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quaderno macchine mov terra .pdf



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Titolo: untitled

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SCUOLA EDILE BRESCIANA
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dal 1946

Manuale macchine movimento terra: utilizzo e sicurezza
I QUADERNI DELLA SEB

dal 1946

Scuola
Edile
Bresciana

Scuola
Edile
Bresciana

I QUADERNI
DELLA SEB

Manuale macchine movimento
terra: utilizzo e sicurezza
A cura di Bianchini Giuliano

Premessa

Sono qui elencate le fonti tecniche e normative utilizzate per integrare la presente pubblicazione finalizzata alla
formazione delle maestranze nell’ambito della Scuola Edile Bresciana.
Desideriamo ringraziare gli autori degli articoli citati, nonché gli enti, le istituzioni e tutte le persone che li hanno
messi a disposizione.

- Sicurezza delle Macchine, terna ed escavatore; in AMBIENTE SICUREZZA, inserto del Sole 24 Ore n.18/03,
n.1/04
- Scavi; in LAVORO SICURO (Ambiente e Sicurezza), inserto del Sole 24 Ore n. 2 marzo 2008
- Linee guida ISPESL per Apparecchi di Sollevamento, pubblicato sul sito internet www.ispesl.it
- Scegliere gli accessori d’imbracatura adatti, pubblicato sul sito internet www.suva.ch/it/suvapro.htm

1

Realizzare un quaderno tecnico è un lavoro impegnativo di raccolta dati, catalogazione e sintesi.
Un lavoro che il nostro Ente si prende carico di portare avanti puntualmente, andando a sistematizzare conoscenze
ed esperienze in merito ad una tipologia di macchinario ogni anno.
L’obiettivo è quello di fornire agli esperti e a quelli che lo diventeranno con l’impegno professionale quotidiano,
una guida per la corretta applicazione delle normative antinfortunistiche e l’utilizzo più idoneo dei mezzi
assegnatigli.
Con il realistico augurio che lavorare in sicurezza diventi l’equivalente di efficienza e produttività per tutti i nostri
operatori.

Il Presidente
Tiziano Pavoni

2

Il Vicepresidente
Antonio Lazzaroni

Sommario
Capitolo 1

La formazione è importante ed indispensabile

pag. 4

Capitolo 2

Macchine movimento terra

pag. 16

Capitolo 3

Macchine da scavo e carico

pag. 19

Capitolo 4

Documentazione, marcature, certificazioni a corredo delle macchine

pag. 31

Capitolo 5

Attrezzatura intercambiabile/apparecchio (in gergo accessorio)

pag. 33

Capitolo 6

Operatore addetto alla conduzione e manutenzione

pag. 37

Capitolo 7

DPI da utilizzare

pag. 40

Capitolo 8

Segnaletica di sicurezza

pag. 42

Capitolo 9

Lavori di escavazione

pag. 54

Capitolo 10

Rischio di collisione con reti di servizio interrate e linee elettriche aeree

pag. 65

Capitolo 11

Uso in sicurezza delle macchine movimento terra (terna, pala, escavatore)

pag. 70

Capitolo 12

Sollevamento e trasporto dei carichi

pag. 93

Capitolo 13

Demolizioni: operazioni eseguite con escavatore (con pinza, cesoia, martellone ecc...)

pag. 113

Capitolo 14

Rumore e vibrazioni

pag. 119

Capitolo 15

Carico e scarico della macchina sul carrellone/autocarro
(principali adempimenti di sicurezza)

pag. 125

Capitolo 16

Manutenzione in sicurezza

pag. 131

Capitolo 17

Antincendio - Pronto soccorso

pag. 139

Capitolo 18

Macchine movimento terra: individuazione e analisi dei rischi

pag. 141

Circolare ispesl n° 1088/2003

pag. 152

3

Capitolo 1

La formazione
è importante
ed indispensabile

Cap.

Finalità e tempi della formazione
Ogni macchinario, anche se di funzionamento complesso, è più facile e agevole da usare se lo si conosce bene.
In generale una macchina ben progettata è difficilmente pericolosa, ma può diventarlo se chi la utilizza non ne
conosce il funzionamento e non è consapevole dei rischi causati da un uso non corretto della stessa.
Dopo una specifica ed idonea formazione, la conduzione della macchina, la protezione del carico (movimentazione
in sicurezza) e la sicurezza degli addetti circostanti, dipendono dall’abilità di guida e dalla responsabilità personale
dell’operatore.
Quindi nell’ambito dell’ attività lavorativa le macchine possono diventare pericolose per il conducente e per gli
altri se non si rispettano precise norme di sicurezza e di comportamento.
La legge (art. 36 e 37 del D.Lgs 81/08) impone al datore di lavoro l’obbligo di informare e di formare in modo
adeguato i lavoratori circa la sicurezza, la salute e le misure di prevenzione e protezione da adottare in relazione
all’attività dell’impresa e con riferimento particolare al ruolo e alle mansioni specifiche di ogni singola maestranza.
La formazione e, dove previsto, uno specifico addestramento devono avvenire in occasione:
a) dell’ assunzione
b) del trasferimento o di un cambio di mansione
c) dell’ introduzione di nuove attrezzature di lavoro, di nuove tecnologie, di nuove sostanze o preparati pericolosi
Tale formazione deve essere eseguita durante l’orario di lavoro, non può comportare oneri economici a carico
dei lavoratori e deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici dove presenti
sanzione a carico

arresto

ammenda

datori di lavoro

da 2 a 4 mesi

da 800 € a 3.000 €

Al titolo III, capo I del D.Lgs. 81/08 il legislatore sottolinea altri importanti obblighi per il datore di lavoro al fine di
tutelare al meglio la sicurezza e la salute dei lavoratori soprattutto in occasione dell’uso di attrezzature (macchine,
apparecchi, utensili, impianti…).

Obblighi in sintesi del datore di lavoro
D.Lgs 81/08, art. 70 e 71
- mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi alle disposizioni legislative, idonee ai fini della salute
e della sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere.
- si assicura che siano installate ed utilizzate correttamente, come indicato nelle istruzioni del fabbricante.
- si accerta per le attrezzature che richiedono per il proprio impiego conoscenze o responsabilità particolari, in
relazione ai rischi specifici, che al loro utilizzo sia assegnato personale all’uopo incaricato, che abbia ricevuto
una formazione adeguata ed un addestramento specifico, ai fini della tutela della propria ed altrui sicurezza.
5

- verifica che la manutenzione della macchina sia eseguita in conformità alle indicazioni indicate dal fabbricante
aggiornando lo specifico libretto a corredo della macchina ove necessario.
sanzione a carico

arresto

ammenda

datori di lavoro

da 3 a 6 mesi

da 2.000 € a 10.000 €

Art. 73
- si assicura che i lavoratori incaricati all’uso delle attrezzature ricevano ogni informazione e istruzione necessarie
riguardo alla sicurezza e relativamente:
- alle condizioni d’impiego delle attrezzature
- alle possibili situazioni anomale
Tali informazioni ed istruzioni devono essere comprensibili ai lavoratori interessati.

Obblighi dei lavoratori
Art. 20 e 78
I lavoratori devono:
a) sottoporsi ai programmi d’addestramento
b) utilizzare le attrezzature conformemente alle informazioni e all’addestramento ricevuti
c) avere cura delle attrezzature messe a loro disposizione
d) non devono modificare o rimuovere senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione, né
compiere di propria iniziativa manovre e operazioni che non siano di loro competenza ovvero che possano
compromettere la sicurezza propria o altrui
e) Segnalare immediatamente al datore di lavoro, o preposto, qualsiasi difetto o inconveniente rilevato nelle
attrezzature messe a disposizione

