amore per la Contessa
Olenska. La sostanziale differenza fra la storia di Kiki e il romanzo è che la Olenska ha il coraggio
e l’incoscienza delle donne libere,
mentre Kiki è sposata da 15 anni
con Riccardo e hanno tre figli. Si
sono conosciuti un anno prima
che Kiki rimanesse incinta per la
seconda volta, lei e Newland. Anche Newland è sposato: ma questo, dato il nome, va da sé. Ed è
sposato proprio con una donna
alla May Welland Archer, una per
cui «l’innocenza ha a che fare con
un vuoto di fantasia nella testa e
un vuoto d’esperienza nel cuore».
Che scrittrice, Edith Wharton.
Che scrittore mediocre, a volte, è
il destino. Scusa, ma a te pare
giusto? Che l’unico esempio di
amore vero, attorno a me, sia
quello fra due persone che devono usare la tv dei miei nonni per
provare l’ebbrezza di una qualche quotidianità? Ti pare giusto?
Che da 12 anni s’incontrino a Firenze, tutti i giovedì, dove Newland insegna e dove Kiki racconta
al marito di frequentare un corso
di danza classica?
Kiki non fa che ripetere che se
Newland lasciasse la moglie, lei
lascerebbe il marito. Ma Newland sostiene lo stesso: che se
Kiki lasciasse il marito, sarebbe
pronto a lasciare la moglie. La verità è che nessuno dei due lascerà
mai la sua famiglia. E lo sai perché mi irritano tanto? Perché fanno bene. Il crick che stanotte sen-

C

Illustrazione
di
Stefania
Manzi

Tra il marito e l’amante
in cerca del vero amore
tiranno dentro, quando Newland
tornerà da sua moglie e Kiki s’infilerà qui nel letto con me, non farà nessun rumore rispetto al
crack che si sente dentro quando
le bollette da pagare, l’immondizia da buttare, le cene di famiglia
salgono con le loro scarpe chiodate sulla possibilità di una fuga
dalla realtà che l’amore promette. E frantumano quella possibilità. A pezzi, la fanno.
Ti prego, chiedi a Newland se
conosce un altro uomo sposato in
crisi: ho pregato Kiki di farmi
questa cortesia, stasera. Ma se lo
trovi prima tu, quell’uomo, Filemone, fammelo cadere nella vita.
Li sento ridere, al di là della parete, forti della mascherata che a loro può sembrare la realtà e allora
stanotte non desidero altro: voglio un uomo sposato, che la sua
realtà ce l’abbia già. Un uomo che
non veda l’ora di fuggire da quella
realtà. Per esempio con me.

FEDERICO TADDÌA

P

Primavera
PRIMAVERA
LA STAMPA
Quotidiano fondato nel 1867
1

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)

C

GIÒ

punti neri indicano tutti i nidi dello scorso anno: su quelli distrutti o fuori uso ho
messo una crocetta, gli altri invece sono pronti ad ospitare i
loro inquilini. Poi spero di aggiungerne altri nella prossima
settimana». Mostra con orgoglio la cartina del proprio paese, poco più di 10 mila abitanti
in provincia di Parma, dettagliatamente personalizzata con
i pennarelli colorati come se
fosse una mappa del tesoro.

I

ontinua a sfuggirti la mia
condizione, Giò. Sono la
tua scorta invisibile. Non
posso allontanarmi nemmeno
per cercare in qualche anima risolta un ristoro momentaneo al
formicolare incessante del tuo
cervello. Figurati se mi è concesso di abbandonare una missione così delicata per andare a
prelevarti un uomo sposato e
moderatamente vile.
Non credere di impressionarmi con le citazioni letterarie. Il
ventre fertile delle tue paure ha
partorito il suo capolavoro. Vorresti un amante che fosse anche
un marito, ma senza il codazzo di
responsabilità e noia che la relazione coniugale comporta. Abbi
almeno il coraggio dei tuoi desideri. Evocami un maschio strepitoso come il Clint Eastwood dei
Ponti di Madison County con cui
condividere una settimana di
estasi e poi un distacco definitivo
che garantisca a entrambi un futuro di ricordi e la sensazione di

Frutto di un attento lavoro di
osservazione, annotazione e
ora passate con gli occhi verso
porticati, tegole, grondaie e piccoli anfratti tra case e cascine.
Per Beppe, tipografo in pensione di 72 anni, l’arrivo della
primavera è una data importante: tutto deve essere pronto
per l’accoglienza delle rondini
di ritorno dal migrare invernale. «Da bambini facevamo a gara a chi avvistava la prima»,
racconta, «da quel momento infatti le madri ci davano il permesso di indossare i pantaloni

LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
PAOLO BARONI
RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA
DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

Editrice La Stampa
REDAZIONE
AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, telefono 011.6568111,
fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, telefono 06.47661, fax 06.486039/06.484885;
Milano, via Paleocapa 7, telefono 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it.
ABBONAMENTI 10126 Torino, via Lugaro 21, telefono 011.56381, fax 011.5627958.
Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 360,50; Estero: e 816,50.
Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

avere dato un senso alla vita.
Tu invece mi hai appena esaltato una coppia di bigami che,
non intendendo rinunciare a nulla, rinuncia all’essenziale. Non li
giudico. So bene che quasi nessuno riesce a trovare in una sola
persona tutto il calore che cerca,
e per tutta la vita. Gli umani del
passato erano avvantaggiati. Si
sposavano per interesse senza
chiamare in causa l’amore. E
quando l’amore li invadeva davvero, si giuravano fedeltà e adorazione per sempre, con la consapevolezza che le guerre e le pestilenze avrebbero reso quell’avverbio molto relativo. Oggi chi se la
sente di giurare amore eterno a
qualcuno con cui corre veramente il rischio di dover condividere
esistenze secolari?
L’amore è il ponte fra il tuo
mondo e quello in cui io mi trovo:
per palpitare ha bisogno di sentire l’incombere della morte. Ma
gli umani hanno espulso la morte
dai loro pensieri, perciò l’amore

corti ed era l’inizio di lunghi pomeriggi a correre nei prati. Così, ora che ho tempo e sono anziano, ho deciso di dedicare le
mie energie agli uccelli che hanno accompagnato la mia vita».
Con pazienza Beppe non solo
ogni anno censisce tutti i nidi
sul territorio, ma durante l’inverno cerca di proteggerli: difendendoli da pioggia e neve,
costruendo ripari provvisori e
litigando con muratori e operai
che non ci pensano due volte a
distruggere i disabitati rifugi in
fango ed erba per fare i loro la-

risulta così difficile da capire. Si
preferiscono gli accomodamenti
e quello escogitato dalla tua amica ha una sua logica. Su un piatto
della bilancia la famiglia e la rispettabilità sociale.
Sull’altro l’amante fisso e
simmetricamente coniugato,
che le permette di evadere dalla
gabbia a cadenze regolari e non
la obbliga a scelte di coraggio
che nemmeno lui avrebbe il coraggio di compiere. Aggiungi
l’illusione di chissà quali potenzialità inesplorate che accompagna le storie che non sono
mai passate al vaglio della quotidianità. Risultato: l’equilibrio
perfetto... Perfetto? Kiki ha soltanto affiancato alla gabbia
pubblica una gabbietta privata
che le consenta di non ascoltare
la voce del suo angelo. Il quale,
ho fonti abbastanza sicure al riguardo, da tempo le starà sussurrando di spezzare le sbarre.
Ho la sensazione che la tua
amica non sia più innamorata di
nessuno dei due e che, se si innamorasse di un terzo, li lascerebbe
entrambi. L’amore è una folata
divina di follia che sconvolge ogni
regola, forma, istituzione. Nel legame tra quei due che stanno in
salotto, di sconvolgente ci scorgo
solo la tua invidia per una situazione razionale a cui, conoscendoti, ti ribelleresti dopo un mese.
FILÈMONE

vori. «Ogni anno diminuiscono
le famiglie di rondini che scelgono di fermarsi qui: se poi ci mettiamo anche noi ad eliminare le
loro case diventa tutto più complicato, con enormi danni all’equilibrio dell’ambiente. Confesso che di nascosto qualche
nido l’ho costruito anche io: lo
so, sono abitazioni abusive, ma
quando poi ci vedi dentro il becco di un piccolo appena nato,
senti una nuova primavera dentro di te. La natura è uno spettacolo continuo: farne parte dà
senso alle mie giornate».
STAMPA IN FACSIMILE:

1
EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO,
JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
ETIS 2000, 8A STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE
RCS MEDIAGROUP S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO, 5 , ELMAS (CAGLIARI)
©2014 EDITRICE LA STAMPA S.P.A.
REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7742 DEL 18/12/2013.
LA TIRATURA DI SABATO 22 MARZO 2014 È STATA DI 319.048 COPIE

RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

1

TM

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111

Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy. Periodicals postage paid at L.I.C. New York
and address mailing offices. Send address changes to La Stampa c/o speedimpex Usa inc.- 3502 48th
avenue - L.I.C. NY 11101-2421.
SERVIZIO ABBONATI Abbonamento postale annuale 6 giorni: e 360,50.
Per sottoscrivere l’abbonamento inoltrare la richiesta tramite Fax al numero 011 5627958;
tramite Posta indirizzando a: La Stampa, via Lugaro 21, 10126 Torino; per telefono: 011.56381;
indicando: Cognome, Nome, Indirizzo, Cap, Telefono.
Forme di pagamento: c. c. postale 950105; bonifico bancario sul conto n. 12601
Istituto Bancario S. Paolo; Carta di Credito telefonando al numero 011-56.381

oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
via Lugaro 21, Torino.
INFORMAZIONI Servizio Abbonati tel. 011 56381; fax 011 5627958. E-mail abbonamenti@lastampa.it
CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITA’ NAZIONALE RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicità
Direzione generale: via Rizzoli, 8 - 20132 Milano, Telefono 02/25846543 - www.rcspubblicita.it
CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITA’ LOCALE PUBLIKOMPASS S.p.A.
Direzione Generale: via Lugaro 15 - 10126 Torino, telefono 0116665211, fax 0116665300
www.publikompass.it - info@publikompass.it.
DISTRIBUZIONE ITALIA TO-DIS S.r.l. via Lugaro 15, 10126 Torino. Tel. 011 670161, fax 011 6701680.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

LUCA RICOLFI

TFR IN BUSTA
E PRESTITO
PER IL LAVORO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

econdo altri, più maliziosi, la vera entità dei tagli che Renzi si
appresta a mettere in cantiere,
specie riguardo alle pensioni
del ceto medio, la conosceremo
solo dopo le Europee, quando non ci saranno più appuntamenti elettorali importanti alle porte.
Che cosa dobbiamo pensare?
Non lo so, perché delle vere intenzioni
del premier (ammesso che esistano) non
ho la minima idea. Però, avendo studiato
per anni gli sprechi della Pubblica amministrazione, ho un’idea di quanto
grandi essi siano e del perché sarà impossibile eliminarli a breve.
Cominciamo dalle cifre. La spesa pubblica, se trascuriamo gli interessi sul debito e le pensioni vere e proprie (che sono retribuzioni differite), ammonta a
circa 500 miliardi. Questa cifra include
sia la spesa sociale in senso stretto (sanità, scuola, assistenza, ammortizzatori
sociali) sia le spese generali di funzionamento di qualsiasi stato moderno (difesa, giustizia, carceri, amministrazione,
trasporti, infrastrutture). La stragrande
maggioranza degli studi che hanno provato a stimare l’entità degli sprechi in
uno o più di tali settori hanno riscontrato tassi di spreco medi nazionali compresi fra il 15% e il 30%. Tali tassi, però,
variano enormemente da territorio a
territorio, diciamo da un minimo del 5%,
tipicamente riscontrabile per diversi
servizi erogati in Lombardia e in Veneto,
fino al 50%, tipicamente riscontrabile in
molte (non tutte) le regioni meridionali.
Complessivamente, una stima prudente
del tasso medio di spreco a livello nazionale, intendendo con spreco tutto quel
che si spende in più rispetto ai territori
più efficienti, si può situare intorno al
20%. In concreto significa che, ogni anno, buttiamo dalla finestra più o meno
100 miliardi di euro, dove «buttare dalla
finestra» significa che potremmo produrre gli stessi servizi spendendo 400
miliardi anziché 500 o, alternativamente, che con la medesima spesa di prima
potremmo ampliare i servizi di circa il
20%: più asili nido, più politiche contro la
povertà, migliori ospedali, migliori scuole e così via.
Se ci fermiamo fin qui la conclusione è
scioccante: altroché troppi tagli, 34 miliardi è appena un terzo di quel che si potrebbe tagliare! Dunque Renzi dovrebbe
tagliare di più, non di meno di quel che
Cottarelli ipotizza.
C’è un «però» grande come una casa,
tuttavia. Tagliare senza ridurre i servizi
è difficile, difficilissimo (su questo, e fino
a questo punto, i sindacati hanno perfettamente ragione). Si può fare, ma solo a
tre condizioni, nessuna delle quali è attualmente rispettata, e l’ultima delle
quali è indigeribile per i sindacati.
Prima condizione (studi macro). Ci
vogliono studi di settore, servizio per
servizio, articolati territorialmente almeno a livello regionale, per individuare
le «migliori pratiche» (le cosiddette best
practices) e stimare il tasso di spreco di
ogni territorio, che si può ricavare da un
confronto sistematico, in termini di costi
e benefici, con il territorio meglio organizzato. Bisogna, in altre parole, continuare il lavoro meritoriamente iniziato
dalla Commissione Muraro (Commissione tecnica per la finanza pubblica),
insediata nel 2007 da Padoa Schioppa e
malauguratamente sciolta da Tremonti
nel 2008, dopo poco più di un anno di lavoro. Non è questo, a quel che è dato conoscere, il lavoro che sta facendo il Commissario Cottarelli. Eppure nessuna riduzione degli sprechi è possibile in Italia
se non si parte da studi macro ben fatti e

S

SERGIO COFFERATI*
STEFANO PATRIARCA**
aro Direttore,
una strategia che voglia portare il Paese
fuori dalla crisi non può che far ricorso a
strumenti di politica economica in grado
di determinare uno shock che reinnesti un
percorso di crescita. Quello che caratterizza i paesi
come l’Italia che hanno avuto la crisi più grave (9% di
riduzione del reddito contro una media euro del 2,5%
mentre paesi come Germania, Francia, Belgio, Svezia
hanno avuto addirittura aumenti di reddito) è la caduta della domanda interna ed in particolare dei consumi delle famiglie, che sono calati negli ultimi 6 anni di
quasi il 7% . Ma, si badi, la debolezza dei consumi è un
fattore che si accentua drammaticamente negli anni
del crisi ma che caratterizza l’Italia dall’entrata nell’euro in poi. Dal 2000 ad oggi i consumi sono aumentati in Germania dell’11,5%, in Spagna del 24%, in
Francia del 21%, in Gran Bretagna del 27%; i consumi
italiani sono stati invece stagnanti: sono aumentati
appena del 2,1%.
La misura decisa dal governo è importante ma è limitata. Per rafforzare ulteriormente domanda e reddito si
potrebbe rendere il Tfr disponibile anche per consumi
inserendolo in busta paga per tutti i lavoratori del settore privato. Tale intervento dovrebbe essere strutturale,
ma la sua attuazione anche solo per un biennio (2014 e
2015) sarebbe un importante sostegno per redditi e consumi, pari all’1,5% del pil. Infatti l’attuale flusso annuo di
accantonamenti per Tfr nel settore privato ammonta a
ben 22 miliardi di euro, dei quali 10,5 accantonati presso
le imprese, 5,5 sono versati ai fondi integrativi mentre 6
vengono versati all’Inps.
Ciascun lavoratore avendolo in busta paga potrebbe poi optare per l’ utilizzo più opportuno, quindi anche destinarlo a risparmio e anche a risparmio previdenziale.
L’effetto dell’immissione in busta paga del Tfr determinerebbe inoltre un gettito fiscale rilevante, valutabile
in 5-6 miliardi, connesso alla tassazione della maggiore
retribuzione da operare con la stessa aliquota (tassazione separata) al quale è sottoposto il Tfr.
A questa ipotesi sono state mosse due osservazioni.
La prima è relativa agli effetti che tale manovra provocherebbe sulle imprese, costrette ad anticipare il flusso annuo di Tfr. Il costo effettivo per l’impresa sarebbe quindi la rinuncia a una liquidità che ha un costo
(indicizzazione del Tfr) attualmente pari al 2,3% circa.
Tale «costo» potrebbe essere facilmente compensato
sia mediante l’applicazione alle imprese dello sgravio
fiscale e contributivo che esse hanno nell’ipotesi che i
lavoratori destinino il Tfr a previdenza integrativa,
ma soprattutto prevedendo uno strumento creditizio
ad hoc che anticipi alle imprese la liquidità necessaria. Per le imprese l’onere sarebbe quindi completamente compensato e avrebbero una riduzione del costo del lavoro connessa alle riduzioni fiscali e contributive già previste.
La seconda osservazione è stata quella di una presunta riduzione del risparmio da destinare a previdenza e ai fondi integrativi, con una conseguente minore tutela del futuro pensionistico. Questa obiezione
non ha fondamento. Innanzitutto perché si potrebbe
in ogni caso lasciare l’opzione al lavoratore che ha sottoscritto un fondo integrativo di continuare a devolvere il Tfr al fondo. Ma soprattutto perché l’attuale sistema pensionistico pubblico, anche quello contributivo
pieno, garantisce rendimenti pensionistici adeguati.
Le ultime analisi disponibili della Ragioneria Generale dello Stato, sui rendimenti pensionistici del sistema
contributivo per le pensioni maturabili nei prossimi
anni e per i nuovi assunti, stimano nel 65-70% il tasso
di sostituzione netto garantito dal sistema pubblico
per pensionamenti dopo 30/35 anni di contributi.
Speriamo che di fronte alla crisi drammatica del
lavoro non si verifichino chiusure corporative, ma si
rendano disponibili tutte le risorse già esistenti.