6

sanzione a carico

arresto

ammenda

lavoratori

fino ad 1 mese

da 200 € a 600 €

Sicurezza delle macchine
Qui di seguito si elencano alcuni articoli del D.P.R. 459/9 allo scopo di informare gli operatori sui principali
dispositivi e sulle caratteristiche di sicurezza di cui le macchine devono essere dotate ed a cui i costruttori, per
legge, devono conformarsi.
Direttiva macchine
(sintesi esemplificativa art. base ed allegati)
Art. 1) campo d’applicazione e definizioni
- Definizione di macchina
- Definizione di componente
- Definizione di messa in servizio
- Macchine escluse dal campo di applicazione
Art. 2) conformità ai requisiti essenziali di sicurezza
- Immissione sul mercato di macchine o componenti di sicurezza conformi alle disposizioni del presente
regolamento (vedi allegato 1) se installati, mantenuti in perfetta efficienza, ed utilizzati conformemente alla loro
destinazione e che non pregiudichino la sicurezza e la salute.
- Attestazione del fabbricante ai sopraccitati requisiti essenziali:
a) Per le macchine mediante la dichiarazione di conformità “ce” di cui all’allegato I comma a) e l’apposizione
della marcatura di conformità “ce” di cui all’ art. 5.
b) Per i componenti mediante la dichiarazione di conformità “ce” di cui all’allegato II comma c
- L’installatore della macchina deve procedere secondo le istruzioni fornite dal costruttore a corredo della stessa,
avendo la piena responsabilità della corretta esecuzione.
Art. 4) procedura di certificazione
- Compiti e responsabilità del costruttore, con revoca degli attestati di certificazione “ce”, se le macchine non
sono conformi alle disposizioni del presente regolamento.
Art. 5) marcatura “ce”
- Il modello è indicato nell’allegato III, ed è costituito dalla sigla “ce”
- Tale marcatura è apposta sulla macchina in modo visibile e deve permanere leggibile per tutto il prevedibile
periodo di durata della macchina.
Art. 7) ritiro dal mercato
Per macchine e componenti di sicurezza muniti della marcatura “ce” e già immessi sul mercato, il controllo della
loro conformità ai requisiti essenziali di sicurezza è operato dal Ministero dell’Industria Commercio e Artigianato e
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dal Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale attraverso i propri organi ispettivi, oppure avvalendosi per gli accertamenti
di carattere tecnico dell’ISPESL o degli altri uffici tecnici dello stato. Se tali organismi verificano che la macchina
(anche se provvista di certificazione di conformità ed utilizzata conformemente allo specifico impiego) rischia di
pregiudicare la sicurezza delle persone, ne ordinano il ritiro temporaneo dal mercato e ne proibiscono l’utilizzo.
Art. 8) organismi di certificazione
Sono autorizzati solo se in possesso di requisiti specifici con decreto emanato dal Ministero dell’Industria Commercio
ed Artigianato in concerto con il Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale.
Art. 11) norme finali e transitorie
Chiunque venda o noleggi macchine già immesse sul mercato o in servizio alla data di entrata in vigore del
presente regolamento e prive del marchio “ce”, deve attestare, sotto la propria responsabilità, a chi acquista o
riceve in noleggio, che le stesse sono a norma della legislazione previgente alla data di entrata in vigore del
presente regolamento.

Allegato I
Requisiti essenziali di sicurezza e salute
- Le macchine per costruzione devono essere atte a funzionare, a essere regolate ed a subire manutenzioni senza
che tali operazioni, se eseguite nelle condizioni previste dal fabbricante, espongano a rischi le persone
- Il fabbricante deve informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all’incompleta efficacia delle misure di protezione
adottate, indicare se è richiesta una formazione particolare e segnalare se è necessario l’utilizzo di un D.P.I.
- Nelle condizioni d’uso previste devono essere ridotti al minimo possibile il disagio, la fatica, le tensioni psichiche
dell’operatore, tenuto conto dei principi dell’economia
- La macchina deve essere fornita completa di tutte le attrezzature e gli accessori speciali essenziali per poterla
regolare ed eseguirne la manutenzione ed utilizzarla senza alcun rischio.

Comandi
- I dispositivi di comando devono essere chiaramente visibili,
individuabili e contrassegnati da una marcatura adatta. Inoltre
devono essere disposti in modo tale da garantire una manovra
sicura, univoca e rapida
- La macchina deve essere provvista di dispositivi di segnalazione
(quadranti, segnali etc…) ed indicazioni la cui conoscenza è
necessaria per un funzionamento sicuro. Dal posto di comando
l’operatore deve poter vedere l’indicazione dei sopra citati
dispositivi.
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- Dal posto di comando principale l’operatore deve poter essere in grado di assicurarsi dell’assenza di persone
esposte nella zona a rischio. Se ciò non fosse possibile il sistema di comandi deve essere costruito e progettato
in modo che ogni messa in marcia della macchina sia preceduta da un segnale di avvertimento sonoro e/o visivo.
Avviamento
- L’avviamento della macchina deve essere possibile soltanto con un’azione volontaria su un dispositivo di comando
posto a tal fine
Dispositivo di arresto
- In ogni macchina, presso il posto di lavoro, deve essere disposto un dispositivo di comando che consenta l’arresto
generale in condizioni di sicurezza
Arresto di emergenza
- Ogni macchina deve essere munita di uno o più dispositivi di arresto di emergenza che consentano di evitare
situazioni di pericolo che rischiano di prodursi imminentemente o che si stiano producendo.
Stabilità
- La macchina deve essere costruita o progettata in modo che nelle
condizioni di funzionamento previste (eventualmente tenendo in
considerazione le condizioni climatiche) sia tale da consentire
l’utilizzazione senza rischio di rovesciamento, di caduta, o di
spostamento intempestivo.

Misure di protezione contro i rischi meccanici
- Gli elementi mobili della macchina devono essere progettati, costruiti e disposti per evitare i rischi oppure, dove
sussistono rischi, essere muniti di protezione o dispositivi di sicurezza in modo tale da prevenire qualsiasi rischio
di contatto che possa provocare infortuni.
- I dispositivi di protezione devono essere concepiti ed inseriti nel sistema di comando in modo che:
a) La messa in moto degli elementi mobili non sia possibile fino a che l’operatore può raggiungerli;
b) La persona esposta non possa accedere agli elementi mobili in movimento;
c) La loro regolazione o movimento richieda un movimento volontario, ad esempio l’uso di un attrezzo, di una
chiave, etc.

9

Altri rischi
Se la macchina è alimentata con energia diversa da quella elettrica (ad es. idraulica, pneumatica, o termica, etc.)
essa deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da prevenire tutti i rischi che possono derivare da
questi tipi di energia.
Le tubazioni rigide o elastiche contenenti fluidi, in particolare ad alta pressione, dovranno potere sopportare le
sollecitazioni interne ed esterne previste e saranno solidamente fissate e/o protette da qualsiasi tipo di danneggiamento
esterno; opportune precauzioni saranno prese affinchè in caso di rottura, esse non presentino rischi (movimenti
bruschi, getti ad alta pressione etc...)
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare qualsiasi rischio di incendio o surriscaldamento
provocato dalla stessa macchina.
I tamburi e i rulli devono essere progettati, costruiti ed installati in modo che le funi o le catene di cui sono muniti
possano avvolgersi senza lasciare lateralmente l’alloggiamento previsto.
Le macchine esposte al fulmine durante l’uso devono essere equipaggiate in modo da scaricare al suolo le eventuali
scariche elettriche.

Manutenzione
Il fabbricante indicherà nelle istruzioni per l’uso, i tipi e le frequenze
delle ispezioni e manutenzioni necessarie anche per motivi di
sicurezza.
I punti di regolazione, manutenzione o lubrificazione devono essere
situati fuori dalle zone pericolose. Gli interventi di pulitura e
regolazione devono potere essere eseguiti sulla macchina ferma.

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Segnalazioni
Le informazioni necessarie alla
guida di una macchina devono
essere chiare e facilmente
comprensibili.

Esempio in generale di
spie di segnalazione
visualizzato nel
display posto nel
cruscotto all’interno
della cabina di guida
delle macchine

Marcatura
Ogni macchina deve recare in modo leggibile ed indelebile almeno le seguenti indicazioni:
a) Nome del fabbricante e suo indirizzo
b) La marcatura “ce”
c) Designazione della serie o del tipo
d) Eventuale n° di serie
e) L’anno di costruzione
Se destinata ad essere utilizzata in atmosfera esplosiva, essa deve recare l’apposita
indicazione.

Targhetta di marcatura
fissata al telaio della
macchina

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La macchina deve recare anche tutte le indicazioni indispensabili alla sicurezza d’esercizio (es. frequenza massima
di rotazione di taluni organi, diametro massimo degli utensili che possono essere montati, massa, etc.)

Istruzioni per l’uso
Ogni macchina deve essere accompagnata da una istruzione per l’uso che fornisca almeno le seguenti informazioni:
a) Riepilogo delle informazioni previste per la marcatura (escluso il n° di serie) eventualmente completate con
le indicazioni atte a facilitare la manutenzione (indirizzo del riparatore, etc…) ;
b) Le condizioni d’uso previste: modo operativo corretto ed eventuali controindicazioni che in base all’esperienza
potrebbero presentarsi;
c) Il o i posti di lavoro che possono essere occupati dai lavoratori;
d) Le istruzioni per eseguire il lavoro senza alcun rischio;
e) La messa in funzione;
f) L’utilizzo;
g) Il trasporto, indicando la massa della macchina e dei suoi elementi, allorché devono essere regolarmente
trasportati separatamente;
h) L’installazione;
i) Il montaggio e lo smontaggio;
j) La manutenzione e la riparazione;
k) Se necessario, le istruzioni per l’addestramento;
l) Se necessario, le caratteristiche degli utensili che possono essere montati sulla macchina;
m) Le indicazioni inerenti al rumore aereo prodotto dalla macchina, valore reale o valore stabilito in base alla
misurazione eseguita su una macchina equivalente;
n) All’atto della messa in servizio ogni macchina deve essere accompagnata da una
traduzione delle istruzioni all’uso nella lingua del paese di utilizzazione e delle istruzioni
originali; alle istruzioni saranno allegati gli schemi della macchina necessari per la
messa in funzione, la manutenzione, l’ispezione e per ogni avvertenza utile soprattutto in
materia di sicurezza

Mobilità delle macchine
Conducente
È un operatore competente incaricato dello spostamento della macchina.
Illuminazione
Se il fabbricante prevede che le macchine saranno utilizzate in luoghi bui esse dovranno essere munite di un
dispositivo d’illuminazione adeguato al lavoro da svolgere, fermo restando le altre normative applicabili (codice
stradale ecc...)
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Posto di guida
- deve essere progettato tenendo conto dei principi dell’ergonomia
(comodità, facilità, mobilità ecc...);
- se la visibilità dal posto di guida è limitata, adeguati dispositivi devono
ripristinare le condizioni di sicurezza;
- se il posto di guida è dotato di cabina, deve essere previsto un luogo
destinato alla sistemazione delle istruzioni necessarie al conducente o
agli operatori;
- la cabina deve essere progettata, costruita ed attrezzata in modo da
garantire al conducente buone condizioni di lavoro e sicurezza (ad es.
riscaldamento ed aerazione adeguati, visibilità sufficiente, vibrazioni
contenute, limitata esposizione al rumore, protezione contro la caduta
di oggetti e contro il ribaltamento);
- l’uscita deve consentire un rapido abbandono della macchina. Si deve
inoltre prevedere un’uscita di sicurezza in una direzione diversa dall’uscita normale.

La cabina deve essere
comoda e confortevole

Sedile
Qualora la macchina possa essere munita di una struttura di protezione, in caso di ribaltamento il sedile deve
portare una cintura di sicurezza o un dispositivo equivalente che mantenga il conducente al suo posto, senza
opporsi ai movimenti necessari alla guida.
Dispositivi di comando
- i pedali devono essere progettati e costruiti in modo che possano essere azionati dal conducente in modo sicuro
senza il minimo rischio di confusione. Inoltre devono avere una superficie antisdrucciolevole e devono essere
facili da pulire;
- le macchine, con conducente trasportato, devono essere dotate di mezzi che scoraggino l’avviamento del motore
da parte di persone non autorizzate;
- uno spostamento della macchina non deve essere possibile all’atto dell’avviamento del motore.
Rischi connessi con il ribaltamento
Quando per una macchina con conducente trasportato
esiste il rischio di ribaltamento, essa deve essere
progettata e munita di una struttura di protezione contro
tale rischio (ROPS: roll-over protective structures). Detta
struttura deve essere tale che in caso di ribaltamento
garantisca al conducente trasportato un adeguato
volume limite di deformazione (DLV)
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Rischi connessi con la caduta di oggetti
Quando per una macchina con conducente trasportato esistono rischi connessi con la caduta di oggetti o materiali,
essa deve essere progettata e munita, se le sue condizioni lo consentono, di punti di ancoraggio atti a ricevere
una struttura a protezione contro tale rischio (FOPS: falling object protective structures). Detta struttura deve essere
tale che, in caso di cadute di oggetti o materiali, garantisca al conducente trasportato un adeguato volume limite
di deformazione (DLV).
Altri rischi
- Rischi dovuti alla batteria ed accumulatori: l’alloggiamento e la relativa batteria devono essere installati in modo
tale da evitare la proiezione di elettrolito sull’operatore in caso di ribaltamento ed evitare l’accumulo di vapori
vicino ai posti occupati dagli operatori.
- Rischio incendio: la macchina, ove le dimensioni lo consentano, deve permettere l’installazione di estintori
facilmente accessibili oppure essere munita di sistemi di estinzione che siano parte integrante della stessa macchina.
Segnalazione ed avvertimento
Ferme restando le condizioni da rispettare per la circolazione stradale, le macchine con conducente trasportato,
devono essere dotate delle seguenti attrezzature:
- un segnalatore acustico che consenta di avvertire le persone esposte;
- un sistema di segnalazione luminoso che tenga conto delle condizioni di impiego previste quali ad esempio
luci di arresto, luci di retromarcia, girofaro;
- una iscrizione sulla macchina stessa che vieti di avvicinarsi durante il lavoro quando le macchine, spostandosi
o movimentando i loro utensili, possano creare un rischio particolare. Tale iscrizione deve essere leggibile a
distanza sufficiente per garantire la sicurezza delle persone che devono operare nei pressi delle macchine.
Marcatura macchine mobili
Oltre alle indicazioni precedentemente elencate la marcatura delle macchine deve essere completata come segue:
- potenza nominale espressa in KW;
- la massa in Kg nella configurazione più usuale ed eventualmente:
- lo sforzo max. di trazione previsto dal fabbricante al gancio di traino in N.
- lo sforzo verticale max. previsto dal fabbricante al gancio di traino in N.
Istruzioni macchine mobili
Le istruzioni devono contenere, oltre alle indicazioni minime precedentemente elencate, le seguenti informazioni:
- tipologia delle vibrazioni;
- nel caso in cui le macchine consentano vari utilizzi a seconda dell’attrezzature impiegata, il fabbricante della
macchina base su cui possono essere applicate le attrezzature intercambiabili ed il fabbricante di queste, devono
fornire le istruzioni per consentire il montaggio e l’uso in condizioni di sicurezza.
14

Accessori di sollevamento
Componenti o attrezzature non collegate alle macchine o disposte tra la macchina ed il carico oppure sul carico
per consentirne la presa.
Accessori di imbracatura.
Accessori di sollevamento che servono alla realizzazione o all’impiego di una braca, quali ganci ad occhiello,
maniglie, anelli, golfari, etc…
Istruzioni d’uso degli accessori di sollevamento
Ogni accessorio di sollevamento (o ciascuna partita di accessori di sollevamento commercialmente indivisibile)
deve essere accompagnato da istruzioni per l’uso che forniscano almeno le seguenti indicazioni:
a) condizioni normali di esercizio;
b) prescrizioni per l’uso, il monitoraggio e la manutenzione
c) limiti di utilizzazione;
Marcatura accessori di sollevamento ed imbracatura
Ogni accessorio di sollevamento deve recare i seguenti marchi:
a) identificazione del fabbricante;
b) identificazione del materiale, se questa informazione è necessaria per la compatibilità dimensionale;
c) identificazione del carico massimo di utilizzazione;
d) marcatura “ce”
Per gli accessori di imbracatura (es. funi, cordami, fasce, ecc…) tali indicazioni devono essere apposte su una
targa o, per altri mezzi, solidamente fissati sull’accessorio.
Dette indicazioni devono essere leggibili e disposte in un punto tale da non scomparire in seguito alla lavorazione
o all’usura e tale da non compromettere la resistenza dell’accessorio.

15

Capitolo 2

Macchine
movimento
terra

Cap.