C
Illustrazione di Irene Bedino

SPESA PUBBLICA,
PERCHÉ I TAGLI
SONO DIFFICILI
da obiettivi di risparmio territoriali.
Seconda condizione (studi micro). Una
volta individuate le inefficienze di uno
specifico servizio e la loro distribuzione
territoriale, occorrono studi molto precisi
e dettagliati per passare dalla individuazione dell’entità complessiva degli sprechi
alla loro eliminazione in un dato territorio.
Quando il governatore Cota mi chiese di
dare una mano a razionalizzare la spesa
sanitaria in Piemonte, non se ne fece nulla
perché lui voleva risultati in pochi mesi,
mentre io ritenevo che un piano che non
peggiorasse il servizio ai malati richiedesse almeno 2 anni di duro lavoro di un’équipe di decine di medici, infermieri, sociologi, economisti, eccetera. Il governatore
della mia regione aveva commesso, a mio
parere, il medesimo identico errore di
Renzi e di tutti i premier che lo hanno preceduto: quello di sbarcare al governo senza avere né un’analisi, né piani operativi
pronti, né la consapevolezza che, se li si
intende costruire da zero, bisogna avere
la pazienza di aspettare 2-3 anni.
Terza condizione (comando). Una volta
capito che un determinato servizio in un
dato territorio «spreca», poniamo, 100 milioni di euro, e che per ridurre lo spreco
bisogna intervenire in determinati, specifici, punti del sistema di erogazione del
servizio, manca ancora una condizione
fondamentale, quella che in un libro di
qualche anno fa Giulio Tremonti ebbe a
chiamare il «comando» nella Pubblica amministrazione. Occorre, in altre parole, che
ci sia qualcuno che abbia sia la competenza sia il potere per riorganizzare il servizio,
e non solo per imporre tagli di spesa. Oggi
non esiste praticamente alcun servizio
erogato dalla Pubblica amministrazione in
cui un dirigente informato e motivato abbia un effettivo potere di riorganizzazione.
E questo per la semplice ragione che
chiunque provi a mettere le mani davvero
su mansioni, orari di lavoro, trasferimenti,

Tanto la Storia
non fa sconti
Pane al pane
LORENZO
MONDO

ussolini non può restare cittadino onorario di Torino. Facendo seguito a un’analoga
decisione del Comune di Torre Pellice, da Pd e da Sel è partita una mozione che chiede di cancellare

M

Lettere e Commenti .33

.

ruoli e gerarchie, invariabilmente incontra
la più o meno sorda resistenza di tutti, dai
sindacati che preferiscono tutelare i propri iscritti piuttosto che difendere gli utenti, ai singoli lavoratori che non esitano a ricorrere alla magistratura pur di evitare
qualsiasi decisione che non gradiscono.
Purtroppo nessuna delle tre condizioni
precedenti è soddisfatta, per adesso. Il lavoro della commissione Muraro è incompleto e in ogni caso andrebbe aggiornato.
Di studi analitici se ne conoscono pochissimi, mentre ce ne vorrebbero diverse
centinaia. Quanto a ristabilire un minimo
di «comando» nella Pubblica amministrazione, ne siamo lontani anni luce. A queste
tre difficoltà, ne andrebbe poi aggiunta
un’altra, di tipo politico generale, e cioè
che una spending review che volesse fare
sul serio non potrebbe nascondere tre fatti su cui i governanti, chiunque essi fossero, hanno sempre preferito sorvolare: che
il grosso degli sprechi e delle inefficienze
nell’erogazione dei servizi ha luogo nel
Mezzogiorno; che spendiamo ogni anno
10 miliardi per false pensioni di invalidità;
che almeno un terzo dei «poveri» che usufruiscono di esenzioni varie, dai ticket sanitari alle tasse universitarie, sono finti
poveri, che evadono il fisco o autocertificano il falso.
Conclusione?
Nessuno, in Italia, riuscirà mai ad azzerare 100 miliardi di sprechi della Pubblica
amministrazione. Sarebbe già molto che
un governo riuscisse a eliminarne la metà,
diciamo 50 miliardi, ossia un po’ di più di
quello che Cottarelli ha ipotizzato per il
2016. Per farlo, però, occorrerebbe che
fossero soddisfatte le condizioni che ho ricordato. Finché non lo saranno tutte e tre,
dalla più facile (la prima) alla più difficile
(la terza), è inutile illudersi. Se 34 miliardi
di tagli saranno, scordiamoci i servizi. E se
vogliamo salvare i servizi, scordiamoci i
34 miliardi di tagli.

l’onorificenza conferita nel 1924 al Duce, capo
del governo. Un invito a nozze per l’Anpi, l’Associazione dei partigiani d’Italia, che invita i
propri iscritti a verificare se altri Comuni si
siano macchiati della stessa colpa e debbano
essere depurati. Una verifica che si rivelerebbe presumibilmente fruttuosa, non soltanto
nella provincia di Torino ma nell’intera Penisola. I promotori della revoca elencano puntigliosamente - come se non li conoscessimo - i
vari crimini commessi da Mussolini e osservano che quel riconoscimento getta discredito sulla città e su personaggi accolti nell’albo
d’oro per essersi battuti a favore della libertà,
della democrazia, del progresso. In realtà
molti del fittissimo elenco risultano insigniti
a diverso titolo, non esclusa qualche stravaganza (come a Torre Pellice dove verrà confe-

rita la cittadinanza onoraria a 50 bambini, figli di immigrati).
Facciamo grazia del bla bla ricorrente in
certe canoniche occasioni per avanzare alcuni
modesti rilievi. Con i tempi che corrono, vale
la pena che i rappresentanti dei cittadini si distraggano con repliche stantie di antifascismo
postumo? Ha un senso espungere da un registro -quasi un cimitero cartaceo - il nome di un
tiranno morto da un settantennio? Come se
questa minima damnatio memoriae aggiungesse qualcosa alle sanzioni del giudizio storico? Ma c’è un’altra, più sostanziosa ragione
che indurrebbe a lasciare le cose come stanno.
È il rispetto per un passato che non si può rimodellare e abbellire a piacimento. Non si
tratta qui di fascismo e antifascismo. Appare
semplicemente conforme a giustizia che siano

*Europarlamentare Pd
**Esperto in politiche economiche e del lavoro

conservate le testimonianze, non soltanto degli onori, ma degli errori, delle acquiescenze e
delle viltà che si annidano anche tra le più
smaglianti corone di alloro. La Storia, piaccia
o no, non fa sconti a nessuno. Una bella lezione
arriva in proposito da Ravenna.
Anche qui si è scoperto che il Duce è un cittadino onorario. E il consiglio comunale, chiamato a decidere sulla cancellazione del misfatto, ha risposto di no. A votare compattamente non è stata una congrega di reazionari,
ma la maggioranza di centrosinistra. Se ne è
fatto portavoce, mostrando di avere cervello,
il sindaco Fabrizio Matteucci: l’errore storico
non può e non deve essere cancellato, rappresenta anzi una salutare «occasione di riflessione». Per evitare, se possibile, di ricascare in
questi e altri inganni.

34

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Stevie Wonder in luglio a Lucca

CULTURA
SPETTACOLI

Stevie Wonder sarà in concerto al Lucca Summer
Festival il prossimo 20 luglio. Quella lucchese è l’unica
data italiana del leggendario polistrumentista,
produttore e cantante americano. Per il Lucca Summer
Festival Stevie Wonder, figura cardine della black music,
oltre 100 milioni di album venduti nel mondo, 25 Grammy
Awards, un Golden Globe, presenterà uno spettacolo che
comprenderà una selezione dei suoi brani più famosi.

&

Domani a Torino
LUIGI LA SPINA
rande è la confusione
sotto il cielo dell’architettura contemporanea.
Da una parte, cresce la
polemica contro la tendenza a ignorare il contesto in cui
l’opera viene inserita, per trasferire
nelle nostre città europee modelli di
architettura globalizzata. «Mostri»,
nell’accezione latina del termine,
concepiti sostanzialmente per stupire e non per la soddisfazione di chi ci
deve abitare. Dall’altra, è incerta
l’identità stessa dell’architetto, sedotto da ruoli impropri, come quello
di star mediatica, di intellettuale tuttologo, di apocalittico profeta, di politico mancato. Cerchiamo di chiarire
le nebbie di una professione sempre
avvolta da un grande fascino, ma
spesso fabbrica di tante illusioni per
molti nostri giovani, con uno dei più
importanti architetti contemporanei, lo svizzero Mario Botta, che martedì inaugurerà a Torino una mostra
dei suoi disegni.

G

Domani, ore 18, al Circolo della Stampa di Torino, in corso Stati Uniti 27,
Mario Botta dialogherà con Pietro Derossi sulle tendenze dell’architettura.
Interverrà anche Gianni Contessi, professore di Storia dell’arte
all’Università di Torino. Modererà Luigi La Spina. Martedì alle 17,30,
Mario Botta inaugurerà, alla biblioteca Graf del Rettorato di Torino, una
mostra di suoi disegni. Mercoledì 26 marzo alle 10,30, terrà la lezione:
«Architettura e memoria». Botta, insieme a Vittorio Gregotti, sarà
protagonista al festival letterario del Monte Verità ad Ascona (Canton
Ticino) dal 10 al 13 aprile sul tema: il demone dell’utopia

LE OPERE

Come si può definire oggi un architetto, quale trasformazione ha subìto il suo ruolo
nella nostra società?

«E’ un progettista che continua a portare con sé la vocazione ancestrale del costruire, ma è diventato un
coordinatore, un regista.
Perché l’opera ha un padre,
il committente e una madre,
l’architetto. E’ una figura
ibrida che ha sempre meno
un ruolo creativo diretto,
perché è contornata da una
pletora di specialisti che nascondono le loro responsabilità dietro la loro tecnica.
All’architetto, quindi, tocca il compito di riscattare al meglio i dati che gli
vengono forniti, assumendosi la responsabilità, anche morale, del manufatto».

A sinistra l’architetto svizzero Mario Botta, 71 anni. Sopra il suo museo di Arte moderna a San Francisco

MARIO BOTTA
Il Santo Volto
Costruita a Torino tra il 2004 e il 2006, la chiesa
progettata da Mario Botta è in una zona compresa tra i
quartieri San Donato, Parella e Madonna di Campagna

Una volta si preferiva parlare di responsabilità politica, si pensava che
l’architetto potesse cambiare il
mondo. Ora molte illusioni sono ca-

Difendiamo le città
dalle torri mostruose
“I grattacieli, specialmente in Europa, sono
il simbolo di un’architettura senza radici locali”

LA MUTAZIONE DELL’ARCHITETTO

«Oggi è diventato un coordinatore,
una figura ibrida. Gli resta
la responsabilità morale dell’opera»

dei rapporti sociali in cui si ambientano, ma del capitale che, appunto, è universale. Perché dobbiamo costruire a
200, 300 metri d’altezza, costringendo
l’utente a entrare in queste cabine che
lo portano in alto, con corridoi piccoli,
spazi necessariamente stretti per
svolgere attività che, con un computer

in mano, si possono esercitare nel giardino di casa?».

I tre cerchi del giardino dell’Eden

do l’antica parola persiana», precisa. È
soprattutto rivolto ai giovani l’invito
propositivo del maestro dell’Arte Povera. L’Onu lo ha voluto per celebrare
ufficialmente le giornate internazionali delle Foreste con Best e Città dell’arte, piattaforma di 50 aziende italiane che vantano una produzione ecosostenibile; hanno infatti offerto sia i tessuti che avvolgono i tre cerchi, sia i numerosi prodotti, lana, paglia, maglioni,
sciarpe, borse, gioielli, stoffe, vestiti in
mostra con l’opera di Pistoletto.
Per l’ occasione un’indiavolata sfilata di ballerini (in abiti realizzati da giovani stilisti con l’utilizzo di fibre provenienti dalla cellulosa e altri materiali
sostenibili) ha salutato e attraversato
l’affollatissima Sala alle 18 di venerdì
scorso, fra gli applausi e le presentazioni del presidente della Camera della
Moda, Mario Boselli, e dell’artista.

dute. Anche quella di un valore politico del mestiere?

«Le rispondo citando il filosofo Walter Benjamin, il quale sosteneva che
il valore politico di un’opera letteraria fosse il suo valore letterario. Così,
io credo che il valore politico di
un’opera architettonica sia costituito
dal suo valore architettonico. Malgrado la perdita oggettiva di controllo, di potere, di carisma dell’architetto rispetto a una committenza sempre più dominata da banchieri, finanzieri, dal capitale internazionale, se
l’architetto riesce a stravolgere quelle richieste e a trasformarle in un indirizzo positivo, ha fatto il suo lavoro
politico, ha dato il suo contributo alla
costruzione di un mondo migliore».
A proposito di mondo globalizzato e
di committenza legata al capitale finanziario internazionale, serpeggia
una rivolta contro la costruzione di
quei grattacieli che potrebbero essere concepiti in qualsiasi parte del
mondo, senza legami con la realtà
locale. Condivide questa polemica?

«Proprio perché la vera committenza, oggi, è quella del capitale finanziario internazionale, queste torri
appartengono alla cultura del globale e non a quella del locale. Questi edifici non parlano degli usi, della vita,

Sulle vette
La chiesa di Santa Maria degli Angeli, progettata
da Mario Botta nel Canton Ticino, in Svizzera.
La costruzione è stata ultimata nel 2013

A Ginevra per le Giornate delle foreste l’Onu espone l’opera di Pistoletto
FIORELLA MINERVINO
GINEVRA

re cerchi colossali, elevati a
mezz’aria, dominano la grande
Sala dei Passi Perduti al Palazzo
delle Nazioni Unite, via via assumono
tutti i colori del bosco, dal verde degli
alberi al giallo delle foglie, al marrone
delle cortecce, e sovrastano una selva
di pini, betulle, peschi, magnolie. L’installazione, lunga 20 metri, non manca
di stupire e stimolare l’attenzione dei
passanti. Fino al 15 aprile sarà lì, come
simbolo del genio italiano e della soste-

T

nibilità nelle diverse attività: arte, moda, cibo, manifattura, architettura, industria, economia e altro. Vuole imporsi come messaggio per una rinascita globale in equilibrio col pianeta.
Si tratta dell’ormai famoso Terzo
Paradiso che Michelangelo Pistoletto
(nato a Biella nel 1933) ha ideato all’alba di questo secolo ripensando il segno
matematico dell’infinito, e che ora, forte del recente Praemium Imperiale di
Tokyo e dell’importante antologica al
Louvre di Parigi, ripropone e torna a
spiegare: «Il Paradiso è inteso come
benessere, equivale al giardino secon-

Pistoletto, circondato
da studenti a Ginevra

È sempre sbagliato progettare angoli
di Manhattan nelle città europee?

«La città europea è il bene massimo
della nostra generazione. E’, ancora
oggi, la forma di aggregazione umana
più bella, più colta, più intelligente, più

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

La cittadinanza onoraria a Mussolini
litigi contrapposti a Bologna e Ravenna
Si litiga nei consigli comunali di Bologna e Ravenna, per la
cittadinanza onoraria a Mussolini. Il duce fu insignito dell’onorificenza
in entrambe le città, poi, dal 1943, nessuno ha mai pensato di
revocargliela. Mentre il Pd e il sindaco, a Bologna, vogliono
togliergliela, a Ravenna il centrosinistra ha votato per mantenerla.
Nella città romagnola la proposta di revoca partita dalla lista civica

MAURIZIO ASSALTO
INVIATO A CORTONA (AREZZO)

35

«Per Ravenna» è stata respinta. Solo due i voti a favore, mentre si è
astenuto il M5S, con l’intera maggioranza del centrosinistra che ha
votato assieme al Pdl respingendo l’ordine del giorno. La spiegazione è
stata quella di non voler procedere a una sorta di «damnatio
memoriae» che «negherebbe la funzione stessa della storia». La lista
civica ha spiegato che la proposta non era «motivata da una sorta di
revisionismo» ma dal fatto che la cittadinanza al Duce, conferita nel
primo anniversario della marcia su Roma, «era inaccettabile anche
allora». A Bologna, invece, il Pd ha proposto la revoca della
cittadinanza: il sindaco Virginio Merola si è detto favorevole.

Bella vita e lucumoni
di Mr Coke gentiluomo

on i «se» non si fa la storia, ma si può fare, forse,
la storia dello studio moderno degli Etruschi. Se
un ragazzo inglese un po’
inquieto, all’inizio del ’700, non fosse
stato allontanato dalle lande avite,
per sottrarlo alle cattive tentazioni…
È questa l’avventura raccontata
dalla mostra «Seduzione etrusca. Dai
segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum», curata da
Paolo Bruschetti, Bruno Gialluca, Paolo Giulierini, Suzanne Reynolds e
Judith Swadding, e ospitata fino al 31
luglio al Maec di Cortona (l’antica
Curtun etrusca), nelle sale di Palazzo
Casali. Una storia di passione e di formazione, una full immersion nel cuore
della cultura classica, a caccia di tesori artistici e librari, con qualche incidente di percorso, molti incontri,
molte scoperte, e molti Tommasi.
A partire dal protagonista, Thomas Coke, rampollo di una ricchissima famiglia inglese (e futuro primo
Earl di Leicester), che all’età di 15 anni, il 28 agosto 1712, si imbarca a Dover per Calais, dove avrà inizio il
Grand Tour che deve fare di lui un
gentiluomo virtuoso. Così avevano
disposto i suoi tutori, che ne curavano con scrupolo l’istruzione dopo la
morte precoce dei genitori. Nelle case di campagna in cui di volta in volta
veniva accolto, infatti, il ragazzo cresceva con una forte propensione per
gli studi classici, nonché per le attività fisiche, ma anche con una preoccupante tendenza a infilarsi nelle taverne e nei combattimenti
dei galli. Nel lungo itiIn arresto Thomas ci finirà davvero,
A lato un ritratto
nerario che lo terrà
sia pure per un solo giorno, nel 1717 a
di Thomas Coke
lontano dalla patria
Vienna, per la trovata del precettore
(1697-1759).
per sei anni lo accomche, allungando all’uopo una congrua
Sopra un pannello
pagnano un precettomancia al governatore della città, può
di cippo funerario
re, Thomas (anche lui)
così impedire al suo pupillo di raggiundi gusto orientalizzante
Hobart, e il valletto Edgere l’armata imperiale a Belgrado per
(490-470 a. C., pietra
ward Jarret, che regicombattere contro il Turco. Ma intanfetida, da Chiusi)
strerà meticolosamento prosegue spedita l’opera di affinaproveniente dal British
te le spese più minute.
mento, volta a fargli introiettare quegli
Museum di Londra
Nel novembre del
1713 il sospirato approdo in Italia.
Prima tappa Torino, dove si esercita
nella scherma e nell’equitazione. Seguiranno le altre principali città della
Penisola, da Genova a Venezia, da Verona a Padova, a Milano, a Napoli,
con puntate fino alla Sicilia e a Malta.
Thomas ammira i monumenti, frequenta i teatri d’opera, segue lezioni
di greco e latino, musica, danza, disegno, architettura. Ma è soprattutto a
Roma e a Firenze che si intrattiene e
ritorna a più riprese. Visita i palazzi e
L’Arringatore, I secolo
le ville della grande aristocrazia, le
a. C., bronzo di cm 170,
biblioteche e le collezioni d’arte (e
dal Museo Archeologico
Jarret, diligente, annota: «paid for…
di Firenze. A sinistra
gave for…», pagato tot come mancia
lastra di rame
al palazzo Aldobrandini, per vedere
realizzata per l’edizione
l’Accademia francese, per i giardini
del De Etruria regali,
dei Chigi…), e soprattutto compra,
da Halkham Hall
compra a man bassa: quadri con vedute di città (in mostra il Colosseo e visconte Coke - ovviamente Thomas,
piazza San Pietro di Van Wittel), discendente diretto - ha lamentato irosculture, libri, manoscritti (anche un nicamente che «in questi giorni la mia
codice di Leonardo).
camera e il mio studio sono piuttosto
Quel che non può comprare, Coke spogli»). Qualche volta, nella smania
se lo fa riprodurre da abili disegnato- collezionistica, il giovane grand tourist
ri, i fotografi dell’epoca, tra i quali va pure incontro a brutte avventure:
spicca l’architetcome quando, a Roto e artista WilA CACCIA DI ANTICHITÀ ma, acquista una
liam Kent, di cui
di marmo
A Roma rischiò grosso: soffiata Artemide
sono esposte le
del II secolo d.C., da
una statua al nipote del Papa, fu un originale elleniriproduzioni a
sanguigna di sta- accusato di esportazione illegale stico, bruciando sul
tue raffiguranti
tempo nientemeno
Atena, Giunone, Asclepio. E tutta che Alessandro Albani, non ancora poquesta Italia di cui fa incetta se la tente cardinale ma già nipote del Papa
porterà in Inghilterra, dove anni do- (Clemente XI), che stava allora inizianpo, a partire dal 1734, riprodurrà un do la sua collezione. Ne nasce una conangolo di Penisola nella sua tenuta tesa in cui Coke è accusato di esportanel Norfalk, con la sontuosa zione illegale e rischia la confisca se
Holkham Hall di gusto palladiano, da non addirittura la prigione, prima che
cui proviene molto del materiale in tutto si appiani grazie all’interessamostra (all’inaugurazione l’attuale mento di influenti mediatori medicei.

C

.

Una mostra a Cortona ricostruisce le origini dell’etruscologia, 300 anni fa
Tutto comincia con il Grand Tour di un ragazzo inglese un po’ inquieto

Perché dobbiamo costruire
a 200, 300 metri d’altezza,
costringendo l’utente
a entrare in queste cabine
che lo portano in alto,
con corridoi piccoli, spazi
necessariamente stretti?
flessibile, più armoniosa che la storia
abbia realizzato. E’ il territorio della
memoria, dove riconosciamo nei centri storici il passo dei nostri antenati,
riconosciamo di essere parte della nostra cultura. La città europea è un bene collettivo di cui dobbiamo sentirci
responsabili, persino l’ultimo antidoto
alla follia della guerra...».
Addirittura?

«No, non sto esagerando. Se Milosevic
avesse avuto la consapevolezza di questo valore, non avrebbe bombardato la
biblioteca di Sarajevo, perché avrebbe
capito che era un modo per distruggere se stesso, la sua stessa identità. Se
avessimo coscienza di ciò, di questo
bene ereditario da preservare, verrebbe meno la violenza fisica contro la città, provocata dai bombardamenti di
guerra, ma anche dalla costruzione abnorme, fuori scala, di questi elementi
architettonici».
Torniamo al mestiere dell’architetto:
una volta si usava la matita, ora il computer. E’ solo uno strumento diverso o
questo strumento modifica anche il
modo di progettare, di pensare di chi
lo usa?