Si tratta di semoventi che nelle attività agricole, edili e produttive in generale, vengono impiegati nella realizzazione
delle attività di scavo, di carico e di trasporto di terra o di materiali ad essa assimilati (roccia, sabbia, ghiaia,
ecc…).
Secondo la funzione svolta, le macchine movimento terra si possono classificare nel seguente modo:
- macchine apripista
- macchine per la movimentazione ed il livellamento
- macchine da carico
- macchine per il trasporto
- macchine da scavo

Sono macchine cingolate dotate nella parte anteriore di una
grande lama (dozer) comandata da due pistoni idraulici che,
affondata nel terreno e grazie al moto del mezzo, spinge,
sposta e livella il materiale di risulta. Sono sempre meno
utilizzate in quanto sostituite dai caricatori (pale gommate o
cingolate).

esempio di macchina apripista: BULLDOZER

È un livellatore di materiale di finitura molto preciso
e veloce. Viene usato per stendere il materiale "bianco"
nella costruzione delle strade, cioè l'ultimo strato di
ghiaia prima della asfaltatura. Viene usato anche per
lavori di livellamento, taglio canali, profilature di
scarpate ecc…

esempio di macchina livellatrice: MOTORGRADER
17

Sono degli speciali autocarri che si caricano
autonomamente avendo il cassone sospeso tra i due
assi. Mentre la macchina avanza, il cassone si abbassa
sul terreno con un "tagliente" ed il materiale va a
riempire il cassone. Sono macchine ideali per spostare
grandi quantità di materiale su brevi distanze.

esempio macchine da carico-trasporto: SCRAPER

Queste macchine vengono utilizzate nei cantieri
edili o stradali e sono adibite esclusivamente al
trasporto di materiale. Sono molto robuste, possono
spostarsi su terreni accidentati e privi di
pavimentazione e sono dotati di cassone ribaltabile.
In genere non possono circolare sulle strade
pubbliche. Ne esistono di svariate dimensioni. Quelle
con cassoni enormi vengono usati per il trasporto di
grandi quantità di materiale nelle cave o nelle
costruzioni di grandi opere di genio civile (portata
circa 220 T Capacità 120 m cubi).

esempio di macchina da trasporto materiali: DUMPER

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Capitolo 3

Macchine da
scavo e carico
Generalità:
terne, pale caricatrici,
escavatori

Cap.

TERNE

Generalità
Sono macchine movimento terra considerate “universali”; possono svolgere più funzioni e quindi una notevole
quantità di lavori differenti.
La norma UNI EN 474-4 del dicembre 1997 definisce la terna una “macchina semovente a ruote o a cingoli
costituita da una struttura di base progettata per il montaggio sia di un caricatore anteriore sia di un escavatore
posteriore”.
La caratteristica peculiare delle terne è la flessibilità d’uso che determina la facilità con cui l’operatore può passare
rapidamente da una funzione all’altra senza muoversi dal suo posto di guida.
Con le ruote anteriori di dimensioni minori rispetto a quelle posteriori e a causa delle geometrie del braccio della
benna anteriore, le terne hanno una prestazione di carico inferiore rispetto alla pala caricatrice di pari potenza
e peso, anche se in commercio ne esistono modelli che hanno migliorato ed evoluto le loro caratteristiche
diventando sempre più simili ad una pala gommata.
Chiaramente la terna, a differenza della pala, ha la possibilità di operare anche come escavatore, utilizzando gli
stabilizzatori e la benna a cucchiaio installati posteriormente.
L’utilizzo dei due organi di scavo è comandato tramite la semplice rotazione del sedile che determina rapidità e
comodità d’impiego.
20

Molti modelli di terne possono impiegare un numero vario di accessori. Sul braccio meccanico anteriore è
possibile montare: diverse benne frontali di scavo e movimento terra (con misure differenti in base alla capacità);
pinze o forca per la movimentazione di materiali, manufatti o bancali, dischi tagliasfalto, scarificatori (ripper);
frese per materiali compatti, falconi per il sollevamento di materiali appesi al gancio. Sul braccio retroescavatore
è possibile montare: la benna rovescia, la benna per la pulizia dei fossi, la benna trapezoidale, la benna mordente
e rotante, il martello demolitore, le pinze idrauliche per la demolizione, la trivella, il braccio a snodo laterale.
Il montaggio degli accessori è possibile compatibilmente con quanto previsto nelle indicazioni, negli schemi e
nelle istruzioni elencate nel libretto rilasciato dal fabbricante della terna e conformemente alle caratteristiche
dell’accessorio contemplate nella documentazione a corredo dello stesso.

Principali tipologie in commercio
È possibile classificare le terne in funzione di alcune principali caratteristiche di telaio e trazione:
- terne a telaio fisso, sono generalmente più potenti ed ottimizzano le operazioni di spinta e caricamento della
pala anteriore.
- terne a telaio articolato, assicurano una elevata maneggevolezza in quanto la sterzata è agevolata dall’articolazione
del telaio operata mediante una ralla posta tra la cabina ed il castello di carico;
sono però meno efficienti negli sforzi di traino o di spinta in quanto l’articolazione del telaio risente dei pesanti
carichi applicati.

Caratteristiche tecniche
La macchina, per le sue configurazioni dimensionali, seppure garantisce una notevole flessibilità di impiego è
generalmente dotata di scarsa forza di spinta e pertanto non è particolarmente adatta per scavi che richiedano
notevole forza di penetrazione in materiali compatti.
È invece molto efficiente nella movimentazione di materiale sciolto da piazzale e nel carico su autocarro in quanto
il castello di carico è progettato per sollevare carichi verticali, anche con rapido spostamento.
Quindi le principali caratteristiche sono:
- la velocità di sollevamento della benna
- la distanza e l’altezza di scarico del materiale
- l’angolo di richiamo della benna
- il raggio di sterzata e la facilità di movimentazione della macchina durante le operazioni di carico

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La postazione di guida, generalmente insonorizzata, è all’interno di una cabina protetta contro il rovesciamento
ed il ribaltamento (struttura ROPS) e contro la caduta di oggetti dall’alto (struttura FOPS).
Il posto di guida, dotato di cintura di sicurezza che l’operatore deve obbligatoriamente utilizzare per rendere
efficace la funzione protettiva della struttura ROPS, è del tipo antivibrante.
La macchina è dotata di adeguati dispositivi acustici e luminosi di segnalazione ed avvertimento, nonché del
normale sistema di illuminazione dell’area di lavoro.

Modalità d’impiego
Nella cabina sono presenti i comandi per governare sia il braccio escavatore, sia quelli della pala caricatrice;
l’alternanza d’uso, facile e rapida, si effettua con una semplice rotazione di 180° del sedile di guida.
L’utilizzo della pala è gestito generalmente con leva/joystick. Durante le operazioni di carico si dovrà cercare di
porre l’automezzo da caricare il più possibile vicino al cumulo da cui si carica in modo da limitare gli spostamenti
della macchina.
Il controllo dell’escavatore è invece effettuato normalmente con due leve che consentono movimenti in continuo,
combinati e modulabili.
L’operatore per utilizzare il braccio di scavo posteriore deve prima abbassare gli stabilizzatori idraulici posizionati
in vicinanza delle ruote posteriori. Durante l’utilizzo del braccio escavatore gli stabilizzatori idraulici devono
essere sempre abbassati per aumentare la stabilità del mezzo, così come la pala anteriore deve essere infissa nel
terreno o posata e caricata con funzione di contrappeso.

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PALE CARICATRICI

Generalità
Sono macchine movimento terra versatili. Infatti, data la loro possibilità di essere equipaggiate con diversi accessori,
sono molto utilizzate anche al di fuori dei cantieri edili, in particolare nei grandi piazzali (come in cartiere o
industrie del legno, se attrezzate con pinze). Queste macchine possono essere equipaggiate con accessori alternativi
alla benna, come bracci a forca o a gancio per la movimentazione dei carichi, senza che siano alterati i requisiti
di sicurezza del caricatore che si modifica solo nell’utilizzo.
La norma UNI EN 474-3 definisce le pale caricatrici come “mezzi semoventi gommati o cingolati costituiti da
una struttura e da un cinematismo anteriore che portano una benna che carica o scava, sfruttando la traslazione
in avanti della macchina e che solleva, trasporta e scarica materiale”.
La pala caricatrice scava sfruttando la traslazione in avanti della macchina e mediante il cinematismo oleodinamico
anteriore è in grado di sollevare e ribaltare la robusta benna frontale generalmente caratterizzata da grandi
dimensioni.
Questa macchina è quindi particolarmente efficace nella movimentazione e nello scavo di sezioni di terreno a
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livello del piano di appoggio del carro o a livelli superiori, mentre fornisce mediocri prestazioni nelle operazioni
di scavo a quote sottostanti al piano campagna ove si movimenta lo stesso mezzo.

Tipologie in commercio
In funzione delle principali caratteristiche del telaio e della trazione è possibile classificare le pale caricatrici in:
- pale caricatrici cingolate
- pale caricatrici gommate a telaio rigido
- pale caricatrici gommate a telaio articolato
- minipale gommate
Le pale cingolate sono più potenti, possono muoversi su tutti i tipi di terreno, sono autonome nel carico del mezzo
di trasporto e nello spostamento del materiale sulle brevi distanze. Non sono (previa indicazione diversa elencata
nel libretto del fabbricante) autorizzate alla viabilità su strada.
Le pale a telaio fisso hanno una rilevante capacità di spinta e caricamento della pala anteriore. Per rendere più
maneggevole il mezzo in molti modelli il raggio di sterzata è ridotto con la rotazione contemporanea delle ruote
posteriori. Spesso sono dotate di kit di approntamento per la marcia su strada.
Le pale a telaio articolato sono le più diffuse in quanto molto maneggevoli, infatti la sterzata è agevolata
dall’articolazione del telaio ottenuta mediante una ralla posta tra la cabina ed il castello di carico. Questa
configurazione strutturale rende, però, la macchina meno efficiente negli sforzi di traino o di spinta; è pertanto
una macchina adatta a lavori su materiali sciolti caratterizzati da una limitata necessità di forza di penetrazione.
Le minipale sono macchine di ingombro ridotto, con ottime caratteristiche di mobilità e velocità nei movimenti;
le dimensioni ridotte della macchina non consentono di applicare configurazioni dei bracci tali da permettere
l’autonomia di carico su tutti i mezzi di trasporto. Si utilizzano, quindi, prevalentemente per la movimentazione
di materiale sul piazzale e per la pulizia delle aree di lavoro.
Sono in grado di invertire il senso di marcia in uno spazio molto limitato (di poco superiore al loro ingombro).
Si guidano solitamente con una cloche che permette ad un operatore capace ed esperto la gestione “millimetrica”
dei movimenti. Queste caratteristiche prestazionali rendono le minipale particolarmente adatte ad essere impiegate
nei cantieri urbani e nelle lavorazioni per la realizzazione e manutenzione dei sottoservizi.

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Caratteristiche tecniche
La caratteristica peculiare di questa macchina è chiaramente la capacità di carico e la velocità di spostamento.
La trasmissione di moto agli organi di scavo è fornita da un impianto oleodinamico a circuito chiuso con pompa
e motore idraulici alimentati da un motore diesel.
Le pale pertanto vengono distinte in base alla potenza del motore, al peso e alla velocità di sollevamento della
benna, oltre che in base alla capacità di carico della stessa benna.
Vista l’attitudine prevalente della macchina al lavoro di caricamento, il castello di carico è sempre progettato per
sopportare lo spostamento rapido di importanti carichi verticali.
Per i modelli cingolati, la larghezza del cingolo è un parametro importante in relazione allo sfruttamento della
potenza per la spinta e lo scavo oltre che per l’equilibrio (galleggiabilità) su terreni difficili. Le pale cingolate
risultano notevolmente più lente delle pale gommate nelle operazioni di carico e spostamento.
Per le minipale sono di particolare rilevanza le caratteristiche delle pompe idrauliche che devono essere adeguate
alla potenza del motore diesel ed al peso della macchina.
Per le pale cingolate e gommate la postazione di guida è generalmente insonorizzata ed alloggiata in una cabina
con una struttura di protezione contro il ribaltamento, il rovesciamento (ROPS) e contro la caduta di oggetti (FOPS).
Il posto di guida dotato di cintura di sicurezza (che l’operatore deve obbligatoriamente utilizzare per rendere
efficace la funzione protettiva della struttura ROPS) è del tipo antivibrante.
La macchina è dotata di adeguati dispositivi acustici e luminosi di segnalazione ed avvertimento, nonché del
normale sistema di illuminazione dell’area di lavoro.
Molti modelli commercializzati possono utilizzare un vasto numero di accessori; sul braccio meccanico anteriore
è possibile montare:
- benne frontali per scavo e movimento terra, con o senza denti sul tagliente per facilitare la penetrazione
- benne a scarico laterale o trilaterale
- benne a scarico dal fondo, provviste di ganascia che aprendosi permette di scaricare il materiale senza eseguire
la rotazione della benna
- benne da roccia, caratterizzata da un tagliente a “V”, privo di denti
- benna per sradicamento di alberi o ceppi
- pala spartineve
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- benna apripista
- dischi tagliasfalto
- frese per materiali compatti
- pinze o forche per movimentare materiali e bancali
- falconi per il sollevamento di materiali al gancio
Alcune minipale possono montare anche attrezzature a movimento idraulico come:
- trivelle
- spazzatrici stradali
- piccoli bracci escavatori rovesci
- sistemi di carico specializzati (per legname, per tubazioni, di tipo pneumatico, ecc…)

Modalità d’impiego
Lo scavo, il carico, il sollevamento, il trasporto e lo scarico del materiale viene effettuato utilizzando la grande
lama frontale concava, nella quale mediante la spinta della macchina avviene il caricamento del terreno. Lo
scarico, normalmente, avviene mediante il rovesciamento della benna frontalmente (raramente lateralmente).
Nei modelli in commercio la pala caricatrice è comandata generalmente mediante leva/joystick che consente
l’esecuzione di movimenti combinati in modo proporzionale e continuo.
Durante l’operatività si cerca di organizzare l’area di lavoro in modo tale che l’autocarro da caricare sia il più
vicino possibile al cumulo da cui si carica; se possibile, una soluzione migliore è quella di individuare due aree
di carico attigue che permettano agli autocarri di posizionarsi alternativamente a sinistra e destra della pala
limitando al massimo i “tempi morti“ tra le successive fasi di carico.
Normalmente in queste fasi di lavoro non è necessaria l’assistenza di lavoratori a terra i rapidi movimenti eseguiti
dalla macchina possono, anzi, essere fonte di pericolo per chi dovesse trovarsi nel raggio d’azione della macchina.
È quindi importante assicurarsi che nell’area operativa occupata dagli spostamenti della pala caricatrice non vi
sia personale.
Diversamente, l’utilizzo di una minipala in ambiti ristretti o nell’esecuzione di lavori di scavo di precisione,
comporta spesso anche l’assistenza di personale a terra, la cui tutela deve essere assicurata, previa valutazione
e programmazione delle modalità operative, individuando posizioni e comportamenti che escludano rischi
d’investimento, urto o schiacciamento.

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Nella foto qui a fianco è rappresentato, a titolo
esemplificativo, uno skid loader: una minipala
dai movimenti rapidi, agile nelle lavorazioni, ma
che richiede grande attenzione e prudenza nella
guida e quindi responsabilità e competenza da
parte del conducente.

ESCAVATORI

Generalità
L’escavatore idraulico è una tra le macchine movimento terra più versatili. Può essere cingolato o gommato. In
questa ultima configurazione, se omologato, può circolare su strade pubbliche.
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Con l’escavatore si eseguono scavi di sbancamento, carico di materiale, scavi in sezione ristretta per fondazioni,
canalizzazioni, formazione di scarpate, argini fluviali ecc...
Con specifici accessori in dotazione può posare manufatti, armature, tubazioni; al posto della benna possono
essere montate speciali attrezzature da lavoro come: pinze idrauliche adibite al cesoiamento di strutture in ferro,
o alla frantumazione di manufatti in calcestruzzo; il martellone per la demolizione di pareti in roccia, pietre,
manufatti in c.a. come pilastri, ponti, ecc...
L’escavatore solo se dotato di cabina blindata può essere utilizzato per i lavori di demolizione.
La norma UNI EN 474-5 del dicembre 2007 definisce l’escavatore come una “macchina semovente a ruote, cingoli
o appoggi articolati, provvista di una struttura superiore (torretta) in grado normalmente di ruotare di 360° e che supporta
un braccio escavatore progettato principalmente per scavare con una cucchiaia o una benna, rimanendo ferma.”
È una delle macchine più diffuse nei cantieri edili ed è costituito da un corpo basso generalmente cingolato nel
quale sono alloggiati gli organi di movimento della macchina stessa. Il carro, che in alcuni modelli è anche
gommato, è sormontato da una torretta rotante rispetto al corpo base, nella quale si trovano il motore, la postazione
di guida e il comando dell’utensile lavoratore.
È una macchina relativamente flessibile in quanto, se di grandi dimensioni, necessita di ampi spazi di manovra.
Può essere utilizzata in vari contesti produttivi semplicemente modificando la configurazione dell’utensile lavoratore.