«Il salto di rapidità che consente l’uso
del computer, il venir meno del piano
orizzontale su cui si disegna comportano certamente un mutamento concettuale. Il segno sul plotter è talmente
meccanico che devo distruggerlo prima di immaginare un’interpretazione
diversa, mentre lo schizzo con una matita, prolungamento della mano e quindi del pensiero, non viene completamente cancellato, lascia una speranza,
quella di una trasformazione che riconosca il punto di partenza e suggerisca
quello di arrivo».

ideali di virtù romana repubblicana di
cui l’aristocrazia inglese uscita dalla
«gloriosa rivoluzione» del 1688 si sente
erede. Appassionato lettore di Tito Livio (in mostra gli splendici codici della
Historia acquistati a Parigi) e di Virgilio, Thomas commissiona dipinti che
ne illustrano alcuni passi, come il grande olio di Andrea Procaccini Tarquinio
e Lucrezia o quello di Sebastiano Conca
Enea nei Campi Elisi, dove lo stesso
committente si fa ritrarre nelle vesti di
Orfeo con la lira in mano.
L’evento che dà un senso a tutta la
mostra è però successivo al rientro di
Coke in Inghilterra. E qui entra in scena, postumo, l’ennesimo Tommaso di
questa storia, Thomas Dempster, erudito scozzese che un secolo prima aveva
a lungo insegnato in Italia, autore del
manoscritto De Etruria regali, in cui la
storia degli Etruschi era ricostruita sulla base delle fonti letterarie greche e latine: lo aveva composto su incarico di
Cosimo II de’ Medici, desideroso di radicare nel passato più lontano la storia
del suo casato, con l’obiettivo anche di
estendere il proprio predominio a tutta
l’Etruria, di cui il Granducato era solo
una parte. Rimasto inedito per via di
dissapori intervenuti con il committente, e finito nelle mani dell’antiquario fiorentino Anton Maria Salvini, il manoscritto fu acquistato nel 1719 da Coke
per il tramite del suo precettore. E subito si affacciò l’idea di darlo finalmente
alle stampe. Il progetto fu messo a punto con la collaborazione di Filippo Buonarroti, fiorentino dottissimo, archeologo dilettante e ministro granducale, fidato consigliere di Thomas negli anni
del Grand Tour. Dal loro confronto scaturì la «svolta buona» che avrebbe originato la moderna etruscologia, e a Cortona l’immediata nascita dell’Accademia etrusca nella sede di Palazzo Casali.
Quando nel 1726 i sette libri del De
Etruria regali vennero pubblicati, a
spese di Coke, in due volumi (datati
1723 e 1724 e dedicati il primo a Cosimo
III e il secondo al suo successore Gian
Gastone de’ Medici), l’impianto originario di Dempster era a stento riconoscibile: il manoscritto risultava ampiamente revisionato, e soprattutto al testo si erano aggiunte 93 tavole illustrative, spiegate da Buonarroti in un’ampia sezione di Explicationes et conjecturae, vero e proprio incunabolo etruscologico. Per realizzarle, una squadra di
disegnatori era stata sguinzagliata per
due-tre anni a caccia di reperti da riprodurre: questi disegni, insieme con
le lastre di rame utilizzate per l’incisione, sono stati riscoperti di recente a
Halkham Hall e sono ora in mostra a
Cortona, in suggestivo accostamento
con gli oggetti originali prestati dal
British Museum o con quelli provenienti dal Museo Archeologico di Firenze, come il celebre Arringatore, o da
altre importanti raccolte italiane e
straniere. È dalle visioni di queste immagini che si diffuse nell’Europa del
’700, e segnatamente in Inghilterra, la
rinnovata capacità seduttiva dell’antico popolo italico, sottratto ormai alle
nebbie del mito che prima lo avvolgevano: come spiega l’attuale lucumone
(presidente) dell’Accademia etrusca
Giovannangelo Camporeale, nel suo
saggio sul catalogo Skira, anche per lo
studio degli Etruschi si era aperta l’era
empirico-sperimentale.

36 .Spettacoli

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

TEATRO e DANZA

***
***
****
*****

PESSIMO
MODESTO
DISCRETO
BUONO
OTTIMO

Centenariodellanascita

Irriducibile

I Marcido Marcidorjs

Carlo Giuffré
nei panni di
Oskar Schindler
con Pietro
Faiella in quelli
del militare che
lo interroga
sulle ragioni
del suo
operato
Gli ebrei della
famosa lista
furono
strappati alla
ferocia nazista

Che pastrocchio
questo Misantropo
OSVALDO GUERRIERI
ome al solito, le scene e i costumi di Daniela Dal Cin sono il sale che dà gusto
agli spettacoli dei Marcido Marcidorjs.
Non fa eccezione il Misantropo che Marco Isidori ha estratto da Molière con fedele infedeltà. Una gabbia circolare, mobili storti che,
ruotando, forniscono costumi e caratteri agli
attori altrimenti vestiti di tute bianche con
l’eccezione di Isidori-Alceste, che indossa un
abito nero. Questa è la cornice. Il quadro è la
messa in graticola dell’uomo che manderebbe all’inferno tutti i suoi simili. Isidori ne racconta le disavventure come fosse un’operina
musicale. Per l’occasione ha composto tre
lunghe canzoni debitrici delle parolibere futuriste e delle libere associazioni surrealiste,
ha sostituito al dialogo molieriano le lunghe
tirate e infine, nel suo ardimento associativo,
ha creduto di individuare nel misantropo Alceste una proiezione di Pinocchio.
Il quadro è come sempre trasgressivo, e
potrebbe essere in parte accettato se... Se
che cosa? L’identità Alceste-Pinocchio arriva sul finale con il solito nasone brandito più
per gioco, si direbbe, che per necessità critica. Le canzoni portano per le lunghe un gioco più linguistico che di sostanza. La recitazione d’insieme, fedele allo stile di sempre,
ha una zeppa in più: per interpretare Alceste Isidori surriscalda le parole, brandisce le
braccia senza sapere dove metterle e si contorce più di Laocoonte soffocato dai serpenti. Malgrado l’evidente impegno, l’idea del
pastrocchio è in agguato, e vorremmo tanto
invitare Isidori a rimeditare il proprio modo
di fare teatro ormai vecchio di trent’anni: se
non è tardi, eviterebbe di diventare il manierista di se stesso.

C

AL GOBETTI DI TORINO FINO A OGGI

**

Carlo Giuffrè è il benefattore «quasi involontario»

Schindler sotto processo
MASOLINO D’AMICO
e La lista di Schindler, 100’ scritti e
diretti da Francesco Giuffrè, il piccolo industriale
tedesco che salvò dai forni a
gas dei nazisti circa 1200 ebrei
impiegandoli nella sua fabbrica
si trova a dover rispondere del
suo operato ad esponenti del
regime che avrebbe sabotato.
Questo processo, che non ha
riscontro negli avvenimenti accertati, avviene in una dimensione surreale, ovvero in uno
spazio mentale dello stesso
Schindler, che forse addirittura è già morto, come fosse un
suo incubo a grande distanza
dai fatti. Il tono degli inquisito-

N

ri è minaccioso, ma non si parla
di castighi possibili; l’inchiesta
potrebbe collocarsi in un cupo
futuro dove le forze del male sono tornate a prevalere. In ogni
caso l’uomo, in completo marrone, si trova in una stanza spoglia
dove gli tocca rispondere alle domande, aggressive e sarcastiche,
di un ufficiale in divisa.
Con l’occasione, egli cerca di
chiarire anche a se stesso perché
ha agito come ha agito, non mosso da nessuna posizione ideologica chiara ma da un semplice,
progressivo intenerimento per
la condizione di quelle vittime.
Fu una solidarietà umana, ecco
la conclusione, che piano piano si
affermò in lui fino a fargli mettere a repentaglio la sua stessa vita. Le sequenze dell’interrogato-

«Jewels», capolavoro della maturità

Balanchine ben si addice
alla compagnia di ballo scaligera
SERGIO TROMBETTA
importante è lasciarsi alla
spalle Smeraldi. Per quanto
splendida sia la coreografia
e ottimamente servita dal corpo di
ballo della Scala, questa collana di
danze con cui Balanchine rende
omaggio al balletto romantico francese, è il momento meno appassionante di Jewels, comunque capolavoro della maturità (è del 1967) del

L’

grande coreografo russo americano. Sarà la musica di Fauré ma si
stenta ad entusiasmarsi per questo
inchino a tutte le silfidi del passato.
Ma Smeraldi è necessario per
completare la straordinaria idea di
un balletto in tre atti, senza narrazione, dedicato a tre pietre preziose
e a tre scuole di danza. Seguono Rubini, cioè la scuola americana di Balanchine stesso sul Capriccio per
pianoforte di Stravinsky, e Diamanti

Un momento di «Jewels»

uno squarcio sul balletto imperiale
russo di fine 800. Le girls e i boys di
Rubies si muovono in una atmosfera
sincopata e jazzy. Marta Romagna è
la seducente vamp. Vittoria Valerio,
che sostituisce Natalia Osipova infortunata, è molto swing in coppia
con Ivan Vasiliev, lui grande danzatore, ma qui fuori ruolo. Una rifles-

rio con la progressiva presa di
coscienza di Schindler si alternano a scene quasi mute di vessazioni ai danni di tre infelici prigionieri, che una guardia sadica
umilia progressivamente in un
crescendo di brutalità: sinistro
rituale non privo di eleganza nel
sobrio ambiente disegnato da
Andrea Del Pinto, nel quale si
impone l’eccellente lavoro di
squadra di quattro duttili attori,
Marta Nuti, Pietro Faiella, Valerio Amoruso e Riccardo Francia,
intorno al perplesso ma irriducibile Oskar Schindler di Carlo
Giuffrè, che dà spessore e cordialità al personaggio del benefattore quasi involontario.
AL PICCOLO ELISEO «PATRONI GRIFFI» DI
ROMA FINO AL 30

***

sione sul proprio lavoro di coreografo fondatore del classico americano, fatto di gesti energici e
scattanti. Tanto precorre i tempi
Rubies, tanto è nostalgico Diamonds su brani dalla terza Sinfonia di
Ciajkovskij. Un concentrato di cigni, belle addormentate e raimonde. Grandi manovre per il corpo di
ballo, primi piani su quattro coppie di solisti e sulle stelle Polina
Semionova e Friedeman Vogel.
Lui perfetto danseur noble, elegante, dallo stile impeccabile. Lei
percorsa da una danza nervosa,
inquieta. Gran prova per la compagnia scaligera.
MILANO TEATRO ALLA SCALA
SINO AL 4 APRILE

****

ElsaDe Giorgi
ladivaeclettica
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH
na foto, inviata a sua insaputa a un
concorso, che provoca l’invito per un
provino alla Cines fatto dal direttore
in persona, Emilio Cecchi. È così che Elsa De
Giorgi (1914-1997), giovinetta di nobili natali,
approda nel 1933 da Firenze a Roma. La sua
pura bellezza la rende ideale a incarnare la
ragazza madre di T’amerò sempre, film di verismo pre-neorealista e tematica cripto-socialista che resta una dei più belli di Mario
Camerini. Comunque, Elsa di recitazione non
sa nulla: in uno dei primi ciak dovrebbe piangere, ma non ci riesce neppure quando l’esigente maestro le torce un piede. A consolare
l’esordiente arrivano le parole di Cecchi che
ha assistito alla scena: «Cotesti di cinema
...’un sanno bene come vanno le cose, si fa
presto a dire pianga». Sarà l’inizio di un lungo, filiale rapporto con l’illustre letterato e la
moglie Leonetta Pieraccini.
In questo quadro di partenza, troviamo già

U

Da sinistra, De Filippo, De Giorgi e Gadda

gli elementi che faranno della De Giorgi una
delle protagoniste della scena culturale romana, qual è stata ricordata ieri a San Felice Circeo, suo prediletto luogo di soggiorno, in un
convegno a cento anni dalla nascita. Con il cinema (una ventina di titoli), Elsa acquistò popolarità di diva, e sotto certi aspetti (narcisismo, fascino prepotente) della diva aveva il temperamento; tuttavia per educazione (il padre era un
intellettuale non allineato) e ricchezza di interessi si sentiva vocata ad altro. Affacciatasi nel
’42 al teatro con Renzo Ricci, scelta come Elena
da Visconti nello storico Troilo e Cressida di Boboli, l’attrice nel ’48 sposa il conte Sandro Contini Bonacossi e si dedica alla letteratura.
Animatrice nel dopoguerra di un frequentato salotto romano, nel 1955 pubblica I coetanei,
preziosa testimonianza sul cinema del Ventennio e i fermenti antifascisti nella capitale. All’Einaudi conosce Italo Calvino, con cui vive
un’intensa storia d’amore rievocata in Ho visto
partire il tuo treno; mentre L’eredità Contini Bonacossi è dedicato al giallo della scomparsa e
suicidio del marito, vicenda (pare) legata a traffici in Usa di opere d’arte di proprietà familiare.
Nel trascorrere degli anni, molti degli amici
(Cecchi, Magnani, Pasolini, Moravia) erano
scomparsi e la avvenenza un poco sfiorita, ma
del suo salotto, trasferito da via R. Fauro a via
di Villa Ada, la De Giorgi continuò a essere centro ispiratore: impareggiabile memoria storica
e, sino all’ultimo, accesa di passione per il bello.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

.

Spettacoli .37

Musica & Novità

Colloquio

ALICE CASTAGNERI
TORINO

È
Gli Arcade Fire saranno in concerto il 23 giugno a Roma e il 24 giugno a Villafranca di Verona

ARCADE FIRE
“Archi ed elettronica
con il cinema nel cuore”
Dalla colonna sonora del film “Lei” all’album “Reflektor”
“Sono opere più mature, anche Bowie ha cantato per noi”
di sintetizzatore per raccontare
la storia d’amore tra un uomo e il
sistema operativo di un computer. «Il film - spiega Kingsbury- è
cambiato quando al posto della
voce di Samantha Morton, Jonze ha deciso di usare quella di
Scarlett Johannson». Non è la
prima volta che gli Arcade Fire
scrivono per il cinema: una loro
canzone, ad esempio, era nel primo capitolo di Hunger Games.
BRUNO RUFFILLI
La colonna sonora per Jonze
è stata registrata contemporan un film dove la protago- neamente all’ultimo album di
nista non ha un corpo ma canzoni della band, un doppio alsolo la voce, la musica do- bum di tredici brani. Alcune
veva per forza occupare canzoni, come Supersymmetry,
una parhanno lo steste importante.
A GIUGNO IN ITALIA so titolo e reCosì la colon- «Nell’ultimo cd abbiamo cuperano parna sonora di
te delle musimesso in discussione che. Ma si tratLei è firmata
tutta la nostra musica» ta di due opere
dagli Arcade
Fire, che con
molto diverse.
Spike Jonze hanno già collabo- «Se sulla colonna sonora di Lei,
rato in altre occasioni. La band se non ci fosse la nostra firma,
canadese sarà in concerto in difficilmente qualcuno potrebbe
Italia il 23 giugno a Roma e 24 pensare che a suonare sono gli
giugno a Villafranca di Verona. Arcade Fire. In Reflektor abbiaNati nel 2001, hanno inciso mo messo in discussione tutta la
finora quattro album, uno più nostra musica, con un produttobello dell’altro, ma l’ultimo ha re nuovo come James Murphy
una gestazione curiosa: «Era che ha influito molto sul suono.
partito come una colonna so- Siamo sempre noi, però in una
nora in stile Blade Runner - , versione diversa, più matura».
racconta il bassista Tim KingGli Arcade Fire sono una
sbury. - Poi la musica è diventa- band che piace ai musicisti: hanta insieme più romantica e più no collaborato con David Byrne
futurista». Archi, piano, note e Peter Gabriel, Bono degli U2

Colloquio

I

N

el nome di Firenze il Teatro
Regio ha allestito uno spettacolo molto attraente con due
atti unici: Una tragedia fiorentina di
Alexander Zemlinsky, mai rappresentata a Torino, e Gianni Schicchi di
Puccini, che invece è popolare e
amatissimo anche estratto dal Trittico in cui era nato, assieme al Tabarro e a Suor Angelica. La novità di
Zemlinsky (1917), da un dramma incompiuto di Oscar Wilde, sembra
materia più adatta a una novella, a
un racconto breve: ricavarne un’opera lirica è forse ambizione esagerata,
derivata probabilmente dal desiderio di ripetere la fortuna di Salome,
dove l’accoppiata di Strauss e Wilde

compare ospite nel video di Here
Comes The Night Time (insieme
con Ben Stiller), Chris Martin
dei Coldplay si è improvvisato
deejay per una festa in loro onore. E David Bowie, tornato in attività dopo un lungo silenzio,
canta nel brano che dà il titolo al
disco: «Ci conosciamo da tempo,
gli era piaciuto il nostro primo
album, Funeral, e ha voluto incontrarci. Abbiamo suonato più
volte insieme dal vivo, ma la sua
partecipazione a Reflektor è casuale, era New York mentre registravamo, è venuto a trovarci,
e ha pensato di darci una mano
con i cori».
Reflektor è uscito dopo una articolata promozione sui social
media: allusioni su Twitter, segni
misteriosi sulla pagina Facebook della band, un cartellone a
New York, un concerto a sorpresa. «Abbiamo pianificato tutto
noi, volevamo sperimentare un
modo diverso di comunicare con
i fan». E come va il tour? «Sul
palco siamo in tanti, a volte anche dodici persone, ma la musica che ne viene fuori è viva ed
elettrizzante come mai prima».
Spesso gli Arcade Fire inseriscono in scaletta cover estemporanee, legate alla città dove si
esibiscono. E in Italia? «Non conosciamo la musica italiana, ma
non è detto che non vi faremo
qualche sorpresa. Cosa dovremmo suonare, secondo lei?».

disorientato, proprio come tanti
suoi coetanei. Ma
Rocco Hunt, 19 anni, è un ragazzo
con la testa sulle spalle. Insomma, è un bravo «guaglione». E il suo nuovo disco, ’A
Verità, che esce dopodomani,
lo dimostra. Diciotto canzoni
piene di ideali e sogni (ma an- blo e Don Joe. Ma anche artisti «Non siamo tutti uguali. Tupac
che di sofferenza), in cui il agli antipodi della scena hip ha scritto Dear mama. E io, prorapper salernitano racconta hop: Enzo Avitabile, Tiroman- babilmente, sono più maturo
tutta la sua verità: i problemi cino e Ramazzotti. E proprio dei miei colleghi. Mia madre è
della Campania, lo Stato as- dalla collaborazione con que- stata fondamentale per la mia
senteista, l’importanza della st’ultimo è nata un’originale educazione. E nei suoi occhi ho
famiglia, la fragilità dell’amo- versione di Un giorno credi di sempre visto la sofferenza che
re. «Cerco di
Edoardo Benna- si prova a crescere senza mamdare messaggi SOLO MESSAGGI POSITIVI to. Rocco era nel- ma. Una madre va apprezzata e
positivi a questudio di regi- custodita. In fondo nasciamo
«Nei miei testi cerco lo
sta generaziostrazione di Eros da una donna e cresciamo con
di invogliare i giovani a incidere il pez- una donna. Credo che le donne
ne un po’ confusa. Personal- a seguire i loro sogni» zo. All’improvvi- vadano rispettate sempre, non
mente tutto
so è entrato il solo l’8 marzo». E a chi lo accuquello che mi è successo in cantautore e si è offerto di can- sa di riempire le sue canzoni di
questi mesi mi ha un po’ tare con lui. Ed è scoppiata la luoghi comuni risponde: «I miei
scombussolato. Ma, in gene- scintilla. «Lavorare con lui è sono stereotipi positivi. Ho rirale, credo che tutti i cambia- stato stupendo. Penso che il cevuto telefonate di artisti della
menti spiazzino».
collante tra tanti artisti diversi musica napoletana, che mi faDi certo, dopo il trionfo a sia il mio rap. Le rime riescono cevano i complimenti per l’imSanremo, per Rocco il vortice a tenere insieme tutto».
magine pulita del Sud che
di impegni è diventato più fitTra i brani spicca anche emerge nei brani. Quindi, mato. «In questo momento corro quello dedicato alla mamma, il gari ce ne fossero di più per la
tanto. Spero un giorno di ri- suo modello ideale di donna. mia gente di questi stereotipi».
cordarmi di avere 19 anni e di
riuscire a godermeli. E magari spegnere il cellulare per un
po’». Salire sul palco dell’Ariston è stata una svolta, ma il
successo l’ha costruito passo
dopo passo: prima con l’ep A
’music è speranz, poi con il
mixtape Spiraglio di Periferia
e con lo street album Poeta
Urbano. E piano piano ha collezionato milioni di clic in Rete. Ma come nella vita, così
musicalmente, non ha scordato le sue radici. Per lui, infatti,
passato e tradizioni sono il
trampolino per il futuro. «Non
mi sento vecchio, per me sperimentare significa riproporre i valori di una volta. Non ci
si deve vergognare del posto
da cui si viene, perché ci rende quello che siamo. Non bisogna nascondere l’accento per
piacere a qualcuno. A volte mi
guardo attorno e vedo una generazione spenta. Nei miei testi cerco di invogliare più persone a inseguire i propri sogni. I giovani dovrebbero rimboccarsi le maniche e coltivare le passioni. So che per chi
non ha avuto la mia fortuna è
molto difficile, servirebbe un
aiuto dalle istituzioni».
Nell’album insieme a Rocco ci sono gli amici di sempre
come Clementino, Ensi, Noyz
Narcos, Bassi Maestro, Sha- Rocco Hunt, 19 anni, ha vinto a Sanremo nelle «Nuove proposte»

Colonna sonora
GIORGIO
PESTELLI

Una “Tragedia”
ultra raffinata
che Anton Reck
rende al meglio

ROCCO HUNT
“I valori del Sud
sono la mia vera
rivoluzione”

«Una tragedia fiorentina» al Regio

aveva fatto scintille e soldi a palate.
La partitura, sorretta da Strauss
e Wagner, è ultra raffinata e rende
ragione di ogni gesto o espressione