Principali tipologie in commercio
Gli escavatori sono mezzi che generalmente vengono distinti in base:
- al peso operativo;
- alla potenza idraulica del motore;
- alle caratteristiche geometriche del braccio (frontale per speciali operazioni di carico o rovescio per normali
operazioni di carico e per lo scavo);
- alla dimensione del braccio lavoratore e conseguentemente alla capacità di lavoro della benna per lo scavo.

Caratteristiche tecniche
La caratteristica principale è il peso operativo. È infatti il peso della macchina il principale parametro fisico che
identifica il limite superiore della capacità di strappo della benna e, proprio per questo motivo, nella parte posteriore
della torretta rotante è presente un contrappeso.
La trasmissione del moto al braccio escavatore è garantita da un impianto oleodinamico a circuito chiuso con
pompa e motore idraulici alimentati da un motore diesel. La potenza idraulica influisce, ovviamente, sulle
prestazioni della macchina sia in termini di velocità di rotazione, che in potenza di scavo.
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La particolare configurazione geometrica del braccio ne determina le prestazioni di movimento e potenza che
hanno una diretta influenza sulla distanza e sulla profondità dello scavo.
All’interno del posto di guida sono alloggiati anche i comandi per la manovra della benna di scavo. Il braccio
escavatore è comandato mediante due joystick che consentono movimenti combinati in modo proporzionale e
continuo.
La postazione di guida, generalmente insonorizzata, è all’interno di una cabina protetta contro il rovesciamento
ed il ribaltamento (struttura ROPS) e contro la caduta di oggetti dall’alto (struttura FOPS).
Il posto di guida, dotato di cintura di sicurezza (che l’operatore deve obbligatoriamente utilizzare per rendere
efficace la funzione protettiva della struttura ROPS) è del tipo antivibrante.
La macchina è dotata di adeguati dispositivi acustici e luminosi di segnalazione ed avvertimento, nonché del
normale sistema di illuminazione dell’area di lavoro.

Modalità d’impiego
La configurazione più diffusa, con carro cingolato e braccio rovescio, è una struttura operativa ideale per scavare
al di sotto del piano di appoggio della macchina e permette di realizzare scavi a sezione obbligata e scavi di
sbancamento di notevole profondità, consentendo di mantenere, se necessario, le pareti dello scavo sostanzialmente
verticali.
Se l’altezza del fronte dello scavo è superiore alla profondità di scavo della macchina, si deve procedere per fasi
successive operando dei “terrazzamenti” del banco di scavo.
La rotazione della torretta e del braccio operativo permettono, inoltre, un’agevole operazione di carico sull’automezzo
del materiale di scavo.
L’escavatore idraulico data la sua versatilità viene utilizzato:
- per eseguire scavi di sbancamento o a sezione obbligata di grandi dimensioni nelle operazioni di carico, trasporto
e livellamento dei materiali di scavo con l’applicazione al braccio della benna;
- per lavori di demolizione (come conglomerati cementizi, ecc…) o perforazioni (per esempio di rocce) applicando
al braccio pinze idrauliche o martelli demolitori.
Diversa è la filosofia legata all’impiego del miniescavatore cingolato, in quanto le sue dimensioni particolarmente
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ridotte ne indirizzano l’uso nei lavori di costruzione e soprattutto di manutenzione dei servizi all’interno dei centri
abitati (ad esempio reti idriche, fognarie, elettriche…)
Il miniescavatore può eseguire:
- scavi a sezione obbligata di ridotte dimensioni
- lavori di drenaggio in giardini o impianti sportivi
- demolizioni o perforazioni di rocce o conglomerati cementizi di piccole dimensioni, con l’applicazione al
braccio del martello demolitore
- riempimento di scavi di ridotte dimensioni, con l’applicazione della lama anteriore
I cingoli generalmente gommati, determinano una buona aderenza al suolo, mentre le ridotte dimensioni consentono
una notevole mobilità del mezzo che può essere trasportato con autocarri di piccola portata.
Escavatori utilizzati come mezzi di sollevamento:
L’utilizzo delle macchine movimento terra come apparecchi di sollevamento è vietato dalle norme di legge se
questa funzione non è espressamente prevista dalla certificazione tecnica rilasciata dal costruttore.
Ove la funzione di sollevamento è prevista dal fabbricante, la macchina deve essere dotata di tutti i requisiti
tecnici necessari per poter movimentare e posizionare, in sicurezza, i carichi sollevati (manufatti diversi da terra
e pietre) e nello specifico deve possedere:
- un dispositivo di aggancio omologato;
- un dispositivo di avvertimento acustico o visivo della raggiunta capacità limite di portata o della movimentazione
del carico;
- un dispositivo di controllo dell’abbassamento del braccio di sollevamento montato sul cilindro dello stesso
(conforme al DPR 459/96 e relativi emendamenti), in modo tale che l’impianto idraulico abbia valvole di sicurezza
per evitare la caduta del carico in caso di rottura delle tubazioni.
Si ricorda che nel libretto d’uso fornito dal fabbricante devono essere indicate le istruzioni operative con i relativi
limiti di utilizzo.
Gli escavatori nella configurazione predisposta per il sollevamento dei carichi sospesi sono quindi assimilati alle
gru e come tali devono sottostare alle prescrizioni del D.Lgs 81/08, art. 71, comma 11. Pertanto si deve provvedere
alla notifica all’ISPESL per la prima messa in servizio (allegando copia della dichiarazione “ce” di conformità della
macchina) e deve essere richiesta all’ASL la verifica periodica annuale.

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Capitolo 4

Documentazione,
marcature,
certificazioni a corredo
delle macchine

Cap.

5

La terna, molte pale gommate e gli escavatori gommati se omologati, sono automezzi immatricolati targati e
possono circolare su strada. Sono quindi provvisti e corredati dal libretto di circolazione e dal foglio complementare.
Se l’ escavatore o la pala sono cingolati e non omologati per la circolazione su strada, il trasporto può avvenire
esclusivamente caricando la macchina sul carrellone o (per le macchine di dimensione e peso ridotti) sopra
regolari autocarri con portata conforme al peso delle macchine caricate.
Le terne, le pale e gli escavatori devono essere provvisti di targa riportante in modo leggibile ed indelebile almeno
i seguenti dati:
- nome ed indirizzo del fabbricante
- designazione del tipo e della serie
- anno di fabbricazione
- eventuale numero di serie
- marcatura CE
- principali caratteristiche tecniche della macchina
La macchina deve avere a corredo un libretto d’uso e di manutenzione ordinaria, straordinaria e preventiva,
elencante: informazioni di carattere tecnico, indicazioni necessarie per operare in sicurezza, la messa in funzione,
l’utilizzazione, il trasporto, la regolazione e la riparazione della macchina.
Importante è leggere attentamente il libretto d’istruzioni che deve comprendere tutte le informazioni necessarie
per l’uso e per una manutenzione adeguata, ivi compresa la possibilità di montare gli accessori. Gli stessi accessori
sono a loro volta “macchine” e devono quindi essere marcati CE. I documenti di accompagnamento devono
specificare a quali macchine (costruttore, tipo, modello) possono essere applicati. È vietato assemblare macchine
e accessori che non siano esplicitamente compatibili (adattandoli ad esempio con modifiche artigianali eseguite
alle strutture).
Le tubazioni flessibili dell’impianto oleodinamico devono recare stampigliata l’indicazione della classe d’esercizio
e la data di fabbricazione.
Se la macchina è predisposta dal fabbricante (anche con l’ausilio di accessori regolari come il falcone) per il
sollevamento verticale di materiali appesi al gancio, regolarmente applicato al telaio dal costruttore, di peso
superiore a 200 Kg, deve essere sottoposta da parte dell’organo di vigilanza (ASL/ARPA) a verifica periodica
annuale.

32

Capitolo 5

Attrezzatura
intercambiabile
apparecchio
(in gergo: accessorio)

Cap.