Esce “’A verità” del rapper salernitano
“Mai vergognarsi delle proprie radici”

del testo, e il direttore Stefan Anton
Reck ce l’ha chiarita in tutte le sue
sfumature; è la teatralità che fa difetto, e tutto serve soltanto a preparare
il colpo di scena finale, che non vogliamo rivelare per non rovinarne
l’effetto ai nuovi spettatori. Certo, il
regista Vittorio Borrelli ha avuto il
suo daffare per muovere i tre ruoli di
marito, moglie, amante; ci riesce in
qualche modo anche per la bravura
di Mark S.Doss, un mercante Simone autorevolissimo, di Zoran Todorovich e Angeles Blancas Gulin, e
per la proprietà delle scene, cupe e
mortuarie, a cura di Saverio Santoliquido e Claudia Boasso. Per rialzare
il morale, ci sta molto bene il passag-

gio alla Firenze più amabile di Gianni
Schicchi, dove invece la teatralità
scorre come l’olio; Alessandro Corbelli è un protagonista pieno di
umorismo e simpatia, circondato da
una numerosa schiera di cantantiattori tutti perfettamente azzeccati; fra cui ricordiamo Francesco Meli e Serena Gamberoni nelle parti
dei due giovani Rinuccio e Lauretta,
(immancabile e ben meritato l’applauso a scena aperta per il «Babbino caro»), Alessandro Busi, medico
e notaio, Silvia Beltrami, Luca Casalin, Maria Radoeva.
TORINO TEATRO REGIO

****

38 .Spettacoli

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 23 marzo 2014

Rai 1
6.00 Rai Parlamento Punto
Europa Videoframmenti
6.30 UnoMattina in famiglia
10.00 Buongiorno benessere
10.30 A Sua immagine Rubrica
religiosa
10.55 Santa Messa
12.00 Recita dell’Angelus
12.20 Linea verde Attualità
13.30 Telegionale
14.00 L’Arena Attualità
16.30 Tg 1
16.35 Domenica In Varietà
18.50 L’eredità Game show
Dallo studio rotondo, il
padrone di casa Carlo
Conti conduce le sfide
tra i concorrenti
20.00 Telegiornale
20.35 Tg sport
20.40 Affari tuoi Game show
21.25 Carosello Reloaded

Rai 2
6.00 Videocomic
6.30 Real School - Il Divertinglese Attualità
7.00 Incinta per caso Telefilm
7.25 Lassie Telefilm
8.15 Inside the world
9.05 Il nostro amico Charly
Telefilm
10.30 Cronache animali
11.30 Mezzogiorno in famiglia
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 Motori
13.45 Quelli che aspettano
Sport
15.40 Quelli che... il calcio
Varietà
17.05 Tg 2 L.I.S.
17.10 Stadio Sprint
18.10 Rai sport 90° minuto
19.35 Squadra Speciale
Cobra 11 Telefilm
20.30 Tg 2

Rai 3
7.05 Fra’ Manisco cerca guai...
Film (comm., 1960) ★★
8.45 Speciale Ambiente Italia
Giornata FAI Attualità
11.10 Tgr Estovest Attualità
11.30 Tgr RegionEuropa
12.00 Tg3
12.25 Tgr Mediterraneo
12.55 12 idee per la crescita
13.25 Fuori quadro Cultura
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.30 In 1/2 h Attualità
15.00 Tg 3 Lis
15.05 Ciclismo: Milano-Sanremo Sport
17.00 Kilimangiaro - Com’è
piccolo il mondo
18.55 Meteo
19.00 Tg 3. Tg Regione.
Tgr Meteo
20.00 Blob Videoframmenti

Canale 5
6.00
7.55
8.00
8.50

Tg 5 Prima pagina
Traffico
Tg 5 Mattina
Le Frontiere dello Spirito
Rubrica religiosa
10.05 Dietro le quinte “Angeli Una storia d’amore”
10.15 Segreti e misteri - I cerchi
nel grano Documentari
11.30 Le storie di Melaverde
12.00 Melaverde Magazine
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 L’Arca di Noè Attualità
14.00 Domenica Live Varietà Il
programma contenitore della domenica
pomeriggio condotto
da Barbara D’Urso
18.50 Avanti un altro!
Game show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Paperissima sprint

Italia 1
7.10 Til Death Telefilm
8.35 Tom & Jerry Cartoni
8.55 Scooby Doo e il mostro
di Lochness Film-tv
10.35 Free Willy 3 - Il salvataggio Film (avv., 1997)
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset XXL
14.00 Grande Fratello - Live
Reality show
14.25 Moondance Alexander
Film
16.20 Flicka 2 - Amici per sempre Film (dramm., 2010)
con Patrick Warburton,
Tammin Sursok
18.10 Tom & Jerry Cartoni animati
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.00 Così fan tutte... bis Serie
19.35 Save the last dance 2
Film (mus., 2006)

21.30
Un medico
in famiglia 9

21.00
NCIS

20.10
Che tempo che fa

21.10
Giass

21.30
Lucignolo 2.0

TELEFILM. Il team di Gibbs (Mark

ATTUALITÀ. Marco Berry ed Enri-

Harmon) si affida ai social network per risolvere un caso,
mentre McGee è angosciato
dal fatto di aver perso il suo
distintivo

ATTUALITÀ. Fabio Fazio, affiancato in studio da Filippa Lagerback, conduce una nuova puntata del suo programma. Con
la partecipazione di Massimo
Gramellini

VARIETÀ. In ogni puntata ci sarà

FICTION. Giada fugge dalla casa

una sfida fra le eccellenze di
Nord, Centro e Sud. Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu conducono il nuovo varietà di Antonio
Ricci

co Ruggeri ci racconteranno
anche in questa puntata il
mondo dei giovani, fatto di
eccessi e follie, di mode e manie,
di divertimento e di ribellione

famiglia e chiede aiuto a Libero
ed Enrica che decidono di accoglierla nella loro abitazione. Non
tutti, però, sono entusiasti
23.35 Speciale Tg1 Attualità
0.40 Tg 1 Notte. Che tempo fa
1.05 Milleeunlibro. Scrittori in Tv
2.05 Sette note. Musica e
musiche Magazine
2.35 Così è la mia vita...
Sottovoce Attualità

21.45 Intelligence Telefilm
22.40 La Domenica Sportiva
Sport
1.00 Tg 2
1.20 Sorgente di vita Rubrica
religiosa
1.50 Meteo 2

22.45 Tg 3
22.55 Tg Regione
23.00 Masterpiece Talent
show Il primo talent
show dedicato agli aspiranti scrittori
0.35 Telecamere Attualità

23.15 Grande Fratello riassunto
0.15 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
0.45 Paperissima Sprint
1.20 Shopgirl Film (comm.,
2005) con Steve Martin
4.10 Nati ieri Telefilm

0.00 Code name: The Cleaner
Film-tv
1.50 Grande Fratello - Live
Reality show
2.10 Ciak Speciale “Amici
come noi”
2.15 Sport Mediaset

VERO TV

TV&TV

17.40
17.45
18.30
19.30
20.25
20.30
21.30
21.45
21.55
22.00

ALESSANDRA
COMAZZI

mpressionante.
Davvero. Il documentario andato in
onda per RaiStoria e
poi su Raitre, nel benemerito «Crash» di Valeria Coiante. Si intitola «Vol spécial», ha vinto svariati premi, lo ha
girato Fernand Melgar,
figlio di sindacalisti
anarchici andalusi esiliati a Tangeri. Nel
1963, quando ha 2 anni,
i genitori emigrano
clandestinamente in
Svizzera. Dove chi risiede illegalmente sul
territorio può essere
incarcerato per due anni in attesa di espulsione. Con il precedente
doc, «La Forteresse»,
che trattava delle condizioni di accoglienza
dei richiedenti asilo,
Melgar aveva vinto il
Pardo d’oro al Festival
di Locarno. Questa volta è andato nel centro
di detenzione amministrativa di Frambois, a
Ginevra, uno dei 28
centri di espulsione
per «sans papier» in
Svizzera. Impressionante il modo con cui i
prossimi espulsi vengono trattati: con delicatezza, comprensione, personalizzando
ogni intervento. «Posso far entrare la polizia,
caro? Ti metteranno le
manette, dovrai partire», dice il direttore
con voce suadente. Arrivano i poliziotti, e non
mettono solo le manette, perquisiscono, chiedono, sempre gentilmente, al detenuto di
aprirsi le natiche con le
mani per l’ispezione.
Se qualcuno reagisce
malamente a tanta
strumentale gentilezza, viene caricato sul
«Vol spécial» senza più
tante buone maniere. I
buoni possono far paura anche più dei cattivi.

I

Rete 4
7.55 Zorro Telefilm
8.25 Magnifica Italia
9.30 Santi - Lo splendore del
divino nel quotidiano
Documentari
10.00 Santa Messa
10.50 Pianeta mare Doc.
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Pianeta mare Doc.
13.00 Ricette all’italiana
Attualità Davide Mengacci e Michela Coppa
girano le località più
belle d’Italia
13.55 Donnavventura
14.45 Nuclear target Film
(azione, 2005)
17.05 Si può fare... amigo Film
(western, 1972)
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

21.15
La Bibbia
Dio nella Storia
TELEFILM. Dio chiede ad Abramo

di lasciare la sua casa per recarsi
nella Terra Promessa. Lot e sua
moglie seguono la sua tribù, poi
si dirigono verso Sodoma
23.10 Il cliente Film (dramm.,
1994) con Susan Sarandon, Tommy Lee Jones
1.40 Tg 4 Night News
2.05 Zabriskie Point Film
(dramm., 1970) con
Mark Frechette

TV2000

can. 55

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
6.55 Movie Flash
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 L’aria che tira - Il Diario
11.00 Otto e Mezzo Attualità
11.40 Gli anni in tasca Film
(comm., 1976)
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 I gigli del campo Film
(comm., 1963)
16.40 The District Telefilm
18.10 L’ispettore Barnaby Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Crozza nel Paese delle
meraviglie Attualità
21.10 Fuori Gabbia Attualità

21.40
La gabbia
ATTUALITÀ. Un nuovo appuntamento con il programma
ideato e condotto da Gianluigi Paragone. La trasmissione
è preceduta dall’anteprima
“Fuori gabbia”

0.00 Che - Guerriglia Film
(dramm., 2008)
0.45 Tg La7 Sport
2.35 Movie Flash
2.40 Rebellion:The Litvinenko
CaseFilm (doc., 2007).
Regia di Andrei Nekrasov

REAL TIME

18.30 I Passi del
Silenzio - Torino
19.35 Gocce di Miele
19.40 Storie da Lourdes
20.00 Rosario da Lourdes
20.30 I Santi Nell’ Arte Gerolamo
21.00 Karol un uomo
diventato Papa Film
22.30 Una Giornata Con
Il Vescovo

Tg Magazine
Vero in cucina
Vendetta d’amore
Padre coraje TN
Tg News
Perla nera TN
I cuochi pasticcioni
A casa di Letizia
Tg News
Mamme in carriera Attualità

La 7

DMAX

14.45 Amici di Maria De
Filippi Varietà
16.15 Dire, Fare, Baciare
18.10 Due abiti per una
sposa Varietà
19.10 Abito da sposa
cercasi Varietà
22.10 L’abito dei sogni
23.05 The Undateables:
l’amore non ha
barriere Varietà

14.15 Man vs Food
15.10 Sfida all’ultimo
morso
16.00 Affari in valigia
16.50 Affare fatto!
18.35 Cacciatori di tesori
19.30 Ci sei o ci fai?
20.20 Banco dei pugni
21.10 Container Wars
22.00 Affari a tutti i
costi

film / intrattenimento

digitale terrestre
9.20 Anica - Appuntamento
al cinema RAI MOVIE
Magnum P.I. IRIS
9.25 Risate di gioia
Umberto, attore mancato, fa il palo al ladro
Lello. I due litigano per
una donna RAI MOVIE
10.05 Planetes RAI 4
10.30 Doctor Who RAI 4
10.50 Ciaknews IRIS
10.55 Adesso Cinema! IRIS
11.15 Hav Plenty - Un Vero
Successo IRIS
11.20 Moviextra 60 RAI MOVIE
11.55 Signorina Effe RAI
MOVIE

12.00 Il furore della Cina colpisce ancora Il cinese
Bruce Lee, a Bangkok,
trova lavoro in una fabbrica di ghiaccio RAI 4
13.00 Prima dell’alba Due
ventenni, un americano
e una parigina s’incontrano casualmente in
treno IRIS
13.35 The Code RAI MOVIE
13.40 Terzo grado RAI 4
14.59 Ritrovarsi IRIS

15.20 Suits JOI
15.30 Parenthood MYA
16.09 Duro A Morire JOI
16.20 The Vampire diaries
16.40 The School of Rock

MOVIE

17.35 È già ieri RAI MOVIE
18.00 Rush RAI 4
18.50 Flashpoint RAI 4
19.00 Elizabeth-The Golden
Age IRIS
19.10 Nella valle di Elah
Tommy Lee Jones è in
cerca del figlio tornato
dall’Iraq e poi scomparso RAI MOVIE
19.35 Ghost Whisperer RAI 4
21.05 Cuori ribelli Alla fine
dell’800, Tom Cruise e
Nicole Kidman tentano
la fortuna in America
IRIS

21.10 Dexter

RAI 4

19.35 Dr. House - Medical
division JOI
Almost Human
MYA

PREMIUM UNIVERSAL

17.15 Io vi dichiaro marito e...
marito Due amici si
improvvisano coppia
gay per uscire da un
problema economico
PREMIUM CINEMA

17.50 Friends JOI
18.00 I Signori della Fuga
PREMIUM ACTION

18.15 Big Bang Theory JOI
18.35 Lara Croft Tomb RaiderLa Culla della Vita
PREMIUM UNIVERSAL

18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
18.50 Arrow PREMIUM ACTION
19.05 Shit! My dad says JOI
19.18 The Baytown Outlaws
PREMIUM CINEMA

15.20 Mr. & Mrs. Bridge
Scene di un matrimonio nell’America degli
anni ‘30 e ‘40. Con Paul
Newman RAI MOVIE
16.15 Eureka RAI 4
16.50 Elizabeth La storia della
regina d’Inghilterra più
famosa, Elizabeth. Con
Cate Blanchett IRIS
17.00 Ashes To Ashes RAI 4
17.30 Rai News - Giorno RAI

PREMIUM ACTION

20.25 The Originals MYA
21.15 Big Bang Theory JOI
Covert affairs PREMIUM
ACTION

Ted PREMIUM CINEMA
In Good Company In
seguito ad una fusione
aziendale, Dennis
Quaid si ritrova con un
nuovo capo PREMIUM
UNIVERSAL

22.00 Revolution

PREMIUM

ACTION

22.05 The middle JOI
Pretty Little Liars MYA
22.28 Parks And Recreation
JOI

22.50 Grimm PREMIUM ACTION
22.55 Parenthood MYA
22.58 Merlin JOI

21.15 World Trade Center La
tragedia delle Torri
Gemelle vista da due
pompieri. Regia di
Oliver Stone RAI MOVIE
23.15 L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente Ya
- Chen (Bruce Lee) arriva a Roma e riesce a
sgominare una banda
RAI 4

23.25 Niente velo per Jasira
Jasira, 13 anni, viene
sballottata tra la madre
irlandese e il padre
libanese RAI MOVIE
23.40 Fuoco assassino Due
fratelli, Kurt Russell e
William Baldwin, diventano pompieri. Di Ron
Howard IRIS
0.55 American gigolo Gigolò
di alto bordo, Richard
Gere viene accusato
ingiustamente di un
delitto RAI 4
1.20 Rai News - Notte RAI
MOVIE

1.25 Noi che abbiamo fatto
la Dolce Vita RAI MOVIE

17.20 Natale sul Nilo Il generale Massimo Boldi
porta in Egitto la figlia
e incontra Christian De
Sica SKY CINEMA 1
Sognando l’Africa
L’aristocratica veneziana Kuki lascia la vita
comoda e parte per il
Kenia SKY PASSION
17.30 La regola del silenzio The Company You
Keep Robert Redford
regista e attore protagonista in un thriller ad
alta tensione SKY HITS
17.35 Sex Crimes - Giochi
pericolosi Florida: il
professor Matt Dillon
viene accusato di stupro dalla sua allieva SKY
MAX

17.45 Grey’s Anatomy
LIFE

SCIENCE
FOX

LIFE

18.55 Cuba L’ufficiale inglese
Sean Connery è assoldato dal dittatore
Batista contro Castro
SKY CLASSICS

19.05 L’incredibile vita di
Timothy Green Jim e
Cindy Green sognano il
momento in cui
potranno diventare
genitori SKY CINEMA 1
19.10 Criminal minds FOX
CRIME

PREMIUM CINEMA

23.14 The Last Days of Disco
Anni ‘70: due redattrici
letterarie riescono sempre
a entrare nello Studio 54
PREMIUM UNIVERSAL
PREMIUM
ACTION
Gossip Girl MYA
Revolution PREMIUM
ACTION
Dance Academy MYA
Fringe PREMIUM ACTION

23.38 Covert affairs

0.30
1.10
1.15 Universal Soldier:
Regeneration Un gruppo
armato sequestra i figli
del presidente russo. Con
J. Claude Van Damme
PREMIUM UNIVERSAL

20.05 Senza traccia FOX CRIME
21.00 Senza traccia FOX CRIME
Sky Cine News Intervista Carlo Vanzina
SKY CINEMA 1

Mimzy - Il segreto
dell’universo Due fratellini trovano casualmente tra le onde degli
oggetti misteriosi SKY
CINEMA FAMILY

Giulietta degli spiriti
Giulietta Masina, tradita dal marito, vede
crollare la sua intera
esistenza SKY CLASSICS
Perché te lo dice
mamma Diane Keaton,
mamma apprensiva,
cerca marito per la
figlia minore single SKY
PASSION

23.06 La migliore offerta Una
storia d’amore fuori
dagli schemi ambientata a Vienna. Di
Giuseppe Tornatore

23.40
0.25

CINEMA FAMILY

L’amore dura tre anni
Marc ha 30 anni, una
moglie e due lavori.
Divorzia dopo tre anni
per un sms SKY PASSION
19.25 Il grande colpo Un
ingenuo killer, diviso
tra due amanti da mantenere, viene tradito
dal socio SKY MAX
19.35 In Cucina con
GialloZafferano FOX LIFE
Le avventure di Fiocco
di Neve SKY HITS
20.00 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

FOX

18.10 N.C.I.S. FOX CRIME
18.25 Macchine estreme:
motori da milioni di
dollari DISCOVERY
18.40 Grey’s Anatomy

19.15 L’ultimo dominatore
dell’aria Aang, l’ultimo
dominatore dell’aria,
combatte contro la
Nazione del Fuoco SKY

®

Nella morsa del ragno
Il detective Cross alle
prese con Soneji che ha
rapito la figlia di un
senatore SKY MAX
21.10 Parenti e Christian De
Sica iinsieme per il film
di Natale 2012 SKY HITS
Hitchcock SKY CINEMA 1
21.55 Senza traccia FOX CRIME
Castle FOX LIFE
22.05 Ero morto DISCOVERY
SCIENCE

22.40 Water Horse - La leggenda degli abissi Un
ragazzino trova per
caso sulle rive del lago
Loch Ness uno strano
uovo SKY CINEMA FAMILY
22.50 Proof - La prova
Gwyneth Paltrow ha
speso la vita per il
padre, genio ai limiti
della follia SKY PASSION
Looper - In fuga dal
passato SKY MAX
22.55 World’s Top 5
DISCOVERY CHANNEL

Educazione siberiana
Oltre il fiume Nistrò
vive una comunità singolare che educa i figli
al crimine SKY CINEMA 1
23.00 Non sapevo di essere
morto DISCOVERY
SCIENCE

23.20 Lo sceicco bianco Una
sposina realizza a Roma
il suo sogno: conoscere
lo Sceicco Bianco (Sordi)
SKY CLASSICS

23.40 Quattro matrimoni in
Italia FOX LIFE
23.45 Numb3rs FOX CRIME

LA STAMPA

.