(DPR 459/96 art. 1)
Definizione: attrezzatura intercambiabile che modifica la funzione di una macchina, commercializzata per essere
montata su una macchina o una serie di macchine diverse dall’operatore stesso, nei limiti in cui tale attrezzatura
non sia un pezzo di ricambio o un utensile.
Definizione: insieme di apparecchi che per raggiungere un determinato risultato sono disposti e comandati in
modo da avere un funzionamento solidale.

Gli accessori devono avere impresso il marchio CE
Il montaggio degli accessori è possibile compatibilmente a quanto previsto nelle indicazioni, negli schemi e nelle
istruzioni elencate nel libretto rilasciato dal fabbricante delle macchine conformemente alle caratteristiche
dell’accessorio e contemplate nella documentazione a corredo dello stesso (D.Lgs 81/08, artt. 70 e 71).
Si evidenzia che le macchine sono commercializzate dal fabbricante nella configurazione standard che consente
di ottimizzare al meglio le specifiche prestazioni del mezzo meccanico, riferite ad una determinata applicazione.
È quindi importante un’attenta valutazione della scelta dell’accessorio che deve tenere conto delle caratteristiche
prestazionali della macchina per evitare poi di ritrovarsi in situazioni di difficoltà tecnica (potenza della macchina
inadeguata per il peso e le dimensioni dell’accessorio installato) e di pericolosità nelle operazioni (come nel caso
di braccio meccanico in “sofferenza” nel sostenere le attrezzature in tutte le fasi lavorative).
È assolutamente vietato applicare gli accessori in modo “artigianale”, modificando le strutture di sostegno della
macchina, allargando o spostando i fori di fissaggio, saldando piastre di ancoraggio ecc…, senza consultare i
fabbricanti sia della macchina sia dell’accessorio.
Di seguito si elencano alcuni dei principali accessori generalmente applicati alle macchine movimento terra.

Accessori di scavo
È importante la scelta giusta degli accessori per ottimizzare al massimo le prestazioni della macchina in ogni
particolare situazione e, con esse, la sicurezza.

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Esempio di gamma di benne specifiche per tipo di terreno e materiali:
1) SCAVO: indicate per scavo e
carico in presenza di materiale
medio - facile, quali argilla e terra.
Sono caratterizzate da portadenti
saldati e punte con tagliente in
acciaio speciale, piastre d’usura e
protezioni laterali.

2) SCAVO CON IMPIEGHI
GRAVOSI: indicate per scavo e
carico di materiali abrasivi e
compatti quali terra, roccia, sabbia,
ghiaia, carbone ecc… Sono
caratterizzate da portadenti saldati
e punte di classe superiore e
dall’impiego di acciai antiusura
su tagliente e piastre d’usura
inferiori e laterali.

3) BENNA
da scavo roccia

4) BENNE per pulizia
fossati o da scarpata
inclinabili

5) BENNE
TRAPEZOIDALI:
creazione
fossati

7) BENNE
tipo griglia
selezionatrici

6) BENNE
per pulizia
fossati o
per scarpate

8) RIPPER
o denti
scarificatori
(la forza di
scavo è
concentrata
in un unico
dente)
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Es. Accessori per demolizione:

Es. Accessorio di sollevamento:

9) MARTELLO
IDRAULICO,
da applicare
all’escavatore

connessioni idrauliche
con prese per manometri
cilindro protetto
corpo
chiuso
valvola di
velocità

piastra
intercambiabile

lama intercambiabile
dente laterale
intercambiabile

piastra centrale finecorsa

10) PINZA
FRANTUMATRICE,
utilizzata anche per
la demolizione
secondaria, per
separare o ridurre
in frammenti più
piccoli le parti della
demolizione e
facilitarne il carico
e trasporto

11) FORCA
per sollevamento
pallets

Es. Accessorio di perforazione:

12) TRIVELLA oleodinamica
provvista di apposita
“testa” che si applica
al braccio del miniescavatore
tramite una piastra
di sospensione

36

Capitolo 6

Operatore addetto
alla conduzione
e alla manutenzione

Cap.

5

La legislazione nazionale non prevede attualmente l’obbligo di uno “specifico patentino” per l’utilizzo e la
manutenzione delle macchine movimento terra (anche se in sede di conferenza permanente per i rapporti tra
Stato, Regioni e Province Autonome, saranno individuate le attrezzature di lavoro che abbisogneranno di una
specifica abilitazione nonché le modalità per ottenere tale riconoscimento; art. 73 comma 5 D.Lgs n. 81/08).
Il D.Lgs n. 81/08, in linea con l’ex D.Lgs 626/64, ribadisce che per mezzi ed attrezzature speciali ove si richiede
competenza e responsabilità, l’utilizzo deve essere effettuato da operatori che abbiano ricevuto una formazione
specifica (art. 71, 73) ed un addestramento adeguato. Tale formazione deve garantire che l’utilizzo delle macchine
avvenga in modo corretto, in relazione ai rischi che possono essere causati a se stessi od ad altre persone.
La conduzione di una macchina movimento terra richiede una particolare abilità e una preparazione tecnica,
oltre ad un elevato senso di responsabilità.
L’operatore deve quindi possedere specifici requisiti psicofisici per essere idoneo a svolgere questo lavoro. Pertanto
la conduzione e l’utilizzo di queste macchine deve essere riservato solo a personale competente incaricato (art.
71 comma 4, lettera a, D.Lgs n. 81/08).
Si evidenzia inoltre che:
- la legge 125/2001
- l’intesa Conferenza Stato Regioni del 16/ 03 /2006
- il provvedimento adottato dalla Conferenza Stato Regioni del 18/09/08
includono i lavoratori incaricati della guida di mezzi d'opera per la movimentazione e il trasporto di terra e
manufatti, tra quelli ad elevato rischio di infortunio e quindi tra coloro da sottoporre a visite mediche sanitarie
(a carico del datore di lavoro) finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcooldipendenza o di assunzione
di sostanze psicotrope e stupefacenti.
Istruzioni, in linea generale non esaustive, a cui devono attenersi gli operatori delle macchine e, contestualmente
alle proprie competenze, il RSPP ed il preposto per un utilizzo e manutenzione corretti e sicuri del mezzo.

Obblighi fondamentali:
- Impiegare solo personale addestrato, istruito e formato all’uso specifico della macchina M.T. (art. 71, comma 4
e art. 73 comma 4, del D.Lgs n. 81/08)
- I lavori nella e con la macchina devono essere eseguiti da personale idoneo (formato e addestrato) e fidato.
- Accertarsi che sulla macchina intervenga solo personale con specifico incarico.

38

- Rispettare l’età minima ammessa per legge per la conduzione (non inferiore ai 18 anni).
- Stabilire chiaramente la competenza del personale per la manovra, la manutenzione e la riparazione.
- Il personale incaricato di attività riguardanti la macchina deve aver letto, prima dell’inizio dei lavori, il libretto
di istruzioni e in particolare il capitolo “Sicurezza” (è troppo tardi farlo durante l’espletamento dei lavori).
- Anche il personale che interviene solo occasionalmente, per esempio, nella riparazione o nella manutenzione
della macchina, deve avere letto il libretto delle istruzioni.
- Controllare frequentemente che il personale lavori consapevole dei fattori relativi alla sicurezza e dei pericoli,
attenendosi al libretto di istruzioni.
- Attenersi a tutte le avvertenze per la sicurezza indicate nel libretto del fabbricante inerenti all’uso corretto della
macchina.
- Tenere il libretto d’istruzioni fornito dal fabbricante all’interno della macchina o in cantiere (se impossibilitati
dalla mancanza della cabina).
- Sul telaio esterno della macchina ed all’interno dell’abitacolo, conservare in condizioni integralmente leggibili
le avvertenze per la sicurezza e di pericolo.
- Non eseguire alcuna modifica, aggiunta o conversione alla macchina che possa pregiudicarne la sicurezza,
senza autorizzazione del costruttore. Ciò vale anche per il montaggio e la regolazione di dispositivi e valvole di
sicurezza, nonché per la saldatura di particolari strutturali portanti.
- Qualora indicato dal fabbricante oppure se individuato e richiesto dalla valutazione del rischio, usare
equipaggiamenti protettivi personali (DPI).

39

Capitolo 7

DPI
da utilizzare

Cap.