DOMENICA 23 MARZO 2014

SPORT

Oggi in Tv

16,00 Tennis. Atp Miami
Sky Sport 2
17,00 Calcio. Betis-Atletico M.
Fox Sports
17.20 Volley. Macerata-Piacenza
Rai Sport 1
20,00 Moto. Gp Qatar MotoGp
Sky Sport Moto
20,20 Basket. Venezia-Vanoli
Rai Sport 1
20,45 Calcio. Catania-Juve
Sky Sport 1
21,00 Calcio. Real Madrid-Barcellona
Fox Sports
0,30 Basket. Nba, Dallas-Brooklyn
Sky Sport 3

8,35 Atletica. Maratona di Roma
Rai Sport 2
10,15 Salto con gli sci. CdM Planica
Eurosport
12,45 Biathlon. CdM Oslo
Eurosport
13,30 Freestyle. CdM S. Cross La Plagne Eurosport 2
15,00 Ciclismo. Milano-Sanremo
Rai 3
15,00 Calcio. Inter-Atalanta
Sky Sport 1

CICLISMO, 105A EDIZIONE DELLA CLASSICA DI PRIMAVERA: CON 294 KM È LA PIÙ LUNGA DEL CALENDARIO

La Milano-Sanremo, prima
grande classica della stagione e anche per questo
considerata il Mondiale di
Primavera, cambia ancora
percorso e torna un po’ indietro nel tempo. Abbandonata, come annunciato ormai mesi fa, la salita delle
Mànie tra Spotorno e Finale
Ligure, tre settimane fa è
stata cancellata a sorpresa per frane e smottamenti anche quella che sarebbe
stata la grande novità del
2014, l’inedita collina della
Pompeiana, prevista tra la
Cipressa e il Poggio, che
avrebbe mischiato e non poco le carte nel finale.
Si torna così al percorso
del 2007, quando vinse in
volata lo spagnolo Freire
davanti all'americano Davis
e al belga Boonen, cioè tre
velocisti. Un precedente
importante che basta a can-

L’anno scorso
Il tedesco
Gerald Ciolek
vinse davanti
a Fabian
Cancellara
(a destra)
e Peter
Sagan
(a sinistra)

50
Successi
degli italiani. Venti per
il Belgio, 12 francesi

7
Vittorie

Con il taglio di Mànie
e Pompeiana saranno
ancora gli strappi
nel finale a decidere

30

40

50

60

70

80

90

100

110

120

1300

140

150

5 - SANREMO (piazzale Italo Calvino)

170

180

190

200

2100

220

2300

11 - Alassio

8 - Ceriale

R

9 - Albenga

294 KM

160

no-Sanremo, 294 km, con 200
corridori al via di 25 squadre.
Ritrovo alle 8,25 in piazza
Sempione, via alle 10,10 in via
Chiesa Rossa, arrivo sul Lungomare Calvino verso le 17 (tv
13,40 Rai Sport 2, 15,05 Rai 3).
Meteo: temporali nei primi
150 km (6 °C sul Turchino),
pioggia nel finale. I migliori: 1.
Ciolek, 31. Nibali, 61. Gilbert,
71. Sagan, 81. Demare, 11.
Pozzato, 115. Modolo, 121.
Greipel, 141. Cavendish, 144.
Kwiatkowski, 145. Petacchi,
171. Degenkolb, 201. Boasson Hagen, 221. Cancellara.

km), indecifrabile e affascinante fra le classiche monumento, una definizione che
comprende solo cinque corse
- le altre sono Giro delle
Fiandre, Parigi-Roubaix,
Liegi-Bastogne-Liegi e Giro
di Lombardia -, cioè la storia
del grande ciclismo.

9 - Finale Ligure

342 - Campo Ligure

186 - Ovada

196 - Novi Ligure

121 - Tortona

97 - Voghera

63 - Pavia
20

532 - Passo
del Turchino

La corsa in quattro momenti R
110 - MILANO (via della Chiesa Rossa)

temporali al via e piovaschi
con vento contrario sulla riviera che renderanno la corsa ancora più dura.
Le ultime sei edizioni della

1 Si corre oggi la 105a Mila-

L’ultima vittoria azzurra
nel 2006 con Pozzato
In caso di arrivo in volata
chance per Modolo

13 - Savona

mento della corsa (con cancellazione del Passo Turchino e delle Mànie), anche per
oggi il meteo non è favorevole
seppur non così terribile:

5 - Varazze

qualcosa, soprattutto in caso
di maltempo.
Dopo la neve che l'anno
scorso causò la temporanea
sospensione e poi l'accorcia-

Tv 13,40 Rai Sport 2
Partenzaalle10,10
Èprevistapioggia

240
4

250

2600

160 - Poggio
di Sanremo

Oggi la corsa che non ha mai un solo favorito
Ma il più atteso resta Sagan. Aspettando gli italiani

Sanremo sono andate tutte a
corridori diversi, in rappresentanza di cinque Paesi (fra
i quali non ci sono Italia, Belgio e Francia, che pure hanno conquistato 82 Sanremo
su 104): bastano questi pochi
dati per capire l'imprevedibilità della più lunga (294

32 - Imperia

Casinò
Sanremo
7 - Voltri

didare ancora gli sprinter
tra i favoriti di oggi, in particolare i tedeschi Degenkolb e Greipel e il britannico Cavendish.
Il più atteso resta però lo
slovacco Sagan (2° l'anno
scorso, beffato dal tedesco
Ciolek), che oltre a ottimo
velocista è anche un formidabile finisseur, dunque
adatto a più soluzioni. Nè
può essere escluso lo svizzero Cancellara, primo nel
2008, poi due volte secondo
e una volta terzo nelle ultime tre edizioni. E gli italiani? Non vincono nella Città
dei Fiori dal 2006, grazie a
Filippo Pozzato che è in gara anche oggi e con qualche
chance. Speriamo pure in
Modolo, Ponzi, Nocentini,
Ulissi e (perché no?) Nibali,
che non ha preparato in
particolare questa corsa
ma può sempre inventarsi

per Merckx: dal 1966
al 1976. È record

239 - Cipressa

GIORGIO VIBERTI
MILANO

10

39

270

280

290

Passo del Turchino

Salita della Cipressa

Salita del Poggio

Traguardo

Regala gloria
ai comprimari

Un trampolino
per Nibali

Puntodilancio
idealeperGilbert

Senzaselezione
velocistishow

L’ultimo a conquistare la Sanremo grazie
a un’azione sul Turchino fu Chiappucci,
in discesa, nel 1991. Da quell’anno la salita
tra Masone e Voltri ha concesso gloria
passeggera solo ai comprimari. Ma chi
vuole evitare un arrivo troppo affollato
deve muoversi presto: può essere terreno
di conquista per gente come Rosa, Rabottini (foto), Brutt o Sorensen.

Primo strappetto nel finale di gara, 5,6
km con pendenza massima del 9%. Può
diventare il trampolino di lancio per
Nibali (foto), con l’obiettivo di portare via
un gruppetto e sfruttare la successiva
discesa insieme magari a Cancellara o a
gente come Nocentini, Betancur, Chavanel, Ulissi, Kwiatkowski e Pellizotti, tutti
battuti in caso di volatona

È breve (3,7 km, pendenza massima 8%),
ma quasi sempre decisiva. Usciranno
allo scoperto i pretendenti alla vittoria
che vogliono evitare uno sprint troppo
numeroso: Sagan, Gilbert (foto), Pozzato, Ponzi, Kolobnev, Kreuziger, Gasparotto, Battaglin... Attenzione alla difficile picchiata verso Sanremo, soprattutto
in caso di pioggia.

È posto quasi 7 km dopo lo scollinamento
sul Poggio, troppi per illudersi di conservare fino all’arrivo i pochi secondi guadagnati in salita. Se non ci sarà stata una
selezione netta prima, la Sanremo diventerà ostaggio di velocisti come Degenkolb
(foto), Cavendish e Greipel, ma anche
Demare, magari Modolo, senza escludere
naturalmente Sagan

40 .Sport
Catania

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Stasera bianconeri
in casa dell’ultima

Juventus

(4-3-3)

(3-5-2)

SKY SPORT 1- PREMIUM CALCIO 2 ORE 20,45

21

Andujar Storari

30

2

Peruzzi Caceres

4

14

Bellusci Bonucci

19

5
34
13
10
15
9
28

26

Izco Vidal

23

Lodi Pirlo

21

Rinaudo Padoin

20

Keko Isla

33

26

Bergessio Tevez
Barrientos Osvaldo

+55

3

Rolin Chiellini
Biraghi Lichtsteiner

Il distacco
Abissale il divario
tra Juve e Catania,
che aprono e chiudono
la classifica

10
18

ALL’OLIMPICO (20,45)

Caos Milan
Dalla Lazio
primo verdetto
su Seedorf
Lazio

Milan

(4-3-3)

(4-2-3-1)

SKY CALCIO 2 - PREMIUM CALCIO 1 ORE 20,45

ARBITRO: DAMATO
All: MARAN

1

All: CONTE

18
Personaggio
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

Berisha Abbiati

29

Konko De Sciglio

20

Biava Rami

3

Dias Mexes

15

Gonzalez De Jong

La cifra fissata
dal Southampton per
il riscatto di Osvaldo,
arrivato in prestito

24

Ledesma Muntari

4

5

Biglia Poli

16

14

Keita Kakà

22

11

Klose Honda

10

Lulic Balotelli

All: REJA

382’
Il digiuno
I bomber della Juve sono
a secco da 4 gare: ultimo
gol di Tevez al 68’
di Milan-Juve 0-2
Antonio Conte, 44 anni, tecnico della Juve, con Pablo Daniel Osvaldo (28), 2 reti in Europa League

Juve, staffetta da record
Servono i gol di Osvaldo

Tra squalifiche (Pogba)
e infortuni scelte obbligate
Buffon e Asamoah a riposo

Capolista a Catania: il bomber cerca la prima rete in campionato

candidature di Totti, Cassano,
Toni e Destro. Per questo
Osvaldo ha bisogno di giocare
e segnare per tenersi la Juve e
andare al Mondiale.
Al fianco di Tevez, suo idolo
quando frequentava la Bombonera per vedere il Boca Juniors, l’ultimo volto nuovo juventino cercherà di sfatare la
personale maledizione che
l’ha colpito dal rientro in Italia. Dopo la breve parentesi inglese al Southampton, Osvaldo finora ha raccolto zero gol,
un palo (contro il Chievo) e
due reti annullate per fuorigioco (sul campo del Genoa,
prima volta da titolare) nelle
cinque partite disputate in serie A da fine gennaio in poi. Il

brutto e sfortunato anatroccolo, però, sa trasformarsi in
splendido cigno quando varca i
confini nazionali. Nei 234’ in
Europa League (3 volte titolare
più una manciata di minuti giovedì scorso a Firenze) la punta
bianconera, infatti, ha saputo
realizzare 2 reti contro i turchi
del Trabzonspor (una all’andata e una al ritorno) e soprattutto fare la differenza.
Ad Antonio Conte stasera
servirà più l’Osvaldo mister
Hyde di coppa che il dottor
Jekyll di campionato per proseguire a tappe forzate la marcia
scudetto della Juve. Nel mirino
c’è la quinta vittoria consecutiva dopo la sfuriata post-Verona,
ma soprattutto la possibilità di

vincere il tricolore raggiungendo la stratosferica quota di 100
punti. La sfida di Catania sulla
carta è senza storia, visto che si
parla di un testacoda con 55
lunghezze di distanza, ma il tec-

Classifica
Juventus
75
Milan
Roma
64
Genoa
Napoli
58
Sampdoria
Fiorentina
48
Udinese
Inter
47
Cagliari
Parma*
46
Chievo**
Lazio
41
Livorno**
Verona
40
Bologna
Torino**
39
Sassuolo
Atalanta
37
Catania
(*) = Una partita in meno
(**) = Una partita in più

35
35
34
31
29
24
24
23
21
20

nico bianconero teme un inconscio rilassamento della sua
squadra dopo l’impresa europea con la Fiorentina. Per questo Conte concederà riposo ad
alcuni stakanovisti (Buffon e
Asamoah) e cercherà il giusto
mix di forze per iniziare nel modo migliore il trittico che in sette giorni include Parma e Napoli, compatibilmente con una coperta sempre corta per infortuni (Barzagli, Peluso, Ogbonna,
Marchisio, Vucinic e Pepe) e
squalifiche (Pogba).
La Juve, dopo aver sfruttato
le prodezze dei centrocampisti
e le perle di Pirlo, ha però bisogno dei gol degli attaccanti, a
secco da quattro partite di fila.
E la voglia di Osvaldo viene vista

come una buona garanzia, visto
che è alla caccia di una rete italiana dopo 323 giorni di astinenza. Ovvero dal 4 maggio 2013, in
Fiorentina-Roma 0-1, quando
segnò il 16° ed ultimo gol in quel
campionato con la maglia giallorossa. Curiosamente la prima
rete della scorsa stagione Osvaldo la mise a segno proprio al Catania e la sua speranza è di bissare la «prima volta». Anche
perché il suo ultimogenito, Morrison, aspetta ancora la dedica.
E tutta la Juve, dopo aver celebrato il recente «baby boom»
con i gol dei neo papà Tevez
(contro il Milan per Lito) e Vidal
(contro la Fiorentina in Europa
League per Elisabetta), tifa per
il «non c’è due senza tre».

VITTORIA A VERONA: +6 SUGLI AZZURRI IN ZONA CHAMPIONS. BENATIA SARÀ SQUALIFICATO: SALTA IL TORO

Il Chievo regala, la Roma stacca il Napoli
Successo firmato
Gervinho-Destro:
il bomber azzurro
segna ogni 90’

Freccia
Gervinho,
26 anni,
esulta
dopo il gol
(il sesto in
campionato)
che ha aperto
la sfida
di Verona

GUGLIELMO BUCCHERI
INVIATO A VERONA

La Roma manda ko il Chievo
senza trovare opposizione e
dentro al successo giallorosso a Verona c’è il pieno di
buone notizie per il ct azzurro Cesare Prandelli. Destro
più Totti: il binomio funziona
e, ieri, a decifrarne gli umori
in chiave Nazionale c’era il
preparatore atletico dell’Italia Giambattista Venturati in

5

Milioni

Radu Constant

21
34

45

ARBITRO: ROCCHI

P

OBIETTIVO 100 PUNTI

2
13

26

19

er la Juve, per il
piccolo Morrison
appena nato e anche per il suo futuro. Le motivazioni
per segnare il primo gol in
campionato a Pablo Daniel
Osvaldo non mancano davvero e questa sera a Catania,
contro l’ultima in classifica,
l’attaccante italoargentino dovrà essere bravo a sfruttare la
chance che Conte e il turnover
gli offriranno. In ballo non c’è
solo la permanenza a Torino,
visto che il giocatore è arrivato in prestito dal Southampton e vuole farsi confermare,
ma anche un posto per il Mondiale. La concorrenza azzurra
si fa sempre più agguerrita e
l’exploit del nuovo capocannoniere Immobile si affianca alle

32

tribuna al Bentegodi. Totti è
uscito dopo un’ora perché il
fiato non può essere al top dopo quaranta giorni di assenza
per infortunio (il capitano è
rientrato solo una settimana

fa) ma, per un’ora, l’ex Pupone
si è divertito a innescare i compagni senza soluzione di continuità: la sua apertura a un possibile nuovo abbraccio alla maglia azzurra per il viaggio in

Chievo

0

Roma

2

Chievo

Roma

4-4-1-1

4-3-3

Agazzi 5; Sardo 5,
Dainelli 5, Cesar 4,5,
Frey 5; Stoian 5 (1’ st
Rubin 5), Radovanovic 5, Rigoni 5, Lazarevic 5 (25’ st Obinna
6); Bentivoglio 5,5;
Paloschi 5,5 (14’ st
Pellissier 5,5)

De Sanctis 6; Maicon
6 (1’ st Torosidis 6,5),
Benatia 6, Castan
6,5, Romagnoli 6,5;
Pjanic 6, Taddei 7,
Nainggolan 7; Destro
7 (30’ st Bastos sv),
Totti 6,5 (15’ st Florenzi 6), Gervinho 6,5

ALL. Corini

5 ALL. Garcia

RETI: pt 17’ Gervinho, 42’ Destro
ARBITRO: Mazzoleni 6
AMMONITI: Bentivoglio, Benatia
SPETTATORI: circa 10 mila

6

Brasile trova, così, risposta sul
campo. E Destro? La media realizzativa dal giovane attaccante romanista è da brividi
(una rete ogni 90 minuti circa)
e, in un attacco della Nazionale
dove avanza prepotentemente

Anche Totti convince:
bene per un’ora davanti
al preparatore atletico
della Nazionale
la candidatura del granata Immobile, Destro potrebbe, comunque, ritagliarsi un ruolo.
Prima un regalo, poi un colpo d’autore. La Roma è andata
in vantaggio perché Cesar si è
trasformato nel compagno

All: SEEDORF

LAURA BANDINELLI
MILANO

«Non ho ricevuto telefonate
né da Berlusconi né da Galliani che mi hanno detto che
mancano due partite al verdetto». Nonostante i risultati
pessimi e tutto ciò che è accaduto in settimana Clarence
Seedorf non intravede temporali all’orizzonte (anche se in
Brasile dicono che potrebbe
tornare subito al Botafogo):
«Ho un rapporto diretto con i
ragazzi, la squadra vuole uscire da questo momento» ha infatti dichiarato. Per smentire
il colloquio con gli ultrà («Trequarti della squadra è da buttare», la frase incriminata)
con molta familiarità ha citato
non colui che ha fatto la rivelazione ma un altro ultrà: «Luca
(Lucci, capo della Curva Sud)
ha già smentito» . La famiglia
Berlusconi vigilerà anche su
questo tipo di rapporti. Ma ciò
che conterà di più sarà il responso del campo perché si
teme una reazione sbagliata
della squadra. Il modulo sarà
lo stesso, l’ unica punta sarà
ancora Balotelli («Gli dico
sempre di giocare vicino alla
porta» Seedorf dixit), mentre
in difesa ci sarà ancora spazio
per l’inaffidabile Mexes. Il
momento è delicatissimo e anche Arrigo Sacchi ha voluto
esprimere a Fox il suo pensiero: «Galliani è uno dei migliori
dirigenti al mondo ma con
certi acquisti ha messo a dura
prova la sua intelligenza, a
volte prendendo giocatori non
affidabili o senza un minimo
comune denominatore».

d’attacco ideale di Gervinho: il
difensore del Chievo ha invitato l’ivoriano al gol con un colpo
di testa che nelle intenzioni doveva finire fra le braccia di
Agazzi e che nella realtà è terminato proprio sul destro di
Gervinho che ringrazia. Il raddoppio di Destro, invece, non
fa altro che mettere in evidenza la freddezza sotto porta del
giovane bomber: Destro suggerisce a Taddei il passaggio in
verticale, controlla davanti ad
Agazzi in uscita e lo beffa con
un preciso tocco.
Una vittoria, quella giallorossa, senza soffrire che porta Totti e soci a meno 11 dalla
Juve in attesa della sfida dei
bianconeri a Catania: la Roma, adesso, si prepara alla sfida di martedì con il Toro senza Benatia (verrà squalificato), ma con De Rossi al rientro
dopo i tre turni di stop decisi
dal giudice sportivo. Anche
ieri al Bentegodi i soliti cori
antinapoletani.

Sport .41

LA STAMPA

.

DOMENICA 23 MARZO 2014

Un Clasico sentimentale
Rivincite, addii e potere

La storia
GIULIA ZONCA

on è questione di
numeri, non oggi:
Real Madrid-Barcellona è un concentrato di record
ma nemmeno certe cifre astronomiche possono definire l’attesa, la nostalgia, il potere che
c’è dentro questo Clasico.
A Madrid non si decide
nemmeno chi è il più forte, si
va direttamente a chi è il migliore, in Spagna e altrove. Si
stabilisce chi ha il diritto alla
supremazia. Se il ciclo del
Barcellona è finito, se il Real
studiato da Ancelotti può essere perfetto, se Messi è «annoiato» come sostiene Sacchi,
se Ronaldo merita davvero il
Pallone d’oro. I protagonisti
l’hanno messa sul personale.
Ognuno con il proprio carico
di rivincite e ricordi. Le ultime due sfide sono andate al
Barcellona che in realtà in
tempi recenti ha vinto spesso
al Bernabeu, in 10 trasferte 5
successi e 2 pareggi, abbastanza da scatenare la voglia
di riscatto di chi è cresciuto
con la maglia blanca. Ronaldo
poi ha sempre qualcosa da di-

N

mostrare se dall’altra parte
del campo c’è il rivale, la nemesi. Giusto per sintetizzare:
in 26 incontri contro il Real
Leo ha segnato 18 gol, in 20
partite Cristiano ne ha realizzati 12 però anche qui le addizioni e i confronti mancano il
punto. Ieri Ronaldo ha fatto il
giocoliere davanti alle telecamere, cappello floscio in testa
e palleggi infiniti, rimbalzi su
petto e braccia. A riflettori
spenti ha provato punizioni e
rigori, gli piace fare la parte
del brillantone indifferente alle tensioni ma è un perfezionista. Uno che si prepara da
sempre con attenzione maniacale agli scontri decisivi. Ha
davanti l’occasione per dimostrare che quel Pallone d’oro
gli appartiene. Ci ha pianto
sopra, ora vuole far tacere chi
lo ha messo in discussione.
Per Messi la storia è ancora
più struggente, ha ripreso ad
accumulare gol a medie pazzesche e ha bisogno di sentirsi
innamorato del suo Barça come al primo giorno per firmare il rinnovo che lo aspetta.
Ancelotti sa che si gioca

Palermo vince ancora
1I

risultati: Avellino-Spezia 0-1 (giocata venerdì), Brescia-Spezia 0-2, Cesena-Juve
Stabia 1-0, Crotone-Bari 0-0,
Empoli-Reggina 4-0, Modena-Latina 4-0, Novara-Carpi
1-0, Padova-Cittadella 0-4,
Pescara-Palermo 1-2, Ternana-Lanciano 1-1, Trapani-Varese 1-1 (venerdì). Classifica:
Palermo 59; Empoli 50; Lanciano 48; Cesena, Crotone,
Trapani 46; Siena (-7), Latina
45; Avellino 44; Spezia 43;
Pescara 41; Modena 40; Ternana, Carpi 39; Brescia, Varese 37; Bari (-3) 36; Novara
34; Cittadella 29; Padova 29;
Reggina 25; Juve Stabia 15.