L’operatore deve porsi alla guida del mezzo con abbigliamento da lavoro adeguato, consistente in una tuta idonea
che consenta libertà nei movimenti.
I DPI, da considerarsi in via preliminare (D.Lgs 81/08 art. 75, 77, 79, ed allegato VII di riferimento per
l’individuazione) per l’operatore della macchina, sono:
- calzature di sicurezza con puntale d’acciaio (o in materiale che consenta di ottenere le stesse prestazioni di
protezione di sicurezza), soletta antiforo, suola antisdrucciolo; (UNI EN 345-S3 e s.m.)
- indumenti protettivi e/o tute da lavoro; (UNI EN 340 e s.m.)
- guanti per la protezione dai rischi meccanici per le attività di manutenzione; (UNI EN 388 e s.m.)
- occhiali di sicurezza o visiere per la protezione meccanica durante le attività di manutenzione; (UNI EN 166 e s.m.)
- mascherine monouso antipolvere se si lavora con la portiera aperta; (es. EN 149-FFP2 o compatibili a proteggere
contro le polveri, i vapori, i fumi e simili, dell’ambiente in cui si opera, previa valutazione del rischio specifico)
- otoprotettori se si lavora con la cabina aperta o in particolari lavorazioni rumorose, come ad esempio in occasione
di demolizioni, (conformi alle norme EN 352-1, EN 352-2, EN352- e s.m.) scelti previa valutazione del rischio
in base ai valori di esposizione al rumore per le varie attività lavorative elencati nella specifica relazione fonometrica.
I DPI, da considerarsi in via preliminare, per l’operatore ausiliario a terra sono:
- casco di sicurezza (UNI EN 397 e s.m.) con eventuale cinturino (provvisto di dispositivo di sgancio di sicurezza)
per il bloccaggio dell’elmetto alla testa;
- indumenti ad alta visibilità, anche per il conducente quando scende dal mezzo in zone con traffico veicolare
(UNI EN 471 e s. m.);
- calzature di sicurezza con puntale d’acciaio (o materiale equivalente per resistenza alla compressione), soletta
antiforo, suola antisdrucciolo (UNI EN 345-S3 e s.m.);
- indumenti protettivi e/o tute da lavoro (UNI EN 340 e s.m.);
- occhiali di sicurezza o visiere per la protezione meccanica per le attività di scavo e demolizione (UNI EN 166 e s.m.);
- mascherine monouso antipolvere (es. EN 149-FFP2 e s.m.) previa valutazione del rischio effettivo ed in relazione
al tipo di “atmosfera/ambiente” in cui operano i lavoratori;
- otoprotettori (conformi alle norme EN 352-1, EN 352-2, EN352-3 e s.m.);
NB Si ricorda che per l’uso dei DPI di 3^ categoria e per gli otoprotettori il datore di lavoro, oltre ad una formazione
adeguata, deve eseguire un addestramento specifico al lavoratore (D.Lgs 81/08 art. 77, comma 5) che deve risultare
agli atti.

41

Capitolo 8

Segnaletica
di sicurezza

Cap.

Quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure organizzative, metodi o mezzi
tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro ricorre alla segnaletica di sicurezza conformemente alle
prescrizioni di cui agli art. 162, 163 ed agli allegati XXIV, XXXII di riferimento del D.Lgs 81/08.
Simboli per evidenziare situazioni di rischio
È una segnaletica che riferita ad un oggetto, ad una attività od ad una situazione determinata, fornisce una
indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro e che utilizza, a seconda
dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale.

Cartellonistica:

- Segnale di divieto: ha la funzione di vietare un
comportamento che potrebbe causare un pericolo.
Segue esempio

- Segnale di avvertimento: ha la funzione di vietare
un comportamento che potrebbe causare un
pericolo. Segue esempio

- Segnale di prescrizione: ha il compito di prescrivere
un determinato comportamento. Segue esempio

Il colore rosso
è associato
al concetto di divieto

il colore giallo avverte della
presenza di un pericolo
invitando così alla cautela

Il colore azzurro è
associato al concetto
di obbligo e prescrizione
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Segnali luminosi
- L’intensità della luce emessa da un segnale deve produrre un contrasto luminoso adeguato all’ambiente in cui
si propaga, in rapporto alle condizioni d’impiego previste, senza provocare fenomeni di abbagliamento dovuti
all’eccessiva luminosità, o di cattiva visibilità per scarsa intensità.
- Rispetto ad un segnale continuo, quello intermittente indica un livello più elevato di pericolo oppure un’urgenza
maggiore di intervento che richiede un’azione immediata preordinata.

Segnali acustici
Devono avere un livello sonoro nettamente superiore al rumore di fondo in modo da essere sentiti, senza però
arrecare dolore alle persone.
Devono essere facilmente riconoscibili in relazione alla tipologia del suono (diverso dal rumore di fondo o da
altri segnali) e con frequenza costante o variabile se si deve segnalare un livello più elevato di pericolo o un’urgenza
maggiore di intervento che richieda una azione immediata.
Il suono di un segnale che indica lo sgombero e l’abbandono dell’ area di lavoro deve essere continuo.

Prescrizioni per comunicazione verbale e segnali gestuali
Gli operatori delle macchine devono conoscere termini e gesti convenzionali (loro destinati) che i “segnalatori”
(lavoratori incaricati di questa specifica mansione e facilmente individuabili grazie agli indumenti ad alta visibilità)
effettuano per ottenere una regolare e sicura movimentazione dei carichi.
È importante indicare alcune disposizioni basilari per la segnalazione delle operazioni d’imbracatura, per lo
spostamento dei carichi e la movimentazione in sicurezza della macchina.

44

Comunicazione verbale:
Si serve della voce umana o di una sintesi vocale. Quando la comunicazione si instaura fra un parlante ed uno
o più ascoltatori deve essere in forma di testi brevi, frasi o parole ed eventualmente in codice. I messaggi devono
essere il più possibile semplici, chiari e brevi; le persone interessate devono conoscere il linguaggio utilizzato
servendosi anche di parole chiave come:
Via: per indicare che si è assunta la direzione dell’operazione
Alt: per interrompere o terminare un movimento
Ferma: per arrestare le operazioni
Solleva: per fare salire un carico
Abbassa: per fare scendere un carico
Attenzione: per ordinare un alt o un arresto di emergenza
Presto: per accelerare un movimento per motivi di sicurezza
Avanti - indietro - a destra - a sinistra: se necessario questi ordini andranno coordinati con codici gestuali
corrispondenti

Segnali gestuali
Il segnale gestuale consiste in un movimento o in una particolare posizione delle braccia o delle mani effettuati
per guidare persone (lavoratori) che eseguono manovre.
Tali operazioni, eseguite con segnalazioni gestuali, sono “codificate” dal D.Lgs 81/08 all. XXXII ed indicate nelle
tabelle seguenti:

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MOVIMENTI
GENERALI

MOVIMENTI
VERTICALI

46

MOVIMENTI
ORIZZONTALI

PERICOLO

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Segnaletica stradale in concomitanza di cantieri
La segnalazione temporanea del cantiere stradale, degli ostacoli, delle alterazioni dei percorsi pedonali causate
dai lavori in corso, è fondamentale per tutelare l’incolumità delle persone, degli stessi lavoratori, di chi opera sulla
strada o transita nelle zone limitrofe, mirando anche a prevenire la collisione tra i mezzi o gli urti contro gli
ostacoli.
Per quanto riguarda il transito sulla strada e la circolazione in generale, ci si attiene alla segnaletica elencata nel
codice stradale. Il segnale di pericolo (in concomitanza con lavori stradali) è rappresentato da forma triangolare
con bordo rosso, sfondo giallo e pittogramma nero.
Lo schema di segnalazione del cantiere deve essere approvato dall’ente proprietario della strada.
Nelle immagini seguenti sono indicati i segnali che normalmente indicano le situazioni di pericolo e di avvertimento
in prossimità di cantieri stradali:

STRETTOIA
SIMMETRICA

LAVORI
IN CORSO

STRETTOIA
ASIMMETRICA SX

STRETTOIA
ASIMMETRICA DX

DOPPIO SENSO
CIRCOLAZIONE

PERICOLO
GENERICO

STRADA
DEFORMATA

MATERIALE
INSTABILE

REGOLAZIONE
SEMAFORICA

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