Crack
Ronaldo,
29 anni,
e Messi (26)
si sono
incrociati
in 18 «Clasici»
(escluso
quello
di oggi)
dal 29
novembre
2010
al 26 ottobre
2013

Bundesliga

Bayern, titolo rinviato
1 Il

Bayern non si ferma:
2-0 in casa del Mainz
(Schweinsteiger, Goetze), 18a
vittoria di fila, ma titolo rinviato per i successi di Dortmund (3-0 ad Hannover) e
Schalke (3-1 al Braunschweig). Guardiola resta a
+23 sul Borussia: se martedì
batte l’Hertha a Berlino sarà
già campione di Germania.

Maratona di Roma

1,160

Ancelotti: «È dal 2004 che
non batto i blaugrana
Adesso è ora di vincere»
Martino: «Per noi è l’ultima
opportunità di restare
in lotta per il campionato»

Serie B, 30a giornata

Il Real, primo in classifica, cerca il colpo di grazia sul Barça a -4

ORGOGLIO PERSONALE

TECNICO DEI CATALANI

In breve

La carica dei 19 mila
1 Cifre

da record per la
maratona di Roma che si corre oggi (Rai Sport 2, 8,35) con
oltre 19mila iscritti. Solita
sfida tra Etiopia e Kenia tra i
professionisti. In gara anche
l’azzurra Emma Quaglia (6ª
ai Mondiali). Fino al 30° km ci
sarà il fidanzato Luca Campanella a fare da lepre.

Miliardi
sul sentimentale e ci aggiunge
una motivazione extra: «È dal
2004 che non batto i blaugrana. Adesso è ora di vincere».
Ha chiesto ai suoi uno sforzo
extra, non per motivarli visto
che sono caricati a molla, piuttosto per distrarli, «i ragazzi
dovrebbero darmi una mano a
ribaltare la statistica» come se
non avessero già miliardi di ragioni per spremere il meglio.
Sono primi in classifica, 4 punti di vantaggio sul Barça che

come ammette il pragmatico
Tata Martino «ha l’ultima opportunità per provare a vincere il campionato». Anche lui è
incerto sul futuro, su un mondo
esclusivo che non è ancora riuscito a decifrare del tutto.
In più ci sono gli addii, l’ultimo clasico della Liga per Valdes, per Puyol in tribuna, forse
persino per Xavi che ogni giorno cambia idea sul futuro.
Chissà se una partita così può
convincerlo a restare nella mi-

Il valore di mercato
delle due squadre:
588 mln per il Barça

schia per un’altra stagione o
può appagarlo (o provarlo)
tanto da farlo smettere. Sì, è la
sfida più cara del campionato,
con le rose che costano di più
(1.160 milioni), con i due stipendi più pesanti del calcio contemporaneo (Messi 12,5 milioni l’anno e Ronaldo 17 milioni)
con i biglietti che hanno superato i limiti (una tribuna vale
1700 euro) eppure il cuore della partita non sta nei conti.
Stavolta il Clasico è romantico.

21

Basket, Cantù a Caserta

Ora d’inizio

Roma batte Pesaro
1 Nell’anticipo

della 9ª di
ritorno Roma-Pesaro 96-85.
Oggi (ore 18,15): Brindisi-Bologna (16,30), Caserta-Cantù,
Reggio Emilia-Sassari, Siena-Avellino, Varese-Pistoia,
Venezia-Cremona (20,30 Rai
Sport 1). Domani: Montegranaro-Milano.

La sfida del Bernabeu
sarà trasmessa
da Fox Sports

Premier League: Blues a +4 sul Liverpool, cinquina del City. Rooney, gol da centrocampo

Volley, sfida di vertice

CHELSEA-ARSENAL 6-0

C’è Piacenza-Macerata

Mourinho umilia Wenger
«Volevamo ucciderli»

1 Oggi

si definiscono i
playoff (ore 18): MacerataPiacenza (17,30 Rai Sport 1),
Cuneo-Modena, Perugio-Città di Castello, Molfetta-Vibo
Valentia, Verona-Trentino,
Latina-Ravenna.

1 La giornata perfetta di Mourinho inizia con un gol

di Eto’o e finisce con parole forti dopo il 6-0 all’Arsenal:
«Volevamo ucciderli - così Mou -, li abbiamo distrutti in
10’».UmiliatolostoricorivaleArseneWenger,checelebrava la 1000a panchina con i Gunners: alla fine i due si
ignorano.Clamorosol’erroredell’arbitroMarriner,che
al 17’ dà un rigore al Chelsea per fallo di mano di Oxlade-Chamberlain, ma espelle Gibbs. Gli altri gol di
Schurrle,Hazard(rig.),Oscar(2,foto)eSalah.IlChelsea
sale a 69, +4 sul Liverpool (ok 6-3 a Cardiff, 3 Suarez,
una gara in meno) e +6 sul City (5-0 al Fulham, 3 Touré,
3 gare in meno). Arsenal a -7. In West Ham-Man Utd
(0-2) doppietta di Rooney con 1° gol da centrocampo.

Tennis, Miami. Errani fuori

Pennetta eliminata
1 Flavia

Pennetta, eliminata dalla serba Ivanovic per
6-4, 6-3 e Sara Errani (sconfitta dalla russa Makarova
6-3 2-6 6-4) fuori al terzo turno del torneo di Miami.

Serie A, 29a giornata Inter a caccia del tris di vittorie consecutive, Napoli-Fiorentina vale l’Europa
Bologna

Cagliari

(3-4-1-2)

(4-3-1-2)

SKY CALCIO 3

Atalanta
(4-4-1-1)

(4-3-3)

Parma

Genoa

(4-4-2)

(3-4-3)

Sampdoria

Verona

(4-3-3)

(4-3-3)

Udinese

Sassuolo

(3-5-1-1)

(4-3-3)

SKY CALCIO 3 - PREMIUM CALCIO ORE 18,30

SKY CALCIO 1 - PREMIUM CALCIO ORE 12,30

SKY CALCIO 2 - PREMIUM CALCIO 2 ORE 15

SKY CALCIO 4

Handanovic Consigli

47

25

1

83

Mirante Perin

1

1

1

22

Scuffet Pegolo

79

24

14

Campagnaro Raimondi

77

4

3

2

Cassani De Maio

4

29

De Silvestri Cacciatore

29

75

Heurtaux Gazzola

23

15

23

2

21

2

29

Paletta Burdisso

8

8

Mustafi Moras

18

5

Cherubin Astori

13

35

33

33

5

6

Lucarelli Marchese

15

28

22

11

Domizzi Ariaudo

8

Garics Avelar

8

2

27

2

23

3

Molinaro Motta

21

19

3

27

Widmer Longhi

24

Pazienza Dessena

21

13

20

8

Jorginho Borja Valero

20

7

Biabiany Matuzalem

27

21

Soriano Romulo

2

66

15

Perez Ekdal

20

19

21

88

Inler Aquilani

10

30

Acquah Bertolacci

91

17

Palombo Donadel

30

3

3

Morleo Vecino

27

88

Hernanes Carmona

17

7

27

16

Parolo Antonelli

3

5

10

37

Pereyra Missiroli

7

7

33

D’Ambrosio Bonaventura

10

17

11

18

Gobbi Konatè

77

11

Gabbiadini Iturbe

15

8

Basta Farias

70

Amauri Gilardino

11

7

Maxi Lopez Toni

10

12

5
14
21

Antonsson Perico
Natali Rossettini

19 Christodoulopolous Cossu

ORE 15

Fiorentina

1

Curci Avramov

SKY SPORT 1 - PREMIUM CALCIO

Napoli
(4-2-3-1)

25

1

ORE 15

Inter
(3-5-2)

Ranocchia Stendardo
Rolando Yepes
Jonathan Del Grosso
Guarin Estigarribia
Cambiasso Cigarini

Reina Neto
Henrique Diakitè
Fernandez G. Rodriguez
Albiol Commper
Reveillere Pasqual

Callejon Wolski
Hamsik Cuadrado

9

Bianchi Pinilla

51

8

Palacio Moralez

11

14

Mertens Gomez

33

11

99

Cristaldo Ibarbo

23

9

Icardi Denis

19

9

Higuain Joaquin

17

99

Cassano Sculli

Da Costa Rafael

Gastaldello Maietta
Regini Albertazzi

Renan Hallfredsson

Sansone Jankovic

9
11

ORE 15

Danilo Cannavaro

Pinzi Chibsah

10
83

Di Natale Floro Flores

ARBITRO: TAGLIAVENTO

ARBITRO: MAZZOLENI

ARBITRO: CALVARESE

ARBITRO: PERUZZO

All: MAZZARRI

All: BENITEZ

All: DONADONI

All: MIHAJLOVIC

All: GUIDOLIN

All: GASPERINI

All: MANDORLINI

4

32 Bruno Fernandes Zaza

ARBITRO: GIACOMELLI

All: MONTELLA

3
45

10

All: BALLARDINI

All: COLANTUONO

6

Allan Magnanelli

ARBITRO: GERVASONI
All: LOPEZ

28

All: DI FRANCESCO

T1 CV PR T2

Pagelle

42 .Sport

5,5

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Moretti è un muro
Lampi El Kaddouri
TORINO

PADELLI

Tra i pali è molto migliorato, sui rilanci è impreciso. E la respinta di pugno corta
e centrale sul gol livornese è
orrenda.

7

BOVO

7

GLIK

7

MORETTI

All’azione difensiva
aggiunge l’assist per l’1-0 e un
paio di tiri.

Non bello da vedere
però efficace.

Una sicurezza. Chiude alla grande su Belfodil nel primo tempo e dalla sua parte non
si passa.

6

MAKSIMOVIC

6,5

KURTIC

6

VIVES

Tardo negli inserimenti, il contributo è debole.

che li esibisca a sprazzi. Il pallonetto con cui mette Immobile
davanti alla porta per il 2-0 è un
cammeo.

6

DARMIAN

6

CERCI

8

IMMOBILE

D’accordo che la fascia sinistra non è la sua d’elezione ma contro il Napoli l’aveva
percorsa con altro piglio.

Si sbatte con la continuità smarrita negli ultimi
tempi e si vede che vorrebbe invertire il trend, proprio adesso
che si gioca un posto per i Mondiali. Sbaglia però tre palle gol
facili, due facilissime (dal 28’ st
MEGGIORINI SV).

Tornaalgol(conlaprima tripletta della carriera) e il Toro riprende a vincere. Ormai la Ciro-dipendenza è conclamata (dal
31’ st TACHTSIDIS SV). [M. ANS.]

Immobile, vista sul Mondiale
E il Toro riprende la corsa
Livorno ko, show e 3 gol della punta che prenota una maglia azzurra
Granata ispirati e subito padroni: interrotto il filotto di sconfitte
Mazzola
ePulici
firmedoc

Preciso
Ciro
Immobile,
24 anni,
ha superato
Tevez (15)
in vetta alla
classifica
marcatori

Gol n. 1000
Lo segna
Valentino
Mazzola
il 30/1/’49:
Toro-Livorno
finisce 1-0

Con il Livorno chiuso non fa circolare la palla con
velocità, poi gioca una partita
onesta e positiva nell’aggredire a centrocampo (dal 36’ st
GAZZI SV).

6,5

EL KADDOURI
Ha i colpi, peccato

Gol n. 2000

Protagonista

i

Emiliano Moretti
DIFENSORE

Lo firma il
30/3/’75 Paolo
Pulici: ToroJuve 3-2
Cifra tonda
con la 2a rete

L’analisi

Ottimo il primo tempo nel quale azzecca quasi tutto, a differenza di quanto fatto
con il Napoli. Nella ripresa rallenta.

MARCO ANSALDO
TORINO

P

ensiamo di non svelare un segreto di
Stato dicendo che
Prandelli, alla prima
occasione in cui vide
Immobile, lo descrisse a taccuini chiusi come un gran «rompiballe». Lo diceva, ovviamente,
nel senso più positivo per un al-

lenatore: intendeva che l’attaccante granata è quel tipo di
punta che morde e rincorre,
non il goleador che aspetta la
palla servita in area e si accontenta. Non sappiamo se il ct inserirà Immobile tra i 23 azzurri
per il Mondiale ma da quando
oltre a fare il «rompiballe» è diventato anche il capocannoniere della serie A ci sembra difficile tenerlo a casa, con la pover-

tà di talenti che c’è in giro al
punto che si ipotizza persino il
richiamo dei dinosauri.
Il ragionamento diventa naturale dopo aver visto cosa ha
fatto Ciro il giovane ieri contro
il Livorno. La prima tripletta
della sua carriera (il primo gol è
stato il numero 3000 per i granata nella serie A a girone unico), un assist straordinario che
Cerci ha sprecato nella ripresa,

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

Furia Cerci
Ventura lo toglie:
fuga negli spogliatoi

Immobile: «L’avevo detto che
avrei segnato». Il tecnico: «Dopo 4 partite era ora». E poi uno
schiaffetto al bomber

3

Livorno

1

Torino

Livorno

3-5-2

3-5-2

Padelli 5,5; Bovo 7,
Glik 7, Moretti 7;
Maksimovic 6, Kurtic
6,5, Vives 6 (36’ st
Gazzi sv), El Kaddouri
6,5, Darmian 6; Cerci
6 (28’ st Meggiorini
sv), Immobile 8 (31’
st Tachtsidis sv)

Bardi 6; Ceccherini
5,5, Emerson 5 (30’pt
Rinaudo 5), Castellini
5; Piccini 5, Greco 5,5
(20’ st Siligardi 6,5),
Biagianti 5,5 (25’ st
Benassi 6), Duncan
5,5, Mesbah 5; Belfodil 6, Paulinho 4,5

ALL. Ventura

6,5 ALL. Di Carlo

25’pt

15’st

Raddoppio di destro

22’st

Tris da fuori area

ARBITRO: Russo 6,5
AMMONITI: Mesbah
SPETTATORI: paganti 3.792 per un incasso
di 73.030 euro più 8.780 abbonati per una
quota di 11.841 euro.

l’aggressività nei raddoppi sui
centrocampisti toscani, insomma una prova in cui è difficile
trovare la sbavatura. Certo non
tutte le sue ciambelle escono
con il gol, e talvolta il Toro ha
dovuto lamentarsi degli errori
pesanti del suo centravanti,
l’ultimo lunedì scorso contro il
Napoli. Quando sbaglia Immobile lo fa alla grande e Ventura
si riferiva bonariamente a cer-

Personaggio
MATTEO AGLIO
LOSAIL

on sono bastate né la
fantasia di chi scrive i
regolamenti né la
sfortuna che si è presentata
sotto le sembianze di una
frattura alla caviglia facendogli perdere la maggior
parte dei test invernali per
far perdere Marquez. È
sempre lui il più forte. Una
vittoria dell’uomo - direbbero i romantici - sulla fredda
tecnica e i numeri. Gomme
speciali, litri di benzina,
strategie elettroniche poco
hanno potuto contro il polso
destro del piccolo diavolo
che trova il solo avversario

N

DOPO LA FRATTURA

«Non posso ancora
forzare troppo con il piede
Compenso con il braccio»
degno nel cronometro. Bautista, Smith, Dovizioso hanno cercato di afferrare l’occasione della vita. E il favorito Aleix Espargaró ha perso
la testa sdraiando la sua
Yamaha due volte in 15 minuti. Lorenzo e Pedrosa sono riusciti a limitare i danni
strappando la seconda fila.
«Lo so che questa è solo
una pole position e non la gara, ma è importante per me.
Dopo non aver provato e dopo l’infortunio, essere davanti a tutti è una sorpresa», il
campione del mondo è contento anche se non dormirà
fra due guanciali. «Una cosa
è fare un giro, un’altra 22.

El Kaddouri serve con un pallonetto Immobile che colpisce male di destro («Una roncolata», dirà scherzando nel dopogara) ma
inganna Bardi e raddoppia.

5

RETI: pt 25’ Immobile; st 15’ e 22’ Immobile, 44’ Siligardi

te brutture nel siparietto con il
suo goleador dopo la prima rete: quello gli ricordava di aver
mantenuto la promessa di segnare, il tecnico gli rispondeva
che era ora dopo tante partite a
secco. Si è capito una volta di
più che la buona organizzazione di gioco che ha dato Ventura
produce poco se Immobile non
segna. L’ultima rete l’aveva realizzata a Verona e fu anche
l’ultimo successo dei granata
prima di quattro sconfitte.
Ieri all’Olimpico il clima era
pesante. Per i primi 10’ si è giocato con la curva vuota, per
protesta contro i torti arbitrali.
E i grandi spazi deserti dimostravano come l’entusiasmo
per un campionato superiore
alle attese si fosse smorzato,
con una squadra che non vinceva in casa da 55 giorni e in quattro partite non aveva segnato
un gol. La tripletta di Immobile

A segno di testa
Punizione di Bovo sul centro destra. Palla al centro, bello stacco
di Immobile in anticipo su Paulinho e palla nell’angolo alle
spalle di Bardi: Toro in vantaggio.

il caso

Siparietto dopo il 1° gol

La partita

Tripletta in serie A 27 anni dopo Polster
Torino

non richiama soltanto i tempi
lontani (l’ultimo a riuscirci fu
Polster contro la Samp nell’87):
riporta un po’ di serenità in un
ambiente facile a smarrire la fiducia. È stata una partita assai
più morbida del previsto. Il Livorno degli ultimi tempi aveva
dato segnali di vita tanto da
RE DEI BOMBER: 16 RETI

La prima è anche
la numero 3000 in A
nella storia del club
portarsi fuori dalle ultime tre,
sull’onda poteva creare problemi a chi cominciava a dubitare
di se stesso. Invece i toscani
hanno sbagliato la disposizione, l’atteggiamento, la copertura sui calci piazzati, la manovra
per sfuggire al pressing a centrocampo. Paulinho, la stella
della compagnia, non è arriva-

TriplettadiImmobileconundiagonale da 20 metri: un granata non
segnava 3 gol in una gara di A dal
20/09/1987, Polster in Toro-Samp
4-1. Nel finale rete di Siligardi.

to una sola volta a tirare in porta e per non farsi mancare nulla
ha permesso a Immobile di saltare indisturbato per il gol dell’1-0. Ventura è andato sul semplice. Solito modulo, nessuna
stravaganza nelle scelte. Il match è stato subito del Toro. La
difesa non ha avuto smagliature se non per il gol finale, favorito da una respinta sballata di
Padelli. E, a centrocampo, la
qualità di El Kaddouri ha dato
assistenza all’attacco: sono venuti i tre gol ma le occasioni sono state quasi il triplo, esaltando Bardi e avvilendo Cerci che
ha sbagliato troppo davanti alla
porta. Cerci tuttavia è stato più
vivace e presente che negli ultimi tempi: il suo scontro a distanza con Ventura per la sostituzione è l’unica nota negativa
della giornata, proprio perché
al Toro non può esistere una
giornata completamente felice.

Freddezza
Alessio
Cerci, 26
anni,
sostituito
al 73’, evita
lo sguardo
di Ventura
mentre
lascia
il campo

FRANCESCO MANASSERO
TORINO

er un «gemello» che torna a sorridere, c’è
l’altro che non riesce ad uscire dal tunnel.
Ed è nervosissimo. L’altra faccia del Toro è
Alessio Cerci che, sostituito nell’ultimo quarto
d’ora di gara, è tornato subito negli spogliatoi
senza accomodarsi in panchina, normalmente la
prassi. E ha evitato pure di incrociare gli sguardi
dei suoi compagni e di Ventura, respingendo anche il tentativo di Vives (il primo ad aver capito il
cortocircuito dell’ala) di calmarlo. Se Cerci non
è un caso, è comunque un piccolo neo nella serata in cui i granata sono tornati a vincere. Ventura fornisce la sua versione, distensiva. «Cerci
era arrabbiato perché voleva segnare - dice il
tecnico - poi è chiaro che tutti vogliono sempre
giocare, ma fa parte del gioco. Il cambio? Anche
Immobile è uscito poco dopo».
Non è proprio il momento migliore del talento più cristallino
dei granata, che dopo essere rimasto in panchina contro il Napoli - entrando poi nel secondo
tempo senza incidere mai -, ieri
ha avuto tre grosse occasioni per
uscire dal digiuno del gol che dura dalla trasferta di Verona, trentaquattro giorni fa. Ma le ha sciupate tutte, anche quelle che in altri tempi avrebbe centrato ad occhi chiusi. Due nel primo tempo: nella prima non
ha controllato bene l’invito di Kurtic e poi ha sparato sul portiere la conclusione ravvicinata: un
movimento più da rapace d’area, che da ala adattata a fare l’attaccante. Ma le attenuanti, per
Cerci, sono cadute quando ha sbagliato il contropiede diventato negli ultimi due anni il suo marchio di fabbrica: una poderosa accelerazione,
con tiro finale ad effetto, che ha mandato alle ortiche tirando debolmente in bocca a Bardi.
E pure nella ripresa, quando con la porta spalancata ha perso l’attimo vincente. Ventura lo rincuora. «Cerci deve esser contento perché ha ritrovato la gamba - dice -, avrei voluto segnasse anche
lui, vuol dire che gli toccherà la prossima volta».

P

Marquez più veloce dei regolamenti
“Una sorpresa anche per me”
MotoGp, a Losail ristabilite le gerarchie: lo spagnolo è in pole
Non posso forzare troppo con
il piede, devo compensare con
il braccio e quindi mi affatico».
La situazione è più complicata
perché, se in qualifica i primi
sono in una manciata di decimi, anche il ritmo è simile.
«Aleix è caduto, altrimenti sarebbe stato imprendibile anche per me – ha sottolineato
Marquez -. Lorenzo ha fatto un
grande passo avanti e Pedrosa
è stato veloce. Partono dalla
seconda fila, ma il loro distacco da me è minimo, non mi

Così al via a Losail
MOTOGP (22 giri)

Campione
in carica
Marc
Marquez,
21 anni,
spagnolo,
impegnato
nelle prove
in Qatar

Centimetri - LA STAMPA

Prima fila
1 MARQUEZ (Spa-Honda)
2 BAUTISTA (Spa-Honda)
3 SMITH (Gbr-Yamaha)

Sesta fila
1’54”507 16 REDDING (Gbr-Honda)
1’54”564 17 HERNANDEZ (Col-Ducati)
1’54”601 18 ABRAHAM (Cze-Honda)

1’56”555
1’56”648
1’56”715

Seconda fila
4 DOVIZIOSO (Ita-Ducati)
5 LORENZO (Spa-Yamaha)
6 PEDROSA (Spa-Honda)

Settima fila
1’54”664 19 BARBERA (Spa-Avintia)
1’54”661 20 PETRUCCI (Ita-Art)
1’54”703 21 PARKES (Aus-Pbm)

1’57”006
1’57”513
1’57”574

Terza fila
Ottava fila
7 BRADL (Ger-Honda)
1’54”871 22 DI MEGLIO (Fra-Avintia)
8 CRUTCHLOW (Gbr-Ducati) 1’54”888 23 LAVERTY (Gbr-Pbm)
9 ESPARGARO (Spa-Forward) 1’54”986
Lunghezza: 5.380 m
Rettilineo: 1.068 m
Quarta fila
Curve a destra: 10
10 ROSSI (Ita-Yamaha)
1’55”096
Curve a sinistra: 6
11 IANNONE (Ita-Ducati)
1’55”127
12 ESPARGARO (Spa-Yamaha) 1’55”152
MOTO3 (18 giri)
Quinta fila
13 HAYDEN (Usa-Honda)
14 EDWARDS (Usa-Forward)
15 AOYAMA (Gia-Honda)

1’55”894
1’56”042
1’56”479

Prima fila
1 RINS (Spa-Honda)
2 MARQUEZ (Spa-Honda)
3 MILLER (Aus-Ktm)

Moto2
ore 18,20

Moto3
ore 17

GP DEL QATAR Oggi

VELOCITÀ KM/H

Diretta
Sky sport
Motogp HD

MotoGP
ore 20
i1

MARCIA

INTERTEMPI

2
i3

i2

2

2
3

4

5

i1

1

1’57”667
1’58”254
RISULTATI 2013
MotoGp: Lorenzo (Spa)
Moto2: Espargaro (Spa)
Moto3: Salom (Spa)
Gli italiani: 8. Fenati
9. Antonelli
10. Bagnaia
2’05”973 21. Bastianini
26. Ferrari
2’06”125 28. Tonucci
2’06”365 31. Locatelli

Sport .43

.

2
4

2
6

2

2

Gli italiani: 8. De Angelis
10. Corsi
Prima fila
12. Pasini
2’00”081 23. Baldassarri
1 RABAT (Spa-Kalex)
2 CORTESE (Ita-Speed Up) 2’00”181 29. Morbidelli

MOTO2 (20 giri)

3 NAKAGAMI (Gia-Suter)

2’00”451

mette al sicuro. Sarà un gara
divertente». Come sempre
Marc cerca il lato positivo, ma
questa volta rischierebbe di
bruciarsi la mano sul fuoco.
«Correremo alle 10 di sera,
non abbiamo mai provato in
quell’orario. A differenza dei
piloti che hanno fatto i test una
decina di giorni fa».
Non ha una visione più
chiara del futuro neanche Valentino Rossi. Dopo un inverno promettente, il Dottore si è
ritrovato di nuovo a inseguire.
«L’ho fatto per tutto il fine settimana, pensavo di riuscire a
prendere i migliori ma, a parte Marc, nessuno ce l’ha fatta», ammette. Anche lui, però,
spera in una gara anomala. «I
primi tre giri saranno una
giungla – ha prospettato -, una
specie di secondo tempo delle
qualifiche. Non so quale strategia si potrà usare, tutti proveranno a dare il massimo e
GLI AVVERSARI

Il re manda tutti in tilt
Espargaro cade due volte
Rossi soltanto decimo
forse qualcosa di più. L’importante è riuscire ad attaccarsi
al treno dei primi». E poi sperare, perché Rossi non ha convinto. E lo sa. «Ho migliorato il
mio tempo di sette decimi rispetto allo scorso anno ma ancora nel giro secco mi manca
qualcosa – la sua conclusione
-. Inoltre mi preoccupa il consumo di benzina, la mia situazione non è delle migliori».
Tante incognite che si sommano in un’equazione che
sembra non avere soluzione.
Eppure qualche costante rimane, Marquez con il segno
positivo, Rossi con quello negativo e qualche speranza per
addolcire la pillola.

44

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

10

I numeri
della
settimana

MILA PEUGEOT 208 GTI PRODOTTE A POISSY
1 A meno di un anno dal lancio, la 208 GTi n° 10

mila (con motore 1.6 THP da 200 Cv, sprint da 0 a 100
km/h in 6,8”) è stata prodotta a Poissy. Proprio quest’anno Peugeot festeggia i 30 anni della 205 GTI

1

MILIARDO DI KM PERCORSI DALLE LEAF
1 I conducenti di Leaf, l’auto elettrica più vendu-

ta al mondo, si sono attivati per raggiungere 1 miliardo di km percorsi. Per celebrare la corsa verso il
traguardo, Nissan creerà una serie di storie animate

AL VOLANTE DELLA PICCOLA TOYOTA PER L’EUROPA CHE NASCE NELLO STABILIMENTO CECO DI KOLIN CON CITROËN C1 E PEUGEOT 108

Le gemelline

Dall’alto, la Peugeot 108 e la C1
Citroën: sono prodotte nello
stabilimento di Kolin, Repubblica
Ceca, della Aygo (a destra)

PIERO BIANCO
MADRID

Ti spaventa, oppure ti cattura: di certo non passa inosservata. La sfida è tutta in quel
design «estremo» giocato sul
tema della X che caratterizza
molto il frontale della nuova
Aygo e che annuncia la svolta
stilistica di Toyota (sarà molto osé anche la prossima Yaris
in arrivo a fine anno). Parola
d’ordine differenziarsi, perché questa citycar per l’Europa nasce con le gemelle Citroën C1 e Peugeot 108 nell’impianto slovacco di Nova e
la joint-venture industriale
non esclude la concorrenza
sul mercato, semmai la stimola. Stesso pianale e componenti comuni, ma motori e design diversi per sedurre specialmente i giovani.
Aygo è la più ardita della nidiata. «Una scelta mirata - dicono i manager nipponici -

I manager giapponesi:
«Vogliamo polarizzare
l’attenzione». Un solo
motore, 3 cilindri 69 Cv

Touch

Xfactor

Il sistema
multimediale
ha uno
schermo
touch da 7
pollici (in
opzione) e la
telecamera
che agevola
i parcheggi

Il design ardito, specie nel frontale, caratterizza
la rivoluzionata Aygo. Che punta a differenziarsi
anche grazie agli avanzati sistemi di connettività
Aygo arriverà sul mercato a
giugno e i prezzi non sono ancora definiti (mentre Citroën ha
già messo in vendita la C1 a partire da 9.950 euro). Dovrebbero
essere compresi fra 10 e 11 mila
euro. Abbiamo provato la nuova Toyota, dopo il debutto scenografico al Salone di Ginevra,
sulla pista dell’Inta Proving
Ground, hinterland di Madrid
con tre tipi di percorso: urbano,
misto e simil-autostradale. È un
modello interessante, che vuole

scrollarsi l’etichetta di low-cost
affibbiata al precedente trio di
gemelle. Il salto generazionale
alla guida si nota, anche se le
plastiche dure dominano ancora l’abitacolo, rallegrato tuttavia da una serie di colori vivaci
e da numerose possibili personalizzazioni. Un solo motore, il
3 cilindri di un litro da 69 Cv e
95 Nm con stop&start. Adeguatamente ottimizzato e adeguato alla missione, con consumi modesti (3,8 litri per 100 km

in versione Eco e 4,1 in quella
standard). Disponibile il cambio automatico robotizzato (ci
vorranno circa 500 euro in più).
Aygo è molto agile negli slalom
tra spazi ridotti, e in fondo sarà
quello cittadino il suo impiego
primario. Negli altri tragitti se
la cava senza gravi pecche. Più
silenziosa della precedente generazione, e anche più lunga (2
cm) con i suoi 3,455 metri (per
1,61 di larghezza e 1,46 di altezza). Anche il passo è cresciuto

di 29 cm, per una migliore abitabilità, specie dietro. Il bagagliaio è stato portato a 168 litri
(+29) che non sono il massimo
ma contengono agevolmente
due trolley, e molto di più ribaltando il sedile posteriore. «L’intera vettura è stata ripensata dice il capo dell’ingegneria, David Terai - con una scocca alleggerita e l’aggiunta di rinforzi
strutturali che la irrobustiscono». Carrozzeria a 3 o 5 porte:
sarà quest’ultima a raccogliere

CRESCE LA FAMIGLIA DELLA COMPATTA SPAGNOLA (GRUPPO VOLKSWAGEN)
perché oggi ci sono sul mercato 20 modelli concorrenti e occorre polarizzare l’attenzione». La prima serie del trio di
piccole, lanciata nel 2005, ha
prodotto 2,2 milioni di consegne, egualmente ripartite
(750 mila sono state le Aygo).
Si riparte con la stessa formula che consentirà a regime,
cioé nel 2015, di produrre fino
a 100 mila esemplari l’anno
per ciascun marchio. Toyota
punta, per ora, a 80 mila, ma
la convinzione è che la nuova
citycar possa sparigliare le
carte «perché pur essendo
una piccola di segmento A offre tecnologie di connettività
e seduzioni da classe superiore». Come il sistema multimediale touch con schermo da 7
pollici (in opzione), la telecamera che agevola i parcheggi
(preziosa perché la visibilità
posteriore è limitata), le sofisticate connessioni per smartphone o il pulsante per l’avviamento con sistema keyless.

Cupra mette il pepe alla Seat Leon
Con il motore 2 litri
da 280 Cv tocca
i 250 km/ora e vanta
uno sprint fulmineo
BRUNO DE PRATO
BARCELLONA

Leon si conferma pilastro
centrale della gamma modelli Seat in quanto tutte le sue
versioni, inclusa la recente
ST wagon, hanno goduto di
notevole consenso fin dalla
loro introduzione sui mercati
europei. Il design è nitido (il
frontale tuttavia manca ancora di una più decisa personalità), la qualità esecutiva
realizza un rapporto di con-

trovalore molto attraente in
relazione ai prezzi, i propulsori, sia a benzina che diesel, sono tutti aggiornati ai più elevati standard della tecnologia del
Gruppo Volkswagen. Alla
gamma Leon, Seat ha voluto
aggiungere una pennellata di
alta prestazionalità sviluppando la versione Cupra in grado
di confrontarsi a testa alta con
le altre «compatte d’assalto»,
sia del Gruppo, sia delle più
qualificata concorrenza.
Questa Cupra è disponibile
in versione berlina a 5 porte (la
più pratica) o coupé a tre porte, la più grintosa. Le prestazioni rimangono sostanzialmente invariate, con un leggero vantaggio aerodinamico e di
rigidità torsionale della scocca
per il coupé. Gli interni sono

La Leon Cupra in versione 5 porte. Prezzi a partire da 32.200 euro

molto gradevoli per design e
materiali e, soprattutto, molto
razionali nell’ergonomia della
impostazione di guida. Il gruppo propulsore è basato sul
quattro cilindri VW-Audi 2.0
TSI, turbo-iniezione diretta da

280 Cv con cambio manuale a
6 marce o automatico-sequenziale DSG, ugualmente a 6
marce. L’assetto dell’autotelaio è decisamente sportivo e offre la possibilità di modulare
su tre livelli (Comfort-Sport-

l’80% delle preferenze. Il lunotto, come nella precedente Aygo, diventa anche portellone,
però ora può disporre di un
pulsante elettrico che ne agevola l’apertura.
Citycar con qualche ambizione in più. La formula è invariata
ma con quella X bicolore sul
musetto e un posteriore «importante», largo e muscoloso,
può fare tendenza. Per chi si
spaventasse, le alternative non
mancano.

Cupra) la taratura delle sospensioni e la risposta dello
sterzo e dell’acceleratore. Le
prestazioni sono notevoli, con
250 km/h di velocità massima
(limitata elettronicamente) e
un tempo di soli 5,7” per accelerare da 0 a 100 km/h. Contenuto in 6,4 litri/100 km il consumo medio dichiarato.
Seat ha saggiamente integrato la prova su strada con un
test sul circuito Parcmotor di
Cestellolì, quasi sconosciuto
ma molto impegnativo e sul
quale è stato possibile saggiare al massimo, in totale sicurezza, tutte le potenzialità della vettura. Che si è rivelata veramente notevole non solo sul
piano motoristico, ma anche e
soprattutto su quello della guida: sempre precisa, nitida e
con ampi margini di sicurezza
anche portandola al limite. In
Italia la Leon Cupra viene proposta solo con dotazione completa, anche delle ruote da 19
pollici, a prezzi che partono da
32.200 euro.

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

50

www.lastampa.it/motori

ANNI DI FORD MUSTANG, FESTA A NEW YORK
1 Ford celebra il 50° anniversario della presenta-

Nel sito motori
approfondimenti
e fotogallery

zione della Mustang (che avvenne alla World’s Fair
di New York nel 1964) con una serie di eventi: dall’Auto Show di Manhattan a Flushing Meadows

In breve

C’è tanta bella Italia
nella nuova Classe C

Tecnologia

La Volvo «riconosce»
se il guidatore è stanco

Lo stile è firmato dal Centro Design di Como

1 Volvo,

Lussuosa

CORRADO CANALI
LUVIGLIANO DI TORREGLIA (PD)

La Classe C è
lunga 4,68 m,
larga 1,81
e alta 1,44
Gli interni
sono
all’insegna
del lusso
esclusivo

C’è molto made in Italy nella
nuova Mercedes Classe C, a
cominciare dal quel lusso
contemporaneo che si concretizza, in particolare, negli
interni realizzati dal centro di
Design Avanzato di Como.
Ancora Italia con la microfibra ottenuta dal riciclaggio di
poliestere per i rivestimenti
interni, che è fornita dalla
Miko Research & Innovation
di Gorizia ed è in dotazione su
13 modelli Mercedes (900 mila unità nel 2013 su un totale
di oltre 2,5 milioni di vetture
allestite). Il 48% della carrozzeria, inoltre, nella Classe C è
in alluminio: risultato del lavoro del Fontana Group di

10
milioni
La C è la
classe più
venduta della
Stella: 2,4
milioni dal
2007 che
salgono a 10
con la 190

Bella e innovativa,
sfoggia le migliori
tecnologie del Gruppo
Sarà anche ibrida

La storia
MICHELE FENU
TORINO

E

sistono ancora le «fuoriserie»? Eccome, e uno
degli esempi più spettacolari, simbolo della capacità
del mondo della carrozzeria
torinese di mescolare sapientemente design e artigianato,
si chiama Moncenisio. Il primo dei 19 esemplari previsti
dallo Studiotorino di Alfredo
Stola, che con questa raffinata sportiva derivata dalla Porsche Cayman S ha voluto ricordare il padre Francesco,
ha debuttato venerdì al Museo dell’Auto in una serata
spettacolare alla presenza dei
più celebrati designer. Una festa cui hanno partecipato con
giusto orgoglio gli specialisti
che, attraverso gli sponsor
tecnici e le varie aziende scese

colo, l’accorciamento della coda e l’avanzamento delle ruote
anteriori. Per il resto la qualità
è quella tipica di tutte le Mercedes: le plastiche sono morbide e ben lavorate, l’impianto hifi è caratterizzato dalle griglie
metalliche degli altoparlanti,
un lavoro da alta oreficeria,
mentre gli ampi inserti in alluminio spazzolato danno un’impressione di ricchezza. Dettagli che ben si abbinano alla consolle in tinta nera lucida e al disegno elaborato, e tuttavia
equilibrato, della plancia, con
le bocchette del climatizzatore
e lo schermo centrale, quasi
un’iPad, separato dal cruscotto. Che, nella versione Premium, è di 8,4 pollici e include il
navigatore, rapido e preciso nel
fornire le informazioni, oltre al-

Testimonial
LorenzoconAlfaRomeo

1 Il pluricampione del

MotoGp Jorge Lorenzo è il
nuovo testimonial del
marchio Alfa Romeo. Lo
spagnolo sfoggia il logo
del Biscione sulla tuta e sul
casco utilizzati nel Mondiale e sarà protagonista
delle campagne di comunicazione Alfa Romeo.

45

MOTORI

LA BABY AMMIRAGLIA MERCEDES ESALTA IL NOSTRO KNOW HOW

Lecco. Infine la vettura si caratterizza per una struttura
leggera che le ha fatto perdere ben 100 kg in media, grazie
anche alla scocca in materiale composito realizzata da
MA Automotive di Rivoli, oltre che ai dischi freno Brembo più leggeri del 15% (la società bergamasca produce
l’80% dei dischi di Mercedes).
Una rivoluzione, dunque,
per la nuova C, il modello più
venduto della Stella di Stoccarda con oltre 10 milioni di
unità. La baby ammiraglia è
anche più lunga di 10 cm (469
in totale) e più larga di quattro (181) rispetto a quella che
sostituisce, inoltre ha forme
più «dolci» e un maggiore
slancio dinamico, ottenuto
con l’arretramento dell’abita-

.

la radio con lettore dvd e hard
disk da 80 GB. Gran parte dei
comandi si aziona con uno scenografico mouse a sfioramento
o con la rotella sottostante, così i tasti che restano sono pochi
a vantaggio anche della pulizia
visiva della consolle.
Apprezzabile il bagagliaio:
la capacità (480 litri) è all’altezza delle migliori rivali, mentre
le finiture sono abbastanza accurate e si può avere (a 201 euro) l’Easy box, l’utile portaoggetti estraibile e ripiegabile ancorato nella parte sottostante
la cappelliera.
La nuova Mercedes Classe C
è già in vendita: i prezzi partono dai 32.553 euro della C180
BlueTec col motore 1.6 turbo a
gasolio da 116 Cv in allestimento Business, per arrivare ai

48.210 della C220 BlueTec col
2.1 biturbodiesel da 170 Cv Automatic Premium, la versione
che abbiamo guidato. Le prestazioni sono notevoli: 7,8 secondi da 0 a 100 e 233 km l’ora
di punta massima. Inoltre, il 4
cilindri consuma poco: la nostra percorrenza media è stata
di 17 km con un litro. Se un rimprovero va fatto è il rumore un
po’ troppo ruvido alle basse velocità, ma non in autostrada: in
clima di perfezione questa è
una leggera stonatura.
Tornando all’offerta, a breve
sono in arrivo le versioni 250
CDI da 204 Cv col cambio solo
automatico (45.340 euro) e soprattutto la 300 BlueTEC Hybrid col 2.1 diesel da 204 Cv abbinato a un motore elettrico
per complessivi 231 Cv.

sempre all’avanguardia nei sistemi di sicurezza, sta portando avanti lo
sviluppo di nuovi sensori intelligenti, da installare sul
cruscotto, con l’obiettivo di
monitorare lo stato psico-fisico di chi è al volante. Lo studio della Casa svedese, in collaborazione con la Chalmers
University of Technology di
Goteborg, si basa su sensori
composti da Led a infrarossi
che non sono percepiti dall’uomo, ma sono in grado di
riconoscere la direzione dello sguardo e di misurare
l’apertura degli occhi, intervenendo quindi in caso di bisogno, ad esempio per un improvviso colpo di sonno. In
sostanza, i sensori «riconoscono» se il conducente è
stanco o distratto. La ricerca
Volvo apre anche la strada ad
un futuro di guida autonoma.
Intanto i conti di Volvo (sempre più forte in Cina) nel 2013
sono tornati in attivo: 110 milioni di euro.

Bellagio Fastback

Touring Superleggera
celebra la Maserati
1 La

Carrozzeria Touring,
in collaborazione con il Registro Maserati France, celebra i 100 anni del Tridente
con presentando la Maserati
Bellagio Fastback Touring, la
vettura n. 1 delle tre già realizzate. Su meccanica Quattroporte, questa fuoriserie
incarna sportività, spazio e
stile senza cedere a compromessi. Un vettura unica, cinque porte fastback, sedili posteriori ribaltabili, un ampio
bagagliaio per godere di velocità, sicurezza e lusso. Touring sviluppò questo primo
progetto speciale nel 2008,
con l’esclusività della realizzazione artigianale.

La fuoriserie non passa di moda
Stola si inventa la Moncenisio
DerivadallaCaymanS,ognidettaglioèfattoamano
in campo a fianco dello Studio- sa in salita al mondo (l’ediziotorino, hanno collaborato – do- ne n. 1 fu vinta nel 1902 da Vinpo le RK Spider e Coupé - alla cenzo Lancia con una Fiat 24
realizzazione di questa terza Hp), e nella bellissima livrea
opera di Stola, ancora nel segno celeste, scelta con gusto delidella Porsche. «Sono sempre cato dalla moglie di Stola, Mastato innamorato
ria Paola, i colori
della Casa tedeSTUDIOTORINO del lago alpino
sca – dice Stola –
corona lo
Ne produrrà 19 che
e ho avuto in passtorico passo tra
sato anche il pia- La trasformazione costa Italia e Francia.
145 mila euro (più Iva)
Se la vettura
cere di collaboramantiene inaltere con il loro Centro di Design e di costruire per rati struttura, telaio, meccaniFerdinand Porsche due modelli ca, motore (3.4 litri da 325 Cv),
di stile della Cayenne».
elementi di sicurezza e comfort
La Moncenisio è un nome della Cayman S, il design, firquasi romantico, che evoca la mato dall’architetto Daniele
Susa-Moncenisio, prima cor- Gaglione, ex responsabile degli

esterni dell’Alfa Romeo, appare
profondamente modificato nell’area posteriore, a partire dalle porte. Linee tese e dinamiche
per un aspetto molto «contemporaneo», anche se non manca
una certa ispirazione alla gloriosa Porsche 904 degli Anni
Sessanta. Nel lunotto del prototipo, identificato con il codice
S.F. 1/1, ecco tutte le firme di
chi ha lavorato alla realizzazione dell’auto (120 persone, nove
mesi per il progetto). Le forme
sono modellate a mano, ogni
dettaglio è frutto di una cura
quasi esasperata.
Sottolinea Alfredo Stola,
che con entusiasmo è stato il

Alfredo Stola e famiglia: insieme hanno realizzato la Moncenisio

direttore d’orchestra dell’impresa, trovando sponsor di
classe e chiamando a raccolta
amici e appassionati delle auto
sportive di lusso: «La Moncenisio sintetizza quella scuola torinese che ha fatto grande il
Made in Italy e le cui competenze, malgrado tutto, non sono andate perdute».
Basta osservare, del resto,
gli interni, rivisitati da un’azienda di Grugliasco, la Salt della famiglia Gavina, che fornisce, fra

l’altro, il fior fiore dei marchi
sportivi di lusso, come la Pagani
o la Bugatti Veyron. Apprezzabili i materiali, la finezza del lavoro e, ancora una volta, i colori, con due tonalità di verde e il
celeste della carrozzeria.
Ma quanto costa una fuoriserie così? I conti sono presto fatti: il valore della trasformazione
è di 145 mila euro (più Iva), cui
va aggiunto il prezzo della Cayman S (intorno ai 70 mila euro).
Uno sfizio, certo, ma di qualità.

T1 CV PR T2

DOMENICA 23 MARZO 2014 LA STAMPA 46

T1 T2

47

RUDY
OROLOGI

Inaugurazione con coda
al MiaGola Caffè
Debutto di gran successo al
MiaGola Caffè in via Amendola. Il primo Caffè con gatti, in
Italia, ha aperto a Torino ieri
ed è stato preso d’assalto, in
coda fin dal mattino per dare
una carezza a Freddy, Mia o
Sissi e altri tre mici padroni di

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi

Un anno fa

MIN (˚C)

Ieri

8

10.8

6.8

MAX

* E’ in edicola con La Stampa *

IN CENTRO

13

13.7

11.6

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

casa in attesa di coccole. In fila
c’erano coppie, single e tanti accompagnati dai bambini, che
sono quelli più attratti dai gatti.
Il locale è aperto tutti i giorni
tranne il lunedì, dalle 8 alle 20,
sabato e domenica un’ora in più.
Di notte i mici devono riposare.

COMPRO ORO
COMPRO ARGENTO
COMPRO ROLEX
Via XX Settembre, 14/c
(quasi ang. Via Gramsci)
TORINO
Cell. 348.5502437

In coda al MiaGola Caffè per un «cappuccino con gatto»

TORINO

Diario

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

Malato di Aids
contagiò
la compagna
Condannato

OGGI LA MANIFESTAZIONE DALLE 10, PROTAGONISTE LE ASSOCIAZIONI, IN SERATA LO SHOW

Quattro anni e mezzo
L’uomo sapeva
di essere infetto
Massimiliano Peggio
A PAGINA 52

Fassino: “I Murazzi
riapriranno in estate”

LA STORIA

Quattro
modelle
per caso
EMANUELA M INUCCI

La lettera del sindaco: ecco come torneranno a vivere
Un pezzo
di centrodestra
al voto ad aprile

UNA DOMENICA DI APPUNTAMENTI SVELA ANCHE LA CITTÀ MENO CONOSCIUTA

Il giorno dei Muri. Oggi,
* sfidando
le previsioni me-

teo, i Murazzi - con le arcate dissequestrate - scendono in piazza per la riapertura, e Piero Fassino scrive
alla «Stampa» annunciando che la vita lungo il fiume
tornerà entro l’estate.

Ncd e Fratelli d’Italia
provano a fare da soli
almeno le primarie
Alessandro Mondo
A PAGINA 53

Carolina
Anselmino

Giada
Pasti

Giulia
Di Riso

Sandra
Audibert

Andrea Rossi
ALLE PAGINE 48 E 49

Subito scontro
sui nuovi
profughi

LA FESTA

Prima la sfilata
poi suonano tutte
le band simbolo

Cota attacca:
non ci hanno avvisati
Il Pd: solo propaganda

Pezzi di Subsonica, Africa,
Linea 77 e tanti altri

Massimo Numa
A PAGINA 51

A PAGINA 49

Pms beffata
ora il tecnico
rischia il posto
Sconfitti di un punto
i cestisti torinesi
adesso sono in crisi
Domenico Latagliata
A PAGINA 67

I RESIDENTI

“Sì alla musica
ma con decoro
e legalità”

Alla scoperta di Torino
Noemi Penna e Renato Rizzo ALLE PAGINE 62 E 63

Nessuna chiusura
solo regole e rispetto
Letizia Tortello A PAGINA 48

Le sfide del gusto

Mama Licia
deve chiudere

Una vigna doc
con vista Mole

La trattoria di via Mazzini Alla Villa della Regina
si arrende allo sfratto
filari cittadini
e ai costi di gestione
come a Parigi e a Vienna
Luca Ferrua

Maurizio Ternavasio

A PAGINA 64

A PAGINA 61

Q

uando Katherine Ann
Moss fu scoperta – alla
fine degli Ottanta, a 14
anni, in un aeroporto
di NY da Sarah Doukas, fondatrice della Storm –, lei racconta che si sentiva più bruttina che acerba. Poi è diventata
Kate. Chissà che cosa succederà alle quattro modelle per
caso che nello store Pennyblack di via Roma, ieri si sono
trasformate in modelle per un
giorno selezionate dal casting
di «Voce del Verbo Moda». Si
parlerà anche di questo, ma
soprattutto di tutti i trucchi
del backstage, oggi alle 11,30 al
Circolo dei Lettori per il finale
di «Dietro le quinte» con professionisti del fashion system:
quelli che sanno tirare fuori
dalle Katherine Ann una top.

T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
DOMENICA 23 MARZO 2014

La storia

1

2

3

I sigilli

Gli abusi

La marcia

A fine ottobre
del 2012
la procura
mette i sigilli
ai locali lungo
il fiume

Pochi giorni
dopo
si comincia
a smontare
tutti i dehors
abusivi

A fine
novembre
il funerale
dei Murazzi
una protesta
contro i sigilli

caduto troppe volte, per incuria, per ignoranza, per l’incapacità di saper riconoscere e valorizzare le proprie ricchezze. Il
simbolo di una città che perde
pezzi per strada». Chiedono
che l’area sia riqualificata; che
non venga meno la vocazione
dedicata a cultura, creatività,
socialità giovanile; che il bando
non si limiti a privilegiare il miglior offerente, «sicuro metodo
per riempire nuovamente l’area
di operatori inadeguati promulgatori naturali di sballo e frastuono», ma tenga conto del valore culturale delle proposte; e
che si riapra già quest’estate.
Il progetto

Oggi

Ieri

Dal 22 ottobre del 2012 i Murazzi sono deserti: fino a qualche giorno fa tutte le arcate
erano sequestrate per decisione della procura che ha aperto un’inchiesta

Fino all’estate 2012 i «Muri» erano il cuore pulsante
della movida torinese, almeno d’estate

il caso
ANDREA ROSSI

e è una coincidenza
- e lo è - ha del miracoloso. Nel giorno
in cui il popolo dei
Murazzi scende in
strada per chiedere che le
arcate riaprano, senza vedere stravolta la loro vocazione, le banchine lungo il Po sono tornate nelle mani della
città. Tutte. Le arcate, sigillate dal 22 ottobre scorso, sono state dissequestrate dalla
procura, che per mesi ha
condotto rilievi, perizie, indagini. È caduto quindi anche l’ultimo ostacolo che impediva al piano di riqualificazione di avviarsi.

S

Tolti i sigilli ai Murazzi
Il restyling può partire
La procura dissequestra tutte le arcate, ora tornate nelle mani della città
Il nuovo bando: dovranno trovare partner per vivere anche di giorno
Arcate libere

La situazione si è improvvisamente sbloccata. Fino a un mese
fa, infatti, le arcate erano state liberate solo a macchia di leopardo. Il Comune aveva chiesto i dissequestri. E nel frattempo aveva
pensato di partire comunque con
il bando per i primi quattro lotti.
Ipotesi poi archiviata. Da ieri è
tutta un’altra storia: i Murazzi sono liberi. La riapertura è vicina.

15
arcate
Nell’ottobre del 2012 la
città ha aperto un’inchiesta
su 15 arcate dei Murazzi
mettendo loro i sigilli

A fine maggio sarà pronto il
bando per assegnare i locali,
entro l’autunno le procedure
dovrebbero chiudersi. Nel
frattempo, l’amministrazione
proverà a rendere viva l’area
già dall’inizio dell’estate, organizzando eventi e attività all’aperto. Una volontà confermata pochi giorni fa dall’amministrazione durante un incontro con gli organizzatori

del «Murazzi Pride» di oggi.
Le associazioni - Voci a confronto, Torino è la mia città,
Salvare i Murazzi, Arci - dieci
giorni fa , lanciando la mobilitazione di oggi, hanno diffuso una
petizione. Su Change.org hanno
già firmato i 5 mila, mentre oggi
si potrà firmare anche di persona in piazza Vittorio. «La triste
parabola delle arcate «è il simbolo di quello che a Torino è ac-

La presidente

I residenti

Simonetta Chierici
è la presidente della
associazione Piazza Vittorio
e dei comitati contro
la movida molesta

“Nemmeno a noi piace il deserto
Però vogliamo legalità e decoro”
I comitati no movida
«Non siamo contro
il divertimento
Ma servono regole»
LETIZIA TORTELLO

«Stiamo a vedere,
stiamo a vedere
questa “sfilata”.
Siamo molto contenti
che i Murazzi riaprano.
L’importante è che rinascano in forma totalmente diversa da prima». Staranno,
letteralmente e metaforicamente, alla finestra, oggi, i

Una piattaforma destinata in larga parte a essere accolta. Il bando cercherà di dare ai Murazzi
un’anima anche durante il giorno: laboratori, atelier, artigianato, caffè. E per evitare che i buoni
propositi restino lettera morta le
nuove concessioni prevederanno
una sorta di partenariato obbligatorio preventivo tra i locali e gli
altri tipi di attività. I lotti verranno assegnati nel loro complesso e
non per singola arcata: ciascun
gestore sarà responsabile quindi
non solo del suo spazio, bensì dell’intero lotto che, quindi, dovrà
vivere sia di giorno che di notte.
Le caratteristiche del bando, poi,
verranno decise tramite una
piattaforma partecipata, sia on
line che attraverso incontri con
associazioni e categorie. Un
«Wiki Murazzi» ideato dall’assessore al Patrimonio Passoni.
Un segnale preciso. Ce ne sono altri: in questi mesi - mentre
i Murazzi diventavano terra di
nessuno - il lungo blackout ha
smosso qualche rigidità di troppo. C’è un passaggio molto significativo nella petizione lanciata dieci giorni fa: «Non rivogliamo certo il degrado, né il disturbo provocato in tempi recenti da chi ha utilizzato alcune
arcate come semplice rivendita
di alcol e frastuono». È una spia
inequivocabile: le associazioni
pro Murazzi hanno ben chiaro il
disagio vissuto dai residenti in
questi anni. Non vogliono che si
ripeta né che il lungo Po diventi
nuovamente un deserto.

residenti dei palazzi affacciati
sui Murazzi, per anni avversari agguerriti della movida sul
Po. «Non siamo né contro i
giovani, neppure contro il divertimento. Vigileremo», avverte Simonetta Chierici, presidente
dell’associazione
Piazza Vittorio.
C’è stata una grande sollevazione dal basso perché le arcate dei Muri tornino a vivere. Vi ha forse intenerito?

«No. Ma non siamo cittadini
di un altro mondo. Anche a noi
piace uscire e bere un bicchiere la sera. Nessuno vuole che i
Murazzi restino un luogo
chiuso, anche se le arcate libere e senza baracche, sono bellissime. Il nostro obiettivo è

sempre lo stesso: una battaglia di decoro e legalità. Quando il divertimento diventa
danno al riposo e alla salute
pubblica è svacco. Abbiamo il
sostegno di tanti giovani.
Chiedere una città più decente è legittimo, oppure no?».
Legittimo. Ma sapete che nei
nuovi bandi sono previsti anche locali notturni. Tornerete
a lottare?

«Anche qui c’è stato un fraintendimento. Noi non ce l’abbiamo a priori con i gestori dei
locali, ma con il Comune se
non controlla. Questa dovrà
essere la regola numero uno
dei nuovi Murazzi: leggi chiare e sanzioni a chi sfora».
Quindi, rumore a parte, tolle-

rerete anche il «popolo della
notte»?

«Intanto, siamo felici perché
si parla di un luogo per tutti i
pubblici: politiche culturali
giovanili di crescita, attività
per bambini, mi auguro librerie, biblioteche, ristoranti. I
locali della notte devono esse-

re bilanciati con iniziative
diurne. Tutti nel rispetto delle
regole. Ci piacerebbe spiegarlo al sindaco Fassino, ma non
ci riceve».
Ci sta dicendo che se le discoteche si comportano bene, la
vedremo ai Murazzi, magari
a ballare?

«Se il cuore mi regge, perché
no? Sono stata ragazza anch’io e ho ballato tanto in discoteca. Allora, non c’erano
problemi di movida, frequentavamo locali insonorizzati.
Vi stupirò, la penso come un
musicista del giro Murazzi,
Matteo Negrin. Certe stagioni gloriose finiscono. Quella
dei Muri underground appartiene al passato. Ci sono altrove posti più adatti per fare discoteche. La musica esige alto volume».
Se fosse musica classica, vi
piacerebbe di più?

«Anche l’opera lirica sparata
ad alti decibel è molesta. Diciamo basta a emissioni sonore senza regole. Vogliamo Murazzi civili con gente civile».

T1 CV PR T2

LA STAMPA
DOMENICA 23 MARZO 2014

4

Cronaca di Torino .49

5

6

L’inchiesta

Gli indagati

Riapertura

Il 12 maggio
2013
la procura
indaga
8 funzionari
del Comune

Il 10 gennaio
2014 viene
indagato
l’ex sindaco
Chiamparino
poi prosciolto

Da pochi
giorni
le arcate
non sono più
sotto
sequestro

La lettera

Il lungo fiume tornerà
un luogo di creatività
e aggregazione giovanile
PIERO FASSINO*

R

accolgo volentieri la
sollecitazione che viene da «Murazzi on the
road», che si svilupperà nella giornata di oggi in riva al
Po.
Il periodo di blocco delle
attività dei Murazzi, infatti,
volge al termine. La magistratura ha dissequestrato
le arcate e l’amministrazione comunale ha utilizzato i
mesi scorsi per eseguire e
concludere le perizie e gli
accertamenti sullo stato dei
manufatti e sugli interventi
necessari a renderli agibili e
sicuri. Contemporaneamente è in via di ultimazione la
redazione dei bandi di gara
per l’assegnazione delle arcate ai concessionari e la
pubblicazione avverrà entro
maggio. L’amministrazione
comunale ha altresì preparato il programma, che
prenderà avvio a settembre,
per la intera riqualificazione delle banchine e delle
scalinate di accesso e il rifacimento dell’illuminazione e
delle connessioni wi-fi.
Questa scansione di interventi sarà accompagnata
da un programma di eventi
e manifestazioni che, sviluppandosi dal prossimo maggio e per tutta l’estate, consentirà a migliaia di giovani
e di cittadini di «riappropriarsi» dei Murazzi. Insomma, presto Torino riavrà i suoi Murazzi che torneranno ad essere un luogo
suggestivo di aggregazione
giovanile , di svago e di crea-

.

Evento

L

a buona riuscita non
dipende da loro. Che
ce l’hanno messa tutta, riuscendo in pochi giorni
a organizzare una giornata
intera - da mattina a notte
fonda - per perorare la causa dei Murazzi, chiedendo al
Comune di fare in fretta e fare bene, garantendo che le
arcate tornino presto a nuova vita.
Su Torino oggi aleggeranno nuvole dense e alte probabilità di pioggia. Troppo poco per spaventare gli organizzatori, che tirano dritto:
la festa ci sarà comunque,
che il meteo sia benevolo o tiranno.
Pensare il futuro

Il sindaco Piero Fassino

«Da settembre
la riqualificazione
delle banchine
e delle scalinate
con illuminazione
e connessioni wi-fi»
«I cittadini
si riprenderanno
i Murazzi
che torneranno
ad essere un luogo
di aggregazione»
tività culturale.
E dunque auguro a tutti i
partecipanti a «Murazzi on
the road» una giornata di festa e di divertimento.
* Sindaco

La mattina sarà un esercizio
di creatività. Dalle 10 spazio
all’immaginazione e alla costruzione di iniziative sociali,
culturali e sportive, che si
svolgeranno lungo i Murazzi,
LA STREET PARADE

Una sfilata musicale
da piazza Castello
raggiungerà il Po

Max e Samuel

Linea 77

Chitarra e voce dei Subsonica saranno
sul palco di piazza Vittorio

La band nata a Venaria ha appena pubblicato
un nuovo Ep, «C’eravamo tanto armati»

Oggi un giorno di festa
con laboratori, sfilata
e concertone serale
In piazza Vittorio sul palco le band torinesi
Africa Unite

per provare a farli vivere anche il giorno e non solo la notte. «Abbiamo ricevuto l’adesione di una cinquantina di
associazioni, creativi e artisti», racconta Enrico Melis,
uno degli organizzatori.
«L’intenzione è dimostrare
che c’è tanto fermento, ci sono idee, prospettive e tanta
gente per cui i Murazzi potrebbero essere il posto ideale da sfruttare di giorno e di
notte».
Sfilata e concertone

Il lato creativo del «Murazzi
day» proseguirà anche al

Spazio
anche
per i sound
reggae
con lo show
degli Africa
Unite

pomeriggio, quando prenderà
avvio anche la seconda parte
della giornata, aperta dalla
sfilata «Murazzi on the road».

Ritrovo in piazza Castello alle
15, arrivo in piazza Vittorio.
La «street parade» sarà una
sfilata musicale composta da

tre carri con tre sound diversi: musica elettronica, reggae,
posse hip-hop. Poco dopo comincerà il gran concerto, cui
hanno aderito quasi tutte le
più importanti band torinesi:
Africa Unite, Bluebeaters,
Egin, El Tres, Ensi, LNRipley,
Linea 77, Max e Samuel dei
Subsonica, Motel Connection, Settembre Nero, Statuto, Zul dei 99 Posse. Fine serata al Csa, il centro sociale affacciato sulla banchina con dj
set di alcuni degli artisti che si
sono esibiti in piazza Vittorio,
tra cui Ensi e Boosta dei Subsonica.
[A. ROS.]


Documenti correlati


Documento PDF la stampa 30 04 2014
Documento PDF la stampa 13 05 2014
Documento PDF la stampa 01 05 2014
Documento PDF la stampa 11 05 2014
Documento PDF la stampa 27 07 2015 by pds
Documento PDF la stampa 17 05 2014


Parole chiave correlate